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Transformers 4 senza rivali

Post n°11634 pubblicato il 29 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

Box Office Italia
In Italia Transformers è senza rivali e domina incontrastato la classifica: questa settimana aggiunge 1.4 milioni al suo totale arrivato a 6.6 milioni, ottimo visto il periodo. Buona partenza per Anarchia - La notte del giudizio, che raccoglie quasi 1 milione di euro nella settimana e stacca parecchio l'altra new entry settimanale, 22 Jump Street che deve accontentarsi di appena 200mila euro, segno che alcune commedie di grande successo in America faticano parecchio a trovare un'audience fuori dai patrii confini (mentre invece i blockbuster sono talmente omologati da sfondare ovunque). Entrano nella top ten anche Una notte in giallo e Provetta d'amore, ma senza risultati particolarmente interessanti. La stagione va in archivio con l'ultimo botto, previsto per la prossima settimana, ossia Apes Revolution, cui spetterà il compito di traghettare il pubblico fino a metà agosto, quando si ripartirà con la strana accoppiata Hercules e Dragon Trainer 2

Box Office Usa
In America l'accoppiata Luc Besson-Scarlett Johansson sbanca il box office con Lucy, che incassa ben 41 milioni, un dato decisamente superiore alle più ottimistiche previsioni della vigilia. Nel weekend che segna l'inizio della parabola discendente dell'estate americana, si difende bene anche Hercules con The Rock, che raccoglie quasi 30 milioni di dollari, una somma superiore a quanto ottenuto dall'altro film sul personaggio, uscito qualche mese fa. Perdono colpi le scimmie di Apes Revolution, che a livello mondiale sono già arrivate a quota 350 milioni. In calo anche i sequel di The Purge e Planes e la commedia Sex Tape, altro floppone estivo di notevole portata. Ottavo posto per Mai così vicini. In decima posizione, con appena 300 sale a disposizione ma una media incredibile, si piazza A Most Wanted Man, ultimo film del compianto Philip Seymour HoffmanTransformers 4 - L'era dell'estinzione è oramai prossimo a passare quota 1 miliardo di dollari, mentre a livello worldwide Maleficent sta per superare tutti i film superoistici e piazzarsi al secondo posto assoluto con 715 milioni. La prossima settimana arriva il secondo Marvel movie dell'anno, molto importante: Guardiani della Galassia . Puntiamo su un esordio tra i 70 ed i 90 milioni... 

 
 
 

Hercules - La leggenda ha inizio

Post n°11633 pubblicato il 21 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

 

Locandina Hercules - La leggenda ha inizio

Con il lungimirante scopo di mettere fine al regime tirannico del re Anfitrione, la regina Alcmena dà alla luce Hercules, il cui vero padre è Zeus in persona. Cresciuto ignaro dei suoi natali semi-divini, il principe vive un'intensa storia d'amore con Ebe, principessa di Creta, che sarà presto promessa in sposa al fratellastro Ificle, apparentemente, per appianare divergenze politiche tra i due regni. Di conseguenza, l'eroe conoscerà la dannazione dell'esilio. Dopo essersi distinto nell'arte gladiatoria, Hercules farà ritorno a casa, ormai conscio della propria origine, per avere la vendetta che gli spetta.
Che sia per anglofilia o per distinguersi da quel cinema peplum che, dalla fine degli anni Cinquanta alla metà dei Sessanta, conquistò le nostre platee, il nome dell'eroe delle sette fatiche non è stato tradotto in italiano, come fu al tempo dell'omonimo cartone della Disney. Ma qui il tono non è felicemente bambinesco, né giocoso come allora, piuttosto piatto, monocorde, senza vibrazioni e scosse, anche quando entrano in scena i due antagonisti oppure si mostrano gli intrighi di palazzo. Patinato, tracimante di sequenze ad effetto, fasullo in molti momenti, Hercules: La leggenda ha inizio guarda direttamente a Il gladiatore, a partire dal meccanismo "esilio/riscatto nell'arena/vendetta" vissuto dal protagonista per finire, addirittura, con alcuni chiari elementi visivi (si pensi solo ai pulviscoli nell'aria, tipici di Ridley Scott). Al netto dei pochi riferimenti alla sua natura per metà divina, c'è soltanto qualche sequenza d'obbligo per ricordarci qual è l'eroe che abbiamo davanti, il personaggio di Hercules passa per una versione estremamente semplificata del Massimo Decimo Meridio di Russell Crowe: anche lui subisce le angherie di un principe tanto malvagio quanto vigliacco, così come conquista una nuova consapevolezza soltanto dopo essersi misurato con gli scontri nelle arene.
Regista di action, con qualche merito nella sua discontinua filmografia, Renny Harlin non dimentica inoltre il modello di 300, di Centurion e di altri neo-peplum successivi, sebbene finisca con il restituirne una versione sempre semplificata, zuccherosa nonostante la violenza, edulcorata. Non soltanto per la scelta, certamente infelice, di Kellan Lutz nel ruolo principale, ma soprattutto per un'inattendibilità palpabile che attraversa tutto questo lavoro diviso tra (fasulla) estetica della potenza e compromessi con l'orizzonte del teen movie, voglia di respiro epico e impossibilità di ricrearlo. Anche a livello esclusivamente tecnico non ci sono particolari note di merito.

 
 
 

Leoni alla carriera a Thelma Schoonmaker e Frederick Wiseman da cinecittà news

Post n°11632 pubblicato il 21 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

ssr21/07/2014
La montatrice Thelma Schoonmaker e il regista e documentarista Frederick Wiseman sono i Leoni d’oro alla carriera di Venezia 71. L’americana Thelma Schoonmaker è riconosciuta come uno dei più straordinari montatori, come testimoniano tre Oscar (Toro scatenato, The Aviator, The Departed) e due BAFTA (Toro scatenato, Goodfellas), nel corso della sua lunga carriera. La sua collaborazione con il regista Martin Scorsese è iniziata nel 1967 con il montaggio di Chi sta bussando alla mia porta?. Dal 1980 in poi ha montato tutti i lungometraggi di Scorsese fino al recente The Wolf of Wall Street (2013).
Oltre alla sua attività di montatrice, Schoonmaker lavora per promuovere i film e gli scritti del regista Michael Powell, suo marito. Con Thelma Schoonmaker è la prima volta che il Leone alla carriera della Mostra di Venezia viene attribuito a un artista del montaggio.

L’americano Frederick Wiseman è un documentarista indipendente. Ha realizzato 39 documentari e 2 film di finzione: opere narrative drammatiche che cercano di ritrarre l’esperienza umana all’interno di una grande varietà di istituzioni sociali contemporanee. Tra i suoi documentari si ricordano Titicut Follies (1967), Welfare(1975), Public Housing (1997), Near Death (1989), La Comédie Française ou L’amour joué (1996), La danse-Le ballet de l’Opéra de Paris (2009) e At Berkeley (2013, presentato a Venezia).
Wiseman ha vinto numerosi premi tra i quali quattro Emmy, un MacArthur Prize Fellowship e un Guggenheim Fellowship. La sua opera più recente è National Gallery (2014), presentata all’ultimo Festival di Cannes.

La Mostra di Venezia avrà una preapertura con una serata speciale (ore 20.15) martedì 26 agostodedicata alla città e ai veneziani. Al Lido, nella Sala Darsena (Palazzo del Cinema) completamente rinnovata e ampliata da 1300 a 1409 posti, si terrà l’anteprima di Maciste alpino (1916) di Luigi Maggi e Luigi Romano Borgnetto con Bartolomeo Pagano (Maciste), in nuova copia restaurata in occasione del Centenario della Grande Guerra.
Supervisione alla regia di Giovanni Pastrone (Cabiria). Si tratterà della prima proiezione pubblica alla Sala Darsena dopo il restauro di questi ultimi mesi. La ricostruzione e il restauro digitale della versione originale sono stati realizzati dalla Biennale di Venezia in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, presso il Laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna.

