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CINEMA PARADISO

Blog di cinema, cultura e comunicazione

 

 

Un'Avventura

Post n°14916 pubblicato il 13 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Un'Avventura è un film di genere musicale, sentimentale del 2019, diretto da Marco Danieli, con Michele Riondino e Laura Chiatti. Uscita al cinema il 14 febbraio 2019. Durata 105 minuti. Distribuito da Lucky Red.

Poster

Un'avventura, una romantica storia diretta da Marco Danieli e raccontata sulle meravigliose note delle canzoni di Lucio Battisti.

Anni '70. Giovane e ribelle, Francesca (Laura Chiatti) ha girato il mondo seguendo l’onda della liberazione sessuale. Quando torna al paesello natio, è una persona completamente diversa dalla ragazzina dalle bionde trecce e gli occhi azzurri che ricordava il suo vicino di casa Matteo (Michele Riondino), da sempre innamorato di lei-

Il romantico percorso che Matteo intraprende per conquistare Francesca diventa la scusa per ripercorrere, attraverso spettacolari coreografie e una delicata regia, i più grandi successi musicali di Battisti e Mogol.


 

Il film Un'avventura si propone di raccontare una storia usando come colori su una tela le canzoni di Lucio Battisti (1943-1998), l'uomo che disse: "Un artista non può camminare dietro il suo pubblico, un artista deve camminare davanti."
La canzone suggerita dal titolo, non solo agli appassionati di musica ma alla maggior parte degli italiani, non può che essere quella pubblicata nel 1969, realizzata con Mogol, collaboratore stretto fino al 1980. Si tratta di una canzone simbolica, non solo perché distribuita nel 45 giri contenente anche "Non è Francesca" (nome non a caso della protagonista di questo film): Battisti consacrò infatti la sua carriera di esecutore dei suoi lavori proprio con "Un'avventura", al Festival di Sanremo, dopo tre anni difficili in cui erano le esecuzioni altrui delle sue canzoni a riscuotere il vero successo.
Il percorso di ricerca di Battisti, tra canzone popolare e più tarda sperimentazione, viene metaforizzato nell'evoluzione della società italiana anni Settanta, dove la Francesca di Laura Chiatti è la rivoluzione e il Matteo di Michele Riondino l'uomo che deve affrontarla.
Il film sceglie così un percorso celebrativo lontano dal biopic in stile Bohemian Rhapsody, ma più vicino agli omaggi-musical come Questo piccolo grande amore (2009, di Riccardo Donna, anche cosceneggiato da Baglioni) o Across the Universe (2007, di Julie Taymor, sulle musiche dei Beatles). Il precedente lungometraggio di Marco Danieli, La ragazza del mondo (col quale ha vinto il David di Donatello come miglior esordiente), era un altro incontro tra due visioni del mondo differenti, attraverso una storia d'amore: in quel caso, una Testimone di Geova s'innamorava di un ragazzo di borgata, mettendo in gioco le sue convinzioni e la sua fede.

 

CURIOSITÀ SU UN'AVVENTURA:

Le coreografie del film sono realizzate dell'art director Luca Tommassini, tra i più apprezzati del panorama italiano.
Il film si avvale della prestigiosa consulenza artistica del CET di MOGOL.
Marco Danieli è alla sua seconda prova di regia; il primo film La ragazza del mondo gli è valso il David di Donatello come miglior regista esordiente.

IL CAST DI UN'AVVENTURA:

 
 
 

Film nelle sale da domani

Post n°14915 pubblicato il 13 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

 
 
 

Green Book

Post n°14914 pubblicato il 13 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Green Book è un film basato sulla storia vera di Don Shirley, un grandioso pianista definito un virtuoso del piano da Stravinsky; e del suo autista temporaneo nel loro viaggio attraverso il sud pieno di pregiudizi e differenze. 

Il green book non era nient'altro che un libricino, una guida turistica; in cui erano scritti tutti i luoghi in cui i neri potevano entrare una volta arrivati al sud: dai ristoranti, ai bar passando per gli hotel.

Questa guida verrà data a Tony "Lip" Vallelonga (un buttafuori di origine italiana) prima di partire; che approfittando della chiusura del locale in cui lavora, verrà ingaggiato per la sua "capacità di risolvere problemi".

Siamo nell'America del 1961, il presidente è JFK. Un paese che si definisce la patria della libertà ma che invece è terra di contraddizioni raziali, dove i neri sono liberi solo in teoria, discriminati in maniera totale. Shirley è un pianista nero che vive nel lusso, mentre Vallelonga vive nel Bronx. Sono completamente diversi, ma questo viaggio avvicinerà molto i due aiutando il secondo a perdere i suoi pregiudizi e il primo a riuscire ad avvicinarsi al mondo di Lip, perdendo anche lui i suoi preconcetti.

Il messaggio che lancia Farrelly, non è solo quello dell'amicizia tra persone completamente diverse, ma anche che un uomo semplice come Vallelonga di fronte all'evidenza dei fatti può capire come stanno le cose. Ma la cosa stupefacente di Farrelly è il raccontare il tutto con ironia e senza giudiciare i due protagonisti; eppure sia Lip con i suoi comportamenti rozzi che Shirley pieno di segreti, vizi e atteggiamenti che lo isolano non sono esenti da critiche. Il film è chiaramente uno spaccato dell'America di quegli anni, ma anche una critica a quella di oggi, anche a coloro che fanno finta di essere "accoglienti" per poi comportarsi come i ristoratori degli alberghi in cui andava a suonare Shirley, discriminandolo anche sul bagno in cui andare.

Green Book è una bellissima commedia, con tratti drammatici; con una sceneggiatura perfetta e assolutamente solida, arricchita dalle prestazioni da oscar di Viggo Mortensen e di Mahershala Ali, che raccontano un'epoca che è solo per finta lontana. 

Il primo dimostra di poter svolgere qualsiasi ruolo; il secondo di essere un talento cristallino di Hollywood. L'incontro che avviene nel film è qualcosa di magnifico, esplosivo, pieno di momenti comici e gag, con due personaggi come detto diversi che si aiuteranno a vicenda migliorandosi entrambi. Un momento delicato del film è quando i due si scontrano in una scena drammatica, in cui il tema è l'autoconsapevolezza di chi siamo e da dove veniamo. in questa Tony accusa Don di essere meno nero di lui, di non conoscere né apprezzare la musica della sua "gente", di vivere nel lusso in un castello mentre lui vive nel Bronx accanto ai neri. I due discutono sul fatto che scatena la rabbia di Don che fa capire che lui non si sente di essere un qualcosa di specifico e di essere ovunque fuoriluogo ovunque: "Se per te non sono abbastanza nero e per loro non sono abbastanza bianco e se non sono abbastanza uomo, allora dimmi chi diavolo sono io!".

Unica pecca il finale un pò troppo "politically correct" ma Farrelly è così... questo non toglie che il film è un prodotto di assoluta qualità, da standing ovation.

Voto finale: 5/5

Green Book è un film di genere drammatico, commedia del 2018, diretto da Peter Farrelly, con Viggo Mortensen e Mahershala Ali. Uscita al cinema il 31 gennaio 2019. Durata 130 minuti. Distribuito da Eagle Pictures.

Poster

Green Book, il film diretto da Peter Farrelly, racconta del buttafuori Tony Lip(Viggo Mortensen), un italoamericano con un'educazione piuttosto sommaria che nel 1962 venne assunto come autista da Don Shirley (Mahershala Ali), uno dei pianisti jazz più famosi al mondo. Lo scopo? Guidarlo da New York fino agli stati del Sud, in posti dove i diritti civili degli afroamericani sono ben lontani dall'essere legittimamente acquisiti.

Shirley si affida per il viaggio al libro Negro Motorist Green Book: una mappa di motel, ristoranti e pompe di benzina in cui anche gli afroamericani sono ben accolti. Dovendosi confrontare con il razzismo ma anche l'umanità delle persone che incontrano, Lip e Shirley impareranno prima di tutto a conoscersi e rispettarsi a vicenda.


 

Standing ovation alle prime proiezioni al Toronto Film Festival, vittoria del premio del pubblico, e trionfo come miglior film, sezione commedia o musical, ai Golden Globe 2019. Chiunque abbia già visto Green Book, in perfetto equilibrio fra risata e parabola sulla tolleranza, ne è rimasto conquistato. Gli americani hanno un termine per definire questo tipo di film: un crowd pleaser, e non stupisce che proprio attraverso le risate si possa veicolare un messaggio di rispetto della diversità, un invito a guardare al diverso con curiosità, magari per ribaltare un pregiudizio negativo. Sono tematiche sempre attuali, a maggior ragione in un'epoca in cui le minoranze stanno rivendicando a giusto titolo la dovuta attenzione anche a Hollywood.

Il film ha come protagonisti Viggo Mortensen e Mahershala Ali e racconta l'amicizia tra un buttafuori italoamericano e un pianista di grande successo ed eleganza, afroamericano, nell’America degli anni Sessanta. I due viaggeranno insieme in turné - il bianco a fare da autista al nero, per i tempi inaudito - lungo gli stati più razzisti del sud. È ispirato alla storia vera di Tony Lip, padre dello sceneggiatore Nick Vallelonga, che ha scritto il film insieme al regista Peter Farrelly, per una volta senza il fratello Bobby, con cui ha diretto film demenziali di grande successo come Tutti pazzi per Mary, Scemo & più scemo, Amore a prima svista.
Il titolo fa riferimento alla The Negro Motorist Green Book, una guida pubblicata dagli anni 50 dedicata ai viaggiatori afroamericani, scritta da Hugo Green, per aiutarli a trovare motel (non certo hotel di livello, rigorosamente riservati ai bianchi) e ristoranti che li avrebbero accettati.

Nel cast anche una deliziosa Linda Cardellini, nel ruolo della moglie di Nick, alias Viggo, con quest'ultimo che per indossare i corpulenti panni del non certo raffinato buttafuori è ingrassato più di venti chili.
Viggo Mortensen è un attore americano di origini danesi, ma non solo, è anche pittore, poeta, fotografo, musicista e molto altro. Un vero uomo del rinascimento, come amano dire gli americani, che è noto per la sua interpretazione di Aragorn nella saga del Signore degli Anelli diretta da Peter Jackson e ha ottenuto due nomination agli Oscar, per A History of Violence e, più recentemente, per Captain Fantastic (2017).
Mahershala Ali è il talentuoso pianista nero del film, un attore di grande finezza lanciato negli ultimi anni, prima dall'interpretazione di Remy Danton nella serie House of Cards, poi dal suo ruolo in Moonlight, per cui ha vinto l'Oscar come miglior attore non protagonista. La prima volta per un musulmano. Se pensate che il suo nome suoni difficile da pronunciare, sappiate che il suo vero è Mahershalalhashbaz, viene dalla Bibbia e vuol dire, in ebraico, "rapida preda, pronto bottino". Presto sarà protagonista della terza stagione della serie True Detective.

Green Book ha vinto il premio del National Board of Review, oltre a ottenere una menzione fra i migliori dieci film dell'anno dall'American Film Institute. Fra i molti riconoscimenti, ha vinto tre Golden Globe, uno dei quali per Ali come miglior attore non protagonista. Uscito a metà novembre 2018, in poche copie, ha allargato la sua presenza a tutti gli Stati Uniti e incassato, in attesa della corsa agli Oscar, già 35 milioni di dollari.
Green Book esce nei cinema italiani il 31 gennaio 2019.

 

Vincitore del Golden Globe 2019 come miglior film, commedia o musical, come migliore attore non protagonista (Mahershala Ali) e migliore sceneggiatura.
Candidato a 5 Premi Oscar 2019: miglior film, migliore attore protagonista (Viggo Mortensen), migliore attore non protagonista (Mahershala Ali), migliore sceneggiatura originale, migliore montaggio.

FRASI CELEBRI:

 

Dal Trailer Italiano del film:

Don Shirley (Mahershala Ali): Prevede qualche problema a lavorare per un uomo di colore?
Tony Lip (Viggo Mortensen): Lei nel profondo Sud? Prevedo casini!

Tony Lip: Perché fa tutto l'educato con quei coglioni?!
Oleg (Dimiter D. Marinov): Perché per cambiare i cuori delle persone ci vuole coraggio!

Don Shirley: Non vinci quando usi la violenza, vinci quando mantieni la tua dignità!

Tony Lip: Tu nemmeno li conosci quelli come te, tu il pezzo grosso che fa i concerti per i bianchi straricchi!
Don Shirley: Se per te non sono abbastanza nero e per loro non sono abbastanza bianco, allora dimmi chi diavolo sono io!

Tony Lip: Sono capaci tutti a imitare Beethoven, ma quello che fai tu con la musica...ti rende unico!

 

IL CAST DI GREEN BOOK:
 
 
 

Natale a cinque stelle

Post n°14913 pubblicato il 13 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Il cinepanettone sbarca su Netflix, scritto dai fratelli Vanzina (dedicato a Carlo Vanzina scomparso qualche mese prima) e diretto da Marco Risi.

Il Premier italiano, Franco Rispoli, è in visita ufficiale in Ungheria, insieme alla sua delegazione. Impegnato a rispondere in maniera molto servile alle telefonate di Luigi (Di Maio) e Matteo (Salvini), tiene sempre a sottolineare come non usufruisce dei benefit che potrebbe avere con il suo ruolo. Oltre agli incontri istituzionali approfitterà del viaggio per portare avanti la relazione con una giovane onorevole dell'opposizione, Giulia Rossi del Pd sposata con un leghista geloso. Ma quando finalmente i due sono da soli, trovano un cadavere vestito da babbo Natale che scoprono essere in realtà un giornalista delle Iene andato lì per far scoprire il tutto. In realtà il babbo Natale è solo svenuto perdendo la memoria...

La solita commedia natalizia adattata alle vicende politiche odierne, anche se il Natale praticamente è presente solo nel titolo. Un film che fa ridere per le varie gag mostrate, senza le varie volgarità e scorrettezze che sono classiche del genere e con una recitazione discreta, con solo Massimo Ghini e Ricky Memphis con buone prestazioni.

Risi prova a trasformare il cinepanettone ma diciamo che il tentativo non riesce in pieno tra buchi di sceneggiatura e battute fuori luogo. Va apprezzato il tentativo ma se la gag più riuscita è quella con Rocco Siffredi...

Voto finale: 2+

Natale a 5 Stelle è un film di genere commedia del 2018, diretto da Marco Risi, con Massimo Ghini e Ricky Memphis. Distribuito da Netflix.

Poster

Natale a 5 stelle, il film diretto da Marco Risi, è dedicato alla memoria di Carlo Vanzina.
Si sta avvicinando il Natale. Una delegazione politica italiana, con in testa il nostro Premier, è in visita ufficiale in Ungheria. Oltre agli impegni politici, il Premier intende passare, di nascosto, qualche ora lieta in compagnia di una giovane onorevole dell’opposizione in viaggio con la delegazione. Tutto sembra procedere per il meglio fino a quando i due maldestri amanti si ritrovano con un misterioso cadavere nella suite del lussuoso Hotel dove alloggiano. Per non finire nel turbine di uno scandalo, nel caso la cosa fosse scoperta, si affidano al prezioso aiuto del portaborse del Premier. Per loro sarà una giornata lunga e difficile, con improvvisi e ripetuti colpi di scena. Una commedia esilarante che assicura risate, divertimento e un pizzico pepato di pungente satira politica!

Disponibile in streaming online su Netflix dal 7 dicembre 2018.
La sceneggiatura firmata da Enrico Vanzina è liberamente tratta dalla commedia “Out of Order” di Ray Cooney.

IL CAST DI NATALE A 5 STELLE:
 
 
 

Sfida aperta al box office: Clint Eastwood meglio di De Luigi nel weekend

Post n°14912 pubblicato il 13 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Nonostante la domenica abbia visto 10 giorni senza mamma (guarda la video recensione) vincere la giornata (con più di 1 milione di euro), è Il Corriere - The Mule (guarda la video recensione) a vincere il weekend con 2,2 milioni di euro complessivi, contro i 2,1 milioni della commedia nostrana. Al terzo posto si piazza Dragon Trainer - Il mondo nascosto, che aggiunge 1,8 milioni al suo totale che supera i 5 milioni di euro complessivi. Bene anche Green Book (guarda la video recensione), che raggiunge i 3,5 milioni totali. La domenica fa rifiorire Mia e il leone bianco (guarda la video recensione) che ottiene il quinto miglior incasso di giornata e porta il suo totale a 5,4 milioni di euro. Restano su medie discrete Il Primo Re (guarda la video recensione) e Creed II (guarda la video recensione), che arrivano rispettivamente a 1,5 e 6,9 milioni di euro, un dato discreto per la produzione italiana e ottimo per l'episodio del franchise sportivo.

Alla fine anche Remi (guarda la video recensione) riesce a entrare in top ten, almeno nella giornata di domenica, ma il dato complessivo, inferiore ai 200mila euro è davvero deludente: il film ha subito la forte concorrenza di Mia e il leone bianco e Dragon Trainer nel genere "film per famiglie" e ha chiuso con una media per sala troppo bassa rispetto alle attese. 

Ultimi botti per La favorita (guarda la video recensione) e Ricomincio da me, che chiudono il weekend toccando quota 2,2 e 2 milioni ma che dovrebbero sparire dalla classifica entro la fine di questa settimana. Bohemian Rhapsody (guarda la video recensione) centra l'ultimo traguardo, superando i 4 milioni di spettatori, con un totale di 28,2 milioni di euro. Delusione per Copperman, che non entra nemmeno in top ten.

Incassi in caduta libera rispetto alla stessa settimana dell'anno scorso (-17%), ma il saldo annuale resta positivo, anche se solo dell'1,1%. Questa settimana arrivano Alita - Angelo della battagliaLa vita in un attimoCrucifixionRex - Un cucciolo a palazzo e Un'avventura. Salvo sorprese, nulla che possa generare incassi davvero interessanti. 

