Tanta tanta roba...
Per scherzare e far satira bisogna saper fare anche ciò che si prende in giro e saperlo fare anche bene.
E' un po' come gli imitatori, che per essere bravi devono saper cantare, altrimenti non potrebbero mai imitare un cantante.
Forse, però, la frase che più mi viene in mente è: chi è intelligente può fare lo stupido, ma il contrario no.
PS io sto facendo lo stupido, perché lo sono davvero!!!
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ero un ragazzino, in quel caldo luglio del 1982.
Dopo una galoppata travolgente e insperata, la nazionale italiana di calcio si apprestava, il 5 Luglio 1982, ad affrontare gli invincibili brasiliani, ai quali bastava un pareggino per buttarci fuori.
Gli uomini di Bearzot compirono l'impresa e andarono avanti.
Vinsero anche la semifinale con la Polonia e poi, la sera dell'11 Luglio, in finale con la Germania, sotto gli occhi di un irrefrenabile tifoso d'eccezione con la pipa d'ordinanza (ovviamente non mi riferisco a Bearzot, ma all'indimenticato Sandro Pertini), compirono l'impresa che tutti noi conosciamo.
A distanza di quasi 28 anni, mai e poi mai avrei pensato che, oggi, avrei ricordato quel periodo per altre questioni...
invece, mentre Paolo Rossi, infilava tre volte la porta carioca, a Biella stava nascendo quello che sarebbe diventato l'attaccante della Fiorentina.
Ma doveva ancora nascere colui che i gol glieli avrebbe fatti fare...
A Bari vecchia tutta la città era ovviamente in fermento per la finalissima con i tedeschi, ma c'era una donna che aveva bisogno di aiuto, una donna che aveva in grembo uno dei più grandi e geniali e pazzi campioni del calcio italiano.
La notte passata in sala travaglio e la nascita del "Fantantonio" coincisero con i caroselli per le strade italiana dovuti alla grande vittoria sportiva.
In quei giorni, chi l'avrebbe mai detto!, si costruiva il futuro viola.

Piccola riflessione tattica: c'è già gente preoccupata perché Cassano non è uguale a Mutu e non può giocare nella stessa posizione del romeno.
Io sono molto tranquillo, mi fido di Prandelli.
Ma comunque il mio pensiero è che si può tranquillamente rimanere con lo stesso modulo di gioco, perché se lui gioca qualche metro indietro favorisce anzi gli inserimenti dei due centrocampisti centrali (Bolatti e Montolivo) e può lanciare lungo in profondità sia il Gila che i due esterni alti che magari si accentrano.
Quando si sposta verso l'esterno, a sinistra Vargas può accentrarsi e anzi far esplodere il suo magico sinistro, mentre a destra Marchionni è dotato tatticamente in maniera straordinaria, e può accentrarsi e scambiarsi di posizione senza problemi.
L'unico piccolo dubbio può essere che Cassano di punta è difficile da vedere, contrariamente a Mutu, quindi il cambio al Gila ogni tanto chi glielo dà, se non un ragazzino di 16 anni di nome Babacar? Ma anche qui credo che la soluzione stia arrivando, perché il mago Silvan Corvino ha praticamente già acquistato il grande talento KERRISON!!!
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Ragazzi, che squadra sta venendo fuori, mi vengono i brividi!!!
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Il vero problema dell'Italia è il popolo italiano.
E' praticamente impossibile per me trovare altre spiegazioni, anche perché la politica è davvero lo specchio del popolo.
Però credo anche che, prima di affrontare il problema "dal basso", cioè nell'unico modo possibile per risolverlo davvero, bisogna affrontare alcune priorità con la massima urgenza.
Usando una metafora, è vero che non serve a nulla pulire la casa di un matto se ce lo lasci dentro, ma adesso siamo in una fase in cui la priorità assoluta è pulire la casa.
La politica oggi è un ricettacolo di manigoldi, una casta sempre più chiusa in se stessa e sempre più virtuale, come se vivesse in un mondo parallelo, che non ci appartiene.
Il Parlamento di una Repubblica parlamentare come la nostra è ridotto ad un club di personaggi messi lì dalle segreterie di partito, molti dei quali con uno status di delinquenti o mafiosi.
Il teatrino della politica, lungi ormai dal tentativo di almeno apparire interessato a certi ideali o a certi valori, è sempre più disgustoso.
Molte persone credono che l'attuale premier sia la causa di tutto, mentre io credo che lui sia semmai una conseguenza.
