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Creato da firdhaus il 20/05/2005

VIOLENZA SULLE DONNE

Le donne spesso sono indifese, fragili, in balia della cattiveria degli UOMINI che sfocia in violenza...S.O.S ...abbiamo IL CORAGGIO DI DENUNCIARE PER DIVENTARE LIBERE! Un inchino Firdhaus (Contro ogni forma di violenza alle donne e deboli e bambini, a qualsiasi latitudine..)

 

COMPLIMENTI

Post n°812 pubblicato il 25 Aprile 2011 da casilli2010

COMPLIMENTI PER QUESTO BLOG..E' DURO MA BELLO E INTERESSANTE SPERIAMO NON CI SIA INDIFFERENZA SU QUESTO ARGOMENTO

 
 
 

Storia di un'aborto-dipendente

Post n°811 pubblicato il 21 Aprile 2010 da firdhaus

Storia di un'aborto-dipendenteIn Italia libro shock di Irene Vilar

 

Irene Vilar è una donna bellissima. Quando passa per strada è raro che la gente non si volti a guardarla. Quando parla ha una dolcezza profonda. Difficile immaginare che questa 40enne portoricana, oggi mamma felice che stringe al petto le sue due figlie, abbia conosciuto lunghi anni di enormi sofferenze: 15 aborti tra i 17 e i 33 anni. Immolata sull'altare dell'amore per il suo professore di storia, Pedro Cuperman, un 50enne incapace di amare e che riteneva i figli come la fine del matrimonio ("i figli uccidono il desiderio" diceva), scelse di rinunciarvi per non perderlo.

E così, l'unica sua forma di ribellione fu di "dimenticare" di prendere la pillola anticoncezionale (simbolo dell'umiliazione culturale e familiare) e rimanere incinta. Ad ogni gravidanza lei si ribellava a lui. Ma per riuscire a rimanere aggrappata a quell'ancora di salvezza che vedeva in lui, s'imponeva di sbarazzarsi di quella stessa gravidanza. Si stabilì così un circolo vizioso: una vera e propria dipendenza. "Ogni volta che, puntuale, arrivava il ciclo, mi sentivo triste. Ogni volta che scoprivo di essere incinta ero presa dall'euforia e dalla disperazione".

Del resto la storia famigliare di Irene era destinata a segnarla ben da prima della sua nascita. Già il suo Paese, il Porto Rico, negli anni '60 e '70 venne utilizzato dagli Stati Uniti come laboratorio per la sperimentazione di nuove pillole abortive. Nel 1973, il 37 % delle donne portoricane in età riproduttiva - usate come cavie – era stato reso sterile in modo permanente. La nonna, Lolita Lébron, oggi 89enne, costretta a vendersi a 17 anni per pagare l'affitto fu un'icona patriottica: nel 1954 si gettò sulla scalinata del Campidoglio, sede del Congresso degli Stati Uniti, con una pistola e la bandiera del Partito nazionalista di Porto Rico nella borsa. Il che le valse 27 anni di carcere. La madre, Gladys Méndez, cresciuta con uno zio che abusava di lei, cercò di uscire dall'incubo col matrimonio a 15 anni. Ma rimase sempre una donna sottomessa. Divenne Valium-dipendente e, dopo diversi tentativi di suicidio, ci riuscì, gettandosi da un'auto in corsa con a bordo la figlia Irene, che aveva solo 8 anni. Per completare il quadro familiare: il padre della scrittrice era un alcolizzato e un incallito giocatore d'azzardo, due dei suoi tre fratelli erano tossicodipendenti e uno morì d'overdose.

"Scritto col mio sangue", ora pubblicato in italiano da Corbaccio, è il diario di un viaggio a lieto fine: la catarsi di una donna dalla violenza e dalla sottomissione, un viaggio conclusosi con un secondo matrimonio felice e due maternità finalmente volute.

 
 
 

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Post n°810 pubblicato il 17 Gennaio 2010 da 53lucexte

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Post n°809 pubblicato il 17 Settembre 2009 da firdhaus

Stop al femminicidio“Femminicidio” e “violenza sessuata” sono strumenti per controllare i comportamenti femminili e garantire il potere maschile: non è violenza comune ma violenza che mina all’identità del soggetto in quanto donnaFoto di Rihanna picchiataDonna picchiataa sangue
 
 
 

È stata accoltella­ta dal padre mentre si trovava in auto con il fidanzato.

