Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

 

Le donne di Neruda..

Post n°7988 pubblicato il 30 Maggio 2017 da nina.monamour



Le donne, gli amori, i tradimenti e i versi di Pablo Neruda a Isla Negra in Cile negli anni Cinquanta. Li racconta Elisa, arrivata a 12 anni con la madre da un paese vicino a servire nella casa del poeta.

Sono povere e ignoranti, ma Elisa attira l'attenzione di Pablo che decide di educarla alla società, incontra la protezione e l'amicizia della moglie Delia e dell'amante Matilde. 

Quegli anni a Isla Negra sono il suo periodo di formazione, Elisa, novella Sabrina, sboccerà come ragazza colta e indipendente, andrà a Parigi a studiare, scoprirà l'amore.

Tornerà a casa da donna emancipata, padrona del suo destino, al contrario della madre, che non ha osato togliersi dalla sua condizione. Come ogni mix letterario che si rispetti tra factual e fiction, ci sono personaggi veri (le donne di Pablo) e altri meno (Elisa), situazioni reali (la casa, le conchiglie) e altre inventate dall'autrice, argentina che vive a Madrid.

Questo è il suo primo romanzo che arriva in Italia.




 
 
 

Nessuno è perfetto..

Post n°7987 pubblicato il 29 Maggio 2017 da nina.monamour



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“Nessuno è perfetto, ma ognuno è unico, questo rende prezioso il dono della nostra esistenza,

perché nessuno potrà donare al mondo quello che portiamo noi.

E ogni anno la primavera torna, per quanto l’inverno sia stato lungo e rigido.

C’è una perfezione nel mondo, assoluta, così come c’è dentro di noi.

Non si bussa alle porte, si aprono da sole se l’energia che si è impegnata è quella che poi permette il raccolto!

La prossima volta che ti ritrovi a camminare per strada, anche se sei vestito in giacca e cravatta o hai i tacchi a spillo,

prova a saltellare come fanno i bambini per qualche passo. Già all’idea ti vergogni?

Devi aver avuto ben nascosto il tuo bimbo interiore per giudicarlo subito con un: “Questo non si deve fare!”.

Ricontatta il bambino che c’è dentro di te e dedicagli due saltelli, ti ritroverai a sorridere e la tua innocenza sorriderà con te.

Esprimiti liberamente nel tuo sentire, non aver paura di ciò che senti, anzi,

tutto ciò che non esprimi può diventare risentimento verso te stesso, gli altri e il mondo.”


 
 
 

Pubblicità ingannevole..

Post n°7986 pubblicato il 28 Maggio 2017 da nina.monamour

 

 

Parlare di olio di palma sostenibile è un messaggio falsato e distorto che alcune aziende continuano a perpetuare. Tra queste Ferrero che, nel suo ultimo spot, ha esaltato qualità dell’olio di palma palesemente volte a ingannare il consumatore sulle reali caratteristiche di questa sostanza e della sua produzione. Per questi motivi abbiamo deciso di presentare un esposto al Garante della Pubblicità al fine di richiedere la sospensione della trasmissione dello spot in questione, la rettifica delle informazioni scorrette fornite al consumatore e l’adempimento delle sanzioni previste dalle norme vigenti per pubblicità ingannevole. Ferrero nella pubblicità parla di olio di palma sicuro e sostenibile, dichiarazioni scorrette, aggravate da affermazioni ancora più gravi, quali all’olio di palma non può essere attribuito nessun particolare effetto negativo sulla salute che sia scientificamente provato.

Queste dichiarazioni che compaiono in vari articoli, comunicati dell’azienda e nel loro sito ufficiale vorrebbero addirittura confutare gli studi pubblicati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) per cui l’olio di palma presenta invece al proprio interno contaminanti tossici, tra i quali il glicidolo esterificato, sostanza considerata cancerogena.

Come può Ferrero a mentire in maniera così sfacciata ai consumatori?
Per non parlare poi della presunta sostenibilità, tanto infondata quanto enfatizzata. A parte i fiumi di parole sul tema, l’unico  sistema di certificazione della sostenibilità è tutt’ora il Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO), una farsa.
Una garanzia di sostenibilità ridicola e decretata fallimentare da tutti e su tutti i fronti. Nei Paesi in cui avviene la massima coltivazione di palme da olio, Indonesia e Malesia, non vi sono sistemi concreti di tracciabilità della filiera, di monitoraggio dei suoli, di controlli sulla destinazione d’uso degli stessi, sui pesticidi utilizzati. La legislazione a tutela dell’ambiente, degli animali e delle popolazioni è carente e spesso facilmente elusa, anche a causa della corruzione diffusa.

 Basti pensare al recente dossier pubblicato da Amnesty Inernational per farsi un’idea di quanto parlare di "sostenibilità" nel settore dell’olio di palma sia ipocrita e risibile. Sfruttamento del lavoro, anche minorile, devastazione dei territori, land grabbing, in poche decine di anni poche e potenti multinazionali occidentali hanno devastato due interi Paesi e adesso, dopo aver fatto tabula rasa, si apprestano a colonizzarne di nuovi. Le alternative all'olio di palma ci sono, magari non così economicamente vantaggiose per Ferrero, ma di certo migliori per l’ambiente, la salute dei consumatori e anche la nostra economia tante aziende lo stanno dimostrando, con numeri alla mano.