Il popolo viola, che peraltro ha la mia simpatia (io penso tutto il male possibile di Silvio Berlusconi), dovrebbe però considerare che il nemico politico numero uno forse non è lui, ma chi vorrebbe farti credere di essere amico e invece ne è il suo migliore alleato.
Ormai il PD è parte del berlusconismo: non importa nemmeno ricordare le vuote promesse sulla legge contro il conflitto di interessi (neanche Rete4 riescono a toglier via, e sì che c'è una sentenza che lo imporrebbe, ma il nostro Paese preferisce pagare multe salatissime all'Unione Europea).
Al posto della legge di cui sopra hanno dato, grazie all'amico del giaguaro Baffino, le concessioni all'odiato premier con l'1% di costo.
In Puglia il suocero di Casini ha già messo gli occhi sull'Acquedotto pugliese, però quel frocio rompicoglioni si è messo di traverso, e allora si sono messi contro di lui e contro il 75% dei pugliesi, che per fortuna non si sono fatti prendere per il culo, stavolta.
Adesso Vendola dovrà lottare all'interno! con i suoi nemici, che hanno già inviato messaggi mafiosetti al trionfatore delle primarie.
Già, la Mafia...
altro che binomio con Andreotti e Democrazia Cristiana!
Qui siamo di fronte ad un cancro politico estesissimo e chi è contro la Mafia o semplicemente non è con la Mafia è solo qualche piccolo pazzoide trasversale che si è trovato per caso a far politica.
Se non rompe i coglioni, nessuno gli farà del male.
Sono lontani i tempi in cui c'era, o si credeva che ci fosse, una forza politica davvero ostile alla Mafia.
Dal fascismo alla prima sinistra.
Oggi il minestrone politico italiano è tutto infetto.
La sinistra guardi meglio il nemico, e se lo individua ha già ottenuto una prima vittoria (che ad oggi mi pare praticamente impossibile).
La destra sappia meglio cos'è il liberismo, che è tutt'altra cosa rispetto a questo ciarpame politico fatto da lacché e puttane, ma non quelle nobili signore che te la danno, loro sono molto più dignitose
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Oggi una Fiorentina strepitosa espugna Palermo con una vittoria incredibile.
I rosanero sono andati in vantaggio per due a zero e poi nel secondo tempo hanno fatto pure il terzo.
Ma i viola, mai domi, hanno continuato a creare gioco e occasioni.
Il portiere avversario ha fatto parate incredibili e la traversa ha negato il gol al Gila.
Solo un miracolo poteva rendere giustizia alla squadra gigliata.
Ma con l'ingresso in campo di Jovetic e Bolatti siamo riusciti a ribaltare!
A ribaltare la seggiola dalla rabbia...
Vabbè dai, sarà per la prossima.
Grazie del regalo comunque e, dai, bisogna prenderla con filosofia e ironia.
Niente isterismi!
Ma perchééé???
Uèèè!!!
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Bretpunto - Nuta, partita numero 3:
1. e4, c5;
2. Ac4, e6;
3. Ch3, d5;
4. Ab5+, Ad7;
5. Axd7, Dxd7;
6. d3, dxe4;
7. dxe4, Dxd1+;
8. Rxd1, Cf6;
9. f3, Cc6;
10. Ae3, 0-0-0+;
11. Re2, Cd4+;
12. Axd4, cxd4;
13. Td1, e5;
14. Cd2, b5;
15. a4, b4;
16. a5, h6;
17. a6, Cd7;
18. Cf2, Cb6;
19. b3, Rb8;
20. Cg4, f6;
21. g3, Tc8;
22. Tdc1, Ad6;
23. h4, h5;
24. Cf2, g5;
25. Ta2, gxh4;
26. gxh4, Thg8;
27. Th1, Af8;
28. Rd3, Tc3+;
29. Re2, Ah6;
30. Td1, Axd2;
31. Txd2, Te3+;
32. Rf1, Txf3;
33. Td3, Tf4;
34. Th3, Tgg4;
35. Re2, Txh4;
36. Txh4, Txh4;
37. Ta1, Tf4;
38. Tf1, Rc7;
39. Cd3, Txe4+;
40. Rd1, Cd5;
41. Tf5, Ce3+;
IL BIANCO ABBANDONA.
Una partita da me vinta senza troppi onori... una partita bruttina e forse non ben giocata da nessuno dei due.
Lui aveva la trasferta toscana con tanto di distrazioni culinarie, io sono evidentemente solo un ormai ex scacchista che vuole credere di saper ancora giocare.