Post n°808 pubblicato il 17 Settembre 2009 da firdhaus

Ama un italiano, Sanaa uccisa dal padrePordenone: la diciottenne di origine marocchina sgozzata in un bosco. La Lega: «Un altro caso Hina»

 
 
MILANO
- È stata accoltella­ta dal padre mentre si trovava in auto con il fidanzato. La ra­gazza, una 18enne di origine marocchina, è morta dissan­guata in un boschetto di Monte­reale Valcellina, in provincia di Pordenone, dove cercava di sfuggire alla furia del genitore. Una tragedia dietro alla quale potrebbero esserci anche dei motivi religiosi. La vittima si chiama Sanaa Dafani e da quattro-cinque me­si stava con Massimo De Bia­sio, 31 anni. El Katawi Dafani, il padre, un aiuto cuoco di 45 anni che lavora a Pordenone, di quella relazione non ne vole­va neppure sentir parlare.

Poco prima delle 19 di ieri ha sorpre­so i due giovani in automobile nella frazione Grizzo di Monte­reale Valcellina. Stavano andan­do alla «Spia», il ristorante di cui De Biasio è socio e dove lei lavorava come cameriera. Si è avvicinato all’Audi con un col­tello in mano. La figlia è schiz­zata fuori, ha tentato di scappa­re ma uno dei fendenti le ha re­ciso la gola. Il ragazzo si è salva­to: non è in gravi condizioni ed è stato lui a lanciare l’allarme. Alcuni amici della coppia rac­contano che la differenza di età, 13 anni, non era l’unico motivo per il quale l’uomo non voleva accettare il fidanzamen­to. Quell’italiano cattolico dove­va stare lontano da una ragazza musulmana. Per questo li ave­va minacciati più volte e, nel­l’ultimo periodo, la situazione si era fatta sempre più tesa. Saana si era trasferita da Massimo solo da qualche setti­mana. Quando ieri sera i carabi­nieri della compagnia di Sacile hanno fermato El Katawi, l’uo­mo si stava cambiando, cercan­do di far sparire le tracce di san­gue di sua figlia. Il sindaco di Azzano Decimo, il leghista En­zo Bortolotti, si dice sdegnato: «Un altro caso Hina che dimo­stra l’impossibilità di integra­zione con la cultura islamica».

 
 
 

Causò aborto alla moglie,arrestato

Post n°807 pubblicato il 15 Settembre 2009 da firdhaus
Foto di firdhaus

Causò aborto alla moglie,arrestatoIn carcere un albanese di 31 anni

Avrebbe picchiato più volte la moglie, e in un'occasione le sue percosse le avrebbero addirittura procurato un aborto, al settimo mese di gravidanza. E' questa l'accusa per cui è stato arrestato dalla squadra mobile della questura di Ragusa un bracciante agricolo albanese di 31 anni, residente a Pedalino, in seguito a un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal gip Vincenzo Ignaccolo.

Sembra che l'uomo in passato abbia spesso maltrattato la moglie per futili motivi, procurandole ferite che poi lei era costretta a farsi medicare in ospedale. Il caso più grave, quello dell'aborto procurato alla donna dal marito, risale al 2003.

Lei era al settimo mese di gravidanza quando l'uomo, in uno dei suoi numerosi accessi d'ira, le procurò la perdita del bambino con un calcio sulla pancia.

L'accusa è stata contestata all'uomo dalla polizia di Ragusa. L'albanese è dunque stato rinchiuso in carcere dopo l'ordine di custodia del gip, emesso su richiesta del sostituto procuratore Monica Monego.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l'uomo teneva sottomessa la giovane moglie, di un anno più giovane di lui e dalla quale ha avuto tre figli, picchiandola e insultandola in continuazione. Le violenze erano rimaste però nascoste tra le mura domestiche della coppia e ogni volta che la donna era stata ricoverata in ospedale per lesioni e contusioni, e anche nel caso dell'aborto, ha sempre giustificato le ferite dicendo di essere caduta. Le indagini sono state avviate dalla squadra mobile dopo una segnalazione del Centro antiviolenza sulle donne di Ragusa.

