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VIENI AVANTI CRETINO

Post n°47 pubblicato il 11 Novembre 2007 da rimortealcomunismo

Solo un cretino puo qualificare questo  RIVOLUZIONE SOCIALE .

Solo un cretino chiamerebbe questo DEMOCRAZIA.

Solo un CRETINO potrebbe oggi manifestare per tutto questo

SOLO I CRETINI CREDONO NELL'UTOPIA DEL COMUNISMO.

VIENI AVANTI CRETINO

 
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MATRIMONIO VIETATO

Post n°46 pubblicato il 07 Novembre 2007 da rimortealcomunismo
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«Mi vietano di fare il testimone di nozze»

A lamentarsi e niente popo di meno che la cosa , quella cosa li, come si fa chiamare???ah si,Luxuria

«Credo che questo divieto non sia legittimo in quanto - prosegue - non mi risulta che tra i requisiti per fare il testimone non possa rientrare la mia persona(???) . È una faccenda che mi rattrista e non certo isolata. Molti, meno in vista di me, ogni giorno, subiscono queste umiliazioni senza poter fare nulla». «Quanto accaduto non cambierà nulla rispetto ai sentimenti che mi legano a mia cugina e al suo compagno ma spero - conclude - che possa contribuire a far calare il velo di ipocrisia che spesso circonda gli "affari" della Chiesa».

Il problema cosa (signor o signora sono ambedue fuori luogo) e' semplice ma forse troppo complicato per il suo cervelletto, come fa una cosa a presentarsi come LA testimone della sposa presentando un documento che dice: Wladimiro Guadagno nato ad Apulia , provincia di Foggia il 24 giugno 1965, sesso maschile??

Purtroppo la grammatica italiana riconosce il genere maschile e il genere femminile. Le consiglio di presentare un ricorso all'Accademia della Crusca affinche venga introdotto un nuovo genere che possa distinguere e rappresentare la nuova specie.

 
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LACRIME DI COCCODRILLO

Post n°45 pubblicato il 07 Novembre 2007 da rimortealcomunismo
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La Forleo piange. Piange. Si piange ma per la figura di merda!!!

Ve la ricordate??

MILANO - È da rifare, il processo d'appello per terrorismo internazionale nei confronti del marocchino Mohamed Daki e degli altri due nord africani assolti dal Gup di Milano Clementina Forleo, con decisione convalidata dalla Corte d'Assise di appello di Milano. Lo ha deciso la Cassazione, annullando con rinvio la sentenza della Corte di Assise di appello di Milano, che aveva assolto l'imputato dal reato previsto all'articolo 270 bis (associazione con finalità di terrorismo internazionale). La prima sezione penale della Suprema Corte, presieduta da Torquato Gemelli, ha rilevato «vizi di motivazione» proprio in relazione a questo capo di imputazione.

Vogliono delegittimarmi...dice lei.

Ma guarda che ti sei delegittimata da sola per incompetente!!!

Adesso piangi, ma perche non ti dimetti ?????

Tanto Di pietro fece scuola....dai diccelo, chi ti ha offerto un posticino???Forse nel nuovo PD??Gia parlato con Veltroni????

 
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REPRESSIONE COMUNISTA

Post n°44 pubblicato il 03 Novembre 2007 da rimortealcomunismo
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La repressione e' iniziata. Chavez ha buttato giu la maschera. Da quando il mondo e' mondo , sono sempre stati gli studenti l'ago della bilancia socialista. Le piu grandi manifestazioni contro la dittatura sono sempre partite dalle universita. Chavez ha indetto un referendum popolare (si fa per dire) per modificare la costituzione. Una nuova costituzione che e' un misto di quella cubana con quella staliniana. Cioe una nuova ANTICOSTITUZIONE. Ed ecco gli studenti (piu di un milione) scendere in piazza ma chavez ormai non permette piu nessuna forma di manifestazione. Volete sapere com'e' finita???COME I CLASSICI DEL COMUNISMO..........SOPPRESSA NEL SANGUE.

http://notiweb.notitarde.com/historico/2007/11/02/pais/pais1.html

 
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STORIA DI UN VILE

Post n°43 pubblicato il 28 Ottobre 2007 da rimortealcomunismo

Giorgio Napolitano, il vile.

La viltà è il desiderio, sempre e comunque, di sfuggire al pericolo. La viltà è il desiderio di non portare mai il peso delle proprie azioni. Giorgio Napolitano è un vile, talmente pieno di sé da consegnare alle stampe un'autobiografia ("Dal Pci al socialismo europeo", Laterza) che lo documenta. La raccolta delle proprie memorie, quando si raggiunge una certa età (l'autore ha superato gli ottanta anni, ), può essere un atto di generosità. Lo sforzo di rileggere gli eventi e le passioni alla luce di una maturazione giunta a compimento. La voglia di cogliere la verità dei fatti, al di là delle interpretazioni di comodo. Ma per vergare pagine di questo tipo occorre un coraggio ed un'onesta che a Napolitano mancanocompletamente. Il lettore, in un certo senso, viene messo sull'avviso proprio alla prima pagina, dove si trova scritta una strana frase: "Parlo della storia ?tra il 1944 e il 1991- della sinistra italiana e del suo maggiore partito, collocato nel movimento comunista internazionale e poi distaccatosene attraverso un tormentato sforzo di ricerca e di revisione". E' strana perché il lettore ha come l'impressione che sia esistita una storia di rottura fra il comunismo italiano e quello sovietico, o internazionale, mentre, invece, i comunisti italiani tennero un congresso a Roma, nel marzo del 1989, dove ancora rivendicarono con orgoglio di essere il "grande Partito Comunista Italiano", e cambiarono nome, non cambiando altro che il nome, un anno dopo, con il congresso di Bologna. Fu la storia a trascinarli, non certo loro a precederla, avendone compreso il percorso. Ciò significa che le vicende raccontate da Napolitano riguardano, per quarantasei quarantasettesimi il Pci, mica quella circonvoluta roba che si legge nella prima pagina.

Andando avanti, pagina dopo pagina, vicenda dopo vicenda, ci si rende conto che Napolitano è un maestro di dissimulazione ed omissione, del dire e non dire, senza mai affondare il coltello della critica, dell'analisi originale, di un dietro le quinte che non riguardi inutili episodi tratti dalle vacanze capresi di Togliatti. E la viltà raggiunge la sua monumentale consistenza quando si arriva al tema dei finanziamenti sovietici al Pci. Una storia interessante, tutta da scrivere, e che Napolitano deve conoscere assi bene, perché fu giovane influente inviato in missione a Mosca, perché fu responsabile organizzativo del Pci, ne fu vice segretario, fu responsabile economico e fu responsabile della sua politica estera. Una testimonianza interessante, la sua.

Ma tutto si riduce ad una pagina, una ed una sola pagina, la 173. Una pagina su 331. Ed in quell'unica pagina mente. Mente perché, con il tono delle grandi rivelazioni, scrive che i comunisti italiani furono finanziati da quelli sovietici, poi, però, si nasconde dietro le parole di Gianni Cervetti ("L'Oro di Mosca", Baldini & Castoldi) per affermare che quei finanziamenti furono interrotti, per volontà di Berlinguer, Chiaromonte e Cervetti, nel 1978. Il che è falso. Totalmente falso.

E' falso perché lo ha documentato Vladimir Bukovskij (un dissidente che se ne stava nei Gulag, mentre Napolitano ed i suoi compagni riscuotevano i soldi sporchi di sangue, elargiti dalla medesima mano che edificava i campi di concentramento), che ha raccolto documenti importanti e non smentiti ("Gli archivi segreti di Mosca", Spirali), ed alcuni di questi riguardano la Interexpo, società guidata dal "compagno L. Remigio", per il tramite della quale, nel 1983 il Pci chiede a Mosca "ulteriori finanziamenti". Prego osservare la data, 1983, ed il non secondario "ulteriori". E li ebbero, giacché quelli sono gli anni in cui i comunisti italiani sono impegnati a colpire la sinistra democratica italiana, rea di avere consentito alla giusta scelta di schierare i missili nucleari occidentali, contro gli SS20 sovietici. Sono gli anni in cui vestono una delle loro giubbe "pacifiste". La pace di Gulag, solo appena più operosa di quella dei cimiteri.

E' falso perché lo ha documentato Giuseppe Averardi ("Le carte del Pci", Piero Laicata Editore), utilizando appunti e note di Eugenio Reale e descrivendo il meccanismo di finanziamento illecito che utilizzava una fitta rete di società d'intermediazione (come la Interexpo, appunto), che non intermediavano un bel nulla ma riscuotevano tangenti per i comunisti italiani.

E' falso perché il magistrato russo Sergej Aristov parla di finanziamenti giunti fino al 1991, così come risulta da un documento datato 17 gennaio 1989, classificato come rigorosamente segreto e destinato a Vladimir Chruscev, uno dei capi del Kgb, un documento intitolato: "Aiuti finanziari supplementari per il Pci". Prego notare la data, 1989, ed il suggestivo "supplementari". Di tutto questo ha mai sentito parlare, l'onorevole Napolitano? Lo sa che Aristov aveva chiesto l'assistenza e la collaborazione di Giovanni Falcone, e che questo era l'incontro in programma al suo rientro a Roma, se non lo avessero ammazzato a Capaci? Ha mai letto niente, di tutto questo, l'onorevole Napolitano? Riesce ad immaginare cosa si sarebbe scritto e fatto se al rientro a Roma Falcone avesse dovuto incontrare Aristov per scandagliare le amicizie di Andreotti o i conti di Craxi?

Purtroppo queste cose non si leggono spesso. Capita, difatti, che la grande forza dei preti senza più un dio, dei comunisti senza più comunismo, ancora si esercita sul mercato italiano delle idee e delle conoscenze, complice una destra di analfabeti d'andata e ritorno. Ma Napolitano è uomo di cultura, di buone letture, è escluso che ai suoi occhi non siano mai comparse queste notizie, e, allora, perché non commentarle, perché non smentirle, perché tenere tutto in una ridicolissima e rivelatrice pagina? Per viltà. Perché il passato che questi uomini hanno alle spalle fa così orrore, copre ancora le grida delle vittime, da non consentire loro di guardarlo in faccia senza perdere la capacità di guardarsi in faccia. Quindi meglio affidarsi ad un linguaggio che avrei definito democristiano, se non fosse che non conosco un solo democristiano che abbia da tacere tanto sul passato proprio e dei propri compagni di partito.

Altri uomini, altri comunisti, come Giovanni Pellegrino, hanno avuto la forza ed il coraggio di rimestare criticamente nella nostra storia recente, non si sono autorisparmiati, pur compiendo lo sforzo di collocare i propri comportamenti nel clima e nel contesto in cui i fatti si svolsero. Il capitolo dei finanziamenti sovietici ai comunisti italiani è uno di quelli senza il quale non si è in grado di capire nulla, né del dibattito politico nella sinistra, né della storia italiana del dopoguerra. Ma, evidentemente, al contrario di quel che Pellegrino ha fatto per gli anni del giustizialismo, queste altre sono cose di cui è ancora difficile e pericoloso rivelare dimensioni reali e complicità taciute. Alcuni canali di scolo dei dollari russi ancora non si sono prosciugati. O, comunque, non è compito che abbia assolto la debole penna di Grigio Napolitano.

 
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Il Tg2 e la Rivoluzione Russa!!Diamogli il Pulitzer

Post n°42 pubblicato il 28 Ottobre 2007 da rimortealcomunismo
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Un servizio stupendo, fatti relamente accaduti e non le storielle (barzellette piu che storielle) inventate dai "comunistacci" per mantenere viva un utopia. Un servizio sale e pepe che ai vari seguaci della setta rossa non e' affatto piaciuto.

È stata esplicitamente detta la verita e cioe' che la Rivoluzione d'ottobre è stata solamente un sanguinoso colpo di Stato, che ha messo fine alla rivoluzione menscevica, che ha prodotto solo un nuovo zarismo, che ha gettato la Russia nel sangue e nella violenza, che ha esportato con la forza l'orrore, che la rivoluzione di ottobre ha favorito il sorgere del fascismo in Italia, che lo stesso nazismo sarebbe nato per combattere il mostro del comunismo, che la storia avrebbe dimostrato che comunismo e nazismo sono la stessa cosa, che infine il comunismo avrebbe manipolato i contadini e gli operai italiani.

Ai comunistacci non e' andata giu. La verita fa male si sa'. E allora che fare????

Il tifoso. (nel senso del malato di tifo)

Il tifo pero andrebbe fatto allo stadio e non in Parlamento. Se rifognazione , rappresentato dal cogliones giannini, vuole difendere la macellazione comunista lo faccia in Piazza.

D'altronde cosa ci si poteva aspettare dalla sinistra italiana???

Abbiamo la sfortuna di avere la peggiore sinistra del mondo, specie sulla questione delle nuove ideologie totalitarie. Lasciamo stare, per un momento, i comunisti, gli antagonisti e tutti quelli che nel mondo occidentale sono finiti nella spazzatura della storia e da noi incomprensibilmente al governo. Parlo della sinistra cosidetta moderata, moderna e democratica (cosi almeno si autodefiniscono). E' quella la peggiore sinistra del mondo. Dunque. Abbiamo un ministro degli Esteri che crede che Hamas sia un interlocutore democratico e che i palestinesi che trattano con Israele gli avversari (è stato perfino rimbrotatto dal ministro degli Esteri socialista francese). Crede lo stesso di Hezbollah, con cui va a braccetto. Sull'Iran "no a nuove sanzioni", mentre rivendica gaiamente la liberazione di 5 capi talebani in Afghanistan. Fassino, quello "sionista" del gruppo, è più o meno d'accordo e pure lo scrive sulla prima pagina del Corriere della Sera. Giuliano Amato fa l'elogio del velo e spiega che l'Islam ci insegna valori preziosi riguardo alla dignità delle donne. Sul fronte intellettuale, si fa per dire, Giancarlo Bosetti pubblica su Reset un appello di pseudo-intellettuali di sinistra contro il musulmano laico Magdi Allam, colpevole di difendere l'unica società libera e democratica del Medio Oriente e di denunciare il pericolo del fondamentalismo islamico. Il leader del nascituro Partito Democratico non affronta mai la questione più importante di questi anni e, sulla Stampa, è stata riportata una sua frase di un paio d'anni fa in cui mette sullo stesso piano "schiavismo" e "reaganismo".

Se non e' questa la peggiore sinistra del mondo........................

A Mosca, invece..........

A Mosca tira tutt'altra aria!!!!! Non ci saranno celebrazioni.