L’accompagnamento musicale dal vivo sarà del jazzista Raffaele Casarano con il suo quartetto 'Locomotive', come da scelta del direttore del Settore Musica, Ivan Fedele. “Sarà una sorta di 'Jazz Suite' tra musica scritta e musica improvvisata - ha dichiarato Casarano - lasciando ai musicisti la libera interpretazione di quel momento. Un viaggio dove la musica non farà altro che 'raccontare' emotivamente le immagini e gli stati d'animo”.
Maciste alpino è un film di propaganda bellica prodotto in Italia nel corso della Prima guerra mondiale e dal punto di vista narrativo l’abilità del racconto è nel trattare con efficacia in tono leggero i temi più drammatici.

Maciste, il mitico personaggio interpretato da Bartolomeo Pagano, aveva fino ad allora interpretato solo due film ma questi erano stati più che sufficienti a conquistare il cuore del pubblico. Se in Cabiria (G. Pastrone, 1914) era uno schiavo africano vissuto all’epoca delle guerra puniche, nel suo primo film da protagonista,Maciste (1915) aveva cambiato epoca, mestiere e colore della pelle per mettere in scena se stesso come attore cinematografico. Tutto poteva cambiare, tranne la sostanza del personaggio: un eroe popolare che mette la sua forza incredibile a servizio dei deboli, degli oppressi, risolvendo le ingiustizie con il sorriso sulle labbra.
Sorridere tuttavia, all’epoca dell’uscita del film non era così facile. Dopo un anno di conflitto, per il paese era ormai chiaro che la speranza di una conclusione rapida e vantaggiosa fosse un’illusione. Sul finire del 1916 l’Italia in guerra mobilita il gigante buono più amato dello schermo. Maciste dunque va alla guerra e ha la meglio sugli austriaci che l'hanno fatto prigioniero.

 
 
 

Bomba Transformers anche in Italia

Post n°11631 pubblicato il 21 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

Ang21/07/2014
Transformers 4: L’Era dell’Estinzione ha incassato 2.85 milioni di euro nel weekend da quattro giorni, con una media per copia di circa 3mila euro nelle oltre 900 sale monitorate
Nel mondo ha ieri raggiunto quota 886 milioni di dollari (in un mese) ed è il film più visto dell’anno, e finalmente anche l’Italia ha potuto aggiungere i propri incassi al bottino di Transformers 4: L’Era dell’Estinzione, il nuovo capitolo della saga targata Paramount e Hasbro e con protagonisti i celebri robot.Dopo 6 settimane di “penuria” cinematografica e totale assenza di blockbuster estivi, il pubblico italiano nonostante il caldo e l’estate è corso in sala per guardare il kolossal in 3D con Mark Walhberg e Stanley Tucci. Il film ha incassato 2.85 milioni di euro nel weekend da quattro giorni, con una media per copia di circa 3mila euro nelle oltre 900 sale monitorate. Il dato sale a 3.87 milioni di euro nei suoi primi cinque giorni, considerando anche l’esordio di mercoledì: uno dei migliori dell’anno, ed era daMaleficent che non assistevano a cifre del genere.

Lontanissimo in seconda posizione, e con soli 166mila euro raccolti in 4 giorni, troviamo Mai così vicini, la nuova commedia diretta da da Rob Reiner, regista di Harry ti presento Sally, e con protagonisti i premi Oscar Michael Douglas e Diane Keaton. Il totale aggiornato è di 569mila euro dopo 12 giorni nelle sale. Non scende, nemmeno alla sua ottava settimana di programmazione, Maleficent, il fantasy con Angelina Jolie: altri 111mila euro nel weekend per il film Disney, che ha superato ieri i 13 milioni e mezzo di euro. Sotto i 100mila euro (in 4 giorni!) tutte le altre pellicole. Da segnalare in ottava posizione la riedizione del capolavoro di Sergio Leone Il Buono, Il Brutto e il cattivo: 39mila euro incassati e media di 650 euro circa registrata nelle sale del circuito The Space che l’hanno proiettato.

 
 
 

Game of Thrones 5: aperti i casting, ecco i nuovi personaggi da http://www.cinefilos.it/

Post n°11630 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

Game of Thrones 5Dal momento che tra circa dieci giorni andrà in onda la puntata numero 8 di Game of Thrones 4, è normale cominciare a pensare al futuro, e a quello che verrà una volta arrivati ala fine di questa quarta stagione che dovrebbe regalare ancora molte emozioni.

Si era già detto che alcune delle riprese della quinta stagione si sarebbero svolte in Spagna, e a giudicare dall’elenco di personaggi che vedremo in Game of Thrones 5, sembra che passeremo un sacco di tempo a Dorne (finalmente) e che la Sagna sia il posto ideale per rappresentare l’estremo sud di Westeros.

Di seguito vi riportiamo l’elenco dei personaggi per i quali è stato aperto il casting:

  • Principe Doran Martell – Doran è descritto come il personaggio più importante tra le new entry di quest’anno. Apparirà in molti episodi.Il principe usa una sedia a rotelle, è solitario e saggio. Essendo il fratello maggiore del personaggio di Pedro Pascal, si cerca un attore di origini latino americane.
  • Principe Trystane Martell – Trystane, l’affascinante fidanzato della Principessa Myrcella, avrà intorno ai 18 anni.
  • Areo Hotah – E’ la guardia personale di Doran e apparirà in tutta la stagione, assistendo il suo principe. Il ruolo verrà affidato ad un attore di colore.

Le serpi della Sabbia, le figlie bastarde di Oberyn Martell (di età compresa trai 18-25):

  • Obara Sand – La serpe della sabbia più adulta e atletica, avrà una delle scene dibattaglia più importanti della stagione contro un personaggio regolare della serie, ma non con uno che ha attraversato il suo cammino nei libri. Importante cambiamento.
  • Nymeria Sand – Nymeria è descritta come una meticcia, suo padre è Oberyn, mentre sua madre era una donna nera. E’ la seconda Serpe della Sabbia, è bella, emotiva e molto forte.
  • Tyene Sand - Le più giovane delle Serpi che incontriamo usa le sue doti seduttive ed è meno dotata di abilità di combattente rispetto alle sorelle. E’ letale come le sue sorelle, ma le sue armi sono i veleni.

Altri personaggi:

  • L’Alto Passero - Il pio capo del movimento religioso che comparirà diverse volte nella quinta stagione.
  • Septa Unella – Lo show sta cercando un’attrice imponente e implacabile che passerà un saco di tempo con uno dei personaggi principali della serie il prossimo anno. 
  • Maggy la Rana- Una cartomante, apparirà in un solo episodio.
  • Lollys Stokeworth – Nell’ultimo episodio ne abbiamo sentito parlare come la futura sposa di Bronn, una ritardata, secondo Tyrion. Sembra che Bronn quindi sarà ancora in giro il prossimo anno.
  • Yezzan - Uno quallido schiavista meereenese.
  • L’Orfana – La strana bambina che Arya incontra nei libri sarà interpretata da un’attrice più grande. Lo show sta cercando una ragazza di origini asiatiche di 16-17 anni.

 
 
 

Mark Ruffalo sul nuovo film di Hulk e su Avengers 2 da mistermovie.it

Post n°11629 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

Di  | 27 giugno 2014Commenta l'articolo

 

Mark Ruffalo su Hulk e Avengers 2

Il nuovo raduno di Vendicatori si avvicina a passi da gigante; manca solo un anno all’uscita di Avengers 2e la Marvel deve dunque cominciare a spingere sull’acceleratore. Da un punto di vista pubblicitario, molti parlavano di una presenza del franchise al San Diego Comic Con, che si terrà nella città statunitense tra meno di un mese, ma la conferma della partecipazione di Avengers: Age of Ultron all’evento è stata confermata solo ora da uno degli stessi Vendicatori: Mark Ruffalo.

Ruffalo è il volto dell’apparentemente mite Bruce Banner alias Hulk e ultimamente si è parlato molto di lui, proprio perché sarebbe opportuno, data la visione del progetto cinematografico Marvel, che venga finalmente annunciato un nuovo film dedicato esclusivamente al gigante verde (vi avevamo già proposto una notizia a riguardo, qui).

TRAPELATI I PRIMI 20 MINUTI DI AVENGERS: AGE OF ULTRON!

Durante un’intervista per il suo prossimo film Begin Again (qui l’ultimo trailer), l’attore non è potuto sfuggire alle domande riguardanti il proprio destino nei piani della Marvel e proprio in tale occasione ha rivelato che tutti gli interpreti del film, lui compreso, saranno al Comic Con.

