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Vivere bene la vita amando quello che c'è di buono e condannando duramente quello che c'è di cattivo...

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Corsica, 4-11 giugno 2011 - Parte 2

Post n°18 pubblicato il 15 Luglio 2011 da zivas
 
Foto di zivas

 

Martedì 7 giugno
Il tempo non è bello e decidiamo di prendercela comoda.
Partiamo intorno alle 11 alla volta di Corte, e appena iniziamo a salire sulle montagne la nebbia ci avvolge, tanto da non vedere minimamente lo splendido panorama delle Gorges de Spelunca, nei pressi di Evisa; è un peccato ma non possiamo farci niente; proseguiamo salendo fino a 1500 metri e poi riscendendo dall'altro versante, dove nei pressi di un fiume incontriamo dei simpatici maiali neri selvatici, alcuni molto piccoli, che si fanno avvicinare e fotografare grazie anche al fatto che Matteo gli dice: "Vieni pure, guarda che io non ti mangio!"

Maiali

Maiali

Prima di Calacuccia

Prima di Calacuccia

Proseguiamo per la bellissima e stretta strada prima di Calacuccia, dove ci fermiamo varie volte per fare delle imperdibili foto,

Prima di Calacuccia

Prima di Calacuccia

e godendo delle tutte curve (non c'è un pezzo dritto) a vista che ci fanno dondolare fino ad arrivare a Corte, dove naturalmente piove.
Un pranzetto veloce e niente male in centro, accompagnato naturalmente dalle fidate 'Pietra', e smette di piovere, per cui dopo due passi a piedi

Corte

Corte

ci affrettiamo a guadagnare la stretta e spettacolare strada che percorre la valle della Restonica: un paesaggio imperdibile per chiunque si rechi in Corsica; sembra di stare nei migliori posti delle Alpi o delle Dolomiti, e per un attimo ci si dimentica di essere su un'isola, a due passi dal mare.

Restonica

Restonica

Restonica

Restonica

Restonica

Restonica

Restonica

Restonica

La strada finisce nel consueto piazzate con baita; qualche foto e decidiamo di tornare giù, anche perchè qui l'unica toilette disponibile è la natura e io non ne voglio approfittare!

Restonica

Restonica

Restonica

Restonica

Torniamo sui nostri passi e poco dopo Corte, invece che fare la strada principale verso Francardo, prendiamo una bella deviazione per Castirla, un tratto di strada semideserta che ci fa risparmiare forse un paio di km ma è più bella dell'altra, anche se meno scorrevole.
Sulla strada del ritorno altre imperdibili foto lungo la via (il tempo è un pò migliorato rispetto all'andata)

Francardo

Vicino Francardo

Vicino Francardo

Vicino Francardo

Vicino Francardo

e poi, prima di Evisa, giriamo per Sagone, con l'intenzione di fare poi la strada costiera tra questa cittadina e Porto, dando quindi un primo sguardo a Les Calanche.
La nebbia ci ha accompagnato anche sul passo tra Evisa e Sagone, per cui ben poco abbiamo visto degli splendidi panorami; stessa cosa nei pressi de Les Calanche, anche se i blocchi rossi a strapiombo sul mare, avvolti nella nebbia e velatamente visibili, ci hanno regalato delle immagini che purtroppo, essendo tardi e noi infreddoliti,
non ci siamo curati di fotografare.
Belli stanchi facciamo due passi per andare a cena al porto, dove ci aspettano delle belle pizze accompagnate dalla nostra bevanda preferita, che ormai non sto più a dire qual è

Mercoledì 8 giugno
Ultimo giorno di permanenza a Porto, il tempo è discreto e decidiamo di andare al mare e a vedere Les Calanche; ci dirigiamo per pochi km verso Piana, facendo lunghe soste nei pressi dei meravigliosi blocchi rossi visibili ora dalla strada a strapiombo, e con il mare come sfondo;

Les Calanche

Les Calanche

Les Calanche

Les Calanche

c'è tanta gente, e pure un raduno di Citroen 2CV che scorrono in fila sulla stretta stradina.

