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IL JAZZ SU RADIOTRE

martedì 28 aprile 2015 20.30

Locandina

IL CARTELLONE

UMBRIA JAZZ WINTER

Giovanni Guidi Rebel Band

Gianluca Petrella trombone Filippo Vignato trombone Mirco Rubegni tromba Francesco Lento tromba Rossano Emili sax baritono Daniele Tittarelli sax contralto Dan Kinzelman sax tenore, arrangiamenti, direzione Giovanni Guidi pianoforte Joe Rehmer contrabbasso Stefano Tamborrino batteria

Registrato il 28 dicembre 2014 a Orvieto, Palazzo del Popolo

 

BATTITI RADIOTRE: QUESTA NOTTE

Domenica 26 Aprile

Questa notte ci trasferiamo al MUSE - Museo delle Scienze di Trento dove il 10 dicembre scorso si è svolto lo spettacolo multimediale 'Not(t)e al MUSE'. In scena gli avventurosi musicisti, Paolo Fresu e Gianluca Petrella , percorrono le proprie ardite strade musicali attraverso il racconto e le suggestioni scientifiche di Eugenio Coccia, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Un concerto per tromba, trombone, elettronica e i misteri dell'Universo. Una breve intervista al direttore del MUSE - Michele Lanzinger – introduce questa brillante contaminazione tra saperi che si è svolta nel particolare contesto del Museo.

 

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Dall'immenso archivio di Radiotre è possibile scaricare i podcast di alcune trasmissioni particolarmente interessanti per gli appassionati di musica nero-americana. On line le puntate del Dottor Djembè di David Riondino e Stefano Bollani. Da poco è possibile anche scaricare le puntate di Battiti, la trasmissione notturna dedicata al jazz , alle musiche nere e a quelle colte. Il tutto cliccando  qui
 

 

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I DIVERSI DESTINI DI DUE JAZZ CLUB

Post n°3959 pubblicato il 11 Aprile 2015 da pierrde

L’ultima nota il 17 marzo. Poi, in un insolito silenzio, si sono spenti gli amplificatori e si è abbassata definitivamente la saracinesca su 34 anni vissuti da baluardo della musica dal vivo in città. Migliaia di concerti. Palco ambìto da ospiti stranieri come Laurie Anderson e Pat Metheny.  Delle Scimmie, locale culto della scena jazz (e non solo) milanese, rimane la resistenza artistica e l’homepage del sito «in ristrutturazione» che annuncia importanti comunicazioni. Sono quelle che con amarezza sintetizza il fondatore e storico direttore artistico Sergio Israel: «I costi ormai sono insostenibili, ci arrendiamo».

Fonte: 

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_aprile_10/scimmie-musica-finita-addio-34-anni-jazz-citta-687131d2-df61-11e4-9755-7346caf2920e.shtml

 

Il miglior jazz in Italia si ascolta a Ferrara; per il quarto anno consecutivo, infatti, i Jazz It Awards, prestigiosi "oscar" del genere e assegnati secondo il voto degli oltre 13 mila lettori della rivista e della sua redazione, sono andati alla città estense. Oltre al primato come miglior Jazz Club italiano, quest'anno è stata, giustamente, premiata la fatica di Francesco Bettini, suo direttore artistico.

L'assegnazione del premio fa, inevitabilmente, porre qualche domanda di ordine generale. Su cosa si fonda la formula vincente del Jazz Club estense? Semplice: sulla passione e sulla dedizione con cui viene curato ogni minimo dettaglio di una serata e poco importa che sul palco ci sia un mostro sacro (e quest'anno ne sono passati diversi) o un ensamble di giovani.

A Ferrara è espunta, sembrerebbe per principio, ogni smania di megalomania a favore di un artigianato dell'accoglienza: i prezzi sono contenuti, la qualità artistica altissima e omogenea per tutta la durata della stagione, l'acustica è eccellente, le luci curate e il personale professionale, sempre pronto a rispondere alle esigenze del pubblico e, meno scontato, dei musicisti. Un posto dove il jazz si ascolta con rispetto e partecipazione, e, più o meno, con l'atmosfera dei locali parigini degli anni '50 (al netto delle nuvole di fumo a corredo della coreografia).

Roma e Milano, invece, dove sono finite? Pare quasi che il peso della politica nelle grandi città finisca anche per influenzare in modo bulimico i cartelloni musicali, più propensi a soddisfare clienti che a badare alla qualità. Anche per questo, ancora una volta, le grandi città sono state scavalcate dal Jazz Club di Ferrara e c'è poco da stare allegri per la salute complessiva di una musica tanto richiesta quanto nascosta da gare di avidità o da beghe di cortile (anche tra musicisti).

Vero è che Roma sta cercando, faticosamente, un rilancio del suo spazio vitale alla Casa del Jazz ed è ancora troppo presto per capire se la nuova direzione avrà le capacità e la possibilità di un rilancio solido. Intanto, l'idea che Ferrara possa diventare un modello esportabile su scala nazionale resta ad oggi confinata nel recinto dei buoni propositi e degli auspici.

Fonte: 

http://www.huffingtonpost.it/paolo-romano/ferrara-capitale-jazz-grandi-citta-guardare_b_7023430.html

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Commenti al Post:
lorissc
lorissc il 11/04/15 alle 15:46 via WEB
Non mi pare ci fosse molto jazz alle Scimmie negli ultimi anni. Negli anni 80 invece capitava che ci fosse Steve Lacy (e Derek Bailey al Ciao Maria...). Altri tempi per il jazz sui Navigli...
 
pierrde
pierrde il 11/04/15 alle 22:10 via WEB
Vero, negli ultimi anni di jazz ne passava poco. D'altronde jazz club blasonati di Milano, a cui Paolo Romano tira idealmente le orecchie, in questo mese propongono tra gli altri Amara, Zibba, Andrea Manzoni, Jack Savoretti. Non ho la più pallida idea di chi siano costoro, ma sopratutto cosa ci facciano in quello che dovrebbe essere il tempio del jazz milanese....
 
lorissc
lorissc il 12/04/15 alle 07:32 via WEB
Sono stato al Jazz Club di Ferrara. Il posto è molto bello, il clima amichevole, gli appassionati calorosi e, incredibile ma vero, fanno solo jazz...
 
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