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Jean-Pierre Luminet - L'occhio di Galileo

Post n°167 pubblicato il 20 Dicembre 2013 da EdMax
 

Jean-Pierre Luminet - L'occhio di Galileo

Occhio Galileo

Immaginate un libro di testo che spieghi le prime due leggi di Keplero in questo modo:«Il pioniere dell'astronomia getta nel fosso le statuette dei suoi dèi Pitagora, Euclide, Aristarco, Archimede, Aristotele, Platone, Tolomeo, Copernico. Prosegue ormai solo, nudo, appoggiandosi unicamente al vecchio bastone cavo in cui ha nascosto il suo tesoro rubato: le osservazioni di Tycho. Finalmente raggiunge la vetta, il pianeta Marte. Vi sistema l'osservatorio. Sotto di lui, vede il cammino della Terra intorno al Sole. Come quello degli altri pianeti, non è un cammino uniforme. Più la Terra si allontana, più rallenta; più si riavvicina, più accelera […] E peggio ancora, ciascuno dei sei pianeti avrebbe il suo equantino personale? Puah! Quanta confusione, che disarmonia! Fermo là, Keplero, così ricadi nel vecchio difetto teosofico. Non dimenticare: ormai sei un fisico. Analizzi minuziosamente il cielo come il tuo amico Jessenius seziona il corpo di un impiccato nella facoltà di medicina di Praga. Il tuo bisturi sono le osservazioni di Tycho. E quelle osservazioni evidenziano che le orbite non sono cerchi concentrici». 

E qualche riga dopo: «Come avrai capito, caro lettore, bisogna ricominciare da capo: sospetto che non si tratti di un cerchio. Infine hai spezzato il cerchio, Keplero! Oh, quale strazio per te, tanto il cerchio è di divina bellezza, l'immagine stessa del Creatore. Ma pensa anche alle lezioni di Jessenius […] E dunque, per le orbite planetarie, tenta con l'uovo. Ecco una figura bella, carica di significati. Ma ahimè no. L'uovo si sottrae […] L'ovale - gridi furioso - è solo una carrettata di sterco! […] Piantala di menare il can per l'aia, Keplero, lo sai fin dall'inizio, hai perfino basato una serie di calcoli su questa figura: è l'ellissi. Poiché, come già dimostrato, i pianeti non si muovono nelle loro orbite a velocità uniforme, ma in maniera tale per cui il raggio vettore da cui sono congiunti al Sole copre aree uguali in tempi uguali, la loro orbita può solo essere ellittica. Adesso lo puoi enunciare nero su bianco, non più come un'ipotesi, ma in qualità di risultato: "Le orbite dei pianeti sono ellissi, di cui il Sole occupa uno dei fuochi» (pag. 159, 160). 
Questo è il romanzo scientifico. Su questo terreno (e non solo) Jean-Pierre Luminet è insuperabile. Da integrare con "Il bastone di Euclide".

 
 
 

Il mare - di John Banville

Post n°166 pubblicato il 14 Dicembre 2013 da EdMax

Il mare - di John Banville

Il mare di John Banville

Il presente di Banville è il passato. E il passato di Banville è il suo presente. Sempre alla ricerca di se stesso, tra amori improbabili e déi scatenati.

In questo libro Banville non parla del mare, ma della vita di uno storico dell'arte, sullo sfondo del mare, in una villa dove ha trascorso i ricordi più morbosi della sua infanzia e che tornerà a visitare con la figlia e i ricordi della defunta moglie.

Una riflessione dura sulla vita e sulla morte, un racconto vivido sui luoghi e sui personaggi che hanno ritrovato quei luoghi, una spietata lotta della vita.