Les Calanche

Lo spettacolo oggi è davvero mozzafiato, e abbiamo tempo da dedicarci, per cui ci dilunghiamo un pò.
Da Piana prendiamo la stretta e ripida stradina che ci porta a Marina di Ficajola;

Marina di Ficajola

lasciate le moto legate insieme nel piazzale parcheggio, facciamo il chilometro di sentiero che ci porta nella splendida ansa, dove facciamo in tempo a fare un fresco bagno nella trasparente acqua del mare,

Marina di Ficajola

Marina di Ficajola

e a comsumare il pranzo al sacco, fatto di Taboulè (pasto freddo a base di couscous), formaggio e frutta, prima che ricominci violentemente e improvvisamente a piovere; ci rifugiamo sotto la tettoia dell'unica casetta presente, e in 10 minuti passa.

Marina di Ficajola

Marina di Ficajola

Marina di Ficajola

Marina di Ficajola

Saliamo al paese (Piana), lungo la stretta strada, dove troviamo un idiota camperista nel nostro stesso senso, che ha preso quella improbabile strada nonostate il tassativo divieto di accesso per i camper; per fortuna riusciamo a liberarcene quando rimane incastrato con una macchina che scende in senso contrario.
Al paese notiamo ancora una volta quante BMW GS ci siano in giro (soprattutto tedeschi e francesi), mentre ci gustiamo l'ennesima Pietra fresca al riparo del tendone di un bar. Due passi per il piccolo paese, e ci avviamo a tornare verso Porto, senza disdegnare un'altra sosta presso Les Calanche, che ora sono un pò meno piene di turisti.

Les Calanche

Les Calanche

Les Calanche

Les Calanche

Les Calanche

Les Calanche

Torniamo in albergo, per cambiarci e uscire con abiti 'civili'.
Questa sera abbiamo intenzioni 'bevitorie' e dopo esserci cambiati consumiamo un aperitivo a base di Pietra in lattina e patatine, il tutto preso al vicino supermercato.

Porto

Ci rechiamo alla darsena, dove gustiamo una quantità di colori e di immagini straordinarie, prodotte dall'insieme delle montagne parzialmente coperte dalle nuvole, il sole al tramonto e il mare mosso che produce ondate e spruzzi che stimolano la nostra vena creativa fotografica.

Porto

Porto

Porto

Porto

Porto

Porto

Porto

Porto

Porto

Tra una Pietra e l'altra, tante foto e due chiacchiere, passiamo quel paio d'ore che ci separano dalla cena, e poi ci sediamo al ristorante, per gustare ancora una volta un'ottima cena al ristorante già visitato ieri sera.

