Inceneritore DesioUn'alternativa esiste ed è migliore sotto tutti i punti di vista - Benvenuti nel blog del Comitato per l'alternativa al nuovo inceneritore di Desio |
PRIMA PAGINA DEL CITTADINO - ABBIAMO VINTO!!!

DI INCENERITORE SI MUORE, LA VOGLIAMO CAPIRE???
Intervento del dottor Federico Balestreri (Associazione Internazionale dei Medici per l'Ambiente) a Bovisio Masciago (20 Aprile 2009)
L'Ordine dei Medici di Monza e Brianza contro il nuovo inceneritore di Desio

"Mio Dio, io a 2 km dall'inceneritore non vorrei starci! Non ci farei stare i miei figli!" Dottor Carlo Maria Teruzzi, Vice Presidente dell'Ordine dei Medici di Monza e Brianza.
.
Abbiamo raccolto le firme per indurre il Presidente della Provincia di Milano a bloccare l'iter di costruzione del nuovo inceneritore e per richiedere un'assemblea pubblica con medici indipendenti ed esperti del settore che non abbiano conflitti di interesse.
LA RACCOLTA FIRME E' CHIUSA, CAUSA PASSAGGIO SOTTO LA NUOVA PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA
Vuoi sapere quanta diossina uscirà giornalmente dal nuovo inceneritore? Scarica il "Bugiardino degli adoratori del fuoco - Inceneritori&Informazione... come infinocchiare i cittadini" Scarica il volantino distribuito al consiglio comunale di Desio del 2 marzo 09 Diossina Seveso: nella zona colpita c'è il triplo di diossina nel latte materno Per approfondire: "sostanze cancerogene emesse e indagini epidemologiche in Italia", "diossina&inceneritori" e "polveri sottili&inceneritori"
CRONOSTORIA DEL COMITATO
APRILE 2012
NUOVO INCONTRO PUBBLICO A CESANO MADERNO; REPLICATO IL "FORMAT" DELLL'INCONTRO DI VAREDO DEL NOVEMBRE 2011
NOVEMBRE 20011
NUOVO INCONTRO PUBBLICO A VAREDO. LA PRESENTAZIONE UTILIZZATA, IL VIDEO DI EZIO ORZES (1° PARTE E 2° PARTE), IL FILM ZERO WASTE DI VICTOR IBANEZ, LO SPECIALE DE "IL GIORNALE DI DESIO".





MAGGIO 2011
AUDIZIONE DEL COMITATO PRESSO LA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA
DICEMBRE 2010
INCONTRO A DESIO PER POLITICI LOCALI CON ENZO FAVOINO DELLA SCUOLA AGRARIA DEL PARCO DI MONZA
OTTOBRE 2010
DOPO L'ORDINE DEL GIORNO IN CONSIGLIO COMUNALE SULL'INCENERITORE, VISITA BIPARTISAN AL CENTRO RICICLO DI VEDELAGO (il video).
AGOSTO 2010
GIRIAMO IL VIDEO "INCENERITORE DESIO"
LUGLIO 2010
INCONTRO CON L'ASSESSORE PROVINCIALE ALL'AMBIENTE, FABRIZIO SALA
DICEMBRE 09
LA NOSTRA BATTAGLIA FINISCE SU UN PERIODICO A TIRATURA NAZIONALE
NOVEMBRE 09
RICHIESTA DI AUDIZIONE IN PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA
INIZIATIVA "STRISCIONE SUL BALCONE"







OTTOBRE O9
NUOVO INCONTRO PUBBLICO DEL COMITATO A DESIO: ADESIONE ALLA VERTENZA CIP6, PROIEZIONE DI UN'INTERVISTA ESCLUSIVA AD UN TECNICO INCENERITORISTA (PRIMA E SECONDA PARTE) E DEL FILM "UNA MONTAGNA DI BALLE".







SETTEMBRE 09
SECONDO INTERVENTO DEL DIFENSORE CIVICO PROVINCIALE PER INDURRE LA SOCIETA' BEA A RENDERE PUBBLICO IL PROGETTO DEL NUOVO INCENERITORE
INVIAMO A TUTTI GLI ENTI LOCALI INTERESSATI UNA RICHIESTA FORMALE PER LA COSTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE INDIPENDENTE PER LO STUDIO DELLE ALTERNATIVE ALL'INCENERITORE
GIUGNO 09
IL DIFENSORE CIVICO DELLA PROVINCIA DI MILANO INTIMA ALLA SOCIETA' BEA DI "APRIRE I CASSETTI" E RENDERE NOTO IL PROGETTO DEL NUOVO INCENERITORE
VAREDO, SPETTACOLO TEATRALE FRANKENTEIN DELLA COMPAGNIA DEGLI STRACCI, A SUPPORTO DEL COMITATO.
APRILE 09
CONVEGNO A BOVISIO IN COLLABORAZIONE CON L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE
PARTECIPANO: ASSOCIAZIONE DEI MEDICI PER L'AMBIENTE (ISDE), ORDINE DEI MEDICI DI MONZA E BRIANZA, LEGAMBIENTE, WWF, MEDICINA DEMOCRATICA, AMBIENTE BRESCIA (clicca sulle sigle per visionare le presentazioni dei relatori).
Marco Caldiroli
Federico Balestreri
Massimo Cerani
Gianluigi Salvador
Le impressioni della gente

MARZO 09 CONSIGLIO COMUNALE APERTO SUL NUOVO INCENERITORE 3 MARZO 2009 Ci hanno impedito di filmare la seduta, dove 400 cittadini si presentano per sostenere le ragione del Comitato! Ecco il resoconto dei giornali:
FEBBRAIO 09
INCONTRO PUBBLICO CON PAUL CONNET A CESANO MADERNO
Le opinioni della gente:
DICEMBRE 08
IL COMITATO IN TV
NOVEMBRE 08
INCONTRO PUBBLICO 26 NOVEMBRE 08
NOVEMBRE 08
Siamo stati protagonisti dello spettacolo di Beppe Grillo del 10 novembre 2008 a Cantù, dove abbiamo portato a conoscenza del pubblico il caso "Inceneritore Desio"...
Eccoci davanti al palco:
Ecco il nostro incontro dietro le quinte con Beppe:
SETTEMBRE 08
Abbiamo ottenuto un'audizione presso la Commissione Ambiente della Provincia di Milano per spiegare le nostre ragioni.
Con noi il Professor Federico Valerio, Direttore del Dipartimento di Chimica Ambientale dell'Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, che ha demolito la tesi secondo cui gli inceneritori sono innocui, utili e vantaggiosi.
