Community
 
santiago.ga...
   
 

tuttiscrittori

. . . . . . . .Perdere è una questione di metodo . . . . . . . (un libro di Santiago Gamboa)

 

PENSIERI PAROLE AZIONI

 
genova 2001 pagina nera
 
 
 

AMANDO CANTANDO SCRIVENDO

NON TOCCATE I BAMBINI E LE BAMBINE ROM E SINTI: Il 7 luglio riempiamo di impronte digitali il Ministero dell'Interno ho depositato le mie impronte digitali per consegnarle al beneamato governo nazionale

...la prossima sarà quella del mio culo 

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare
.


da Bertolt Brecht

 

 

la passione per il delitto »

GOCCE DI LETTURA (GIANFRANCO MACCAGLIA)

Post n°99 pubblicato il 18 Agosto 2009 da santiago.gamboa

Come già comparso (ma non mi arrendo) sul blog di tuttiscrittori

...vi consiglio un ritorno, la resurrezione di un protagonista... ecco uno stralcio.

La città che uno crede di possedere non è quella che vedono gli altri. Quella che senti tua, la tua propria, ha i pali della luce nel posto sbagliato, si riempie di ombre dove non dovrebbero essercene. In quella che senti tua, il venditore di giornali mostra Ovaciones volteggiando, in modo da costringerti a fare l’equilibrista per leggere l’intestazione. Nella città che è tua il negozio all’angolo chiude invariabilmente alle sette e un quarto, anche se quando chiedi alla mattina l’ora di chiusura serale, rispondono alle otto; nella tua città il Canale 9 si vede disturbato proprio nell’ora in cui trasmettono un film con Bogart. Forse la città personale ha qualche parentela con le altre: la miseria, la disoccupazione, la mancanza di pudore del potere che mente elettronicamente, il prezzo della benzina, la nube nera che viaggia da nordovest a sudovest, il malumore dei vicini del numero 5, il sapore standard degli hamburger nei fast food, la reazione istantanea della donna delle pulizie quando un lampadario oscilla annunciando il terremoto.
Ma tutto questo è pura esteriorità. Viviamo in città diverse, accomunati da abusi di potere e paura, dalla corruzione, e l’eterna minaccia del ritorno alla legge della giungla che si nasconde dietro le facce del sistema riaffiora regolarmente per ricordare che siamo fragili, soli, e che un giorno saremo carne per avvoltoi. O che prima o poi dovremo giocarci tutto a testa o croce, come in un western, in un duello sulla strada principale: loro o noi.


(tratto da “Stessa città stessa pioggia”di Paco Ignacio Taibo II)

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: santiago.gamboa
Data di creazione: 07/08/2007
 

APPUNTI DI VIAGGIO

Quando qualcuno cerca,
allora accade facilmente
che il suo occhio
perda la capacità di vedere
ogni altra cosa
all'infuori di ciò che cerca
e che egli non possa trovar nulla
in sè,
perchè ha uno scopo,
perchè è posseduto dal suo scopo.

Cercare significa
avere uno scopo.

Ma per trovare occorre
essere libero,
restare aperto,
non avere scopo.

(Herman Hesse)

 

FACEBOOK

 
 

QUALCUNO ERA COMUNISTA

 
 

GUCCINI - BOVARY

Signora Bovary (1987)

Ma che cosa c'è in fondo a quest' oggi
di mezza festa e di quasi male,
di coppie che passano sfilacciate
come garze stese contro il secco cielo autunnale,
di gente che si frantuma in un fiato
senza soffrire, senza capire
e i tuoi pensieri sono solo uno iato
tra addormentarsi e morire...

Ma che cosa c'è in fondo a questa notte,
quando l' ora del lupo guaisce
e il nuovo giorno non arriva mai, mai
e il buio è un fischio lontano che non finisce
di minuti lunghi come il sudore,
di ore che tagliano come falci
e i tuoi pensieri solo un cane in chiesa
che tutti prendono a calci...

Ma cosa c'è, cosa c'è...
atrii a piastrelle di stazioni secondarie,
strade più strade di avventure solitarie,
clown nella notte,
valigie vuote,
piene di trucchi per tragedie immaginarie...

...telecomandi per i quotidiani inferni,
battute argute di architetti postmoderni,
amanti andate,
piaceri a rate,
pallottolieri per contare estati e inverni...

Ma che cosa c'è proprio in fondo in fondo,
quando bene o male faremo due conti,
e i giorni goccioleranno come i rubinetti nel buio
e diremo "...un momento, aspetti..." per non essere mai pronti,
signora Bovary, coraggio, pure
tra gli assassini e gli avventurieri,
in fondo a quest' oggi c'è ancora la notte,
in fondo alla notte c'è ancora, c'è ancora....

grazie francesco