Putin , intelligentemente, aveva gia abolito la festivita del giorno del massacro, cioe' il 7 Novembre (i cogliones lo chiamano ancora il giorno della revolucion) e , ha fatto scomparire la falce e il martello dalla bandiera rossa e adesso sta preparandosi a sfrattare il cadavere puzzolente del macellaio dalla Piazza , con la speranza che ci metta su un McDonald (quanto mi piace sto Putin).

 
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DILIBERTO L'IGNORANTE

Post n°41 pubblicato il 27 Ottobre 2007 da rimortealcomunismo
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Che diliberto (d'obbligo la minuscola) sia ignorante, non ci piove , ma oltre a cio' e' anche completamente rimbecillito. Sere fa a Ballaro' il demente fece quest'affermazione (cito testualmente):sono orgoglioso di partecipare alla commemorazione del 7 Novembre in Russia, anche perche in Russia i comunisti sono oltre il 18% degli aventi diritti al voto!!!!

Mamma mia che analfabeta!!!!!!

Ma puo' un grullo/ignotante del genere apparire in TV????Vabbe che i comunisti italiani valgono meno di zero, ma cazzo, il mondo ci guarda, e noi dobbiamo permettere che all'estero pensino che in Italia siamo tutti imbecilli come diliberto?????

Ma lo sa il comunistronzo di turno che la dirigenza del Partito comunista russo e' seriamente preoccupata per la costante diminuzione dei tesserati del partito che si registra di anno in anno. Uno dei leader del KPRF, Ghennadij Ziuganov, in occasione del congresso dei comunisti russi (giugno 2007 e non ai tempi di Marco Polo), che si e' tenuto a Mosca, ha affermato che "in questo modo viene messa a repentaglio la stessa sopravvivenza del partito, inteso come organizzazione politica di massa". Ziuganov ha inoltre dichiarato che all'inizio del 2007, i tesserati del partito comunista russo ammontavano a 184.000 unita', dei quali il 50% di eta' superiore ai 60 anni, il 45% in eta' dai 40 ai 60 anni, mentre solamente il 5% di eta' inferiore ai 30 anni.

Tornando al grullo se queste cifre rappresentano il 18% dei russi votanti mi da ad intendere che gli aventi diritto al voto  nella Federazione Russa sono circa 1milione.....diliberto perche sei cosi Cretino!!!!!!

oh diliberto ma i dati chi te li passa il caprone di giordano???

(nella foto diliberto e "compagni" al congresso del pc)

 
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EVO IL VOLPINO

Post n°40 pubblicato il 21 Ottobre 2007 da rimortealcomunismo
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Evo Morales,colui che  i cogliones  vorrebbero "Nobel per la Pace" 

Invece Evito inizia a prepararsi la "jubilacion" (pensione).

11 milioni di dollari (11.000.000) , ceduti dal magnanimo chavez (si, quel deficente che in nome della revolucion finanzia il socialismo e fa morire di fame il suo popolo,proprio lui) sono spariti "magicamente dalle casse Boliviane.

11 milioni che dovevano servire per l' ALBA-TCP (Alternativa Bolivariana de las Américas-Tratado Comercial de los Pueblos) e invece ......nada.

Mi ricorda il barbudo......anche lui furbino, s'e' fatto il conticino all'estero, poche centinaia di milioni (di dollari ovviamente), sai per le piccole spese di "rappresentanza".

Evito, vabbe che la coca e' salita di prezzo , ma non ti sembra di esagerare??

Comunque un premio te lo daremo " il cocainomane dell'anno"

Saludos

 
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CHAVEZ THE ASS

Post n°39 pubblicato il 21 Ottobre 2007 da rimortealcomunismo
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Ovvero il vero volto del dictador comunista

 
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Castro, Bertinotti e Hitler

Post n°38 pubblicato il 02 Settembre 2006 da rimortealcomunismo

Castro, l'amico di Bertinotti, pagava la revolution con i quattrini di Hitler

Le biografie ufficiali, quelle ampiamente diffuse nella mitologia castrista, affermano che Fidel Castro ad appena tredici anni organizzò uno sciopero dei lavoratori delle piantagioni di zucchero. La circostanza è vera ma si omette di dire che il giovanissimo Castro si era rivolto all’ambasciata tedesca a Cuba per ottenere sostegni finanziari e magari militari al neonato movimento della Lega antimperialista che si opponeva al presidente Batista. E’ questo un capitolo molto “delicato” della biografia di Fidel su cui si sconta un lungo silenzio ma che è stato accuratamente ricostruito. E’ la storia dei rapporti e delle simpatie fra il giovane Castro e la Germania nazista. Un passato imbarazzante al punto che Castro, negli anni ’70, fece passi ufficiali con la Germania dell’Est, alleata comunista, affinché potessero essere cancellate tutte le prove al riguardo. Infanzia privilegiata.Nel 1935 l’ammiraglio Wilhelm Franz Canaris diventa capo dell’Abwehr, il potente servizio segreto militare tedesco. L’ammiraglio Canaris aveva una lunga frequentazione con l’America Latina, parlava lo spagnolo e da giovane ufficiale della marina imperiale aveva prestato servizio in Messico come addetto militare dell’ambasciata tedesca. Durante la Prima guerra mondiale aveva preso parte alla battaglia delle Falkland finendo internato in un campo di prigionia in Cile dal quale era evaso nell’agosto del 1915 raggiungendo, dopo una lunga marcia attraverso le Ande, prima l’Argentina e poi la Germania. Quando nel 1935 l’ammiraglio diventa capo del servizio segreto militare tedesco rivolge particolari attenzioni al mondo latino americano e a tutti i fermenti che vi si muovono soprattutto per contrastare l’egemonia angloamericana in quel continente. La Germania nazista ha velleità di potenza globale e non trascura nessun teatro di lotta con le democrazie occidentali. Già nel corso della Grande guerra la Germania aveva offerto un’alleanza al Messico contro gli Stati Uniti promettendo in caso di vittoria la restituzione del Texas, del Nuovo Messico e dell’Arizona, che gli USA avevano strappato mezzo secolo prima. Fidel Castro apparteneva a una delle più ricche e potenti famiglie della provincia cubana di Oriente (attuale provincia di Holguín), nato a Birán da una famiglia di possidenti, figlio di Angel Castro e Lina Ruz. Aveva studiato nelle migliori scuole dell’isola, prima all’elitaria scuola La Salle, e poi all’Avana nell’esclusivo collegio dei Gesuiti Belèn. Ai cortei filotedeschi Già quando studiava al collegio dei gesuiti, il giovane Castro comincia a frequentare la “Lega antimperialista”, un gruppo radicale formato prevalentemente da liceali e universitari. Gli unici tratti ben definiti di questo movimento erano l’antiamericanismo, l’ispirazione nazionalista e socialista. L’avvicinamento alla Germania hitleriana avviene quando il PC cubano, per effetto dell’alleanza USA-URSS, entra a far parte del governo. Nel 1938 il PC cubano aveva dichiarato che «Batista non è il punto focale della reazione ma il difensore della democrazia». L’abbraccio dei comunisti cubani con Batista e gli Stati Uniti mette in crisi la sinistra cubana e l’ambasciata tedesca a l’Avana ha facile gioco nel contattare i gruppi giovanili fra cui la “Lega antimperialista” di Fidel Castro. L’ammiraglio Canaris autorizza i propri agenti all’Avana a elargire tre trance di finanziamenti in dollari americani. La “Lega antimperialista” ringrazia e organizza alcune manifestazioni filotedesche, a cui prende parte anche il giovane Fidel, per protestare contro la decisione di Batista di dichiarare guerra alla Germania hitleriana.

C’è un altro motivo per cui la Germania nazista supportava il giovane Castro. Fulgencio Batista, il generale (ex sergente) che verrà rovesciato da Fidel, era un sanguemisto di origini africane e filippine, mentre tra i rivoluzionari c’erano tutti giovani di origine europea, come Castro, spagnolo di origine galiziana. Dunque, un motivo razzista.

Batista, alleato degli Stati Uniti, non aveva atteso le sorti della Seconda guerra mondiale, ma già nel dicembre del ‘41 aveva dichiarato guerra alla Germania, all’Italia e al Giappone. Concesse nuove basi alla US NAVY e ruppe i rapporti diplomatici con la Francia di Vichy e la Spagna franchista. 

In questo contesto geopolitico l’alleanza fra la Germania nazista e Fidel Castro era nelle cose. I rapporti fra le Lega antimperialista e i servizi tedeschi durarono fino al ‘44 quando le sorti del conflitto volsero verso gli Alleati. Nei primi anni Quaranta si era ipotizzato un legame di tipo ideologico e la possibilità di ospitare una delegazione a Berlino. I rapporti fra Castro e i nazisti occupano anche alcune pagine dei documenti ufficiali dell’FBI americana e vengono citati da tutte le maggiori biografie mondiali. In Italia sono una pagina di storia strappata.

E per forza, un dio dell'internazionale socialista mica può essere un fan di Hitler, per cui è chiaro che da noi nessuno parli di queste cose.Però che scheletri negli armadi...immagino il costruttore di armadi capienti che affari abbia fatto e stia facendo tuttora con i sinistri...Questa storia è veramente esilarante, in ogni caso


 
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IPOCRESIE COMUNISTE

Post n°37 pubblicato il 16 Agosto 2006 da rimortealcomunismo

L'insostenibile peso del pensiero ipocrita di Prc 

Il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha inviato un messaggio di auguri a Fidel Castro per il suo ottantesimo compleanno.
«Caro Presidente», scrive, «un anniversario importante è l'occasione per gli auguri da parte di chi ha vissuto i lunghi anni della Sua importante presenza nel mondo, presenza congiunta al cammino della rivoluzione cubana». E «nessuno dei dissensi che abbiamo lealmente espresso», aggiunge Bertinotti, «può cancellare le speranze e le emozioni che hanno suscitato nella mia generazione e nel mio paese le donne e gli uomini della Sierra Maestra». Da quel momento in poi «Cuba ha camminato con le sue gambe e ha interpretato, insieme a Lei, l'orgoglio di un popolo e di un'isola che vuole vivere la sua indipendenza e decidere autonomamente del suo futuro e del suo destino in un mondo di pace».
Il finale è strappalacrime:
«Buona fortuna a Lei e al Suo Popolo, Presidente. Lunga vita, caro Comandante, un abbraccio e auguri per la Sua salute».
 
Si é chiesto il compagno Bertinotti che fine avrebbe fatto il suo pupillo Nichi Vendola, notoriamente gay, se fosse nato a Cuba?
No, questa domanda il subcomandante non se l'è mai fatta, evidentemente, e nemmeno ha mai letto un libro di Reinaldo Arenas, esule cubano scrittore, omosessuale con il terribile vizio, inconcepibile per un dittatore, di raccontare la verità, ciò che i suoi occhi vedevano.
Omosessuale un difetto grave a Cuba, imperdonabile che é costato a Reinaldo Arenas, arruolato nelle truppe castriste (quindi NON un dissidente) la libertà e l'esilio in cambio della vita.
Finito a El Morro, una fortezza spagnoleggiante, meta di turisti inconsapevoli, é passato attraverso l'inferno della tortura e un tentativo di suicidio, che sfortunatamente non gli é riuscito. I più "fortunati" o abili riescono a decapitarsi....
Scontata la pena e i lavori forzati negli "ameni" gulag castristi, riesce a fuggire all'estero, ma la nostalgia della sua isola e la consapevolezza di essere incompreso dagli intellettuali come lui, ma che ingrossavano le fila dei "comunisti di lusso" e quindi ammiratori del buon Fidel, l'hanno spinto a togliersi la vita.
Incredibile ma vero, per lui é stato più facile farsi pubblicare da detenuto cubano che NON da uomo libero perché il potere egemonico dei "comunisti di lusso" occidentali l'ha impedito in quanto non é permesso dire la verità sul regime cubano. Bisogna lasciare il mito intatto, così che, con somma ipocrisia un "paladino" dei diritti umani possa fargli gli auguri di lunga vita.
Otra vez el mar


Anch'io faccio gli auguri a Fidel, di marcire presto all'inferno con i dittatori della sua specie, con Hitler e Stalin, Pinochet e Pol Pot....E che su Cuba possa spirare finalmente il vento della LIBERTA'.

 
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«Cuba, tradita da Castro e Guevara»

Post n°36 pubblicato il 13 Agosto 2006 da rimortealcomunismo
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LOS ANGELES—«Vorrei che Lost City fosse visto come un racconto sul tema dell'esilio, oggi come ieri. Io mi sono sentito esiliato due volte, dalla Cuba lasciata da bambino e dalla Hollywood pseudo-amica di Fidel». Andy Garcia, 50 anni appena compiuti, parla del suo film sulla Cuba di Batista, sulla presa del potere da parte di Castro e di Che Guevara. Un debutto nella regia importante, il suo, e l'attore di Il Padrino III e di Gli intoccabili sa benissimo che il film ha acceso forti discussioni politiche e innescato anche forme di boicottaggio negli Stati Uniti, dove molte sale cinematografiche non l’hanno voluto: «Ci sono stati festival che l’hanno rifiutato per le apparizioni di Castro e Che Guevara; una parte del pubblico lo rifiuta perché non vuole accettare una critica al regime di Fidel, visto come un leggendario leader dei poveri. Ma, in 45 anni, da quando è al potere, la sua Cuba è stata sempre ai primi posti nella lista dei Paesi che non rispettano i diritti umani. Tante persone chiudono gli occhi sulle atrocità di Castro e si accontentano di dire che il líder máximo e Cuba sono sexy. Io racconto le condizioni sociali che hanno reso possibile la sua rivoluzione e anche il tradimento di questa rivoluzione».
«Io non sono mai tornato a Cuba — spiega Garcia — mentre Hollywood, invece, ha sempre flirtato con Castro e strizzato l'occhio ai ragazzi con le magliette del Che, inneggiando a una rivoluzione cubano-marxista che mai è stata tale. Quei ragazzi— anche se indossano la maglietta con il volto del Che — non sanno nulla della Guerra civile in America, di che cosa è stata davvero la nostra rivoluzione... quella maglietta per loro è solo un simbolo, che li fa sentire rivoluzionari, "alla moda". No, io non sono andato a Cuba come Spielberg, Jack Nicholson, Spike Lee, Kevin Costner, Di- Caprio.... Ho vissuto la malattia dell'esilio: a cinque anni, la mia famiglia lasciò L’Avana di Castro per crescere noi ragazzi nella libertà. Batista era stato il peggiore dei dittatori, ma nella sua Cuba c'era una sorta di forse surreale e inconsapevole libertà. Nel mio film, comunque, Batista è un personaggio deteriore, e i suoi scudieri sono killer feroci». Pensieroso: «Mio padre, un grande avvocato al quale il film è dedicato, iniziò a Miami una nuova vita come cameriere. Noi siamo cresciuti con la nostalgia di un luogo amato e lasciato per sempre, ma per sempre nella memoria, nella musica che ogni giorno, da allora, ci riporta a L’Avana. Lost City è un film sull'amore per la propria patria, per due fratelli morti nel sogno della rivoluzione e anche per una donna che sceglie di stare dalla parte della cosiddetta nuova Cuba del 1959, quella di un Castro che fece suo il vessillo contro l'imperialismo yankee optando per l’imperialismo sovietico e scegliendo, contro tanti cubani, di sporcarsi le mani di sangue».
«Io — dice Garcia — non racconto gli eccidi di Che Guevara nella fortezza di La Cabana nel primo anno del nuovo regime, i corpi dei cubani dissidenti gettati in fondo al mare... Racconto una storia di uomini e donne, di musica e d'amore per la mia terra». Innamoratisi subito della sceneggiatura, per Andy Garcia hanno lavorato a paga bassissima colleghi di nome come Bill Murray, Dustin Hoffman e Ines Sastre; oltre a un grande Tomas Milian — pure lui cubano — nel ruolo del patriarca della saga familiare al centro della vicenda. Il copione, opera dello scrittore cubano Guillermo Cabrera Infante (morto l’anno scorso) vede il figlio maggiore della famiglia Fellone — lo stesso Garcia—gestore di un locale a Cuba, come collante di tutta la vicenda. «Mio padre — spiega il regista — nel film è un professore universitario che vede crollare tutte le sue aspettative più democratiche, prima con Batista poi con Castro. Due miei fratelli scelgono la Rivoluzione, ma uno muore suicida per il dissidio interiore che lo divora e l'altro "in guerra" ». «Forse—conclude—un giorno tornerò anch’io a Cuba, magari solo in una bara ».

