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Er Principe romano

Foto di valerio.sampieri

Er Principe romano

S'opre la "scalarola " e, sopra un sauro,
entra er Principe: un Principe romano
cor cappello pe' sguincio; lo saluteno
e lui ride e risponne co' la mano.

Je sfrezza avanti er più anzianotto, Menico ...
"Eccellenza, commanni!". "C'è er fattore?".
Risponne Sua Eccellenza a voce greve,
"Chiamelo, e intanto porteme
pane, cacio e da beve".

Ar fattore che ariva de fughenza:
"Indove sta er massaro?". "Sta ar procojo
de le vaccine ... ". "Lo vojo ...".
E fa chiamà la gente de dispenza.

"Er vergaro? Ch'ha vinto quarche tommola,
che ce so' tutti e lui nun se fa vede? ".
"È ito co' li butteri
a richiede le bufole, a richiede,
ma vedo che rivengheno ...". "Benone,
ariduneli sott'ar capannone".

E fa portà le bestie ar funtanile.
"A proposito, dì, quanno se miete?".
"Data ch'è stata bona la staggione
a luna nova". "Fa chiamà er prete,
fa portà un po' de vino e du' preciutti,
dà da beve a chi ha sete
e che gnisuno resti a denti asciutti".

Poi rimonta a cavallo e mentre abbriva
verso Casal Morena
nun senti che un saluto a voce piena:
"Viva er principe nostro! Evviva! ... Evviva! ...".

Romolo Lombardi
Strenna dei Romanisti, 1962, pag. 17

 
 
 

La fontanella der giardino mio

La fontanella der giardino mio

Alla cara memoria
di Augusto Jandolo

Si chiudo l'occhi l'arivedo tutta
la scena de quer Maggio, ar giardinetto
tutto pieno de sole, a via Margutta.
Rivedo ancora sur tavolinetto
la lente c'addoprava, que' la grossa,
e un vaso antico co' 'na rosa rossa.

Quanno ch'entrai scriveva ... Ner giardino
pieno de luce e de silenzio, er vento
profumato de Maggio, 'gni tantino
je spostava la chioma Sua d'argento ...
Me vidde e m'abbracciò co' quer calore
che me faceva tanto bene ar core.



- Senti - me disse ansioso - si te piace ...
Sfojò un libbrone e me guardò un pochetto
- Ho scritto un lavoretto tra la pace
de 'sto giardino, ma nun è un sonetto ...
si è bono nun lo so nemmanco io:
La funtanella der giardino mio .

E lesse que' la bella poesia
cara a noi, cara a Lui principarmente
pe' li ricordi e pe' la nostargia
de 'n'passato mai morto ne' la mente.
Sfilò la rosa dar vasetto antico
e me la dette. - Omaggio de 'n'amico!

Quanno ripenzo a que' la matinata
de Maggio, a que' la rosa, a quer giardino
me sento mancà er fiato, e que' la data
dell'undici Gennaro, ch'er Destino
m'ha scritto a lettre nere dentr'ar core
è stata e sarà sempre un gran dolore.

Armando Morici
Da: Strenna dei Romanisti, 1952, pag. 35

 
 
 

Concerto

Post n°4079 pubblicato il 18 Agosto 2017 da valerio.sampieri
 

Concerto

Dietro 'na staccionata
c'è 'n'abbeveratore tra du' pini
ch' è ricetto sicuro a la nidiata
de tanti rosignoli canterini.
Quanno che c' è la luna e nun c' è vento
spesso la notte canteno
motivi che t'inchiodeno;
te fanno sfragne er core.



Er pisciolà dell'acqua
ne l' abbeveratore
fa l'accompagnamento.

Augusto Jandolo
Da: Strenna dei Romanisti, 1952, pag. 1

 
 
 

Le du' Colonne

Le du' Colonne (1)

E ss'ha oggnisempre da sentì sto ggnavolo (2)
che li pittori antichi da li tetti
seppeno tirà ssù pe ddu' bbuscetti (3)
st'accidenti (4) de San Pietro e Ssan Pavolo!

Pe nnun dì un cazzo, io nun ce credo un cavolo,
che scalini-a-llumaca accusì stretti
potessino a sti Santi bbenedetti
dajje er passo senz'opera der diavolo.



In quarant'anni e ppiù cc'ho ssur groppone
io pe la parte mia nun ho mmai visto
un palazzo infroscià (5) ddrent'a un portone.

E ssete puro (6) scerto, sor Calisto,
che o 'r monno antico è stato 'no stregone,
o cche cquesto è un miracolo de Cristo.

Note:
1 Antonina e Traiana.
2 Ripetizione noiosa.
3 Buchetti.
4 Gran volumi, gran pesi.
5 Imboccare.
6 Siate pure.

