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Creato da: 3rdTwin il 24/09/2010
Storie di ordinaria follia cinese

 

 

Ravioli al Kerosene

Post n°13 pubblicato il 10 Novembre 2011 da 3rdTwin
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Bisogna ammetterlo uno apprezza le cose che ha quando ne ha fatto a meno. Nel mio caso e' la mia cara vecchia Italia... dopo diverso tempo che sto in Cina vi posso assicurare che anche nella crisi piu' nera di questi giorni, lo "standard" qualitativo della vita in Italia ed in Europa e' a tutto un altro livello, e considerate che io vivo a Pechino, non nel paesino sperduto in mezzo alla campagna o tra i monti dell'altopiano tibetano. Tanto per cominciare basta solo uscire dall'aereo di ritorno dall'Europa per rendersene conto... al nuovissimo terminal 3 dell'aeroporto di Pechino, fatto in occasione delle Olimpiadi 2008 tanto per intenderci, si respira una cosa strana. L'aria e' come saturata da un misto di odori, una rara combinazione di ravioli fritti e kerosene, anche se in valle padana si sfora spesso il tetto del pm10, non c'e' questa senzazione di farsi l'aerosol con il tubo di scapamento di un SUV e una frittura sul WOK. La cosa e' dovuta soprattutto per due ragioni, una abbastanza rilevante e' che la capitale cinese e' vicina al deserto, mentre la seconda e' che oltre alle sabbie che appestano l'aria ci sono scarse precipitazioni, quindi i milioni di automezzi non fanno altro che peggiorare una situazione gia' non ottimale. Per limitare gli automezzi ci sono le targe alterne, ossia se hai la targa che finisce per 0 non puoi girare il lunedi, quelli con 1 il martedi e cosi' via. Ma la cosa non e' risultata particolarmente efficace in quanto ogni anno ci sono 500.000 immatricolazioni solo a Pechino. Quindi la nuova normativa varata da quest'anno dice che le immatricolazioni sono a numero chiuso, per sapere se puoi comprarti l'auto devi partecipare ad una lotteria, se la tua auto risulta tra le 500.000 fortunate puoi aggiudicarti una targa di pechino. La cosa ha avuto un impatto immediato, le concessionarie con l'equivalente di 3000 euro in piu' al costo dell'automezzo ti possono far avere la targa senza bisogno di aspettare la lotteria. Come si dice in Italia, fatta la legge trovato l'inganno.
Oltre a tutto cio' sebbene Pechino si sia attrezzata per ridurre l'impatto ambientale convertendo tuttte le centrali elettriche nella sua prefettura da carbone a metano, la quasi totalita' delle centrali che circondano Pechino che fanno capo alla provincia del Hebei sono comunque a carbone, una di queste la vedo da casa mia. Quindi per quanti sforzi possa fare la capitale quando l'ambiente circostante non si adegua al trend ambientalista, c'e' poco da fare...
Qui in Cina il carbone costa relativamente poco, anche se negli ultimi 5 anni il costo e' quasi decuplicato, e quindi  le aziende cinesi, pompate dalla smania di ricchezza e benessere, stanno cominciando riscontranto una preoccupante diminuzione dei margini di profitto per via dell'aumento del prezzo della risorsa principale per il riscaldamento e dell'energia elettrica.