 
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ALLELUIA,ALLELUIA

Post n°35 pubblicato il 01 Agosto 2006 da rimortealcomunismo

Castro sta morendo, lascia il potere

El tirano se està muriendo.


                   


Crollano le linee telefoniche tra Cuba e Miami. Migliaia sono i cubani che stanno telefonando tra Cuba e Miami. I cubani nell’isola stanno aspettando di sapere come vanno a finire le cose, prima di scendere in piazza. Capite, il terrore di 47 anni di dittatura militare è ancora presente, anche se col tempo la gente ha perso la paura.


I’m in touch with several Cuban freedom fighters in Cuba. Will let you know what they’ll tell me. The regime now fears civil unrest!! That’s why, according to credible sources in Cuba, there’s a massive presence of police in many Cuban towns. 







              

 
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ANIMALI (FORTUNATAMENTE) ESTINTI

Post n°34 pubblicato il 29 Luglio 2006 da rimortealcomunismo

Questi due animali nella foto,appartengono ad una specie per fortuna estinta!!!

Pensate che solo loro due,insieme, sono riusciti ad uccidere all'incirca 100MILIONI DI PERSONE. Esseri umani colpevoli solo di non condividere la loro idea.Si , perche il concetto di base di questi due animali era il potere.Il predominio di una razza famelica e feroce. Un solo scopo il loro, sottomettere o reprimere, ad ogni costo, a nome di una malefica ideologia di eguaglianza che non e' mai esistita. E che non esistera mai. Un espressione Satanica e crudele di cio che il potere produce.E si' la brama di potere. Per loro fortuna sono morti. Altrimenti la vendetta del popolo sarebbe stata inverosimile.

In confronto Hitler era un ragazzo di bottega.Un povero apprendista.

E ancor oggi ci sono a giro alcuni miserabili  fanatici supporters di questi PREDATORI che considerano 100MILIONI di morti  solo vittime di una pseudo rivoluzione, il cui unico vero scopo era IL POTERE.

Ma d'altronde,cosa ci si puo aspettare da un gruppo di nullafacenti,tossicodipendenti,parassiti, ed ignoranti???

La storia insegna.

 
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CHAVEZ IL PARACULO!!!

Post n°33 pubblicato il 23 Luglio 2006 da rimortealcomunismo

Castro fa scuola. E Chavez e' un ottimo allievo. Venezuela in 5 anni di chavismo ha speso ben 6mila miliardi di dollari in armi , aerei da combattimento, navi da guerra, elicotteri d'assalto , missili terra aria e sistemi radar.Tutto comprato nel mercatino dell'est. Russia e Cina in pole position. E nel frattempo???Nel frattempo gli ospedali sono al collasso. La criminalita ha raggiunto livelli pari a 10 guerre in Irak. Solo nel 2005 sono morte in mano alla delinquenza 18.000 persone. Stime del ministero dell'educazione riferiscono che mancano 18.000 scuole, e le poche rimaste, sono strutture fatiscenti e pericolanti. Nei supermarket manca addiruttura il latte. Malattie che erano state debellate sono riapparse come il dengue e il morbillo. Ma Chavez compra 100miliardi di dollari di carta straccia,cioe buoni del debito argentino. E' iniziato il periodo delle piogge in Venezuela e gia sono morte 200 persone, ma Chavez manda l'esercito in Bolivia ad asfaltare le strade. Chavez manda petroleo a Cuba, ma a Caracas, il prezzo di una bombola di gas per uso domestico costa 3 volte il prezzo di gennaio (12.000 bolivares = 10 dollari ). Ma c'e'gente che si e' svegliata. Lula da Silva, ha fatto sapere a Chavez di non appoggiare la sua linea anti-americana. La neo eletta Presidente del Chile, l'ha letteralmente mandato a cagare,il neo eletto presidente del Peru ha ritirato l'ambasciatore, ed El Salvador , Nicaragua e Costa Rica hanno preso le distanze invitando Chavez a non "INTROMETTERSI" nelle questioni che non lo riguardano (popolarmente fatti i cazzi tuoi), senza contare poi che le relazioni con la vicina Colombia sono al gelo da anni. Sono rimasti "amici" (si fa per dire ) Kirchner ,presidente argentino, il quale mantiene la speranza di pagare il saldo del debito con la banca mondiale facendosi dare i dollarini dall'imbecille di turno (leggasi Chavez) ed Evo Morales (altro furbino que spera di riassestare l'economia del paese a spese del citrullo).Ovviamente poi papa' Fidel che da quando e' salito Chavez al potere ottiene petroleo gratis (che regolarmente viene rivenduto poiche a Cuba macchine ne circolano poche).

 E il venezuelano ???? Se l'e' preso in culo!!!!OVVIAMENTE!!Lo dimostra il fatto che la popolarita del bandito e' scesa sotto la soglia del 35%. Le grandi aziende hanno abbandonato il paese.gli industriali, che sono riusciti a non farsi rapinare e sequestrare, hanno preso una lunga vacanza. Per il resto miseria e fame all'ordine del giorno.

 
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MARX??UNA SUPERMERDACCIA!!!!!

Post n°32 pubblicato il 04 Luglio 2006 da rimortealcomunismo
Foto di rimortealcomunismo

12. MARX E DARWIN

Quale fu il contributo specifico di Marx al piano di Satana per l'umanità? Fu importante.La Bibbia insegna che Dio creò l'uomo (Genesi 1:26). Fino ai tempi di Marx, l'uomo continuò ad essere considerato come la corona della creazione. Marx fu lo strumento prescelto da Satana perché facesse perdere all'uomo la stima di se stesso, la convinzione di discendere da alti luoghi e di essere destinato a ritornare ad essi. Il marxismo è la prima filosofia sistematica e particolareggiata che riduce bruscamente la nozione dell'uomo. Secondo Marx, l'uomo è innanzitutto un intestino, che deve essere riempito costantemente e ripetutamente. Gli interessi prevalenti dell'uomo sono di natura economica. Egli produce per sopperire alle proprie necessità. Per questo scopo egli entra in relazioni sociali con altri uomini. Questa è la base della società, quello che Marx chiama l'infrastruttura. Matrimonio, amore, arte, scienza, religione, filosofia, tutto ciò che esula dalle necessità dell'intestino, sono sovrastrutture, determinate in ultima analisi dallo stato dell'intestino.Nessuna meraviglia che Marx si sia molto rallegrato leggendo il libro di Darwin sull'origine delle specie, un altro colpo da maestro per far dimenticare agli uomini la loro natura spirituale e i loro fini divini. Darwin diceva che l'uomo derivava dal mondo animale e non aveva altri scopi all'infuori della mera sopravvivenza.Il re della natura era stato detronizzato da quei due. Satana non poteva detronizzare Dio, quindi svalutò l'uomo. Si era “dimostrato” che l'uomo era un servo dell'intestino, ed era progenie di animali. Marx scrisse a Ferdinand Lassalle il 16 gennaio 1861: « Il libro di Darwin è molto importante e mi serve di base nelle scienze naturali per la storica lotta di classe ». Il genero di Marx, Paul Lafargue, in Socialism and the In-tellectuals dice: « Quando Darwin pubblicò il suo volume « L'origine delle specie » tolse a Dio la parte di creatore nel mondo organico come Franklin lo ha spogliato del suo fulmine »  (La cosa terribile è che Darwin è stato male adoperato: non era stata affatto sua intenzione nuocere alla religione. Aveva scritto infatti: « Vi è una grandiosità in questa visione della vita, con i suoi numerosi poteri, inspirati originariamente in poche forme o in una sola ». Per dare maggior enfasi alla sua posizione, Darwin inserì la frase « dal Creatore » dopo « ispirati » nella seconda edizione. E vi rimase in tutte le edizioni successive che egli pubblicò.) Più tardi, Freud avrebbe completato l'opera di quei due giganti satanici, riducendo l'uomo basilarmente a un impulso sessuale, volta a volta sublimato nella politica, nell'arte o nella religione. Fu lo psicologo svizzero Carl Gustav Jung che ritornò alla dottrina biblica, secondo la quale l'impulso religioso è quello fondamentale dell'uomo.Il darwinismo appare come una teoria scientifica, che può essere giusta o sbagliata, ma che non ha addentellati economici o politici. Molti sarebbero disposti ad accettare che Dio abbia creato il mondo che conosciamo attraverso un lungo processo di evoluzione.I tempi di Marx furono tempi di esplosione satanista in molte sfere della vita. Era il periodo in cui il poeta francese Charles Baudelaire scriveva Les Fleurs du Mal, proclamando apertamente di essere dalla parte dell'immoralità. Il poeta russo Sologub scrisse: « Mio padre è il Diavolo »; un altro poeta russo, Briusov, scriveva: « Io glorifico egualmente Dio e il Diavolo ».Marx era un figlio dei tempi che ci dettero anche Nietzsche - il filosofo favorito di Hitler e di Mussolini - Max Stirner, un anarchico estremista ed Oscar Wilde, il primo teorico della libertà per l'omosessualità.La Russia venne preparata per la vittoria del marxismo. Quelli della Rivoluzione furono tempi in cui amore, sentimenti buoni e sani, erano considerati mediocri e retrogradi. Le fanciulle nascondevano la loro innocenza, i mariti la loro fedeltà. La distruzione era lodata come buon gusto, la nevrastenia come il segno di una mente raffinata. Questo insegnavano nuovi scrittori improvvisamente comparsi dal nulla. Gli uomini inventarono vizi e perversioni, prendendosi cura di non lasciare l'impressione di essere morali. Come mai quindi Stalin diventò rivoluzionario dopo aver letto Darwin? 1 Come studente nel seminario ortodosso ebbe da Darwin l'impressione che non siamo creature di Dio ma il risultato di un'evoluzione in cui regna una concorrenza spietata. Sopravvive il più forte e il più crudele. Imparò che i criteri morali e religiosi non rappresentano una parte nella natura e che l'uomo è altrettanto parte della natura quanto un pesce o una scimmia antropomorfa. Quindi, evviva la spietatezza e la crudeltà. Darwin aveva scritto un libro scientifico. Il suo risultato finale è stato l'uccisione di diecine di milioni di innocenti. È diventato il padre spirituale dei più grandi assassinii di massa della storia.Più ancora fu l'influsso della Rivoluzione Francese, spiritualmente molto simile a quella russa. Durante lo svolgersi degli eventi in Francia, Anacharsis Clootz, uno dei capi dei rivoluzionari ed un illuminato, si dichiarò « nemico personale di Gesù Cristo ». Di fronte alla Convenzione il 17 novembre 1792 affermò: « Il popolo è il sovrano e il Dio del mondo... soltanto gli sciocchi credono in un qualsiasi altro Dio, in un Ente Supremo ». Quindi la Convenzione emise un decreto, proclamando « la nullificazione di tutte le religioni ».
Note:
1
Hyde, Montgomery, Stalin, Londra, Rupert Hart-Davis, 28-29.

13. UN ANELLO DI CONGIUNZIONE FRA COMUNISMO E SATANISMO

I comunisti hanno l'abitudine di crearsi organizzazioni di facciata. Tutto ciò che abbiamo detto più sopra suggerisce la probabilità che i movimenti comunisti siano a loro volta organizzazioni di facciata per un satanismo occulto. Ciò verrebbe anche a spiegare perché tutte le armi politiche, economiche, culturali e militari impiegate contro il comunismo si siano dimostrate tanto inefficaci. I mezzi per combattere il satanismo sono spirituali, non materiali; altrimenti, mentre un'organizzazione di facciata satanista, come il nazismo, viene sconfitta, ne sorgerà un'altra per una vittoria più grande.Himmler, il ministro per gli Interni della Germania nazionalsocialista, credeva di essere una reincarnazione del re Enrico l'Uccellatore; egli pensava che fosse possibile imbrigliare i poteri occulti perché servissero l'esercito nazista. Diversi capi nazionalsocialisti erano coinvolti in riti di magia nera.Un organismo colossale è stato creato dalla Polizia segreta sovietica per distruggere le Chiese del mondo intero. Il loro primo obiettivo è di eliminare o minimizzare l'ostilità delle religioni contro il comunismo. In secondo luogo essi cercano alleati nell'interno della Chiese in modo da potersi valere del prestigio del clero per portare la massa dei credenti nel campo della rivoluzione. Il nome di questo dipartimento è Orginform (pronuncia Orghin-form). Esso ha cellule segrete in ogni paese, in ogni grande organizzazione religiosa. Certo è che il loro principale bersaglio sono le organizzazioni e missioni anticomuniste che operano dietro la Cortina di ferro. Agenti comunisti specializzati in propaganda e provocazione si infiltrano nelle Chiese e nelle missioni per preparare il disarmo ideologico dei fedeli. Il suo primo direttore, Vassilij Gorelov, era precedentemente un prete ortodosso, un apostolo diventato Giuda. Il quartier generale è a Varsavia. Il capo attuale è Theodor Krasky.