 
 
 

Mia Martini - Io sono Mia

Post n°14911 pubblicato il 12 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Mia Martini - Io sono mia, è un film televisivo vero, ma fa il suo raccontandoti la storia di un grandioso talento, una stella della musica italiana come Mia Martini, e lo fa con grande forza attraverso Serena Rossi in questa sintesi della sua vita arricchita dalla sue hit. Siamo di fronte ad un ritratto personale di una donna con una grandissima umanità, tradita dal suo stesso mondo, che chiedeva di essere capita e ascoltata. Un film che non racconta nel dettaglio la sua vita come detto, rimanendo in superficie; ma che ha come obiettivo quello di dare una sorta di rivincita o risarcimento a una vittima della cattiveria e dell'invidia, perché quello che ha subito Mimì è stato qualcosa di indegno, così come resta ipocrita il comportamento di tanti che in quegli anni hanno girato la testa e che oggi fanno gli adulatori. Un film quello di Riccardo Donna, che parte da SanRemo e finisce con Sanremo, perché per una grande artista come Mia Martini parlano e parleranno sempre le sue canzoni e la sua voce che l'hanno resa immortale

 
 
 

Tutte le fake news del delegato golpista venezuelano in gita in Italia da antidiplomatico

Post n°14910 pubblicato il 12 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Tutte le fake news del delegato golpista venezuelano in gita in Italia
 
Francisco Sucre, il delegato del golpista venezuelano arrivato in Italia parla apertamente di "guerra umanitaria"
 
 
Il golpista venezuelano - che a 3 settimane dal colpo di stato ordito dagli Stati Uniti è ancora chiuso in casa - ha mandato in gita in Italia una sua delegazione guidata dal presidente della Commissione esteri di quel Parlamento che dal 2015 è in ribellione contro gli altri poteri costituzionali del paese.

 
Nell’intervista a Rossana Miranda, giornalista italo-venezuelana su cui già vi avevamo scritto e che propone le sue prestigiose riflessioni, oltre che per il portale Formiche, anche per il giornale dell’ultra-destra venezuelana El Universal, Sucre ammette i piani golpisti. E per questo commenteremo punto per punto le sue dichiarazioni molto significative.
 

“Tuttavia, per il richiamo ad elezioni libere, c’è bisogno di scegliere un nuovo Consiglio Nazionale Elettorale, affidabile per tutti; abilitare tutti i partiti politici, senza prigionieri politici né politici inabilitati, e garantire l’osservazione internazionale professionale, obiettiva e imparziale.”
 
Nell’intervista a Formiche, praticamente Sucre ci sta dicendo di essere illegittimo. Il CNE, Consiglio Nazionale elettorale, uno dei 5 poteri costituzionali del Venezuela che soprassiede tutto il sistema elettorale venezuelano, definito dall’Ong dell’ex presidente Carter come il “migliore al mondo”, ha decretato la vittoria delle destre nelle elezioni parlamentari del 2015, così come quella di Nicolas Maduro nelle elezioni presidenziali del maggio 2018, così come in tutte le 23 delle 25 elezioni tenutesi in Venezuela dal 1999.
 
 
Fa poi quasi tenerezza il signor Sucre quando arriva a dichiarare:
 
“Sì, molte, non solo di diplomatici ma anche di militari (attivi e ritirati), e i sondaggi di opinione indicano che il 91,8% della popolazione riconosce come presidente legittimo Juan Guaidó, e tutto perché Maduro e il suo regime non proteggono nessuno.”
 
Interlaces, agenzia indipendente, proprio ieri ha offerto il sondaggio che mostra come oltre il 57% dei venezuelani ritiene Nicolas Maduro come il legittimo presidente. Da giorni, come testimoniato anche dal giornalista nord-americano Max Blumenthal che oggi ha finalmente rotto il muro della censura, il popolo venezuelano è in mobilitazione permanente contro la guerra, contro il golpe e per difendere la propria Costituzione e il proprio Presidente.

 Immagini chiaramente censurate su tutti quei poveri media impegnati, per l'ennesima volta, a tirare la volata ai crimini occidentali. La domanda poi tragicomica da fare al povero Sucre sarebbe: “ma scusi, con il 92% dei consensi nel popolo, perché il golpista non è nel palazzo presidenziale e perché non controllate i ministeri, l’esercito e le autorità tutte?”
 
Non sarà certo Miranda a farla... e quindi andiamo avanti.

Per il diritto internazionale, è noto, come il riconoscimento sia un atto puramente politico e per il diritto internazionale consuetudinario - codificato dall’art 1 e 2 della Carta delle Nazioni Unite - è noto come siano norme di ius cogens, cioè di grado superiore, il rispetto della sovranità di un paese e la non ingerenza negli affari interni delle altre nazioni. Riscrivendo tutto il diritto internazionale, quindi, Sucre dichiara in modo imbarazzato e imbarazzante:
 
“Dal punto di vista del diritto, specificamente degli obblighi, queste si basano sul diritto romano con l’idea del “pater familias” (buon padre di famiglia).
 
Il “buon padre di famiglia” e tutto il diritto internazionale si spegne in una frase grazie a Sucre. Il “buon padre” di famiglia – ma questo il delegato del golpista in Italia lo sottintende solo e Miranda non può scriverlo – chiaramente sarebbe Trump e le sue bombe.
 
 
Nel proseguo dell’intervista Sucre parla poi di “emergenza umanitaria”.
 
“Emergenza umanitaria complessa; risultato delle azioni di un regime fuorilegge come quello di Maduro che ha agito come un cattivo padre di famiglia, per non compiere con la responsabilità di proteggere i diritti umani della popolazione.”
 
La crisi in Venezuela è il prodotto di un decennio di criminale embargo chiesto e richiesto dalle destre agli Stati Uniti e all’Unione Europea con l’obiettivo esplicito di arrivare al colpo di stato attuale e poterlo giustificare. Non lo diciamo noi, è quello che lettera per lettera dichiara senza pudore l’ex ambasciatore nordamericano in Venezuela William Rivington:

 
  

Sui costi delle sanzioni criminali contro l’economia in Venezuela, l’istituto Celag nel suo ultimo rapporto ha quantificato in 350 miliardi le perdite complessive. 350 MILIARDI. Si tratta di un massacro, una guerra economica devastante che il relatore per le Nazioni Unite De Zayas definisce “omicidio premeditato”. Ecco in questo omicidio premeditato l’estrema destra golpista che Sucre rappresenta in Italia è complice consapevole. “La crisi umanitaria è una iperbole. Naturalmente c'è scarsità di beni, ma la causa è come ho spiegato nello sforzo congiunto di Stati Uniti, Canada e Unione Europea per causare il caos in Venezuela, con l'obiettivo di far cadere il governo. Il livello machiavellico di cinismo è senza pari. Inoltre, il termine "crisi umanitaria" è solo parte di quello che intendono veramente e cioè "intervento umanitario" o meglio ancora "intervento militare per imporre un regime change", sostiene De Zayas
 
 
Ma andiamo avanti: e riprendiamo l’ultima frase del passaggio precedente di Sucre che è la più significativa di tutta l’intervista perché smaschera i suoi piani e per questo parlavamo di ammissione ad inizio dell'articolo.
 
“per non compiere con la responsabilità di proteggere i diritti umani della popolazione.”
 
Da legare con l’ultima risposta:
 
“E’ la società internazionale a dovere, in maniera collettiva, attendere e proteggere una popolazione vulnerabile attraverso gli aiuti umanitari.”
 
Qui c’è tutta la strategia golpista in atto. La “responsabilità di proteggere” è la criminale e illegale dottrina che, contro il diritto internazionale e contro la Carta delle Nazioni Unite, ha voluto trovare un pretesto di giustificazione ai massacri contro quei paesi che non si sono piegati ai diktat degli Stati Uniti: Jugoslavia, Somalia, Iraq, Afghanistan, Siria, Libia… con i milioni di morti e profughi che oggi piangiamo. La giustificazione è la “responsabilità di proteggere” e Sucre non ha neanche la decenza di nascondere le sue intenzioni contro il suo paese.
 
E la verità Sucre finalmente la dice nel finale:

“La rotta è chiara. L’idea è aumentare la pressione internazionale “

Si perché il colpo di stato del 23 gennaio senza nessuna base di consenso politico e senza sollevazione delle forze armate è fallito miseramente. E quindi non resta che la “pressione internazionale”. Da ultimo l’intelligence venezuelana ha sventato un tentativo di presa violenta del Palazzo Presidenzialie previsto per il 30 gennaio e il 2 febbraio. Del resto, questo e solo questo è il piano dei golpisti, semplicemente perché è il piano degli Stati Uniti contro il Venezuela. Dal golpe dell’aprile del 2002 ad oggi nulla è cambiato.

Il dialogo come ammette proprio Sucre nell’intervista non gli interessa, se fosse interessato alla destra venezuelana, del resto, dopo un anno di negoziazione a Santo Domingo avrebbero dato seguito alla LORO richiesta, avanzata per tutto il 2017 mentre organizzavano il terrorismo nelle strade noto come Guarimbas, di “elezioni anticipate”. Non si sono presentati alle elezioni presidenziali e hanno rotto l’accordo ormai raggiunto a Santo Domingo dopo una telefonata dell'allora segretario di Stato Usa Tillerson dalla Colombia, semplicemente perché chi li guida a Washington vuole appropriarsi direttamente delle risorse del paese. E per farlo ha bisogno di distruggere la Costituzione del paese, non mediare o dialogare.

Dichiara sempre De Zayas che come relatore Onu ha avuto incontri con rappresentati dell'Assemblea Nazionale, della Camera di commercio, con il corpo diplomatico, gruppi dell'opposizione, organizzazioni non governative, leader della chiesa, studenti e professori delle Università: “Anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha fatto un appello similare di mediazione e ha offerto i suoi buoni uffici. Ma l'opposizione venezuelana rifiuta il dialogo, perché vogliono prendere il potere attraverso un colpo di stato. La storia dell'America Latina è piena di golpe di destra e nulla è più antidemocratico e corrosivo dello stato di diritto di un colpo di stato.”
 
Chi oggi dopo Jugoslavia, Somalia, Iraq, Afghanistan, Siria, Libia, Ucraina fa finta di non vedere cosa sta accadendo in Venezuela è in malafede e asservito a quei poteri che hanno sulla coscienza milioni di morti e miliardi di dollari di profitti per le industrie delle armi. Alternative non ci sono. Chi dal Pd alla Lega, da Fratelli d’Italia a Più Europa sta tirando la volata alla prossima “guerra umanitaria”, che come vedete i golpisti venezuelani non nascondano essere l'obiettivo, si conferma il servitore fedele di interessi criminali.

La Redazione 

 
 
 

Le 10 fake news sul Venezuela che vi ripetono giorno e notte

Post n°14909 pubblicato il 12 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Le 10 fake news sul Venezuela che vi ripetono giorno e notte
 

La disinformazione e la falsa rappresentazione della maggior parte dei media contro il Venezuela e il suo governo genera un fenomeno pericoloso: la popolazione che viene informata attraverso di loro crede a false notizie come vere.

 

Per combattere l'ignoranza e discutere con fermezza nei dibattiti sulla situazione esistente in Venezuela, l'economista e accademico spagnolo Alfredo Serrano ha compilato una semplice lista di dati, a cui abbiamo contribuito con altri, per nutrire le discussioni e, en passant, educare sulla realtà venezuelana.

 

1. L’organo elettorale

 

L'Assemblea Nazionale (AN) del Venezuela, in oltraggio dal 2016, presieduta dal deputato dell'opposizione Juan Guaidó, è stata eletta attraverso il Consiglio Nazionale Elettorale venezuelano (CNE), lo stesso organismo con cui il presidente Nicolás Maduro è stato eletto nel 2013 e 2018. Sia il la direzione dell’AN che Guaidó affermano che il CNE è un'istituzione manipolata, sostenendo in questo modo che la rielezione del presidente è una frode. Secondo questa logica dell'opposizione, anche l'AN e tutti i suoi deputati, incluso Juan Guaidó, lo sarebbero altrettanto.

 

Tuttavia, finora non ci sono documenti che provano questa accusa e, al contrario, le relazioni degli osservatori delle Nazioni Unite (ONU) hanno dimostrato che non ci sono irregolarità nei 25 processi elettorali svolti in Venezuela durante negli ultimi 20 anni.

 

2. Riconoscimenti

 

OSA

L'Organizzazione degli Stati Americani (OSA) non ha riconosciuto Guaidó come presidente incaricato del Venezuela. Il suo segretario generale, Luis Almagro, lo ha fatto per proprio conto e a proprio rischio, ma non i suoi membri come blocco. Almagro ha cercato di spostare l'OSA su questa posizione, ma la maggior parte delle nazioni non ha sostenuto la mozione.

 

ONU

Allo stesso modo, nemmeno l'ONU non ha riconosciuto Guaidó. Il voto straordinario convocato dagli Stati Uniti (USA) per questo motivo, è stato respinto dalla maggioranza dei suoi stati membri. Ciò è stato confermato in diverse occasioni da parte del Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, lasciando in chiaro in una lettera di approvazione l'ingresso di "aiuti umanitari" per il Venezuela, a condizione che questa sia approvato dal governo, presieduto da Nicolás Maduro.

 

Papa Francesco

Il più alto rappresentante della Chiesa cattolica nel mondo non ha aderito al riconoscimento di Guaidó, ha riferito dopo aver risposto ad una domanda a riguardo fatta da un giornalista durante il volo di ritorno in Italia dal suo viaggio a Panama.

 

Unione Europea

Non tutti i paesi dell'Unione Europea (UE) non hanno conosciuto Nicolás Maduro. L'Italia, la Grecia, la Romania, l'Irlanda, la Bulgaria, Cipro, Malta e la Slovacchia non appoggiano la mozione di Guaidó e, in quanto blocco, l'UE non ha deciso una decisione.

 

Altre nazioni

Paesi di grande importanza geopolitica ed economica come la Cina, la Russia, la Turchia, l'Iran, Messico e Sudafrica, così come le nazioni della Comunità dei Caraibi, CARICOM e Parlasur, al Parlamento del Mercosur, così come i governi latino-americani amici del Venezuela come Cuba, Bolivia e Nicaragua non convalidano un altro presidente oltre a Nicolás Maduro.

 

3. Le riserve

 

Il Venezuela è il primo paese al mondo con la più grande quantità di riserve petrolifere; l'ottavo con la più grande quantità di riserve di gas; il valore delle sue riserve auree supera il Prodotto Interno Lordo (PIL) del Cile o della Danimarca; il valore delle sue riserve di ferro supera il PIL del Messico o della Spagna; il valore delle sue riserve di diamanti supera il PIL del Paraguay o della Bolivia. Inoltre, recentemente, è stato dimostrato che nel territorio venezuelano ci sono grandi quantità del minerale mettalico coltan.

 

4. Proprietà

 

Per quanto riguarda la proprietà, il 98,5 percento delle società costituite in Venezuela sono private; 0,5 per cento sono miste; e l'1 per cento sono completamente pubbliche.

5. Media

 

Su questa stessa linea, l'80% dei media venezuelani è privato e, tra questi, la maggioranza appartiene all'opposizione.

 

6. Sanzioni statunitensi

 

Secondo un articolo pubblicato dal New York Times, le nuove sanzioni imposte contro il Venezuela dal governo di Donald Trump costeranno all'economia venezuelana un totale di 11.000 milioni di dollari di entrate petrolifere perse.

 

A ciò si aggiungono le conseguenze economiche dei precedenti decreti statunitensi contro il paese: il primo è stato quello di Barack Obama, approvato il 9 marzo 2015, misure applicate sotto la motivazione del "rischio straordinario" che il Venezuela rappresenta per la sicurezza degli USA, come indicato da Obama; Le altre sanzioni sono state generate durante l'amministrazione Trump.

 

7. Relazioni estere

 

La Cina è uno dei principali partner e amici nelle relazioni economiche e politiche con il Venezuela. Il paese sudamericano rappresenta il 40% del finanziamento che il governo cinese concede a tutta l'America Latina. Allo stesso modo, la Russia e la Turchia sono grandi partner del Venezuela. Queste relazioni bilaterali furono forgiate durante i governi di Hugo Chávez e Nicolás Maduro.

 

8. Frontiera con gli Stati Uniti

 

Un importante elemento è il confine tra il Venezuela e gli Stati Uniti, regolato dal Trattato sui confini marittimi del 1978, che stabilisce il confine marittimo tra le isole del Venezuela nel Mar dei Caraibi e i territori dipendenti degli Stati Uniti in quell'area, cioè Porto Rico e Isole Vergini.

 

9. L’aiuto umanitario degli Stati Uniti

 

Dall'inizio delle difficoltà economiche causate dal blocco statunitense, il governo di Nicolás Maduro distribuisce alimenti di base (riso, zucchero, farina, latte, olio, cereali, tra gli altri) per sei milioni di famiglie in tutto il paese. Queste "combo" raggiungono le famiglie ogni 30 giorni attraverso i Comitati Locali di Approvvigionamento e Produzione (CLAP).

 

Gli "aiuti umanitari" promessi dagli Stati Uniti e promossi localmente dall'opposizione guidata da Guaidó hanno un costo di 20 milioni di dollari, una cifra con cui si potrebbero acquistare solo 1 milione di combo CLAP. Allo stesso modo, con 20 milioni di dollari è possibile rifornire solo cinquemila venezuelani per un periodo non superiore a un mese.

 

È importante sapere che durante il 2017 e il 2018, l'UE e gli Stati Uniti hanno inviato insieme un importo approssimativo di 60 milioni di dollari in "aiuti" al Venezuela, un importo che è ancora tre volte l'importo annunciato di recente, che beneficia del 6% della popolazione solo nel consumo di riso.

 

Allo stesso modo, nemmeno 20 o 60 milioni di dollari equivalgono ai 23 miliardi di dollari che gli Stati Uniti e i paesi dell'UE hanno portato via al Venezuela con le sanzioni economiche; cifra equivalente al bilancio che la Spagna stanzia per la sanità e l'istruzione per tre anni.

 

10. Aiuti che non sono coperti dai media

 

Dire che Nicolás Maduro respinge gli aiuti stranieri è un errore. Il fatto che lo faccia con quelli recentemente offerti dagli Stati Uniti risponde all'interventismo di questa azione.

 

Il programma della Pan American Health Organization (PAHO) per il trattamento di alcune malattie in Venezuela, esiste anni fa nel piano sanitario del paese sudamericano. L'assistenza è dettagliata sul sito web dell'agenzia, in seguito ad un accordo con il Ministero della Sanità del Venezuela e PAHO, che ha portato alla consegna di farmaci e contraccettivi e alla formazione nella gestione delle epidemie.

 

Solo nel mese di gennaio 2019, PAHO ha consegnato medicinali per 3.000 pazienti, oltre a 3 milioni di farmaci antiretrovirali e forniture per coprire il 95% dei vaccini contro il morbillo e la difterite.

 

Allo stesso modo, nel novembre 2018, le Nazioni Unite hanno approvato le risorse attraverso il Fondo comune per la risposta alle emergenze (CERF), per un importo di 9,2 milioni di dollari per i programmi umanitari in Venezuela, in collaborazione con lo Stato venezuelano.