Da studi di settore sembra che la Cina allo stato attuale sia in deficit di 70GW (70,000,000,000 Watt mica bruscolini), giusto per fare un confronto con l'Europa solo la domanda di energia da parte dell'Italia nei momenti di massima richiesta e' di 60GW, quindi abbiamo una regione con dimensioni maggiori di quella dell'Italia che si ritrova 4 giorni du 7 senza la fornitura di energia elettrica per far fronte alla richiesta delle altre provincie. Un po' come successe nel 2003 quando un albero al confine svizzero paralizzo' la rete elettrica italiana, mentre in quel caso fu un evento eccezionale, qui in Cina per una certa parte della popolazione e' sistematico. E per fortuna che sono un paese in via di sviluppo! Il deficit e' generato dal fatto che mentre l'economia e' cresciuta "solo" dell'8%, la domanda di energia ha continuato ad aumentare ad un ritmo del 15% negli ultimi anni. Le centrali a carbone non riescono piu' a far fronte alla richiesta per via della grande ma pur sempre limitata capacita' di estrazione del carbone, infatti la Cina e' diventata il maggior importatore di carbone dall'Australia. In una recente intervista a Rossi Albertini del CNR ho letto queste dichiarazioni «I cinesi si rifiutano di ridurre l'emissione di anidride carbonica entro il 2020», dice Rossi Albertini, «perché la considerano una conseguenza inevitabile del progresso e rivendicano il diritto di seguire lo stesso percorso dei Paesi occidentali». Piu' che lo stesso percorso, gli stessi errori, solo che vista la popolazione cinese, quegli stessi errori possono diventare catastrofi ambientali. Non per niente sono balzate ad onor di cronaca diversi esempi di fabbriche chimiche che sversando i loro liquami direttamente nei fiumi hanno prodotto un impatto ambientale da far venire i capelli bianchi a tutti i nostri amici del WWF e GreenPeace. Questa estate abbiamo evitato di comprare i fagiolini verdi per via del fatto che in televisione avevano mostrato come i territori da dove arrivi la quasi totalita' dei fagiolini abbia le falde acquifere contaminate. Qui in Cina la frutta e verdura costa se non la meta', il piu' delle volte anche un decimo rispetto all'Italia, ma riguardo alle garanzie di qualita' e genuinita' di questa verdura non ci e' dato sapere... Un altro fattore particolarmente spiacevole nel ritorno in Cina e' il riscaldamento, infatti qui in Cina per "limitare da domanda di energia" si accende il riscaldamento dei condomini il 15 di Novembre, quindi nel mentre le case rimangono a 15 gradi e la gente si difende vestendosi da omino Michelin con abiti su abiti di cotone, la lana e' venduta cara quanto il kashmire. Chi ha dei soldi da spendere compra i climatizzatori aumentando la domanda di energia elettrica in entrambe le stagioni, perche' comunque si deve "seguire lo stesso percorso dei Paesi occidentali", e la gente comune si e' stufata di patire il freddo d'inverno e il caldo in estate. Infatti in estate non viene neanche preso in considerazione il fatto di una pausa estiva, qui si lavora indefessamente dal capodanno cinese fino alla festa nazionale di ottobre, non sono ammesse eccezioni. La recente contrarieta del ministro degli esteri cinesi riguardo ad embarghi all'Iran non dovrebbe destare sorprese visto che l'Iran e' il terzo esportatore di petrolio in Cina, la benzina dall'inizio dell'anno e' aumentata piu' del 10%, anche se e' ferma a circa 96 centesimi di euro, poco confrontata con 1,6 euro erotti dell'Italia, ma conoscendo le tasche del cinese medio non e' poi cosi' poco. 
Nel mentre io sono un grandissimo sostenitore del tele-lavoro, tanto oggi basta un pannello solare grande quanto il tavolino del soggiorno per termi acceso il computer, il rooter wireless e ricaricarmi anche il cellulare.