L'organizzazione ha una scuola a Feodosia (Crimea) per l'addestramento degli agenti nei paesi latini, ed una a Mosca per l'America settentrionale. Gli agenti per la Gran Bretagna, l'Olanda, la Scandinavia ecc. vengono addestrati in Siguel (Lettonia) e quelli per i paesi musulmani in Constantza (Romania).Queste scuole preparano falsi pastori, preti, imam, rabbini i quali comprendono perfettamente le rispettive teologie. Alcuni autore di « L'Io e la sua proprietà » era uno degli amici di Marx. Egli scrisse: « Io sono legittimamente autorizzato a fare ogni cosa di cui sono capace ».Solgenitsin in « Arcipelago Gulag » rivela alcuni degli orribili risultati del comunismo nelle anime e nelle vite delle persone. Ripeto che sono consapevole del fatto che le prove che io riporto qui sono soltanto indiziarie. Ma ciò che ho scritto qui è sufficiente a mostrare che quanto i marxisti dicono di Marx, è un mito. Egli non fu indotto dalla povertà del proletariato per la quale la rivoluzione era l'unica soluzione. Non amava i proletari. Li chiamava « zucconi », « stupidi », « asini », « furfanti », e, sì, adoperava epiteti osceni (corrispondenza con Engels); Marx non amava i suoi compagni nella lotta per il comunismo. Chiamava Failigrath « il suino » 2, Lassalle « negraccio giudeo » 3, Bakunin « uno zero teorico » 4.Un combattente della rivoluzione del 1848, il tenente Cecov, che trascorse notti bevendo con Marx, commentò che il narcisismo di Marx aveva divorato quanto di buono c'era stato in lui.Marx non amava l'umanità. Mazzini, che lo aveva conosciuto bene, scrisse « Aveva uno spirito distruttivo. Il suo cuore scoppia di odio piuttosto che d'amore per gli uomini » 5.Giuseppe Mazzini fu carbonaro solo per brevissimo tempo, nella sua giovinezza. Questa organizzazione era stata fondata nel 1815 da Antonio Maghella, un massone genovese, e dichiarava che il « suo scopo finale era quello di Voltaire e della Rivoluzione Francese: il completo annientamento del cattolicesimo e infine, del Cristianesimo ». Era incominciata come una operazione italiana ma in seguito ebbe un orientamento europeo più ampio.Benché Mazzini criticasse Marx, mantenne rapporti con lui. L'Enciclopedia ebraica dice che Mazzini e Marx ebbero l'incarico di preparare l'indirizzo e la costituzione della Prima Internazionale.Non conosco testimonianze in contrario da parte di contemporanei di Marx. Marx come filantropo è un mito costruito soltanto dopo la sua morte.Marx non odiava la religione perché costituisse un ostacolo sulla via della felicità dell'umanità. Al contrario, egli desiderava rendere infelice l'umanità sia qui che attraverso l'eternità. Proclamava questo come suo ideale. Il suo fine era la distruzione della religione. Il socialismo, la preoccupazione per il proletariato, l'umanitarismo... questi non erano che pretesti.Dopo aver letto The Origin of Species di Charles Darwin, Marx scrisse a Lassalle una lettera in cui esultava che a Dio - per lo meno nel campo delle scienze naturali - fosse stato dato « un colpo mortale » 6. Quale idea precedeva tutte le altre nella mente di Marx? Erano forse le tristi condizioni del povero proletariato? In tal caso, quale possibile valore aveva la teoria di Darwin? Oppure può darsi che lo scopo principale di Marx fosse la distruzione della religione?Il bene dei lavoratori era soltanto una finzione? Dove i proletari non combattono per gli ideali socialisti, i marxisti sfrutteranno le differenze razziali o il cosiddetto generation gap, il salto di generazione. La cosa principale è che la religione deve essere distrutta.
Note:
1
  Rjazanov, David, Karl Mrax ah Denker, Mensch una Revolutionaer (« K.M., come pensatore, uomo e rivoluzionario »), Vienna, Verlag fuer Literatur und Politik, 1928, 149-150.
2  Kiinzli, Arnold, op. cit., 352.
3  Glickson, Moshe, The Jewish Compless of K.M. (« Il complesso giudaico di K.M. »), New York, Herzl Press, opuscolo N° 20, 1961, 40.
4  Kiinzli, Arnold, op. cit., 361.
5  Ibid. 372-373.
6  Marx, Karl, Lettera del 16 gennaio 1961 a Lassalle, MEW XXX, 578.

14. ROBIN GOODFELLOW

Marx scrisse: « Nei segni che sconcertano la classe media, l'aristocrazia e i profeti della regressione, riconosciamo il nostro valoroso amico, Robin Goodfellow, la vecchia talpa che può operare così velocemente nella terra: la rivoluzione » 1.Chi ha letto questa frase evidentemente non ha indagato circa l'identità di questo Robin Goodfellow, il valoroso amico di Marx, che lavora per la rivoluzione.Nel XVI secolo William Tyndale, adopera il nome Robin Goodfellow per indicare il Diavolo 2. Shakespeare, nel suo « Sogno d'una notte di mezza estate » lo chiama « lo spirito maligno che fuorvia il viandante notturno, e ride del suo danno » 3. Così, secondo Marx, considerato « il padre del comunismo, un demonio era l'autore della rivoluzione comunista ed era suo amico personale ».In Argentina gruppi di terroristi comunisti rapivano industriali e ricavavano milioni con i riscatti. Questo danaro veniva moltiplicato in banche capitaliste da un certo Graiver, il quale convinceva anche la povera gente ad affidargli i loro risparmi. Con i profitti egli finanziava i terroristi. Quindi andò in bancarotta rovinando i poveri. Suoi complici erano ex-presidenti dell'Argentina e grandi giornalisti, fra i quali un uomo che aveva preso il nome di Satanovsky.Vale la pena ricordare qui che Stalin aveva incominciato a scrivere sotto lo pseudonimo di « Figlio del Diavolo » e « Figlio del demonio ».
Note:
1
  Payne, Robert, op. cit., 306.
2  Tyndale, Works (« Opere »), Parker Soc., 1849, cit. dall’Oxford English Dictionary, Oxford, Clarendon Press, 1933, Vol. VIII, 735.
3  Shaekspeare, William, Complete Works, Glenview, Scott, Foreman, 1973, Midsummer Nights Dream, atto Il, scena I, 33-34, 189.

 
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MARX??UNA SUPERMERDACCIA!!!!!

Post n°31 pubblicato il 23 Giugno 2006 da rimortealcomunismo
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Capitolo 3.

9. LENIN - BUKHARIN - STALIN - MAO - CEAUSESCU...

A questo punto può essere interessante dare un'occhiata a qualche marxista moderno.Bukharin, segretario generale dell'Internazionale comunista e uno dei principali dottrinari marxisti di questo secolo, nella sua biografia scrive che, sin dall'età di tredici anni, aspirava a diventare l'Anticristo. Rendendosi conto che l'Anticristo doveva essere figlio dell'apocalittica grande meretrice, aveva insistito affinchè sua madre confessasse di essere stata una meretrice.Bukharin si rese conto troppo tardi in quali mani fosse caduto. In una lettera che fece imparare a memoria a sua moglie, poco prima del suo arresto e della sua esecuzione, diceva: « Sto lasciando la vita. Sto chinando la testa... avverto la mia impotenza di fronte a una macchina infernale... » 1. Aveva cooperato a far erigere una ghigliottina - lo Stato sovietico - che aveva ucciso milioni di persone, soltanto per venire a sapere alla fine che il suo progetto era stato fatto nell'Inferno. Aveva desiderato di essere l'anti-Cristo: ne era invece diventato una vittima.Quando in Cecoslovacchia, un comunista fu nominato capo del Consiglio di Stato per gli affari religiosi, un'istituzione il cui scopo è di spiare i credenti e perseguitarli, egli assunse il nome di Hruza, che in lingua slovacca significa « orrore », un appellativo che si adopera per « diavolo ».Uno dei capi di un'organizzazione terrorista in Argentina, assunse lo pseudonimo di « Satanowsky ».Kaganovic, cognato di Stalin e suo stretto collaboratore, scrive a proposito di lui nel proprio diario:« Ho incominciato a capire come Stalin sia riuscito a fare di sé un dio. Egli non aveva neppure una sola caratteristica umana... anche quando esibiva qualche emozione, nessuna di queste appariva appartenergli. Erano false, come la bilancia sulla cima di un'armatura. E dietro questa bilancia era lo stesso Stalin: un pezzo d'acciaio. Per una ragione o per l'altra, ero convinto che sarebbe vissuto eternamente... non era affatto umano ».« Rosa (sua moglie) dice che le ordina di arrampicarsi su un albero, con niente addosso tranne le calze. Ho la sensazione che non sia affatto umano. È troppo insolito per essere un essere umano regolare, sebbene abbia l'aspetto di un uomo comune. Quale enigma. Ma che cosa sto mai scrivendo? sono pazzo da legare anch'io? ».Stalin descriveva così a Kaganovic i suoi “esercizi spirituali”: « Quando debbo salutare qualcuno, mi rappresento tale persona a quattro zampe, e mi diventa disgustoso. Qualche volta mi sento affezionato a una persona che dovrebbe essere rimossa per il bene della causa. Che cosa pensi che io faccia? Immagino questa persona mentre sta defecando, emanando fetore, flatulenze, vomitando... Più presto cesserà di puzzare su questa terra, tanto meglio. E cancello questa persona dal mio cuore. »Milovan Gilas, eminente dirigente comunista iugoslavo che personalmente ben conosceva Stalin, scrisse: « Forse non è che il potere demoniaco e l'energia di Stalin consistono in questo, che egli fece che il movimento (comunista) ed ogni suo componente arrivassero a uno stato di confusione e di stordimento, creando e assicurandosi così il suo regno della paura? » (Milovan Gilas, « Strani tempi », in « Kontinent » n. 33, p. 25).Egli dice anche, a proposito dell'intera classe dominante dell'Unione Sovietica: « Fanno mostra di credere nell'ideale del socialismo, in una futura società senza classi. In realtà non credono in nulla se non nel potere organizzato » (ibid.).Stalin, come giovane, aveva avuto la peggiore eredità, la peggiore educazione e sviluppo possibili. Diventò quello che indica il suo pseudonimo: « Stalin » significa un uomo d'acciaio, senza la minima emozione umana o pietà.Andropov ha prodotto la stessa impressione di Stalin. Il ministro degli esteri francese Claude Cheysson, che lo ha conosciuto, ha descritto Andropov in « Le Monde » come « un uomo privo di calore dell'anima, che lavora come un computer... non mostra emozioni... è estremamente spassionato... È accurato nelle parole e nei gesti come un computer ».Quando incominciò a scrivere da rivoluzionario, i primi pseudonimi di cui fece uso furono « Demonoschwil » 2 che significa qualche cosa come « il demoniaco » in lingua georgiana, poi « Besoschwili » 3, « il diabolico ».Troitskaja, la figlia del maresciallo sovietico Tukacevskij, uno degli uomini principali dell'Armata Rossa, fucilato poi da Stalin, scrisse che suo padre aveva nell'angolo orientale della sua camera dove gli ortodossi pongono generalmente le loro icone un'immagine raffigurante il Diavolo.Ceausescu, il dittatore comunista romeno, è un altro personaggio stalinista. È oggetto di culto della personalità, essendo stato paragonato a Giulio Cesare, Alessandro il Grande, Pericle, Cromwell, Napoleone, Pietro il Grande, Abraham Lincoln. Sembra però che non basti: così è stato anche chiamato « il nostro Dio laico » (« The Wall Street Journal », New York, 10 giugno 1980).La Romania comunista, che non consente congressi religiosi internazionali, nella primavera del 1979 in Curtea de Argesh ha consentito un congresso di streghe.Anatole France fu il celebre scrittore comunista francese che portò al comunismo alcuni dei più grandi intellettuali di Francia. A un'esibizione di arte demoniaca a Parigi, uno dei pezzi esposti fu lo speciale seggio usato da quello scrittore comunista per presiedere ai riti satanici: i braccioli e le gambe del seggio, decorate con corna, erano ricoperte di pelli di capra (« Expres », Parigi, 6 ottobre 1979).Il centro del satanismo britannico è il cimitero di Highgate in Londra, dove è sepolto Karl Marx. Presso questa tomba vengono celebrati riti di magia nera (« Il Tempo », Roma, 1 novembre 1979). Da questo luogo partì l'ispirazione per il cosiddetto « vampiro di Highgate », che nel 1970 assaliva le ragazze (P. Underwood, The Vampire's Bedside Companion, ed. Frewin). Ma anche Hua Kuo-Feng, dittatore della Cina rossa, rese omaggio a quella tomba.Ulrike Meinhoff, Ensslin ed altri terroristi rossi tedeschi erano coinvolti nell'occulto (H. Knaust, The testament of Evil).In Vitebsk, nell'Unione Sovietica, Zoia Titova, componente dell'organizzazione della Gioventù sovietica, fu sorpresa mentre praticava riti della magia nera. Quando il suo processo fu portato di fronte all'Assemblea della gioventù comunista, questa rifiutò all'unanimità di punirla, mentre i membri che decidono di venerare Iddio vengono espulsi. I comunisti considerano erroneo il credere in Dio; per tale “delitto” circa diecimila bambini sono stati separati dalle loro famiglie e sono mantenuti in speciali campi di concentramento, ma il Diavolo è considerato accettabile. Il suo culto è consentito (« Znamia Junosti », 19 agosto 1979).Una delle più antiche sette adoratrici del Diavolo, gli Yezidi di Siria, è descritta in una rivista sovietica ateistica (« Nauka I Religia », luglio 1979). Era la sola descrizione di una setta religiosa che non contenesse la benché minima espressione critica.Solgenitsin in Arcipelago Gulag 4, rivela che il divertimento di Yagoda, ministro degli interni dell'Unione Sovietica, era di sparare alle immagini di Cristo e dei Santi.In quanto a Mao Tse-tung, egli scrisse che dall'età di otto anni odiava il suo dio: « Con tutto il mio cuore desideravo una cosa sola: distruggerlo, proprio dalle fondamenta » 5.È normale che un bambino, all'età di otto anni, desideri soltanto la distruzione del proprio dio? Pensieri simili appartengono alle personalità demoniache.
Note:
1
  Katkov, George, The Trial of Bukharin (« Il processo di Bukharin »), Londra, T. Batsford Ltd., 1969, I, 29.
2  Avtorkhanov, Abdurakhman, Criminds in Bolsbevism (« Criminali nel Bolscevismo »), Frankfurt  a.M., Possev Verlag (in russo),  Grani N° 89-90, 324-325.
3  Avtorkhanov, Abdurakhman, The Provenience of Partocracy (« La provenienza della partitocrazia »), Frankfurt a.M., Possev Verlag, 1973 (in russo), 198-201.
4  Solzhenitsyn, Alexsandr I., The Gulag Archipelago, New York, Harper & Row, 1973, voi. I-II, 173.
5  Zach, Manfred, Mao Tse-tung, Esslingen, Bechtle 1969, 13.
 

