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Un uomo, un mito

Post n°237 pubblicato il 17 Ottobre 2009 da Nuta
 
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Ha giocato con la sua nazionale nella notte fra mercoledì e giovedì scorso, in Perù.

E' partito dal Sudamerica giovedì pomeriggio, è arrivato a Firenze ieri, con tanto di jet lag e partita nelle gambe.

Non ha avuto nemmeno il tempo di allenarsi con i compagni ed è subito partito con loro per Torino.

Molti addetti ai lavori erano convinti di non vederlo in campo, invece Prandelli lo ha schierato dal primo minuto.

Lui è partito subito all'attacco, forte come un toro, come se fosse freschissimo, "pigiando" come un forsennato sulla corsia di sinistra.

Dopo cinque minuti di partita, grazie al suggerimento sontuoso di Stevan Jovetic, ha eluso l'uscita di Buffon e con un tocco sotto ha direzionato il pallone verso la rete.

UNO A ZERO PER LA FIORENTINA!!!

Gli avversari, gli storici avversari di sempre, hanno reagito con veemenza, creando gioco e occasioni, e sono pervenuti al pareggio.

Eravamo ancora nel primo tempo, tutti pensavano che gli uomini di casa, a quel punto, avrebbero ristabilito i valori sulla carta, ribaltando l'esito della gara a loro favore.

Invece i giocatori viola hanno preso di nuovo in mano la partita e LUI ha calciato una punizione da posizione impossibile in maniera magistrale e ha fatto ancora GOL!

Purtroppo, però, l'arbitro aveva già fischiato e fermato il gioco per un fallo (???) commesso da Dainelli in area di rigore.

La Fiorentina ha continuato a ribattere colpo su colpo e su quella fascia sinistra c'era sempre lui a dettar legge.

Nel secondo tempo, stoicamente, è rimasto in campo e ha dato il suo grande contributo, fino a che, stremato, non è stato sostituito da Pasqual.

JUAN MANUEL VARGAS!!!

La squadra viola è uscita dal campo con gli applausi per la grande prestazione fornita.

Un pareggio che può essere considerato molto buono, anche se c'è l'amaro in bocca per tutta una serie di occasioni che potevano farci addirittura vincere... e di certo non avremmo rubato nulla.

Ma va bene così.

Da sottolineare la prova di MONTOLIVO: a parer mio di gran lunga il migliore in campo.

Il centrocampo composto da Riccardo e Cristiano Zanetti è stratosferico, tanto che Ferrara ha dovuto a un certo punto togliere una punta (Iaquinta) inserendo un centrocampista, perché la Fiorentina aveva in mano la partita, trasformando intelligentemente la sua squadra dal 4-3-1-2 a un più prudente 4-4-1-1 e poi, con la successiva uscita di Diego, a un 4-4-2 con le corsie esterne più chiuse e un uomo in più nel mezzo al campo a portar legna.

Alla fine, questa è la vera soddisfazione: vedere loro giocare per non perdere, a casa sua...

 
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Lisbeth Salander

Post n°236 pubblicato il 27 Settembre 2009 da Nuta
 

Oggi pomeriggio sono andato al cinema, insieme a Cate e Nuvolo, a vedere la seconda parte della trilogia svedese che vede la hacker Lisbeth Salander come personaggio principale.

Il primo film della saga di Millennium era "Uomini che odiano le donne"
Oggi... La ragazza che giocava con il fuoco

"Posto" io, stavolta, perché sono l'unico dei tre che ha apprezzato il film: ammetto che il primo è stato di gran lunga migliore, ammetto pure che alcuni personaggi sono troppo caricaturali (uno su tutti il gigante biondo che non sente dolore), ammetto infine che vi sono scene scontate o eccessivamente didascaliche.

Però, dato che io sono tutto fuorché un cinefilo, la mia valutazione dipende molto anche da quanto un film scorre, e da questo punto di vista il film è piacevole e ti tiene comunque in tensione fino alla fine, tanto che quando è finito mi è molto dispiaciuto.

Insomma, per me non erano passate più di due ore!

L'attrice danese Noomi Rapace è ormai diventata un personaggio, e ogni sua avventura ormai mi appassiona: sinceramente non vedo l'ora di vedere anche il terzo episodio!

Cate e Nuvolo sono avvertiti...

 
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Non dimentichiamolo!

Post n°235 pubblicato il 07 Settembre 2009 da Nuta
 

Era un grande.

Ha dolcemente accompagnato la mia infanzia e la mia adolescenza con le sue musiche: Enrico Simonetti, troppo in fretta dimenticato.

Un omaggio

 
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Elba 2009

Post n°234 pubblicato il 21 Agosto 2009 da Nuta
 
Tag: Vacanze

Alle ore 11,02 di domenica 9 Agosto 2009 una Hyundai Atos celeste metallizzata partiva dalle calure della periferia ovest di Firenze, diretta per Piombino.

Intorno alle 13 eravamo già nella cittadina portuale dove nacque il mitico Aldo Agroppi.

Si parcheggia in una zona ombreggiata e un po’ interna, dove due donne stanno sedute sul marciapiede: una di una certa età, vestita da zingara (forse lo era), l’altra più giovane, dall’aspetto vagamente tossico.

“Che ce l’hai una sigaretta?” – fa quest’ultima.

Caterina le dà una cicca e gliel’accende pure.

“Che lo vuoi un bonsai? Te lo do a poco!”

“No, grazie…”.

Ci dirigiamo verso il self service per mettere in bocca qualcosa prima di imbarcarci, ma non siamo molto tranquilli, così decidiamo dopo qualche minuto di tornare alla macchina e parcheggiare altrove.

Le due donne sono sempre lì, a sedere sul marciapiede di fronte alla nostra auto.

La più giovane ci guarda e ripete a Cate:

“Ma lo vuoi un bonsai? Te lo lascio a poco”

Noi ci si guarda attoniti, si monta in macchina e si va a parcheggiare davanti al ristorante, decisi a registrare mentalmente il primo di una lunga serie di personaggi pittoreschi che, puntualmente, ad ogni vacanza si presentano.