 
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Yi-Da-Li Bei-lu-si-ke-ni

Post n°12 pubblicato il 09 Novembre 2011 da 3rdTwin
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Non so se vi ero mancato, ma preso da nuova ispirazione spero di farvi divertire ancora una volta. Volevo parlarvi di un argomento che mi sta molto a cuore, l'ecologia, ma sono stato distratto dai recenti avvenimenti e quindi vedro' di parlarvi di un'altra cosa. Di recente non e' successo un gran che' di nuovo a parte le solite cose... il Cavaliere non ha smesso di far parlare di se' tanto che il gossip e' arrivato anche in Cina, vedi il link sotto (la notizia riguardava le presunte 8 donne a sera del Cavaliere):

http://news.sohu.com/20110919/n319777510.shtml

Ora fa parlare di se' perche' sembrerebbe che se ne vada dal parlamento, e da come ne parlano i giornali in Cina sembra davvero che l'Italia sara' investita dalla crisi a pecora. Visto che qui in Cina il gossip spopola, presumo ci siano ben piu' di un sito cinese che si vede sfumare mesi fruttuosi (monetariamente parlando) di intercettazioni sulle vicende private del premier italiano.
Io da italiano all'estero me la rido per non piangere, perche' tutto sommato nel bene e nel male ce la cantiamo e ridiamo soprattutto da soli. Il problema e' che poi siamo cosi' generosi che coinvolgiamo anche i nostri vicini europei e non. Ci vuole poi poco, visto che recentemente sono tornato in Italia usando una compagnia straniera e distribuivano gratuitamente "la Repubblica". Che poi dall'estero ci ridano dietro, la cosa non dovrebbe sorprendere nessuno a questo punto, e non bisogna essere un lettore de "Il Giornale" per rendersene conto. Nel mio piccolo vedo i danni da questa parte del mondo... mia moglie che e' cinese comincia da poco a parlare qualche parola di italiano, ma contagiata da tv e internet cinesi, nel suo vocabolario, ha gia' incluso la parola "Bunga Bunga". Il bello e' che mi ha chiesto il significato e l'etimologia della parola "Bunga".
La nostra situazione nazionale viene ripresa ad ogni telegiornale cinese, il termine Yi-Da-Li e Bei-lu-si-ke-ni rimbombano dalla nostra televisione di casa come i bassi nelle casse da discoteca.
Si perche' qui in Cina il telegiornale sembra avere una struttura temporale abbastanza definita. Prima vengono le notizie interne, generalmente viene riportata qualche notizia senza infamia e senza lode, a volte buona a volte meno buona. Poi vengono le notizie straniere, generalmente quelle piu' tragiche o preoccupanti. In fine arriva la notizia a lieto fine dove si snocciolano i buoni progressi della Cina nel suo percorso di un prospero e armonioso sviluppo economico e sociale. Nel mezzo dei tg di questi giorni ovviamente c'e' il mitico Silvio! Mostrato in diverse pose i rassegnazione e/o disperazione che sembrano prese con lo stesso metro con cui Emilio Fede prende le foto degli esponenti del centro sinistra. In un momento di crisi economica come adesso sembra che i tg cinesi vedano l'instabilita' politica dell'Italia come un elemento preoccupante probabilmente per via di investimenti fatti nel nostro paese che andrebbero a farsi friggere nel caso di un default o di un cambio di rotta del nuovo governo riguardo a determinati accordi. Il modo di fare cinese e' molto semplice sotto questo punto di vista, i singoli tecnici possono anche cambiare, ma chi deve prendere le decisioni deve essere sempre presente sul tavolo delle trattative. Questo discorso e' valido nel business come in politica, ma non si adatta molto bene alla classe politica italiana. Ora che il leader della destra italiana se ne va definitivamente, alcuni signori da questa parte del mondo forse si domanderanno che ne sara' degli accordi fatti... visto che la costanza non fa certo parte del vocabolario dei nostri politici.

 
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LaoBan - Atto Terzo

Post n°11 pubblicato il 19 Agosto 2011 da 3rdTwin
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Dal precedente post, come vi avevo anticipato, io e mia moglie avevamo intenzione chiedere tutti i soldi che il creativo LaoBan ha cercato di non pagarmi. Sfruttando un periodo in cui ero in trasferta presso un cliente, mia moglie va a fare visita al LaoBan in ufficio. Dovete sapere che a suo tempo, mia moglie mi aiuto' direttamente a trovare diverse aziende per lavorare in Cina. Quindi lei, il LaoBan ed io ci erano gia' visti e conosciuti prima, durante e dopo le trattative per la mia assunzione. In modo molto spiccio e dettagliato la mia consorte fa notare le mancanze nella gestione del LaoBan in merito alla mia retribuzione. Il LaoBan alla terza perdita di faccia, non avendo piu' niente da rasciare a parte le ossa, esplode in una serie di invettive contro la mia dolce meta' della serie:  "Ma tu cosa sei venuta a fare qui?", "Se non fosse che tuo marito ti ama cosi' tanto io lo avrei gia' licenziato" (il nesso logico tra la mia assiunzione e i miei sentimenti per mia moglie mi risulta ancora ignoto), "Non credere solo perche' hai sposato un LaoWai puoi venire qui a fare quello che ti pare" (questa ultima frase sa anche molto di razzista).

Recuperato il senno dopo che il sangue e' defluito dal cervello, si e' zittito da solo e ha chiamato l'avvocato e la contabile. Dovete sapere che la contabile dell'azienda aveva lasciato l'incarico un mese addietro quindi la nuova contabile non aveva una ragionevole spiegazione per quelle deficienze. In ogni caso essendo il LaoBan che prende le decisioni e non la contabile c'era poco da spiegare. Ripetendo in ordine c'erano le seguenti questioni da risolvere: il salario non pagato i primi mesi del rapporto di lavoro e le indennita' per l'assicurazione pagata per meta' rispetto ai limiti di legge. Io ed Elisabetta siamo ben preparati perche' l'ex-contabile non essendo piu' in relazioni con l'azienda ci stava dando informazioni su come procedere. In oltre ha dato la sua disponibilita' per testimoniare a mio favore in caso si passi per avvocati. L'ex-contabile ci informa anche di un'altra anomalia riguardo alla gestione degli stipendi, ossia che il mio stipendio e' stato diviso in diverse parti a livello contabile per pagare meno tasse. Sebbene la mia paga sia da considerarsi tutta "paga base", a livello contabile hanno contabilizzato solo il minimo di legge ossia 1700 yuan (170 euro circa) e tutto il resto come premi di produttivita'. Questo tipo di gestione pero' non sarebbe lecita secondo la legge cinese.