 
 
 

Contro l'ora di matematica

Post n°165 pubblicato il 28 Novembre 2013 da EdMax
 

Paul Lockhart, Contro l'ora di matematica - Un manifesto per la liberazione di professori e studenti (Rizzoli, 2010)

Contro l'ora di matematica

«Nessuno ha mai raccontato la storia del rapporto dell'uomo con i numeri: niente sulle tavolette di problemi degli antichi babilonesi, niente sul Papiro di Rhind, sul Liber Abaci, sull'Ars Magna, e, soprattutto, non hanno avuto alcuna possibilità di incuriosirsi su un quesito: la risposta è stata data prima ancora che potessero porselo» [p. 43]. Una riflessione interessante e pungente, ma anche eccessivamente graffiante e denigratoria, sulla matematica insegnata nelle scuole.

 
 
 

Il bastone di Euclide . Jean-Pierre Luminet

Post n°164 pubblicato il 22 Novembre 2013 da EdMax

Il bastone di Euclide - di Jean-Pierre Luminet (La Lepre Edizioni, 2013)

Bastone_Euclide

Il bastone è solo lo sfondo di questo meraviglioso romanzo di Luminet, tra storia, leggenda e fantasia. E' il prezioso bastone che da Euclide passerà nelle mani dei più grandi scienziati e matematici hanno assistito, direttamente o indirettamente, alla distruzione della grande Biblioteca di Alessandria e del suo Museo. E' la storia che tre saggi - Filotomo, la bella e sapiente Ipazia e Al-Rhazi - raccontano all'emiro Amrou nella speranza che questi non esegua l'ordine del suo califfo Omar di distruggere la "Biblioteca dell'Universo". La cronologia è spiegata in appendice, mentre il finale, come del resto l'intero libro, meriterebbe una trasposizione cinematografica.

 
 
 

Teoria degli infiniti

Post n°163 pubblicato il 24 Ottobre 2013 da EdMax

Teoria degli infiniti - John Banville

C'era una volta un tizio che comprò un libro dal titolo "Teoria degli infiniti". Pensava che si trattasse di un libro di matematica e lo inserì tra gli scaffali della sua biblioteca nel settore "matematica".

John Banville

 

Avendo acquistato e letto molti libri sull'infinito matematico, il tizio pensò che non era il caso di continuare su questa strada. Quindi inserì il libro non letto nella giusta collocazione della sua biblioteca e continuò a recensire i suoi libri sul finito matematico.

 

Passarono gli anni. Il tizio continuò a occuparsi di matematica e numeri, di finito e infinito. Una volta conobbe qualcuno che gli raccontò alcune storie più o meno immaginarie che millenni fa gli uomini narravano per dare un senso alla loro esistenza. Alcune di queste storie sono state immortalate nel cielo, nelle costellazioni che ancora oggi osserviamo col naso all'insù quando gli déi non occultano il sole con le loro lacrime vaporose e le loro invidie nebulose. Se ne stanno sull'Olimpo per eoni finché un giorno assumono le sembianze di un cigno, un toro, un'aquila o un marito per sedurre la bella mortale di turno. Decidono di calarsi dal regno di Zeus per assistere compiaciuti alle emozioni dei mortali, osservano i mariti delle mogli che vorrebbero possedere, assumono le sembianze di un misterioso visitatore, rapiscono i sensi di nuore deluse, visitano il padre Adam morente e il figlio Adam indolente che ripara radioline. Entrano nell'esistenza umana dilatando momenti di vita vissuta, partecipano a risa e pianti, nascite e lutti, benessere e malattie. Uno di questi momenti di vita vissuta è raccontata in questo bellissimo libro di John Banville.

È la storia di una famiglia che viene visitata da Hermes in persona. Ed è Hermes in persona a raccontare questa "Teoria degli infiniti", questo momento tragico di una famiglia che assiste impotente alla dipartita di Adam padre mentre gli altri membri della famiglia, tra cui Adam figlio, vivono la loro esistenza tra intrecci amorosi, visite inaspettate, incontri con gli déi. E, sullo sfondo appena percettibile, una "teoria degli infiniti" di Adam padre.

 

 

 

 
 
 
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