S’entra dentro alla ristorazione, decidiamo uno dei menu fissi e ci apprestiamo al pasto.

Dietro di noi, nel frattempo, arrivano alcuni villeggianti appena sbarcati dall’Elba e decisi a mangiare qualcosa prima di tornare presumibilmente nella loro casa del nord (visto l’accento).

Con l’orecchio sento tutte le critiche possibili e immaginabili: che schifo di posto, guarda la tovaglia com’è sudicia, guarda qui, guarda là.

All’arrivo della cameriera incominciano a dirle che vorrebbero il menù da 10 euro, quello più economico, però essendo vegetariani (ovviamente era una scusa, tanto evidente quanto patetica) incominciano a togliere praticamente tutti i piatti presenti in quel menù, da sostituire con altri, naturalmente mantenendo inalterato il prezzo.

Andiamo avanti… verso le cinque del pomeriggio siamo già al nostro albergo: si mette a posto la roba e poi con calma si va verso il mare.

All’ora di cena notiamo che non c’è più uno dei camerieri più mitici dello scorso anno, sostituito da una biondina con gli occhi incavati: per me è la nipote di Novello Novelli, così la chiamerò per tutta la vacanza “Novella”.

Con gli occhi guardo se scovo qualche volto noto, fra i villeggianti: molte sono facce nuove, altri sono habitués, già presenti lo scorso anno.

Non vedo “Profumo”, mitico personaggio della vacanza 2008, così ribattezzata per i litri e litri di profumo che si metteva addosso, tanto da sentirla arrivare da lontano.

In compenso c’è un personaggio nuovo di zecca che è un vero e proprio spettacolo: età indefinibile, ma credo oltre i quaranta, capello lungo, aria assente, passo da debosciato, gesti e atteggiamenti tipici del maschio che si sente interessante, mai dritto, mai fermo, come se la noia lo pervadesse in via continuativa.

Noi lo abbiamo ribattezzato “Il Fattone”: non da meno la moglie tatuatissima, con costumi leopardati e cicce calanti.

Il Fattone, quando andava a farsi il caffè, ogni mattina immancabilmente guastava la macchinetta: infatti, una volta vista la sua presenza, conveniva affrettare i tempi e precederlo.

A un certo punto della prima cena, sento l’odore dell’Agata che la mitica Ciovan ha regalato a Cate: penso che è strano che lei l’abbia portata con sé anche a cena… e poi un minuto prima non sentivo alcun odore… poi mi giro e capisco: “Profumo”! Da quel momento in poi il nuovo soprannome di Profumo è stato Agata.

Cate mi ha confessato incredibilmente che anche lei aveva sentito lo stesso odore e non capiva come il vestito si fosse impregnato tanto di profumo stando in valigia con l’agata… non era il suo vestito!

Nei giorni successivi abbiamo incontrato ancora vari miti e leggende: “Zeffirelli”, la cui presenza in quell’albergo è una certezza matematica (la signora, anziana vedova fiorentina, grande nuotatrice e con forte somiglianza con il regista Zeffirelli,  arriva lì a metà giugno e ci sta fino ai primi di settembre) ed è la vera e propria mascotte di tutta la struttura. Un giorno Caterina le ha chiesto di farci una foto e lei ci ha detto che avrebbe tentato di farla al meglio, ma  “insomma, non sono una regista… “ e “Come no!”, le ho risposto, ma lei non ha capito…

E poi il nonno di Brando, bambino piccolo che oltre alle disgrazie anagrafiche doveva anche sopportare la presenza di tale figuro, e noi con lui (la sua voce stridula che grida “NO, BRANDO, NO! NELL’ACQUA NO” è ancora uno dei miei peggiori incubi).

E come non ricordare Beppino, lo scorso anno barman e quest’anno relegato a sparecchiare i tavoli: ho scoperto poi che lui è il padre della “Novella”, quindi ne deduco che è il figlio di Novello Novelli, ma non gli somiglia per niente. Mah?

Di Beppino devo ancora capire se ha un fratello gemello (o un sosia pressoché perfetto) che lavora a Capoliveri in una trattoria, oppure se ha il dono dell’ubiquità e riesce a fare due cose contemporaneamente in due posti diversi. Boh?

E cosa dire del nano messicano orbo che faceva l’autostop a Capoliveri?

Oppure di “Camomilla”, forse il più mitico dei personaggi!

Circa a metà della nostra vacanza è arrivato insieme alla sua donna e alla bambina piccola e stava seduto al tavolo accanto al nostro: il soprannome è dovuto al fatto che quando stava seduto a tavola mostrava continuamente impazienza, con movimenti continui della gamba sinistra e della testa, che roteava o muoveva nervosamente avanti e indietro.

Ho scritto “stava” perché praticamente a tavola veniva sempre da solo e poi portava da mangiare poca roba alla sua compagna in camera.

Noi pensavamo che ci fossero problemi con la piccola e che il nervosismo derivasse dalla sua eccessiva premura.

Poi abbiamo capito che era tutto il contrario: lui andava a fare le immersioni, si godeva la vacanza alla grande, chiedendo sempre consigli a noi e la sua donna era sempre sola con la figlia: una leggenda (si fa per dire).

L’ultimo giorno di mare, invece, è stato segnato dalla carta igienica: una tipa arrivata da poco è scesa giù alla reception tutta arrabbiata con un rotolo di carta igienica in mano, verso le tre del pomeriggio: “ci hanno messo solo questa, le donne delle pulizie!” – urlava – “possibile che non abbiate un rotolo di carta igienica in più da darmi?”.

Il mitico Claudio della reception le ha risposto che avrebbe senz’altro riferito alle signore delle camere e fatto in modo che al mattino successivo avesse ricevuto  un rotolo di carta igienica in più.