10. I « PICCOLI DIAVOLI » NELL'UNIONE SOVIETICA

Secondo la dottrina marxista ufficiale che, come abbiamo dimostrato, non è che un camuffamento, non esistono né Dio né il Diavolo. Entrambi sono fantasie. In base a questa dottrina, i cristiani sono perseguitati dai comunisti.Ad ogni modo, il giornale sovietico « Kommunisma Uzvara » dell'aprile 1974 scrive che nella Lettonia rossa sono stati creati nelle scuole molti circoli ateistici. Il nome che si dà ai bambini in questi circoli è, dalla IV alla VI classe, « Piccoli Diavoli »; mentre quelli della VII sono chiamati « Servitori del Diavolo ». In un'altra scuola, ragazzi dell'VIII classe sono chiamati « Fedeli figli del Diavolo ». Alle adunate i bambini vengono vestiti da diavoli, con corna e coda 1.Cosicché è vietato adorare Iddio, ma è consentito ed anzi incoraggiato fra i bambini di età scolare un pubblico culto del Diavolo. Questo era l'obiettivo celato dai comunisti quando si impadronirono del potere in Russia.

Più ancora, i comunisti volevano trasformare i loro capi in pubblici adoratori di Satana. Il prete russo-ortodosso Platonov, un agitatore antisemita, passò ai comunisti quando assursero al potere in Russia. Lo nominarono vescovo, ed egli diventò un Giuda che denunciava i componenti del suo gregge alla Polizia segreta, ben sapendo che sarebbero stati perseguitati. Un giorno incontrò su un autobus la propria sorella Alexandra. Era una badessa, che era stata arrestata più volte, evidentemente cosa nota al fratello. Egli le chiese: « Perché non mi parli? Forse che non riconosci tuo fratello? ». Essa rispose: « E mi domandi il perché? nostro padre e nostra madre sussulterebbero nelle loro tombe. Tu servi Satana ». Sebbene fosse ufficialmente un vescovo ortodosso nell'Unione Sovietica, egli rispose: « Forse sono io stesso Satana! » 2.Non c'è il minimo dubbio che egli fosse dominato dall'ideologia satanista. Come si spiegherebbe altrimenti la seguente citazione da una sua lettera allo scrittore russo Massimo Gorkij, in data 13-14 novembre 1913:« Milioni di peccati, malignità, oppressioni ed epidemie fisiche sono più facilmente scoperte dal popolo e perciò meno pericolose, che l'idea più debole di un piccolo dio spirituale, anche se camuffato nell'abbigliamento più decoroso » 3.« Pravoslavnaia Rus » scrive: « La cattedrale ortodossa di Odessa, tanto amata dagli odessiti, poco dopo l'assunzione del potere da parte dei comunisti diventò il punto d'incontro dei satanisti... Essi si riunivano anche in Slobodka-Romano e nell'antica abitazione del conte Tolstoi ».Segue poi il resoconto particolareggiato delle masse sataniste dette dal diacono Serghei Mihailov, della proditoria « chiesa vivente », un ramo ortodosso stabilito in connivenza con i comunisti. Un astante descrive la messa satanista come « una parodia della liturgia cristiana, in cui per la comunione si fa uso di sangue umano ». Queste messe si svolgevano nella cattedrale, dinanzi all'Altar maggiore.Anche in Odessa, nel Museo degli Ateisti veniva esibita una statua di Satana, che era chiamato Bafomet. La notte, i satanisti si riunivano nel Museo per le loro preghiere e canti di fronte alla statua 4.Finanche la figlia di Stalin, Svetlana Aliluyeva, che non aveva mai saputo nulla delle profondità di Satana, scrisse « Beria (il ministro degli Interni sovietico) sembra abbia avuto un vincolo diabolico con tutta la mia famiglia... Beria era un demonio malvagio, spaventoso... Un demone terribile aveva preso possesso dell'anima di mio padre ». Svetlana ricorda inoltre che Stalin considerava la bontà e l'amore misericordioso peggiori del più grande delitto 5.Un simile clero satanico domina su più di metà dell'umanità, e ordina atti di terrorismo per tutto il mondo.
Note:
1
« Kommunisma Uzvara » (« Vittoria del comunismo »), Riga, aprile 1974 (in lituano).
2  Levitin-Krasnov, Anatolj, Bòse Jahre (« Anni cattivi »), Lucerna, Rex Verlag, 1977, 144-145.
3  Lenin, V. Ilich, op. cit., Vol. 48, 226-227.
4  « Prasvoslavnaia Rus » (« Russia ortodossa »), San Francisco, N° 20 del 1977 (in russo), Adoratori Satanisti, 9-12.
5  Allilujeva, Svetlana, Twenty Letters to a Friend (« Venti lettere a un amico »), Londra, Hutchinson, 1977, 64 sgg.
 

11. OSCENITÀ BLASFEME

Si può capire che i comunisti arrestassero preti e pastori perché li consideravano contro-rivoluzionari. Ma perché i preti venissero costretti dai marxisti nella prigione romena di Piteshti a dir messa sullo sterco e l'urina? Perché venivano torturati cristiani col far loro prendere la Comunione usando questi come elementi? Perché lo scherno osceno della religione? E perché al prete romeno-ortodosso Roman Braga, che conoscevo personalmente e allora era prigioniero dei comunisti - attualmente risiede negli Stati Uniti - perché gli vennero schiantati i denti ad uno ad uno con una verga di ferro, per renderlo blasfemo? I comunisti avevano spiegato a lui e ad altri: « Se vi uccidiamo, cristiani, andate in paradiso. Ma non vogliamo che vi diano la corona del martirio. Dovrete prima bestemmiare Iddio, e poi andare all'inferno ».Nella prigione di Piteshti i comunisti costringevano un prigioniero molto religioso ad essere « battezzato » ogni giorno con l'immergergli il capo nel « bugliolo » nel quale i prigionieri facevano i loro bisogni; e frattanto obbligavano gli altri prigionieri a cantare le funzioni battesimali.Uno studente di teologia dovette rivestire lenzuoli bianchi (per imitare le vesti di Cristo) e gli fu appeso al collo un’immagine blasfema di Cristo. I cristiani venivano picchiati fino a farli impazzire per costringerli a inginocchiarsi di fronte a quell’immagine. Dopo di averla baciata, venivano costretti a recitare parte della liturgia 1.Prigionieri venivano costretti a togliersi i calzoni e sedersi con i glutei nudi su Bibbie aperte (« Cuvantul Romanesc », Canada, febbraio 1980).Simili cose vennero perpetrate per almeno due anni con la piena conoscenza delle gerarchie superiori del Partito.Che cosa ha a che fare tutto ciò con il socialismo e col benessere del proletariato? Non sono, queste indegnità, puri e semplici pretesti per organizzare orge e blasfemi satanici?Si suppone che i marxisti siano atei che non credono nel paradiso e nell'inferno. In queste estreme circostanze il marxismo si è tolto la maschera ateistica rivelando il proprio vero volto, che è il satanismo. La persecuzione comunista della religione può avere una spiegazione umana: la furia di questa persecuzione oltre ogni ragione, è satanica.Così è accaduto anche nelle prigioni romene e nell'Unione Sovietica, dove monache che non vollero rinnegare la loro fede furono sodomizzate, e ragazze battiste furono violentate (Hermann Hartfeld, Irina).Molti morirono come martiri, ma ciò non soddisfaceva i comunisti. Mediante la tecnica luciferiana fecero che i martiri morissero blasfemi, nel delirio provocato dal parossismo delle torture.La dissacrazione satanista di chiese cattoliche si è avuta nel 1970 in Upyna, Dotnuva, Zanaiciu, Kalvarija, Sede ecc, località della Lituania sovietica. L'ultima di cui ci risulta è avvenuta in Alsedaai il 22 settembre 1980 (« Catacombes », Francia, settembre 1980).Nel 1923 c'erano stati nell'Unione Sovietica finti processi a Dio, alla presenza di Trotskij e di Lunacharskij (A. Reghelson, The Tragedy of the Russian Church). Ma queste non sono soltanto cose d'altri tempi.Nel suo libro Psychiatric Hospital 14 Moscow, Georgi Fedorov racconta della conversazione col suo psichiatra Dott. Vladimir Levitskij a proposito del cristiano Argentov che era detenuto in quell'ospedale. Il medico disse: « Voi volete tirare il vostro amico Eduard verso Dio, e noi verso il Diavolo. Così io mi valgo dei miei diritti come psichiatra di inibire a voi ed ai vostri amici l'accesso a lui ».In Chiasso, nell'Angola comunista, i comunisti macellarono animali nella chiesa e ne posero le teste sull'altare e sul pulpito. Un manifesto proclamava: « Questi sono gli dèi che voi adorate ». Il pastore Aurelio Chicanha Saunge fu ucciso insieme con 150 suoi parrocchiani (« Impact », Svizzera 2/81).Il prete cattolico lituano Eugene Vosikevic è stato ucciso. Evidentemente i comunisti avevano svolto un rito satanista, perché si trovò che la sua bocca era stata riempita di pane (Chronicle of the Lituanian Catholic Church, n. 44/81).« Vetchennaia Moskva », un giornale comunista, ebbe un lapsus calami, un errore involontario di penna, infatti scrisse: « Noi non combattiamo contro i credenti e neanche contro i preti. Combattiamo contro Dio per portargli via credenti » 2.« La lotta contro Dio per portargli via i suoi credenti » è la sola spiegazione logica della lotta comunista contro il battesimo.Le parole del giornale sovietico non ci stupiscono. Marx l'aveva già detto nel suo libro « Ideologia germanica », chiamando Dio « Lo Spirito Assoluto » come aveva fatto il suo maestro Hegel, scrisse: « Ci troviamo di fronte a una domanda altamente interessante: la decomposizione dello Spirito Assoluto ». Non era una lotta contro una falsa credenza in un Dio inesistente ciò che lo preoccupava. Egli credeva nell'esistenza di Dio, e desiderava di veder decomporsi questo Spirito Assoluto, come molti prigionieri dei comunisti venivano fatti marcire nelle prigioni.In Albania, il prete Stephan Kurti fu condannato a morte per aver battezzato un solo bimbo. Il battesimo deve essere eseguito in segreto nella Cina rossa e nella Corea del Nord.Nell'Unione Sovietica i battesimi possono essere officiati soltanto dopo la registrazione. Persone che desiderano esser battezzate o che vengano battezzati i loro figli, debbono presentare i loro documenti d'identità al rappresentante del consiglio della chiesa, che a sua volta deve riferirne alle autorità dello Stato. Ne risulta la persecuzione. I Kolkhoznik (lavoratori nelle fattorie collettive) non hanno carta d'identità, e perciò possono far battezzare i loro bambini solo segretamente 3. Molti pastori protestanti hanno avuto condanne alla prigione per aver battezzato persone.La lotta comunista contro il battesimo presuppone che si creda nel suo valore per un'anima. Stati come il Pakistan, fondati in relazione con una determinata religione, si oppongono al battesimo cristiano, in nome di un diverso punto di vista religioso. Ma per gli atei - quali i comunisti dichiarano di essere - il battesimo non dovrebbe significare proprio niente. Si deve supporre che non benefichi o non danneggi il battezzato. Perché dunque questi comunisti combattono contro il battesimo? È perché i comunisti « combattono contro Dio per strappargli credenti ». La loro ideologia non è realmente ispirata dall'ateismo.Qualche cosa di più sulle relazioni fra il marxismo e l'occultismo si può trovare in Psychic Discoveries behind the Iron Curtain » 4, di Sheila Ostrander e Lynn Schroeder. È stupefacente scoprire che l'Oriente comunista è molto più progredito dell'Occidente in fatto di ricerca sulle forze oscure manipolate da Satana 5.In Cecoslovacchia, Bulgaria ecc. il Partito comunista spende somme colossali per ricerche segrete in questo campo. Vi è una « cortina di ferro » che impedisce all'Occidente di sapere ciò che accade nei venti istituti parapsicologici situati nell'Unione Sovietica.
Note:
1
Bacu, D., Pitesbti, Madrid, Colectia Dacoromania, 1963, 71, 187 (in romeno).
2  Prete Dutko, O nashem upovanti (« Sulla nostra speranza »), Parigi, YMCA Press, 1975, 51 (in russo).
3  Shafarevitch, Igor, La législation sur la religion en URSS, Paris, Seuil, 1974, 67-71.
4  Ostrander, Sheila & Lynn Schroder, Psychic Discoveries behind the Iron Curtain, Englewood Cliffs, Prentice Hall, 1970.
5  « Novie Russkoie Slovo » (« Nuova lingua russa »), New York, 30 luglio 1975 (in russo). La parapsicologia nell'Unione sovietica, 2.

 
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MARX??UNA MERDACCIA!!!!!

Post n°30 pubblicato il 20 Giugno 2006 da rimortealcomunismo
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Capitolo 2.

5. POESIA DIABOLICA

Nei poemi di Marx « Invocazione di un disperato » e « Orgoglio umano », la suprema invocazione dell'uomo è per la propria grandezza. Se l'uomo è condannato a perire attraverso la propria grandezza ribelle, sarà una catastrofe cosmica, ma egli morirà come un essere divino, compianto dai demoni. La ballata di Marx « Il Giuocatore » registra le lamentele del cantore contro Dio. Emerge dai tenebrosi abissi dell'Inferno « che tormenta la mente ed ammalia il cuore, e la sua danza è la danza della morte » 1. Il menestrello sguaina la sua spada e la getta nell'anima del poeta. L'arte che emerge dai tenebrosi abissi dell'inferno, e tormenta la mente... Questo ci ricorda le parole del rivoluzionario americano Jerry Rubin in Do It: « Abbiamo combinato gioventù, musica, sesso, droga e ribellione, col tradimento: e questa è una combinazione difficile da battere » 2.Nel suo poema « Orgoglio umano » Marx ammette che il suo scopo non è di migliorare il mondo, riformarlo o rivoluzionarlo, ma semplicemente di rovinarlo e godere al vederlo andare in rovina.

       Con sdegno lancerò il mio guanto        Sulla faccia del mondo, in pieno,        E vedrò il crollo di questo pigmeo gigante        La cui caduta non spegnerà il mio ardore        Andrò poi, come un dio vittorioso, alla ventura        Tra le rovine del mondo        E dando alle mie parole forza d’azione
       Mi sentirò pari al Creatore 3.