15 sett 09

 
 
 

Sposa bambina muore di parto

Post n°806 pubblicato il 13 Settembre 2009 da firdhaus
Foto di firdhaus

Sposa bambina muore di partoYemen, la piccola aveva 12 anni

A 11 anni era stata ritirata da scuola e data in sposa. Un anno dopo, a 12 anni, è morta dando alla luce il suo primo figlio: a denunciare la sorte della bambina yemenita è un gruppo per la difesa dei diritti dell'Uomo a Sanaa. L'organizzazione ha precisato che Fawzia Abdallah Youssef è morta venerdì per un'emorragia nell'ospedale saudita di Hajja, a nord di Sanaa, e il bambino è nato morto.

Dietro a questa nuova tragedia di una sposa bambina, secondo la denuncia, le condizioni di estrema indigenza della sua famiglia. Lo scorso anno un'altra bambina era salita agli onori della cronaca in Yemen, in un caso che si era però concluso positivamente. Nojoud Mohammad Ali, 8 anni, era stata costretta a sposare un giovane di 28 anni. Ma la piccola aveva denunciato suo padre e ottenuto il divorzio.

Anche in Arabia Saudita un'altra bambina di 8 anni era stata sposata a sua insaputa ad un uomo di 50 anni. Sua madre però si era rivolta al tribunale e, al termine di una battaglia legale durata otto mesi, era riuscita ad aprile di quest'anno ad ottenere l'annullamento del matrimonio.

Sia nello Yemen che in Arabia Saudita sono attive diverse organizzazioni, in particolare movimenti femministi, che si battono per fissare per legge a 18 anni l'età minima per il matrimonio.

 
 
 

Violenta figlia, fermato da Cc

Post n°805 pubblicato il 13 Settembre 2009 da firdhaus
Foto di firdhaus

Violenta figlia, fermato da CcE' successo a Genova, la ragazza si e' confidata con la madre

 

(ANSA) - GENOVA, 12 SET - I carabinieri hanno fermato alla periferia di Genova un peruviano di 37 anni accusato di aver violentato la figlia di 14 anni.

L'uomo, rimasto solo in casa con la ragazza, avrebbe obbligato la figlia ad avere un rapporto, che e' stato poi confermato da una visita ginecologica. La violenza sarebbe avvenuta l'altra sera, ma solo ieri mattina la ragazza si e' confidata con la madre, che si e' rivolta ai carabinieri. L'uomo e' stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria.

 

 
 
 

colori...del'anima delle donne

Post n°804 pubblicato il 10 Settembre 2009 da Il_Velo_dipinto

GO TO LUSTYPROFILES.COM

 
 
 

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Post n°803 pubblicato il 10 Settembre 2009 da firdhaus

http://www.comune.bolzano.it/UploadImgs/4072_La_violenza_alle_donne.jpg

 

 

 
 
 

9 SETTEMBRE: GIORNATA DELLA NON-VIOLENZA SULLE DONNE

Post n°802 pubblicato il 10 Settembre 2009 da firdhaus

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9 SETTEMBRE: GIORNATA DELLA NON-VIOLENZA SULLE DONNE
Categoria:
Descrizione:
Contro ogni tipo di violenza sulle donne. Questa è un'iniziativa intelligente.

Per dimostrare il vostro appoggio mercoledì 9 settembre indossate qualcosa di bianco, il colore della purezza.

Si terrà tra il 9 e il 10 settembre alla Farnesina la Conferenza Internazionale sulla Violenza contro le Donne, nell’ambito delle iniziative della Presidenza italiana del G8.

Secondo quanto rende noto il dipartimento delle Pari Opportunità in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, la conferenza sarà incentrata sul tema della violenza sulle donne, problema “incredibilmente diversificato, pervasivo e protetto spesso dall’accondiscendenza e dall’omertà sociale nei confronti di crimini che vengono considerati cultura corrente, spesso dalle donne stesse, inconsapevolmente condizionate dal contesto in cui vivono”, come si legga dalla nota diffusa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La conferenza ha come obiettivo principale quello di dare voce e speranza alle vittime di questo fenomeno diffuso in ogni continente con caratteristiche peculiari a seconda del paese in cui si manifesta. Obiettivo della Conferenza è infatti quello di definire una “geopolitica della violenza, differenziata a seconda degli usi e costumi sociali, culturali, politici, e religiosi”.