 

(Traduzione de l’AntiDiplomatico)

Notizia del: 12/02/2019

 
 
 

Il Volo contro i giornalisti: “Ci hanno insultato pesantemente . È bullismo” da il fatto quotidiano

Post n°14908 pubblicato il 12 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

di 

Il trio lirico ha commentato quanto successo dietro le quinte del Festival con un post su Facebook: "Hanno usato parole come 'merde”, “vaffa*****' 'in galera'"

“Alcuni giornalisti ci hanno pesantemente insultato. Hanno usato parole come “merde”, “vaffa*****”, “in galera”, che consideriamo come il frutto di una vera e propria forma di bullismo, di sfottò da stadio”. È l’accusa lanciata da i tre ragazzi de Il Volo che, tramite un post su Facebook, hanno raccontato quanto successo dietro le quinte della sala stampa del Festival di Sanremo. “Abbiamo avuto bisogno di qualche giorno per essere lucidi e dire la nostra su quanto accaduto”, scrivono i tre tenori che citano, a testimonianza, alcuni video che negli ultimi giorni hanno fatto il giro dei social.

“In 10 anni abbiamo  ricevuto molte critiche sulla nostra musica, sul genere che cantiamo, siamo stati accusati di essere arroganti e spocchiosi. Non abbiamo mai dato importanza a tutto ciò, anche perché, fortunatamente, abbiamo sostenitori che ci supportano quotidianamente e amano quello che facciamo – continuano Pietro BaroneIgnazio Boschetto e Gianluca Ginoble -. Ma quando vediamo dei video che testimoniano la cattiveria e la poca umanità da parte di persone che potrebbero essere nostri genitori (molti anche nostri nonni), ci dà molto fastidio. Fastidio perché ogni artista deve avere il proprio spazio di espressione musicale. Essere chiamati “merde” o vedere qualcuno che sbraita “in galera” solo perché stiamo facendo quello che ci piace fare nella vita è molto irrispettoso, nei nostri confronti ma sopratutto nei confronti della libertà di espressione”.

 

Il video a cui si riferiscono i tre cantanti in effetti gira da domenica ed è stato “scovato” da alcuni fan del trio che l’hanno condiviso accompagnandolo con commenti come “che schifo”. Nelle immagini che riprendono il momento dell’esibizione del gruppo in gara con la canzone Musica che resta, un giornalista della sala stampa grida “in galera” tra gli applausi e le risate dei colleghi.
I ragazzi de Il Volo, però, non sono stati gli unici a prendersela con i giornalisti, accusati da molti di aver ribaltato l’esito di Sanremo, votando in massa per Mahmood. Anche il secondo classificato, Ultimo, si è scagliato contro la sala stampa sia nella conferenza del dopo Festival che successivamente tramite Instagram, accusando i giornalisti di averlo insultato. Proprio quest’episodio avrebbe portato il giovane a disertare la puntata speciale di Domenica In, salvo poi decidere, ieri sera, di andare da Fiorelloospite della trasmissione radio Il Rosario della sera.

 
 
 

Sanremo 2019, Ultimo da Fiorello sdrammatizza: dedica una canzone ai giornalisti

Post n°14907 pubblicato il 12 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 
Tag: musica, news

Sanremo 2019, Ultimo da Fiorello sdrammatizza: dedica una canzone ai giornalisti
di 

Ospite a Il Rosario della Sera, la trasmissione in onda alle 19 su Radio Deejay, il cantautore secondo classificato è stato al gioco proposto dallo showman e ha cantato Riccione, cambiando il testo in: "Sotto il sole, sotto il sole, di Sanremo, di Sanremo, quasi quasi mi pento... e non ci penso più"

Alla fine tra i giornalisti e Ultimo sembra tornato il sereno. Complice Fiorello, che ha contribuito a sdrammatizzare le polemiche sul secondo posto al Festival di Sanremo. “Facciamo un gesto distensivo con i nostri amici giornalisti. Sai come? Cantiamo un pezzo dei The Giornalisti e glielo dedichiamo”, ha detto lo showman siciliano a Ultimo.

Ospite a Il Rosario della Sera, la trasmissione in onda alle 19 su Radio Deejay, il cantautore secondo classificato è stato al gioco proposto da Fiorello e ha cantato Riccione, cambiando il testo in: “Sotto il sole, sotto il sole, di Sanremo, di Sanremo, quasi quasi mi pento… e non ci penso più”.

L’artista romano, dopo la delusione per la vittoria sfumata, aveva inveito contro i giornalisti, rei di aver ribaltato il verdetto del televoto a favore di Mahmoud, vincitore sul palco dell’Ariston.  “La gente paga per votare e la classifica viene ribaltata dai giornalisti che dicono ‘merde’ a Il Volo e mi chiamano ‘stronzetto’ o ‘coglione”. L’artista aveva polemizzato con i giornalisti già in conferenza stampa: “Voi – aveva detto – avete questa settimana per sentirvi importanti e dovete sempre rompe er cazzo. Non provo rancore, la gente aveva molta aspettativa su quello che avrei fatto”.

 
 
 

Forfait di Ultimo e Loredana Berté alla 'Domenica In' di Mara Venier da la repubblica

Post n°14906 pubblicato il 10 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

 Loredana Bertè e Ultimo 
Il musicista arrivato secondo ha lasciato Sanremo nella notte, la cantante si è chiusa in silenzio stampa dopo essere rimasta fuori dal podio. Dall'Ariston la conduttrice: "Loredana qui avresti trovato un'amica che ti sostiene da trent'anni"
Doppio forfait a Domenica In, in diretta dall'Ariston, nè Ultimo è Loredana Bertéhanno partecipato alla trasmissione di Maria Venier. Il musicista romano ha lasciato Sanremo nella notte dopo essere arrivato secondo e aver avuto uno scontro con la sala stampa. Sotto pressione, probabilmente deluso per la mancata vittoria, Ultimo in conferenza stampa, subito dopo la trasmissione ha detto: ''Io non ho mai avuto la pretesa di venire qui e vincere, a differenza di quello che avete detto voi, tirandomela – dice – Mi sono grattato ma non è servito a niente. La mia vittoria e quella di tanti altri artisti è sicuramente dopo il festival. La mia vittoria sono i live, la gente che mi vuole, che si riconosce in quello che scrivo''.  Più tardi poi aveva twittato "La gente è la mia vittoria. Da casa eravamo il quadruplo rispetto agli altri. Dalla parte vostra per sempre. Ci vediamo al tour e allo Stadio Olimpico".

Non si è vista in trasmissione all'Ariston neanche Loredana Berté che ieri sera è arrivata ad un passo dal podio, classificandosi quarta tra le contestazioni del pubblico del teatro. Bisio ha annunciato che avrebbero trovato un modo per premiarla e infatti oggi in conferenza stampa hanno fatto vedere un disco con su scritto Ariston. Maria Venier in trasmissione si è detta dispiaciuta che Loredana non fosse venuta in trasmissione a cantare la sua Cosa ti aspetti da me: "Qui avresti trovato un'amica che da trent'anni ti sostiene. Loredana non prendertela, sono solo canzonette".

 
 
 

Soldi - Testo della canzone Soldi di Mahmood

Post n°14905 pubblicato il 10 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

In periferia fa molto caldo
Mamma stai tranquilla sto arrivando
Te la prenderai per un bugiardo
Ti sembrava amore era altro
Beve champagne sotto Ramadan
Alla TV danno Jackie Chan
Fuma narghilè mi chiede come va
Mi chiede come va come va come va
Sai già come va come va come va
Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo quando perdi l’orgoglio lasci casa in un giorno
Tu dimmi se
Pensavi solo ai soldi soldi
Come se avessi avuto soldi
Dimmi se ti manco o te ne fotti
Mi chiedevi come va come va come va
Adesso come va come va come va
Ciò che devi dire non l’hai detto
Tradire è una pallottola nel petto
Prendi tutta la tua carità
Menti a casa ma lo sai che lo sa
Su una sedia lei mi chiederà
Mi chiede come va come va come va
Sai già come va come va come va
Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Ho capito in un secondo che tu da me
Volevi solo soldi
Come se avessi avuto soldi
Prima mi parlavi fino a tardi
Mi chiedevi come va come va come va
Adesso come va come va come va
Waladi waladi habibi ta’aleena
Mi dicevi giocando giocando con aria fiera
Waladi waladi habibi sembrava vera
La voglia la voglia di tornare come prima
Io da te non ho voluto soldi…
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Lasci casa in un giorno
Tu dimmi se
Volevi solo soldi soldi
Come se avessi avuto soldi
Lasci la città ma nessuno lo sa
Ieri eri qua ora dove sei papà
Mi chiedi come va come va come va
Sai già come va come va come va

 
 
 

la delusione di Ultimo che attacca ai giornalisti da sanremonews.it

Post n°14904 pubblicato il 10 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

#Sanremo2019: la delusione di Ultimo e l'attacco ai giornalisti "Me l'avete tirata, la mia vittoria sarà dopo il Festival"

Il secondo posto non è andato giù a Ultimo. Il cantante in gara con il brano "I tuoi particolari" ha raggiunto la sala stampa Roof dell’Ariston per commentare il risultato inciampando in un botta e risposta con i giornalisti.Ultimo in conferenza stampa (foto Duilio Rizzo)

Ultimo in conferenza stampa (foto Duilio Rizzo)

“Sono amareggiato, non ce l’ho con nessuno ma al contrario di altri non ho bisogno di un velo di finzione, io punto all'eccellenza”. Il secondo posto non è andato giù a Ultimo. Il cantante in gara con il brano "I tuoi particolari" ha raggiunto la sala stampa Roof dell’Ariston per commentare il risultato inciampando in un botta e risposta con i giornalisti.  

“La mia vittoria sarà dopo il festival di Sanremo. La mia vittoria sono i live, la gente che si riconosce in quello che scrivo. Sono contento di aver partecipato al Festival, sono contento per Mahmood - ha aggiunto il cantante.

“Non ho ma avuto la pretesa di venire qui e vincere, al contrario di come avete fatto tutti voi e i siti tirandomela, al contrario di tanti giornalisti che hanno avuto la presunzione di giudicare con un’esibizione la carriera per i prossimi vent’anni” ha detto.  

“Salvini ha twittato che avrebbe preferito che vincessi tu” ha aggiunto una giornalista rivolgendosi al cantante: “Io scrivo canzoni e nel momento in cui le scrivo non sono più mie. Se le apprezza Salvini o un dentista per me non fa differenza” ha aggiunto Ultimo.  

“Siamo arrivati senza aspettative. Siamo felici che abbia vinto Mahmood un ragazzo giovane - hanno commentato Il Volo, al terzo posto della classifica - Abbiamo avuto l’occasione di parlare sia con Ultimo con Mahmood, un bravo artista e bravo ragazzo. Il pubblico dà la risposta a tutti, viva i giovani” hanno detto Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble.

 
 
 

Finale SanRemo 2019 (2a parte)

Post n°14903 pubblicato il 10 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

1.32: Raffaele, Baglioni e Bisio salutano tutti e noi salutiamo gli appassionati di musica che ci hanno seguito per cinque serate. Grazie a tutti! Buona notte e ai prossimi appuntamenti musicali su OA

1.30: Mentre Mahmood ricanta il pezzo che ha vinto il Festival, ricordiamo che al secondo posto si è piazzato Ultimo, al terzo Il Volo

1.27: Sorpresa clamorosa! Mahmood vince il Festival. Un finale degno del migliore thrilling: sorpresa simile a quelle di Tiziana Rivale o Mino Vergnaghi a cavallo degli anni ’70 e ’80

1.26: VINCE IL 69MO FESTIVAL DI SANREMO: MAHMOOD!!!!!!

1.25: Terzo classificato: Il Volo

1.24: E’ il momento della consacrazione del vincitore del 69mo Festival di Sanremo

1.21: Premio per il pezzo più ascoltato in streaming a Ultimo

1.21: Migliore composizione musicale assegnata dall’orchestra Premio Giancarlo Bigazzi a Simone Cristicchi

1.20: Premio Sergio Bardotti per il miglior testo a Daniele Silvestri che sta facendo incetta di premi

1.19: Premio per la migliore interpretazione Simone Cristicchi

1.18: Daniele Silvestri vince sia il premio della critica “Mia Martini” sia il premio “Lucio Dalla” assegnato dai giornalisti

1.17: Sarà assegnato ora il Premio della Critica

1.14: Il gruppo di lavoro del DoipoFestival è sul palco per duettare con Baglioni in “Vengo anch’io”. Verve spiccata di Anna Foglietta

1.12: Claudio Baglioni attacca “Vengo anch’io” di Enzo Jannacci

1.10: Gioco di prestigio divertente di Forrest che poi si rotola giù dalle scale dell’Ariston

1.05: Sul palco c’è Michele Forfesta, in arte il Mago Forrest che sembra essere riuscito nell’impresa di calmare il pubblico con un po’ di freddure molto simpatiche

1.03: Il Volo alla fine è una sorpresa tutto sommato limitata, la vera sorpresa è Mahmood, che poteva essere inserito fra i primi dieci ma non sul podio alla vigilia, Ultimo è l’unico dei grandi favoriti ad entrare fra i primi tre, vedremo se rispetterà fino in fondo il pronostico

1.01: Non sono mancate certo le sorprese nella classifica finale: Irama da favorito ha chiuso al settimo posto, Loredana Bertè non è sul podio, Arisa ha risalito la china, Nek, tra i favoriti della vigilia, addirittura 19mo

0.56: Si fatica ad andare avanti. Il piubblico grida “Loredana, Loredana!” Non si danno pace all’Ariston

0.54: Ora si riapre il Televoto con i primi tre: Ultimo, Mahmood e Il Volo

0.53: Il pubblico dell’Ariston è imbufalito per il quarto posto della Bertè, Baglioni e Bisio cercano di calmare il pubblico e arrivano grida belluine dalla platea

0.52: IL PODIO: ULTIMO, MAHMOOD E IL VOLO

0.51: 12. Ghemon, 11, Boomdabash, 10. Nigiotti, 9. Achille Lauro, 8. Arisa, 7. Irama 6. Silvestri, 5. Cristicchi, 4. Bertè

0.49: La classifica: 24. posto per Nino D’Angelo, 23. Einar, 22. Anna Tatangelo, 21. Patty Pravo, 20, Negrita, 19. Nek, 18. Federica Carta, 17. Zen Circus, 16. Paola Turci, 15. Francesco Renga, 14. Motta, 13. Ex Otago

0.47: Il saluto ai paertecipanti di Sanremo Giovani

0.40 Duetto Baglioni-Raffaele “Goodbye my darling” di cui si ricordano le versioni di Mina e di Alberto Sordi

0.37: Ci sono Virginia Raffaele e Baglioni sul palco che chiudono il televoto

0.35: Interessante Motta, anche se il testo non è il massimo dell’loriginalità

0.33: Motta rossa (prima serata) gialla (seconda serata). I voti di OA 6.5 7 8

0.32: Ultimo cantante in gara: è Motta!

0.30: Testo deboluccio e pezzo che si trascina stancamente. Non è sicuramente fra i pezzi indimenticabili di questa edizione

0.29: Introduzione tutt’altro che originale

0.28: Einar rossa (prima serata) rossa (seconda serata). I voti di OA: 5 5 6.5

0.27: Virginia Raffaele presenta Einar

0.25: Si conferma la ricerca di sonorità anni ’80 e ’90. Ci sono i Pitura Freska e i Laid Back nel pezzo dei Boomdabash ma del resto Takagi e Ketra stanno facendo con successo enorme questa operazione da un paio di anni. I successi estivi sono tutti loro

0.24: BoomDaBash gialla (prima serata) rossa (seconda serata). I voti di OA 5 5.5 6.5

0.22: Bisio e Virginia Raffaele sul palco per presentare i Boomdabash

0.13: La canzone, diciamolo, non è granchè per originalità. Lui ci sta dentro perchè parla di un argomento che lo tocca personalmente, il rapporto col nonno. Nigiotti ha delle qualità indiscusse non è forse questo il suo pezzo migliore. Si commuove Nigiotti, si sdraia a terra per fare una flessione per il piacere del pubblico femminile

0.12: Enrico Nigiotti gialla (prima serata) gialla (seconda serata). I voti di OA: 6 6 7.5

0.10: Tocca a Enrico Nigiotti

0.09: Emoziona Cristicchi. Arrangiamento cinematografico, pezzo che esplode nel finale in modo fragoroso. Testo da 10. Bravo Cristicchi. Forse non vincerà ma merita gli applausi

0.06: Simone Cristicchi blù (prima serata) blù (seconda serata). I voti di OA: 7.5 7.5 7.5

0.05: E’ il momento di uno dei grandi favoriti del Festival: Simone Cristicchi

0.04: Altro pezzo rivolto chiaramente al mondo giovanile. In generale non esalta, però il ritornello potrebbe essere molto orecchiabile

0.02: Intro molto simile ai pezzi strumentali di  Ryuichi Sakamoto, la voce di Federica Carta non esalta

0.01: Federica Carta e Shade gialla (prima serata) rossa (seconda serata). I voti di OA: 5.5 4.5 7

0.00: Sono in tre sul palco per presentare Federica Carta e Shade

23.57: Nemmeno stasera convince il pezzo di Nino d’Angelo e Livio Cori. Voci che si inseguono senza troppo costrutto, senza decollare

23.52: Si torna all’Ariston con  Nino d’Angelo e Livio Cori. Cinque autori per un brano che finora non ha entusiasmato

23.50: Break all’Ariston

23.49: Negli anni ’80 non si suonava molto diversamente rispetto a questo pezzo. Non è un brano indimenticabile ma resta comunque un po’ in testa

23.48: Achille Lauro rossa (prima serata) blù (seconda serata). I voti di OA: 6.5 6 6

23.47: E’ il momento di Achille Lauro

23.46: Può puntare al podio Irama, ha un pubblico giovane alle spalle ma il pezzo abbraccia diverse generazioni

23.44: Per Irama niente Vintage. Arraggiamento contemporaneo e utilizzo del coro gospel che, come avevamo già detto nei giorni scorsi, aggiunge qualcosa

23.43: Irama blù (prima serata), blù (seconda serata). I voti di OA: 5.5 5.5 6.5

23.42: Altro pezzo scritto da un gruppo di autori, quella di Irama

23.41: Momento di difficoltà di Arisa sul finale del pezzo. Probabilmente era andata in iper ventilazione, dopo essersi mossa molto, ed è arrivata col fiato corto nel finale

23.38: Arisa contribuisce al ritorno vintage del Festival. E’ un pezzo con sonorità e arrangiamento classico anni ’80. Un  brano a due velocità cone I Will survive o No more tears

23.37: Arisa gialla (prima serata) blù (seconda serata). I voti di OA: 6.5 7 7

23.37: Riprende la gara: tocca ad Arisa

23.35: Si riparte con i tre presentatori sul palco

23.27: Non c’è dubbio! Questo è stato il momento più intenso del Festival di Sanremo 2019. Tutti in piedi all’Ariston

23.26: Che voci sul palco dell’Ariston! Spettacolo puro! Un pezzo meraviglioso, fantastica l’armonizzazione. Performance da dieci e lode per Elisa e Claudio Baglioni. Celestiale!