Note:
1
  Marx, Karl, Spielmann (« Il giocatore »), MEGA I, i (2), 50.
2  Rubin, Jerry, Do it, New York, Simon & Schuster, 1970, 249.
3  Marx, Karl, Menschenstolz (« Orgoglio umano »), MEGA I, i (2), 50.
 

6. LE VITE DEVASTATE DI MARX ED ENGELS

Arnold Kunzli, nel suo volume « Karl Marx: uno psico-gramma »1 descrive la vita di Marx, nella quale sono inclusi i suicidi di due figlie e di un genero. Tre figli morirono di malnutrizione. Anche la figlia Laura, sposata col socialista Laforgue, vide morire tre dei suoi figlioli. Quindi lei e il marito si uccisero insieme. Un'altra figlia, Eleonora, decise di fare lo stesso col marito. Essa morì, lui si ritirò all'ultimo momento.Marx non sentì nessun obbligo di guadagnarsi di che mantenere la propria famiglia, benché avesse potuto farlo facilmente data la sua vasta conoscenza delle lingue. Visse accattando da Engels. Ebbe un figlio illegittimo da una delle sue donne di servizio, e più tardi lo attribuì a Engels, che accettò di prestarsi al gioco. Beveva forte. Rjazanov, Direttore dell'Istituto Marx-Engels di Mosca, ammette questo fatto nel suo libro « Karl Marx, uomo, pensatore e rivoluzionario » 2.Visto che abbiamo citato Engels, è opportuno dire qualche parola a suo proposito. Engels era stato educato in una famiglia pietista, e nella sua gioventù aveva composto bellissimi poemi cristiani.Dopo che ebbe conosciuto Marx, scrisse di lui: « Chi si dà alla caccia con ardore selvaggio? Un uomo tenebroso di Treviri » (luogo di nascita di Marx); « un notevole mostro. Non cammina né corre, balza sui talloni e infierisce, pieno d'ira come se volesse afferrare la tenda ampia dei cieli e gettarla sulla terra. Distende le braccia in alto nell'aria; stringe i pugni minacciosi e infuria incessantemente, come se diecimila diavoli lo trascinassero per i capelli » 3.Engels cominciò ad allontanarsi dalla fede cristiana dopo aver letto il libro dell’eretico Bruno Bauer, dopodiché si associò a colui che egli stesso aveva definito « un mostro posseduto da diecimila diavoli » 4.Bruno Bauer era un teologo liberale, creatore del “cristianesimo materialistico”, che affermava che Gesù era un uomo qualunque. Bauer scriveva al suo amico Arnold Ruge, anche lui amico di Marx e di Engels, il 16 dicembre 1841:« Qui all'Università tengo le mie lezioni dinanzi a un vasto pubblico. Non riconosco me stesso quando pronuncio dalla cattedra le mie bestemmie! Sono tanto grandi che questi ragazzi, che nessuno dovrebbe offendere, alla fine hanno i capelli ritti. ... Il mio spirito blasfemo sarà soddisfatto soltanto se sarò autorizzato a predicare apertamente come professore del sistema ateo » 5.L'uomo che convinse Engels a diventare comunista fu lo stesso Moses Hess che aveva già convinto Marx. Dopo aver conosciuto Engels a Colonia, Hess scrive: « Si separò da me come un comunista ultrazelante. È così che produco devastazioni... » 6. Produrre devastazioni: era questo lo scopo supremo di Hess nella vita?Rolv Heuer descrive la vita finanziaria sregolata di Marx, in « Genio e ricchezze »: « Mentre era studente a Berlino, il figlio di papà Marx riceveva 700 talleri l'anno come assegno » 7. Questa era una somma enorme perché a quell'epoca soltanto un cinque per cento della popolazione aveva un reddito annuo superiore ai 300 talleri. Durante il corso della sua vita Marx ricevette da Engels circa sei milioni di franchi francesi (cifre dell'Istituto Marx-Engels).Egli bramava sempre qualche eredità. Mentre un suo zio era in agonia, Marx scrisse: « Se quel cane morisse, io sarei fuori dai guai » 8, al che Engels rispondeva: « Mi congratulo con voi per la malattia di colui che ostacola un'eredità, e spero che la catastrofe accada adesso » 9.Quindi il « cane » morì. Marx scrive, in data 8 marzo 1855: « Un evento molto lieto. Ieri ci è stato detto della morte dello zio 90enne di mia moglie. Mia moglie riceverà circa 100 lire sterline; anche di più, se il vecchio cane non ha lasciato una parte del suo danaro alla signora che amministrava la sua casa ».Non aveva sentimenti più gentili per coloro che gli erano molto più vicini di quello zio. Non era in relazione con la propria madre. Nel dicembre 1863 scrisse a Engels: « Due ore fa è arrivato un telegramma per dirmi che mia madre è morta. Il Fato aveva bisogno di prendere un membro della famiglia. Io avevo già un piede nella tomba. In queste circostanze, sono più necessario io che la vecchia donna ».« Debbo andare a Treviri per l'eredità » 10. Questo è tutto ciò che aveva da dire a proposito della scomparsa di sua madre.Marx perdette molto denaro alla Borsa, dove lui, l'economista, sapeva soltanto perdere.Dato che la setta satanista è strettamente segreta, esistono solo pochi indizi sulla possibilità che Marx le fosse legato. Un altro anello della catena di prove già considerate potrebbe trovarsi nella sua stessa vita sregolata.Marx era un intellettuale di grosso calibro, e così anche Engels. Ma la loro corrispondenza è piena di oscenità, non comuni davvero in quella classe sociale. Il turpiloquio vi abbonda, e non c'è una sola lettera nella quale si senta un idealista che parla del suo sogno umanistico o socialista.Benché fosse ebreo, quanto a stirpe, scrisse un pernicioso libro anti-ebraico intitolato « La questione ebraica ».Nel 1856 scrisse sulla « New York Tribune » un articolo intitolato « Il prestito russo » nel quale leggiamo: « Sappiamo che dietro ogni tiranno c'è un ebreo, come c'è un gesuita dietro ogni papa. Come l'esercito dei gesuiti uccide ogni libero pensiero dal quale il desiderio degli oppressi potrebbe avere possibilità di luccesso, così l'utilità delle guerre promosse dai capitalisti cesserebbe, se non fosse per gli ebrei che rubano i tesori dell'umanità. ... Il fatto che gli ebrei siano diventati tanto forti da mettere in pericolo la vita del mondo, ci induce a svelare la loro organizzazione, i loro scopi, affinchè il loro lezzo possa risvegliare i lavoratori del mondo a combatterli e ad eliminare un simile cancro » 11. Forse che Hitler diceva di peggio?Molti altri comunisti ebrei imitarono Marx nel suo odio contro gli Israeliti.L'ebrea Ruth Fisher, ben nota dirigente comunista tedesca, membro del Parlamento, disse: « Schiacciate i capitalisti ebrei, appiccateli alle lanterne; calpestateli sotto i vostri piedi » (Ossip Flechtsheim, « Il partito comunista di Germania, nella repubblica di Weimar », Offenbach 1948).Perché soltanto i capitalisti ebrei e non anche gli altri? è una domanda che rimane senza risposta. Marx odiava gli ebrei, ma anche i tedeschi. Egli parlava de « lo stupido popolo tedesco... la disgustosa ristrettezza mentale nazionale dei tedeschi... » e diceva che « tedeschi, cinesi ed ebrei debbono essere paragonati a venditori ambulanti e piccoli commercianti » 12. I russi, li chiamava « mangiacavoli » 13. I popoli slavi « rifiuti etnici » 14.Nel suo riepilogo annuale del 1848 Marx scrive della « plebaglia slava »: in cui sono compresi russi, cèchi e croati. Queste « razze retrograde » non potevano attendersi nulla dal destino, all'infuori « dell'immediato compito di perire nella tempesta rivoluzionaria del mondo ». « La futura guerra mondiale farà scomparire dalla faccia della terra non solo le classi reazionarie e le dinastie, ma interi popoli reazionari. E questo sarà il progresso ». « Il loro stesso nome scomparirà » (Cit. in Bertrand Wolfe, Marxism, New York, Dial Press, 1965).Engels scriveva seguendo lo stesso filone: « La prossima guerra mondiale sarà causa della scomparsa di molti popoli reazionari. Anche questo è progresso » (M.E.W., volume VI, p. 176).Marx identificava la gente nera con l'espressione « idioti » e nella corrispondenza privata faceva uso del termine « nigger », che in America è considerato offensivo.Chiamava il suo rivale, Lassalle, « the Jewish nigger », come chi dicesse « quel negraccio giudaico » e precisava chiaramente che non lo intendeva come epiteto di disprezzo per una sola persona. « Mi appare ora assolutamente chiaro che, come dimostrano tanto la forma della sua testa che la struttura dei suoi capelli, discende dai Negri che presero parte alla fuga di Mosè dall'Egitto (a meno che sua madre o sua nonna dal lato paterno non abbiano avuto un'ibridazione con un negro)... l'indiscrezione con la quale si fa avanti è anche tipicamente negresca ».Marx difendeva anche lo schiavismo nord-americano. Per questo litigò col suo amico Proudhon. Quest'ultimo aveva preconizzato l'emancipazione degli schiavi negli Stati Uniti. Marx aveva risposto: « Senza lo schiavismo, l'America del Nord, il paese dove è maggiore il progresso, si trasformerebbe in un paese patriarcale. Cancella l'America del Nord dalla carta del mondo, e avrai l'anarchia: il completo decadimento del commercio e della civiltà moderni. Abolisci la schiavitù ed avrai cancellato l'America dalla carta delle nazioni » (citato in Karl Marx Racist (« K.M. razzista » di Nathaniel Weyl, Arlington House).Marx scrisse anche To the devil the British, « Al diavolo i Britannici » (M.E.W., volume XXXV, p. 122).Ralph Buultjen pubblicò un libro intitolato « Il segreto mortale di Karl Marx ». In esso dimostrava che Marx aveva generato un figlio illegittimo e occultò il fatto, conformandosi così alla morale vittoriana. Engels accettò di far passare il bambino come suo, ma non se ne occupò mai; cosicché crebbe in povertà.Nel « Manifesto comunista » Marx aveva inveito contro i capitalisti, « che avevano a loro disposizione le mogli e le figlie dei loro proletari ». Marx aveva avuto questo bambino dalla sua donna di servizio Helen Demuth.La figlia preferita di Marx era Eleanor. La chiamava Tussy, e diceva frequentemente « Tussy è come me ». Essa fu sconvolta quando seppe di quel fatto da Engels sul letto di morte. Si uccise più tardi, come fece anche sua sorella Laura.C'è anche una macchia ancor più oscura nella vita del grande rivoluzionario Karl Marx. Il periodico tedesco « Reichsruf » del 9 gennaio 1960 pubblicò la notizia che il Cancelliere austriaco Raabe aveva regalato a Nikita Chruscev, allora dittatore dell'Unione Sovietica, una lettera originale di Karl Marx. Chruscev non la gradì, perché era una prova che Marx era stato un informatore prezzolato della Polizia austriaca, che spiava sui rivoluzionari.La lettera era stata trovata accidentalmente in un archivio segreto. Dimostrava che Marx, informatore della polizia, forniva notizie contro i suoi compagni durante il suo esilio a Londra. Per ogni notizia riceveva 25 dollari. Le sue comunicazioni riguardavano gli esuli rivoluzionari in Londra, Parigi e nella Svizzera.Uno di coloro contro i quali informava era Ruge, che si considerava un amico intimo di Marx. Esistono ancora lettere fra Marx e Ruge improntate a una relazione di cordiale amicizia.Con l'approvazione di suo padre, Eleanor sposò Edward  Aveling, un amico di Annie Besant; egli era una personalità spiccata nel satanismo. Faceva conferenze su argomenti come « La malvagità di Dio » (esattamente come fanno i satanisti; ricordiamo che a differenza degli atei, essi non negano l'esistenza di Dio, se non pubblicamente per ingannare gli altri; sanno della Sua esistenza, ma amano descriverlo malvagio). Nelle sue conferenze, egli tentava di dimostrare Dio è « un incoraggiatore della poligamia e un istigatore del furto », e pretendeva il diritto a bestemmiare 15.
Note:
1
 Kunzli, Arnold, Karl Marx, Eine Psychographie (« K.M., uno psico-gramma »), Ziirich, Europa Verlag, 1966.
2 Rjazanov, David, Karl Marx, Man, Thinker and Revolutiomst (« K.M., Uomo, Pensatore e Rivoluzionario »), New York, Intern. Publishers, 1927.
3
Mehring, Franz, Karl Marx - Geschichte seines Lebens (« K.M. - Storia della sua vita »), Berlin, Dietz, 1954, 99-100.
4
Ibid. 100.
5 
Bauer, Bruno, Lettera del 6 dicembre 1841 ad Arnold Ruge, MEGA I, i (2) 263.
6 Melskij, A., Evangelist Nenavisti (vita di K.M.), Berlin, Za Pravdu Ed., 1933 (in russo).
7 Heuer, Rolv, Genie und Reichtum (« Genio e Ricchezza »), Vienna, Bertelsmann, 1971, 167-168.
8 Marx, Karl, Lettera del 27 febbraio 1852 a Friedrich Engels, MEW XXVIII, 30.
9 Engels, Friedrich, Lettera del 2 marzo 1852 a Karl Marx, ibid. 33.
10
Marx, Karl, Lettera dell'8 marzo 1955 a Friedrich Engels, ibid. 438.
11 Marx, Karl, Lettera del 2 dicembre 1863 a Friedrich Engels, MEW XXX, 376.
12 Kunzli, Arnold, op. cit., 187.
13 Wolfe, Bertam, Marxism - One hundred Years in the Life of a doctrine (« Il Marxismo - Cento anni nella vita di una dottrina »), New York, The Dial Press, 1965, 32.
14 Marx, Karl & Friedrich Engels, The Russian Menace to Europe (« La minaccia russa all'Europa »), Glence, The Free Press, 1952, 63.
15 Tsuruki, Chushiki, The Life of Eleanor Marx (« Vita di E.M. »), Oxford, Clarendon Press, 1957, 85.
 