|
Post n°741 pubblicato il 11 Maggio 2013 da noinceneritoredesio
Riciclo all’80% e tariffa puntuale, la strada è quella giusta. Il servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti si estende a tutta la città di Mantova. Il piano è stato presentato martedì 23 aprile in Comune dal sindaco Nicola Sodano, dall’assessore all’Ambiente Mariella Maffini e dal direttore di Mantova Ambiente Anzio Negrini. “Bisogna ringraziare i mantovani perché nonostante i disagi iniziali sono bravissimi – ha sottolineato Sodano -. Un risultato così lo si ottiene solo con la partecipazione dei cittadini. In più i materiali conferiti sono di qualità ottima”. Le tappe sono due: il 15 giugno si comincia nella parte del centro storico confinante con la già servita area Unesco e il 1° settembre nei quartieri di Gambarara, Ponte Rosso, Cittadella, Lunetta, Frassino, Virgiliana, Belfiore, Castelnuovo degli Angeli, Dosso del Corso, Borgo Chiesanuova, Pompilio, Due Pini, Te Brunetti, Migliaretto, Valletta Paiolo e Valletta Valsecchi. Nel 2013, quindi, tutta Mantova sarà servita con il nuovo sistema. Il servizio prevede l’utilizzo di sacchi per il centro storico e di bidoncini per i restanti quartieri della città per il conferimento dei rifiuti opportunamente separati che devono essere esposti in giorni ed orari stabiliti per il ritiro da parte dagli operatori. Nel centro storico i sacchi devono essere esposti dalle 20 alle 21 (non più dalle 19 alle 21) ed il loro asporto avviene di notte; nei quartieri, i bidoni vanno esposti la sera precedente il giorno di raccolta ed il ritiro da parte degli operatori avviene nelle prime ore della mattina successiva. L’ Amministrazione comunale e Mantova Ambiente hanno deciso di fare un ulteriore passo in avanti: la tariffa di igiene urbana diventa puntuale. Il che significa che gli utenti dovranno pagare in base alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti secondo il principio europeo: chi inquina paga. Solo così i cittadini saranno incentivati a produrre meno rifiuti indifferenziati. Mantova sarà il primo grande comune in Italia ad applicare questo sistema. A tutte le utenze domestiche e non domestiche verranno consegnati contenitori grigi (sacchi e bidoncini) per la raccolta del rifiuto indifferenziato dotati di un dispositivo elettronico che permette di rilevare il numero di volte in cui l’operatore di Mantova Ambiente effettua l’asporto o la vuotatura degli stessi. Il contenitore ha un codice associato esclusivamente alla singola utenza. A tutte le utenze utenze viene inoltre consegnata una tessera identificativa, con codice a barre associato al dispositivo elettronico dei contenitori. La raccolta porta a porta e l’applicazione puntuale della tariffa hanno l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti e raggiungere l’obiettivo di rifiuti differenziati oltre il 75 per cento. In questo modo, infatti, si può impedire che risorse importanti, in grado di essere ancora valorizzate dal riciclo (come vetro, alluminio, plastica e carta), vadano perse per sempre. Aumentando la raccolta differenziata, inoltre, diminuisce la quantità di rifiuti destinati ad essere smaltiti in discarica. A cinque mesi dall’avvio del porta a porta in area Unesco, le percentuali di raccolta differenziata hanno raggiunto dei risultati importanti: in gennaio l’80,84%, in febbraio il 76,74% e in marzo l’81,43%, con una media che si avvicina all’80 per cento. Significative le tonnellate di materiali avviati al recupero; prendendo a riferimento il mese di marzo si hanno 67.420 tonnellate di imballaggi in cartone, 16.460 di imballaggi in plastica, 36.920 di vetro e alluminio, 63.490 di materiale organico. Molto diversi, invece, i dati registrati nel primo trimestre di quest’anno nel territorio non servito dal servizio di raccolta domiciliare: la percentuale di rifiuti differenziati è il 38,25% (3.550.760 tonnellate di rifiuti prodotti in gennaio, febbraio, marzo). Per informare i cittadini del nuovo servizio è stata predisposta una adeguata campagna di comunicazione attraverso la realizzazione di incontri con la cittadinanza e materiale informativo. Nel centro storico saranno attivi inoltre gli ‘infobike’ curati da un esperto informatore ambientale che gira per la città con una bicicletta personalizzata, dalle 10 alle 19, del 25 maggio, l’1, l’8 e il 15 giugno. Nei quartieri invece saranno allestiti dei punti informativi tra agosto e settembre, il personale incaricato darà informazioni e fornirà chiarimenti, dalle 8.30 alle 12.30, il 25 e il 27 agosto, l’1 e l’8 settembre. Gli infopoint saranno sette e si svolgeranno in contemporanea in alcuni quartieri, il calendario contenente le date e i luoghi sarà inviato ai residenti nei quartieri nelle prossime settimane. Le novità sul nuovo servizio, infatti, vengono comunicate alla cittadinanza attraverso l’invio di una lettera del sindaco Sodano che sarà recapitata a tutte le utenze (per i residenti in centro in questi giorni, per i residenti nei quartieri nelle prossime settimane). Il calendario con i giorni di raccolta e le informazioni su come separare correttamente i rifiuti, invece, vengono fornite all’interno dell’opuscolo consegnato, insieme al kit dei sacchi e dei contenitori, dagli operatori di Mantova Ambiente casa per casa. Per tutti i cittadini, infine, da giugno a settembre, verranno proposti una serie di incontri che, oltre ad introdurre le novità del servizio di raccolta domiciliare, illustreranno argomenti e temi legati ad un corretto rapporto con le risorse e i materiali, alla spesa e al consumo ecologico, in un’ottica di contenimento degli sprechi e di riduzione dei rifiuti. Fonte: ciaccimagazine.org, 03/05/13. |
|
Post n°740 pubblicato il 11 Maggio 2013 da noinceneritoredesio
Livelli di diossine superiori ai limiti di legge sono stati rilevati dall'Aepat durante i controlli periodici effettuati sulle emissioni dell'inceneritore di Pisa che è stato immediatamente spento da Geofor, l'azienda proprietaria dell'impianti, appena ricevuta la comunicazione ufficiale da parte dell'Agenzia regionale di protezione ambientale. Il laboratorio Arpat ha rilevato che nei campionamenti effettuati il 17 aprile scorso erano stati superati i limiti del parametro diossine-furani e del parametro Ipa della linea 2 del termovalorizzatore. L'azienda ha già avviato le verifiche per scoprire le cause dello sforamento dei limiti di legge per le sostanze inquinanti. Il laboratorio ARPAT di Livorno ha reso disponibile in data odierna l’esito analitico dei campionamenti, effettuati, nell'ambito dei consueti controlli periodici dell'impianto, il giorno 17 aprile da parte dell'Agenzia alle emissioni in atmosfera della linea 2 dell’impianto di termovalorizzazione gestito da GEOFOR SpA , localizzato a Ospedaletto (Pisa). Ecco il comunicato dell'Arpat: Dai risultati degli accertamenti analitici sono stati rilevati per i due campioni esaminati i seguenti valori: campione 1: 31,1 µg/Nm3 per il parametro IPA; 0,261 ng/m3 TEQ ± 0.115 ng/Nm3 per il param etro diossine-furani. campione 2: 22,5 µg/Nm3 per il parametro IPA; 0,270 ng/m3 TEQ ± 0.119 ng/Nm3 per il parametro diossine-furani. I limiti di legge sono: per il parametro diossine-furani: 0,1 nanogrammi (ng) per metro cubo TEQ (tossicità equivalente); per il parametro IPA: 10 microgrammi (µg) per metro cubo. Pertanto in entrambi i campioni sono stati superati i limiti di legge sia per il parametro diossine-furani che per il parametro IPA. Il Dipartimento ARPAT di Pisa, In ottemperanza alla DGR 652/2008 [vedi ARPATnews 142-08 ], ha tempestivamente informato Provincia e Comune di Pisa e l'Azienda USL 5 di Pisa, trasmettendo il rapporto di prova rilasciato dal laboratorio e proponendo di chiedere al gestore dell’impianto di provvedere a: Fermare la linea 2, secondo quanto previsto dal D.Lgs 133/2005, art 16; Analizzare le fiale presenti sulla linea 2 per il campionamento dei PCDD/PCDF (diossine e furani) relative al periodo 1 aprile - 9 maggio. Nel caso in cui tali fiale siano state già analizzate, si chiede di inviare una copia dei risultati; Relazionare sinteticamente sulle cause che hanno prodotto il superamento del parametri in questione, con particolare riferimento al rifiuto che veniva incenerito al momento del campionamento; Descrivere gli interventi di risanamento della linea oggetto del superamento. Fonte: gonews.it, 11/05/13. |
|
Post n°739 pubblicato il 06 Maggio 2013 da noinceneritoredesio
Dal Comune di Bovisio Masciago arriva un messaggio forte e chiaro per tutta la Brianza: smettiamo di pensare all'incenerimento dei rifiuti e al business, impariamo a rispettare l'ambiente anche battendo strade alternative. Ne va di mezzo la salute dei cittadini, è una questione di rispetto anche nei confronti dell'intero territorio in cui viviamo. Lo ha affermato a gran voce il Consiglio comunale che, lunedì 29, ha approvato all'unanimità la delibera "Assemblea dei soci di Brianza Energia Ambiente - Linee di indirizzo". Questa è stata poi inviata già la mattinata successiva a tutti i Sindaci dei Comuni soci di Bea (Brianza Energia Ambiente), al Presidente della Provincia di Monza e Brianza, all'Assessore provinciale all'Ambiente e al Presidente del Consiglio provinciale. "Ho la convinzione che possa rappresentare un testo condivisibile da tutti voi - ha scritto il Sindaco Emanuele Galimberti nella lettera accompagnatoria - e che, con le eventuali modifiche che riterrete di apportare, possa diventare patrimonio di tutti. Sia per il contenuto sia per quanto riguarda il modo di trattare questo tema. Sono convinto che può essere un valido punto di partenza nella realizzazione di un nuovo percorso sul trattamento dei rifiuti per un territorio più ampio di quello comunale. Vista l'imminente scadenza assembleare - se cogliamo l'opportunità può diventare un punto di svolta - mi auguro che possiate deliberare su questo tema anche voi al più presto per avere un'idea forte da condividere e sostenere insieme". Nella delibera approvata dalla massima assise cittadina è stato messo in discussione il piano industriale approvato dall'Assemblea dei Soci di Bea nella contestata seduta del 26 ottobre scorso. Un documento che, così com'è stato proposto, non prende in