“Sì, ci andremo tutti. Prenderemo tutti un volo da Londra. Stiamo lavorando. Stiamo girando. Ci fermeremo, prenderemo un aereo a andremo insieme al Comic Con.” ha dichiarato l’attore, che ha anche suggerito che dovremmo aspettarci qualcosa di fantastico, magari di nuovo riguardante Hulk.

Ruffalo ha poi confessato di accettare gran parte dei suoi ruoli perché colpito da uno script fantastico e proprio in riferimento a ciò ha rivelato che quando fu scelto per il primo Avengers, il problema fu proprio l’impossibilità di leggere la sceneggiatura.

Il problema con questi film è che non hanno uno script quando si occupano dei casting e questo è stato davvero problematico per me. Mi sono ripromesso che non avrei mai firmato qualcosa prima di avere lo script e sono stato in grado di mantenere in gran parte la promessa, ma quella è stata un’occasione particolarmente rara.

All’inizio mi ha contattato Joss [Whedon] e ho pensato “Io? Perché io?”. E poi arriva Robert [Downey Jr.] e fa “Sapete una cosa? Facciamolo.” Allora io chiedo “Beh, c’è uno script?” e mi rispondono “No, non c’è. Non ti daremo niente, devi solo firmare.” Ho risposto “Firmare per nove film senza sapere cosa cavolo dovrò fare? Joss, devi capire, mi sono ritrovato nei guai quando lo feci in passato. Mi sono ripromesso che non avrei più firmato niente senza uno script. Sai cosa ho fatto.” Lui mi ha detto “Lo capisco pienamente. Cosa ne dici se ti fornisco 20 pagine di quello che Banner farà, di modo che tu possa avere un quadro generale?” E io gli ho risposto “Lo faresti, per favore? Te ne sarei molto grato e renderebbe il processo più facile per tutti”. E così ha fatto e me ne sono innamorato. E sapete, era praticamente l’incontro tra Banner e Vedova Nera.

Avendo dunque firmato per nove film, Ruffalo non ha la possibilità di valutare altre sceneggiature prima di partecipare al prossimo film di Hulk. L’attore ha ammesso di essere nervoso per il fatto che non sia più Joss Whedon a scrivere per il personaggio, ma è anche fiducioso che le basi che hanno posto finora lo metteranno in bella mostra in Avengers: Age of Ultron e nei prossimi film.

Beh, ora ho firmato, ma conosco Joss, ne abbiamo parlato per un anno. So dove vuole andare, conosco Banner, perciò c’è una bella continuità. Sono un po’ nervoso quando qualcun altro arriva e Joss non si occupa della scrittura, [...] ma credo che ciò che abbiamo costruito con Banner sia abbastanza affinché tutto prosegua per il meglio.

Mark Ruffalo su Hulk e Avengers 2

Acclamato dai fan per il suo ruolo, è normale che si pensi a un film in solitaria per Hulk, considerando che le due versioni finora realizzate sono slegate dal progetto Marvel ora in atto, ma proprio perché si tratta di un personaggio così imponente, è giusto riflettere attentamente riguardo la reale necessità del personaggio di avere un proprio film. Ruffalo ha dichiarato a proposito:

Potrebbe non arrivare un suo film [...] È l’unico che non vuole fare ciò che tutti noi vogliamo vedergli fare ed è l’unico che non vuole essere lì, [ride] perciò può diventare molto sdolcinato, potrebbe essere molto noioso guardare il tizio avvilito che non vuole fare ciò che tutti noi vogliamo vedergli fare. È questa la vera sfida  e penso sia questo che ha reso problematici gli altri suoi film finora.
Ma credo che abbiamo guadagnato abbastanza terreno con questa sua nuova versione; in un certo qual modo arriva a confrontarsi con se stesso e penso che la relazione tra Banner e Hulk, vista come un conflitto cosciente, potrebbe essere davvero interessante. Penso che l’unica cosa di cui abbia paura Hulk sia sia Banner stesso e questo non è mai stato veramente approfondito. E ora, con questa nuova tecnologia del motion capture, possiamo fare qualcosa di veramente eccitante con Hulk, qualcosa che non siamo mai stati in grado di fare, e quando parliamo di fare una sua nuova versione, spero che si parli davvero di avere una relazione tra queste due entità che siano coscienti l’una dell’altra e che siano in conflitto in un modo interessante e fantastico.

Nonostante i già vantati progressi nell’uso della tecnologia, Ruffalo ha comunque dei desideri prima di passare a un prossimo film su Hulk:

Siamo un po’ indietro riguardo il motion capture rispetto al riconoscimento facciale in tempo reale. Adesso, quando metto la mia tuta per il motion capture, guardo davanti a me e ci sono io come Hulk. C’è Hulk. Ogni film che faccio, lo fa Hulk e perciò hai questo feedback immediato che è un po’ come guardarsi allo specchio, ma invece di vedere me, vedo Hulk… Ma non hanno velocizzato il riconoscimento facciale in questo modo. Possono catturare l’espressione facciale, con la tecnologia di oggi possiamo girare al contempo riconoscimento facciale e corporeo, perciò si può integrare l’interpretazione fisica con il viso e la voce reali, ma col tempo, se decidessimo di fare un nuovo Hulk, la tecnologia sarà in tempo reale. Quando questo accadrà, non ci saranno limiti a ciò che si potrà fare dal punto di vista creativo, finché il fisico lo permette. Potrei interpretare un parassita nel sedere di un verme [ride]. È così eccitante. Non c’è limite, possiamo andare ovunque. Spero di essere un pioniere in questo campo con Andy Serkis. Ho lavorato molto con lui su questo. Sono molto eccitato per ciò che sta facendo. Stiamo spingendo lo studio a vederlo come parte integrale della prima unità. Questa non è la seconda o la terza unità o l’unità del motion capture, questa è la prima unità. Si tratta di interpretazione. È completamente guidata dall’attore e deve essere un onore come qualsiasi altra cosa, perciò siamo diretti qui con questa tecnologia ed è molto eccitante.

Mark Ruffalo su Hulk e Avengers 2

Girare e vedere immediatamente un alter ego recitare al posto degli attori? Al giorno d’oggi, non è così difficile da immaginar e potrebbe essere il passo definitivo per quanto concerne la motion capture. Siamo comunque sicure che i fan si accontenterebbero dei metodi più tradizionali, che hanno ormai raggiunto livelli davvero elevati, pur di vedere il gigante verde nuovamente in azione in una pellicola tutta sua. Come ha dichiarato Ruffalo, l’importante è che si abbia per le mani uno script degno di tale nome, di modo da rispolverare la fama cinematografica di Hulk.

Mark Ruffalo sarà in Avengers: Age of Ultron (qui tanti dettagli sui costumi dei supereroi) assieme a Chris Hemsworth (Thor), Jeremy Renner (Occhio di Falco), Chris Evans (Captain America), Scarlett Johansson (Vedova Nera), Samuel L. Jackson (Nick Fury), Thomas Kretschmann (Baron Strucker), Paul Bettany (Visione), Aaron Taylor-Johnson (Quicksilver), Elizabeth Olsen (Scarlet Witch) e James Spader (Ultron). Il film è diretto da Joss Whedon ed è atteso nelle sale per il 1° maggio 2015.

 
 
 

X-Men Apocalypse: Bryan Singer tornerà? da cinefilos.it

Post n°11628 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

Bryan SingerX-Men Giorni di un Futuro Passato è stato un grande successo di pubblico e critica, e adesso il mondo degli appassionati di mutanti Marvel guarda avanti a X-Men Apocalypse, prossimo film che vedrà schierati gli X-Men per la salvezza del mondo.

Dalle prime informazioni che abbiamo, sappiamo che il film vedrà in prima linea il cast ‘giovane’ con Michael Fassbender, James McAvoy e Jennifer Lawrence in pole position, con l’aggiunta di una special guest dal ‘passato’ che non è stata però ancora confermata.