Ora è in corso, appena iniziata, una quarta partita, in attesa di confrontarci dal vivo, con tanto di pubblico!
Sarebbe bello giocare il 7 Febbraio a Firenze, poi, ognuno con la sua sciarpa di colori diversi, andare insieme al Franchi a vedere la partita... purtroppo il calcio di oggi non ce lo permette
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Dopo la prima partita con Bretpunto, per me disastrosa, il mio avversario mi ha concesso la rivincita. Una sfida molto interessante, secondo me la più avvincente fra le tre che abbiamo fatto.
Eccola qua:
Nuta - Bretpunto
1. e4, e5;
2. Cf3, Cf6;
3. Cxe5, De7;
4. Cf3, Dxe4+;
5. De2, Dxe2 (partita russa con scambio di Donne);
6. Axe2, h6;
7. d4, d6;
8. c4, Ae7;
9. Cc3, c6;
10. b4, 0-0;
11. 0-0, Te8;
12. Af4, Ad7;
13. d5, a5;
14. b5, c5;
15. Cd2, Af5;
16. h3, Cbd7;
17. g4, Ag6;
18. Ag3, Cb6;
19. f4, Cfd7;
20. Cde4, Axe4;
21. Cxe4, Af6;
22. Cxf6+, Cxf6;
23. Tfe1, Ce4 (il Bianco ha attaccato furiosamente, ottenendo solo una coppia di alfieri contro quella dei cavalli e, improvvisamente, si trova in una posizione estremamente disagevole);
24. Rg2, Cxg3;
25. Rxg3, Te3+;
26. Rf2, Txh3 (la mossa chiave della gara. Io avevo lasciato in presa il pedone perché difenderlo avrebbe comportato un atteggiamento passivo e alla lunga perdente. Ero però convinto che il Nero non avrebbe mai accettato un pedone che ritenevo "avvelenato", non tanto per le sorti della Torre, quanto perché nel prosieguo della partita il Bianco ha potuto giocare, pur se in inferiorità materiale (ben due pedoni), con le due torri forti e unite contro una sola del Nero, alle prese con questo pezzo che è andato ad infognarsi senza partecipare più al gioco);
27. Af3, Cxc4;
28. Rg2, Th4;
29. Te7, Tb8;
30. Tae1, Rf8;
31. Td7, Cd2;
32. Tee7, Cxf3;
33. Txf7+, Re8;
34. Rxf3, Th3+;
35. Re4, g6;
36. Th7, il Nero abbandona.
Il raddoppio in settima è stato fatale.
E così, pur con una sofferenza incredibile, siamo tornati in parità.
Cosicché abbiamo deciso di farci la "bella"...
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CHAMPION'S LEAGUE: è già tempo di bilanci.
Stiliamo la griglia delle 16 squadre che hanno avuto accesso agli ottavi, che si disputeranno a febbraio e marzo 2010:
prima fascia, le grandi
Barcellona
Real Madrid
FIORENTINA
Chelsea
Manchester United
Arsenal
Siviglia
Bordeaux
seconda fascia, le outsiders
Olympiacos
Milan
CSKA Mosca
Inter
Stoccarda
Bayern
Lione
Porto
Eliminate tutte le altre, alcune inadatte a una competizione di così alto livello, tipo juventus e Liverpool.
Venerdì il sorteggio!

Lei però stavolta non ci sarà...
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oggi è festa.
E allora godiamoci questa festa!
L'ideale è un gioco a carte, vediamo... sì, ci sono: il POKER!

Bellissimo il poker, gustiamocelo tutto!
Certo la serata va arricchita da un bel gelato in salsa bavarese, sopra alla crostata di Melo.

Ci sta bene dopo la famosa frittata di Ferrara condita con funghi champions.

Ahhh, che bella questa FESTA,
CHE BELLA!
GRAZIE, BAYERN ! ! !

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Qualche giorno fa io e Bretpunto abbiamo iniziato una sfida scacchistica attraverso la messaggeria di questo portale.
Ecco qua la prima partita:
BRETPUNTO - NUTA
1. e3, e5; 2. Cc3, d5; 3. d4, exd4; 4. Dxd4, Cf6; 5. Cge2, Cc6; 6. Da4, Ae7; 7. Cd4

Ad7; 8. Cxc6, bxc6; 9. Ad2, 0-0; 10. Td1, c5; 11. Ab5, Axb5; 12. Cxb5, Dd7; 13. 0-0, c6; 14. Ca3, Tfb8; 15. Ac3, Ce4??? (Cappella memorabile! Bastava una mossa tipo De6, ed il Nero aveva una buona posizione); 16. Dxe4!, IL NERO ABBANDONA.