23.24: Suggestivo il duetto Elisa-Baglioni con un arrangiamento azzeccato

23.22: L’omaggio di Baglioni e Elisa a Luigi Tenco con “Vedrai vedrai”

23.20: Che atmosfera all’Ariston con la voce di Elisa. Bello il nuovo singolo della cantante friulana

23.16: Entras in scena Elisa. Vestito lungo, cipria e nero, gonna ampia. Attacca il suo ultimo singolo “Anche fragile”

23.15: Gag della Famiglia Addams per i tre presentatori

23.13: Stasera buona la performance di Briga e Patty Pravo

23.12: Anche questo pezzo conferma il ritorno all’arrangiamento classico. Il pezzo è sicuramente affascinante…

23.09: Tanti, a volte pure troppi, gli autori di diversi cantanti… Quelli di Patty Pravo e Briga sono ben cinque. Al piano c’è Stefano Senesi, storico pianista di Renato Zero

23.08: C’è Serena Dandini sul palco dell’Ariston assieme a Virginia Raffaele. Presentanbo Patty Pravo e Briga

23.06: La canzone degli Zen Circus ci ha fatto entrare nel loro mondo, felici di aver scoperto qualcosa in più dell’universo punk indie

23.04: Coerenti con la loro storia, gli Zen Circus si lasciano andare al ritmo ossessionante di L’amore è una dittatura. Il pezzo è interessante, è un prototipo di Indie

23.03: Zen Circus rossa (prima serata) gialla (seconda serata). I voti di OA: 6.5 7 7

23.01: Virginia Raffaele chiama sul palco The Zen Circus

23.00: Si riparte. Bisio e la Raffaele ricordano le regole del televoto

22.55: Applauso fragoroso del teatro sanremese, subito prima del break

22.53: Tutina corta per una Paola Turci in gran forma. Purtroppo la sua voce decve avere qualche problema perchè sulle note alte sta facendo fatica da due giorni

22.52: L’attacco con il piano di sto pezzo è una delle sezioni più belle di Sanremo

22.51: Paola Turci gialla (prima serata) gialla (seconda serata). I voti di OA: 7 7.5 5.5

22.50: Camila Raznovich affianca Bisio nella presentazione di Paola Turci

22.48: Imitazione magistrale di Ornella VAnoni con “Domani è un altro giorno”. Questa è la vera Virginia Raffaele

22.47: Fantastica Giusy Ferreri in “Amore e Capoheira” e Fiorella Mannoia in “Che sia benedetta”. Bravissima Virginia Raffaele

22.46: Strepitose le imitazioni di Malika Ayane e Patty Pravo

22.45: Virginia Raffaele irrompe sul palco e canterà, speriamo in qualche imitazione delle sue

22.44: Fortissimo l’applauso dell’Ariston per Il Volo

22.42: Si preannuncia un successo mondiale, più fuori dall’Italia che fra i confini italici per Il Volo che portano avanti il loro progetto con coerenza ma non con troppa originalità

22.41: Il Volo rossa (prima serata) gialla (seconda serata). I voti di OA: 6 6 7

22.40: Tocca a Il Volo, accolti da un bell’applauso

22.39: Bisio e Raffaele sono in mezzo al pubblico dell’Ariston

22.37: Sonorità anni ’90 per gli Ex Otago. Bello comunque l’arrangiamento. Tanti cantanti e gruppi hanno abbandonato l’elettronica. Comunque gli Ex Otago sono cresciuti tanto nel gradimento

22.36: Ex-Otago rossa (prima serata) gialla (seconda serata). I voti di OA: 7 6.5 7.5

22.35: E’ il momento degli Ex Otago. Tutti vestiti di bianco

22.30: Ci sono Bisio, Baglioni e la Raffaele sul palco

22.29: Break all’Ariston

22.28: Grande applauso per Mahmood

22.26: Può piacere o no ma sicuramente “Soldi, soldi” sarà uno dei tormentoni che ci porteremo fino all’ombrellone. Non c’è una struttura ben definita nel brano di Mahmood ma il ritornello è trascinante. E il pezzo non è rivolto solo ai giovanissimi e Mahmood è preciso e intonato

22.25: Problema tecnico per Mahmood. Entra Bisio a rompere l’imbarazzo

22.24: Mahmood rossa (prima serata) blù (seconda serata). I voti di OA: 7 6.5 5.5

22.23: Ora tocca a Mahmood con Soldi

22.22: C’è Elena Sofia Ricci sul palco assieme a Bisio

22.20: Bella interpretazione di Renga. Non è originale ma è sempre molto piacevole

22.20: Francesco Renga blù (prima serata), gialla (seconda serata). I voti di OA: 6.5 6 5.5

22.18: E’ il momento di Francesco Renga, reduce da una giornata difficile per le dichiarazioni rilasciate ieri sera al Dopofestival sulla voce maschile più piacevole rispetto alla femminile, seguita oggi da un messaggio di scuse

22.15: Il pezzo di Loredana Bertè assomiglia vagamente a “Per averti” di Celentano

22.14: Interpretazione accorata, grintosa, struggente di Loredana Bertè che prende l’ennesima standing ovation

22.13: Piace il pop rock di Loredana Bertè, piace il suo ritorno al ritmo

22.12: Loredana Bertè blù (prima serata) blù (seconda serata). I voti di OA: 8 8 7

22.11: Entra Loredana Bertè sul palco dell’Ariston

22.09: Applausi per Eros Ramazzotti però Luis Fonsi due note di Despacito poteva anche concederle…

22.06: Sconfinamento nel reggaeton per Ramazzotti che ha sicuramente fatto un’operazione commerciale interessante rivolta al Sud America

22.05: E’ il momento del duetto: Luis Fonsi, il cantante di Despacito, entra sul palco “Per le strade una canzoni”

22.04: Un pensiero ad Adelio Cogliati che ha scritto Adesso tu ed è scomparso poco più di un mese fa. Grande ovazione del pubblico dell’Ariston

22.02: Arrangiamento un po’ moscio nella prima parte del pezzo di Ramazzotti, ma nel ritornello l’atmosfera si infiamma e arrivano gli applausi dell’Ariston

 
 
 

Finale SanRemo 2019

Post n°14902 pubblicato il 10 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

 

22.00: Baglioni accoglie Ramazzotti sul palco dell’Ariston. I due attaccano “Adesso tu”, canzone che trionfò a Sanremo nel 1986

21.59: Ramazzotti chiude con “Sanremo ce n’è”

21.57: C’è entusiasmo all’Ariston per Eros Ramazzotti. Giacca e pantalone neri e camicia bianca per lui

21.55: Presentato da Virginia Raffaele sale sul palco di Sanremo che canta “Vita ce n’è”

21.53: Lo spettacolo funziona abbastanza stasera. Il ritmo è alto e gli sketch sono stati abbastanza divertenti, compreso quello dello Stato Socale

21.49: Break all’Ariston

21.48: All’ingresso dell’Ariston ci sono Lo Stato Sociale, rivelazione dello scorso anno, con Renato Pozzetto: cantano “E la vita” successo straordinario di Cochi e Renato negli anni ’70

21.46: Baglioni mette in dubbio il suo futuro a Sanremo “forse per l’iultima volta ma sono tornato dittatore”

21.44: Una gag un po’ agèe con la pioggia che cade sulla testa di Bisio che non riesce a prendere l’ombrello

21.43: E’ il momento dell’avanspettacolo  con Raffaele e Bisio

21.41: In un Festival dove si sono sentite tante stonature, Nek rasenta la perfezione, gliene va dato atto

21.41: Dopo il duetto in acustico di ieri che aveva esaltato la melodia il ritorno all’elettronica è un po’ traumatico

21.40: Nek blù (prima serata) rossa (seconda serata). I voti din OA: 6 5.5 7

21.39: Ritmo altissimo questa sera. C’è già Nek sul palco.

21.37: Ultimo si scatena sul palco, dopo avere iniziato il pezzo al piano come nella prima e nella quarta serata. C’è l’applauso fragoroso dell’Ariston a fine pezzo. Quasi una standing ovation. Ultimo si ferma a prendere l’ovazione del gruppo

21.36: L’emozione probabilmente sta giocando qualche brutto scherzo a Ultimo che non è preciso sulle note alte come le altre sere

21.35: Il pezzo è dolce, Ultimo ha una bella voce… la domanda è quando smetterà di parlare di una donna a cui dà consigli e indicazioni?

21.34: Ultimo blù (prima serata) blù (seconda serata). I voti di OA: 7.5 7 6

21.33: Tocca a Ultimo, il grande favorito per la vittoria del Festival

21.32: Il pezzo dei Negrita andrà riascoltato più volte per poterlo apprezzare

21.30: Resiste e insiste l’impressione delle prime esibizioni. Un pezzo ‘da Negrita’, senza rinnovamenti rispetto al passato.

21.29: L’intro pare una citazione anni ’80 dei Roxi Music, si dice attorno al tavolo del gruppo di ascolto

21.28: si riparte dai Negrita e da “I ragazzi stanno bene”.

21.27: Negrita gialla (prima serata) rossa (seconda serata). I voti di OA: 6 5.5 6.5

21.25: è il momento della pubblicità

21.23: Al quarto ascolto Ghemon inizia a prendere quota. Il pezzo trascina, ritmo sincopato e bella melodia

21.21: Arrangiamento discutibile. Molto british. La melodia porta Ghemon a non essere perfetto e particolarmente intonato

21.20: Ghemon rossa (prima serata) gialla (seconda serata). I voti di OA: 7 6.5 7

21.19: Ci sono Bisio e Raffaele sul palco. E’ il momento di Ghemon

21.17: Si commuove Anna Tatangelo, che ha sfoderato una prestazione sicuramente positiva dal punto di vista tecnico. Sulla trasmissione di emozioni sorvoliamo…

21.16: Abito lungo in velluto blù a sottoveste molto elegante

21.15: E’ un pezzo anni ’90, in un periodo in cui si tende a tenere ritmi preponderanti qui c’è comunque l’uso ampio degli strumenti

21.14: Anna Tatangelo gialla (prima serata) rossa (seconda serata). I voti di OA: 4.5 5.5 7

21.13: Bisio, dopo i ringraziamenti a parrucchiere e logopedista presenta Anna Tatangelo

21.11: Applausi scroscianti per Daniele Silvestri che chiude con uno sfondo di luci rosse

21.10: Doppio copricapo per Rancore. Incalzante il suo insert di rap

21.09: Il maestro Gabriele Bertozzi che è qui con noi sostiene che l’intro vale il prezzo del biglietto. Ad ogni ascolto il pezzo piace di più e non stanca. Il testo fa rifletter. Pezzo ipnotico

21.08: Daniele Silvestri blù (prima serata) blù (seconda serata). I voti di OA: 7.5 7.5 5.5

21.06: Presentata la giuria d’onore e a seguire Daniele Silvestri che è il primo artista in gara

21.05: Si apre il Televoto

21.03: Virginia Raffaele e Claudio Bisio spiegano il regolamento e elencano i cantanti in gara

21.02: Gag sul palco dei tre presentatori

21.00: Entrano in scena Claudio Bisio e Viriginia Raffaele. Lei in abito intero di colore nero e rosso, Bisio con un vestito sulla falsariga di quelli indossati nelle serate precedenti

20.59: Un Baglioni ecumenico dice che “Ha vinto la musica e hanno vinto le parole”

20.57: Applauso fragoroso per Baglioni che traccia un bilancio della sua avventura a Sanremo. Il presentatore e direttore artistico saluta e ringrazia il gruppo di lavoro

20.55: Spettacolo sul palco dell’Ariston. “La vita è adesso” l’album del pezzo che Baglioni sta cantando come sigla dell’ultima serata del Festival

20.51: La scelta è caduta su “E adesso la pubblicità”. Claudio Baglioni in bianco riempie il palco assieme al suo corpo di ballo

20.50: Ci siamo. Tra poco scatterà la sigla, vediamo quale sarà la sigla scelta da Baglioni

20.43: Gli ospiti di questa sera sono Eros Ramazzotti e Luis Fonsi ed Elisa. Ci sarà anche Antonella Clerici a presentare Sanremo Young

20.40: Iniziato il prima Festival su Raiuno

20.36: Ultimo è il super favorito per i bookmakers ma attenzione anche a Cristicchi, Silvestri, Irama e all’outsider Loredana Bertè

20.31: Questo il regolamento della serata finale di Sanremo:

PRIMA FASE
Interpretazione-esecuzione delle 24 canzoni da parte dei 24 Artisti in gara.
VOTAZIONE MISTA: TELEVOTO + SALA STAMPA + GIURIA D’ONORE (CON PESO 50%, 30%, 20%)
Televoto con Sessione Unica in cui sarà possibile votare tutti i 24 Artisti in gara che si esibiranno durante la Serata.
Giuria della Sala Stampa: ciascun giornalista esprime 4 preferenze singole, ossia da attribuire a 4 Artisti differenti.
Giuria d’Onore: Ciascun giurato avrà a disposizione 24 preferenze.
– avrà l’obbligo di attribuire tutte le 24 preferenze;
– avrà la possibilità di distribuire le preferenze tra un minimo di 10 ed un massimo di 16 Artisti.
Il risultato del Televoto sarà trasformato in percentuale e sommato al voto percentualizzato della Giuria della Sala Stampa e della Giuria d’Onore: i tre distinti risultati avranno rispettivamente peso per il 50%, 30%, 20%. Al termine delle votazioni, la media tra le percentuali di voto ottenute durante la Serata ed il
consolidato ottenuto nelle Serate precedenti determinerà una classifica delle 24 canzoni/Artisti.
Gli Artisti che occuperanno le prime 3 posizioni di questa classifica accederanno alla fase finale (SECONDA FASE) senza svelamento della effettiva posizione in classifica e delle relative percentuali.
In caso di ex-aequo, dopo 4 cifre decimali, si farà riferimento alla graduatoria risultante dalla votazione del Televoto e, in caso di ulteriore persistenza di ex-aequo, alla graduatoria risultante dalla votazione della Giuria d’Onore.
SECONDA FASE
Interpretazione-esecuzione o riproposizione attraverso registrazione (RVM) dell’ultima esibizione effettuata (o parte di questa) dei 3 Artisti rimasti in gara.
VOTAZIONE MISTA: TELEVOTO + SALA STAMPA + GIURIA D’ONORE (CON PESO 50%, 30%,
20%).
Televoto con Sessione Unica in cui sarà possibile votare tutti i 3 Artisti rimasti in gara.
Giuria della Sala Stampa: ciascun giornalista esprime 1 preferenze singola, da attribuire a 1 Artista.
Giuria d’Onore: ciascun giurato avrà a disposizione 1 preferenze singola, da attribuire ad 1 Artista.
Il risultato del Televoto sarà trasformato in percentuale e sommato al voto percentualizzato della Giuria della Sala Stampa e della Giuria d’Onore: i tre distinti risultati avranno rispettivamente peso per il 50%, 30%, 20%.
Al termine delle votazioni, la media tra le percentuali di voto ottenute in quest’ultima sessione di votazione ed il consolidato ottenuto nelle votazioni precedenti, ripercentualizzato sui 3 finalisti, determinerà una nuova classifica delle 3 canzoni/Artisti.
La Canzone-Artista con la percentuale di voto complessiva più elevata verrà proclamata vincitrice del 69° Festival di Sanremo. Verranno proclamate anche la seconda e la terza classificata. In caso di ex-aequo, dopo 4 cifre decimali, si farà riferimento alla graduatoria risultante dalla votazione del Televoto e, in caso di ulteriore persistenza di ex-aequo, alla graduatoria risultante dalla votazione della Giuria d’Onore.