Le ultime notizie in merito al film parlavano di un ritiro di Bryan Singer dalla regia e dal coinvolgimento nel progetto, decisione presa probabilmente in conseguenza della bufera legale che lo ha investito alla vigilia dell’uscita di Giorni di un Futuro Passato. Adesso Emma Watts, presidente della Fox, ha parlato proprio di questo, dichiarando: “Al momento siamo solo nella fase iniziale, nulla è deciso, ma ma nulla mi farebbe più felice che veder funzionare tutto alla perfezione. E’ sempre stata sua intenzione farlo.”Come tutti i fan che hanno apprezzato il lavoro di Singer con gli X-Men, anche noi speriamo che il regista ritorni a lavorare con i mutanti Marvel.Fonte: CS

 
 
 

X-Men: Apocalypse – Tutto quello che c’è da sapere sul nuovo villain da http://blog.screenweek.it/

Post n°11627 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

30 maggio 2014, 18:36 | di Marlen Vazzoler

Conosciamo meglio Apocalisse, il mutante che darà da filo da torcere agli X-Men in X-Men: Apocalypse, ancora una volta diretto da Bryan Singer e scritto da Simon Kinberg…

apocalisse-x-men

Bryan Singer e Simon Kinberg ci hanno già rivelato alcuni dettagli sul prossimo film degli X-Men, X-Men: Apocalypse, ma cosa sappiamo del suo protagonista? Mr . Sunday Movies ha composto un interessante video che descrive il personaggio, il secondo più vecchio mutante Marvel, se teniamo conto di Selene, la cui storia è profondamente legata ai Fantastici 4 e aiCelestiali.

 

Nato sotto il regno del faraone Rama-Tut, un discendente di Reeds Richards proveniente dal 30° secolo che ha sviluppato la tecnologia per viaggiare nel tempo. Un’altra versione di questo personaggio, in uno dei tanti universi Marvel, è quella di Kang il Conquistatore.

Allevato da Baal, che gli rivela un incredibile tecnologia aliena, Apocalisse ha diversi poteri mutanti che gli permettono di fare pressoché qualsiasi cosa. Riesce ad impadronirsi di una nave dei Celestiali, acquisendo così anche parte della loro tecnologia. Ha un completo controllo molecolare di se stesso, può cambiare taglia e forma, sparare raggi di energia, teletrasportarsi, volare, diventare invisibile, usa le telecinesi…

Nel film il personaggio potrebbe essersi risvegliato da uno stato di sonno profondo. Potrebbe il viaggio nel tempo di Logan essere stato la causa scatenante? Forse. Nei fumetti Cable aveva avuto un ruolo importante in tutto questo, e con la lavorazione alla Fox di X-Force, una sua apparizione non è del tutto esclusa.

cavalieri-apocalisse-x-men

Ma non dimentichiamoci dei quattro cavalieri di Apocalisse. Normalmente si serve di quattro mutanti che lavorano per lui, a cui dà poteri aggiuntivi tramite i suoi poteri e la tecnologia di cui è in possesso. Death ad esempio è impersonato sia Angel nella forma di Archangel, Wolverine e Gambit, Guerra da Hulk, e Carestia da Sunfire.

Un ipotesi è che nel film Apocalisse deve reclutare dei nuovi cavalieri, potrebbe servirsi di Wolverine e dargli così l’adamantio. Se alla fine diGiorni di un futuro passato è stato salvato da Raven, e Striker non fa più a questo punto l’esperimento su Logan, questa potrebbe essere una valida alternativa.

Nello speciale su Apocalisse di IGN, in cui viene trattata la saga di Age: of Apocalypse, viene notato che la squadra degli X-Men fondata da Magnetoin onore di Charles, in questa linea temporale morto prematuramente, sono presenti: Bishop e Blink che abbiamo già visto nel film di Singer.

 
 
 

Game of Thrones: George Martin parla del prossimo libro da movietele.it

Post n°11626 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

Martin parla di 'The Winds of Winter', sesto libro de 'Le cronache del ghiaccio e del fuoco': l'autore concede qualche anticipazione gustosa su quello che dovremmo aspettarci dal ritorno a Westeros.

George R.R. Martin

Si è da poco conclusa la quarta stagione di Game of Thrones e, mentre milioni di spettatori sono ancora disperati all'idea di dover aspettare un altro anno, un numero maggiore di lettori non sta più nella pelle, in attesa che il profilico autore George R.R. Martin si decida a concludere e a dare alle stampe il sesto libro della saga, Le cronache del ghiaccio e del fuoco.

Sono già passati tre anni da quando è stato pubblicato il quinto libro, A dance with dragons, e tra i lettori c'è il terrore serpeggiante che Martin non porterà mai a termine la sua saga. A mettere a tacere queste paure - almeno per il momento - ci pensa lo scrittore stesso, che ha dichiarato che il nuovo manoscritto sta, finalmente!, arrivando.

Il sesto libro, che si intitolerà The Winds of Winter, sembra promettere veri e propri fuochi pirotecnici; non tanto (o non solo) per l'arrivo di quell'inverno tanto profetizzato, ma anche perchè lo scrittore stesso ha sollecitato la curiosità dei propri fans in una recente intervista a Entertainment Weekly:

Penso che cominceremo con il botto, con due battaglie. Ci saranno più morti e ancora più tradimenti. Ci saranno anche altri matrimoni.

Martin ha poi proseguito nello spiegare il suo "piano narrativo". Vi avvisiamo che quanto segue contiene spoiler sul prossimo libro.

L'autore ha detto che è previsto un ritorno dei Dothraki, e che un sacco di cose stanno per accadere a Nord, alla Barriera. Ha detto inoltre - e questo ci fa fremere ancora di più nell'attesa - che i destini di Tyrion e Daenerys si incroceranno e che questo incontro occuperà gran parte del libro.

"Entrambi stanno tornando a casa" ha dichiarato Martin. E se quel "casa" è un sinonimo di "Approdo del re" allora ne vedremo delle belle. Purtroppo, però, tra le tante belle parole dichiarate dallo scrittore, ancora non è stata pronunciata la fatidica data di uscita.

 
 
 

George, che combini? Q&A con l’Editor di Martin [parte 2] da isolaillyon.it

Post n°11625 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

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GIU

 

La settimana scorsa vi ho proposto la prima parte della traduzione della sessione di Domande & Risposte organizzata dal sito web Suvudu Universe insieme ad Anne Groell, la responsabile dell’editing dei libri della saga de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco del nostro amato George Martin. Vista la grande quantità di quesiti proposti, ho deciso di dividere l’intervista in due parti, e la seconda la trovate proprio qua sotto. E stavolta neanche l’ombra del minimo spoiler (a patto, ovviamente, che abbiate visto la quarta stagione de Il Trono di Spade almeno fino all’episodio 7), perciò proseguite tranquilli.

Qual è stata la morte di uno dei personaggi della saga che più ti è dispiaciuta?
Premetto che sono una di quelle persone strane che amano il fatto che George uccida i personaggi principali: sapere che nessuno di loro è mai davvero al sicuro rende la storia molto più intrigante. Il primo segnale che mi fece capire che quella sarebbe stata solo una delle tante morti a cui avrei assistito è stata l’uccisione di Lady (il Metalupo di Sansa, ndr). All’improvviso mi sono accorta di trovarmi in un universo ingiusto, proprio come il nostro mondo, ma così diverso da quello di tanti altri racconti fantasy, dove il bene quasi sempre trionfa sul male. Ho apprezzato la scelta di uccidere Ned Stark, anche se è stato un passaggio difficile da leggere. E ho amato anche le vicende delle Nozze Rosse, per quanto anch’esse non siano state facili da digerire. Sono contenta anche di come abbia portato avanti la storia di Sansa, ingannandoci completamente su di lei e sul fatto che sembrava stesse per morire proprio nel momento in cui ho iniziato ad apprezzarla. Un’altra cosa che amo è come l’autore riesca a farmi piacere personaggi che inizialmente odio, come Sansa, appunto. Jaime Lannister attualmente è il mio secondo personaggio preferito. Come è possibile amare un personaggio che ha spinto un bambino giù da una torre? È questa la genialità di George.

© 2012, George R.R. Martin, Jon Roberts

Hai mai provato a convincere Martin ad acquistare un portatile per scrivere anche in viaggio, piuttosto che farlo soltanto dal computer di casa?
Buon Dio, sì! Più di una volta! Ma purtroppo ha la testa dura, e non cambia idea facilmente.

