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Tutto successe all'improvviso

Post n°50 pubblicato il 04 Aprile 2014 da robertocass
 
Foto di robertocass

 

 

 

Tutto successe all'improvviso, mi ricordo che stavamo partendo per una piccola gita.

Erano diverse volte che si rimandava o per mancaza di tempo o di soldi, ma stavolta eravamo decisi, si sarebbe partiti comunque e come al solito senza destinazione, ci saremmo fatti un giro, solo per staccare la spina.

Stavo caricando la macchina e la cuccia per Camilla che mi girava intorno come se avesse capito che partivamo, quando il clielo si scurisce all'improvviso e diventa buio, ma non notte, come se fossimo sotto un ombrellone.

Una penonbra piacevole che ovattava tutto quello che avevo intorno, e poi c'era tanto silenzio.

Un silenzio strano, come quella volta che ci fù il black out, quando svegliato dal silenzio, sono uscito di casa e tutto sembrava fermo, non si sentiva niente, solo qualche finestra che si apriva e qualcuno come me che scendeva a vedere cosa fosse successo.

Siamo troppo abituati ai rumori, il frastuono ci tranquillizza, il silenzio ci mette paura, non sappiamo spiegare cos'è e il non sentire nulla ci preoccupa.

Mi ricordo che cominciai a girarmi intorno e a camminare, mi girai mi sembrava strano che Camilla non mi seguisse, ma era tutto in penonbra, quando la sento abbaiare, la vedo che abbaia al cielo.

Alzo gli occhi, il cielo non si vedeva, c'era qualcosa di enorme che lo copriva interamente.

Mi giro, tutti guardano in alto e cercano con gli occhi qualcuno, nessuno parla, tutti si muovono increduli e impauriti.

Vado subito su internet, la stessa cosa è successa in tutto il mondo.

E' un attacco alieno?

Sono arrivati?

Mi vennero in mente tutti i film di fantascienza e i libri letti, avevo sempre creduto in una vita aliena, avevo sempre creduto negli ufo che ogni tanto venivano a trovarci.

Ed ora era tutto vero.

Sono loro, sono venuti in pace o vogliono conquistarci?

Il mondo cominciò a guardare in cielo, a guardare quella che tutti ormai chiamavano l'astronave, tutti aspettavano, tutti nell'attesa di un segno, di una porta che si apriva, tutti aspettano di vedere qualcuno uscire.

Tutti gli scienziati, i ricercatori e quant'altro lanciavano verso il cielo tutte le onde possibili, i messaggi in tutte le forme conosciute, vennero utilizzate tutto le tecniche possibili ma sempre senza risultato.

Passarono i mesi ma tutto restava uguale, non vi erano segni di risposta e nulla si muoveva su quella che sembrava una superfice liscia e lucida.

Tutti i governi si unirono per studiare una tattica comune, si provò di tutto, anche possibili azioni missilistiche ma alle prime prove tutto sembrava rimbalzare come fosse un enorme muro di gomma.

Alla fine si dovette prendere coscienza che non c'era nulla da fare, un attacco nucleare avrebbe distrutto la vita sulla terra e non c'era altro che aspettare.

 

Sono passati vent'anni da quel giorno e ormai ci siamo abituati a vivere così in penonbra, certo di notte non vediamo le stelle ma mai si era vissuti con un benessere così distribuito in tutto il mondo.

Gli eserciti sono stati smantellati da tempo e quella spada di Damocle appesa sul mondo ha spinto i potenti a muoversi diversamente, a cercare alleanze, a studiare progetti comuni e ad unire tutte le risorse per combattere quella cosa che staziona immobile sopra le nostre teste.

E' nato un governo mondiale e tutti e tutti gli enormi capitali che prima venivano utilizzati in armamenti e viaggi spaziali sono stati ulizzati per il miglioramento delle condizioni di vita.

L'Africa è diventata un grande giardino,sono scomparsi i deserti, l'inquinamento è solo un ricordo e si producono solo oggetti ecosostenibili.

Il benessere ha consentito l'aumento delle speranze di vita ed oggi si arriva senza problemi a 150 anni.

E' scomparsa la povertà e tutti guardano il cielo.

Tutti guardano il cielo, tutti guardano in alto e tutti i telescopi sono puntati al cielo, ormai l'astronave è stata studiata in ogni suo centimetro, alla ricerca di qualche segno, di qualche apertura.