7. LETTERE FAMILIARI

Un altro possibile indizio è contenuto in una lettera scritta a Marx dal figlio Edgar il 31 marzo 1854. Incomincia con le parole stupefacenti, « Mio caro diavolo » 2. Chi ha mai visto un figlio rivolgersi così al proprio padre? Tuttavia è così che un satanista apostrofa i suoi cari.Non è meno significativo che la moglie di Marx si rivolga a lui come segue: « La tua ultima lettera pastorale, o gran sacerdote e vescovo di anime, ha di nuovo dato un tranquillo riposo alla tua povera pecorella ». La lettera è del 31 marzo 1854 2.Marx aveva espresso il suo desiderio, nel « Manifesto Comunista », di abolire tutte le religióni; il che dovrebbe implicare anche l'abolizione del culto satanista. Tuttavia sua moglie parla di lui come gran sacerdote e vescovo. Di quale religione? La sola religione europea che abbia gran sacerdoti, è la satanista. Quali “lettere pastorali” scriveva Marx, l'uomo creduto ateo? Dove sono? Questa è una parte della vita di Marx sulla quale non si è indagato.
Note:
1
  Marx, Edgar, Lettera del 31 marzo 1854 a Karl Marx, MEW II, 18.
2  Marx, Jenny, Lettera, datata dopo l’11 di agosto 1844, a M. Marx, MEW, Suppl., Vol. I, 652.
 

8. TESTIMONIANZE DEI BIOGRAFI

Alcuni biografi di Marx potrebbero aver avuto un'intuizione a proposito della connessione fra il culto del Diavolo e il soggetto del loro volume, ma, non avendo la necessaria preparazione spirituale, non avrebbero potuto capire i fatti che avevano dinanzi agli occhi. Tuttavia la loro testimonianza è interessante.Il marxista Franz Mehring scriveva nel suo libro Karl Marx: « Sebbene il padre di Karl Marx fosse morto pochi giorni dopo il ventesimo compleanno del figlio, sembra che abbia osservato con segreta apprensione il demonio nel suo figlio favorito 1. Henry Marx non pensava e non poteva aver pensato che il ricco retaggio di cultura borghese che lasciava al figlio, come preziosa eredità per la vita, sarebbe valso soltanto a trasmettere il demone che temeva » 2.Marx morì nella disperazione, come avviene per tutti i satanisti. Il 25 maggio 1883 scriveva ad Engels: « Come inutile e vuota è la vita, ma quanto desiderabile! » 3.Vi è un segreto dietro Marx, che solo pochi marxisti conoscono. Lenin scrisse: « Dopo mezzo secolo, nessuno fra i marxisti ha compreso Marx » 4.Vi è anche un segreto dietro la vita di Lenin. Egli scrive così sullo Stato sovietico:« Lo Stato non funziona come desideravamo. Come funziona? La macchina non obbedisce. C'è un uomo al volante, e sembra che la guidi, ma la macchina non si dirige nella direzione voluta. Si muove secondo i desideri di un'altra forza » 5. Qual è questa altra forza misteriosa che si sostituisce finanche ai piani dei capi bolscevichi? Si sono essi venduti a una forza che speravano di padroneggiare, ma che si è dimostrata più potente di quanto essi prevedessero, e che li ha portati alla disperazione?In una lettera del 1921 Lenin scrive: « Spero che verremo appiccati con una corda puzzolente. E non ho perduto la speranza che ciò accadesse, perché non possiamo condannare questa sporca burocrazia. Se ciò accadrà, sarà ben fatto » 6.Questa era l'ultima speranza di Lenin dopo un'intera vita di lotta per la causa comunista: essere giustamente impiccato su una corda puzzolente. Questa speranza non si realizzò durante la sua vita, ma quasi tutti i suoi collaboratori alla fine vennero giustiziati da Stalin, dopo di aver confessato pubblicamente di aver servito altre potenze piuttosto che il proletariato che avevano finto di aiutare.Quale confessione da Lenin: « Spero che verremo appiccati con una corda puzzolente »!
Note:
1
  Mehring, Franz, Karl Marx, Geschichte seines Lebens (« K.M., storia della sua vita »), Berlino, Dietz, 1964, 18.
2  Mehring, Franz, Karl Marx, The Story of bis Life, New York, Covici, Friede, 1935, 32.
3  Marx, Karl, Lettera del 20 maggio 1882 a Friedrich Engels, MEW, XXXV, 65.
4  Kaufmann, Walter, Hegel, Garden City, Doubleday, 1965, 288.
5  Lenin, V.I., Opere complete (in russo), Mosca, Casa ed. di letteratura politica, 1964, Vol. 45, 86.
6  Ibid., Vol. 54, 86-87.
 

 
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MARX??UNA MERDACCIA!!!!!

Post n°29 pubblicato il 09 Giugno 2006 da rimortealcomunismo
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CAPITOLO 1.

1. GLI SCRITTI CRISTIANI DI MARXPrima di diventare un economista e un comunista di fama, Marx era un umanista. Oggi un terzo dell'umanità è marxista. Il marxismo in una forma o in un'altra, è adottato anche da molti nei paesi capitalisti.Marx, si dice, era profondamente umano. Era dominato da una sola idea: come aiutare le masse sfruttate. Ciò che le impoverisce, a quanto egli sosteneva, è il capitalismo. Una volta rovesciato questo sistema corrotto, dopo un periodo transitorio di dittatura del proletariato, emergerà una società in cui ognuno lavorerà in ragione delle proprie capacità, in fabbriche e aziende agricole appartenenti alla collettività, e sarà ricompensato in ragione delle proprie necessità. Non vi sarà uno Stato che governi gli individui; non vi saranno guerre, non rivoluzioni, ma soltanto una fratellanza eterna, universale.Marx era antireligioso perché la religione impedisce l'adempimento dell'ideale comunista, che egli considerava come la sola soluzione dei problemi del mondo: così i marxisti spiegano la loro posizione.Nella sua prima gioventù Karl Marx si professava cristiano. La sua prima opera scritta è intitolata L'unione dei fedeli con Cristo. In essa leggiamo queste bellissime parole: « Attraverso l'amore di Cristo volgiamo al tempo stesso i nostri cuori verso i nostri fratelli che sono intimamente a noi legati e per i quali Egli dette se stesso in sacrificio ».Così Marx conosceva un modo perché gli uomini diventassero fratelli gli uni con gli altri: il Cristianesimo.Egli continua: « L'unione con Cristo potrebbe dare un'intima elevazione, il conforto del dolore, una fiducia tranquilla e un cuore suscettibile all'amore umano, ad ogni cosa che sia nobile e grande, non per amore di ambizione e gloria, ma soltanto per amore di Cristo » 3.Pressappoco nello stesso tempo, Marx scrive nella sua tesi Considerazioni di un giovane sulla scelta di una carriera: « La religione stessa ci insegna che l'Ideale verso il quale tutti tendono, sacrificò Se stesso per l'umanità, e chi mai oserà contestare questa aspirazione? Se abbiamo scelto la posizione nella quale possiamo compiere quanto è più possibile per Lui, allora non potremo mai essere schiacciati dal nostro fardello, perché sono soltanto sacrifici fatti per il bene di tutti» 4.Finanche in un libro astruso di economia politica come Il Capitale, nel quale le considerazioni circa la religione sono ovviamente di scarsa importanza, il maturo ed anti-religioso Marx scrive, completamente fuori dal contesto, « Il Cristianesimo . . . è la forma più idonea di religione » 5.
Note:
1
  Marx, Karl u. Friedrich Engels, Zur Kritik der Hegelschen Rechtphilosophie, Einleitung (« Critica della filosofia del diritto Hegeliana », Introduzione), MEGA I, i (1), 607-608.
2  Rev. Paul Oestreicher, Sermons from Great St. Mary's, Londra, Fontana, 1969, 278-280.
3  Marx, Karl, Die Vereinigung der Glàubigen mit Christo (« L'unione dei fedeli con Cristo »), MEW, Supplemento, Vol. I, 600.
4  Marx, Karl, Betrachtung eines Jùnglings bei der Wahl eines Berufes (« Considerazioni di un giovane sulla scelta di una carriera »), MEW, Suppl., Vol. I, 594. Anche in Payne, 34.
5  Marx, Karl, Das Kapital (« Il capitale »), New York, Cerf & Klopfer, The Modern Library,  1906, 91. 

2. OULANEM VUOLE VENDETTA

Poco dopo che Marx ebbe ricevuto il diploma, nella sua vita accadde qualche cosa: divenne profondamente, appassionatamente anti-religioso. Incominciò a emergere un nuovo Marx.Egli scrive in un poema: « Desidero vendicarmi contro quell'Uno che regna lassù » 1. Così era convinto che lassù ci fosse Uno che regna. Era in lite con Lui. Ma quell'Uno lassù non gli aveva fatto nulla di male. Marx apparteneva a una famiglia benestante, non aveva sofferto la fame nella propria infanzia. Stava molto meglio di molti suoi compagni di scuola. Che cosa aveva prodotto questo terribile odio contro Dio?A una età in cui ogni giovanotto normale ha sogni di far del bene agli altri e di preparare una bella carriera per se stesso, perché dovrebbe aver scritto quei versi nel suo poema Invocazione d'un disperato? Marx sognava di rovinare il mondo creato da Dio.Le parole « Su in alto costruirò il mio trono » e la confessione che da colui che siede su questo trono, emaneranno soltanto terrore e angoscia, ci rammentano l'orgogliosa vanteria di Lucifero: « Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al disopra delle stelle di Dio » (Isaia 14:13).Ma perché Marx desidera questo trono? La risposta si trova in un dramma poco conosciuto che compose anche durante i suoi inni da studente. Si intitola Oulanem. Per spiegare questo titolo bisogna fare una digressione.Esiste una “chiesa satanista”. Uno dei suoi riti è la messa nera, che i satanisti recitano a mezzanotte. Nei candelieri sono poste candele nere rovesciate. Il “sacerdote” dice tutto ciò che è prescritto nel libro di preghiere, ma le legge dalla fine verso il principio; i nomi della divinità vengono letti pronunciandoli alla rovescia. Un crocifisso è fissato pure alla rovescia, oppure viene calpestato. Durante la messa nera viene bruciata una Bibbia. Tutti i presenti promettono di commettere ogni peccato, e di non fare mai nulla di buono. Segue un'orgia.È caratteristico che Oulanem sia un'inversione del nome biblico per Gesù che in ebraico significa: « Dio con noi ». Simili inversioni di nomi sono caratteristici della magia nera; saremo capaci di capire il dramma Oulanem soltanto alla luce di una strana confessione che Marx fece in un poema chiamato Il giocatore 3, più tardi rappresentato da lui stesso e dai suoi seguaci.Questi versi assumono uno speciale significato, quando apprendiamo che nei riti della più alta iniziazione nel culto satanista viene venduta al candidato una “spada incantata” che garantisce il successo. Egli la paga firmando un patto col sangue estratto dai suoi polsi, per cui la sua anima, dopo morte, apparterrà a Satana.Marx desidera trascinare tutta l'umanità nell’abisso riservato per il Diavolo e i suoi angeli (si veda Apocalisse 20:3).Chi parla attraverso Marx in questo dramma? È ragionevole attendersi che un giovane studente mantenga come sogno della sua vita la visione dell'umanità, mentre penetra nell'abisso delle “tenebre eterne”, mentre egli stesso ride seguendo coloro che ha guidato verso l'incredulità? In nessun luogo al mondo questo ideale è coltivato, eccetto che nei riti iniziatici della chiesa satanista, ai suoi gradi più elevati.Viene il momento della morte, per Oulanem. Erano piaciute a Marx le parole di Mefistofele nel Faust:  « Tutto ciò che esiste, merita d'essere distrutto ». Tutto: compreso il proletariato e i compagni. Marx citava queste parole in « Il 18 Brumaio » 7. Stalin si è fondato su quelle, e ha distrutto la sua stessa famiglia.La setta satanista non è materialista: crede nella vita eterna. Oulanem, la persona in nome della quale Marx parla, non contesta la vita eterna. Egli la afferma, però come una vita d'odio esaltato all'estremo. Merita osservare che eternità, per i demoni, significa « tormento ».Incominciamo a capire che cosa sia accaduto al giovane Marx. Era partito da convinzioni cristiane, ma non aveva condotto una vita ad esse adeguata. La sua corrispondenza col padre dà testimonianza del suo sperperare grandi somme di danaro in divertimenti e del suo continuo contestare l'autorità paterna circa questo ed altro. Allora verosimilmente può essere avvenuto il suo indottrinamento nella chiesa altamente segreta di Satana, e che sia stato iniziato ai suoi riti. Satana, che i suoi adoratori vedono nelle loro orge allucinanti, parla per loro bocca. Così Marx ne è soltanto il portavoce quando nel suo poema Invocazione d'un disperato pronuncia le parole: « Io desidero vendicarmi contro quell'Uno che regna lassù ». Marx è stato ispirato probabilmente dalle parole del marchese de Sade: « Aborro la natura... vorrei spaccare il suo pianeta, ostacolare il suo procedere, arrestare le orbite degli astri, rovesciare i globi che galleggiano nello spazio, distruggere ciò che serve la natura, proteggere ciò che le nuoce, in una parola desidero insultarla nelle mie opere... forse saremo capaci di attaccare il sole, privarne l'universo o adoperarlo per dar fuoco al mondo. Questi sarebbero veri delitti ».Perché de Sade e Marx volevano propagare cose tanto orribili? Il primo lo dice. Egli loda gli scrittori che hanno come unico scopo, quando stampano i loro spaventevoli sistemi, di estendere dopo la loro morte il numero dei loro delitti. Non possono più commetterli, ma i loro scritti maledetti fanno sì che gli uomini li compiano, e questa “dolce idea” li conforta sul letto di morte.In Oulanem Marx segue l’obiettivo del Diavolo: consegnare alla dannazione l'intera razza umana. Oulanem è probabilmente l'unico dramma al mondo in cui tutti i personaggi sono consapevoli della loro corruzione, e la ostentano e la celebrano con convinzione. In questo dramma non c'è bianco e nero, non vi esistono Claudio e Ofelia, Jago e Desdemona. Qui tutti son neri e rivelano aspetti mefistofelici. Tutti sono satanici, corrotti e dannati dal destino.
Note:
1
Marx, Karl, Des Werzweiflenden Gebet (« Invocazione di un disperato »), ibid. 30.
2 Ibid. 30-31.
3 Marx, Karl, Spielmann (« Il giocatore »), ibid. 57-58.

3. STRANI RITI NELLA FAMIGLIA DI MARX

Quando scriveva queste cose Marx, un genio prematuro, aveva diciott'anni. Il programma della sua vita era già stabilito. Non vi era accenno di servire l'umanità, il proletariato o il socialismo. Desiderava portare il mondo in rovina. Desiderava costruire per sé un trono la cui difesa doveva essere il brivido di paura degli uomini.Nel suo poema « La vergine pallida » 2 Marx scrive:

       Così ho perduto il cielo, Lo so ben io.
       La mia anima, un tempo fedele a Dio,
       È destinata all'inferno.