Quali altri libri di Martin consiglieresti a chi ha letto soltanto Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco?
Adoro Armageddon Rag. È un’opera fantastica, nonostante abbia rischiato di stroncare la sua carriera di scrittore quando uscì. Anche Fevre Dream è piuttosto interessante. Se siete alla ricerca di altre serie fantasy, vi consiglio di rivolgervi a Scott Lynch e Robin Hobb. Robin ha la particolarità di essere l’unico altro autore in grado di farmi innamorare di un personaggio per il quale inizialmente provo odio. Ah, e anche Pat Rothfuss.

Qual è stata la cosa più complicata da gestire nel lavoro di editing de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco?
George consegna dei manoscritti molto “puliti”. Probabilmente perché è stato tanti anni ad Hollywood, e ha accumulato sufficiente esperienza per sapere come scrivere correttamente una trama. Non taglio mai nulla del suo lavoro, salvo qualche paragrafo qua e là che mi sembra fuori posto. Questi sono libri grandi, e sono fatti per esserlo. Secondo me le descrizioni accurate di tutte le cose non fanno altro che aumentare il fascino di questo mondo. Quindi, alla fine, quello che io faccio è suddividere e riordinare alcuni punti dei capitoli, in modo da fargli raggiungere un bilanciamento perfetto.

song-of-ice-and-fireHo letto che Elio M. García e Linda Antonsson aiutano molto Martin nel verificare che non ci siano incongruenze nella serie. Tu hai un team che si occupa di questo, o ti affidi sempre a loro due?
Ebbene sì, le incongruenze sono sempre dietro l’angolo, ci troviamo di fronte ad un mondo gigantesco! All’inizio del successo della saga, quando A Storm of Swords apparì sulle classifiche del New York Times senza che lo show HBO fosse stato ancora trasmesso, il quotidiano realizzò un grande speciale sui libri. George si lamentò della pignoleria di alcuni appassionati, che si erano accorti che un cavallo aveva cambiato sesso da un libro all’altro. Mia madre, lettrice accanita del NYT, mi chiamò appena lesse questa cosa, e mi chiese come avessi fatto a non accorgermi dell’errore (lei ovviamente non ha letto nessun libro della serie, né sa di cosa tratta). Ma sì, adesso posso contare su Elio e Linda, e sull’incredibile app che abbiamo creato insieme. L’abbiamo sviluppata sia per noi che per voi, e io la consulto di continuo, è una grande risorsa!

Hai mai provato a convincere Martin a cambiare un nome di un personaggio?
Con George non ce n’è mai stato bisogno. Riesce sempre a trovare ottimi nomi per i suoi personaggi (anche se non ho voluto che scegliesse il nome di mio figlio!). Ma con altri autori ho dovuto farlo molte volte, e nella maggior parte dei casi li ho convinti!

Non hai mai sognato di poter non essere tu l’editor di Martin, e poterti così gustare Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco senza beccarti anticipazioni?
Come ho già detto, George mi svela molto poco. Crede che io possa fare il mio lavoro in maniera più efficace se resto sorpresa esattamente come fanno le persone che comprano i suoi libri. E il non sapere cosa accadrà nella storia rende più facile per me potergli dire quando stia calcando troppo la mano o stia per svelare delle cose troppo presto. Detto questo, ora che ho capito la sua triplice strategia di rivelazione, mi accorgo che la utilizza quasi sempre: prima c’è l’indizio sottile che colgono soltanto i lettori molto astuti, seguito successivamente dall’indizio più evidente per i lettori meno attenti, e per concludere con la rivelazione vera e propria per tutti gli altri. È una strategia brillante, e di grande impatto.

Benioff e Weiss, gli sceneggiatori della serie tv

Benioff e Weiss, gli sceneggiatori della serie tv

Se i libri di Martin dovessero essere pubblicati senza il tuo lavoro di editing, piacerebbero lo stesso ai lettori?
Li amereste. Almeno io lo faccio. Come ho già detto, George consegna dei manoscritti molto “puliti”, e ciò che leggo io non è tanto diverso da quello che, alla fine, leggete voi. Se devo essere sincera, ho provato più volte a fargli eliminare qualche ripetizione di troppo in A Dance With Dragons, come la frase “Le parole sono vento” (l’ha ripetuta 14 volte), ma senza successo.

Cosa ne pensi della trasposizione televisiva di HBO?
La adoro. È l’unica serie televisiva che considero alla pari di un film. Io e mio marito la guardiamo sempre insieme ad un’altra amica, e se lei non riesce ad essere con noi la domenica (il giorno in cui vanno in onda le puntate de Il Trono di Spade in America, ndr), rimandiamo la visione alla prima sera in cui lei è disponibile. Solitamente guardiamo la televisione con le luci accese, ma quando inizia Il Trono di Spade spegniamo tutto facendo finta di essere in una sala cinematografica, e non esiste nient’altro in quel momento. Penso che gli sceneggiatori David e Daniel stiano facendo un lavoro straordinario nel cercare di rendere la serie tv quanto più fedele ai libri, nonostante i tagli necessari per il tempo limitato a disposizione. È stato affascinante fare un mio adattamento della graphic novel insieme a Daniel e confrontare le nostre scelte (noi abbiamo un po’ di spazio in più in 24 albi da 29 pagine ciascuno, mentre loro hanno circa dieci ore per libro). In ogni adattamento devi per forza di cose prenderti alcune libertà.

Per ciò che hai già letto di The Winds of Winter, e senza anticiparci nulla, quanto credi che sia buono questo libro rispetto agli altri della saga?
È grandioso. Infatti quando l’anno scorso ho letto la parte del libro che mi era stata mandata, ho scritto immediatamente a George pregandolo caldamente di darsi una mossa e di non lasciare che la serie tv superasse l’uscita dei libri. Non posso predire cosa accadrà, ma sicuramente voglio leggere prima la sua versione e poi guardare la trasposizione televisiva. E credo che siate tutti d’accordo con me. La sua visione delle cose ha iniziato tutto questo, e dev’essere la sua visione delle cose a concluderlo.

danzadraghiLe persone che non hanno gradito A Dance With Dragons si convinceranno mai che questo è senza dubbio il miglior libro della saga scritto fin ora?
Sono assolutamente d’accordo. Il libro migliora man mano che si prosegue con la lettura.

Qual è il tuo personaggio preferito de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco?
Come lo stesso George, sono una fan di Tyrion. E proprio perché i miei due personaggi preferiti sono lui e Jaime, indossai una maglietta dei Lannister durante la primissima conferenza su Il Trono di Spade e al Comic Con di San Diego. E grazie ad essa ho rimediato una bella chiacchierata con Nikolaj Coster-Waldau (l’attore che interpreta Jaime, ndr)!

Quanto impieghi per revisionare completamente un manoscritto di Martin?
Quando mi arriva un manoscritto di George praticamente lascio stare tutto il resto e mi metto in “isolamento” fino a che non ho completato il lavoro. Con A Dance With Dragons, visto che erano trascorsi sei anni dal volume precedente, mi ci sono volute circa 10 ore al giorno di lavoro per due settimane. Questo perché ho letto prima tutto il libro fino alla fine (o meglio, le 1400 pagine che avevo a disposizione in quel momento, mentre non avevamo ancora fissato bene la parte finale), controllando quanto io abbia dimenticato rispetto al libro precedente – e che quindi anche i lettori potrebbero aver bisogno di ricordare – per poi tornare a leggere tutti i quattro libri precedenti, e poi di nuovo il quinto. Per fortuna ora che ho l’app non ho più bisogno di rileggere tutta la saga, quindi diciamo che in una settimana dovrei riuscire a finire il lavoro.