Ma la superficie è liscia e nonostante ormai si conosca tutto perfettamente non sono stati mai trovati segni o movimenti di nessun genere.

E così dopo tanti anni di studio la scienza si è dovuta arrendere, arrivando alla conclusione che forse non è nemmeno un'astronave.

 

Allora cos'è?

 

Ha portato pace, benessere, nel mondo è scomparsa la cattiveria e il male, quella presenza sopra la testa spinge tutti a comportamenti diversi.

 

Allora è Dio?

 

Oggi molti la pregano e lentamente è entrata nella gente la convinzione che è un segno divino, un Dio grande e misterioso che ci guarda e ci controlla.

Un Dio che stanco di come gli uomini si stavano comportavano ha voluto porre rimedio, un rimedio definitivo per costringerci a vivere meglio, senza ucciderci l'un l'altro.

Un Dio che ci guarda sempre e comunque.

 

Ma allora bastava questo per farci cambiare, eravamo arrivati ad un punto di rottura insanabile, le guerre, l'inquinamento, la povertà di molti per il benessere di pochi, tutto sembrava presagire che si era arrivati ormai al punto del non ritorno, i danni dell'uomo sull'ambiente erano diventati talmente grandi da non consentire rimedi, i conflitti fra nord e sud del mondo erano ad un punto tale che si era molto vicini ad una guerra totale e definitiva.

Una guerra che avrebbe portato alla fine della nostra civiltà e dell'umanità tutta.

Ma poi è comparsa la cosa, l'astronave, Dio, e tutto è cambiato, l'uomo è stato costretto a diventare migliore.

Tutto è cambiato ed ora?

 

Ed ora che succederà?

 

Tutto successe all'improvviso.

 

Stavamo pregando con le mani e gli occhi verso il cielo quando dalla cosa si apre uno squarcio e una luce acceccante c'investe, non vediamo più niente e sentiamo un calore che ci entra nelle ossa.

Un calore che aumenta, aumenta ed una luce mai vista avvolge tutto, tutto intorno prende colore, il cielo è blu, vediamo le nuvole, le montagne e il mare di un azzurro intenso increspato dal bianco delle onde che si rifrangono sugli scogli.

Vediamo il sole, il cielo è libero, ma non ci preoccupiamo, lo spettacolo davanti ai nostri occhi è meraviglioso, tutto ha preso colore e il sole è caldo, siamo sdraiati sul prato con gli occhi chiusi e sentiamo il calore che ci accarezza.

 

Siamo rimasti sdraiati tutto il giorno, abbiamo aspettato la notte per vedere le stelle.

Le stelle, miliardi di puntini luminosi, ci siamo divertiti a contarle e a riconoscere le costellazioni.

 

Avevamo perso tutto questo, eravamo felici di essere protetti ma non sapevamo quello che ci stavamo perdendo.

 

Ed ora che succederà?

 

Avremo ancora la possibilità di scegliere?

 
 
 

Il Country Rock: da Jim Reeves a Albert Lee e da Donovan a Joan Baez.

Post n°49 pubblicato il 03 Marzo 2014 da robertocass
 
Foto di robertocass

 

 

 

 

Jim Reeves(1923-1964)

Famoso per la sua voce baratonale, incide brani come He'll Have to Go, Adios Amigo, Welcome To My World e Am I Losing You.

Dopo un breve periodo come giocatore di baseball, inizia come speaker in una radio locale.

I primi successi sono del 1955 con I Love You, Mexican Joe e Bimbo e poi nel 1959 con He’ll Have To Go e Distant Drums.

Muore nel 1964 precipitando alla guida del suo aereo.

 

Albert Lee

Nasce nel 1943 in Inghilterra, chitarrista, famoso per la sua particolare tecnica mista plettro e dita della mano destra (chicken picking).

Inizia a suonare nel 1958 seguendo le orme di Buddy Holly e Jerry Lee Lewis.

Nel 1974 si trasferisce a Los Angeles ed entra nel gruppo di Emmylou Harris.

Dal 78 al 83 suona con Eric Clapton, e poi con gli Everly Brothers.

Attivo ancora oggi, è considerato il migliore chitarrista country vivente.

 

Donovan

Donovan Philips Leitch nasce nel 1946, scozzese.

Esordisce nel 1965 con Catch the Wind, suonata in puto stile folk con sola voce e chitarra acustica.

Nel 1966 incide Sunshine Superman allontanandosi dallo stile acustico ed utilizzando anzi delle sonorità psicadeliche.A queste registrazioni partecipano musicisti come Jimmy Page e John Paul Jones, i futuri Led Zeppelin.

