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Rebecca XII

Post n°22 pubblicato il 05 Dicembre 2016 da Quaaalude








Loic, nel frattempo, bazzicava le strade profonde dell'ingordigia
insieme a una bionda dai capelli corti, sposata a un architetto
e quanto mai negligente e annoiata. L'aveva conosciuta, anzi
l'aveva toccata su un pullman diretto in città, di cui erano gli
unici inquilini. Lei gli si era seduta vicino malgrado l'enorme
spazio a disposizione, lui le aveva detto: "Prego, si accomodi."
E ne aveva preso le misure con un'occhiata: alta, ben popputa
e con due gambe quasi nude e invitanti. Scarpette con tacco
invidiabile e camicetta semiaperta per il gran caldo. Insieme
avevano seguito le curve del bus gettandosi l'una addosso
all'altro nelle curve e nei tornanti più rognosi. Il ragazzo non
aveva potuto fare a meno di stirarsi il tessuto sopra il maestoso
batacchio e la donna non aveva potuto fare a meno di guardarlo.
Era appetitosa e vivace, di certo insoddisfatta dal coniuge. Loic
sentiva aderire perfettamente il velluto alla linea della sua cappella
in allargamento e, a un certo punto, non riuscendo più a resistere,
aveva allungato la mano sinistra sulla schiena della gnocca, poi era
sceso ed era risalito dall'interno della camicetta notando che non
indossava reggiseno. Era il momento di giocare il tutto per tutto
e lui aveva sbottonato la patta estraendo il cazzo scuro già in
perfetta erezione. Lei ne era rimasta sbalordita e, inizialmente,
aveva fatto la ritrosa voltando lo sguardo. Poi lui l'aveva accarezzata
sul collo facendo una lieve pressione per girarle la testa e piegarla
sul bastone rigido. La donna non aveva reagito oltre e s'era lasciata
andare, massaggiando con la mano affusolata la lunga verga solcata
 da grosse vene viola. "E se ci vede l'autista?" Aveva sussurrato
mentre masturbava il maschio con notevole esperienza. "Magari
piacerà anche lui." Rispose Loic. Mancava mezzora all'arrivo nel
borgo e lei senza ulteriori indugi si levò la camicetta e si sollevò
la gonna intorno ai fianchi, poi si inserì nel sedile del ragazzo e con
la mano destra infilò l'uccello nella sua fessura rugiadosa dopo avere
scostato le proprie mutande. Così, sballando e pompando a ogni
rallentamento e ripresa erano giunti a pochi chilometri dall'abitato.
Quello era stato il momento del primo orgasmo della signora, a cui
ne erano seguiti altri, in rapida successione. Gridando come pazzi
e nell'apparente indifferenza dell'autista erano giunti all'autostazione.






(Continua)







 

 
 
 
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