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IL MIO PROFESSORE- (O MEGLIO DOVE CI PORTERANNO I COMICI)

Post n°362 pubblicato il 27 Aprile 2012 da armanduk100

 

Io ho avuto una grossa fortuna. Come ho detto nel mio post precedente, sono solo un misero “ragioniere” e quindi non posso vantare una cultura nemmeno lontanamente paragonabile a quella di molti di Voi, che sinceramente godono della mia stima e che cerco di leggere attentamente. Ma oggi vorrei parlarvi del mio Professore di Economia. Egli nutriva per la sua professione e per la sua materia una passione, era alimentato da un sacro fuoco che riusciva a trasmettere a chi, di noi, lo ascoltava senza farsi distrarre dalle tette di Licia, la rossa del primo banco, una vera bomba, protagonista di molte delle mie insonni notti di sedicenne permanentemente arrapato. Mi riprometto anzi di dedicare alle tette di Licia un intero post, lo meritano....


Ma torniamo a noi. Il mio professore si lanciava spesso in spiegazioni appassionate, che coinvolgevano noi studenti di partita doppia ; mi ricordo un giorno che, al termine di una di queste, accorgendosi di aver dato un' ottima performance, ci apostrofò con una frase che passò poi alla storia. “Voi” ci disse “dovreste erigere in mio onore un busto bronzeo, che guardi verso occidente” Dovete sapere che questo mio professore era affetto da un non proprio lievissimo difetto.. era strabico in maniera esagerata. Dal fondo della classe quella volta, una voce si levò chiedendogli “Sì prof, Lei ha ragione, ma con quale occhio?”

 

Ma sto divagando di nuovo, non è certo questo il motivo fondamentale per il quale lo ricordo così volentieri. Di lui mi impressionò la chiarezza espositiva con la quale mi fece entrare in testa la Legge della domanda e dell'offerta.

 Ci spiegò chiaramente, che il prezzo, il valore delle cose, lo fa il mercato, lo fa l' equilibrio fra chi vuole comprare e quanti vogliono vendere.. non si scappa, non c' è altro sistema (la coscienza di ciò, da sola, abbatte tutte le forme ideologiche di comunismo) Fece questo esempio, parlandoci delle monete d' oro coniate dagli antichi romani, che portavano un valore nominale pari sempre al loro peso, in oro, equivalente. L' equilibrio si creava naturalmente, in quanto, ogni volta che la richiesta d' oro aumentava, diventava conveniente fondere le monete e venderle, a peso, Di conseguenza, valore dell'oro e della moneta erano la stessa cosa, e sono state la base per quasi due millenni della credibilità degli stati. Fino all'invenzione del debito pubblico, ogni stato era obbligato ad avere riserve auree equivalenti al valore della carta moneta circolante, sulle banconote vi era scritto “pagabili a vista al portatore”. Mi scuso di eventuali inesattezze, scrivo le cose come le ricordo, potrebbe esserci qualche inesattezza, ma credo la sostanza sia questa.


L' invenzione del debito pubblico ha consentito agli stati, tutti, di spendere più di quanto avevano, e, via via , di indebitarsi sempre più. Oggi il nostro stato ha uno dei debiti pubblici fra i più elevati del mondo, se non il più elevato, parliamo di circa duemila miliardi di euro, che sono, correggetemi se sbaglio, Quattro milioni di miliardi delle vecchie lirette. Ora quel grandissimo comico genovese, porta, fra le sue principali proposte, quelle di tornare alla lira. Credo sia un progetto tutt'altro che irrealizzabile, concettualmente. Basta conoscerne il prezzo! Al primo annuncio di una mossa del genere, tutti, italiani e non, cercherebbero, ovviamente, di disfarsi dei titoli di stato italiani eventualmente in loro possesso. L' offerta di titoli esploderebbe, il loro prezzo, cioè il loro valore, diventerebbe pressocchè nullo, non essendoci più garanzia di rimborso. In poche parole... Sarebbe il fallimento, lo stesso fallimento al quale la Grecia è molto vicina. La nostra nuova moneta, la nuova lira, non sarebbe comunque spendibile sui mercati internazionali, in quanto, per tutto quello che siamo costretti ad importare dall' estero , dal gas al petrolio, dalle materie prime alle scarpe da tennis, si dovrebbe tornare ad acquistare in dollari come fino a dieci anni fa eravamo costretti. Alcuni economisti di cui non ricordo il nome ipotizzano, in un caso del genere, una svalutazione minima, rispetto ad un iniziale ipotetico cambio nominale di 1€ = 2000£ di almeno il 50%. Vorrebbe dire che il potere d' acquisto della nostra moneta si dimezzerebbe, di botto. Cosa avverrebbe dopo, non sono in grado di immaginarlo, Voi sì?