9 SETTEMBRE: GIORNATA DELLA NON-VIOLENZA SULLE DONNE

 
 
 

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Post n°801 pubblicato il 08 Settembre 2009 da r6simo

 
 
 

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Post n°799 pubblicato il 07 Settembre 2009 da firdhaus

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il numero di pubblica utilità “Antiviolenza Donna” dedicato al supporto, alla protezione e all’assistenza delle donne vittime di maltrattamenti e violenze.
 

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stuprata..uccisa dallo zio Giordania

Post n°798 pubblicato il 13 Agosto 2009 da firdhaus

Giordania/ Uccide la nipote “colpevole” di aver subito uno stupro. Rischia dai tre mesi ad un anno di carcere

ammanEra stata stuprata da due uomini ad appena 16 anni.  Qualche giorno dopo, è stata uccisa dallo zio: nove colpi di pistola a bruciapelo, mentre la giovane era distesa sul letto per cancellare quella “macchia all’onore della famiglia”.

É accaduto in ad . L’uomo, informato dai familiari della violenza subita dalla nipote si è subito diretto nell’abitazione con l’intento di ucciderla. Sconcertanti le dichiarazioni rese alla polizia: l’uomo ha spiegato che la ragazza era stata coinvolta in attività sessuali e l’onore della famiglia andava «ripulito».

I  due stupratori, invece, sono in attesa di giudizio in una prigione vicino ad . In , ogni anno dalle 15 alle 20 donne vengono uccise nei cosiddetti delitti d’onore, mentre gli assassini se la cavano con  pene detentive che vanno dai tre mesi ad un massimo di un anno.

 
 
 

Strangol compagna - 12.08.09

Post n°797 pubblicato il 13 Agosto 2009 da firdhaus

Strangola compagna e si costituisceRoma,cadavere nascosto sotto il letto

 

Ennesimo omicidio all'interno delle mura domestiche: a Roma un uomo si è presentato dai carabinieri raccontando di aver strangolato la compagna al culmine di una violenta lite e di aver nascosto il cadavere sotto il letto. I militari si sono recati nell'appartamento per verificare quanto detto. A finire in manette è un italiano di 57 anni, mentre la vittima ne aveva 24 anni ed era nigeriana. Il delitto avrebbe sfondo passionale.

 

 

Lui era geloso della compagna e per questo motivo litigavano spesso. L'uomo, ora interrogato dal magistrato nella caserma dei carabinieri del Torrino, avrebbe confessato di averla strangolata al termine dell'ennesimo diverbio culminato stavolta con una colluttazione. Il 57enne avrebbe raccontato che la donna, in attesa di rinnovo di permesso di soggiorno, lavorava come parrucchiera a domicilio. Entrambi incensurati, avevano da circa cinque mesi una relazione. L'uomo, definito dagli inquirenti scosso ma lucido, avrebbe consegnato lui stesso le chiavi dell'appartamento, situato nel quartiere popolare della Magliana, ai carabinieri.

Sempre secondo quanto affermano fonti investigative, l'uomo Nicola Campanella, originario di Bari, avrebbe confessato al Pm Santoni che la compagna, la nigeriana Vincent Gift, aveva una relazione con un connazionale: da qui sarebbe partita la lite che lo ha spinto a strangolarla. L'uomo si è presentato ai carabinieri con vistosi graffi sul corpo, segno di una colluttazione: "Voglio parlare con qualcuno - avrebbe detto - perché ho ammazzato la mia compagna". Secondo gli inquirenti l'omicidio sarebbe avvenuto attorno alla mezzanotte e, sempre secondo quanto riporterebbe l'uomo, sarebbe stato compiuto a mani nude. L'italiano descritto come "di corporatura normale" non sembrava essere sotto l'effetto di alcol e di droga. L'africana è invece descritta come "di corporatura minuta". In casa non sono stati trovati suoi effetti personali: i due,  non convivevano ma si recavano nell'appartamento dell'italiano, a quanto sembra, tre o quattro volte a settimana. Per la convalida del fermo si attende ora la fine dell'interrogatorio.