Tu lavori con autori celebri e affermati come Martin, Terry Brooks e Robin Hobb. Questa cosa ti fa approcciare al loro lavoro in maniera diversa rispetto a quanto fai con un autore emergente?
No. Tutti gli autori dovrebbero avere la possibilità di ricevere consigli da un editor, e io presto la stessa cura e la stessa attenzione sia ai nuovi arrivati che ai veterani. Semplicemente va a finire che, col tempo, gli autori affermati hanno bisogno sempre meno del mio aiuto, e migliorano da soli. Ma non è detto che non possa capitare di “smarrirsi” in questo lavoro. Ed è in quei momenti che scendo in campo io!

worldoficeandfireQuali sono i nuovi scrittori che ti stanno entusiasmando di più?
Fatevi un favore e leggete la serie Baskerville Affair di Emma Jane Holloway, A STUDY IN SILKS, A STUDY IN DARKNESS, e A STUDY IN ASHES. Questo è il mio lavoro più recente, e che mi sta davvero molto a cuore. La trama ha come protagonista la nipote di Sherlock Holmes, in una Londra vittoriana. Ambientazione fantastica, grande storia e un emozionante triangolo sentimentale, senza tralasciare momenti comici. Lo adoro!

Com’è Martin nella vita reale? Simpatico come è dipinto in rete?
Assolutamente. È una gran brava persona con cui lavorare e trascorre del tempo insieme.

Bene, mi auguro che abbiate gradito questa interessante chiacchierata con la Groell. Come lei, credo che un po’ tutti gli appassionati della saga letteraria stiano pregando affinché lo zio George si dia una mossa e completi i due (o tre?) volumi rimanenti prima che rischino di accavallarsi alla serie tv, che sicuramente per evitare un calo di interesse da parte del pubblico dovrà forzatamente essere trasmessa con cadenza annuale. Ovviamente vi terremo aggiornati sull’uscita di The Winds of Winter, oltre che su tutto ciò che riguarda la quinta stagione de Il Trono di Spade.

Mario Ferrentino -

 
 
 
 
 

Gotham in anteprima su Italia1 il 7 ottobre da comingsoon

Post n°11623 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

07 luglio 2014

Poster

 

Sebbene il debutto americano non sia stato ancora annunciato, Gotham, la nuova serie più attesa della prossima stagione televisiva, ha una data in Italia.

Dopo l’anticipazione della scorsa settimana sulla contemporaneità proposta quest’autunno da Action di Mediaset Premium, in occasione della presentazione dei palinsesti per l’autunno, Mediaset ha rivelato che l’anteprima dei primi due episodi andrà in onda su Italia1 il 7 ottobre.

Ricordiamo che, nelle settimane antecedenti al debutto free di Gotham, Italia1 proporrà la trilogia di Christopher Nolan basata su Batman, celebre e amato personaggio dei fumetti di cui la serie racconta le origini. Quest’autunno la rete proporrà anche la 13esima stagione di CSI (dal 14 ottobre) e, in anteprima assoluta, il recente successo di TNT The Last Ship (dal 17 ottobre), preceduto a settembre dalla serie francese Falco.

 
 
 

La7, presentazione dei palinsesti. Cairo: “Contratto a Floris per 5 anni” da il fatto quotidiano

Post n°11622 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 
Tag: news, novità, tv

Il nome del nuovo programma dell'ex conduttore di Ballarò verrà annunciato nel prossimi giorni. Sarà aperto da una copertina di Maurizio Crozza
La7, presentazione dei palinsesti. Cairo: “Contratto a Floris per 5 anni”

Giovanni Floris sugli schermi di La7 per 5 anni a partire da settembre. Ad annunciarlo è stato l’editore Urbano Cairo nel corso della presentazione dei palinsesti della rete televisiva. “La serata di elezione di Floris sarà quella del martedì”, ha aggiunto Cairo precisando che il nome del nuovo programma, che sarà aperto come di consueto da una copertina di Maurizio Crozza, verrà annunciato nel prossimi giorni. Floris condurrà anche una striscia quotidiana a partire dalle 19.40″ di circa 20 minuti sul fatto del giorno che sarà una sorta di piedistallo per innalzare gli ascolti del Tge di tutta la prima serata”.  

Tra le novità della stagione autunnale, anche la serata finale di Miss Italia del 14 settembre condotta da Simona Ventura. “Se Miss Italia con la Ventura non farà più del 10% – ha aggiunto Cairo rivolgendosi ai giornalisti – vi prego di ricordarmelo nelle prossime conferenze stampa”. Ancora nessun progetto in corso, invece, per affidare alla conduttrice il pomeriggio di La7

 

Video di Alessandro Madron

Cairo fa il punto sulla situazione del mercato pubblicitario che “non si è ancora ripreso” anche se, sottolinea”siamo alla ricerca di risultati positivi. Abbiamo una speranza per il futuro del Gruppo Cairo Communication. L’incremento per il primo trimestre è stato circa del 5% e il semestre sta andando discretamente”. A penalizzare il mese di giugno sotto il profilo degli introiti sono stati i Mondiali, che la rete non ha trasmesso anche se La7 ha registrato “un buonissimo recupero in aprile”. Quindi, ha aggiunto, “se il semestre non sarà a pareggio è di poco sotto”. Cairo ha poi tenuto a precisare che la sua azienda editoriale con 1,8 milioni di copie vendute ogni settimana in edicola è il primo editore di periodici.

Nonostante il contributo di 88 milioni ricevuto da Ti Media al momento dell’acquisizione di La7, l’editore non indica però come prioritaria la distribuzione di un eventuale dividendo straordinario: “Non è la prima cosa che mi viene in mente, operativamente ci sono altre cose che si possono fare sul mercato. Abbiamo l’impegno a non utilizzarla per fini diversi dalla ristrutturazione di La7 per due anni e fino al 30 aprile 2015”, ha sottolineato, escludendo una revisione di quelle intese alla luce del veloce risanamento realizzato con l’emittente.

 
 
 

Jk Rowling: Harry Potter diventa vecchio in un nuovo racconto breve da huffingtonpost.it

Post n°11621 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

Pubblicato: 09/07/2014 11:14 CEST Aggiornato: 09/07/2014 11:14 CEST

Gli occhialini tondi restano l'inconfondibile 'marchio di fabbrica'. Ma anche Harry Potter diventa adulto, ingrigisce addirittura. Ricompare infatti oggi 34enne e con qualche capello bianco, riunito agli amici di sempre Hermione e Ron (ormai sposati), insieme per assistere alla finale della coppa del mondo di Quidditch, immaginario gioco magico con la palla a cavallo di manici di scopa volanti. Un appuntamento imperdibile di cui si dà conto con dovizia di particolari in un articolo firmato dalla penna della 'Gazzetta del Profeta', Rita Skeeter, regina del gossip nel magico mondo diHogwarts, dietro la quale naturalmente si nasconde l'autrice della saga Jk Rowling.

Così la scrittrice apre uno squarcio sulla vita dei suoi eroi come sono diventati oggi, per la gioia dei milioni di fan affamati di 'news' su Harry ed Hermione che, sì, nel frattempo non sono finiti insieme come in tanti tra i lettori più romantici avrebbero sperato (ma per quella scelta la Rowling si era già scusata pubblicamente). Il lungo articolo compare sul sito Pottermore.com e non è un'incursione isolata: ne è prevista una serie in coincidenza della coppa del mondo di Quidditch in corso e che si concluderà con il pezzo sulla finale, tra Brasile e Bulgaria.

La trovata testimonia la presa inesauribile che il mondo fantastico creato da JK Rowling continua ad avere: i sette volumi 'storici' che racchiudono le avventure del maghetto continuano a conquistare nuove generazioni di lettori, mentre dopo i film da incassi record è stato annunciato uno spin-off che sarà il debutto della Rowling nella sceneggiatura. Raccontare quindi attraverso articoli di cronaca la vita dei protagonisti oggi, come sono diventati, che fine hanno fatto e come si prospetta il loro futuro, non più che risultare vincente.

E allora eccolo Harry Potter trentenne, con una misteriosa cicatrice sulla guancia, che si dice si sia procurato nel suo lavoro di 'Auror' cacciatore di maghi malvagi, o forse in una lite con la moglie Ginny, sorella di Ron. Un'ipotesi che lascia intendere come nella coppia potrebbe non essere tutto rose e fiori, al contrario di quanto vogliano far sembrare, elemento che non si esclude tra l'altro possa essere foriero di ulteriori 'misteri' per Harry. E un giorno, chissà, potremmo leggerne.