Giovedì 9 giugno
Pagato il conto dell'albergo e caricate le moto, oggi partiamo senza membrane antiacqua e molto tranquilli, alla volta di Porto-Vecchio, facendo la costiera fino ai pressi di Ajaccio, e poi tagliando per il centro.
Arrivati a Sagone, un piccolo imprevisto, per fortuna senza conseguenze: un idiota (definirlo diversamete sarebbe impreciso), si immette da sinistra davanti alla macchina che mi precede, provocando una protesta con clacson da parte di quest'ultima; io che stavo dietro, penso di sorpassare, visto che la strada è dritta (un lungomare), ma mentre mi appresto a superare l'idiota, questo gira di nuovo a sinistra senza preavviso, e mettendo la freccia solo nel momento della svolta!!
Per fortuna andavo piano e riesco a non colpirlo sulla fiancata, ma la brusca frenata mi provoca uno sbilanciamento che mi costringe ad accompagnare la moto a terra sul lato destro, per fortuna senza alcuna conseguenza, grazie al fatto che con un sovrumano sforzo di muscoli e con l'aiuto della borsa laterale (che non ha riportato nemmeno un graffio), rimango a cavallo della moto, tenendola per il manubrio; qualche attimo e l'uomo scende dalla macchina scusandosi, e aiuta insieme a Valeria a rialzare la moto.
Sono rimasto tranquillo per tutto il tempo, perchè ho visto subito che avrei frenato, ma con manovre simili a moto carica, direi che quello che è successo è il minimo, che potesse accadere; probabilmente Matteo e Lavinia che hanno visto la scena da dietro, si saranno di certo agitati più di noi.
L'uomo, dopo aver chiesto varie volte se era tutto ok, ci saluta, sale in macchina, e fa inversione di marcia per tornare sui suoi passi...doveva proprio avere le idee chiare su dove voleva andare!!
Proseguiamo senza ulteriori intoppi lungo la noiosa e trafficata strada fino alla periferia di Ajaccio, da cui lasciamo la costiera e prendiamo la principale per Bonifacio, fino a Petreto Bicchisano, da cui saliamo sui monti per fare la strada interna che passa da Aullène, Serra di Scopamène, Zonza, e infine Porto-Vecchio.
I panorami di questa strada sarebbero stati bellissimi, se non ci fosse stato nel 2009 un incendio che ha devastato tutte le montagne e le valli nella zona compresa tra Aullène e Quènza; il disastro è tristemente commemorato in un grande cartello posto in cima al passo, che ne riporta tutti i dati.
Superata Zonza si risale sopra le montagne, attraverso la Bocca D'Illarata e incontrando prima la Foresta de Barocaggio Marghèse, e poi lo splendido lago nei pressi di Agnarone, dal sapore tipicamente alpino;

Lago di Agnarone

Lago di Agnarone

nei pressi c'è anche la cascata de 'Piscia de Gallo', che le guide dicono essere molto bella, ma che non andiamo a visitare, per premura di andare a trovare da dormire, e anche perchè sono solo 13 gradi, e il freddo si fa sentire.
Dopo poco la strada ci offre un impagabile panorama su Porto-Vecchio, sull'arcipelago della Maddalena, e sulla Sardegna in lontananza.

Porto Vecchio

Ormai siamo vicini, e scendendo dai 1000 metri del monte, la temperatura sale fino ad arrivare ai 28 gradi di Porto-Vecchio.
In poco tempo prendiamo due stanze nell'ottimo Hotel Le Mistral (80 euro la doppia senza colazione, ottime camere con aria condizionata, bagno con doccia idromassaggio), e consumiamo il pasto di Taboulè, frutta secca, e Pietra in lattina
(avanzata dalla scorta fatta ieri sera).
Ci cambiamo e iniziamo il nostro giretto per il grazioso e frequentatissimo centro del paese, con un allungamento sul porto più in basso per prendere informazioni per le escursioni in barca per il giorno dopo.

Porto Vecchio

Porto Vecchio

Porto Vecchio

Porto Vecchio

Porto Vecchio

Porto Vecchio

Acquistiamo dei formaggi, che Matteo e Lavinia fanno assaggiare a me, sia perchè lui non ne mangia, sia perchè lei mi ritiene un esperto (ci sarà una sorpresa, poi vi dirò quale).
La cena è in un'ottima pizzeria probabilmente italiana (in parte se non completamente), salvo per il fatto che ci portano birra alla spina, e per questa sera non beviamo la Pietra.
Concludiamo la giornata con una crèpe per me, Valeria e Lavinia, mentre Matteo colma la sua voglia di birra con una bottiglietta di Pietra!!!
Domani mattina sveglia presto, per colazione ed escursione all'isola di Lavezzi. Buona notte.