“Sì, ma noi siamo in due, ne abbiamo bisogno per stasera, mica ci basta questo fino a domattina!”

“Ehhh, e che è???” rispose Claudio con una espressione che credo rimarrà la vera e propria sigla della vacanza per molto tempo.

Inutile dire che, una volta saliti in camera, la nostra voglia di ridere si è trasformata in una fragorosa e liberatoria risata nel constatare che a noi avevano messo, per la prima volta, ben due nuovi rotoli di carta igienica!

Il 19 Agosto la nostra vacanza è terminata: nell’ormai mitico ristorante di Piombino non poteva mancare la ciliegina finale: un cliente del locale si alza, procede spedito verso il nostro tavolo, poi, rivolto a me, mi fa:

“Te sei Paolo!”

“Ma, veramente non mi risulterebbe…”

“Come, non sei quello che viene sempre a lavorare qua, fa tutti quei lavoretti in zona…”

“No, ma ora so che il mondo ha pure un altro disgraziato che mi assomiglia!”

 

 

 
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Generazione X

Post n°233 pubblicato il 07 Agosto 2009 da Nuta
 

I nati subito dopo la seconda guerra mondiale appartengono, secondo una definizione ormai universalmente accolta, alla "generazione del baby boom".

Erano gli anni della rinascita, della grande voglia ri ricominciare, pur con le difficoltà.

L'epoca degli entusiasmi e della voglia di ricostruire.

Venti anni dopo la fine della guerra, una nuova generazione si faceva largo, quella dei figli del baby boom: è la generazione a cui appartengo, quindi averne appena appreso alcuni particolari mi crea un certo stupore!

Si tratta della generazione X, dove X sta per "mancanza di una identità definita".

E' la generazione che è stata adolescente negli anni '80 e '90, negli anni del vuoto, del nichilismo, dell'assenza di valori.

Il periodo della noia, del benessere costruito, del materialismo sfrenato che ha portato a non desiderare più nulla.

La generazione X ha sviluppato un'intelligenza legata a filo doppio con la solitudine, con l'indipendenza.

Un'intelligenza "tecnologica", quella che ha portato alla ribalta internet e tutte le applicazioni che stiamo attualmente utilizzando.

Musicalmente, il simbolo di questa Generazione è rappresentato dai Nirvana, il gruppo di Kurt Cobain, morto nel 1994 a soli 27 anni in circostanze non del tutto chiarite: forse si è ucciso (è morto per una fucilata), di sicuro era un eroinomane a stadio avanzato.

Il loro Nevermind del 1991 è ormai nella storia, anzi nella leggenda.

PS questa è Come as you are - live version; altri video di canzoni relative a Nevermind, come Smells like teen spirit non risultano essere importabili

 
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Ancora VIOLA

Post n°232 pubblicato il 02 Agosto 2009 da Nuta
 

Mentre era in corso la Federations Cup, Alberto Gilardino, dal ritiro della nazionale, si lasciò scappare una sua "impressione", cioè che Felipe Melo sarebbe andato via.

Appena lessi questa cosa, mi convinsi che il brasiliano sarebbe sicuramente andato via, perché se un suo compagno di squadra ti fa capire questo significa che lui sapeva di questo imminente addio.

La cosa ebbe forse maggior rilevanza di quanto pensato, tanto che la società viola e lo stesso Gilardino smentirono, un po' goffamente, quelle indiscrezioni.

Oggi sappiamo che erano vere.

Lo stesso Gilardino, a cui hanno fatto eco diverse altre voci di giocatori viola, ha successivamente dichiarato che la Fiorentina di quest'anno ha uno spirito di gruppo nettamente superiore allo scorso anno.

Qualcuno ha parlato apertamente di "armonia ritrovata", di spogliatoio unito, di clima totalmente diverso e migliore rispetto allo scorso anno.

Incominciano a trapelare i veri motivi che hanno indotto la Fiorentina a vendere il campione brasiliano.

Prandelli appare decisamente contento e tranquillo di allenare un gruppo così coeso, parole sue.

Sembrano lontane anni luce le sue preoccupazioni dello scorso anno, il suo turbamento per "non saper gestire l'armonia di un gruppo fra la vecchia guardia e qualche nuovo arrivato".

Tutto appare più chiaro, adesso.

Persino Corvino gongola visibilmente quando qualche giornalista gli chiede se lui avrebbe speso tutti quei soldi per comprare il centrocampista verdeoro.

La risposta è fin troppo semplice: solo un anno fa per 8 milioni se lo era accaparrato.

Rischiava di dventare il peggior affare della sua vita, aver portato in squadra una pecora nera dello spogliatoio.

E' diventato invece l'affare del secolo, grazie alla grande sagacia dei dirigenti grigiobianconeri, a cui abbiamo rifilato il classico gobbo (e come sennò) di picche!

Buon campionato a tutti (o quasi)!

 
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Nacho man!

Post n°231 pubblicato il 21 Luglio 2009 da Nuta
 
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Una storia che mi ha colpito, quella del neo acquisto viola Nacho Castillo.

Mi ricorda in parte il nostro indimenticato bomber Cristian Riganò.

Castillo nasce in Argentina e approda al campionato italiano piuttosto tardi, a 26 anni.

Viene ingaggiato dal Brindisi, una squadra di serie D.

Subito fa vedere di che pasta è fatto e, a suon di gol, porta la squadra pugliese alla promozione in C2.

E' chiaramente un giocatore da serie superiori, invece non riesce nemmeno a restare nel Brindisi a giocarsi la C2, a causa di assurdi e incredibili problemi burocratici: infatti le squadre di serie C non potevano tesserare extracomunitari e lui, consapevole di ciò, ha chiesto il passaporto italiano che, pare, poteva prendere per parentele nel nostro paese.

Purtroppo la richiesta tarda ad essere accolta, cosicché Nacho è costretto a tornare in serie D, stavolta nel Nardò.