Tra il 1967 e il 1968 escono molti dei suoi classici come Mellow Yellow, Wear Your Love Like Heaven, Jennifer Juniper e Hurdy Gurdy Man.

Sempre nel 1968 l'artista, deciso anch'egli a seguire la dottrina dello yogi Maharishi Manesh, raggiunge i Beatles in India.

Nel 1969 registra Barabajagal con l'ausilio del Jeff Beck Group (del gruppo faceva parte anche Ron Wood futuro Rolling Stone).

E' l'ultimo grande successo da classifica di Donovan e anche se molti eseguono cover dei suoi brani (la stupenda versione di Season of the Witch sull'album Supersession di Mike Bloomfield, Al Kooper e Stephen Stills), la sua carriera inizia la parabola discendente.

Incide senza grande fortuna Open Road nel 1970, Sutras nel 1996 e Beat Cafè nel 2004.

 

Joan Baez

Joan Chandos Baez nasce nel 1941,conosciuta anche per il suo impegno politico e per l'unione artistica e sentimentale con Bob Dylan.

Inizia la sua carriera nel 1959 con il suo primo album omonimo.

Il suo secondo disco Joan Baez vol.2 del 1961 diventa disco d'oro, così come i successivi dischi dal vivo Joan Baez in Concert, Part 1 e Part 2 pubblicati nel 1962 e 1963.

In quegli anni Joan Baez emerge come esponente del revival del root-folk, presentando ai suoi concerti un allora meno famoso Bob Dylan e ispirando altre cantanti quali Joni Mitchell.

Durante questo periodo, in cui la guerra nel Vietnam e la lotta per i diritti civili negli Stati Uniti diventano temi al centro dei dibattiti politici e sociali del paese, Joan Baez comincia a spostare la sua attenzione su di essi, fino a rendere la sua musica ed il suo impegno politico sostanzialmente inseparabili.

La sua esecuzione di We Shall Overcome alla marcia di Martin Luther King a Washington è entrata nella storia.

Nei suoi concerti oltre ad esprimersi contro la guerra annunciava pubblicamente la propria obiezione fiscale alle spese militari, rifiutandosi di pagare il 60% delle tasse (la quota destinata al ministero della difesa) e incoraggiava l'obiezione di coscienza.

Nel 1965 fonda l'Institute for the Study of Nonviolence.

Nel 1969 pubblica David's Album, dedicato al marito Davis Harris, un esponente del movimento pacifista.

Nel 1972 si unisce ad una delegazione pacifista che attraversa il Vietnam, Hanoi viene distrutta dai bombardamenti e da questa esperienza nasce l'album Where Are You Now, My Son? che incide nel 1973.

Nei primi anni '70 sostiene attivamente Amnesty International.

Nel 1979 denuncia le violazioni dei diritti umani nel Vietnam comunista attraverso la pubblicazione di una lettera aperta in cui accusa il regime di aver creato un incubo.

Nell'agosto del 2005 partecipa al movimento di protesta pacifista avviato da Cindy Sheehan e il mese successivo canta Amazing Grace durante il Burning Man Festival come parte di un tributo alle vittime dell'uragano Katrina.

Nel dicembre 2005 partecipa alla protesta contro l'esecuzione di Tookie Williams.

Nella sua carriera la Baez non si è mai lasciata coinvolgere dai partiti politici, ma il 3 febbraio 2008 scrisse una lettera all'editore del San Francisco Chronicle per sostenere Barack Obama nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2008.

Suonando sul palco del Glastonbury Festival nel giugno 2008, la Baez disse che uno dei motivi per cui le piace Obama è che le ricorda un suo vecchio amico: Martin Luther King.

Prima di Obama la Baez non aveva mai appoggiato un candidato politico, sebbene nella sua autobiografia "E una voce per cantare" del 1987 abbia dichiarato di essere andata a votare due volte contro Richard Nixon.

E' ancora stupendamente attiva.

 
 
 

Il Jazz

Post n°48 pubblicato il 01 Febbraio 2014 da robertocass
 
Tag: jazz
Foto di robertocass

 

 

 

Il jazz è caratterizzato dalla preminenza dell'interprete sul compositore e da un forte ricorso all'improvvisazione e dall'uso delle blue note.