Venerdì 10 giugno
Oggi festeggiamo il nostro decimo anno di matrimonio, e Matteo e Lavinia ci aspettano fuori, facendoci trvare la sorpresa: il formaggio e la confettura acquistati ieri erano come regalo per noi!!! Che gentili!!!
Andiamo in una pasticceria, e per ricambiare almeno in parte, offro la colazione.
Corriamo al porto e prendiamo il biglietto per l'escursione costiera e all'isola di Lavezzi (50 euro a testa senza pranzo, 65 con il pranzo); optiamo ovviamente per il biglietto senza pasto perchè non mangiamo carne e pesce, ma la colazione a bordo, l'aperitivo, il caffè e il digestivo sono comunque compresi nei 50 euro.
Alle 9 in punto salpiamo e ci godiamo la giornata, vedendo da vicino tutta la costa,

Bonifacio

Bonifacio

Bonifacio

Bonifacio

Bonifacio

Bonifacio

le falesie bianche di Bonifacio,

Bonifacio

Bonifacio

Bonifacio

Bonifacio

Bonifacio

Bonifacio

fino ad approdare a Lavezzi, dove ci fanno scendere con il tender; sono le 12, ripartiremo alle 15.

Lavezzi

Il mare è stupendo, del colore che conoscevamo già; essendoci stati nel 1996, ce lo ricordavamo bene perchè è un posto indimenticabile!

Lavezzi

Lavezzi

Io e Valeria ci concediamo un freddo bagno nelle celesti acque, purtroppo pure infestate dalle meduse, che riusciamo agevolmente ad evitare, grazie alla trasparenza dell'acqua e alla maschera da sub che abbiamo portato con noi.

Lavezzi

Consumiamo il pasto al sacco e dopo un pò ci facciamo un giro dell'isola, scattando tante belle foto.

Lavezzi

Lavezzi

Lavezzi

Il ritorno ci risulta un pò noioso perchè dura circa 3 ore, e passa al largo delle coste, salvo una piccola sosta fatta per chi vuole fare il bagno (freddo e vento, noi non lo facciamo), prima di rientrare nel golfo di Porto-Vecchio.
Dopo il rientro ci rechiamo in albergo per doccia e cambio, e poi dopo un altro giro di ispezione, decidiamo di tornare nella pizzeria di ieri sera, dove stavolta chiediamo espressamente birra Pietra da mezzo litro (purtroppo in lattina, meglio di niente).
Concludiamo con un ottimo e costosissimo gelato, due passi per il centro, e buonanotte.

Sabato 11 giugno
Per noi è giorno di partenza, mentre Lavinia e Matteo si fermeranno qui altre due notti.
Facciamo colazione e poi carichiamo la moto; alle 8.45, dopo aver salutato gli amici, siamo già in viaggio, che procede senza alcun intoppo, salvo un pò di traffico nei pressi di alcune cittadine, fino a Bastia, dove prenderemo il traghetto per il ritorno, che parte alle 14 e arriva a Livorno alle 18 (Moby Lines).

Bastia

Lungo la costa rivediamo l'entrata del villaggio nei pressi di Moriani Plage, dove venimmo per la prima volta nel 1996; in questa zona, a differenza dell'altra costa dell'isola, è tutto poco interessante e le coste assomigliano molto a quelle nostre laziali, con sabbia a granelli grossi, e fondali piatti.
Arriviamo a Bastia con largo anticipo (ore 10.45) e nell'attesa facciamo il pieno alla moto, mangiamo qualcosa, e facciamo due chiacchiere con altri motociclisti italiani in attesa del traghetto.
Durante il viaggio abbiamo modo di vedere da vicino l'isola di Capraia, che viene costeggiata dal traghetto; sbarchiamo puntuali alle 18, e riprendiamo subito la via di casa, dove arriveremo alle 20.45.

Ultime cose da segnalare
Costo del biglietto Moby a/r due persone con moto e assicurazione sul bigliletto: 183 euro.
Costo della benzina al minimo uguale a quello italiano (1,535 euro), al massimo, anche 1,63 euro al litro.
I nostri pasti sono stati tutti vegetariani, e sono oscillati comunque sempre tra i 15 e i 20 euro a testa.
La Corsica è splendida, e di sicuro ci torneremo ancora, per approfondire e visitare meglio tutte le zone che ancora ci mancano, e per fare un altro tentativo di vedere lo straordinario paesaggio di Cap Corse con il sole e il cielo azzurro!!

 
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