considerazione aspetti fondamentali: 1) superamento della frammentazione societaria esistente in materia di gestione dei rifiuti; 2) adeguamento alle strategie proposte dalla normativa europea e nazionale; 3) virtuosità della gestione dei rifiuti su base di bacino e/o provinciale; 4) adozione della strategia "rifiuti zero" ovvero della politica delle 4 R (riduzione, riuso, recupero e riciclo). Non è stata però una semplice critica: sono state formulate proposte ben precise. Tra queste la sospensione immediata dell'operatività della neo costituita società "BEA Gestione" con il conseguente azzeramento di tutti gli eventuali costi di gestione, compensi per gli organi sociali compresi. Inoltre la richiesta di nominare un nuovo Consiglio di Amministrazione, più sensibile verso l'ambiente e meno orientato a una logica di business nel campo dei rifiuti, che provveda a elaborare un nuovo piano strategico industriale che tenga conto dei seguenti obiettivi: - garantire la sostenibilità ambientale nel lungo periodo; Dopo la delibera su Bea il Sindaco è già all'opera su altre battaglie ambientali per salvaguardare il futuro del nostro territorio: proprio in questi giorni sta concordando con le altre amministrazioni della tratta B2 e C di Pedemontana alcune iniziative congiunte che riguardano ambiente e salute. Tra queste anche l'aspetto della diossina di Seveso e della bonifica, considerato che il tracciato autostradale è destinato a occupare terreni su cui non si è mai intervenuti in seguito all'incidente chimico del 1976. Fonte: comune.bovisiomasciago.mi.it, 02/05/13 |
|
Post n°738 pubblicato il 23 Aprile 2013 da noinceneritoredesio
CHIEDERÀ agli altri Comuni soci di Bea e alla Provincia di Monza e Brianza di fare come lui e di proporre la stessa delibera di indirizzo che tra qualche giorno potrebbe essere approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Bovisio. SI TRATTA di un documento fortemente voluto dal sindaco Emanuele Galimberti, in cui si mette in discussione il piano industriale approvato dall’assemblea dei soci di Brianza energia ambiente che prevede l’ampliamento del forno, l’aumento dei rifiuti e un contratto che vincola i comuni soci a conferire rifiuti per 20 anni assicurando così i flussi finanziari necessari alla sostenibilità economica dell’investimento effettuato dai soci privati. La proposta del sindaco di Bovisio è quella di sospendere immediatamente l’operatività della neo costituita società Bea Gestione e conseguentemente azzerare tutti gli eventuali costi di gestione, compensi per gli organi sociali compresi. Nel frattempo, un rinnovato consiglio di amministrazione dovrà elaborare un nuovo piano strategico industriale. «È una scelta condivisa da tutta la maggioranza - spiega il primo cittadino - ma spero che tutti i gruppi consiliari votino a favore di questa delibera. Persegue l’obiettivo della sostenibilità ambientale attraverso politiche innovative del ciclo di gestione dei rifiuti e di riduzione dei costi del servizio. Si concretizza soprattutto nella volontà di fermare l’aumento dell’ormai obsoleto incenerimento dei rifiuti, indirizzando la società verso la ricerca e lo sviluppo di sistemi alternativi. Anche il Comitato per l’Ambiente di Bovisio Masciago e gli altri Comitati di Desio e Limbiate bocciano con noi un progetto industriale, che così come proposto, sembra basare il proprio equilibrio economico unicamente sulla previsione di un conferimento obbligatorio per 20 anni da parte dei Comuni soci di un quantitativo di rifiuti prestabilito ad un prezzo predeterminato e già ora superiore alla media di mercato». SECONDO Galimberti, il piano strategico industriale dovrebbe garantire la sostenibilità ambientale e quella economico-finanziaria nel lungo periodo, incrementare la marginalità/redditività, migliorare l’efficacia, economicità e qualità del servizio, garantire la saturazione dell’impianto, dimensionandolo sulla base dei trend di riduzione dei rifiuti e l’incremento della raccolta differenziata, oltre che garantire ai soci servizi in linea con le migliori condizioni economiche di mercato. «Mi auguro - conclude Galimberti - che una volta formalmente approvata, questa delibera venga favorevolmente accolta anche dagli altri Comuni soci di Bea e soprattutto dalla Provincia di Monza e Brianza, che è socio con una quota del 20 per cento. Possiamo raggiungere un grande risultato, facciamolo insieme». Fonte: "Il Giorno", 23/04/13. |
|
Post n°737 pubblicato il 23 Aprile 2013 da noinceneritoredesio
Ecco il Dizionario sui Rifiuti, a Capannori ogni dubbio è subito risolto. Dubbi su come fare la raccolta differenziata? Capannori ha deciso di migliorare ulteriormente il servizio di raccolta differenziata adottando l’app «Dizionario dei Rifiuti». Si tratta del primo motore di ricerca italiano dedicato alla raccolta differenziata, disponibile sul web e come ‘app’ per smartphone e tablet, ideato nel 2011 dal diciottenne Francesco Cucari, e subito diventato un punto di riferimento per migliaia di cittadini.Il Dizionario dei rifiuti personalizzato per Capannori, già attivo all’indirizzo www.capannori.dizionariodeirifiuti.it, permette di avere informazioni sulla raccolta differenziata sempre a portata di mano e risponde ai dubbi che molti cittadini incontrano quotidianamente su come e dove smaltire gli scarti prodotti. Se qualcuno non sa dove gettare un materiale ecco che il dizionario lo aiuta a risolvere ogni dubbio indicando in quale bidoncino vadano gettati la carta, piuttosto che le pile scadute, o gli avanzi di cucina. “Come sempre siano favorevoli alle innovazioni – dichiara il sindaco, Giorgio Del Ghingaro – e questa ci sembra particolarmente interessante, perché costituisce un facile e valido supporto ai cittadini che quotidianamente fanno la raccolta differenziata semplificando il loro compito. Il dizionario dei rifiuti va nella direzione di migliorare ulteriormente il servizio di raccolta e, aspetto importante, non è uno strumento rigido, ma in grado di essere implementato in caso di cambiamenti e novità e quindi di informare tempestivamente la cittadinanza”. “Dopo l’attivazione della Tariffa Puntuale – dichiara l’Assessore all’Ambiente Alessio Ciacci- che dal primo Gennaio coinvolge tutte le famiglie di Capannori, questo nuovo progetto ci aiuta a migliorare sempre la chiarezza, la trasparenza e l’informazione sulla corretta gestione di tutti i materiali che passano dalle nostre mani. Quasi tutti i nostri scarti possono e devono tornare ad essere preziosi materiali e non u problema ambientale per la collettività, con questo Dizionario attiviamo un servizio in più per ricordarci sempre calendari di raccolta e l’elenco di tutti i rifiuti per le varie tipologie. Un valido, semplice e tecnologico pro-memoria gratuito per i cittadini e di facile accesso per tutti.” “E’ uno strumento innovativo che va a migliorare ulteriormente il servizio di raccolta dei rifiuti – afferma il presidente di Ascit, Maurizio Gatti – che adesso utilizza anche modalità delle moderne tecnologie e si apre al mondo del web e delle applicazioni per smartphone. Uno strumento importante alla luce di alcuni dubbi sulla differenziazione dei rifiuti ancora presenti tra i cittadini e particolarmente per quanto riguarda la raccolta del vetro, poiché il nuovo calendario non è stato ancora del tutto assimilato. Ho testato personalmente il dizionario dei rifiuti e devo dire che è semplice, sia nell’applicazione che nella consultazione”. Il dizionario, geolocalizzato in base alle zone nord e sud del territorio comunale, è in grado di fornire su richiesta il calendario settimanale dei conferimenti dei rifiuti e per coloro che hanno poca memoria è anche possibile attivare un comodissimo servizio di notifica e sarà così il proprio smartphone a ricordare cosa buttare e quando. Fonte: ciaccimagazine.org, 08/04/13 |
|
Post n°736 pubblicato il 16 Aprile 2013 da noinceneritoredesio
Il percorso legislativo è iniziato lo scorso 27 marzo con il deposito del testo in Corte di Cassazione. La quota necessaria per la presentazione della legge è di 50mila firme ma i promotori dell'iniziativa, forti dell'entusiasmo suscitato in tutto il paese e dei moltissimi comitati territoriali già costituiti contano di raccoglierne molte di più. Già il numero delle firme che verranno raccolte nel primo "Firma day" della prossima domenica, 14 aprile, dovrebbero dare l'idea di quanto sia forte la volontà degli italiani di voltare pagina in materia di rifiuti. La raccolta firme avrà cadenza settimanale e continuerà sino a questa estate. La legge Rifiuti Zero è promossa da associazioni, realtà sociali e comitati territoriali che mirano ad una riforma strutturale del sistema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti con la messa al bando di inceneritori e mega discariche. Se approvata la Legge Zero Rifiuti rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione verde basata sulle parole sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione, lavoro. Testo della legge, comitati territoriali, materiali e informazioni: http://www.leggerifiutizero.it/ Sito per la Lombardia: http://www.rifiutizerolombardia.it/ Dove firmare in Lombardia: http://www.rifiutizerolombardia.it/dove-firmare/ Per rimanere aggiornati sulla raccolta firme settimanale: http://www.rifiutizerolombardia.it/eventi/ |
|
Post n°735 pubblicato il 16 Aprile 2013 da noinceneritoredesio