Questo è solo un mio catastrofico ragionamento, non ho certo la pretesa di fare la lezione a nessuno, ed accetterò volentieri tutte le correzioni necessarie.

 

Ma credo sia ciò che ci aspetta se il movimento del comico genovese andrà al potere e farà ciò che sta predicando...

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Commenti al Post:
kiwai
kiwai il 28/04/12 alle 11:32 via WEB
Ti rispondo con le tesi di un “bocconiano”il Prof. Luca Fantacci :
“Nessuno Stato è in grado di ripagare i propri debiti. I debiti degli Stati, da quando hanno preso la forma di titoli negoziabili sul mercato, non sono più fatti per essere ripagati, bensì per essere continuamente rinnovati e per circolare indefinitamente.
I titoli di stato sono emessi, sono acquistati e rivenduti ripetutamente sul mercato e, quando giungono a scadenza, sono rimborsati con i proventi dell’emissione di nuovi titoli.”
L’Italietta di tanti anni fa, con un debito sempre intorno ed oltre il 100% del Pil, era la sesta economia mondiale e con un export da far impallidire la Germania di allora.
Solo che era un paese a moneta sovrana..


Dal 1992, uno dei principali risultati di Mani Pulite fu l’azzeramento della classe politica e i vari Draghi, Amato, Ciampi,,...tutti “tecnici” come Monti .....e infine Prodi, ci hanno portato nell’euro.
Una moneta “finta” che è' solo “uno strumento ricattatorio fondato su agenzie di rating private e fuori da ogni controllo, dove i controllati controllano i controllori...”

I tanto decantati governi tecnici 1992-96 (Amato, Ciampi, Dini, Prodi) hanno portato il debito pubblico dal 105% al 120%.. ma non è successo niente .. nemmeno con la “crisi mondiale” ..
Poi la politica monetaria ed economica decisa a tavolino dalla UE al sol fine di favorire la Germania, in parte la Francia, ha scatenato il putiferio !!!

La Spagna nel 2011 aveva un debito del 66% del Pil, un paese virtuoso secondo i parametri, meglio della Francia 85% e della Germania 83% ... e invece è considerata a rischio !!!
Di converso il Giappone ha un debito del 240% e si finanzia con interessi ridicoli dello 0,5%.
La differenza? Sono un paese a moneta sovrana.

Non ci vuol molto a capire che la speculazione usuraia e pilotata aveva ben altri fini che una semplice manovra speculativa,ma mirava solo al cambiamento di governi non allineati ai loro desiderata e a ricattare i riottosi con questo trucco dello spread che non ha nessun collegamento con la reale situazione economica ...
infatti non è un caso che il burattino Monti abbia dichiarato che “non è un problema”.

Uscire dall’euro? Certo adesso è un .. problemino.
 
astrale50
astrale50 il 28/04/12 alle 11:52 via WEB
I casini sono iniziati con l'Euro, se ci fossimo tenuti la nostra Lira ora non saremmo in una situazione così disastrosa mentre parte d'Europa ci trascina sempre più giù, parlo delle ultime new entry ciao
 
armanduk100
armanduk100 il 30/04/12 alle 13:48 via WEB
Il tuo commento è sensato.. l' unico dubbio riguarda le tesi del "bocconiano" chè proprio in quanto tale mi dà poca fiducia...vanno molto di moda, ultimamente i "bocconiani" anche nell' azienda nella quale lavoro alcuni massimi dirigenti sono di quella schiatta e .. stanno lasciando il segno, un brutto segno. Tornando al debito, non mi convince che possa, indefinitivamente rimanere tale. Mi pare che la saggezza di mio padre, che mi ha sempre insegnato a non aver debiti in giro, mi crei un blocco psicologico, al riguardo. Anche perchè, mi chiedo, cosa accadrebbe, ad es, al Giappone, in caso di crisi?
 
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