Se Ferrero vuole continuare sulla vecchia strada faccia pure, ma non ci venga a raccontare la favoletta della sostenibilità, perché ormai è lampante che si tratta di informazioni ingannevoli, ipocrite e vili, per cui noi faremo tutto ciò che politicamente c'è possibile per tutelare la salute dei cittadini e il nostro pianeta.
Siete d'accordo?





 
 
 

Protezione umanitaria..

Post n°7985 pubblicato il 27 Maggio 2017 da nina.monamour

 

 

L’Italia non ha mai respinto così tante richieste d’asilo come nel 2016, ma ne accetta comunque molte di più di quante sostengono numerosi esponenti del centrodestra, tra cui il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. Secondo i dati pubblicati recetemene dal Ministero dell’Interno, nell’ultimo anno sono state esaminate in primo grado 90.473 richieste d’asilo e ne sono state respinte il 61,3 per cento, la percentuale più alta degli ultimi cinque anni e una delle più alte in Europa.

Le domande accolte sono state circa 35 mila, però sono molte più delle poche migliaia di cui parlano spesso politici e giornali di centrodestra. A queste tra l'altro andrebbero aggiunte le domande respinte in primo grado ma accolte nei gradi successivi. Il Ministero dell’Interno non ha mai voluto pubblicare questi dati (vergogna!)

Salvini e i giornali più vivini al centrodestra sembrano giocare sull’ambiguità del termine “rifugiato”. Se solo il 4/5 per cento dei richiedenti vengono considerati rifugiati, sostengono spesso più o meno apertamente, allora tutti gli altri devono essere considerati clandestini. Allora mi sono chiesta, è un ragionamento sbagliato per due motivi; il primo un numero sconosciuto di richiedenti asilo riceve lo status di rifugiato dopo aver fatto appello contro la decisione in primo grado. Non sappiamo quanti sono, ma secondo il Presidente della Commissione nazionale asilo circa il 60 per cento dei ricorsi viene accolto.

 


Il secondo, oltre a quello di rifugiato (una persona che "rischia persecuzioni per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche"), le commissioni che si occupano di asilo possono concedere alle persone straniere altre forme di protezione che gli consentano di risiedere legalmente in Italia, per esempio possono concedere la protezione sussidiaria.

Ha diritto a questo status chi "rischia di subire un danno grave", come morte o tortura, in caso di rientro nel proprio paese. L’Italia è uno dei paesi europei che fa più ricorso a questo strumento, circa il 15 per cento delle domande ricevono questa risposta, contro una media europea di circa il 10. In Europa è molto più frequente assegnare lo status di rifugiato vero e proprio, in media poco meno del 40 per cento dei richiedenti riceve questo status, circa dieci volte più di quanti lo ricevono in Italia.

Infine lo straniero può ricevere la protezione umanitaria, se la commissione che si occupa del suo caso ritiene che lo straniero abbia diritto a rimanere in Italia per "altri motivi umanitari". In Europa soltanto Slovacchia e Italia utilizzano in maniera significativa quest’ultimo tipo di protezione. Nel 2016 più di metà della richieste di protezione internazionale accolte hanno avuto come esito la concessione della protezione umanitaria. Il numero di protezioni umanitarie concesse è cresciuto costantemente negli ultimi anni, a scapito delle protezioni sussidiarie e della concessione dello status di rifugiato vero e proprio.

Sul suolo italiano sbarcano pochi siriani, afghani e iracheni, che rischiano gravi persecuzioni nei loro paesi, ma arrivano molti pachistani, nigeriani e gambiani, i cui paesi di origine sono in una situazione di sicurezza molto più ambigui. Per molti di loro è difficile determinare con chiarezza se hanno diritto a qualche forma di protezione internazionale; anche per questo spesso si utilizza la protezione umanitaria, la meno forte delle tre, che deve essere rinnovata ogni anno.

In Italia non possiamo parlare di commissioni effettivamente indipendenti, è una critica che facciamo da sempre. Le commissioni sono coordinate dal Ministero dell’Interno e tra coloro che siedono al loro interno, uno è il Prefetto e un altro è un componente della Polizia di Stato. È possibile che, di fronte all’aumento delle richieste di asilo, il Ministero dell’Interno abbia chiesto alle commissioni un giro di vite sull’accettazione delle domande.

 


Salvini dice che solo poche migliaia di migranti hanno diritto a restare, ma i numeri veri sono molto più alti..

Gli altri li bruciamo?

Perchè non istituire dei forni crematori per bruciarli?

Peccato che Adolfo non c'è piu!!

Matteo..Matteo..la storia non ti ha insegato nulla..

A Voi la parola..


 
 
 

Il soffio del vento..

Post n°7984 pubblicato il 27 Maggio 2017 da nina.monamour

 

 

La prima tazza mi inumidisce le labbra e la gola, la seconda rompe la mia solitudine.

La terza fruga nelle mie sterili viscere per scovarvi migliaia di volumi di strani ideogrammi.

La quarta tazza provoca una leggera sudorazione, tutto il male della vita stilla dai miei pori.

Alla quinta tazza, eccomi purificata;

la sesta mi conduce nel regno degli immortali.

La settima, ah, non potrei berne ancora!


 

Riesco solo a sentire il soffio di un vento fresco che alita nelle mie maniche..

 

 

 
 
 
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