Il reo confesso pare che lavori come portiere di notte in un albergo e che conoscesse la vittima da un anno e mezzo. L'uomo è stato visto di mattina da un vicino aggirarsi lungo la strada sotto casa in stato confusionale. "Stava proprio male - ha detto un suo conoscente -. Mi sono avvicinato a lui per salutarlo e per scambiare due battute, ma lui si è girato e non mi ha detto una parola". Mezz'ora dopo l'uomo si è consegnato ai Carabinieri ai quali ha confessato di aver assassinato la compagna, "una bellissima ragazza di colore", ha aggiunto il vicino, al culmine di una violenta lite. Il presunto omicida è separato e ha due figli, un ragazzo e una ragazza.

 
 
 

Partorisce una bimba, bruciata viva

Post n°796 pubblicato il 12 Agosto 2009 da firdhaus

Partorisce una bimba, bruciata vivaIndia, uccisa dalla famiglia del marito

 

Bruciata viva dal marito e dai parenti per aver partorito una bambina. E' accaduto in India a una giovane 25enne, Momeena, "responsabile" non solo di aver dato alla luce una figlia, ma di averlo fatto per la seconda volta. La donna è stata data alle fiamme dal marito, dal cognato e dalla suocera solo poche ore dopo il parto. I tre poi sono scomparsi, portandosi dietro la neonata. Si teme che anche la piccola possa essere stata uccisa.

 

Sul caso sta indagando la polizia, ma sull'efferato omicidio non ci sono dubbi. La 25enne è stata condannata a morte dai suoi stessi parenti solo per aver partorito una femmina. Ma non è tutto qui. La famiglia di Momeena ha anche accusato i tre di aver ucciso, due anni fa, la prima figlia della coppia.

Il fatto riporta in primo piano il problema della selezione dei neonati in base al sesso che si fa in molte zone rurali dell'India. Proprio per questo i medici indiani hanno il divieto di anticipare ai genitori il sesso del nascituro. Norma che viene evidentemente aggirata, visto che in Uttar Pradesh i dati parlano di 898 bambine ogni 1000 bambini nati, proporzione che scende a 850 nei distretti più poveri.

Del resto la pratica di bruciare donne è tutt'altro che sporadica in India. Si calcola che ogni anno migliaia di ragazze vanno incontro a questa fine orribile, soprattutto per problemi di dote o di parti femminili.

12 agosto 2009

 
 
 

Circeo, romena stuprata da gruppo

Post n°795 pubblicato il 10 Agosto 2009 da firdhaus
Foto di firdhaus

Circeo, romena stuprata da gruppoArrestati 3 connazionali e un indiano

Una romena di 41 anni è stata prima picchiata e poi violentata da quattro uomini. Gli agenti, avvertiti nella notte dai vicini di casa spaventati dalle urla, hanno trovato la donna rannicchiata sul letto mentre i quattro tentavano di scappare. Gli autori della presunta violenza, tre cittadini romeni e un indiano, sono stati arrestati. La 41enne è stata operata d'urgenza per le gravi lesioni agli organi interni.

Gli autori della violenza condividevano l'appartamento: si tratta di due ragazzi di 20 anni e due uomini di 30 anni, tutti incensurati e regolari. Secondo la ricostruzione della polizia e le testimonianze della vittima sarebbe stato uno dei ragazzi di 20 anni, connazionale della donna, l'ispiratore della violenza, incoraggiato dalle urla di incitamento degli altri tre.

Al momento dell'arresto i quattro uomini hanno smentito la violenza spiegando che il gruppo stava festeggiando il compleanno della ragazza. Hanno "festeggiato" come si usa "fare in Romania": questa la loro giustificazione. Ulteriori accertamenti sono in corso sul proprietario dell'appartamento. La donna è stata operata d'urgenza a causa delle gravi lesioni.

 
 
 

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Post n°794 pubblicato il 20 Luglio 2009 da firdhaus

 
 
 

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Post n°793 pubblicato il 20 Luglio 2009 da firdhaus

 
 
 

Parlando con le immagini

Post n°792 pubblicato il 20 Luglio 2009 da 53lucexte

Due bottoni...

Pensiero bloccatoAngeli di lino

Pensiero angelo 
Sacco vuoto

Se svuoto il pensiero
come un sacco
pieno di numeri
inconciliabili,
oscillo come il vento
e invisibile
mi vesto
di meravigliose
perle,
celati ciondoli
della mia
eterna infanzia.

Poetessa scalza*
I piedi nel cuoreSalgo sulla notte...

Volo con voi..

.. e vi prendo...L'albero del cambiamento

 

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Cosax

Mi perdo...

 

 

 
 
 
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