Nasce come musica di intrattenimento di dubbia reputazione, si dice nata nei bordelli di New Orleans, ma arrivò ad occupare il posto d’onore fra i generi leggeri tra gli anni 20 e 30 nell'era dello Swing.

I caratteri di musica d'arte che erano presenti fin dagli inizi andarono accentuandosi per diventare dominanti ed essere riconosciuti attorno agi anni 50, quando gli anni dei grandi successi commerciali erano ormai finiti.

Come detto caratteristica peculiare della musica jazz è senza dubbio l'improvvisa- zione ,che partendo dalla semplice variazione sul tema iniziale, ha assunto via via sempre maggiore importanza, fino ad assumere, nella forma chiamata Free Jazz, la completa preminenza sul tema.

Le blue note hanno origine dalle scale pentatoniche (a cinque note) utilizzate dagli schiavi afroamericani, note di accordi maggiori abbassati di un semitono e suonate e cantate in modo leggermente calante. 

Queste note, come detto utilizzate in una cornice armonica di accordi maggiori, creano quell'atmosfera indefinita, “stonata” tipica del blues e quindi del jazz.

L'aggettivo blue in inglese è connesso al senso di nostalgia e di tristezza tipico della musica afro-americana.

Una jazz band oggi, finite le grandi orchestre, che entrarono in profonda crisi alla fine degli anni 30, è un gruppo di dimensioni limitate. 

La combinazione più frequente è il quartetto costituito da una sezione ritmica composta da batteria, basso e pianoforte e da una solista sassofono o tromba. Nell'ambito della piccola formazione sono possibili cambiamenti, per quello che riguarda la consistenza numerica, e si trovano esempi di performance solistiche (spesso, ma non sempre, si tratta di pianoforte), fino ad arrivare al nonetto formazione che comincia già ad assumere caratteristiche orchestrali.

Si hanno anche diverse combinazioni per quello che riguarda la qualità degli strumenti coinvolti: si hanno esempi di jazz suonato solista con la maggior parte degli strumenti orchestrali, perfino oboe e arpa.

Per lungo tempo territorio privilegiato dei musicisti afro americani è oggi suonato, composto e ascoltato ovunque in tutto il mondo.

Per questo il jazz oggi è diverso, i contatti con le diverse culture e tradizioni hanno dato vita ad una musica che ha perso la sua tipicità afro americana per diventare molto world music, dove viene accentuata l'improvvisazione e la caratteristica di musica colta.

Il mio jazz, il jazz che ascolto, è quello che arriva fino al free jazz,un genere che non mi piace e che ha condizionato comunque la musica che dopo gli è succeduta.    Ornette Coleman lo inventa nei primi anni 60, non ha nessun riscontro commerciale, ma crea una scuola che sancisce definitavamente la caratteristica imposta al jazz di musica colta, di musica d'elite che non tutti possono ascoltare e capire.

Il mio jazz non è questo, è una musica che nasce nei bordelli di New Orleans, inventata e suonata dalla comunità nera americana e che è rimasto legato, come il blues, a questi musicisti, a questa cultura, ai campi di cotone, alle difficoltà che trovava un nero ad imporsi ed a realizzarsi.

La storia del mio jazz quindi parte dagli anni 20 e si ferma appunto ai primi anni 60, un periodo meraviglioso, ricco di personaggi e talenti unici.

Se volete seguirmi in questa mia piccola storia della musica, potete cliccare sul link a sinistra, su La Musica Che Sento.

 
 
 

Il Blues

Post n°47 pubblicato il 03 Gennaio 2014 da robertocass
 
Tag: blues
Foto di robertocass

 

 

 

Il blues nasce come canzone di protesta, nasce nelle piantagioni di cotone del delta del Missisipi, piantagioni dove le comunità di schiavi afroamericani lavoravano duramente sottopagati e sfruttati.

Nasce la sera nelle bettole dove s'incontravano per bere, suonare e cantare insieme.

Il blues è l'origine della musica che oggi ascoltiamo, dal blues nasce il jazz, dai due stili nasce il boogie woogie, e poi il rock'n roll e il rock con le sue innumerevoli varianti.

E' una forma musicale vocale e strumentale la cui forma originale é caratterizzata da una struttura ripetitiva di dodici battute e dall'uso, nella melodia, delle cosiddette blue note.

La struttura antifonale (di chiamata e risposta) e l'uso delle blue note (un intervallo di quinta diminuita che l'armonia classica considera dissonante e che in Italia valse al blues il nomignolo di musica stonata) apparentano il blues alle forme musicali dell' Africa Occidentale.