La fuga di informazioni fa sfuggire la situazione completamente dal controllo del LaoBan, la nostra richiesta e determinazione mette a soqquadro la gestione dell'azienda e potrebbe portare conseguenze negative se l'ufficio governativo preposto lo venisse a sapere. Le alternative sono due, o non andiamo per vie legali e ci pagano tutto quello che c'e' da pagare, oppure andiamo per vie legali, procurando notevoli problematiche legali all'azienda che potrebbe essere sottoposta a controlli sanzionatori. Il LaoBan ora mai non ha piu' cartucce e chiede aiuto al legale dell'azienda per moderare le nostre richieste. L'avvocato fa il gioco del LaoBan, sfrutta il fatto di essere nuovo nella discussione temporeggiando, cercando di dilungare la faccenda (come dicono a Bologna "chi la slonga la scapa"). Consiglia quindi un giusto compromesso a suo modo di vedere nessuno a prove per iscritto che confermino le rispettive versioni dei fatti. Ma noi avevamo in casa la doppia copia del documento che abbiamo passato al governo che almeno attesta la mia retribuzione e l'email passata dalla ex-contabile riguardante i dettagli della mia retribuzione. Avendo queste prove a nostra disposizione l'avvocato vede che non ci sono molti margini di trattativa e consiglia di organizzare un incontro tra il sottoscritto e il LaoBan da soli. Visto che il mio cinese non e' cosi' fluente c'e' sempre la possibilita' per il LaoBan di rigirarmi la frittata come vuole.

Inizialmente mi sono presentato nell'ufficio del LaoBan con una copia del documento che attesta il mio salario. Lui ha attivato la registrazione del suo iPhone cercando di non farsi vedere (dilettante...). Abbiamo brevemente parlato, ma di fronte alle mie domande dirette su cosa aveva in mente per risolvere la cosa, il LaoBan fa smorfie di sofferenza non volendo dire nulla che lo potesse compromettere. Quando gli ho detto quello che mia moglie mi aveva riferito (riguardo al fatto che se non fosse per lei io sarei gia' stato licenziato), lui e' partito in quarta dicendo: "No YOUR wife is a lier!" (Mia moglie adesso e' la bugiarda)

Visto che su qualcosa bisognava parlare mi ha chiesto di vedere le carte che avevo, ma tutti i documenti ce li aveva mia moglie che aspettava fuori per una mia chiamata. Chiamo mia moglie al cellulare e il LaoBan in visibile imbarazzo inizialmente mi dice che lei non era autorizzata ad entrare in ufficio, poi quando e' stata davanti all'uscio non ha potuto far altro che cercare un terreno neutro di scontro. Il McDonald sotto i nostri uffici. Qui ci sono stati parapiglia, lui ha cercato di ripercorrere tutta la storia della nostra collaborazione fin dalla prima telefonata dicendo "Che MI ricordi... bla bla". Sulla base di questi "ricordi" snocciolava bugie e giustificazioni del tipo che lo stipendio pattuito comprendeva tutto, stipendio base + assicurazione. Insomma un castello di carta di cacchiate una dietro l'altra che e' stato facile ribaltare dicendo che questo e' quello che lui "ricorda", ma le carte dicono un'altra cosa. Alla fine dopo scenate da parte sua, il LaoBan dichara di essere stato ferito da questo modo indegno con il quale e' stato trattato dopo tutto quello che aveva fatto per il sottoscritto, contemporaneamente mia moglie e' intervenuta con gesti affettuosi e lacrime a non finire (una recitazione da maestra che GongLi manco se la sogna). Per mettere altra carne sul fuoco mia moglie introduce un altro elemento. La mia capo-reparto due giorni prima mi aveva visto passare per l'ufficio per recuperare una lettera spedita dall'Italia. Essendo la cocca del capo, si era sentita in diritto di dire ai miei colleghi che mi dovevo vergognare di essermi fatto vedere in ufficio visti i problemi che stavo dando. Questo tipo di comportamento da parte di questa mia collega, ha detto mia moglie, l'ha ferita profondamente, perche' il suo povero maritino cerca di fare del suo meglio per lavorare onestamente in questa azienda e poi persone che dovrebbero organizzare il mio lavoro hanno questo tipo di atteggiamento nei miei confronti. Della serie se lui si sente ferito perche' non mi paga, figuriamoci come mi sento io che oltre a non essere pagato, ho pure 'sta cretina che mi rema contro pubblicamente.

