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Un blog creato da DolceGentiluomo il 23/08/2009

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IL PLATANO E IL CILIEGIO

Post n°48 pubblicato il 23 Dicembre 2013 da DolceGentiluomo

Era stato un lungo inverno, freddo, piovoso. Tutti i rami erano spogli ormai da tempo e le radici erano talmente umide che quasi non riuscivano più a nutrirlo.

Aveva voglia di sole e di quel venticello tiepido che tanto amava.

Erano trascorsi oltre cinquanta inverni da quando, piccolo seme, era cresciuto fino a diventare un albero possente e vigoroso. Certo non era perfetto, ma faceva la sua bella figura.

Quest’anno si era fatto una promessa, avrebbe fatto di tutto per vivere la bella stagione come quando era ancora un alberello allegro e spensierato. Era stanco di quel grigiore di cui si era ammantato negli anni, non lo sopportava proprio più.

Mentre pensava a queste cose, lo sguardo del platano cadde su di un albero che non aveva mai notato prima. Era un ciliegio. Anche lui con i rami spogli e il fusto quasi congelato.

Accortosi di essere osservato, il ciliegio alzò lo sguardo e fece al platano uno splendido ed entusiastico sorriso. Poi tornò a chiudersi come se ciò bastasse per ripararlo dal freddo.

La primavera ancora non si decideva ad arrivare. Tutto era fermo, quasi immobile. Gli occhi nuovamente chiusi e tanto, tanto silenzio.

 

Pian piano i giorni passavano e il sole aveva ripreso a porgere alla natura il suo tiepido calore. Tutto lentamente si risvegliava e riprendeva a vivere. Anche gli uccellini avevano ripreso a cinguettare via via sempre più gioiosi e, nel cielo, le nubi grigie e nere lasciavano il posto a delle bianchi nubi dalle forme più stravaganti.

Finalmente la vita riprendeva a scorrere.

Sentì le prime foglie spuntare dai suoi rami. Gli faceva sempre uno strano effetto.

Si ricordo all’improvviso della sua promessa e riaprendo gli occhi, iniziò a canticchiare. Si guardò intorno e ringraziò solennemente il creatore di tanta bellezza.

Con il passare dei giorni tutti i  suoi rami si ricoprirono nuovamente di verdi e giovani foglie e la morsa del freddo finalmente fece spazio a un tiepido tepore.

Cercò con lo sguardo il ciliegio dallo splendido sorriso e lo trovò ricoperto da  un’incredibile quantità di piccole foglie. I due si guardarono e qualcosa di piacevole  scorse loro dentro la corteccia.

Il ciliegio iniziò a fiorire e il platano ebbe la sensazione che ogni nuovo fiore nascesse come un dono per lui. Ormai non trascorreva giorno in cui il ciliegio non facesse di tutto per farsi notare. Era chiaro, si era invaghito di lui e stava facendo di tutto per essere ricambiato.

Il platano in cuor suo sapeva che tutto ciò non avrebbe a nulla di buono. Le radici, ormai salde nel terreno, non avrebbero consentito quell’unione perfetta auspicata e desiderata.

Ciò nonostante si lasciò prendere anche lui da quel folle sogno e decise di lasciarsi andare.

Fu una stagione bellissima!

I due non facevano altro che scambiarsi Amore. Cantavano, ridevano, si raccontavano le proprie storie, le difficoltà, le ambizioni…. i sogni.

Il ciliegio si faceva sempre più bello e iniziò a trasformarsi facendo spuntare dei bellissimi e dolcissimi frutti rossi. Era all’apice della sua maturazione e il platano era sempre più soggiocato da tanto splendore.

I giorni continuavano a passare e presto iniziarono le prime piogge: l’autunno aveva fatto capolino. Le loro foglie iniziarono a ingiallire… Tentarono di resistere, ma implacabilmente la brutta stagione avanzava. Il ciliegio ripeteva in continuazione che il loro Amore avrebbe sconfitto l’autunno e poi anche l’inverno. Tutti e due però sapevano che non sarebbe stato così e che, le intemperie, avrebbe vinto.

Il platano non voleva assistere inerme a quel nefasto evento, era stato tutto così talmente bello che decise di tenerne intatto il ricordo. Fece allora cadere le sue foglie, ritrasse i rami e chiudendo gli occhi si addormentò sperando che nel sonno profondo il sogno continuasse.

 

 
 
 

Amanti

Post n°47 pubblicato il 15 Marzo 2010 da DolceGentiluomo

Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E' la felicità una torre trasparente.

L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.

 

P.S. Ho ritrovato tra i miei appunti questa poesia. Purtroppo non posso citarne la fonte perché non me la ricordo. Potrei averla scritta anche io qualche tempo fa, però mi sembra troppo bella per essere farina del mio sacco.

 
 
 

Silenzio

Post n°46 pubblicato il 14 Marzo 2010 da DolceGentiluomo

Sono qui nel silenzio della notte... Solo il rumore di qualche foglia mossa dal vento. Guardo in giardino illuminato dal chiarore delle stelle. Dovrei provare pace serenità. Nel silenzio invece la mia anima e la mia mente bisticciano, ognuna porta avanti le proprie tesi, convinte ambedue di avere ragione. Fanno confusione, si agitano, non mi lasciano un attimo di tregua...

 
 
 

8 marzo

Post n°44 pubblicato il 08 Marzo 2010 da DolceGentiluomo

AUGURI A TE... DONNA

 
 
 

Il museo (ultima parte)

Post n°42 pubblicato il 01 Marzo 2010 da DolceGentiluomo

Quando mi svegliai istintivamente portai il braccio verso di lei, volevo sentire ancora il contatto con la sua pelle. Nulla! Il letto era vuoto! Forse era in bagno e io non l’avevo sentita alzarsi. Tenevo gli occhi chiusi, mentre le immagini di questa euforica felicità scorrevano nella mente.

D’un tratto sentii una voce maschile vicino a me che diceva: papà svegliati, è tardi. Ti sei riaddormentato e siccome dormivi così bene non ho avuto il coraggio di chiamarti di nuovo. Eri sorridente, sembravi felice. Ma che sogno hai fatto?

 
 
 
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