 
 
 

Serata finale festival di sanremo 2019

Post n°14901 pubblicato il 09 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Nella quinta e ultima serata tornano ad esibirsi tutti i cantanti in gara. In ordine di uscita sul palco: Daniele Silvestri con Argento vivo, Anna Tatangelo con Le nostre anime di notte, Ghemon con Rose viola, Negrita con I ragazzi stanno bene, Ultimo con I tuoi particolari, Nek con Mi farò trovare pronto, Loredana Bertè con Cosa ti aspetti da me, Francesco Renga con Aspetto che torni, Mahmood con Soldi, Ex-Otago con Solo una canzone, Il Volo con Musica che resta, Paola Turci con L’ultimo ostacolo, The Zen Circus con L’amore è una dittatura. Patty Pravo con Briga con Un po’ come la vita, Arisa con Mi sento bene, Irama con La ragazza con il cuore di latta, Achille Lauro con Rolls Royce, Nino D’Angelo e Livio Cori con Un’altra luce, Federica Carta e Shade con Senza farlo apposta, Simone Cristicchi con Abbi cura di me, Enrico Nigiotti con Nonno Hollywood, BoomDaBash con Per un milione, Einar con Parole nuove, Motta con Dov’è l’Italia, 

 

E’ prevista una votazione mista per decretare la classifica finale al termine della quinta serata. :TELEVOTO (50%)+ GIURIA DELLA SALA STAMPA (30%)+ GIURIA D’ONORE (20%). Ci sono anche tre grandi ospiti musicali: Eros Ramazzotti con Luis Fonsi ed Elisa

 
 
 

Diretta quarta serata festival di Sanremo (2a parte)

Post n°14900 pubblicato il 09 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

23.32: Il pezzo di Paola Turci è bello ma la sua performance canora non è impeccabile… Sulle note alte fa veramente fatica

23.31: Fiorello non recita, canta

23.31: GIUSEPPE FIORELLO: Fratello del noto showman Rosario Fiorello e della scrittrice e conduttrice televisiva Catena Fiorello, inizialmente lavora come tecnico di un importante villaggio turistico. Da lì nel 1994 passa a Radio Deejay con il nome d’arte “Fiorellino”, lavorando al fianco di Marco Baldini, Luca Laurenti e Amadeus. Nello stesso anno debutta in televisione nel programma di Mediaset, condotto in precedenza dal fratello, Karaoke, lavorando insieme a Antonella Elia. In una recente intervista, lo stesso attore ha ammesso di essersi pentito di aver rimpiazzato il fratello nella conduzione del programma.
Nel 1998 debutta come attore sia nel cinema con il film L’ultimo capodanno di Marco Risi, che in televisione con il film televisivo Ultimo, diretto da Stefano Reali e trasmesso da Canale 5. Successivamente lavora in varie fiction tv trasmesse dalla Rai, tra cui: le miniserie televisive L’uomo sbagliato regia di Stefano Reali, Salvo D’Acquisto, regia di Alberto Sironi, Il grande Torino, regia di Claudio Bonivento, Il cuore nel pozzo diretta da Alberto Negrin, Il bambino sull’acqua diretta da Paolo Bianchini, tutte del 2005, e Joe Petrosino (2006), per la regia di Alfredo Peyretti.
Nel 2007 è protagonista di Giuseppe Moscati, regia di Giacomo Campiotti, miniserie sulla vita di San Giuseppe Moscati, a cui fanno seguito il film tv La vita rubata, regia di Graziano Diana, e la miniserie Il bambino della domenica, regia di Maurizio Zaccaro, entrambi in onda nel 2008. Quest’ultima miniserie è nata da un’idea dello stesso Fiorello mentre si trovava in macchina, sul Lungotevere a Roma, con l’amico e sceneggiatore Alessandro Pondi.
Sempre nel 2007 ritorna sul grande schermo con il film Appuntamento a ora insolita, regia di Stefano Coletta, a cui fanno seguito I galantuomini, regia di Edoardo Winspeare, e Baarìa, regia di Giuseppe Tornatore, entrambi del 2008. Nel 2010 è nuovamente su Rai Uno con varie fiction: Lo scandalo della Banca Romana, Il sorteggio, film televisivo presentato in anteprima nazionale al Roma Fiction Fest di quell’anno, e La leggenda del bandito e del campione, in cui interpreta il ruolo di Sante Pollastri.
Per i 150 anni unita d’Italia insieme al fratello Rosario Fiorello producono un cortometraggio. È il primo prodotto della R.O.S.A. casa di produzione di Rosario Fiorello, e della Ibla film di Beppe dove recitano anche nel corto i suoi figli Anita e Nicola. Nel 2011 recita nel film Terraferma di Emanuele Crialese e ritorna in televisione con Sarò sempre tuo padre, la fiction dedicata al delicato problema dei padri separati, che ha anche contribuito a sceneggiare. Il 28 novembre dello stesso anno è ospite della terza serata dello show del fratello Rosario Il più grande spettacolo dopo il weekend.
Per presentare la sua nuova fiction Volare – La grande storia di Domenico Modugno, il 13 febbraio 2013 ha partecipato come ospite alla seconda serata del Festival di Sanremo, condotto da Fabio Fazio. Per l’occasione ha cantato le canzoni appunto di Modugno Vecchio frack, Cosa sono le nuvole Tu sì ‘na cosa grande.

23.30: Ora L’ultimo ostacolo – Paola Turci con Giuseppe Fiorello

23.28: Piace il finale con i fiati e l’orchestra scatenata. Arrangiamento di grande qualità

23.26: Bella l’interpretazione di Brunori Sas. Valorizzato un pezzo che convince sempre più

23.24: BRUNORI SAS: A fine 2009 si affaccia all’universo cantautorale italiano, prendendo in prestito il nome della ditta di famiglia di materiali edilizi: Brunori Sas. Pubblica il suo album d’esordio Vol.1: un vero e proprio canzoniere italiano, con cui si aggiudica il Premio Ciampi 2009 come miglior disco d’esordio e la Targa Tenco 2010 come miglior album esordiente. Il secondo disco è Vol. 2: Poveri cristi, un album pubblicato nel 2011 dalla scrittura amara e speranzosa che conserva la forma canzone melodica e all’italiana.
Nel 2012 compone la colonna sonora di E’ nata una star?, film di Lucio Pellegrini, con Rocco Papaleo e Luciana Littizzetto. Il 4 febbraio 2014 esce l’atteso terzo disco di inediti Vol. 3 – Il Cammino Di Santiago In Taxi. Il disco esordisce in vetta alle classifiche di vendita (5 posto fisico, 2 posto digitale) e il tour club registra il tutto esaurito in oltre 20 date. Si esibisce sull’importante palco del Primo Maggio e fa da opening act a Ligabue nel suo “Mondovisione Tour” (Stadio San Siro e Stadio Olimpico).
Nel 2017 esce, sempre per Picicca Dischi, il suo quarto lavoro A casa tutto bene, anticipato dal singolo “La verità” (che vince il disco d’oro e il premio PIVI 2017 come miglior videoclip dell’anno ) e dal documentario omonimo in onda su Sky Arte. Il disco riceve una grande accoglienza dalla critica (Targa Tenco come miglior canzone a “La verità”, Premio MEI a Brunori come artista indipendente dell’anno) e di pubblico (primo posto sulle piattaforme streaming, podio della classifica di vendita FIMI, oltre 15 milioni di streaming su Spotify). Il tour registra il tutto esaurito nei club più grandi d’Italia e prosegue nei festival estivi più importanti vendendo oltre 70mila biglietti.

23.23: Si riparte con un interessante binomio:  L’amore è una dittatura – The Zen Circus con Brunori Sas

23.18: Break all’Ariston

23.17: Operazione piaciona dei Boomdabash che scendono dal palco e vanno in mezzo al pubblico. Il pezzo è fra i più ascoltati. Nel contesto sanremese non è sicuramente il brano più convenzionale

23.15: C’è un coro di bambini alle spalle dei Boomdabash, la canzone mette allegria, Rocco Hunt non aggiunge granchè

23.14: ROCCO HUNT: Rocco Hunt, il cui vero nome è Rocco Pagliarulo, nasce il 21 novembre del 1994 a Salerno, nel quartiere di Pastena. Muove i primi passi nel mondo dell’hip hop già da giovanissimo e realizza un mixtape, intitolato “Spiraglio di periferia” e pubblicato per la Honiro Label: il disco comprende, tra l’altro, collaborazioni con ‘Ntò e Clementino, e ottiene un riscontro più che positivo sulla scena rap underground nazionale anche per merito del videoclip della canzone “‘O mar e ‘o sole”, in cui Rocco Hunt duetta con Clementino.
Nel 2013 firma un contratto con la major Sony Music, per la quale pubblica il suo primo disco ufficiale, intitolato “Poeta urbano”, prodotto da Fritz da Cat, Shablo e Fabio Musta e preceduto dai singoli “Fammi vivere” e “Io posso” (verrà estratto anche un altro singolo, “L’ammore overo”).
Nel 2014 prende parte alla 64esima edizione del “Festival di Sanremo”, nella categoria “Nuove proposte”, proponendo la canzone “Nu juorno buono” che si aggiudica la vittoria finale: è la prima volta nella storia della kermesse ligure che un pezzo rap vince nella categoria. “Nu juorno buono” viene pubblicato sull’iTunes Store il 17 febbraio, ed è il singolo che precede “A verità”, il secondo album in studio di Rocco, pubblicato poco più di un mese dopo, alla cui realizzazione hanno partecipato Enzo Avitabile, Eros Ramazzotti, Federico Zampaglione, Nitro, MadMan, Gemitaiz, Ensi, Noyz Narcos e Clementino: il disco esordisce con il botto, ottenendo il primo posto nella classifica degli album più venduti.
Quasi un anno dopo, nel settembre del 2015, pubblica il singolo “Vene e vvà”, che anticipa il suo terzo disco in studio, intitolato “SignorHunt”, a cui partecipano – ancora una volta – Enzo Avitabile e Clementino. L’album viene pubblicato il 23 ottobre e si avvale della copertina di Francesco Paura: include, tra l’altro, il singolo “Se mi chiami”, un duetto tra Rocco Hunt e Neffa. Il 13 dicembre del 2015 viene reso noto che Rocco Hunt sarà tra i concorrenti dell’edizione del Festival di Sanremo 2016, dove proporrà il brano “Wake up”.

23.12: E’ il momento di Per un milione – BoomDaBash con Rocco Hunt

23.11: C’è la schermata con tutti i codici

23.10: Nek stupisce: senza i suoni elettronici il suo pezzo è veramente bello!

23.09: Versione acustica del pezzo di Nek e Neri Marcorè mete a disposizione la sua voce al pezzo del cantante di Sassuolo

23.08: NERI MARCORE’ Nasce il 31 luglio del 1966 a Porto Sant’Elpidio. Neri A soli otto anni inizia a cimentarsi nei panni dell’imitatore impersonando Ornella Vanoni. Debutta a teatro nel 1993 con lo spettacolo di Carlo Goldoni “La finta ammalata in musica”, a cui fa seguito la commedia musicale “Belushi, sesso, droga and rock’n’roll” in cui recita la parte di Dan Aykroyd, amico fraterno di John Belushi. In questi stessi anni debutta al cinema diretto da Pietro Natoli nel film “Ladri di cinema”.
La prima apparizione televisiva avviene al fianco di Corrado Mantoni nell’edizione 1998 de “La Corrida”. Seguono poi “Stasera mi butto” con Gigi Sabani e “Ricomincio da due” con Raffaella Carrà. La carriera televisiva decolla grazie all’incontro con Serena Dandini con la quale collaborerà a diverse trasmissioni come il “Pippo Kennedy Show” e “L’Ottavo Nano”, con Corrado Guzzanti e Sabina Guzzanti.
Ne l’Ottavo Nano Neri Marcorè si cimenta nei panni de il Conte Swaroski, personaggio romantico e stralunato che proviene da un vecchio sceneggiato televisivo in bianco e nero. Lavora nuovamente con Serena Dandini nella trasmissione in onda su Rai Tre “Parla con me” in cui imita diversi personaggi del mondo politico e dello spettacolo, tra i quali: Antonio Di Pietro, Clemente Mastella, Piero Fassino e Luciano Ligabue. Pare che quest’ultimo in particolare non gradisca molto l’imitazione di Neri, a differenza di Alberto Angela che partecipa addirittura con lui ad un suo sketch.
Dal 2002 al 2003 lavora con la Gialappa’s band nella trasmissione “Mai dire Domenica”, in cui imita lo psicologo Raffaele Morelli, l’ex ministro Maurizio Gasparri e Jovanotti.
Marcorè torna poi in Rai dove conduce sui Rai Tre la trasmissione “Per un pugno di libri” insieme al professore Piero Dorfles. Rimane al timone della trasmissione per molti anni concludendo questa esperienza nel 2011 e lasciando il testimone alla collega attrice Veronica Pivetti.
L’attività artistica di Neri Marcorè si ramifica al punto da comprendere cinema, televisione e teatro. Nel 2008 debutta all’Ambra Jovinelli di Roma con lo spettacolo “Un certo signor G” imperniato sull’opera musicale di Giorgio Gaber; contemporaneamente gira alcune fiction di successo come “Papa Luciani” e i film “Il cuore altrove” (2003), “La seconda notte di nozze” (2005) e “Gli amici del bar Margherita” (2009), tutti per la regia di Pupi Avati.
La passione per la musica accompagna quasi tutti i suoi progetti teatrali, come quello che per ben due anni, dal 2008 al 2010, lo vede nei teatri italiani al fianco di Luca Barbarossa. Nel 2011 viene scelto come testimoniale degli spot televisivi della Tim in cui ha un grande successo prima nei panni di Leonardo da Vinci, e poi in quelli di Giuseppe Garibaldi.

23.07: C’è Anna Foglietta assieme a Baglioni sul palco. Presentano Mi farò trovare pronto – Nek con Neri Marcorè

23.06: Bisio intervista Anastasio al termine del suo pezzo

23.03: Entra sul palco il vincitore di X Factor che canta un pezzo accorato sul rapporto tra figli e padri…

23.02: Se questi sono i monologhi rimpiangiamo le interviste in inglese traballante ad attori che sembrano di passaggio…

23.01: L’esibizione di Arisa con Tony Hadley

2.56: Un monologo sul disordine del figlio di Bisio

22.55: Bisio in gilet è pronto per il monologo

22.53: L’esibizione di Mahmood:

22.49: Break all’Ariston

22.48: Il brano di Ultimo resta comunque fra i più belli di questo Festival

22.47: La voce di Fabrizio Moro non si sposa perfettamente con la delicatezza della canzone di Ultimo. Anche stavolta il duetto sembra aver tolto qualcosa al pezzo

22.46: Ultimo è al piano, Fabrizio Moro alla chitarra. Voce graffiante

22.45: FABRIZIO MORO: Fabrizio Moro, il cui vero nome è Fabrizio Mobrici, nasce il 9 aprile del 1975 a Roma, nel quartiere periferico di San Basilio, in una famiglia di origini calabresi. Dopo essersi iscritto all’istituto per la cinematografia e la televisione “Roberto Rossellini”, si trasferisce a Setteville di Guidonia con il resto della famiglia, prima di fermarsi a Sant’Angelo Romano.
Musicista autodidatta, impara a suonare la chitarra da solo e scrive la sua prima canzone a quindici anni. Esibendosi in pub e locali con varie band, si fa apprezzare per le sue cover di brani degli U2 e dei Doors, prima di pubblicare il suo primo singolo, intitolato “Per tutta un’altra destinazione”, nel 1996.
Registra il suo primo disco, intitolato “Fabrizio Moro”. Proprio nel 2000, per altro, esordisce al “Festival di Sanremo”, classificandosi al tredicesimo posto nella sezione Giovani con il brano “Un giorno senza fine”, prodotto da Massimo Luca.
Nel 2007 Fabrizio Moro prende parte con il brano “Pensa” alla 57esima edizione del “Festival di Sanremo”, nella sezione Giovani. La canzone, dedicata alle vittime della mafia, conquista il primo posto nella categoria destinata alle nuove proposte, e ottiene il Premio della Critica Mia Martini.
Vincitore del premio “Sorrisi e Canzoni Tv”, il cantante laziale pubblica il singolo “Fammi sentire la voce”, che lo porta a esibirsi al “Festivalbar” del 2007 a Milano e a Catania. Quindi sale sul palco anche all’Heineken Jammin’ Festival e al TRL – Total Request Live on tour 2007.
Nel 2008 Fabrizio Moro è ancora al teatro Ariston, presentando a Sanremo il pezzo “Eppure mi hai cambiato la vita”, che giunge al terzo posto in classifica. In concomitanza con la kermesse ligure pubblica il quarto disco, che si intitola “Domani”, da cui viene estratto il singolo “Libero”, brano che viene usato per la colonna sonora della prima stagione de “I liceali”, fiction in onda su Canale 5.
Nel 2010 è ancora sul palco di Sanremo, nella categoria Artisti, con “Non è una canzone”, brano che viene escluso alla quarta serata. Nel frattempo viene pubblicato “Ancora Barabba”, sesto album di Moro, che contiene le tracce dell’EP dell’anno precedente insieme con sette inediti.
Nel 2016 scrive per Valerio Scanu il pezzo “Finalmente piove”, presentato al “Festival di Sanremo”, e pubblica il singolo “Sono anni che ti aspetto”. Poco dopo intraprende il tour Fabrizio Moro Live 2016, prima di partecipare al Concerto del Primo maggio.
Nell’edizione 2017 del Festival di Sanremo. Il cantante romano presenta sul palco del teatro Ariston il brano “Portami via”. Anche l’anno successivo torna sul palco dell’Ariston in coppia con Ermal Meta, presentando il brano “Non mi avete fatto niente”. E’ trionfo! I due cantanti vincono Sanremo 2018.

22.44: PIl possibile vincitore di quest’anno con il vincitore dello scorso anno: I tuoi particolari – Ultimo con Fabrizio Moro

22.42: L’atmosfera c’è… La presenza di Bungaro non aggiunge granchè. Il brano non esalta fino in fondo le qualità Renga ma si ascolta comunque volentieri

22.41: BUNGARO: La carriera di Bungaro è iniziata nel 1988 con il Festival di Sanremo, al quale ha partecipato con il brano Sarà forte. Ha partecipato altre volte: nel 1991 con E noi qui, insieme a Marco Conidi e Rosario Di Bella, nel 2004 con Guardastelle e nel 2018 con Imparare ad amarsi, in trio con Ornella Vanoni e Pacifico.
Durante tutta la sua carriera, Antonio ha pubblicato diversi album, tra cui L’attesa, Arte, Il valore del momento e Maredentro Live. Inoltre vanta numerose collaborazioni con artisti importantissimi quali Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Malika Ayane, Giusy Ferreri, Emma Marrone, Daniela Mercury, Miùcha Buarque de Holanda, Paula Morelembaum, Ana Carolina, Kay McCarthy, Youssou N’Dour, Omar Sosa, Guinga, Ivan Lins, Gianni Morandi, Raf, Marco Mengoni, Neri Marcorè e Paola Cortellesi.
Per il cinema, invece, ha scritto le colonne sonore di alcuni film. Io no, Non avere paura, La matematica del gol, I bambini sanno, Mimmo Mimino e Mimì e Perfetti sconosciuti. Ha vinto numerosi premi. Premio Lunezia, Ciak d’oro, Nastri d’argento e Premi della critica al Festival di Sanremo.