Rimasto con un pezzo in meno, era inutile continuare...
E così: BRETPUNTO - NUTA 1-0!
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Ha giocato con la sua nazionale nella notte fra mercoledì e giovedì scorso, in Perù.
E' partito dal Sudamerica giovedì pomeriggio, è arrivato a Firenze ieri, con tanto di jet lag e partita nelle gambe.
Non ha avuto nemmeno il tempo di allenarsi con i compagni ed è subito partito con loro per Torino.
Molti addetti ai lavori erano convinti di non vederlo in campo, invece Prandelli lo ha schierato dal primo minuto.
Lui è partito subito all'attacco, forte come un toro, come se fosse freschissimo, "pigiando" come un forsennato sulla corsia di sinistra.
Dopo cinque minuti di partita, grazie al suggerimento sontuoso di Stevan Jovetic, ha eluso l'uscita di Buffon e con un tocco sotto ha direzionato il pallone verso la rete.
UNO A ZERO PER LA FIORENTINA!!!
Gli avversari, gli storici avversari di sempre, hanno reagito con veemenza, creando gioco e occasioni, e sono pervenuti al pareggio.
Eravamo ancora nel primo tempo, tutti pensavano che gli uomini di casa, a quel punto, avrebbero ristabilito i valori sulla carta, ribaltando l'esito della gara a loro favore.
Invece i giocatori viola hanno preso di nuovo in mano la partita e LUI ha calciato una punizione da posizione impossibile in maniera magistrale e ha fatto ancora GOL!
Purtroppo, però, l'arbitro aveva già fischiato e fermato il gioco per un fallo (???) commesso da Dainelli in area di rigore.
La Fiorentina ha continuato a ribattere colpo su colpo e su quella fascia sinistra c'era sempre lui a dettar legge.
Nel secondo tempo, stoicamente, è rimasto in campo e ha dato il suo grande contributo, fino a che, stremato, non è stato sostituito da Pasqual.
JUAN MANUEL VARGAS!!!
La squadra viola è uscita dal campo con gli applausi per la grande prestazione fornita.
Un pareggio che può essere considerato molto buono, anche se c'è l'amaro in bocca per tutta una serie di occasioni che potevano farci addirittura vincere... e di certo non avremmo rubato nulla.
Ma va bene così.
Da sottolineare la prova di MONTOLIVO: a parer mio di gran lunga il migliore in campo.
Il centrocampo composto da Riccardo e Cristiano Zanetti è stratosferico, tanto che Ferrara ha dovuto a un certo punto togliere una punta (Iaquinta) inserendo un centrocampista, perché la Fiorentina aveva in mano la partita, trasformando intelligentemente la sua squadra dal 4-3-1-2 a un più prudente 4-4-1-1 e poi, con la successiva uscita di Diego, a un 4-4-2 con le corsie esterne più chiuse e un uomo in più nel mezzo al campo a portar legna.
Alla fine, questa è la vera soddisfazione: vedere loro giocare per non perdere, a casa sua...
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Oggi pomeriggio sono andato al cinema, insieme a Cate e Nuvolo, a vedere la seconda parte della trilogia svedese che vede la hacker Lisbeth Salander come personaggio principale.
Il primo film della saga di Millennium era "Uomini che odiano le donne"
Oggi... La ragazza che giocava con il fuoco

"Posto" io, stavolta, perché sono l'unico dei tre che ha apprezzato il film: ammetto che il primo è stato di gran lunga migliore, ammetto pure che alcuni personaggi sono troppo caricaturali (uno su tutti il gigante biondo che non sente dolore), ammetto infine che vi sono scene scontate o eccessivamente didascaliche.
Però, dato che io sono tutto fuorché un cinefilo, la mia valutazione dipende molto anche da quanto un film scorre, e da questo punto di vista il film è piacevole e ti tiene comunque in tensione fino alla fine, tanto che quando è finito mi è molto dispiaciuto.
Insomma, per me non erano passate più di due ore!
L'attrice danese Noomi Rapace è ormai diventata un personaggio, e ogni sua avventura ormai mi appassiona: sinceramente non vedo l'ora di vedere anche il terzo episodio!
Cate e Nuvolo sono avvertiti...