C'è anche Hermione all'evento sportivo, che viene descritta come la "femme fatale del gruppo": affascinante e capace visto che, secondo le indiscrezioni raccolte dalla informatissima Skeeter, sarebbe tra i 'papabili' a capo del ministero della Magia dove è già la numero due. Del resto Hermione prometteva bene fin da giovanissima. Chi invece ha scelto un'altra strada è Ron Weasley, il marito, cui si attribuisce anche un principio di calvizie: lui ha deciso di lasciare il suo posto al ministero per gestire un emporio di incantesimi e trucchi per maghi.

 
 
 

IL TRONO DI SPADE: GLI AUTORI NON TEMONO DI FINIRE LE STORIE da movieplayer

Post n°11620 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

 

Che accadrà se i romanzi di George R.R. Martin non verranno pubblicati in tempo per fungere da base alle ultime stagioni della serie HBO?

Dopo la reazione irruenta di George R.R. Martin che ha simpaticamente mandato a quel paese tutti coloro che si lamentano della lentezza del suo ritmo di scrittura (qui trovate la nostra notizia), gli executives HBO hanno rassicurato i fan de Il trono di spade garantendo di non essere preoccupati dalla mancanza di storie e aggiungendo che niente interromperà l'adattamento televisivo della saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Ecco cosa hanno dichiarato di fronte alle domande preoccupate della stampa: "Siamo impegnati nello sviluppo della serie e gli showrunner David Benioff e Daniel Weiss sono all'opera come noi. Ovviamente George è parte integrante del team creativo, perciò ogni mossa della prossima stagione verrà accuratamente pianificata con lui, ma dopo il 2015 dovremo cavarcela senza la sua opera. Questo, però, non ci preoccupa".

 

 

Il trono di spade: Lena Headey, Julina Glover nell'episodio The Children

Gli showrunner de Il trono di spade hanno pianificato di terminare la serie in sette stagioni. La quinta stagione sarà legata al quarto e al quinto romanzo della saga di Martin (A Feast for Crows e A Dance with Dragons). La stagione sei e la stagione sette dovrebbero poggiare le fondamenta sui romanzi non ancora pubblicati, The Winds of Winter e A Dream of Spring, ma dato il ritmo lavorativo di Martin, c'è il rischio di non vederli commercializzati in tempo. perciò è più probabile che gli sceneggiatori a un certo punto siano costretti a fare da soli. In questa incertezza HBO coglie l'occasione per fare chiarezza sui rumor circolati intorno alla possibilità di vedere uno o due film ispirati alla saga in arrivo. "Non abbiamo mai parlato dell'ipotesi di un film" chiariscono gli executives della rete mentre festeggiano le 19 nomination all'Emmy conquistate ieri dallo show dei record.

 
 
 

Mai così vicini è primo

Post n°11619 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

Box office Italia
Soltanto una novità nella classifica italiana di questa settimana: Mai così vicini conquista direttamente la vetta della classifica con poco meno di 300.000 euro di incasso. Al secondo posto troviamo Maleficent, l'unico film di rilievo di questa parte di stagione che, con altri 260.000 euro arriva a 13.330.000 euro. A chiudere il podio Le origini del male che incassa 233.000 euro arrivando a 757.000 euro complessivi. Per avere novità importanti dovremo aspettare il prossimo week-end che vede in uscita l'attesissimo Transformers 4: l'arrivo in sala del film di Michael Bay dovrebbe portare un aumento generale degli incassi.

Box office Usa
In Usa, Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie, l'unica importante uscita della settimana, conquista il primo posto della classifica scalzando dalla vetta Transformers 4 che con altri 16.500.000 di dollari supera i 200.000.000 complessivi. Il film di Matt Reeves, che in Italia vedremo dal 30 luglio, incassa 73 milioni di dollari, un ottimo risultato anche se al di sotto dei 100.000.000 incassati da Transformers 4 all'esordio. Con 13.000.000 di dollari chiude il podio la commedia Tammy. La prossima settimana proverranno ad insidiare il primato dei due blockbuster la commedia Sex Tape e il film d'animazione Planes 2

 
 
 

Caracalla, sciopero dei musicisti: per la Bohème solo piano. Il pubblico se ne va da il fatto quotidiano

Post n°11618 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

Protesta dei lavoratori Cgil e Cisal alla prima estiva dell'Opera di Roma: "Dobbiamo tutelare qualità e produttività, qui tagliano gli stipendi e truffano il pubblico". L'assessore Ravera: "Tristezza"
Bohème

Da una parte gli orchestrali che hanno lasciato gli strumenti da una parte e hanno disertato la buca. Dall’altra una platea finalmente piena per assistere a un’opera lirica, seppure di richiamo come una prima. Così almeno un terzo del pubblico che si era presentato di fronte al palco di Caracalla per la Bohème, apertura della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma, si è alzato e se n’è andato quando il sovrintendente Carlo Fuortes ha annunciato che le voci di Rodolfo e Mimì sarebbero state accompagnate solo dal pianoforte. “Non saremo in grado di andare in scena con l’orchestra – ha detto Fuortes – Dobbiamo rispettare il diritto di sciopero e sostituiremo l’orchestra con il pianoforte. Chi vuole può andar via a e farsi rimborsare il biglietto questa sera stessa”. 

Ravera: “Molto triste, era tutto sold out”
Il contrasto tra le buone intenzioni della protesta dei musicisti che vogliono “salvare il teatro” e una platea piena (e nelle stagioni estive accade sempre più di rado) nelle parole dell’assessore alla Cultura della Regione Lazio,Lidia Ravera: “E’ molto triste che salti una prima come questa, allora smettiamola di dire che dobbiamo ripartire dalla cultura. Stasera era tutto sold out, e si sta svuotando. I lavoratori avranno i loro motivi ma io sono molto dispiaciuta per Fuortes che sta facendo un grande lavoro di efficienza amministrativa e correttezza verso i lavoratori”. 

Gli orchestrali: “Se Verdi vuole 12 viole, come possono volerne solo 4? E’ una frode al pubblico”
“Scioperiamo e siamo pronti a continuare la protesta per salvare il Teatro dell’Opera di Roma, perché sia salva la qualità e la produttività di un pezzo del patrimonio culturale italiano. Ma anche per gli spettatori, perché questa che vogliono attuare è una frode al pubblico” avevano detto i lavoratori che hanno aderito all’astensione dal lavoro indetta da Cgil e Cisal che nel pomeriggio di lunedì 14 si erano anche presentati davanti al ministero dei Beni Culturali.

“Una situazione così grave non l’avevo mai vista in questo settore” spiega all’Ansa Loris Grossi, trombone, da 35 anni nell’orchestra romana. “Negli ultimi 8 anni – spiega – si sono fatte 7 leggisulle fondazioni lirico-sinfoniche e sono sempre leggi punitive, che vanno a peggiorare la situazione. Noi lottiamo per salvaguardare la produttività di questo teatro, oltre che il nostro lavoro”. L’organico “da 631 lavoratori è ridotto a 460. E se non bastasse? A dicembre potrebbero scendere a 400? La paura è che vogliano trasformare il Teatro a contenitore vuoto per produzioni realizzate altrove. Lì si risparmierebbe: basta una scrivania e un fax”. Per dirla ancora più facile “se Verdi chiede 12 viole, come pensano di eseguire la partitura con 4?”, domanda il violino Margherita Sina. “Pensano forse di farci amplificare? – Continua – è una frode al pubblico oltre che un’offesa ad un’arte tramandata da 500 anni. Noi lavoratori siamo disposti a lavorare e produrre di più. Ma se poi manca chi mandare in scena come facciamo? Il corpo di ballo, ad esempio, sta morendo: da 70 ballerini stabili siamo scesi a 12. Lo stesso vale per l’orchestra con una pianta organica di 117 professionisti ridotti a 90 scarsi. Qui il nome Teatro dell’Opera di Roma Capitale è solo un’etichetta”.