TRA I «CONTRARISSIMI» al piano industriale di Bea per la ristrutturazione e il potenziamento del forno inceneritore di Desio, c’è il Comitato Più Limbate e meno cemento, che oggi punta il dito anche contro l’attegiamento ambiguo della Provincia di Monza e Brianza e si schiera apertamente al fianco del sindaco di Desio, Roberto Corti che non solo ha votato contro il piano ma ha anche presentato un ricorso al Tar contro la sua approvazione. Ieri mattina il comitato limbiatese è tornato in piazza per l’avvio ufficiale della raccolte firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare «Rifiuti zero», per la quale fa da coordinatore a livello regionale ed è stata questa l’occasione per tornare a puntare i riflettori sull’impianto di Desio. L’altra settimana in Regione Lombardia, la conferenza di servizi dalla quale dipenderà l’autorizzazione all’ampliamento, ha visto la Provincia di Monza e Brianza manifestare una sorta di «nulla osta» implicito richiamando quel principio di «autosufficienza» provinciale sullo smaltimento rifiuti che però viene duramente contestato a livello politico dalle Lega Nord, che con l’assessore provinciale Andrea Monti ha preso le distanze dal parere espresso dai tecnici e che l’altra sera, con un’interrogazione in consiglio provinciale ha sottoposto la questione al neonominato assessore all’Ambiente, Martina Sassoli (Pdl). «LE CAMBIALI politiche che sono evidentemente alla base di questo accordo trasversale sul forno di Desio, sono questioni che non ci riguardano - dice Mauro Varisco, presidente del Comitato Più Limbiate meno cemento - Noi contestiamo dal punto di vista tecnico questo piano che è assolutamente anacronistico e va contro i principi e gli impegni per la riduzione dei rifiuti da inviare a smaltimento. C’è una clausola vessatoria, che impone invece ai comuni di garantire il quantitativo di rifiuti da incenerire. Ce l’abbiamo con i sindaci che hanno appoggiato questo piano venendo meno al loro dovere di tutela della salvaguardia della salute dei loro concittadini. Ci stupisce l’atteggiamento del sindaco di Limbiate, che oltretutto è anche medico ma che in questa occasione ha dimostrato una totale sudditanza nei confronti di Cesano Maderno, mentre esprimiamo la totale solidarietà al sindaco di Desio che si è opposto all’ampliamento del forno a tutela dei suoi cittadini che da anni ne subiscono gli effetti». L’alternativa all’ampliamento dell’inceneritore c’è -sostengono dal Comitato e si chiama raccolta differenziata spinta, attraverso il porta a porta. «Si creerebbero anche nuovi posti di lavoro, calcolati in 1 ogni mille abitanti», ribadisce Varisco. Fonte: "Il Giorno", 14/04/13. |
|
Post n°734 pubblicato il 16 Aprile 2013 da noinceneritoredesio
Assegnato il premio ambientale Goldman 2013. La premiazione oggi a San Francisco (USA). 150mila dollari, da spendere per continuare a supportare le proprie attività, a sei attivisti ambientali in Italia, Sudafrica, Iraq, Colombia e USA. SAN FRANCISCO, 15 aprile 2013. La Goldman Environmental Foundation di San Francisco (USA) ha annunciato oggi i nomi dei sei vincitori del premio ambientale Goldman del 2013. Il riconoscimento è andato a sei coraggiose figure internazionali che s’impegnano quotidianamente in difesa dell’ambiente e della qualità della vita delle comunità. Il premio ambientale Goldman, alla sua 24esima edizione, viene assegnato annualmente a delle persone che si sono contraddistinte per il loro impegno ambientale, provenienti dalle sei regioni continentali abitate del pianeta. Il premio in denaro, 150mila dollari, rappresenta la più grande somma corrisposta per l’attivismo ambientale di base. Il premio sarà assegnato nel corso di una cerimonia che si terrà oggi, lunedì 15 aprile 2013, alle ore 17.00 presso la San Francisco Opera House. Seguirà una cerimonia più piccola presso il Ronald Reagan Building and International Trade Center di Washington, D.C., mercoledì 17 aprile. Per l’Europa, il prestigioso riconoscimento è stato assegnato quest’anno, per la prima volta in 15 anni nella storia del premio, a un italiano: Rossano Ercolini, di Capannori (Lu), in Toscana. Rossano, un insegnante di scuola elementare, ha avviato una campagna di sensibilizzazione pubblica sui pericoli degli inceneritori e dato impulso in Italia al movimento nazionale Rifiuti Zero. La Fondazione Goldman ha voluto premiare Rossano Ercolini, poiché “quando sentì parlare dei progetti di edificazione dell’inceneritore nel suo Comune, ritenne di avere la responsabilità, come educatore, di proteggere il benessere degli studenti e di informare la comunità in merito ai rischi dell’inceneritore e alle soluzioni per la gestione sostenibile dei rifiuti domestici del paese”, come si legge nella motivazione del premio. Proprio lo scorso 27 marzo è stata depositata in Corte di Cassazione la Legge d’iniziativa popolare sui Rifiuti zero, che mira a una riforma organica del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti e si articola attorno a 5 parole chiave: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro. Da ieri, e per sei mesi, si raccolgono le firme (ne servono 50mila) a sostegno della proposta di legge, per riportare al centro della discussione politica le proposte virtuose nella gestione dei rifiuti. Per saperne di più: http://www.leggerifiutizero.it/. Fonte: ciaccimagazine.org, 15/04/13 |
|
Post n°733 pubblicato il 07 Aprile 2013 da noinceneritoredesio
il Governo Monti ha approvato l'8 marzo 2013 una strategia energetica nazionale (SEN) in cui si ipotizza la prosecuzione del pagamento dei CIP6, e il recupero energetico dai rifiuti. Senza ritegno, si vuole far continuare l'illogico finanziamento (grazie al 7% della bolletta elettrica che noi cittadini paghiamo) di fonti non rinnovabili come il teleriscaldamento, di fatto energia pulita ma ottenuta grazie al per niente sostenibile incenerimento dei rifiuti. Va ricordato ai nostri poco consapevoli governanti che hanno votato tale strategia, che quanto enunciato nella SEN è dissonante con l'indirizzo della risoluzione del Parlamento europeo del 24 maggio 2012 (risoluzione 211/2068 (UNI)) nel quale si determina che si mira alla realizzazione di "un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse". Tale risoluzione, pur non essendo una direttiva, costituisce un documento preparatorio da un lato per il settimo programma europeo d'azione per l'ambiente e dall'altra per la nuova direttiva quadro sui rifiuti prevista per il 2014.
|
|
Post n°732 pubblicato il 07 Aprile 2013 da noinceneritoredesio
UNA VERA E PROPRIA “dichiarazione di guerra” nei confronti di Bea Spa quella contenuta nella mozione presentata dalla Lega Nord di Cesano Maderno che andrà in discussione nel Consiglio comunale convocato per il prossimo 21 marzo. Il gruppo di minoranza torna sulla discussa approvazione del nuovo piano industriale della società di gestione del forno inceneritore di Desio, di cui il Comune di Cesano è tra i soci, per chiedere al sindaco di Cesano Maderno la convocazione di una nuova assemblea, con tanto di mozione di sfiducia per il presidente della Spa e per i componenti del consiglio di amministrazione. Il riferimento è all’atto approvato il 26 ottobre scorso, con il voto contrario del Comune di Desio e l’astensione dei comuni di Lentate sul Seveso e Muggiò, oltre che della Provincia di Monza e Brianza, evidenziando che «il Piano industriale non fa emergere una convenienza economica certa per i comuni Soci, oltre a non presentare rilevanti innovazioni tecniche» e criticando il vincolo del minimo di conferimento visto come un ostacolo all’aumento della differenziazione dei rifiuti. Contro questo atto, all’inizio di gennaio è stato presentato un ricorso al Tar dal Comune di Desio. Di qui la richiesta della Lega di una nuova assemblea che mette all’ordine del giorno la “Revoca della deliberazione del 26 ottobre scorso e di tutti gli atti conseguenti”, fino ad arrivare poi all’azzeramentoe degli attuali vertici di Bea Spa. Fonte: Il Giorno, 17/03/13 |
|
Post n°731 pubblicato il 07 Aprile 2013 da noinceneritoredesio
TRA LE TANTE firme c’è anche quella del sindaco Emanuele Galimberti, che non si è lasciato scappare l’occasione per rimarcare ancora una volta il suo no al progetto Bea. Il Comitato per l’Ambiente di Bovisio Masciago ha raccolto oltre cento firme per fermare il progetto del forno inceneritore di Desio e di conseguenza informare la popolazione sulle scelte di Bea che prevede di aumentare il volume dei rifiuti da bruciare. «Il piano che è stato approvato - spiegano dal Comitato - prevede la privatizzazione del 40 per cento di Bea e l’aumento dei rifiuti da bruciare a quasi 90mila tonnellate annue, 32 milioni di euro di spesa, 20 anni d’impegno finanziario dei Comuni garantito dalle bollette e quindi dai cittadini. Non dimentichiamoci dei danni ambientali». Le alternative esistono, sottolineano i membri del Comitato. «Ad esempio si potrebbero fare accordi con i produttori per l’eliminazione totale o quasi degli imballi superflui e non riciclabili, incentivare l’installazione di distributori alla spina per tutti i prodotti possibili, creare gruppi di acquisto solidale per lo sviluppo di un’economia a chilometro zero». La raccolta firme proseguirà nei vari comuni della Brianza attraverso le associazioni che appoggiano l’iniziativa, come la promotrice di tale campagna Più Limbiate meno cemento, Cives Seveso, Cives Bovisio Masciago, Insieme per il Villaggio Cesano Maderno, Associazione comitato civico Frazione Snia Cesano Maderno, Noi per Cesano. Fonte: Il Giorno, 26/03/13 |
|
Post n°729 pubblicato il 05 Aprile 2013 da noinceneritoredesio
Venerdì 15 marzo si è tenuta la prima riunione regionale organizzata dal Comitato Beni Comuni Monza e Brianza presso l'Urban Center di Monza cui hanno partecipato cinquantotto persone in rappresentanza di varie realtà associative, comitati e movimenti della Lombardia, che ha sancito all’unanimità la costituzione del Coordinamento Regionale a sostegno della Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero. Durante la riunione sono state espresse le adesioni all'iniziativa che rientra nelle azioni di concretizzazione della Strategia Rifiuti Zero. La serata si è caratterizzata per la ricchezza d’interventi succedutesi, attraverso i quali è emersa una forte volontà di costruire in Lombardia una fitta rete di collaborazioni tra i movimenti e comitati che operano in Lombardia al fine di realizzare un progetto globale di sviluppo sostenibile e contestualmente avere la capacità di vertenzialità nei confronti delle istituzioni locali di comuni, province e regione. Seguiranno degli incontri per comporre i gruppi di lavoro, la comunicazione e l'organizzazione del coordinamento sul territorio con referenti locali per l'operatività della campagna di raccolte firme appena sarà depositata la proposta di legge. Sono stati definiti e votati all’unanimità i seguenti referenti: Biagio Catena Cardillo e Maurizio Bertinelli del Comitato Beni Comuni Monza e Patrizia Pappalardo di Zero Waste Italy.