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Era un grande.
Ha dolcemente accompagnato la mia infanzia e la mia adolescenza con le sue musiche: Enrico Simonetti, troppo in fretta dimenticato.
Un omaggio
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Alle ore 11,02 di domenica 9 Agosto 2009 una Hyundai Atos celeste metallizzata partiva dalle calure della periferia ovest di Firenze, diretta per Piombino. Intorno alle 13 eravamo già nella cittadina portuale dove nacque il mitico Aldo Agroppi. Si parcheggia in una zona ombreggiata e un po’ interna, dove due donne stanno sedute sul marciapiede: una di una certa età, vestita da zingara (forse lo era), l’altra più giovane, dall’aspetto vagamente tossico. “Che ce l’hai una sigaretta?” – fa quest’ultima. Caterina le dà una cicca e gliel’accende pure. “Che lo vuoi un bonsai? Te lo do a poco!” “No, grazie…”. Ci dirigiamo verso il self service per mettere in bocca qualcosa prima di imbarcarci, ma non siamo molto tranquilli, così decidiamo dopo qualche minuto di tornare alla macchina e parcheggiare altrove. Le due donne sono sempre lì, a sedere sul marciapiede di fronte alla nostra auto. La più giovane ci guarda e ripete a Cate: “Ma lo vuoi un bonsai? Te lo lascio a poco” Noi ci si guarda attoniti, si monta in macchina e si va a parcheggiare davanti al ristorante, decisi a registrare mentalmente il primo di una lunga serie di personaggi pittoreschi che, puntualmente, ad ogni vacanza si presentano. S’entra dentro alla ristorazione, decidiamo uno dei menu fissi e ci apprestiamo al pasto. Dietro di noi, nel frattempo, arrivano alcuni villeggianti appena sbarcati dall’Elba e decisi a mangiare qualcosa prima di tornare presumibilmente nella loro casa del nord (visto l’accento). Con l’orecchio sento tutte le critiche possibili e immaginabili: che schifo di posto, guarda la tovaglia com’è sudicia, guarda qui, guarda là. All’arrivo della cameriera incominciano a dirle che vorrebbero il menù da 10 euro, quello più economico, però essendo vegetariani (ovviamente era una scusa, tanto evidente quanto patetica) incominciano a togliere praticamente tutti i piatti presenti in quel menù, da sostituire con altri, naturalmente mantenendo inalterato il prezzo. Andiamo avanti… verso le cinque del pomeriggio siamo già al nostro albergo: si mette a posto la roba e poi con calma si va verso il mare. All’ora di cena notiamo che non c’è più uno dei camerieri più mitici dello scorso anno, sostituito da una biondina con gli occhi incavati: per me è la nipote di Novello Novelli, così la chiamerò per tutta la vacanza “Novella”. Con gli occhi guardo se scovo qualche volto noto, fra i villeggianti: molte sono facce nuove, altri sono habitués, già presenti lo scorso anno. Non vedo “Profumo”, mitico personaggio della vacanza 2008, così ribattezzata per i litri e litri di profumo che si metteva addosso, tanto da sentirla arrivare da lontano. In compenso c’è un personaggio nuovo di zecca che è un vero e proprio spettacolo: età indefinibile, ma credo oltre i quaranta, capello lungo, aria assente, passo da debosciato, gesti e atteggiamenti tipici del maschio che si sente interessante, mai dritto, mai fermo, come se la noia lo pervadesse in via continuativa. Noi lo abbiamo ribattezzato “Il Fattone”: non da meno la moglie tatuatissima, con costumi leopardati e cicce calanti. Il Fattone, quando andava a farsi il caffè, ogni mattina immancabilmente guastava la macchinetta: infatti, una volta vista la sua presenza, conveniva affrettare i tempi e precederlo. A un certo punto della prima cena, sento l’odore dell’Agata che la mitica Ciovan ha regalato a Cate: penso che è strano che lei l’abbia portata con sé anche a cena… e poi un minuto prima non sentivo alcun odore… poi mi giro e capisco: “Profumo”! Da quel momento in poi il nuovo soprannome di Profumo è stato Agata. Cate mi ha confessato incredibilmente che anche lei aveva sentito lo stesso odore e non capiva come il vestito si fosse impregnato tanto di profumo stando in valigia con l’agata… non era il suo vestito! Nei giorni successivi abbiamo incontrato ancora vari miti e leggende: “Zeffirelli”, la cui presenza in quell’albergo è una certezza matematica (la signora, anziana vedova fiorentina, grande nuotatrice e con