“Tagli a tutti i settori, dall’orchestra ai macchinisti”
Spesso, lamentano ancora i lavoratori, “ci ritroviamo a suonare davanti alla sala vuota, perché evidentemente la promozione non è adeguata. Siamo noi che compriamo i biglietti per i nostri amici e parenti, come è accaduto questo inverno per la Carmen”. Con i tagli verrebbe a mancare organico in tutti i settori del teatro, dall’orchestra ai macchinisti, in una situazione che denunciano gli scioperanti è già gravemente in bilico. “Da noi – dice Vincenzo Bolognese, primo violino di spalla – ci sono solo io nel mio ruolo di solista. E se mi viene un’influenza? Alla Scala di Milano, per fare un esempio, sono in 3″. La richiesta di tutti è di un tavolo di confronto, che coinvolga tutti, con un piano aziendale preciso e definito. “Ma tutte le volte che lo abbiamo chiesto – dicono i lavoratori – il sovrintendente Fuortes non si è presentato. Noi continueremo a protestare e torneremo a scioperare, finché non risolveremo questa situazione”. Sullo sfondo, è la denuncia, “i tagli degli stipendi con la odiosa trattenuta fino al 50% degli emolumenti e la decadenza dei contratti integrativi” e una “gestione di stampo commissariale, padronale e vessatoria con atti unilaterali fortemente discriminatori fra i dipendenti”. Dal canto suo il Teatro dell’Opera ha rivendicato l’intesa con Cisl e Uil che rappresentano i due terzi degli iscritti ai sindacati. 

La Bohème impressionista di Davide Livermore
E’ una Bohème “impressionista” quella pensata dal regista torinese Davide Livermore: in ogni atto al centro della scena un quadro o più quadri della corrente nata a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento (RenoirMonet). E per rendere ancora più “impressionista” la scena la sorpresa del terzo atto (o quadro come li aveva definiti Puccini), quando nevicherà sul palco e sugli spettatori per rendere ancora più reale l’arrivo alla Barriera d’Enfer, l’inizio della fine della povera Mimì, fidanzata di un poeta spiantato, amico di altri artisti spiantati. Ma la Bohème – come tanta parte dell’opera lirica – racconta storie dei nostri giorni: in questo caso le inquietudini, le contraddizioni, le “schizofrenie”, le aspirazioni, gli umori contrastati dei giovani che sognano e vedono distrutti i loro sogni, che amano e consumano le loro relazioni. Invidie, rimpianti, reazioni rabbiose e poi delusioniper lavori (in questo caso artistici) che nessuno valorizza. Se si pranza non si cena, a volte non si pranza né si cena, si soffre l’inverno parigino, a fatica si raccatta un cappotto. E’ difficile non vedere un parallelo – con gli adeguamenti del caso – con i salti mortali dei giovani italiani di oggi. Ma, certo – ora come nell’opera pucciniana tratta da un testo di Henri Murger (prototipo di bohémien) – ci sono passioni, sentimenti, aspirazioni che spingono a guardare all’orizzonte.

Nel gelo della dogana della Barriera d’Enfer, dunque, il poetastro Rodolfo realizza che la sua amata è malata e che se continuerà a vivere in soffitta (laddove aveva sentito per la prima volta la “gelida manina“) le andrà sempre peggio. I due stanno per dirsi addio, ma ripensano ai dolci momenti passati insieme e non hanno il coraggio di finirla lì e rinviano ogni decisione a primavera (“Ci lascerem alla stagion dei fior”). Si ricongiungeranno per l’ultimo saluto, quando lei sarà morente, piegata dalla tisi, e lui e i suoi amici (il pittore Marcello, la di lui fiancée Musetta, il filosofo Colline e il musicista Schaunard) cercheranno invano un modo per comprare medicine e salvarla. Il solo amore, insomma, non è bastato affatto: quando si è squattrinati, essere innamorati, appassionati e pieni di ottime idee non risolve niente.

 
 
 

Elio Germano, premio Gian Maria Volonté da cinecittànews

Post n°11617 pubblicato il 17 Luglio 2014 da Ladridicinema
 
Tag: news

ssr16/07/2014
L'isola della Maddalena dal 29 luglio al 3 agosto ospiterà la decima edizione de 'La valigia dell'attore': la manifestazione, parte integrante del progetto 'Le isole del cinema', sarà dedicata al lavoro d'attore e offrirà un particolare tributo a Gian Maria Volonté a vent'anni dalla sua scomparsa.
'Le isole del cinema' consegneranno per il quarto anno consecutivo a La Maddalena il 'Premio Gian Maria Volonté', che va quest'anno a Elio Germano, attore che oggi, a 34 anni di età, ha già alle spalle la partecipazione in 45  film.
Verrà proposto un omaggio a Volonté anche attraverso le immagini che lo raccontano in circostanze diverse.
Dal 29 luglio al 3 agosto (dalle 10.30 alle 13.30) gli spazi degli ex Magazzini Ilva, sempre a La Maddalena, ospitano infatti la mostra fotografica di Tatiano Maiore "Volonté da La Maddalena a Velletri".
Dal 30 luglio con apertura dalle 18.30 alle 21.00 nei locali della Fortezza I Colmi sono allestite due mostre fotografiche: la prima, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino e di Marcello Geppetti Media Company: "Gian Maria Volonté dentro e fuori scena". La seconda, "Il tempo e la storia" di Fabio Presutti nata in collaborazione con L'Ente Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena.

 
 
 

X-MEN

Post n°11616 pubblicato il 09 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

Locandina X-Men

I mitici fumetti della Marvel affrontano per la prima volta il grande schermo. I mutanti Wolverine, Cyclops, Storm ed altri, con alla guida il Professor X, combattono contro la sete di potere di Magneto e dei suoi. Dopo il fulminante I soliti sospetti e l'interessante ma non sconvolgente L'allievo, Bryan Singer vede finalmente il colore (abbondante) dei soldi di una megaproduzione. La domanda legittima avrebbe potuto essere: avrà venduto l'anima al diavolo (la cui presenza torna in tutti i suoi film)? La risposta è no. Pur maneggiando effetti speciali ad alto tasso di spettacolarità non rinuncia a proseguire un proprio percorso di autore. Eccolo allora lavorare ancora sull'ambiguità, sulla difficoltà di distinguere il Bene dal Male. La mutazione non diventa occasione di dibattito ma resta elemento per 'fare cinema' in un film in cui l'umanità sta sullo sfondo e lo scontro si svolge tra esseri che hanno delle potenzialità che ai 'normali' fanno solo paura.

 
 
 

La sottile linea rossa

Post n°11615 pubblicato il 09 Luglio 2014 da Ladridicinema
 

Locandina La sottile linea rossa

Nel novembre 1942, dopo un idillico intermezzo fra i nativi della Melanesia, il soldato Witt e un commilitone sono riaggregati alla compagnia di fucilieri Charlie, impegnata nella conquista di Guadalcanal, la maggiore delle isole Salomone (Oceania). Le sanguinose fasi dell'attacco a una collina controllata dai giapponesi (70') e le vicende successive sono narrate attraverso le voci interiori dei protagonisti. Libera versione del romanzo (1962) di James Jones, già filmato nel 1964. Raro, se non unico, film sulla guerra in cui per i primi 40' non si ode uno sparo e non esistono protagonisti, ma alcuni personaggi un po' più importanti, peraltro non sviluppati e lasciati alla deriva, che hanno un senso soltanto nel contesto corale: il cap. Staros (Koteas), il ten. col. Toll (Nolte), il serg. Welsh (Penn), il soldato Bell (Chaplin). Lo stesso Witt (Caviezel), figura irrilevante in Jones, è la voce recitante di un oratorio di argomento metafisico e di tono neoromantico. Malick, dopo 20 anni di pausa, ha scelto la guerra come la porta attraverso la quale passare per dire qualcosa di radicale (di indicibile?) sull'estensione dello spettro morale di cui è capace l'uomo e porre alcune domande: perché la guerra? che posto ha l'uomo sulla Terra? che cosa lo spinge alla violenza, a perdere il senso della natura, della pietà, della bellezza? Questo film panteista è una preghiera di fine millennio, una invocazione d'aiuto, "un poema triste, soffocato e malinconico sulle cose della natura e sulla natura delle cose, uomo compreso" (B. Fornara). Fotografia (in 70 e 35 mm) di John Toll, musica di Hans Zimmer. 7 nomination agli Oscar, nemmeno una statuetta.AUTORE LETTERARIO: James Jones

 
 
 
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