Ancora una volta segna gol a ripetizione e così anche l'anno successivo nel Vigor Lamezia.

Nel 2004, a quasi 29 anni, Castillo si trova ancora in serie D... una carriera buttata al vento.

Stavolta però trova una squadra, il Gallipoli, nella quale rimarrà tre anni, diventando inevitabilmente un idolo della tifoseria.

Finalmente il passaporto arriva.

Il Gallipoli (che oggi è addirittura in serie B: quanto merito ha Nacho in questa performance?), grazie soprattutto ai gol del suo bomber argentino, riesce in due anni a passare dalla serie D alla C1.

Finalmente Castillo, benché non più un ragazzino, arriva alla serie B, prima al Frosinone, dove colleziona panchine e delusioni, poi al Pisa, dove trova la sua vera dimensione.

I nerazzurri di Toscana, neopromossi in serie B, sfiorano la promozione in serie A grazie ai gol dell'argentino, che diventerà il vero e proprio mattatore della stagione.

Siamo all'anno scorso, il Lecce, squadra di serie A, lo ingaggia e finalmente Nacho può esordire nel calcio che conta.

"Non ci credevo quando ho saputo che la Fiorentina era interessata a me!"

Un altro sogno si sta per avverare.

Figuriamoci se si metterà a discutere il suo ruolo di vice-Gilardino!

A quasi 34 anni, Nacho Castillo da Baires potrà esordire in Champion's League!

Tutto il resto son discorsi...

E come il grande Riga, questo il gol lo sa fare, in serie D come in serie A.

Vecchio?

L'entusiasmo che porta nel suo cuore lo ringiovanirà di 10 anni: è la sua ultima occasione!

VAI, NACHO MAN!

 
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Controcorrente

Post n°230 pubblicato il 08 Luglio 2009 da Nuta
 
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Premessa: dipendesse da me, Felipe Melo resterebbe con la maglia viola.

Però, il fatto che vada a giocare in quella squadra che solo a nominarla mi si ferma la digestione, non è un fatto così sconvolgente come per molti miei amici e "colleghi" di tifo.

Intanto bisogna dire che, per quanto il brasiliano sia forte, non vale certo la cifra che la Fiorentina pare stia per incassare: cifra che farebbe realizzare una delle plusvalenze più clamorose della storia (25 milioni contro gli 8, oltretutto lordi di ammortamento, pagati soltanto un anno fa per acquistare il suo cartellino).

Poi il buon Felipe si è distinto quest'anno anche per cose non proprio positive: insomma, non è propriamente uno stinco di santo, e la sua esuberanza ha spesso danneggiato la squadra.

Tatticamente, poi, non mi ha mai convinto il suo impiego come vertice basso di un centrocampo a tre, come ho scritto in tante occasioni durante il campionato finito un mese fa: in Nazionale Dunga lo fa giocare come interno e anche Prandelli, quando ha cambiato modulo, lo ha impiegato in modo diverso, facendolo rendere di più.

La sua futura squadra, si sa, cercava un regista, tanto è vero che era sulle tracce del forte D'Agostino, play maker dell'Udinese: improvvisamente la trattativa salta perché la richiesta di 17 milioni è troppo alta.

A quel punto i geni a strisce bianconere decidono, attraverso un'assemblea societaria, di dover comunque sostenere uno sforzo economico e fare un altro "colpo" di mercato, oltre a quello fatto ormai da tempo quando le casse si svuotarono per arrivare al brasiliano Diego.

Sfumato D'Agostino perché caro, si mettono sulle tracce di Felipe Melo, che costa molto di più e che soprattutto non è un regista!

Sono consapevole di rischiare moltissimo nel momento in cui decido di scrivere quello che sto per scrivere, ma lo faccio ugualmente: quella squadra non vincerà un bel niente quest'anno, avendo mostrato sconclusionatezza infinita e incapacità totali nel gestire ogni situazione.

Si troveranno a giocare con un centrocampo composto da giocatori forti ma che non saranno utili e "funzionali", un allenatore che non sa come si fa l'allenatore, una lunga lista di vecchietti che sono avviati a finire la carriera senza molte soddisfazioni solo per non aver capito quando era il momento giusti di smettere.

E noi?

Noi abbiamo bisogno di una punta, di un terzino destro, di un mediano, e abbiamo bisogno di quei soldi per rinforzare la squadra!

Quindi ben venga la cessione di Felipe Melo, che abbiamo osannato e amato, ma con moderazione... in fondo è stato con noi solo un anno e un bel mucchio di partite è stato fuori per squalifica, quindi anche l'aspetto affettivo è relativo.

Come dato statistico, poi, la Fiorentina senza il brasiliano ha fatto in media più punti di quando lui c'era... sicuramente un caso, ma si può tranquillamente dire che non è lui il giocatore la cui presenza è fondamentale.

Di quei giocatori, in squadra, ce ne sono solo 4: FREY, GAMBERINI, MONTOLIVO, GILARDINO.

Su questa spina dorsale si costruisce la squadra... e 25 milioni di euro sono un bel gruzzoletto per costruire...

juve, ti aspettiamo

 
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Interessante dialogo

Post n°229 pubblicato il 05 Luglio 2009 da Nuta
 

Ho trovato molto interessante questo scambio "epistolare" fra Debora Serracchiani e Beppe Grillo:

Debora Serracchiani del PDmenoelle ha risposto a una critica che le ho rivolto sul blog. Lo ha fatto con un post gentile e misurato.
"Caro Beppe,
quando parli di PDmenoelle tu hai in mente i vertici e quello che hanno fatto. Quando io penso al PD, penso alla base, al partito che possiamo costruire.
Forse la differenza è tutta qui. In fondo credo che stiamo lavorando per uno stesso obiettivo. Solo che lo facciamo con modalità differenti. Ti prego di concedermi il beneficio del dubbio. Forse la strada che ho scelto io è quella più indicata per rinnovare la politica. Forse... A te non chiedo tanto. Chiedo solo di lasciarmi provare. Magari insieme e ognuno a modo suo ce la facciamo…" Debora Serracchiani
"Cara Debora,
il PDmenoelle è in mano agli alleati dello psiconano, quelli che gli hanno permesso di trasformarsi nella più grande metastasi della democrazia. D'Alema, Fassino, Veltroni, Rutelli, Bassolino, Napolitano sono stati, e sono, organici al PDL. Franceschini, il vice disastro secondo il nuovo sindaco di Firenze, è una comparsa della politica.
La proposta per l'impeachment dello psiconano di Antonio Di Pietro non ha raccolto una sola firma dai tremuli deputati tuoi colleghi di partito.
Berlusconi, la P2, il conflitto di interessi, la scomparsa dell'informazione sono figli legittimi dell'assenza di una vera opposizione. PDL e PDmenoelle sono due facce della stessa moneta. Del Turco, Bassolino e Carra valgono i loro pari nel PDL. Si dice che la politica del PDmenoelle sia frutto di incapacità, di confusione. Io non lo credo. PDL e PDmenoelle sono organici, due gemelli siamesi che, se separati, morirebbero entrambi. Berlusconi è fonte di sopravvivenza per "i vertici", senza di lui non esisterebbero. La dimostrazione è Violante, che gli garantì il controllo delle televisioni e se vantò in Parlamento. D'Alema che lo sdoganò per costruire, insieme a un uomo del genere, la Bicamerale. Veltroni che, appena nominato segretario, discusse con lo psiconano la nuova legge elettorale e avviò (lui, non Mastella) la crisi del governo Prodi.
Questa è la casa dove vivi, cara Debora. Sei come una missionaria o una suora di clausura che vive in un bordello. Sei stata eletta con le preferenze, tante preferenze. Ma "i vertici" del tuo partito non sarebbero più in Parlamento se ci fossero le preferenze anche per le poltiche. Le stesse che chiedo di reintrodurre da tre anni. Senza preferenze tu non esisteresti. Con le preferenze "i vertici" andrebbero a zappare la terra o a scrivere libri per la Mondadori.
Dici che stiamo lavorando per lo stesso obiettivo. Il mio è il programma delle Liste Civiche a Cinque Stelle, La Carta di Firenze, senza inceneritori, con l'acqua pubblica, senza condannati nelle amministrazioni. Qual è su questi argomenti il tuo parere? Cosa intendi fare?
Forse sei una persona giusta, ma nel posto sbagliato. Rosy Bindi è stata tumulata ed era la meno peggio. In bocca al lupo." Beppe Grillo

Dal blog www.beppegrillo.it

 
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Dal blog di Beppe Grillo

Post n°228 pubblicato il 21 Giugno 2009 da Nuta
 

Italiani!!! E non rispose nessuno. Tra poco, nel 2011, ci sarà il centocinquantesimo anniversario della nascita dell'Italia. Il tempo è volato. L'italiano non è mai nato. In compenso la Nazionale di calcio ha conquistato quattro mondiali, due li ha persi in finale. Un risultato apprezzabile, ma non tale da giustificare le guerre di indipendenza (da chi?), l'occupazione del Mezzogiorno, decine di migliaia di patrioti meridionali sterminati come briganti, la Cassa del Regno delle due Sicilie depredata dai Savoia, la nascita di mafia, 'ndrangheta, camorra, la fame nel Triveneto con milioni di emigranti, il colonialismo straccione, due guerre mondiali, il fascismo, la perdita di sovranità nazionale dall'occupazione americana nel 1945, l'ingerenza e la prevalenza del Vaticano sullo Stato, la P2, le stragi di Stato, le migliaia di assassinati nel dopoguerra, da Ambrosoli a Impastato, da Dalla Chiesa a Pasolini, da parte dei poteri occulti, i servizi segreti deviati, Sindona, Andreotti, Lima, Ciancimino, Riina, Craxi, Gelli, Provenzano, Dell'Utri, il territorio e le città devastati, i servizi pubblici inesistenti, i partiti politici autoreferenziali e predoni delle risorse pubbliche, Berlusconi, la peggiore opposizione d'Europa, la distruzione del senso civico, la cancellazione dell'informazione, il debito pubblico tra i più alti del mondo, un Parlamento che pullula di condannati, un tessuto industriale allo sfacelo, una immigrazione senza controllo e senza vera accoglienza, milioni di disoccupati, la burocrazia peggiore dell'Occidente. Il Re in fuga a Pescara, Craxi a Hammamet, Mussolini a piazzale Loreto, lo psiconano con il piede sul predellino dell'elicottero e l'altro nel lettone di palazzo Grazioli. L'italiano mafia, spaghetti, zoccole e mandolino.Italiani!! E non rispose nessuno. Rossi di vergogna, verdi di rabbia, bianchi di sgomento. Sentimenti tricolori. L'Italia è nata dal nulla e lì è rimasta. Se 150 anni sembrano pochi per costruire una nazione, uno solo in più potrebbe essere insopportabile. Il centralismo e le decisioni prese nell'interesse della nazione sono scatole vuote, utili per il Ponte di Messina, per la TAV o per le centrali nucleari, per le infiltrazioni mafiose negli appalti. Davvero vogliamo altri centocinquantanni così? Italiani!!! E non rispose nessuno.

Sta per passare anche la legge-bavaglio sulle intercettazioni.

Capito, italiani?

Italianiiiiiii i i .. . .

BUM

 
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Magica Patty

Post n°227 pubblicato il 21 Maggio 2009 da Nuta
 

 

Frederick:
hi hello
wake from thy sleep
god has granted
thy soul to keep
all of the power
and all of the gain
is entwined
in a single
name

Frederick
name of care
fast asleep
in a room somewhere
guardian angels/up above
on the one I love.

i am calling
as the young thrush
caught in the crest
astonished tie death
on this night of wonder
on this night I know
i would give all
if you called
to say hello.

high! high!
hey hey
rejoin to me as
the light fades
my soul surrenders
in my glove
take this message
my dove
to the one I love.