Il Coordinamento Rifiuti Zero Lombardia, Monza 16 marzo 2013. |
|
Post n°728 pubblicato il 18 Marzo 2013 da noinceneritoredesio
L’annuncio del ministero dell’Ambiente suona come un ulteriore, pesante campanello d’allarme per la gestione dei rifiuti del Lazio. Tra le considerazione del commissario europea Janez Potocnik il fatto che sia a rischio la chiusura della discarica di Malagrotta. ”La situazione del trattamento dei rifiuti nella Regione Lazio, anche alla luce delle iniziative contro l’applicazione del decreto del ministro dell’Ambiente del 3 gennaio 2013 sui rifiuti del Lazio, costringe la Commissione a deferire l’Italia alla Corte europea di giustizia”. L’annuncio del ministero dell’Ambiente suona come un ulteriore, pesante campanello d’allarme per la gestione dei rifiuti del Lazio. Tra le considerazioni del commissario europea Janez Potocnik il fatto che sia a rischio la chiusura della discarica di Malagrotta. Una nota del ministero spiega che “il commissario europeo Janez Potocnik, pur apprezzando l’impegno del ministro dell’Ambiente, ha rilevato che sono a rischio la chiusura della discarica di Malagrotta e il trattamento dei rifiuti, oggetto della procedura d’infrazione aperta nel 2011”. Clini da un lato, ha confermato con una lettera al commissario Potocnik l’impegno dell’Italia, “anche grazie alla collaborazione con la nuova amministrazione della Regione e con il Comune di Roma, a completare il programma per allineare la capitale d’Italia agli standard previsti dalle direttive europee e dalle leggi nazionali entro i tempi previsti e comunque prima che la Corte assuma la sua decisione”. Dall’altro lato ha valutato il deferimento alla Corte europea di giustizia come “il risultato inevitabile della situazione che si è venuta a creare in seguito alle opposizioni al decreto del 3 gennaio, opposizioni che in vario modo convergono verso l’unica ‘abituale conclusione per Roma’ a vantaggio del conferimento in discarica”. Il titolare dell’Ambiente ha ricordato “l’incredibile situazione degli impianti regionali di Tmb (trattamento meccanico biologico) e per la produzione di combustibile derivato dai rifiuti che, nonostante le disposizioni del decreto e l’intervento del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, continuano a essere utilizzati meno del 50% della loro capacità”. E al tempo stesso ribadito che “resta a livelli insoddisfacenti la raccolta differenziata, e in particolare la selezione della frazione umida, la quale potrebbe essere valorizzata con la produzione di compost’’. Immediata la convocazione di Ama e delle imprese individuate dal decreto del 3 gennaio da parte di Clini per il 20 marzo, “per definire un piano di azione vincolante anche utilizzando i poteri straordinari che sono stati attribuiti al ministro dalla Legge di stabilità 2013”. Inoltre, Clini ha anche scritto al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e al commissario della Provincia, Umberto Postiglione, per sbloccare le procedure di autorizzazione, ferme da tempo, degli impianti di trattamento e recupero che potrebbero dare una svolta definitiva alla gestione dei rifiuti di Roma”. Fonte: Il Fatto Quotidiano, 15/02/13. |
|
Post n°727 pubblicato il 18 Marzo 2013 da noinceneritoredesio
Troppe risorse in fumo. Maglia nera a Italia su RAEE. BRUXELLES – Troppe risorse preziose come cotone, litio e alluminio, contenute in materiali regolarmente importati dall’Ue e ampiamente riciclabili dai rifiuti, ancora finiscono in fumo negli inceneritori o interrati nelle discariche. A fare il punto è l’ultimo rapporto di Friends of Earth Europe, secondo cui l’Unione europea ancora incenerisce o interra il 60% dei suoi rifiuti urbani perdendo definitivamente materiali preziosi. L’Italia, in particolare, è il fanalino di coda della Ue per la raccolta e il riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici: 4 Kg a testa recuperati all’anno contro i 18,3 Kg immessi nel Paese. Se l’Europa vuole diventare veramente ‘a rifiuti zero’, accanto a target più elevati di riciclo Bruxelles deve definire anche target per il riuso e la prevenzione della produzione di rifiuti. Ecco alcuni dati del rapporto: - ALLUMINIO. Con il declino della produzione e nonostante elevati livelli di riciclo, ogni anno l’Ue importa quasi 15 milioni di tonnellate di bauxite. L’impiego di alluminio continua a crescere: dal 1980 al 2008 il consumo industriale è passato da 14 kg a 22 kg pro capite. In Paesi come Francia e Regno Unito il consumo di metalli è sceso, mentre in Italia e Spagna è salito. In Europa il tasso di raccolta di tutte le confezioni in alluminio è intorno al 50%, in linea con le regole comunitarie, ma non è abbastanza. La lattina per le bevande è il contenitore più riciclato: in Belgio, Finlandia, Germania, Svizzera e Norvegia arrivano a riciclarne il 90%. - BATTERIE AL LITIO. Il litio (Li) è il materiale più leggero sul Pianeta ed è particolarmente efficiente nel convertire energia chimica in energia elettrica, con il maggiore potenziale per lo stoccaggio dei sistemi energetici del futuro. La sua domanda è in continuo rialzo, specie per quanto riguarda la produzione di batterie ricaricabili, impiegate in cellulari, sistemi di stoccaggio e veicoli elettrici (ibridi). La grande maggioranza del litio consumato in Europa però viene incenerita a causa dei tassi molto bassi di raccolta e di una legislazione sui rifiuti carente. Secondo le stime, le batterie agli ioni di litio raccolte nell’Ue sono circa il 5% di quelle immesse sul mercato. L’Ue ha regole che riguardano la raccolta, il riciclo e il trattamento delle batterie, che dovranno arrivare ad almeno il 25% entro la fine di settembre 2012 e al 45% entro settembre 2016. Ma legislazione europea non si occupa nello specifico di batterie al litio. - COTONE. Solo per quanto riguarda i vestiti ogni anno in Ue finiscono nella spazzatura 5,8 milioni di vestiti, dei quali solo un quarto viene riciclato da imprese o va in beneficenza. Il resto si getta in discarica o nell’inceneritore, senza possibilità di riciclare e riusare cotone e tessuti vari in essi contenuti. In un Paese come la Gran Bretagna, per esempio, la stima è che il 31% dei vestiti finisca nella spazzatura, cioé circa 350mila tonnellate di abiti usati, per un valore di circa 180 milioni di euro, ogni anno. In media almeno la metà dei vestiti gettati via può essere riusato, mentre il 20-25% può essere impiegato per il lavaggio dei vestiti e un 20-30% come materia prima secondario da altre industrie. Il riuso dell’abbigliamento è più amico dell’ambiente del riciclo: per ogni tonnellata di cotone delle t-shirt reimpiegato, si risparmiano 12 tonnellate di CO2 equivalente. Senza contare le risorse per produrre una maglietta: la stima è che una t-shirt impieghi 2.700 litri di acqua, più i pesticidi per la coltura del cotone. Fonte: ANSA, 03/03/13. |
|
Post n°726 pubblicato il 18 Marzo 2013 da noinceneritoredesio
Il commissario Ue all’Ambiente, Janez Potocnik, sulla gestione dei rifiuti in Italia: “Non ci saranno più soldi per le discariche, ma saremo più che felici di cofinanziare strutture per il riciclo, che aiuteranno ad andare nella direzione che stiamo promuovendo oggi”. “Saremo più che felici di cofinanziare impianti per il riciclo” in Italia. Questo il messaggio lanciato oggi a Bruxelles dal commissario Ue all’Ambiente, Janez Potocnik, in occasione della pubblicazione del Libro verde per promuovere il recupero, il riuso e il riciclo dei rifiuti plastici in Europa. Fonte: ciaccimagazine.org, 12/03/13. |
|
Post n°725 pubblicato il 18 Marzo 2013 da noinceneritoredesio