22.40: Ora Aspetto che torni – Francesco Renga con Bungaro ed Eleonora Abbagnato

22.37: Strappano applausi Ghemon, i Diodato e i Calibro 35. Il pezzo è bello, non aveva reso bene nelle sere precedenti. Ancora una volta il duetto ha funzionato

22.35: Versione stilosa del pezzo di Ghemon affiancato da un Diodato in gran forma

22.34: DIODATO: Antonio Diodato, cantautore italiano classe ’81 nato ad Aosta. I suoi primi lavori musicali nascono in Svezia dove collabora con i dj svedesi Sebastian Ingrosso e Steve Angello, che diventeranno poi gli Swedish House Mafia. Nel 2013 pubblica il suo primo disco dal titolo “E forse sono pazzo”. Nel 2014 è secondo al Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte e con il brano “Babilonia” ed a ottobre dello stesso anno pubblica la sua seconda fatica discografica dal nome “A ritrovar bellezza”. Nel 2016 collabora a due brani (“Pochi giorni” e “Alla fine”) presenti nell’album “Acrobati” di Daniele Silvestri e partecipa ad alcune tappe del tour del cantautore romano. A gennaio del 2017 esce il suo terzo album per Carosello Records: “Cosa siamo diventati”. A fine 2017 Diodato viene selezionato al fianco di Roy Paci, tra i 20 big in gara al Festival di Sanremo 2018, dove porterà il brano “Adesso”, classificandosi ottavo.
CALIBRO 35: Gruppo funk-jazz italiano formatosi nel 2007 a Milano. Il loro sound è ispirato dalle colonne sonore di molti film di genere poliziesco tipici dell’Italia degli anni settanta.
Dei Calibro 35 fanno parte Enrico Gabrielli (Afterhours, Mariposa, Vinicio Capossela) alle tastiere, Massimo Martellotta (Stewart Copeland, Eugenio Finardi) alla chitarra, Fabio Rondanini (Collettivo Angelo Mai, Cristina Donà) alla batteria e Luca Cavina (Beatrice Antolini) al basso. In poco tempo la band conquisterà la curiosità degli appassionati anche all’estero: Craig Charles seleziona il brano Italia a Mano Armata e lo inserisce nella playlist del suo Funk and Soul Show sulla BBC; il network belga-olandese Studio Brussels trasmette più volte Ricatto alla Mala. Questo porterà il gruppo a esibirsi anche nel Benelux. In Italia, prendono parte a numerosi festival come il MiAmi/Musica Interessante, il Ravenna Festival e il Re:Found.

22.33: E’ il momento di Rose viola – Ghemon con Diodato e i Calibro 35

 
 
 

Diretta quarta serata festival di Sanremo (3a parte)

Post n°14899 pubblicato il 09 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

0.50: Si chiude qui la quarta serata del Festival. Nessun aggiornamento della classifica e dunque le uniche indicazioni sulla classifica finale sono quelle fornite nelle prime tre serate

0.49: Il vincitore del premio della serata dei duetti vanno a Motta con Nada

0.48: Toti ricorda l’inizio della ricostruzione del Ponte Morandi

0.47: Il presidente della regione Liguria Giovanni Toti consegna il premio al miglior duetto

0.44: Tra poco la proclamazione della coppia vincitrice di questa serata

0.41: Break all’Ariston

0.40: Si chiude con Achille Lauro che alza la mano a Morgan che poi saluta Claudio Baglioni

0.37: Morgan è più intonato di Achille Lauro. Il pezzo ha un ritmo incalzante. Il giro di chitarra funziona. Non è un brano indimenticabile ma in radio e fra i giovanissimi funzionerà

0.36: MORGAN: Marco Castoldi, in arte Morgan, nasce a Milano il 23 dicembre 1972. Divenuto popolare con i Bluvertigo (di cui è cantante e polistrumentista), pubblica il suo debutto da solista, CANZONI DELL’APPARTAMENTO. Scrive poi la colonna sonora per il film di Alex Infascelli “Il siero della vanità”, successivamente pubblicata sul mercato discografico col titolo IL SUONO DELLA VANITÀ.
Nel settembre 2004, dopo aver riproposto in concerto l’intero album “Non al denaro non all’amore né al cielo” di Fabrizio De André, ispirato all’ “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters e uscito originariamente nel 1971, pubblica su Cd la sua rilettura di quel 33 giri. Continuando un’eclettica attività artistica, Morgan pubblica nel 2007 un nuovo album da solista, DA A… AD A. Dal 2008 partecipa come giurato alla trasmissione televisiva “X Factor” e nel 2009 pubblica ITALIAN SONGBOOK VOL. 1, disco di cover cantate in italiano e in inglese. Il Vol.2, originariamente previsto per fine 2009, viene rimandato ad inizio 2010. Morgan viene chiamato a partecipare anche al Festival di Sanremo con il brano “La sera”, ma poi viene escluso in seguito alle polemiche innescate da una sua intervista, in cui dichiara e difende l’uso di droghe a scopo terapeutico. Esce comunque un disco, non l’atteso vol. 2 di ITALIAN SONGBOOK, ma la raccolta MORGANICOMIO, in cui è contenuta “La sera”.
Nel 2011 ritorna nuovamente come giudice alla quinta edizione di X Factor, a cui partecipa fino all’8° edizione, quella del 2014. Abbandona definitivamente lo show nel 2015. Nel frattempo riforma i Bluvertigo, prima per una serie di concerto, poi con un brano, “Andiamo a Londra” – presentato al 1° maggio, quindi con un album di inediti annunciato nel 2016: la band è in gara alla 66° edizione del Festival di Sanremo, con il brano “Semplicemente”, e la denominazione “Morgan e i Bluvertigo”. Il disco con la band non vedrà mai la luce e la band tornerà inattiva.
Nel 2017 Morgan è giudice di “Amici”, da cui esce in aperta polemica con il programma e Maria DeFilippi. Nel 2108 – mentre continua la sua battaglia legale con l’ex moglie Asia Argento – non viene selezionato del 68° Festival di Sanremo. Morgan inizia a mettere all’asta i suoi effetti personali. Ma del nuovo, atteso disco, solista solo indicazioni generica e una promessa di pubblicazione entro l’anno.

0.35: Dopo la presentazione della Giuria d’Onore i cui voti varranno per il 20%, è il momento dell’ultima coppia in gara: Rolls Royce – Achille Lauro con Morgan

0.32: Anche i Sottotono riescono a migliorare il pezzo di D’Angelo e Cori, che convince di più rispetto alle prime due esibizioni

0.30: SOTTOTONO: I Sottotono sono un duo formato da Fish e Tormento. Si formano nel 1994, esordiscono sulla compilation “Nati per rappare” della Flying Records, e pubblicano a fine anno il loro primo album, Soprattutto Sotto, trainato dal grande successo de “La mia coccinella”.
Sotto Effetto Stono è il loro secondo album, influenzato dalle atmosfere musicali del West Coast rap e si afferma grazie al successo di tre singoli, “Tranquillo”, “Solo lei ha quel che voglio” e “Dimmi di sbagliato che c’è”. All’inizio del 1999, preceduto dall’uscita del singolo “Amor de mi vida”, arriva nei negozi il terzo album del gruppo, Sotto Lo Stesso Effetto. Nel 2001 il duo partecipa al festival di Sanremo con il brano “Mezze verità” e in seguito pubblica l’album …In Teoria. Nel 2003 esce il greatest hits Vendesi, contenente tre inediti; è l’ultimo lavoro del duo, che poi termina l’attività.
Nel 2007 esce la seconda compilation, sempre per la Warner, Le più belle canzoni dei Sottotono, contenente 11 brani del passato. Nel frattempo i due artisti si dedicano alle carriere soliste: Tormento è da questo punto il più prolifico.

0.29: Ora Un’altra luce – Nino D’Angelo e Livio Cori con I Sottotono

0.27: Imperfezione di Cristicchi dopo l’acuto di Ermal Meta che sta entrando in una nuova dimensione di grande cantante oltre a grande autore. In generale gran bel pezzo e buona interpretazione

0.24: Piano e archi anche per Cristicchi, Ermal Meta emoziona. Funziona il duetto

0.23: ERMAL META: Ermal Meta nasce il 20 aprile del 1981 a Fier, in Albania, e all’età di tredici anni si trasferisce in Italia, a Bari, con il resto della famiglia. A sedici anni Ermal inizia a suonare dal vivo: la sua prima band è quella degli Shiva. Dopo essersi cimentato come solista, entra in un gruppo di Conversano, per poi sperimentare un duo di musica elettronica.
Successivamente conosce in modo casuale il cantante degli Ameba, Fabio Properzi. Il gruppo, che inizialmente realizza solo cover, cambia nome in Ameba 4, ed Ermal Meta fa il chitarrista. Il successo arriva dopo che la band invia una propria demo negli Stati Uniti al produttore Corrado Rustici.
Nel 2006 Ermal e soci partecipano al “Festival di Sanremo”, con la canzone “Rido? forse mi sbaglio”, nella sezione Giovani, ma vengono eliminati dopo la prima serata. Dopo avere pubblicato l’album “Ameba 4”, che contiene il pezzo sanremese e che è prodotto dalla Sugar Music di Caterina Caselli, il gruppo si scioglie.
Nel 2007, dunque, Ermal Meta decide di fondare un altro gruppo, denominato La fame di Camilla, che pubblica nel 2009 il disco omonimo “La fame di Camilla”. Nel 2010 segue “Buio e luce”. Nello stesso anno la band prende parte al “Festival di Sanremo”, nella sezione Giovani, con la canzone “Buio e luce”, per poi salire sul palco dell’Heineken Jammin’ Festival. La fame di Camilla produce anche un terzo album, “L’attesa”, uscito nel 2012. Dopodiché la band si scioglie.
Ermal Meta si concentra così su una carriera da autore, che lo porta a scrivere pezzi per Francesco Renga, per Emma Marrone, per Francesca Michielin, per Patty Pravo, per Francesco Sarcina, per Chiara Galiazzo, per Giusy Ferreri, per Marco Mengoni e per Lorenzo Fragola.
Curatore degli arrangiamenti di diversi pezzi dei Negrita, nel 2013 Ermal Meta scrive per Annalisa Scarrone “Non so ballare”, portato al Festival di Sanremo, e per Patty Pravo “Non mi interessa”, pezzo realizzato con la collaborazione di Niccolò Agliardi. Nello stesso periodo scrive anche “20 sigarette”, “Pronto a correre” e “Natale senza regali”, brani presenti nell’album di Marco Mengoni “Pronto a correre”.
Nel 2014 compone “Tutto si muove”, canzone che fa parte della colonna sonora di “Braccialetti rossi”, fiction in onda su Raiuno che racconta la storia di un gruppo di ragazzi in ospedale. Successivamente si dedica a “Lettera a mio padre”. Dopo aver duettato con Niccolò Agliardi per “Volevo perdonarti, almeno”, incluso nella colonna sonora della seconda stagione di “Braccialetti rossi”, insieme con Gianni Pollex firma il singolo “Straordinario”, cantato da Chiara Galiazzo al “Festival di Sanremo” del 2015.
Insieme con Matteo Buzzanca scrive, invece, “Invincibile”, brano cantato da Marco Mengoni, per il quale compone anche “Io ti aspetto” e “La neve prima che cada”, presenti nel disco “Parole in circolo” e scritti con la collaborazione di Dario Faini. Inoltre, per Lorenzo Fragola Ermal Meta scrive “Resta dove sei” e “La nostra vita è oggi”, brani inclusi nel disco “1995”. E’ anche produttore di “Femmina”, il secondo disco da solista di Francesco Sarcina, al fianco di Roberto Cardelli e Fabrizio Ferraguzzo. All’interno del disco sono presenti i brani “Benvenuta al mondo”, “Ossigeno”, “Femmina” (composto con Sarcina) e “Un miracolo” (composto con Antonio Filippelli), tutti frutto della sua creatività.
Dopo aver scritto per Emma Marrone le canzoni “Arriverà l’amore” e “Occhi profondi”, il 27 novembre del 2015 Ermal Meta pubblica il singolo “Odio le favole”, con il quale partecipa a “Sanremo Giovani” e viene scelto per prendere parte al “Festival di Sanremo” dell’anno successivo tra le Nuove Proposte.
Nel febbraio del 2016 pubblica “Umano”, il suo primo album in studio realizzato da solista. Successivamente scrive per Francesca Michielin la canzone “Un cuore in due”, per Lorenzo Fragola “Luce che entra”, “Con le mani” e “Scarlett Johansson”, per Sergio Sylvestre “No goodbye” e “Big boy”, per Alice Paba “Parlerò d’amore”, per Elodie “Una strada infinita” e per Francesco Renga “Il bene”.
Nel 2017 partecipa al Festival di Sanremo. Sul palco del teatro Ariston il cantante di origini albanesi si esibisce con il brano “Vietato morire”. Alla fine arriva terzo, dietro Fiorella Mannoia, e al vincitore Francesco Gabbani (con il brano Occidentali’s Karma). Nel 2018 torna a Sanremo cantando in coppia con Fabrizio Moro. Ed è proprio il loro brano “Non mi avete fatto niente” a vincere la manifestazione canora.

0.22: Ora due vincitori del Festival di Sanremo: Abbi cura di me – Simone Cristicchi con Ermal Meta

0.20: Il trio funziona. Anche questo brano è migliorato. Sylvestre ha messo quella vocalità in più che ha impreziosito il pezzo

0.19: Sul palco anche Sergio Sylvestre

0.18: BIONDO: Simone Baldasseroni, in arte Biondo, è un rapper classe 1998 originario di Roma. Ha partecipato alla fase finale della diciassettesima edizione di Amici di Maria De Filippi.
Biondo, vive a Roma con la sua famiglia. La sua passione per la musica nasce un po’ per caso, in realtà sognava di diventare un cuoco professionista. Il suo debutto avviene su Youtube dove comincia a pubblicare canzoni che hanno raggiunto più di un milione di visualizzazioni. Il suo ultimo singolo, intitolato “Strip club” è stato pubblicato il 27 luglio del 2018. Il brano è stato presentato durante la sua partecipazione ad Amici 17 ed eseguito durante la quarta puntata del serale del talent.
Altri brani che ha cantato nel corso delle varie puntate di “Amici” sono stati raccolti nel suo primo disco, un EP che esce per Sony (con la quale Biondo ha di recente firmato un contratto discografico), dal titolo “Dejavu”.

0.14: C’è Virginia Raffaele sul palco dell’Ariston. Presenta Parole nuove – Einar con Biondo.

0.10: Break all’Ariston

0.08: Non aggiunge e non toglie granchè Agnelli: l’intervento del cantante degli Afterhours è sembrato un po’ stiracchiato

0.05: Piacevolmente paranoico il rap di Silvestri. Manuel Agnelli entra a gamba tesa dal pianerottolo

0.04: La base esattamente quella del pezzo originale

0.03: MANUEL AGNELLI: Nasce il 13 marzo del 1966 a Milano. Cresciuto a Corbetta, nell’hinterland del capoluogo lombardo, si diploma all’istituto tecnico agrario “G. Bonfantini” di Novara. Nello stesso periodo si avvia verso la carriera musicale formando, insieme con Roberto Girardi e Lorenzo Olgiati, gli Afterhours: il primo è alla batteria, il secondo al basso, mentre Manuel Agnelli è cantante e chitarrista, anche se non disdegna, in alcune situazioni, di suonare il pianoforte. Dopo avere accolto nel gruppo il chitarrista Paolo Cantù, Agnelli e soci pubblicano nel 1987 il 45 giri “My bit boy”, che precede “All the good children go to hell”, il loro primo album, registrato per Toast Records (verrà indicato dalla rivista “Il Mucchio Selvaggio” uno dei dischi italiani migliori del decennio).
Nel 1990 gli Afterhours pubblicano per Vox Pop “During Christine’s sleep”, che il magazine americano “Alternative Press” segnala addirittura come disco del mese. Al 1993 risale, invece, “Pop kills your soul”.
Nello stesso anno Manuel Agnelli appare per la prima volta in Rai, con una formazione embrionale dei La Crus al fianco di Mox Cristadoro, Mauro Ermanno Giovanardi e Cesare Malfatti: succede in occasione di una puntata di “Tortuga”, una trasmissione del Dipartimento Scuola Educazione del mattino in cui il gruppo si esibisce live in una cover del brano di Piero Ciampi “Il vino”, con Manuel Agnelli al piano.
Nel 1995 gli Afterhours pubblicano il disco “Germi”, seguito un paio di anni più tardi da “Hai paura del buio?”. Nel frattempo Agnelli, in qualità di produttore artistico, collabora con Cristina Donà per il suo primo disco “Tregua” (e più tardi anche per il suo album successivo, “Nido”). Dopo avere collaborato con i La Crus per il disco “Dietro la curva del cuore” e dopo aver prodotto “Club Privé” dei Massimo Volume, nel 1999 torna in sala di registrazione con il suo gruppo per “Non è per sempre”, per poi continuare a collaborare con Emidio Clementi dei Massimo Volume per uno spettacolo di reading itinerante in giro per l’Italia dal titolo “Gli Agnelli Celementi”. Nello stesso anno debutta nel mondo letterario grazie a “I racconti del tubetto”, libro edito da Ultrasuoni che nel 2000 viene ristampato da Mondadori con un altro titolo, “Il meraviglioso tubetto”, venduto insieme con un album contenente diversi inediti.
Dopo avere ideato e organizzato nel 2001 il Tora! Tora! Festival a Rimini (che gli permette di venire premiato per l’evento live dell’anno dal Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza) e avere prodotto il disco dei Verdena “Solo un grande sasso”, che gli vale il riconoscimento di miglior produttore italiano assegnato in occasione degli Italian Music Awards a Milano, nel 2002 Manuel Agnelli pubblica con gli Afterhours “Quello che non c’è” e produce il terzo disco di Marco Parente, intitolato “Trasparente”.
Nel 2003 Manuel Agnelli scrive “Morireste per me?”, per la raccolta di racconti “Die for me – Racconti e immagini di amicizie corrotte”: dal suo brano viene tratto un cortometraggio della durata di dieci minuti, girato dalla regista indipendente Anna de Manincor, in cui la voce narrante è di Emidio Clementi.
Nel 2004 Manuel prende parte alla registrazione del disco dei Twilight Singers di Greg Dulli “She Loves You”, per il quale suona la chitarra e canta; lo stesso Dulli, in quel periodo, collabora con gli Afterhours per il disco “Ballate per piccole iene”, che esce nel 2005. Il sodalizio si ripropone nel tempo: nel 2006 esce “Powder Burns”, nuovo disco dei Twilight Singers per il quale Agnelli ha partecipato alla scrittura di due brani. Così il cantante milanese inizia ad alternarsi tra le esibizioni con gli Afterhours e quelle con la band di Dulli, che accompagna nel suo tour in America e in Europa. Negli Stati Uniti e in Canada, in ogni caso, suona anche con gli Afterhours, per un tour di più di trenta date. Nel 2007 Manuel Agnelli collabora alla realizzazione del disco “Pianissimo fortissimo” dei Perturbazione, mentre l’anno successivo gli Afterhours pubblicano l’album “I milanesi ammazzano il sabato”. L’anno successivo Manuel scrive il pezzo “Adesso è facile”, che interpreta in un duetto con Mina presente nel disco “Facile”. Sempre nel 2009 viene premiato dal Mei in qualità di miglior produttore dell’anno in virtù del progetto denominato “Il paese è reale”, grazie al quale è riuscito a portare la scena indie italiana all’attenzione del pubblico di Sanremo: la compilation “Afterhours presentano: Il paese è reale (19 artisti per un paese migliore?)” comprende diciannove pezzi di diciannove artisti della scena alternativa italiana.
Nel 2012 pubblica con gli Afterhours il disco “Padania” e collabora con Pacifico per l’album “Una voce non basta”, duettando insieme a lui nel pezzo “In cosa credi (le nostre piccole armi)”. Un altro duetto è presente nel disco “Anche il più ottimista”, dei Brahaman, per il brano “Superbia”. Dopo avere cantato “Un ragazzo di strada”, cover de I Corvi realizzata dai Calibro 35, Agnelli dà il la a un festival culturale itinerante chiamato “Hai paura del buio?”, riprendendo il disco degli Afterhours del 1997, a cui prendono parte, tra gli altri, i Negramaro (con Giuliano Sangiorgi), Antonio Rezza, Daniele Silvestri e i Marta sui Tubi.
Nel maggio del 2016 viene reso noto che Manuel Agnelli sarà, insieme con Fedez, Alvaro Soler e Arisa, uno dei giudici della decima edizione di “X Factor”, talent show canoro condotto da Alessandro Cattelan su Sky Uno: la notizia viene accolta con sarcasmo e sufficienza da molti fan. Anche l’anno successivo viene confermato a X Factor. Questa volta ad affiancarlo, oltre a Fedez, ci sono la cantante siciliana Levante e Mara Maionchi. Nuovamente giudice nel 2018, ad affiancarlo questa volta c’è Lodo Guenzi.