 
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Impotenza

Post n°226 pubblicato il 19 Maggio 2009 da Nuta
 

Come si fa in Italia a difendersi dalle ingiustizie?

Dalla più piccola alla più grande.

Non si può.

Leggevo oggi di una donna di 32 anni che a Torino, alla manifestazione dell’”Onda”, è stata presa a manganellate senza motivo (e oggi è dura a lor signori dimostrare il contrario, con i video in rete!).

Così, senza un perché.

Tirata via da alcuni ragazzi e sottratta alla violenza gratuita.

E’ solo uno dei tanti esempi possibili.

In un Paese normale ci sono istituzioni funzionanti: uno fa una denuncia e porta avanti le proprie rimostranze.

Qua non è possibile: la Giustizia non esiste, non funziona, ha tempi insostenibili.

E comunque, anche risolvendo quelli, non è possibile che in Italia la formica che ha ragione riceva giustizia contro l’elefante che ha torto.

Da noi contano le amicizie, le conoscenze, il potere.

Siamo un paese senza regole, un’anarchia allo sbando, vissuta da cittadini senza coscienza civile, da un popolo che non è un popolo.

Siamo un paese dove la tua ragione va a farsi benedire, se non conti nulla.

Un paese che non ha più nulla a cui potersi appigliare

 
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El Loco

Post n°225 pubblicato il 10 Maggio 2009 da Nuta
 

THE SPECIAL JUAN!

 

 

 
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PS3

Post n°224 pubblicato il 25 Aprile 2009 da Nuta
 
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Fiorentina – Roma

 

25 Aprile 2009: il gran giorno è arrivato, finalmente viola e giallorossi si sfideranno per un posto in Champion’s!

E’ più o meno questo il tono dei giornalisti sportivi per annunciare la gara di stasera al Franchi.

C’è però un piccolo problemino, che si chiama Genoa, che sta allegramente davanti a tutte e due le squadre…

Il pareggio non serve a nessuno, mentre chi perde è spacciato: questo è un altro titolo ricorrente.

Peccato però che nessuno dica che anche chi vince non ottiene praticamente nulla.

La verità è che la Fiorentina ha tre punti in più della Roma, quindi in teoria, se anche i capitolini dovessero vincere, entrambe le squadre si troverebbero al medesimo punteggio.

Certo, il morale dei viola andrebbe sotto i tacchi, questo è certo.

E’ altresì vero che una vittoria viola allontanerebbe i romanisti in maniera forse definitiva.

E il pareggio? Beh, se i rossoblu dovessero incappare in una sconfitta, o anche in un pareggio, sul campo del Bologna, lascerebbe le cose assolutamente inalterate… quindi alla fine si potrebbe anche scoprire che questa partita è solo interlocutoria, come del resto Prandelli ripete da tempo.

Prandelli, a proposito, ha già dato la formazione che scenderà in campo, cosa rara per non dire unica.

Davanti a Frey agiranno, da destra a sinistra, Comotto, Gamberini, Dainelli e Pasqual, con Donadel e Montolivo in mediana, Vargas esterno alto di sinistra, Semioli esterno di destra e Jovetic dietro al Gila.

Bocciatura per Kuz?

Diciamo che il serbo (o svizzero, secondo alcuni) ha bisogno quantomeno di un turno di riposo.

Squalifiche e infortuni ci impongono una panchina piuttosto “striminzita”, con Storari, Zauri, Kroldrup, Almiron, Gobbi, Kuzmanovic e Bonazzoli.

Rispetto al disastro di Udine, la novità maggiore è la presenza di Montolivo, che dovrebbe dare qualità e soprattutto quantità e dinamismo in mezzo al campo.

Almiron sembrava una statua, in Friuli, e Donadel non ha né le caratteristiche fisiche di Felipe Melo, né quelle di dinamismo tipiche di un cursore come Montolivo.

Per dirla alla vecchia maniera, è solo un “medianaccio”, mentre a noi serve un interno, una mezzala, uno che porti acqua all’attacco, che aiuti la fase difensiva, che si proponga talvolta ad impostare.

Un Kuzmanovic in forma non sarebbe stato male, ma a Udine si è espresso male, anche perché defilato fuori ruolo sulla fascia sinistra e spostato al centro solo quando ormai aveva finito la benzina.

Oggi la squadra sembra avere tutti i tasselli al posto giusto, quindi i corretti equilibri dovrebbero essere garantiti: poi però c’è il campo, e quello va sempre oltre ogni logica da tavolino.

Credo che sarà fondamentale soprattutto giocare con cuore e con testa.

La Roma non sta attraversando un grande momento ed è anch’essa falcidiata da infortuni e squalifiche.

Quindi non è un avversario impossibile come di solito, benché possegga armi molto pericolose.

Noi saremo sugli spalti della Fiesole a tifare e a fare il nostro dovere: di più non si può.

FORZA FIORENTINA!

 

PS Oggi 25 Aprile, anniversario della Liberazione, dovremmo avere profondo rispetto per chi ha dato la vita per noi, e non vuol essere una frase retorica.

Invece si parla di “errori”, di “equiparazioni”, di revisionismi vari che mi fanno vomitare solo a sentirli pronunciare.

Bella riconoscenza, neanche fossimo un popolo di adolescenti in lotta con i nostri padri che danno la vita per noi… o forse lo siamo?

 

PS2 Oggi, 25 Aprile, è il quinto anniversario dell’incontro fatidico fra me e quella che sarebbe presto diventata mia moglie… Ti Amo, CATERINA!

 

PS3 Quel giorno la Fiorentina vinse 2-0 e si involò verso la serie A…

 
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Maledetta compulsione

Post n°223 pubblicato il 23 Aprile 2009 da Nuta
 
Foto di Nuta

There's evil brewing, getting out of control 
And I'm helpless, I can't put it right. 
Something's unrighteous is possessing my soul 
And it's cold in the heat of the night.

