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Mohawk for ever

Post n°173 pubblicato il 13 Marzo 2010 da hunkapi_genova
 

A 518 anni dall’inizio della loro Resistenza gli Americani non smettono di stupirci ed è grazie agli autentici padri fondatori (1) che sappiamo finalmente dove andare in vacanza stanchi delle false mete indigene. Tutti a Kahnawake, ammesso che ci vogliano e se non ci vogliono fa lo stesso  perché alla buonora forse è iniziata la profezia; ma se non fosse poco importa, finalmente i wasichu (2) se ne devono andare. Robba da brindisi, la bottiglia è pronta. Per bloccare sul nascere le facili polemiche perbeniste dei razzisti che si lamentano vittime del razzismo od habitué a dare del razzista agli altri, è bene ricordare: provate voi a subire per secoli il dominio altrui ed a subirne le conseguenze fisiche e morali. Vediamo se ce la fate a sopravvivere.

         Scandalo euroamericano decisamente molto più euro che americano:  i Mohawk di Kahnawake scacciano gli uomini bianchi. E allora? Notizia che si ripete da centinaia di anni: i conquistatori ed i loro discendenti massacrano e sottomettono i nativi compresi i Mohawk impossessandosi delle loro ricchezze. Quindi non dimentichiamolo.

         Se dimostrano vitalità e resistono, danno fastidio; in questo gli amici di kahnawake sono specialisti. Diversamente dalle nostre pantomime lamentose, impotenti e servili; non mollano. Sono in perenne conflitto col governo del cosiddetto Canada e del Quebec, che hanno fatto contro di loro perfino una vera guerra: quella con i blindati e truppe speciali (3).

         Doug George Kanentjio (4) saggiamente ricorda in merito alle motivazioni delle espulsioni: “Le genti native, come tutti i canadesi, sono state , in questa generazione, coinvolte in un vortice di cambiamenti sociali, economici e politici sui quali abbiamo una influenza solo marginale. Abbiamo perso gli elementi critici del nostro precedente status di stati-nazione e di conseguenza diventare dipendenti dai governi federali e provinciali per la nostra salute, l’istruzione, l’alloggio e l’occupazione, che sono tutti soggetti ai capricci, ai progetti ed obiettivi di burocrati e politici che sono, nella terminologia Mohawk “quelli senza volto”, distaccati da noi e da averne paura”.

By Doug George-Kanentiio, Citizen Special February 11, 2010 “Ma noi conserviamo la via della cultura e della terra che abbracciamo con, direbbero alcuni, “soffocante intensità”, prosegue. “Appartenenza in una comunità nativa è una cosa che possiamo controllare e noi lo facciamo a dispetto degli standard sociali contemporanei canadesi, forse anche a rischio di essere etichettati come razzista”.

Per tagliare corto ad Akwesasne, come in altri territori mohawk, avere lo status è  tanto prezioso quanto precario. Le regole ci sono e vanno rispettate e può anche accadere che una persona geneticamente 100 per cento nativa non aderisca agli standard della comunità e che, quindi, possa essere esclusa ed espulsa. Un Mohawk, per essere considerato tale, deve avere un quantum di sangue, relazioni familiari, qualità del carattere e buona reputazione.

La tradizione irochese prevede l’adozione del nemico sconfitto e non la sottomissione, come risultato, anche a causa delle passate guerre, divennero una miscela di molte nazioni e popoli diversi: scozzesi, irlandesi, tedeschi, Abenaki, Algonquin, Ottawa ed Huron. Tutte questi genti sono state assorbite ma oggi la situazione è molto differente. Questa generazione di Mohawk è preoccupata di essere sopraffatta da fattori esterni. Hence there is the need to be assertive in our identity. Quindi vi è la necessità di essere sicuri nella propria identità.

Venticinque non nativi sono stati invitati a lasciare il territorio entro dieci giorni dalla notifica e se è stato fatto probabilmente non avevano le caratteristiche necessarie e per dirla sempre con Kamentjio, riferendosi alle relazioni amorose degli espulsi, non saranno certo due cuori infranti a fare dimenticare le tradizioni.

Eppure questa piccola comunità irochese, che vanta il primato di essere l’unica nazione nativa a battere bandiera nazionale su di una imbarcazione (5) , fa parte di una grande storia quella vera, quella della Lega Irochese dove sei nazioni (6) si sono unite creando un parlamento bicamerale con una costituzione utilizzata a man bassa per redigere quella statunitense. Quanta apprensione ebbe Franklin nell’ammettere che dei selvaggi erano riusciti a fare quello che non sapevano realizzare le civilissime ex colonie di sua maestà britannica. Non poteva forse concepire che le donne fossero alla pari degli uomini in ogni settore della società, eppure questo accadeva nel secolo XVI ad Haudenosaunee ovvero presso il Popolo della Lunga Casa.

La legge canadese oggi permette ai Mohawk di essere tali ed i guerrieri di Kahnawake vogliono salvaguardare la loro identità e niente altro. Non sono disposti a scomparire ed i continui scontri con esercito e polizia servono per ricordare che sono una nazione guerriera. E poi perché una comunità di circa 8.000 persone non dovrebbe salvaguardare la propria identità? Dovrebbe accettare di estinguersi come è accaduto a centinaia di altre nazioni nel nome di quale civiltà. Loro sono gli aggrediti e se dovessero avere torto necessita dar loro altri 517 anni di opportunità.

Pablo (Nuvola)

Note:

  1. Per molte nazioni native sono ben altri i padri fondatori e non quelli abitualmente indicati dagli Stati Uniti compreso Obama anche se qualcuno era schiavista.
  2. Termine in lingua lakota per identificare gli euroamericani.
  3. Durante la Oka crisis nel 1990 i Mohawk di Kahnawake aprirono un secondo fronte in solidarietà ed appoggio ai Mohawk di Kanesatake bloccando il ponte Honoré Mercier a Montreal. Fu la risposta solidale ai loro fratelli assediati dalla Sureté du Québec e le soldati speciali.
  4. Doug George Kamentjio, Mohawk di Akwesasne, è giornalista di News From Indian Country ed è cofondatore di Native American Journalist Association.He is a co-founder of the Native American Journalists Association. Le sue dichiarazioni sono state pubblicate in uno speciale di The Ottawa Citizen.
  5. Nel 2007  due natanti messi in servizio dalla Sea Shepherd Conservation Society issarono la bandiera nazionale registrata in seguito anche in Olanda.
  6. Gli Irochesi inizialmente conosciuti come le Cinque Nazioni divennero sei dopo l’adesione dei Tuscarora nel 1722 e sono, oltre a questi ultimi, Cayuga, Mohawk, Oneida, Onondaga e Seneca. Si riferiscono a loro stessi con il di Haudenosounee (Il popolo della lunga casa).

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Commenti al Post:
freddy00dgl
freddy00dgl il 14/03/10 alle 15:39 via WEB
posso diffondere sul mio blog?
 
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