forte somiglianza con il regista Zeffirelli, arriva lì a metà giugno e ci sta fino ai primi di settembre) ed è la vera e propria mascotte di tutta la struttura. Un giorno Caterina le ha chiesto di farci una foto e lei ci ha detto che avrebbe tentato di farla al meglio, ma “insomma, non sono una regista… “ e “Come no!”, le ho risposto, ma lei non ha capito… E poi il nonno di Brando, bambino piccolo che oltre alle disgrazie anagrafiche doveva anche sopportare la presenza di tale figuro, e noi con lui (la sua voce stridula che grida “NO, BRANDO, NO! NELL’ACQUA NO” è ancora uno dei miei peggiori incubi). E come non ricordare Beppino, lo scorso anno barman e quest’anno relegato a sparecchiare i tavoli: ho scoperto poi che lui è il padre della “Novella”, quindi ne deduco che è il figlio di Novello Novelli, ma non gli somiglia per niente. Mah? Di Beppino devo ancora capire se ha un fratello gemello (o un sosia pressoché perfetto) che lavora a Capoliveri in una trattoria, oppure se ha il dono dell’ubiquità e riesce a fare due cose contemporaneamente in due posti diversi. Boh? E cosa dire del nano messicano orbo che faceva l’autostop a Capoliveri? Oppure di “Camomilla”, forse il più mitico dei personaggi! Circa a metà della nostra vacanza è arrivato insieme alla sua donna e alla bambina piccola e stava seduto al tavolo accanto al nostro: il soprannome è dovuto al fatto che quando stava seduto a tavola mostrava continuamente impazienza, con movimenti continui della gamba sinistra e della testa, che roteava o muoveva nervosamente avanti e indietro. Ho scritto “stava” perché praticamente a tavola veniva sempre da solo e poi portava da mangiare poca roba alla sua compagna in camera. Noi pensavamo che ci fossero problemi con la piccola e che il nervosismo derivasse dalla sua eccessiva premura. Poi abbiamo capito che era tutto il contrario: lui andava a fare le immersioni, si godeva la vacanza alla grande, chiedendo sempre consigli a noi e la sua donna era sempre sola con la figlia: una leggenda (si fa per dire). L’ultimo giorno di mare, invece, è stato segnato dalla carta igienica: una tipa arrivata da poco è scesa giù alla reception tutta arrabbiata con un rotolo di carta igienica in mano, verso le tre del pomeriggio: “ci hanno messo solo questa, le donne delle pulizie!” – urlava – “possibile che non abbiate un rotolo di carta igienica in più da darmi?”. Il mitico Claudio della reception le ha risposto che avrebbe senz’altro riferito alle signore delle camere e fatto in modo che al mattino successivo avesse ricevuto un rotolo di carta igienica in più. “Sì, ma noi siamo in due, ne abbiamo bisogno per stasera, mica ci basta questo fino a domattina!” “Ehhh, e che è???” rispose Claudio con una espressione che credo rimarrà la vera e propria sigla della vacanza per molto tempo. Inutile dire che, una volta saliti in camera, la nostra voglia di ridere si è trasformata in una fragorosa e liberatoria risata nel constatare che a noi avevano messo, per la prima volta, ben due nuovi rotoli di carta igienica! Il 19 Agosto la nostra vacanza è terminata: nell’ormai mitico ristorante di Piombino non poteva mancare la ciliegina finale: un cliente del locale si alza, procede spedito verso il nostro tavolo, poi, rivolto a me, mi fa: “Te sei Paolo!” “Ma, veramente non mi risulterebbe…” “Come, non sei quello che viene sempre a lavorare qua, fa tutti quei lavoretti in zona…” “No, ma ora so che il mondo ha pure un altro disgraziato che mi assomiglia!”
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I nati subito dopo la seconda guerra mondiale appartengono, secondo una definizione ormai universalmente accolta, alla "generazione del baby boom".
Erano gli anni della rinascita, della grande voglia ri ricominciare, pur con le difficoltà.
L'epoca degli entusiasmi e della voglia di ricostruire.
Venti anni dopo la fine della guerra, una nuova generazione si faceva largo, quella dei figli del baby boom: è la generazione a cui appartengo, quindi averne appena appreso alcuni particolari mi crea un certo stupore!
Si tratta della generazione X, dove X sta per "mancanza di una identità definita".
E' la generazione che è stata adolescente negli anni '80 e '90, negli anni del vuoto, del nichilismo, dell'assenza di valori.