0.02: Ora Argento vivo – Daniele Silvestri con Manuel Agnelli

0.00: Stiamo cantando tutti! L’arrangiamento non è cambiato troppo rispetto all’originale e non sarebbe potuto essere altrimenti! Grande applauso dell’Ariston. Loredana Bertè fa un ulteriore passo avanti verso il podio

23.59: Due signore del rock sul palco dell’Ariston, il pezzo regge perfettamente il colpo. Tanto spazio per Irene Grandi e belle armonizzazioni di coppia

23.57: IRENE GRANDI: Fiorentina D.O.C., Irene è nata il 6 dicembre 1969, appassionata di rock e di pop, inizia a cantare, sognando di diventare una star. La grinta e l’energia non fanno difetto ad Irene Grandi ma il primo ad accorgersene è Lorenzo Ternelli (meglio conosciuto come Telonio), che decide di scrivere con lei alcune canzoni. Fra di esse ci sarà anche “Un motivo maledetto”, il brano che costituisce il primo vero successo della cantante toscana.
Partecipa a “Sanremo giovani” con caloroso successo nel 1993, ma si afferma l’anno dopo allo stesso Festival con il brano “Fuori”, canzone che ottiene buona circolazione anche nelle radio. In seguito esce l’album “Irene Grandi”, nel quale trova collaborazioni prestigiose come quelle di Jovanotti (in “T.v.b.”) e di Eros Ramazzotti (in “Sposati subito”).
Nel 1995 esce “In vacanza da una vita”, contenente brani come “L’amore vola” (con la mano, ancora una volta, di Jovanotti), “Il gatto e il topo” (con la collaborazione di Pino Daniele) e le famosissime “Bum bum” e “In vacanza da una vita”. In seguito esce “Per fortuna purtroppo” e il duetto con Pino Daniele. I due si ritrovano con comunione di intenti nella splendida “Se mi vuoi”, brano che viene incluso nell’album del musicista napoletano “Non calpestare i fiori nel deserto”. Anche il cinema rientra nei suoi interessi e non dice certo no quando il regista Giovanni Veronesi la chiama per “Il barbiere di Rio”, al fianco del bravissimo Diego Abatantuono. La sua “Fai come me”, tra l’altro, è la canzone guida della colonna sonora del film.
“Verde, Rosso e Blu” è invece l’album del 1999 che segna il passaggio per Irene e il fido Telonio, dalla produzione di Dado Parisini a quella di Gigi Di Rienzo. “Limbo” (scritta con la collaborazione di Sheryl Crow), “Eccezionale” e “Verde, Rosso e Blu” sono i brani di punta dell’ultimo album, che nella riedizione del 2000 si arricchisce del pezzo scritto da Vasco Rossi “La tua ragazza sempre” che raggiunge il secondo posto nella competizione sanremese.
L’anno dopo si presenta sul mercato con il suo primo “Best of” dal titolo “Irek”, in cui è pubblicato tutto il meglio di Irene Grandi, più due remake e due brani inediti. Un momento di pausa e di riflessione che le ha permesso di ripresentarsi alla grande con l’ultimo e immancabile successo dal titolo “Prima di partire per un lungo viaggio”.
Nella primavera del 2003 esce “Prima di partire”, disco composto all’isola d’Elba con la sua vecchia band i Kinoppi, che rafforza il sodalizio con Vasco Rossi e Gaetano Curreri degli Stadio. Lo stile è rock, tra i singoli c’è “Prima di partire per un lungo viaggio”, “Buon compleanno” ed “Oltre”. Irene Grandi porta le sue nuove canzoni in tour partendo dallo stadio Meazza di Milano come ospite speciale di Vasco Rossi.
Nel 2005 escono il settimo disco, dal titolo “Indelebile” e il DVD “Irene Grandi LIVE”. Del 2007 è il singolo “Bruci la città”, presente in “Irenegrandi.hits” un nuovo lavoro che raccoglie inediti, riarrangiamenti del passato e cover. Nel 2008 esce il libro “Diario di una cattiva ragazza”, la sua autobiografia ufficiale.
Nel 2010 partecipa al Festival di Sanremo presentando la canzone “La cometa di Halley”; nell’occasione rispondendo a una domanda della conduttrice Antonella Clerici, dichiara la sua nuova condizione di donna single. Nel 2012 registra l’album “Irene Grandi & Stefano Bollani”, un disco di cover e di due inediti in coppia con il grande pianista jazz e compositore italiano Stefano Bollani. Torna poi sul palco dell’Ariston 5 anni dopo, per presentare la canzone “Un vento senza nome”.

23.57: E’ il momento di Cosa ti aspetti da me – Loredana Bertè con Irene Grandi

23.55: Jannacci al piano esalta un Enrico Nigiotti intimista che esalta l’Ariston: applausi scroscianti

23.53: Piano e archi per Enrico Nigiotti che in acustico sta sfoderando una prestazione di buon livello

23.52: PAOLO JANNACCI: Inizia lo studio dello strumento all’età di sei anni con Lina Marzotto Pollini e Davide Tai. Prosegue gli studi di strumento e armonia con il padre Enzo Jannacci, Paolo Tomelleri e il Maestro Ilario Nicotra, parallelamente ad una formazione linguistico-umanistica.
Nel 1990 si diploma in lingue al liceo linguistico Internazionale di Milano. Dal 2008 si perfeziona musicalmente presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Como con il maestro Carlo Morena.
Suona jazz attivamente con il suo trio (Marco Ricci e Stefano Bagnoli), con i suoi duo: (1 con Daniele Moretto alla tromba e flicorno) (2 con Luca Meneghello alla chitarra acustica ed elettrica) e con il suo quartetto: (Marco Ricci, Stefano Bagnoli e Daniele Moretto), e “In Concerto Con Enzo” (esecuzione di brani jazz e canzoni del padre).
L’attività di Paolo Jannacci si suddivide in diversi campi: colonne sonore per film, pubblicità, produzioni discografiche e recitazione.

23.51: Ora Nonno Hollywood – Enrico Nigiotti con Paolo Jannacci

23.50: Bisio ringrazia le gobbiste, le suggeritrici di palco

23.49: Trascinante il pezzo degli Ex Otago questa sera

23.47: Jack Savoretti irrompe in inglese con una voce graffiante nel pezzo degli Ex Otago che inizia a entrare in testa. Non avrà il ritmo di altri pezzi del gruppo genovese ma è trascinante e l’arrangiamento è apprezzabile con largo uso di archi

23.45: JACK SAVORETTI: Jack Savoretti è un cantante britannico. Di origini anglo-italiane, padre genovese e nonno partigiano. Burn Magazine ha paragonato la sua musica a quella di Simon & Garfunkel, London’s Daily Telegraph afferma che il cantante suona la chitarra come se avesse una ‘magia primitiva su di essa’, e alcuni esperti del settore musicale lo hanno definito il nuovo Bob Dylan.
Savoretti pubblica il suo primo singolo il 9 ottobre 2006, intitolato Without. Il video, girato in Mallorca, Spagna, è stato diretto da Bobby Garabedian, nominato all’Oscar e fu poi notato da Corinne Bailey Rae che invitò Jack ad esibirsi con lei nel suo tour europeo. Il 6 agosto 2007 ha fatto il suo debutto televisivo su GMTV dove ha eseguito Dr Frankenstein. Nel corso dei mesi di Febbraio e Marzo 2008, Jack ha fatto un solo Mini-Tour dei bar inglesi, chiamato Caffe Nero.
Dopo il tour Caffe Nero, Jack pubblica nuovamente il suo album di debutto Between The Minds con l’ aggiunta di un bonus disc con le versioni unplugged di alcune delle sue canzoni, 3 nuove canzoni tra cui una cover live di Johnny Cash’s, Ring of Fire. Il 4 aprile 2008, si esibisce nuovamente in tv, eseguendo Gypsy Love nella serie This Morning.
Jack gira l’Europa con Gavin DeGraw, dopo che egli chiede a Jack di dargli sostegno. La pubblicazione del secondo album di Jack, Harder Than Easy era prevista per il 6 luglio 2009. La pubblicazione dell’album è stata rinviata e l’uscita riprogrammata in Nord America al 15 settembre. Il 14 aprile una nuova canzone intitolata ‘Him & Her’ è stata resa disponibile come download gratuito attraverso gigwise.com per lanciare il nuovo album.
Nel 2012 cambia etichetta e registra il suo terzo album, Before the storm (Fullfill Records), prodotto da Martin Terefe e The Suppliers e registrato con i musicisti della nuova band: The Dirty Romantics. L’album è arrivato al primo posto nella classifica degli album indie in UK.
Il 9 febbraio 2015 (il 24 in Italia) esce il suo quarto studio album, Written in scars, anticipato dal singolo Home. L’album ha visto la collaborazione dell’autore Samuel Dixon (coautore di Sia e produttore di Adele) e del cantautore Zibba. Nel giugno 2015 il cantante partecipa alla terza edizione del Coca-Cola Summer Festival con il brano The other side of love, ottenendo una nomination per il Premio RTL 102.5 – Canzone dell’estate.

23.43: Dopo il richiamo al televoto di Bisio e Raffaele riparte la gara con Solo una canzone – Ex-Otago con Jack Savoretti

23.39: Break all’Ariston

23.37: Il pezzo è sanremese, due belle voci, tecnicamente non si discute la performance, anche l’arrangiamento dà qualcosa in più ad un pezzo che appariva anonimo nella sua versione originale

 
 
 

Diretta quarta serata festival di Sanremo (1a parte)

Post n°14897 pubblicato il 09 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

 

22.33: E’ il momento di Rose viola – Ghemon con Diodato e i Calibro 35

22.28: Break all’Ariston

22.27: Presenza quasi impalpabile del componente dei Club Dogo, ha cantato per non più di 30 secondi

22.25: Cambiata la base, giacca alla Michael Jackson di Guè Pequeno

22.24: GUE’ PEQUENO: E’ un rapper e produttore discografico italiano, membro del gruppo musicale hip hop Club Dogo. Si avvicina al rap intorno ai 17 anni con lo pseudonimo de Il Guercio e collabora con l’amico Jake La Furia e il compagno di classe Dargen D’Amico. I tre danno vita al collettivo le Sacre Scuole, il gruppo si scioglie nel 2002 dando vita, poi, ai Club Dogo che diventano uno dei nomi di riferimento più importanti per il rap italiano. Per molti sono l’anello di congiunzione tra la cosiddetta “vecchia scuola” del rap anni “90” e una nuova ondata di artisti che porteranno il genere a diventare davvero mainstream e di massa. Parallelamente Gue Pequeno sperimenta la carriera solista e apre l’etichetta discografica Tanta Roba insieme a DJ Harsh con cui produce gli album di artisti ai tempi emergenti ma che poi diventeranno più che affermati (alcuni nomi: Fedez, Emis Killa, Salmo, Gemitaiz e altri). Dal 2013 collabora con N.T.T.L. Group alla linea di abbigliamento Zen. Nel 2016 è tra i giudici della terza edizione del programma televisivo TOP DJ.
Durante la sua carriera Gue Pequeno ha pubblicato sette album con i Club Dogo (“Mi fist”, “Penna”, “Vile denaro”, “Dogocrazia”, “Che bello essere noi”, “Noi siamo il club” e “Non siamo più quelli di Mi fist”) e quattro album solisti (“l ragazzo d’oro”, “Bravo ragazzo”, “Vero”, “Gentleman”) Nel 2016 ha anche dato vita al progetto “Santeria”, un album congiunto pubblicato insieme al rapper Maracash e cui è seguito anche il disco dal vivo “Santeria Live”.

22.22: E’ il momento di Soldi – Mahmood con Guè Pequeno

22.21: Il pezzo di Arisa è trascinante. Sembra un musical… Le evoluzioni dei Kataklo hanno impreziosito la performance, anche se il palco forse era un po’ troppo pieno

22.20: Grande voce di Tony Hadley che canta in italiano!

22.19: Bella la coreografia dei Kataklo alle spalle di Arisa

22.18: TONY HADLEY: La band degli Spandau Ballet, formatasi nel 1979, si sciolse dopo dieci anni esatti, e dopo la pubblicazione dell’ultimo album di studio, intitolato Heart Like a Sky, che non riuscì a ottenere lo stesso successo commerciale e di critica degli album precedenti, soprattutto True del 1983 (la cui title track, True, rappresenta l’unica N° 1 britannica del gruppo) e Parade del 1984 (da cui è tratto il loro ultimo successo USA, Only When You Leave, brano d’apertura e primo singolo estratto dall’LP). Heart Like a Sky non uscì nemmeno negli Stati Uniti, dove la band, per un periodo abbastanza lungo, si divise praticamente il pubblico con i rivali pop rock Duran Duran. Nell’aprile del 1999, Tony Hadley, con due ex compagni della band, il sassofonista e percussionista Steve Norman e il batterista John Keeble, fecero causa al chitarrista Gary Kemp, principale autore dei brani del gruppo, per una più equa divisione delle royalties, senza però spuntarla (in séguito, nonostante l’esito negativo dell’azione legale intentata, Steve Norman è tornato in buoni rapporti sia con Gary che con suo fratello, Martin Kemp, bassista del quintetto, rendendo meno difficile un’eventuale futura reunion)[3]
Dopo lo scioglimento degli Spandau Ballet nel 1989, Tony continuò la carriera musicale come solista, ottenendo però molto meno successo. In passato e più di recente, Tony Hadley ha anche collaborato con diversi artisti e gruppi musicali della scena dance e di altri generi, nonché DJ come Tin Tin Out, Eddie Lock, Marc et Claude, Regi Penxten (dei Milk Inc.) e i Disco Bros., suonando con musicisti quali Alice Cooper, Paul Young, Jon Anderson e Brian May. Nel 1999 Alan Parsons lo sceglie per cantare il brano Out of the Blue nell’album The Time Machine. Dopo lo scioglimento degli Spandau Ballet, per il suo primo lavoro solista del 1992, Hadley aveva ricreato un quintetto base simile a quello del gruppo, portandosi dietro i due membri più fedeli della vecchia band, il batterista ufficiale John Keeble e il tastierista e programmatore Toby Chapman, turnista fisso in quasi tutti gli album e i concerti live degli Spandau Ballet. L’attuale formazione della band che accompagna Tony Hadley, oltre a lui e a John Keeble, sempre rispettivamente alle voci e alla batteria, comprende invece: Phil Taylor alle tastiere, Phil Williams al basso, Richie Barrett alla chitarra ed Angie Grant ai cori.
Il 25 marzo 2009 gli Spandau Ballet dopo 20 anni dal loro scioglimento si sono riformati, e in uscita il 19 ottobre il loro primo album dopo 20 anni intitolato Once More dove gli Spandau Ballet ripropogono i loro più grandi successi rivisitati in chiave contemporanea con l’aggiunta di due nuove canzoni. Il 3 luglio 2017 dopo 8 anni dalla reunion, si separa definitivamente dal gruppo. Nel gennaio 2011 canta assieme al rapper italiano Caparezza per la realizzazione del singolo Goodbye Malinconia, anteprima del disco Il sogno eretico.

22.17: Bisio e Anna Foglietta presentano Mi sento bene – Arisa con Tony Hadley e i Kataklò

22.16: Si chiude un intermezzo che non ha esaltato

22.14: Virginia Raffaele litiga con la chitarra. Uno sketch che ricordiamo nel 1974 fatto da Mario e Pippo Santonastaso… Non particolarmente originale

22.12: Virginia Raffaele e Claudio Baglioni con due chitarre. Dicono di voler eseguire “Giochi proibiti”. Gag in arrivo

22.09: Break all’Ariston

22.08: Anche Il Volo ha giovato della collaborazione con Quarta. Stiamo notando che la qualità anche delle performance si è elevata

22.07: Che performance di Alessandro Quarta con il violino. Che energia sul palco dell’Ariston. Prevediamo una standing ovation

22.06: Assolo clamoroso di violino in apertura di pezzo!