Dal 22 al 30 marzo uno showroom sulle alternative alle capsule ‘usa e getta’. Come sarà il gusto di un caffè sostenibile?. Lo puoi scoprire a Capannori in occasione del primo Showroom europeo ‘Separare il caffè dal suo contenitore si può: sempre!” interamente dedicato alle soluzioni per rendere riciclabili le capsule di caffè ‘usa e getta’ che, secondo un caso studio del centro di ricerca rifiuti zero del Comune di Capannori, in Italia costituiscono una parte considerevole dell’indifferenziato se si pensa che se ne consumano 1 miliardo l’anno (il 10% di quante ne vengono consumate nel mondo). Dal 22 al 30 marzo Capannori diventerà capitale del caffè sostenibile grazie ad una mostra con degustazione allestita nella sede comunale di Piazza Aldo Moro utilizzando vari tipi di macchine da caffè, dalla classica macchina per espresso da bar ad cloni delle macchinette del caffè domestiche, che verranno tutte utilizzate con capsule di nuova generazione. Tra queste la più rivoluzionaria è ‘Tablì ‘una compressa di caffè monoporzione di macinato di caffè compattato e autosostenuto con un procedimento del tutto naturale, inventata e brevettata dall’ingegner Gianpaolo Belloli, ideatore anche di soluzioni tecniche per la separazione pre o post utilizzo del caffè dal contenuto. Tablì una vota usata può essere gettata nel rifiuto organico permettendo di fare così la raccolta differenziata in casa. Tra le soluzioni alternative alle capsule non riciclabili c’è anche la capsula ‘pelabile’ (come il coperchio di un barattolo di yogurt) di Coop Italia, di cui, almeno per ora, si può riciclare solo la polvere di caffè e non la capsula e la linguetta di alluminio. L’iniziativa promossa dal Centro Rifiuti Zero del Comune, coordinato da Rossano Ercolini, associazione ‘Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero, società Kompresso srl, Caffèmotive srl, Eti srl, Ims spa e in collaborazione con Goglio spa è il risultato di un percorso iniziato con la realizzazione del ‘caso studio’ che ha portato a contattare e collaborare con realtà e centri di ricerca che si occupano di rendere differenziabili le capsule del caffè usa e getta ormai entrate prepotentemente a far parte delle abitudini quotidiane degli Italiani. “Capannori si conferma sempre più come il Comune delle buone pratiche – sostiene il sindaco, Giorgio Del Ghingaro – e centro di ricerca attiva a livello nazionale nell’individuare soluzioni alternative e sostenibili a tutela dell’ambiente e della qualità della vita dei cittadini. Grazie anche all’attività del centro di ricerca rifiuti zero per primi stiamo lavorando con risultati soddisfacenti e in collaborazione con importanti esperti e marchi nazionali per eliminare dai rifiuti le capsule del caffè che costituiscono una percentuale piuttosto alta della parte indifferenziata. Un altro passo significativo avanti verso il traguardo ‘Rifiuti entro il 2020”. “Le soluzioni alternative alla capsule usa e getta si prospettano molto interessanti – afferma Rossano Ercolini -, perché costituiscono un’alternativa ecologica rispetto alle capsule attualmente in commercio che sono realizzate in plastica rigida o morbida o con carta filtro, tutte comunque non riciclabili, perché da conferire nel rifiuto indifferenziato. Il nostro obiettivo è quello di sottrarre dallo smaltimento le capsule del caffè ‘usa e getta’ puntando a garantirne la riciclabilità e a recuperare i fondi del caffè. Per questo proporremo ad Ascit di fare un raccolta del caffè da bar e ristoranti in modo da disporre di caffè tal quale che può essere utilizzato per vari impieghi, tra cui la coltivazione dei funghi e come compost di alta qualità”. Lo showroom sarà inaugurato venerdì 22 marzo alle ore 10 nella sede comunale di piazza Aldo Moro con la partecipazione del sindaco, Giorgio Del Ghingaro, del coordinatore del centro di ricerca rifiuti zero, Rossano Ercolini, dell’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci e dell’ingegner Gianpaolo Belloli, inventore e titolare del brevetto Tablì. Alle ore 11 è in programma una degustazione di caffè ottenuto con diverse tipologie di macchine. Nel pomeriggio con inizio alle ore 17 nell’auditorium dell’azienda Usl 2 si svolgerà una tavola rotonda intitolata “Elementi ed esempi di responsabilità estesa dei produttori dell’industria del caffè’ alla quale interverranno Gianpaolo Belloli inventore di Tablì, l’assessore Alessio Ciacci, il responsabile di Innovazione e Sostenibilità di Coop Italia, Claudio Mazzini e David Brussa Quality Supervisor di ‘Illy caffè’ e presidente del consiglio di disciplina E.s.e. Durante l’incontro sarà possibile degustare oltre al caffè Tablì anche il caffè Coop. L’iniziativa dedicata al caffè sostenibile proseguirà sabato 23 marzo, sempre all’auditorium, con uno workshop intitolato ‘Dal caso studio alle soluzioni’ coordinato da Rossano Ercolini e introdotto da Camilla Piccinini designer del centro ricerca rifiuti zero. Interverranno Gianpaolo Belloli, Pietro Angelini del gruppo promotore della rete negozi Effecorta e dell’associazione Pensiero Laterale, Antonio Di Giovanni, agronomo e Victor Ibanez, filmaker. Fonte: ciaccimagazine.org, 12/03/13. |
|
Post n°724 pubblicato il 18 Marzo 2013 da noinceneritoredesio
Era giunto il momento di portare le idee Rifiuti Zero nelle istituzioni europee. La conferenza è stata organizzata con l’aiuto del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, con il sostegno degli altri gruppi parlamentari e della Commissione europea sull’Ambiente. La conferenza dimostrerà ai responsabili politici che la strategia Rifiuti Zero è già una realtà in continua evoluzione. L’evento vedrà la partecipazione attiva del Parlamento europeo e del Commissario per l’ambiente, Janez Potocnik, di molti membri competenti del Parlamento europeo, ma anche dell’attore e produttore Jeremy Irons e della regista del film « Trashed » Candida Brady. Le buone pratiche che saranno presentate includono il caso del primo comune europeo a dichiarare Rifiuti Zero, Capannori, e l’esperienza della provincia di Gipuzkoa nei Paesi Baschi spagnoli. Inoltre saranno presentate le esperienze locali, come lo Zero Waste office a Bruxelles, il negozio Rifiuti Zero di Effecorta in Italia , la moda Rifiuti Zero di Reet Aus in Estonia , l’esperienza della famiglia Rifiuti Zero nel Regno Unito e il divertente parco di riuso e riutilizzo di Kretslopp in Svezia. La fondazione Craddle to Craddle presenterà il suo lavoro di progettazione di prodotti migliori e materiali che possono essere biodegradabili o riciclati all’infinito. Non c’è tempo da perdere - I suoli europei soffrono dell’aumento di erosione quando i rifiuti organici sono ancora in discarica o inceneriti, - 90 milioni di tonnellate di cibo viene sprecato ogni anno in Europa, quando 80 milioni di cittadini europei vivono sotto la soglia di povertà, - La disoccupazione in Europa continua a crescere quando 400.000 posti di lavoro potrebbero essere creati solo con l’attuazione della normativa sui rifiuti, - L’Europa è sempre più dipendente con l’esportazione delle materie prime dall’estero, se la maggior parte dei rifiuti elettrici ed elettronici non viene riciclata, - Il 60% dei rifiuti dell’UE è in discarica o incenerito… La tabella di marcia europea per l’efficienza delle risorse conduce l’Europa sulla strada verso Rifiuti Zero e mira ad eliminare progressivamente le discariche e l’incenerimento dei rifiuti non riciclabili entro il 2020. Eppure, ancora oggi sul mercato esistono incentivi per lo smaltimento in discarica, il recupero e l’esportazione dei rifiuti prima del riciclo e della prevenzione; gli investimenti vanno alle infrastrutture di smaltimento di grandi dimensioni quando i livelli superiori della gerarchia, come la prevenzione e il riutilizzo sono sottofinanziati. COME fare per spianare la strada verso Rifiuti Zero Mantenere un basso tenore di carbonio, l’uso efficiente delle risorse nel rispetto della biodiversità e l’aumento della coesione sociale sono oggi le principali sfide dell’Unione europea. La strategia Rifiuti Zero è una parte essenziale di questa sfida perché è in grado di fornire nuovi posti di lavoro, portare sostanze nutritive ai terreni, aiutare a chiudere il ciclo dei materiali e ridurre la dipendenza europea dalle importazioni, ridurre l’impatto ambientale associato allo smaltimento dei rifiuti, promuovere l’innovazione nel design industriale e infine, ma non meno importante, coinvolgere i cittadini nella progettazione di un’Europa migliore. Da un lato Rifiuti Zero richiede la responsabilità della comunità per ridurre, separare, raccogliere e riciclare i rifiuti, dall’altro richiede anche la responsabilità industriale nel progettare e produrre migliori prodotti, più durevoli, riciclabili e ad alta efficienza energetica. Le politiche dell’ Unione europea sono fondamentali nell’influenzare entrambi gli aspetti e questa è la ragione per cui questa conferenza è stata organizzata. L’obiettivo della conferenza Rifiuti Zero: Oltre il Riciclo: le migliori pratiche in materia di risorse e gestione dei rifiuti è quello di portare di fronte ai decisori esempi pratici di come sia possibile passare in soli pochi anni dallo spreco ad un uso efficiente delle risorse. E’ dimostrato che, se c’è la volontà politica è possibile raggiungere livelli elevati di riciclo e ridurre la produzione di rifiuti. Se non sei per Rifiuti Zero… per che quantità di rifiuti sei? Joan Marc Simon, Zero Waste Europe, 26/02/13. |