Il periodo della noia, del benessere costruito, del materialismo sfrenato che ha portato a non desiderare più nulla.
La generazione X ha sviluppato un'intelligenza legata a filo doppio con la solitudine, con l'indipendenza.
Un'intelligenza "tecnologica", quella che ha portato alla ribalta internet e tutte le applicazioni che stiamo attualmente utilizzando.
Musicalmente, il simbolo di questa Generazione è rappresentato dai Nirvana, il gruppo di Kurt Cobain, morto nel 1994 a soli 27 anni in circostanze non del tutto chiarite: forse si è ucciso (è morto per una fucilata), di sicuro era un eroinomane a stadio avanzato.
Il loro Nevermind del 1991 è ormai nella storia, anzi nella leggenda.
PS questa è Come as you are - live version; altri video di canzoni relative a Nevermind, come Smells like teen spirit non risultano essere importabili
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Mentre era in corso la Federations Cup, Alberto Gilardino, dal ritiro della nazionale, si lasciò scappare una sua "impressione", cioè che Felipe Melo sarebbe andato via.
Appena lessi questa cosa, mi convinsi che il brasiliano sarebbe sicuramente andato via, perché se un suo compagno di squadra ti fa capire questo significa che lui sapeva di questo imminente addio.
La cosa ebbe forse maggior rilevanza di quanto pensato, tanto che la società viola e lo stesso Gilardino smentirono, un po' goffamente, quelle indiscrezioni.
Oggi sappiamo che erano vere.
Lo stesso Gilardino, a cui hanno fatto eco diverse altre voci di giocatori viola, ha successivamente dichiarato che la Fiorentina di quest'anno ha uno spirito di gruppo nettamente superiore allo scorso anno.
Qualcuno ha parlato apertamente di "armonia ritrovata", di spogliatoio unito, di clima totalmente diverso e migliore rispetto allo scorso anno.
Incominciano a trapelare i veri motivi che hanno indotto la Fiorentina a vendere il campione brasiliano.
Prandelli appare decisamente contento e tranquillo di allenare un gruppo così coeso, parole sue.
Sembrano lontane anni luce le sue preoccupazioni dello scorso anno, il suo turbamento per "non saper gestire l'armonia di un gruppo fra la vecchia guardia e qualche nuovo arrivato".
Tutto appare più chiaro, adesso.
Persino Corvino gongola visibilmente quando qualche giornalista gli chiede se lui avrebbe speso tutti quei soldi per comprare il centrocampista verdeoro.
La risposta è fin troppo semplice: solo un anno fa per 8 milioni se lo era accaparrato.
Rischiava di dventare il peggior affare della sua vita, aver portato in squadra una pecora nera dello spogliatoio.
E' diventato invece l'affare del secolo, grazie alla grande sagacia dei dirigenti grigiobianconeri, a cui abbiamo rifilato il classico gobbo (e come sennò) di picche!
Buon campionato a tutti (o quasi)!
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Una storia che mi ha colpito, quella del neo acquisto viola Nacho Castillo.
Mi ricorda in parte il nostro indimenticato bomber Cristian Riganò.
Castillo nasce in Argentina e approda al campionato italiano piuttosto tardi, a 26 anni.
Viene ingaggiato dal Brindisi, una squadra di serie D.
Subito fa vedere di che pasta è fatto e, a suon di gol, porta la squadra pugliese alla promozione in C2.
E' chiaramente un giocatore da serie superiori, invece non riesce nemmeno a restare nel Brindisi a giocarsi la C2, a causa di assurdi e incredibili problemi burocratici: infatti le squadre di serie C non potevano tesserare extracomunitari e lui, consapevole di ciò, ha chiesto il passaporto italiano che, pare, poteva prendere per parentele nel nostro paese.
Purtroppo la richiesta tarda ad essere accolta, cosicché Nacho è costretto a tornare in serie D, stavolta nel Nardò.
Ancora una volta segna gol a ripetizione e così anche l'anno successivo nel Vigor Lamezia.
Nel 2004, a quasi 29 anni, Castillo si trova ancora in serie D... una carriera buttata al vento.
Stavolta però trova una squadra, il Gallipoli, nella quale rimarrà tre anni, diventando inevitabilmente un idolo della tifoseria.
Finalmente il passaporto arriva.
Il Gallipoli (che oggi è addirittura in serie B: quanto merito ha Nacho in questa performance?), grazie soprattutto ai gol del suo bomber argentino, riesce in due anni a passare dalla serie D alla C1.