It's too late to turn back. 
Nobody asked you to try. 
But they blinded you with diamonds 
And all the money that money can buy.

But the game never ends when your whole world depends 
On the turn of a friendly card. 
No, the game never ends when your whole world depends 
On the turn of a friendly card.

Just one minute more, Give me just one minute more! 
It's gonna be alright, It's gonna be alright!

Sono solo alcuni pezzi di "The turn of a friendly card" by The Alan Parsons Project.

Un disco straordinario, per quanto mi riguarda uno dei migliori in assoluto.

Mai però mi avevano colpito certe parole come adesso: spiega perfettamente come l'uomo sia inerme di fronte a un qualcosa di più grande di lui e che non riesce a combattere da solo.

Ciò che viene comunemente definito "il vizio del gioco" è in realtà una vera e propria malattia, che dà dipendenza, nonostante si parli di gioco e non di droga.

Se prendi con la forza una persona per farla smettere di giocare nel pieno del suo "trip", questa potrebbe vivere momenti di angoscia e di profondo disagio, denotando senza alcun dubbio che un grave problema era già in atto e che può essere risolto solo attraverso un percorso di cura.

E' una delle tante maledette compulsioni che tendono ad uccidere la nostra anima, una che rischia di essere sottovalutata, ma che quando ti prende ti spacca in due cuore e cervello, spesso in maniera irreversibile.

 
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Fotografia

Post n°222 pubblicato il 13 Aprile 2009 da Nuta
 

Istantanea sul panorama italico: la maggior parte delle aziende è in caduta libera o comunque in grave difficoltà; quelle che hanno meno problemi risentono inevitabilmente, in modo indiretto, del clima negativo che le circonda (per esempio, riscuotendo con grande ritardo o per nulla i loro crediti commerciali); i lavoratori mantengono sempre più difficilmente il loro posto di lavoro; nuovi assunti non ce ne sono, quei pochissimi che iniziano adesso a lavorare sono disposti ad accettare qualunque cosa.

Nel settore pubblico non ci sono più assunzioni e si taglia a tutto spiano; gli imprenditori non investono più nelle loro imprese, ma tendono ad uscirne, ovviamente a pancia piena; gli evasori non accennano a diminuire, anzi semmai stanno aumentando: di questi tempi, meglio metter fieno in cascina, il più possibile... poi siamo in Italia, governati dall'Evasore numero uno, figuriamoci!

I conti dello Stato italiano, come sempre, tengono un po' solo grazie alle imposte versate alla fonte dai lavoratori dipendenti; ma questa platea si sta sgretolando inesorabilmente, fino ad assottigliarsi senza freni; tra non molto i conti dello Stato non torneranno più e andremo in default: mi pare inevitabile, a meno che gli italiani non cambino qualcosa, ma la cosa appare estremamente improbabile.

Mai come oggi è evidente che il tradimento della funzione sociale del lavoro con regolare contratto, funzione esercitata storicamente dalle aziende che non si ponevano nemmeno il problema di aggirare i contratti collettivi per calcoli di comodo, si ritorce contro l'intero sistema come un boomerang.

I sindacati non sono pervenuti, sembrano preoccupati di difendere i diritti di una categoria, i lavoratori, che tra poco si sarà estinta.

La realtà delle cose e le istituzioni sono sempre più distanti: noi italiani siamo spesso stati vicini al baratro e ci siamo sempre miracolosamente rialzati, mossi da una creatività senza confini.

Stavolta, però, non vedo proprio come ne usciremo

 
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E' tutto così difficile

Post n°221 pubblicato il 26 Marzo 2009 da Nuta
 
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I tempi

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Stamattina, mentre viaggiavo in auto per andare come sempre al lavoro, ascoltavo un CD di Alan Parsons.

Già un segno dei tempi: quando ero ragazzo, dovevo registrarmi su cassetta i miei long playing in vinile per poi risentirmeli in viaggio.

Improvvisamente mi è venuta una grande voglia di conoscere la biografia di Lenny Zakatek, cantante di alcune delle più belle canzoni del Project, e mi è venuto in mente che oggi, con un semplice clic sul computer, qualunque cosa è a disposizione.

Però in macchina la cosa non mi è stata possibile, ho dovuto avere un po’ di pazienza e coltivare un piccolo, piccolissimo desiderio, peraltro soddisfatto dopo soli pochi minuti.

La cosa, per molti, è stata comunque già risolta dall’I-Phone.

Al casello, mentre facevo la fila per pagare i miei soliti 50 centesimi, mi è venuta in mente la raccomandazione della mia collega di mettere il telepass, che è troppo più comodo e fa risparmiare tempo e rotture di scatole: io sono sempre stato contrario, ma un pochino le sue parole le ho sentite convincenti.

Oggi, per curiosità, quell’attesa che sembrava così lunga e snervante l’ho misurata: 3 minuti scarsi.

Da tutte queste considerazioni fatte oggi, è venuto fuori un pensiero più grande: sui tempi che cambiano, su NOI che siamo così tanto cambiati.

Com’è possibile per esempio conciliare l’abitudine compulsiva ad avere TUTTO con una vita di coppia che, per sua natura, ha bisogno di pazienza, desideri, piccoli o grandi sacrifici, piccoli o grandi fastidi, in una sola parola AMORE?

Come può sviluppare Amore l’uomo che non ha più la capacità di vivere la vita in modo equilibrato e misurato, ma ha ormai consumato tutti i suoi desideri e i suoi bisogni, in una girandola di egoismo compulsivo che porta ad essere ognuno di noi sempre più SOLO?

E com’è possibile rinunciare a questa solitudine che è diventata ormai sinonimo di libertà, quella libertà in cui riusciamo ad avere tutto, schiavi dei nostri tempi?

Non mi pare difficile l’analisi sociologica del perché oggi, ormai, quasi tutti tendono a separarsi e divorziare.