|
Post n°723 pubblicato il 18 Marzo 2013 da noinceneritoredesio
Anche se l'articolo è di qualche mese fa, sarebbe bene ricordare anche alle nostre amministrazioni brianzole che, per una questione di etica, chi sbaglia deve pagare! Rifiuti, i sindaci pagano i danni. Raccolta differenziata misera, la Corte dei Conti chiede risarcimenti milionari. Sindaci, assessori e funzionari della Liguria che non hanno fatto nulla per alzare la misera percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti, rischiano di tasca loro. La procura della Corte dei Conti, infatti, ha appena mandato a giudizio l’attuale e l’ex sindaco di Recco e i loro rispettivi assessori, per non aver rispettato le percentuali minime di differenziata imposte dalla legge. Savona si ferma ad un inquietante 21,9% e l'ing. Pesce ha appena dichiarato che i paesi limitrofi sono attorno al 15%. Contestato il danno economico derivante da tributi e sanzioni per l’eccessivo conferimento in discarica, ma anche, ed è la prima volta in Italia, il danno ambientale. E ora nel mirino ci sono Genova e altri venti comuni. La Guardia di Finanza ha già acquisito documenti, contratti e statistiche da Sarzana a Ventimiglia.La raccolta differenziata non decolla la Corte dei Conti processa i sindaciRecco primo caso, chiesto un milione di multa per gli amministratori della città. L’ATTUALE sindaco di Recco e il suo predecessore, i rispettivi assessori all’ambiente e il dirigente comunale responsabile del settore sono stati citati a giudizio dalla procura della Corte dei Conti per aver causato un danno erariale derivante dal mancato rispetto delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti. I cinque, in caso di condanna, dovranno risarcire un milione e 200 mila euro. Se per il danno economico originato dai maggiori tributi e dalle sanzioni per i quantitativi extra conferiti in discarica, si tratta del terzo processo del genere in Italia, per la prima volta nel nostro paese è stato, invece, contestato ai cinque “invitati” (l’invito a dedurre è l’equivalente dell’avviso di garanzia penale) il danno ambientale, pari a circa 80 mila euro. Il procuratore regionale Ermete Bogetti lo collega all’aumento illegittimo di rifiuti portati in discarica,che contribuiscono ad aumentare il «deterioramneto della risorsa naturale terreno, mediante l’introduzione di sostanze e organismi nocivi per l’ambiente e nell’immissione in atmosfera di gas nocivi».Ma, aldilà di questi aspetti, l’inchiesta della Corte affidata ai finanzieri della Sezione Accertamenti Danni Erariali del Nucleo di Polizia Tributaria di Genova, rappresenta un vero e proprio terremoto per quasi tutti i comuni liguri visto che — e lo raccontiamo in queste stesse pagine — la nostra regione è all’ultimo posto tra quelle del centro nord per la raccolta differenziata e al sud è superata anche dalla Campania.Per quanto riguarda Recco verranno processati Gianluca Buccilli, sindaco dal 1999 al 2009, l’attuale primo cittadino Dario Capurro, l’ex assessore Stefano Bersanetti e il suo successore Franco Senarega, oltre al funzionario Franco Canovi. Gli anni presi in esame vanno dal 2006 al 2010quando era in vigore una convenzione siglata nel 2003 tra il Comune di Recco e quello di Genova che affidava il servizio di raccolta e conferimento all’Amiu. Nel 2010, Recco ha assegnato ad un’altra società il servizio dopo lo svolgimento di una gara d’appalto.La citazione della Corte contesta le bassissime percentuali didifferenziata. Se le leggi in materia stabilivano che per il 2006 e il 2010 i livelli minimi dovevano essere del 35% e del 60%, le statistiche di Recco fanno segnare rispettivamente dei miseri 11,89% e 22,83%. La colpa di amministratori efunzionari, secondo la procura è di aver «omesso di assumere qualsivoglia iniziativa atta a ricondurre la gestione dei rifiuti nell’ambito della legge.. promuovere azioni nei confronti di Amiu che in violazione del contratto... non ha rispettato i limiti minimi di legge di raccolta differenziata». I cinque sono difesi dall’avvocato Alessandro Ghibellini. L’ex gloria della pallanuoto locale è da tempo un consulente del Comune di Recco e di recente si è pure occupato di igiene urbana, ma in questo caso si smarca dal suo precedente ruolo, con un ardito dribbling al conflitto d’interessi, difendendo amministratori che sono accusati di aver procurato un danno proprio al Comune. Nelle memorie difensive vengono citati vari aspetti, tra cui: la regolarità dell’appalto, la circostanza che la maggior parte dei comuni liguri siano fuorilegge, errata programmazione di Regione e Provincia, l’assenza di danno ambientale visto che la discaricaè autorizzata, il costo maggiore della raccolta differenziata rispetto a quella indifferenziata. Obiezioni alle quali replica la procura punto per punto. Ad esempio con i dati del Rapporto Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero per l’Ambiente) che «mostra inequivocabilmente come all’aumentare della percentuale di raccolta differenziata decresce il costo annuo complessivo della gestione dei rifiuti». L’avvocato Ghibellini arriva anche a contestare lo scarso effetto deterrente della cosiddetta ecotassa (ossia l’addizionale del 20% per i rifiuti finiti in discarica «ove non siano conseguiti gli obiettivi minimi di raccolta differenziata previsti dalla legge»), perché troppo lieve. «E’ come sostenere — replica il procuratore Bogetti — che se il ladro ruba è perché la pena per il furto è troppo bassa e dunque non sussiste la responsabilità del ladro». E adesso si aprono nuovi fronti anche Genova finisce nel mirinoLiguria in clamoroso ritardo, solo al Sud si fa peggioE ADESSO tocca a Genova e ad un’altra ventina di località liguri tra le quali i capoluoghi di provincia. In questi ultimi mesi, i finanzieri della Sezione Danni Erariali hanno raccolto in molti uffici, da Sarzana a Ventimiglia, la documentazione relativa ai dati della raccolta differenziata e, dopo aver mandato a giudizio amministratori e funzionari per il primo caso, quello di Recco, sono stati aperti altri fascicoli. Sui nomi dei comuni “indagati” non trapela alcunché, ma l’accesso dei finanzieri a Tursi non lascia dubbi sul fatto che quella di Genova sia una delle amministrazioni nel mirino. Naturalmente, la Procura della Corte dei Conti se è vero che parte da un dato oggettivo come il mancato adeguamento ai livelli stabiliti dalla legge lo è altrettanto che analizza anche un elemento soggettivo quale può essere il comportamento di sindaci, assessori e funzionari. Ossia se si sono dati da fare per migliorare la situazione, se hanno contestato eventuali violazionicontrattuali con le aziende cui era stato affidato il servizio con precisi accordi e obiettivi.Detto ciò, il quadro ligure sulla differenziata è quanto mai sconfortante. La nostra è una regione cheper quanto riguarda i rifiuti sembra appartenere al profondo Sud, e purtroppo non è in questo caso una nota positiva.Se nel 2010 la percentuale di raccolta differenziata in Italia fa registrare una media nazionaledel 35,3% (dati ministeriali del-l’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), al Nord la percentuale sale al 49,1%. Ma se il Veneto è la regione più virtuosa con il 58,7%, la Liguria è la cenerentola conappena il 25,6%. Addirittura sotto la media del Centro Italia (27,1%) e poco sopra la media del Sud (21,2%), ma decisamente staccata dalla Campania che fa registrare un 32,7%.Per quanto riguarda i dati cittàper città, si passa all’Osservatorio Regionale sui Rifiuti gestito da Arpal. Genova, nel 2011, si assesta ad un dignitoso, ma nulla più, 31%, che comunque è sempre appena la metà di quanto previsto dagli obiettivi minimifissati dal combinato di articoli del Codice dell’Ambiente del 2006 e della legge finanziaria del 2007.Certo i genovesi possono consolarsi se guardano le altre province: Savona si ferma ad un inquietante 21,9%; Imperia fa un po’ meglio con 24,5% mentre La Spezia va decisamente meglio con il 35,9%.Nella sua citazione agli amministratori di Recco, il procuratore Ermete Bogetti sottolinea come «la circostanza che tanti non rispettino la legge non costituisce scriminante per il singolo che non la rispetta».E poi cita il Rapporto Ispra attraverso il quale «si evince che regioni italiane paragonabili per condizioni di territorio e distribuzione della popolazione hanno ampiamente conseguito e superato in tutti gli anni gli obiettivi minimi di legge, dimostrando la effettiva realizzabilità del risultato voluto dal legislatore nazionale e comunitario». Insomma, l’esperienza degli altri dimostra che se proprio non è possibile raggiungere nei tempi le tabelle ministeriali perlomeno, con un po’ di impegno, si può tentare di sfilarsi la maglianera di ultimi del gruppo. Fonte: Repubblica, 15/11/12. |