Finalmente Castillo, benché non più un ragazzino, arriva alla serie B, prima al Frosinone, dove colleziona panchine e delusioni, poi al Pisa, dove trova la sua vera dimensione.
I nerazzurri di Toscana, neopromossi in serie B, sfiorano la promozione in serie A grazie ai gol dell'argentino, che diventerà il vero e proprio mattatore della stagione.
Siamo all'anno scorso, il Lecce, squadra di serie A, lo ingaggia e finalmente Nacho può esordire nel calcio che conta.
"Non ci credevo quando ho saputo che la Fiorentina era interessata a me!"
Un altro sogno si sta per avverare.
Figuriamoci se si metterà a discutere il suo ruolo di vice-Gilardino!
A quasi 34 anni, Nacho Castillo da Baires potrà esordire in Champion's League!
Tutto il resto son discorsi...
E come il grande Riga, questo il gol lo sa fare, in serie D come in serie A.
Vecchio?
L'entusiasmo che porta nel suo cuore lo ringiovanirà di 10 anni: è la sua ultima occasione!
VAI, NACHO MAN!
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Premessa: dipendesse da me, Felipe Melo resterebbe con la maglia viola.
Però, il fatto che vada a giocare in quella squadra che solo a nominarla mi si ferma la digestione, non è un fatto così sconvolgente come per molti miei amici e "colleghi" di tifo.
Intanto bisogna dire che, per quanto il brasiliano sia forte, non vale certo la cifra che la Fiorentina pare stia per incassare: cifra che farebbe realizzare una delle plusvalenze più clamorose della storia (25 milioni contro gli 8, oltretutto lordi di ammortamento, pagati soltanto un anno fa per acquistare il suo cartellino).
Poi il buon Felipe si è distinto quest'anno anche per cose non proprio positive: insomma, non è propriamente uno stinco di santo, e la sua esuberanza ha spesso danneggiato la squadra.
Tatticamente, poi, non mi ha mai convinto il suo impiego come vertice basso di un centrocampo a tre, come ho scritto in tante occasioni durante il campionato finito un mese fa: in Nazionale Dunga lo fa giocare come interno e anche Prandelli, quando ha cambiato modulo, lo ha impiegato in modo diverso, facendolo rendere di più.
La sua futura squadra, si sa, cercava un regista, tanto è vero che era sulle tracce del forte D'Agostino, play maker dell'Udinese: improvvisamente la trattativa salta perché la richiesta di 17 milioni è troppo alta.
A quel punto i geni a strisce bianconere decidono, attraverso un'assemblea societaria, di dover comunque sostenere uno sforzo economico e fare un altro "colpo" di mercato, oltre a quello fatto ormai da tempo quando le casse si svuotarono per arrivare al brasiliano Diego.
Sfumato D'Agostino perché caro, si mettono sulle tracce di Felipe Melo, che costa molto di più e che soprattutto non è un regista!
Sono consapevole di rischiare moltissimo nel momento in cui decido di scrivere quello che sto per scrivere, ma lo faccio ugualmente: quella squadra non vincerà un bel niente quest'anno, avendo mostrato sconclusionatezza infinita e incapacità totali nel gestire ogni situazione.
Si troveranno a giocare con un centrocampo composto da giocatori forti ma che non saranno utili e "funzionali", un allenatore che non sa come si fa l'allenatore, una lunga lista di vecchietti che sono avviati a finire la carriera senza molte soddisfazioni solo per non aver capito quando era il momento giusti di smettere.
E noi?
Noi abbiamo bisogno di una punta, di un terzino destro, di un mediano, e abbiamo bisogno di quei soldi per rinforzare la squadra!
Quindi ben venga la cessione di Felipe Melo, che abbiamo osannato e amato, ma con moderazione... in fondo è stato con noi solo un anno e un bel mucchio di partite è stato fuori per squalifica, quindi anche l'aspetto affettivo è relativo.
Come dato statistico, poi, la Fiorentina senza il brasiliano ha fatto in media più punti di quando lui c'era... sicuramente un caso, ma si può tranquillamente dire che non è lui il giocatore la cui presenza è fondamentale.
Di quei giocatori, in squadra, ce ne sono solo 4: FREY, GAMBERINI, MONTOLIVO, GILARDINO.
Su questa spina dorsale si costruisce la squadra... e 25 milioni di euro sono un bel gruzzoletto per costruire...
juve, ti aspettiamo
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