Giuseppe Gioachino Belli
Roma, 23 ottobre 1831 - De Pepp'er tosto
(Sonetto 223)

 
 
 

Concerto d'estate

Post n°4077 pubblicato il 17 Agosto 2017 da valerio.sampieri
 

Concerto d'estate

Sulle panche, sui gradini delle chiese,
s'indugia a lungo la gente,
ogni piazza, ogni strada
è come un grosso paese.
S'ammucchiano i vuoti
sui tavoli delle osterie
sparsi di molti bicchieri,
gli amici dei portieri
(puntuali ogni sera),
appoggiano sedie e sgabelli
vicino ai portoni;
alle finestre, ai balconi,
tutti stanno a ascoltare:
annuncia il concerto
in fondo alla via
il lento ansimare dell' organino.
Al ritmo di valzer, di barcarole,
gondole bianche col gran pavese
avanzano silenziose e ondeggianti:
- Gelati, gelati, croccanti! -
S'accendono in cielo le stelle,
i lumi delle Madonnine
nei bui cantoni,
sui banchi dei cocomerari
la fiamma a carburo
accende lunghe sfilate
di verdi e rossi lampioni.
- Senti ... la Traviata .. .
portata dal ponentino .. .
- Scendiamo a dargli qualcosa
e a prendere un gelatino -

Livio Gasperini
Strenna dei Romanisti, 1949, pag. 311

 
 
 

Dal Piazzale delle Muse

Dal Piazzale delle Muse
(Latino Tellus)

Tutte vi scorgo o mie ben note cime
Dolci al mio cuore ed al pensier sognante,
E in voi ritrovo le fragranti rime,
Sento il vostro respiro da gigante.
Ché se all'umanità più nulla esprime
Questo limpido cielo di diamante,
Cui vano avviva un alito sublime,
lo qui rimango solitario amante.
Dalle verdi pendici dei Cimini
Al Terminillo, col suo bianco altare,
Dalle fresche convalli dei Sabini
Al gran Soratte, come vela in mare
Sospesa contro i ceruli confini,
Io voglio in questa luce naufragare!

Annibale Grasselli Barni
Da: Strenna dei Romanisti 1944, pag. 132

 
 
 

L'eterna sorgente

L'eterna sorgente
(Villa Borghese)
A Gianluigi

Su l'aquila Burghesia il tramontano
Ha disteso la sua coltre gelata,
E il becco adunco una sottil celata
Ricopre e il dorso di un usbergo strano;

Tu più non batti l'ala smisurata
Via remeggiando verso il ciel lontano,
Sempre più in alto nel miraggio arcano
Di quel sogno cui fosti un dì creata.



Il palpitar dell'anima infinita
Me pure agghiada, e lo sconforto nero
D'ombre riempie il già sognante core;

Solo una mano giovinetta addita,
Nell'alma luce dell'eterno vero,
La risorgente fonte della vita.

Annibale Grasselli Barni
Da: Strenna dei Romanisti 1943, pag. 197

 
 
 

Stazione Termini

Post n°4074 pubblicato il 17 Agosto 2017 da valerio.sampieri
 

Stazione Termini

L' antico muro latino
è ora l'estremo confine
alla breve gioia dell'incontro.
A questa frontiera di memorie

bruciano eteme parole,
inventiamo il futuro
in un giuoco di angosce e sorrisi
scoperti agli improvvisi
bagliori dei treni.



Di te resta nell'aria autunnale
lo struggente ricordo
e la tenera pena dell'addio
disegnata per sempre
nel mosaico sepolto
alle fragorose porte
della Città,
Euridice!

Edoardo Sala
Strenna dei Romanisti, 1961, pag. 148

 
 
 

Roma mia

Post n°4073 pubblicato il 16 Agosto 2017 da valerio.sampieri
 

Roma mia

Certo perché le ho dato
tutti gli anni della giovinezza,
e con gli anni i sogni,
amo Roma con intimità.
Roma si trasforma e si rinnova
nell'aspetto e nella sostanza
e quel che c'è di nuovo e di grande
voi lo sapete meglio di me.
Nessuno però riuscirà a togliere
al travertino essenziale
le calde dorate luci
a primavera;
o la cinerea asprezza
che gli dà il cielo ambiguo
d'autunno,
quando soffia scirocco
per cui risento,
con una stretta desolata,
l'ipocondria del Belli.

Ettore Veo
Maggio del 1933
Da: Strenna dei Romanisti 1943, pag. 109

 
 
 

Via de San Bonaventura - Er pesce rondine e er pesce luna

Via de San Bonaventura

Silenziosa e anniscosta dietro ar Foro,
ècchete la stradetta.
Tra er verde più odoroso,
cammini e arrivi fino a una chiesola.
Una via piccoletta:
ma tra l' antiche mura
trovi la pace a San Bonaventura.

Alvaro Brancaleoni
Strenna dei Romanisti, 1961, pag. 318

Er pesce rondine e er pesce luna

Er pesce luna disse ar pesce rondine:
«Sei na rondine o un pesce?».
E quello je rispose: «Che t'importa,
si quarche vorta m' arzo da la schiuma?
Piuttosto, tu, chi sei, grasso e impallato,
come li pezzi grossi
che campeno a le spalle de la gente?».
«Senti chi parla!» - scattò er pesce luna -
«E tu che fai?»
«Io fo ...
e nun sto corco
sdraiato come un porco.
So' come er poveretto, che dar mare
de la vita e dar gelo
se solleva ogni tanto e guarda er celo».

Alvaro Brancaleoni
Strenna dei Romanisti, 1961, pag. 318

 
 
 
 
 

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Un blog di: valerio.sampieri
Data di creazione: 26/04/2008
 

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