|
Post n°721 pubblicato il 14 Marzo 2013 da noinceneritoredesio
Da sempre esiste il lecito dubbio su come differenziare il pannolino usa e getta: è indifferenziato o è umido? E non è cosa da poco se pensiamo che ogni bimbo in media ne consuma cinque al giorno per i primi tre anni di vita, per un totale di circa 5.500 pezzi che arrivano in discarica e si degradano in un tempo che va dai 200 ai 500 anni. In Scozia attraverso un progetto pilota si tenta la via del riciclo ecosostenibile anche per il pannolino che può diventare un oggetto completamente diverso, come una tegola. Attivato dall’associazione Zero Waste Scotland, l’iniziativa scozzese coinvolge quattro contee per un totale di 36.000 famiglie, che dovranno gettare i pannolini sporchi dei loro bambini in appositi contenitori o recarsi ai centri di raccolta della loro zona.Da qui il materiale passa a un impianto specializzato nel riciclo dove, innanzitutto, è disinfettato e sterilizzato e in seguito riciclato e portato a nuova vita per essere trasformato in oggetti comuni come tegole per l’edilizia, sedie e panchine da giardino, recinzioni, dissuasori, mobili per esterni, tubi di cartone. Un progetto simile era già stato lanciato con successo, sempre in Gran Bretagna, nell’area di Birmingham. In collaborazione con una società canadese, nel 2011 fu inaugurato il primoimpianto di riciclaggio di pannolini usati, raccogliendoli presso asili e ospedali. Anche in Francia la società Suez Environment, da anni impegnata in questo tipo di ricerca, si è imposta un triplice obiettivo: riciclare la plastica dei pannolini per trasformarli in nuovi oggetti, produrre nuova energia dal rifiuto organico e concime dal residuo della parte organica. Certamente, la soluzione migliore resta la riduzione dei consumi e cioè il ricorso ai pannolini lavabili, da noi ancora poco diffusi. Sicuramente meno pratici rispetto ai monouso, che in Italia costituiscono circa il 20% dei rifiuti in discarica, ma molto più economici ed ecosostenibili. In ogni caso, questo progetto costituisce uno spunto di riflessione sulla possibilità di riciclo di numerosissimi altri prodotti usa e getta. In un mondo consumistico come il nostro, dove ogni giorno produciamo tonnellate di rifiuti provocando un fortissimo impatto ambientale, giungere a riutilizzare ogni oggetto che oggi gettiamo via non appare più come un’utopia.
Fonte: ArchitetturaEcosostenibile, 14/03/13.
|
|
Post n°720 pubblicato il 04 Marzo 2013 da noinceneritoredesio
120 Comuni d'Italia per un totale di più di 3 milioni di persone, quasi il 6% della popolazione italiana, grazie soprattutto ai loro amministratori virtuosi hanno aderito, al 25 febbraio 2013, alla Strategia Rifiuti Zero. Strategia Rifiuti Zero significa rinunciare a discariche (viste nel loro modo classico di utilizzo) ed inceneritori. In Lombardia, solo due sono i Comuni che hanno aderito a tale strategia. Forse perchè la Lombardia con i suoi 13 inceneritori per RSU è la regione più inceneritorista d'Italia?
Il Comune di Aprilia aderisce alla Strategia Rifiuti Zero. “Ieri sera in Consiglio comunale si è scritta una bella pagina per la nostra città” con queste parole l’Asessore all’Ambiente Alessandra Lombardi ha commentato la delibera licenziata ieri all’unanimità per l’aderisione al percorso “Rifiuti Zero” una realtà importante ormai in oltre 120 comuni italiani che coinvolge più di 3 milioni di persone in Italia, ma anche nel resto del mondo conta l’adesione di città, nazioni e continenti importanti come San Francisco, Berkley, Australia, Nuova Zelanda, India e tante altre realtà piccole e grandi. L’obiettivo Rifiuti Zero sembra utopico, ma i numeri nelle località che stanno seguendo questo percorso virtuoso dimostrano che invece si può raggiungere attraverso una serie di impegni: porta a porta su tutto il territorio, tariffazione che premi chi produce meno rifiuti e li differenzia meglio, incentivi alle buone pratiche, supporto all’economia verde, azioni politiche volte a favorire gli impianti di trattamento a freddo dei rifiuti contro la logica degli inceneritori e delle discariche che tanto danno creano alla salute e al territorio, azioni verso i produttori affinchè rivedano prodotti e imballaggi. Il Comune di Aprilia sta iniziando a raccogliere i primi risultati delle politiche di riduzione dei rifiuti intraprese negli ultimi 3 anni: il compostaggio domestico, gli incentivi per i pannolini lavabili e per i rivenditori di prodotti alla spina, i distributori di acqua potabile in 11 scuole del territorio, i mercati a Km zero, il porta a porta in due quartieri della città, tutto ciò ha portato le percentuali di raccolta differenziata da meno del 5% al 15%, sono cioè triplicate con un altro importante dato, una diminuzione nell’ultimo anno di 800 tonnellate di rifiuti nonostante l’aumento della popolazione. La strategia rifiuti zero è un impegno per l’amministrazione, ma anche per i cittadini, che vengono definiti “alleati”: è necessario rivedere comportamenti ormai non più sostenibili di acquisto, consumo e produzione di rifiuti per passare dai 550 chili di rifiuti prodotti procapite l’anno a un obiettivo il più vicino possibile allo zero, solo così si potrà scongiurare l’avvento di nuove discariche e nuovi inceneritori. I quartieri dove è stato avviato il porta a porta hanno dimostrato che anche nella nostra città l’80 % dei rifiuti si può riciclare con un pò di buona volontà e allora da questa delibera riparte l’avvio del porta a porta in zone sempre più grandi del territorio, da stasera i primi incontri con i prossimi 4 quartieri interessati dall’estensione del servizio: Bellavista Campoleone, Poggio-Valli, Casalazzara nord, per un totale di oltre 10.000 abitanti. L’Amministrazione che si è impegnata a dare una spinta all’economia verde lo fa da subito con un atto concreto: i contenitori per il porta a porta sono realizzati con plastica seconda vita e tutto il materiale informativo è stampato su carta riciclata. Fonte: ciaccimagazine.org, 25/02/13 |
CHI SIAMO E COSA VOGLIAMO
Il Comitato per l'alternativa al nuovo inceneritore di Desio è nato su iniziativa degli Amici di Beppe Grillo di Monza, Saronno, Desio e Carate Brianza. Siamo semplici cittadini, forse solo un po' più informati degli altri, che vogliono difendere il diritto alla salute proprio e dei propri familiari.
ll nostro scopo è dimostrare che senza inceneritore si può vivere!
PS: non abbiamo intenzione di arrenderci.
Il Comitato è anche su FACEBOOK! Iscriviti al nostro gruppo qui
Vuoi essere aggiornato sugli sviluppi della vicenda? Manda una mail a noinceneritoredesio@libero.it scrivendo nell'oggetto: "iscrivimi alla mailing list".
AREA PERSONALE
MENU
DOCUMENTI?
Quanti ne volete... Associazioni Mediche, Professori Universitari, Ricercatori... basta andare al fondo di questa pagina.
ULTIMI COMMENTI
CIVILTÀ BRUCIATA
Poca voglia di leggere? qui puoi trovare un documentario che spiega tutto.
CERCA IN QUESTO BLOG
CONTATTA L'AUTORE
|
Nickname: noinceneritoredesio
|
|
|
|
Età: 40 Prov: MI |




























Inviato da: sem
il 07/12/2012 alle 19:45
Inviato da: michela
il 28/10/2012 alle 00:31
Inviato da: noinceneritoredesio
il 01/08/2012 alle 20:38
Inviato da: noinceneritoredesio
il 01/08/2012 alle 20:37
Inviato da: noinceneritoredesio
il 30/07/2012 alle 23:48