Ma questa è solo una delle tante conseguenze negative: abbiamo perduto ogni accortezza verso gli altri, ogni gentilezza, ogni atto sostanziale ma anche formale di civiltà e di rispetto.

E viviamo nell’infelice contraddizione di essere ancora “animai sociali”, abbiamo bisogno degli altri, ma con gli altri non abbiamo più rapporti.

Che la CRISI ci costringa a cambiare in meglio?

Oppure ci darà il colpo finale, dandoci la voglia di scontrarci gli uni contro gli altri in una guerra che, nei nostri cuori, è già iniziata?

 
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Outing politico - prima puntata

Post n°219 pubblicato il 21 Febbraio 2009 da Nuta
 

La mia storia politica nasce negli anni 80 quando, in piena guerra fredda e con i timori di un conflitto nucleare, prendo parte a tutte le manifestazioni di sinistra inneggianti alla pace.

Il nemico è rappresentato dagli Stati Uniti, da Reagan, dai contras, da Pinochet.

Ci cibavamo di Nicaragua e Daniel Ortega, di Cile e Inti Illimani, di Lenin e del comunismo.

Odiavamo il Papa e tutta la Chiesa, odiavamo la DC e il pentapartito.

Poi, un bel giorno, insieme al muro di Berlino sono cadute anche tutta una serie di "certezze" che ci erano state vendute.

Da lì iniziammo a non ragionare più "in gruppo", ma ognuno vagava da solo con i suoi occhi persi.

Tutti coloro che rappresentavano per me un punto fermo, iniziarono a barcollare in un insopportabile trasformismo.

Nessuno di loro mi ha mai detto: "caro mio, abbiamo sbagliato, abbiamo sbagliato tutto!".

Al contrario tutti loro hanno iniziato a far finta che avessi capito male io prima, che comunque c'era già una trasformazione in atto, bla bla bla.

La verità è che il muro di menzogne, crollato miseramente insieme all'altro muro, anziché mostrare la faccia del colpevole, ha mostrato uno specchio dove c'era scritto "sei un povero fesso".

Nessun "ground zero e ripartire".

Una morte senza cadavere

 
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Santana, quanto ci manchi!

Post n°218 pubblicato il 17 Febbraio 2009 da Nuta
 
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Genoa – Fiorentina del 15/02/09:


 


Santana, quanto ci manchi!


E’ incredibile che l’assenza di un solo giocatore crei problemi così grandi all’assetto di una squadra.


Eppure è proprio così.


Due partite senza l’argentino, e la Fiorentina ha mostrato pecche inimmaginabili, fornendo prestazioni negative, aiutata soltanto da una grossa dose di fortuna ad ottenere 4 punti che, onestamente, sono ben di più rispetto a quelli che meritava.


Soltanto le ingenuità di De Silvestri della Lazio e di Biava del Genoa, lasciando le loro squadre in 10 per gran parte della gara, hanno permesso ai viola di giocarsela e di ottenere risultati insperati all’ultimo istante.


Il problema rimane però senza soluzione: forse Prandelli sta aspettando l’unico giocatore che può davvero sostituire Santana, cioè Martin Jorgensen?


Altrimenti non c’è alternativa al cambio di modulo.


Contro il Genoa, senza Felipe Melo sostituito da un Donadel sotto tono e con Jovetic a fare il trequartista, il centrocampo era totalmente in mano ai rossoblu di casa.


Il giovane montenegrino non è abituato a giocare dando una mano dietro, non rientra, non aiuta la fase difensiva.


Praticamente avevamo il solo Montolivo a correre ovunque, con Kuz in affanno (sono diverse partite che non è in forma) e Donadel saltato sistematicamente come un birillo.


Là davanti tre punte, lontane dal gioco.


La partita è svoltata in parte con l’espulsione di Biava, ma soprattutto con le manovre effettuate da Gasperini nel secondo tempo.


L’allenatore genoano, pur bravissimo, ha infilato una serie di errori clamorosi: anziché lasciare in campo Palladino, costante spina nel fianco dei nostri difensori e a suo agio nel mezzo al nostro centrocampo, ha preferito inserire un difensore, arretrando inesorabilmente il baricentro della propria squadra, che aveva trovato un suo equilibrio arretrando Mesto (giocatore straordinario!) sulla linea dei centrocampisti e M.R. (giocatore innominabile, causa problemi di stomaco) su quella dei difensori, in una sorta di 3-4-2 “a fisarmonica” che non lasciava spazi alle lente manovre viola.


Oltre a ciò ha tolto Mesto schierando la squadra a 4 in difesa, lasciando ancora più spazi al centrocampo della Fiorentina e ha tolto pure M.R., che quando vede viola triplica le sue forze (non si sa poi il perché, semmai dovrebbe essere l’opposto, ma lasciamo perdere), inserito l’ex viola Vandenborre, che ne ha combinata una dietro l’altra dimostrando che la Fiorentina non ha fatto poi così male a venderlo.


Il resto lo sappiamo: fortuna, ma anche carattere, e la Fiorentina ce la fa.


Ancora una volta, però, dobbiamo registrare un fatto: in giro per la penisola, siamo visti come il fumo negli occhi.


Ed è una cosa di cui non mi capacito.


La rabbia del Genoa contro di noi (noi tifosi, noi giornalisti, noi calciatori, noi fiorentini…) è innaturale, va oltre l’importanza della posta in palio, va oltre la rivalità calcistica (che peraltro non mi pareva così forte), va oltre i torti subiti (CHE PERALTRO NON CI SONO!!! E non lo dico io, ma TUTTE le moviola nazionali, il che è tutto dire).


Questo è il vero interrogativo che mi pongo.


Ma perché?


Cosa abbiamo che non va?


Perché siamo così “antipatici”?


Sembra che siamo noi che rubiamo le partite, che uccidiamo i campionati, che produciamo i moggi di turno.


Non trovo la risposta.

 
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