Non c'è bisogno di commenti.
All'inizio, Marx aveva ambizioni artistiche. I suoi poemi e il dramma sono importanti in quanto rivelano il suo stato d'animo; ma essendo privi di valore letterario non ricevettero nessun riconoscimento. La mancanza di successo nel dramma ci ha dato un Goebbels, il ministro nazionalsocialista della propaganda; l'insuccesso in filosofia, ci ha dato un Rosemberg, il filosofo del razzismo tedesco; la mancanza di successo in pittura ed architettura ci ha dato un Hitler.Anche Hitler era poeta. Si può star certi che non abbia mai letto le poesie di Marx, la somiglianza però è sorprendente. Nei suoi poemi egli cita le stesse pratiche sataniste. Wotan è il dio principale della mitologia tedesca. I caratteri runici erano i segni che a quei tempi si usavano per scrivere.
Hitler abbandonò ben presto la carriera poetica; così Marx, che la cambiò per quella di un rivoluzionario in nome di Satana, contro una società che non aveva apprezzato i suoi poemi. Questo, è in modo persuasivo un motivo per la sua ribellione; un altro motivo, l'essere disprezzato per le sue origini ebraiche.Due anni dopo le preoccupazioni espresse da suo padre, nel 1839, il giovane Marx scrisse « La differenza fra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro », nella prefazione della quale si allineava con Eschilo: « Nutro odio contro tutti gli dèi » 3. Egli specificava dicendo di essere contro tutti gli dèi in terra e in cielo che non riconoscono l'autoconsapevolezza umana come la divinità suprema.Marx era un nemico dichiarato di tutti gli dèi, un uomo che aveva acquistato la sua spada dal principe delle tenebre, al prezzo della propria anima. Aveva dichiarato che il proprio scopo era l'attirare tutta l'umanità nell'abisso, e seguirla ridendo. Sua figlia Eleanor dice che, quando erano bambine, Marx aveva raccontato molte storie a lei e alle sue sorelle. Quella che le piaceva di più parlava di un certo Hans Rockle. « Il racconto di quella storia durava mesi e mesi, perché era una storia lunga, lunga, e non finiva mai. Hans Rockle era una strega... che aveva un negozio con giocattoli e molti debiti... Benché fosse una strega, era sempre in ristrettezze finanziarie. Perciò doveva vendere, contrariamente alla propria volontà, tutte le sue cose belle, l'una dopo l'altra, al Diavolo... alcune di queste avventure erano orribili, e facevano rizzare i capelli » 4.È normale per un padre raccontare ai suoi bambini piccini storie terrificanti circa il vendere al Diavolo i propri tesori più cari? Robert Payne, nel suo libro Marx 5, racconta anche lui di questo fatto con ampi particolari, come riferiti da Eleanor. Come l'infelice Rockle, la maga, vendesse i giocattoli con riluttanza. Tenendoseli stretti fino all'ultimo momento. Ma dato che aveva fatto un patto col Diavolo, non c'era scampo.Il biografo di Marx continua: « Scarsi dubbi possono esservi che quelle storie interminabili fossero autobiografiche... Egli aveva la visione del mondo del diavolo, e la sua malignità. Talvolta sembrava sapesse che stava compiendo opere di male » 6.Quando Marx aveva finito Oulanem e gli altri suoi primi poemi in cui scriveva di avere un patto col Diavolo, non pensava al socialismo. Addirittura lo combatteva. Era redattore di una rivista tedesca, la « Rheinische Zeitung » 7, che « non concede alle idee comuniste neppure una validità teorica nell'attuale forma, tanto meno desidera la loro realizzazione pratica, che ad ogni modo considera impossibile... I tentativi da parte delle masse di applicare le idee comuniste, possono trovar risposta col cannone non appena diventino pericolosi... ».
Note:
Marx, Karl, « Hegel », ibid. 41-42.
2  Marx, Karl, « Das bleiche maedchen » (« La fanciulla pallida »), ibid.
3  Marx, Karl, Ueber die differenz der demokritischen und Epikurischen Naturphilosophie, Vorrede (« La differenza fra la filosofia naturale di Democrito ed Epicuro », prefaz.), ibid. 10.
4  Von Westphalen, Jennyy, Mohr und General, Erinnerungen an Marx und Engels (« Il moro e il generale, ricordi di Marx ed Engels »), Berlino, Dietz Verlag, 1964, 273-274.
5  Payne, Robert, Marx, New York, Simon & Shuster, 1968, 317.
6  Ibid.
7  Marx, Karl, « Die Rheinische Zeitung » (« Il Giornale renano ») (Il Comunismo e il Giornale di Augsburg « Ausburger Allgemeine »), MEGA I, i (1), 263. 

4. MARX INCONTRA HESS E BAKUNIN

Dopo di aver raggiunto questa fase del suo pensiero, Marx conosce Moses Hess, l'uomo che rappresentò la parte più importante nella sua vita, e che gli fece abbracciare l'ideale socialista.Hess lo chiama « il dottor Marx, il mio idolo, che darà l'ultimo calcio alla religione » 1. Ecco, dunque, il suo primo scopo era dare un calcio alla religione, non era il socialismo.Georg Jung, altro amico di Marx in quell'epoca, nel 1841 scrive ancor più chiaramente che Marx di certo scaccerà Dio dal suo cielo e gli farà addirittura causa.Queste erano dunque le aspettative di coloro i quali iniziarono Marx alle profondità del satanismo. Non era affatto vero che Marx albergasse ideali sociali elevati al proposito di aiutare l'umanità, che la religione fosse un ostacolo per l'adempimento di questo ideale, e che per questa ragione Marx avesse abbracciato un atteggiamento antireligioso. Marx già odiava ogni nozione di Dio, e in particolare il Cristianesimo. Era disposto ad essere l'uomo che avrebbe cacciato Dio. Tutto ciò prima ancora che avesse aderito al socialismo. Il socialismo era soltanto l'esca per indurre proletari e intellettuali ad abbracciare questo diabolico ideale.Quando i sovietici, ai primi tempi, adottarono lo slogan « scacciamo i capitalisti dalla terra e Dio dal cielo », non facevano che adempiere il retaggio di Karl Marx.Una delle peculiarità della magìa nera, come abbiamo già detto, sta nell'inversione dei nomi. Le inversioni permeavano a tal punto tutto il modo di pensare di Marx, che egli le adoperava dovunque. Rispose alla Filosofia della miseria di Proudhon con un altro volume intitolato La miseria della Filosofia; scrisse anche « Dobbiamo usare anziché l'arma della critica, la critica delle armi » 2 ecc.Marx non parlava molto, pubblicamente, di metafisica, ma possiamo dedurre il suo modo di vedere dalle persone con le quali si incontrava. Uno dei suoi compagni nella Prima Internazionale era l'anarchico russo Mikhail Bakùnin, che scriveva:« Il Maligno rappresenta la ribellione satanica contro l'autorità divina, ribellione nella quale vediamo il germe fecondo di tutte le emancipazioni umane, la Rivoluzione. I socialisti si riconoscono l'un l'altro con le parole: “Nel nome di Colui al quale è stata commessa una grande ingiustizia”. Satana è l'eterno ribelle, il primo libero pensatore ed emancipatore dei mondi. Egli fa sì che l'uomo si vergogni della sua bestiale ignoranza e obbedienza; lo emancipa, imprime sulla sua fronte il suggello della libertà e dell'umanità, spronandolo a disobbedire e a mangiare il frutto della conoscenza » 3.Bakùnin non si limita a lodare Lucifero; ha un programma concreto di rivoluzione, ma non tale da liberare il povero dallo sfruttamento. Egli scrive: « In questa rivoluzione dovremo risvegliare il Diavolo nelle persone, dovremo attizzare in loro le più basse passioni. La nostra missione è distruggere, non edificare. La passione per la distruzione è una passione creativa ».Karl Marx formò la Prima Internazionale insieme con Bakùnin, e avallò questo strano programma. Marx ed Engels dissero nel « Manifesto Comunista », che il proletario vede la legge, la moralità e la religione, come « altrettanti pregiudizi borghesi, dietro i quali si nascondono in agguato altrettanti interessi borghesi » 4.Bakùnin rivela che Proudhon, un altro dei principali pensatori socialisti, che in quell'epoca era amico di Karl Marx, « adorava anche lui Satana » 5. Hess aveva presentato Marx a Proudhon, che aveva adottato per la sua capigliatura lo stesso stile tipico della setta satanista del diciannovesimo secolo di Joanna Southcott. Proudhon ne « La filosofia della miseria », dichiarava: « Vieni, Satana», egli esclama, « calunniato dai piccoli e dai re ». « Dio è stupidità e codardia; Dio è ipocrisia e falsità; Dio è tirannia e povertà; Dio è malvagio. ... Io giuro, Dio, con la mano distesa verso il cielo, che non sei niente più che l'esecutore della mia ragione, lo scettro della mia coscienza...» 6. Simili pensieri non sono originali, sono il contenuto usuale delle prediche nel culto satanista.Più tardi Marx litigò con Proudhon, e scrisse un libro per contraddire « La filosofia della miseria ». Ma Marx contraddiceva soltanto dottrine economiche di minore importanza. Non aveva obiezioni alla ribellione demoniaca di Proudhon.Heinrich Heine, il celebre poeta tedesco, era un terzo amico intimo di Marx. Era anche lui un appassionato di Satana, che descriveva come « delizioso e affascinante » (cfr. Ristory of the devil, di Paul Carus, Bell Publ. Co. p. 435.)Marx la pensava come queste persone del suo ambiente. Lunacharskij, un filosofo eminente che era stato ministro dell'Educazione nell'Unione Sovietica, scrisse in « Socialismo e Religione » che Marx aveva messo da parte ogni contatto con Dio e aveva portato Satana alla testa delle colonne in marcia del proletariato 7.A questo punto è essenziale dichiarare fermamente che Marx e i suoi compagni, sebbene “anti-Dio”, non erano atei come si descrivono i marxisti attuali. Infatti, sebbene inveissero apertamente contro Dio e lo insultassero, essi odiavano un Dio nel quale credevano. Non è la sua esistenza che viene contestata; ma la sua supremazia.Quando la rivoluzione scoppiò in Parigi nel 1871, il comunardo Flourens dichiarò: « Il nostro nemico è Dio. L'odio verso Dio è il principio della saggezza ».Marx lodava altamente i comunardi, che proclamavano apertamente questo fine. Ma che cosa ha a che fare tutto ciò con una più equa distribuzione dei beni, o con migliori istituzioni sociali? Queste sono soltanto bardature esteriori per nascondere lo scopo reale: lo sradicamento totale di Dio e del suo culto. Oggi vediamo le prove di ciò in paesi come la Cina Rossa, l'Albania, la Corea del Nord, dove sono state chiuse tutte le chiese, le moschee e le pagode.
Note:
1
  Hess, Moses, Lettera del 2 settembre 1841 a Berthold Auerbach, MEGA I, 1 (2), 261.
2  Marx, Karl, Zur Kritik der Hegelschen Rechtsphilosophte, Einleitung (« Critica della Filosofia hegeliana del diritto »,  introduzione), MEGA I,  i (1) 614.
3  Bakùnin, Mikhail, God and the State (« Dio e lo Stato »), New York, Dover Publications, 1970, 112.
4  Gul, Roman, Dzerjinskij, Parigi, a cura dell'Autore, 1936 (in russo), 81.
5  Enzensberger, Hans, op. cit., 407.
6  Proudhon, Pierre-Joseph, Pbilosophie de la Misere, Paris, Union Generale d'Editions, 1964, 200-201.
7  Boyer, Charles, The Pbilosophy of Communism, 10. L'ateismo politico del Comunismo, di Igino Giordani, New York, Fordham Univ. Press, 1952, 134.

 

 
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LE BUGIE DI CUBA

Post n°28 pubblicato il 01 Aprile 2006 da rimortealcomunismo
Foto di rimortealcomunismo

Embargo o economia fallimentare? Una seconda obiezione consiste nel ritenere gli Stati Uniti e il loro embargo la causa principale delle sofferenze del popolo cubano. Di fronte all’embargo, sostengono i difensori della dittatura rossa, ben poca cosa risultano le misure di polizia prese da Fidel Castro contro i suoi oppositori. Occorre affermare con forza che questa obiezione č storicamente e politicamente falsa. Come hanno sostenuto in piů occasioni diversi scrittori, tra cui per esempio, Mario Vargas Llosa, il popolo cubano deve la propria miseria molto piů alla fallimentare economia comunista del regime castrista che all’embargo statunitense. Non bisogna dimenticare, a questo riguardo, che se l’inefficiente e burocratica economia sovietica cubana non č tracollata prima d’ora ciň č avvenuto solamente perché Cuba č stata per decenni letteralmente sommersa d’oro da Mosca. Si tratta, pertanto, di un’economia che č stata artificiosamente assistita per tantissimi anni, e, non a caso, quando le sovvenzioni sono venute a mancare per la dipartita dell’Unione Sovietica, Fidel Castro ha dovuto, per non affondare completamente l’isola nella miseria piů nera, fare qualche apertura all’economia di mercato e permettere l’arrivo di capitali e capitalisti occidentali. Come ha scritto Vargas Llosa, «qualunque embargo economico, da parte di un solo paese, sebbene tanto potente come gli Stati Uniti, č una burla. Se Cuba fosse in condizioni di farlo, potrebbe comprare tutti i prodotti manifatturieri (...) di cui necessita dalla Francia, dalla Spagna, dal Canada, dalla Germania, dall’Italia, dal Giappone, dalla Corea del Sud e da dozzine di altri paesi ansiosi di vendergliele e, molti di essi, a prezzi piů competitivi di quelli delle industrie nordamericane». Se cio non avviene, continua poco oltre Vargas Llosa, cio accade solo perché la penuria economica dell’isola la rende priva di denaro per pagare le merci in contanti e priva di qualsivoglia credibilitŕ per ottenere prestiti di qualunque specie. Il motivo principale del collasso economico di Cuba, secondo lo scrittore sudamericano, «non ha nulla a che vedere con l’imperialismo nordamericano, ma con il socialismo cubano: lo sperpero incommensurabile di mezzi in progetti senza la minima base scientifica, ispirati ai deliri e alla megalomania del leader; una pianificazione politica dello sviluppo che ha introdotto l’inefficienza e la burocratizzazione nell’industria e nell’agricoltura e ha annullato ogni forma di concorrenza e di iniziativa; un gigantesco sperpero di armamenti nelle avventure militari straniere» sono la vera causa del fatto che Cuba – paese che prima della rivoluzione castrista era, nonostante un governo mafioso e gravi ed ingiuste sperequazioni sociali, la quarta economia del continente – oggi ha un milione di disoccupati e un livello di vita assai modesto

 
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