22.05: ALESSANDRO QUARTA: E’ un attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. Rilevante la sua attività di doppiatore nei cartoni animati: è il doppiatore ufficiale del personaggio Disney Topolino dal 1995 in poi, personaggio per cui ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “Premio Speciale Mickey 90 – Voce Ufficiale di Topolino” da Walt Disney Company in occasione del 90° anniversario di Topolino [2], e il premio “Voce d’O” Miglior Voce Cartoon 2018 [3] [4]. Attualmente sue sono le voci di Miss Piggy nei Muppet (in seguito alla scomparsa di Roberto Del Giudice) e di Chris McLean nel franchise canadese di A tutto reality.
Al cinema è noto per aver dato la voce a Casey Affleck, Ethan Hawke, Jeremy Renner, Paul Rudd, Ed Helms, Mark Wahlberg, Peter Sarsgaard. In TV è noto per il doppiaggio di Pedro Alonso in La casa di carta per cui ha vinto il premio Anello d’Oro come Miglior voce maschile 2018 categoria TV al Festival del doppiaggio Voci nell’Ombra[5], Michael Weatherly in NCIS – Unità anticrimine e Bull, e di Zach Braff in Scrubs – Medici ai primi ferri.
Specializzatosi in repertori medioevali, frequentando corsi e seminari di paleografia e filologia musicale a Cremona presso l’Università degli studi di Pavia, collabora per 15 anni con l’Ensemble Micrologus, gruppo di musica medioevale, con il quale ha svolto attività concertistica in Italia e all’estero. Collabora anche con Giovanna Marini, realizzando concerti, incisioni discografiche e spettacoli teatrali, e dirige nel corso degli anni diversi gruppi vocali, come Vox Canora, Non-netto, Musica In Canto. Nel 2006 fonda Quarta Dimensione, vocal group per il quale scrive composizioni originali e rielaborazioni musicali (a cappella e strumentali) e con cui si esibisce in concerti e spettacoli teatrali, incide due dischi e l’arrangiamento del brano Brennero ‘66 nel disco Voci per Valerio dei Pooh inserito nel cofanetto Pooh Box.[1]

22.05: Si prosegue con Musica che resta – Il Volo con Alessandro Quarta

22.04: Interviene la giuria d’onore a spezzare il ritmo incalzante della musica

22.03: Meraviglioso l’assolo di tromba nel finale di Roy Paci

22.00: Ancora una volta il duetto funziona! Ruggeri e Pau se la giocano alla grande e danno grande energia ad un pezzo che era apparso un po’ smorto nelle prime due interpretazioni

21.59: L’introduzione di Roy Paci con la tromba dà più vervem piace il colletto rosso di Pau, il cantante dei Negrita

21.58: ENRICO RUGGERI: Leader del gruppo dei Decibel, nel 1979 pubblica l’album “Vivo da Re”. L’anno successivo Ruggeri trascina i Decibel sul palco del Festival di Sanremo con il brano “Contessa”: il successo è notevole.
nell’agosto del 1980 registra il suo primo album da solista “Champagne Molotov”. Comincia ad affermarsi anche come autore con “Tenax” interpretata da Diana Est e incide i successivi dischi: “Polvere” è del 1983. Scrive “Il mare d’inverno”, che conoscerà un grande successo con Loredana Berté.
Torna a Sanremo nella categoria “big” nel 1984 con “Nuovo swing”. Nel 1985 esce l’album “Tutto scorre” e Ruggeri partecipa all’annuale rassegna della canzone d’autore, il prestigioso Premio Tenco. L’anno successivo vince il premio della critica al Festival di Sanremo, con “Rien ne va plus”. L’edizione di Sanremo 1987 vede vittoriosa una delle più belle canzoni italiane di sempre: “Si può dare di più” firmata e interpretata dal trio Enrico Ruggeri, Gianni Morandi e Umberto Tozzi. Nella stessa edizione il premio della critica viene assegnato a “Quello che le donne non dicono”, scritta da Ruggeri e interpretata da Fiorella Mannoia.
Nel 1993 Enrico Ruggeri compie l’impresa e vince per la seconda volta il Festival di Sanremo con “Mistero”. Nel 1996 Enrico Ruggeri festeggia i 3 milioni di dischi venduti in carriera: partecipa al festival di Sanremo con “L’amore è un attimo”.
Dopo il doppio live “La Vie En Rouge” (2001) partecipa a San Remo 2003 in coppia con Andrea Mirò, presentando il brano “Nessuno tocchi Caino”. Partecipa al Festival di Sanremo 2010 con il brano “La notte delle fate”, a cui segue un nuovo album dal titolo “La ruota”. Nel 2017 pubblica la sua autobiografia dal titolo “Sono stato più cattivo”. Torna ancora a Sanremo nel 2018, questa volta con il suo gruppo storico, i Decibel, presentando il brano “Lettera dal duca”.
ROY PACI: Rosario Paci, meglio conosciuto come Roy Paci, nasce ad Augusta, in provincia di Siracusa, in Sicilia, il 16 settembre del 1969. Trombettista, compositore e arrangiatore italiano, apprezzato soprattutto per le sue sonorità latin-jazz e per aver dato vita con la formazione degli Aretuska ad una delle contaminazioni musicali più vive e seguite non solo a livello nazionale.
Il 1990 è l’anno della svolta. Poco più che ventenne Roy si trasferisce in Sud America, alla ricerca di una maturità e di una crescita musicale e compositiva che si rivelerà importantissima.
Nel 1999, Roy Paci incontra Manu Chao, che lo vuole per il suo fortunatissimo “Proxima Estacion? Esperanza”. Il trombettista siciliano lo accompagna nel trionfale tour mondiale di Radio Bemba, per poi suonare anche con un’altra formazione spagnola, quella dei Macaco, capitanati da Dani El Mono Loco. Con loro, arriva l’album “Rumbo Submarino”.
Il 2000 però, è un altro anno di svolta, perché il musicista di Augusta, dà vita al suo progetto più amato, quello che ha portato il suo nome in giro per il mondo, a rappresentare lo ska e il latin jazz italiano. Nascono i “Roy Paci & Aretuska”: formazione di giovani talenti siciliani, diretta dal bravo e ormai esperto trombettista.
Il 2003 è l’anno di “Tuttapposto”, secondo disco firmato “Roy Paci & Aretuska”. Con loro, come special guest, ci sono anche Tony Scott e Chicco Montefiori. Con la sua band, Roy Paci suona in tutta Europa. Sempre nel 2003, Leonardo Pieraccioni vuole una colonna sonora speciale per il suo film “Il paradiso all’improvviso” e Paci e gli Aretuska realizzano per lui una versione speciale del brano “Besame mucho”. Intanto, prendono parte al FestivalBar e Roy si aggiudica il “Premio Carosone”.
Nel giugno del 2007, dopo tre album, Roy Paci & Aretuska realizzano “Suonoglobal”. Il disco contiene alcuni duetti importanti, come quelli che Roy realizza con Manu Chao e con Pau dei Negrita. Nell’album, suona anche con Caparezza e i Sud Sound System. Il singolo trainante è “Toda Joia Toda Beleza”, che diventa la colonna sonora dell’estate.

21.56: Bisio e la Raffaele sul palco. Nuovo concorrente sul palco: I ragazzi stanno bene – Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci

21.53: La serata è iniziata bella sostenuta. Bene tutti i duetti, sarà perchè inizia ad essere il terzo ascolto e i pezzi iniziano ad entrare in testa

21.52: Break all’Ariston

21.50: Virginia Raffaele imita Patty Pravo di fronte a Patty Pravo! Che coraggio!

21.47: Suggestiva l’interpretazione di Caccamo. L’inserimento del piano funziona. Anche questo pezzo, il quarto sul quattro, rende di più conm la collaborazione esterna

21.46: Caccamo è al piano e sta duettando con Patty Pravo

21.45: GIOVANNI CACCAMO: Siciliano di Modica, è stato scoperto da Franco Battiato. Ha vinto nella sezione Nuove proposte il Festival di Sanremo 2015 con il brano Ritornerò da te, scritto da lui stesso, ed è giunto al terzo posto al Festival di Sanremo 2016 nella categoria Big con il brano Via da qui, cantato insieme a Deborah Iurato. Nel 2018 ha preso parte alla 68ª edizione del Festival di Sanremo con il brano Eterno, classificandosi decimo.

21.44: Riparte la gara! è il momento di Un po’ come la vita – Patty Pravo con Briga con Giovanni Caccamo

21.42: Il tormentone qua è la mancanza degli ospiti internazionali. Chiara Sani chiede a chi è collegato di esprimere un parere su quale ospite internazionale avrebbe voluto a Sanremo

21.41: E’ Baglioni ad attaccare “Dio è morto”…

21.40: Il pubblico non  smette più di urlare “Liga, Liga”

21.38: Sale Baglioni sul palco dell’Ariston. Tutto è pronto per il duetto annunciato con “Dio è morto” di Guccini

21.37: Pubblico dell’Ariston in piedi! Ovazione per Ligabue, con tanto di coro del pubblico

21.36: Si nota un tono di arancio nel trucco di presentatori e ospiti. Oggi le truccatrici si sono scatenate!

21.35: Ligabue mette a posto tutti anche qua. Stanno cantando tutti!

21.34: E adesso si fa sul serio. Ligabue attacca “Urlando contro il cielo”. A breve l’Ariston si trasformerà in una bolgia

21.32: Prosegue la gag, lunghissima, con Ligabue che riesce ed entra con We will rock you dei Queen vestito da re

21.30: Bisio ripresenta Ligabue che rientra con la base di Back in black degli AC/DC. Ligabue ha al collo una chitarra enorme!

21.28: Tra poco Bisio presenterà Claudio Baglioni, al momento fa la presentazione di Ligabue con la base di Balliamo sul mondo

21.27: C’è Bisio sul palco dell’Ariston. Applauso fragoroso per Ligabue

21.25: Giacca striata per Ligabue, a sfondo nero

21.23: Ligabue irrompe sul Festival. Senza presentazioni! Sta cantando il suo ultimo pezzo “Luci d’America”

21.22: Chiara Sani si sta chiedendo ripetutamente perchè non c’è un ospite internazionale a Sanremo. In effetti i suoi dubbi sono condivisibili

21.20: Applausi dell’Ariston per Noemi e Irama che potrebbe essere il trampolino di lancio per uno dei grandi favoriti del Festival

21.18: I duetti funzionano: anche Noemi riesce a migliorare il pezzo di Irama che resta in testa. Non è sicuramemnte un capolavoro ma dal punto di vista musicale la seconda parte è trascinante

21.17: NOEMI: E’ diventata famosa nel 2009 in seguito alla partecipazione alla seconda edizione di X Factor, nella quale, pur non vincendo, risultò la cantante di maggior successo, firmando successivamente un contratto con l’etichetta discografica Sony Music.
Ha partecipato a cinque Festival di Sanremo, rispettivamente nel 2010 con Per tutta la vita, vincitore di un Sanremo Hit Award, nel 2012 con Sono solo parole, classificatosi al terzo posto, nel 2014 con Un uomo è un albero e Bagnati dal sole che le hanno fruttato un Telegatto di Sanremo Social, nel 2016 ottenendo una Targa PMI per aver presentato il brano La borsa di una donna ed arrivando finalista nella gara delle cover con Dedicato e nel 2018 con il brano Non smettere mai di cercarmi. Nel 2012 è stata scelta dalla Walt Disney per comporre la colonna sonora italiana del film d’animazione Ribelle – The Brave con i brani Il cielo toccherò e Tra vento ed aria. La sua particolare timbrica vocale è stata anche oggetto di lusinghiere considerazioni da parte di alcuni psicologi di università inglesi e canadesi.[2]
Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, inclusi cinque Wind Music Awards ed un Premio TV – Premio regia televisiva oltre a varie nomination ai World Music Awards, ai TRL Awards, all’OGAE e una al Nastro d’argento.

21.16: Ora La ragazza con il cuore di latta – Irama con Noemi

21.15: Grande finale con ritmo incalzante e il duetto funziona! Applausi!

21.14: Sound molto folk-country per Motta, con Nada che riesce ad impreziosire un pezzo che ad ogni ascolto migliore

21.13: NADA: a soli quindici anni debutta al Festival di Sanremo 1969 con Ma che freddo fa (in abbinamento con i Rokes), singolo inciso per la RCA Talent che la spinge al primo posto in hit-parade per cinque settimane regalandole un’enorme e improvvisa popolarità in Italia, Spagna, Giappone e altri paesi; viene soprannominata Il pulcino del Gabbro per la sua giovanissima età.
Nel 1970 canta Pa’, diglielo a ma’ in abbinamento con Ron sempre a Sanremo, mentre nel 1971 vince con Il cuore è uno zingaro in abbinamento con Nicola Di Bari, per poi classificarsi terza nel ’72 con Re di denari. In quella edizione vinse di nuovo Di Bari con I giorni dell’arcobaleno. I due tirarono a sorte, con una moneta da 100 lire, su chi dovesse partecipare all’Eurovision Song Contest: la fortuna le girò le spalle e vi andò il suo collega.
Nel 1983 passa alla EMI ed esce l’album Smalto, trainato dalla celeberrima Amore disperato, che diventa immediatamente uno dei tormentoni dell’anno, nonché uno dei brani italiani simbolo degli anni ottanta. Torna al Festival di Sanremo nel 1987 con Bolero ed è ultima classificata.
Nel 1999 presenta al Festival di Sanremo il brano Guardami negli occhi, da lei scritto e composto, ottenendo una certa visibilità e riscuotendo anche l’attenzione di Adriano Celentano che la vuole per il duetto Il figlio del dolore, uscito nel 2000 all’interno del disco Esco di rado e parlo ancora meno di Adriano Celentano. Nel 2007 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con il brano Luna in piena

21.12: E’ il momento di Dov’è l’Italia – Motta con Nada.

21.10: Nel finale Cristina D’Avena mette da parte l’emozione e riesce a chiudere in bellezza anche se la sua voce non può non ricordare una delle tante sigle che ha cantato in carriera

21.09: Apprezzabile, secondo Raffaele Montanari, il nuovo arrangiamento del pezzo che lo rende più rock

21.08: In rosso Shade, In corto Federica Carta, con il cappello Cristina D’Avena che però non è particolarmente precisa con la voce

21.07: CRISTINA D’AVENA: Vera e propria star delle sigle per bambini. E’ stata a cavallo degli anni ottanta e novanta la assoluta protagonista del panorama delel sigle dei cartoni animati e ora è una vera icona per tutti quelli che hanno dai 40 ai 50 anni, che conservano i ricordi delle musiche che accompagnavano le serie preferite della loro infanzia. Il 23 novembre 2018 esce il suo ultimo album Duets Forever – Tutti cantano Cristina, contenente altri 16 duetti con altrettanti big della musica italiana. Le sue pubblicazioni sono suddivise in 86 album ufficiali su etichetta Five Record, poi RTI Music, di cui 22 della collana Fivelandia; 21 dal titolo I tuoi amici in tv; 12 album monografici dedicati alle serie animate, dei quali 8 su 33 giri e 4 su CD; 8 album monografici dedicati ai telefilm della serie Licia e Cristina; altri 13 album e 28 ristampe e 2 con Warner Music.
Sono stati pubblicati 12 Greatest Hits, di cui 6 solo in musicassetta e 5 promossi direttamente dall’artista; 84 singoli, di cui 74 in vinile, suddivisi a loro volta in 70 ufficiali, 3 promozionali ed uno per il mercato francese e 10 singoli digitali. La cantante è comparsa in 123 compilation, di cui 16 per altre etichette e 6 per il mercato francese; pubblicazioni discografiche che, ad oggi, hanno venduto oltre 7 milioni di copie.

21.07: E’ il momento di Senza farlo apposta – Federica Carta  e Shade con Cristina D’Avena

21.05; Bisio e la Raffaele presentano il regolamento del televoto

21.03: Vi racconteremo qui, all’inizio del pezzo, chi sono i protagonisti dei duetti. Ci sono ex vincitori di Sanremo, cantanti di altissimo livello, attori, doppiatori e grandi protagonisti dello spettacolo

21.00: Bisio e Virginia Raffaele spiegano il regolamento, introducendo la giuria d’onore che sarà composta da Mauro Pagani (presidente di giuria), Fernando Ozpetek, Camila Raznovich, Claudia Pandolfi, Elena Sofia Ricci, Beppe Severgnini, Serena Dandini e Joe Bastianich. Saranno loro ad assegnare il premio al miglior duetto

20.58: Saranno 56 gli artisti sul palco dell’Ariston. Presentati Raffaele e Bisio. Per lei abito nero a sirena con profondo spacco laterale con una manica argentata che riprende l’argentato di Baglioni. Bisio elegante con giacca di velluto bordeaux

20.55: L’applauso del pubblico per Claudio Baglioni che saluta e presenta la quarta serata

20.52: Bella la coreografia sul palco dell’Ariston con i ballerini che seguono in tournèe il cantante romano

20.49: Inizia la quarta serata del Festival e Claudio Baglioni in lurex attacco con “Acqua dalla luna”

20.47: Dopo tre serate gli unici ad essere entrati sempre nella zona blù sono Cristicchi, Silvestri, Irama, Ultimo e Loredana Bertè

20.45: Grande attesa all’Ariston per l’unico ospite musicale di questa sera, Ligabue

20.40: Iniziato il pre-festival

20.37: Con noi questa sera il titolare della etichetta discografica PMS Studio Raffaele Sani, l’attrice e conduttrice Chiara Sani, l’esperto di musica Marcello Romeo, Margherita Ventura e Claudio Bolognesi

20.35: Ecco il regolamento della quarta serata.

Interpretazione-esecuzione di tutte le 24 canzoni in gara degli Artisti, eventualmente con diverso arrangiamento musicale, ognuno insieme ad un Artista Ospite.
VOTAZIONE MISTA: TELEVOTO + SALA STAMPA + GIURIA D’ONORE (CON PESO 50%, 30%, 20%).
Televoto con Sessione Unica in cui sarà possibile votare tutti i 24 Artisti in gara che si esibiranno
durante la Serata.
Giuria della Sala Stampa: ciascun giornalista esprime 4 preferenze singole, ossia da attribuire a 4
Artisti differenti.
Giuria d’Onore: Ciascun giurato avrà a disposizione 24 preferenze e:
– avrà l’obbligo di attribuire tutte le 24 preferenze;
– avrà la possibilità di distribuire le preferenze tra un minimo di 10 ed un massimo di 16 Artisti.
Il risultato del Televoto sarà trasformato in percentuale e sommato al voto percentualizzato della
Giuria della Sala Stampa e della Giuria d’Onore: i tre distinti risultati avranno rispettivamente peso
per il 50%, 30%, 20%.
La media tra le percentuali di voto ottenute in Serata ed il consolidato ottenuto nelle Serate
precedenti determinerà una classifica delle 24 canzoni/Artisti.
In caso di ex-aequo, dopo 4 cifre decimali, si farà riferimento alla graduatoria risultante dalla
votazione del Televoto e, in caso di ulteriore persistenza di ex-aequo, alla graduatoria risultante dalla
votazione della Giuria d’Onore.
Rai-Direzione Rai Uno si riserva la facoltà di assegnare un premio speciale all’interpretazioneesecuzione con artista Ospite designata dalla Giuria d’Onore con separata votazione.

20.30: Molto interessanti alcuni binomi di questa serata. L’ospite più atteso tra coloro che faranno i duetti probabilmente è Tony Hadley, leader storico degli Spandau Ballet, in coppia con Arisa

 
 
 

Il professore cambia scuola

Post n°14896 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 
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