Il significato dell'aggettivo inglese blue, è connesso all'associazione tra il colore blu e un senso di nostalgia e tristezza tipico della musica afro-americana.

Nell'inglese contemporaneo being blue significa "essere triste" e "blu" è termine utilizzato per definire la musica blues.

Il primo utilizzo in ambito musicale risale al 1912 quando a Memphis W.C. Handy pubblicó Memphis Blues (ma si suppone che l'uso sia più antico) e

nei testi dei brani, la frase si riferisce appunto ad uno stato d'animo melanconico.

Le origini del blues sono oggetto di molte discussioni, non c'è una data precisa per la nascita per questo genere musicale: la traccia più antica di una forma musicale simile al blues è il racconto che, nel 1901 fece un archeologo del Mississipi descrivendo il canto di lavoratori neri che sembra avere affinità melodiche e liriche con il blues.

Uno dei più importanti antenati del blues è senz'altro lo spiritual, nato nei primi anni del XIX secolo, di argomento malinconico e religioso, altri antenati del blues vanno cercati fra le work song (canzone di lavoro) degli schiavi di colore (field hollers) e di altra provenienza (canti dei portuali o stevedore, canti dei manovali o roustabout), che risuonavano in America all'epoca della Guerra di Secessione (e anche negli anni successivi, in cui la condizione di soggezione e povertà degli afroamericani rimase nonostante l'abolizione della schiavitù).

Da questi canti il blues ereditò probabilmente la sua struttura di call and response, di origine africana, mutuando invece la sua struttura armonica e strumentale dalla tradizione europea.

L’origine africana si nota nell’uso di suonare la chitarra con un coltello (ricordata da Handy nella sua autobiografia) e nel diddley bow,uno strumento fatto da una singola corda tesa su un asse di legno, che viene pizzicata modulando il suono tramite uno slide fatto di vetro.

L'utilizzo di voce, chitarra e armonica a bocca erano gli strumenti in grado di riprodurre le stonature (bending) di cui avevano bisogno per avvicinare la loro musica a quella dei loro avi.

Queste "stonature" ancora oggi sono il marchio indelebile del suono blues, e si possono classificare in diversi tipi a seconda dell'intervallo alle quali sono applicate e delle zone in cui si sono sviluppate.

Interessante è scoprire l'origine nera della musica che oggi ascoltiamo, andando avanti andremo a capire come possa uno stile che nasce dai sobborghi di Harlem o dai bordelli di New Orleans, diventare business ed acquistare importanza mondiale solo quando viene assorbito dai bianchi, che padroni dei mezzi d'informazione, riescono ad imporlo al grande pubblico.

 
 
 

La Musica che Sento

Post n°46 pubblicato il 07 Dicembre 2013 da robertocass
 

La mia storia della musica (trovate il link a sinistra) segue un ordine cronologico che inizia con il Blues dei primi anni '30 e termina con il Classic Rock e il Blues Rock degli anni'70

Quarant'anni di musica stupenda, unica e irripetibile.

 

Indice degli Argomenti


01 - Le Origini del Blues e della Musica Moderna

02 - Gli stili del Blues

03 - I Grandi del Blues

04 - Il Boogie Woogie, uno stile blues per pianoforte, storia ed artisti

05 - Il Jazz come nasce e come si trasorma

06 - La Storia del Jazz, dal 1930 al 1960

07 - I Grandi del Jazz

08 - Il Country, storia ed artisti

09 - Il Folk Country, storia ed artisti

10 - Il Country Rock, storia ed evoluzione

11 - I Grandi del Country Rock

12 - L'Evoluzione della Musica Nera: Rythm and Blues, Soul e Funk, storia ed artisti

13 - L'Evoluzione della Musica Bianca: Rock- abilly, Rock and Roll e Classic Rock,storia    ed artisti

14 - La Storia del Classic Rock degli anni 60 e 70

15 - I Grandi del Classic Rock

16 - Il Rock Progressive, storia e artisti

17 - Il Glam Rock, storia ed artisti

18 - Il Punk Rock, storia ed artisti

19 - L'Hard Rock, storia ed artisti

20 - Il West Coast Rock, storia e artisti

21 - Il Blues Rock, storia ed evoluzione

22 - I Grandi del Blues Rock

23 - I Grandi Personaggi, le eccellenze non catalogabili

 

Le notizie e le foto sono tratte dal web e dal mio archivio.

 

 
 
 
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