Infine, come stoccata finale, la mia dolce meta' riferisce al LaoBan in cinese che anche se non lavora li, lei e' "al corrente di molte cose" (essendo noi in contatto diretto con la ex-contabile). A questo punto il poverino non ha potuto far altro che dire che "ogni compagnia ha dei problemi, con grande spirito di collaborazione bisogna risolverli, nessuna compagnia e' perfetta e se la mia collega ha detto certe cose e' opportuno che parli con lei", ha poi chiesto scusa di tutto e ha detto di mandargli una email con i dettagli di quanto ammonta l'ammanco secondo le regole "perche' la nostra azienda non fa le cose illegalmente".Ovviamente tutta la nostra conversazione era registrata con il suo iPhone sul tavolino del McDonald, quindi lui giustamente non poteva non mancare di dirlo!

Se inizialmente ci dice di mandargli una email con i dettagli da passare alla contabilita' in realta' la sua idea e' un'altra. Ci telefonera' successivamente l'avvocato (ancora!?). Si perche' il LaoBan non ha interesse che la nuova contabile sappia certi dettagli della sua amministrazione quindi ha passato tutto all'avvocato in modo che fosse lui a gestire la cosa tenendo all'oscuro gli altri dipendenti che molto probabilmente hanno cose ben piu' serie in sospeso. Il legale ci chiede se eravamo soddisfatti dell'atteggiamento compresivo e accondiscendente del LaoBan, chiedendoci anche cosa andremo a chiedere dal punto di vista monetario. Mia moglie dichiara che come da contratto chiederemo quanto ci spetta, il legale allora ci ammonisce dicendo che non e' molto corretto da parte nostra infierire, vista la "disponibilita'" dell'azienda nei nostri confronti di sanare le divergenze. Sostanzialmente i cinesi sono abituati a trattare il prezzo, sempre e comunque, non sapendo che questo tipo di atteggiamento viene visto agli occhi degli occidentali come una mancanza di professionalita' e anche di rispetto, ma qui siamo in territorio cinese quindi sembra che sia il sottoscritto a essere poco rispettoso dei "sentimenti altrui" facendo perdere la faccia alla gente e chiedendo soldi a sproposito.

Con qualche giorno di ritardo, l'avvocato dell'azienda ci chiama dicendo che ci sarebbe una ulteriore cosa da verificare. Sempre per il principio che "chi la slonga la scapa", l'avvocato ci fa notare che avendo l'azienda pagato meno per l'assicurazione, allo stesso modo avrei pagato meno tasse, in questo modo vuole cercare di complicare le cose, ai nostri occhi, cercando di farmi apparire colpevole di evasione fiscale. Considerando che io vengo pagato da loro e che sul mio stipendio non ho nessuna capacita' decisionale, questa trovata dell'avvocato sembra proprio una arrampicata di specchi. La cosa di certo fara' contento il LaoBan visto che adesso risulta pure evasore fiscale, l'avvocato e' ancora piu' astuto del LaoBan in questa "imprenditoria creativa". 

Nel mentre l'avvocato cerca di dilungare la cosa, veniamo a sapere da alcuni dipendenti dell'azienda che il LaoBan ha chiesto alle mie colleghe della contabilita' di cercare un modo di fare documenti falsi in modo da avere qualcosa da presentare contro di noi. Le colleghe della contabilita' che non si sono fatte una doppia copia come il sottoscritto non hanno documenti da me firmati o copilati anche solo parzialmente. La contabilita' cerca di ottenere qualcosa mandandomi una email, con mittente il "Reparto delle risorse umane", nel quale mi chiedono di provvedere foto tessere e copia di passaporto e altri documenti dicendo che e' prassi normale dell'azienda fare questa richiesta. L'anno precedente non me lo hanno chiesto, ora tutto d'un tratto e' una prassi comune... forse pensano di parlare con un ShaBi come loro...

Facendoci consigliare dalla ex-contabile andiamo all'ufficio governativo per aprire una pratica nei confronti dell'azienda, e avvisiamo l'avvocato dei nostri intenti bellicosi. L'avvocato a questo punto si smarca e rimanda la palla al mittente, il mitico LaoBan. Lo stesso LaoBan a questo punto si defila facendo intervenire direttamente la co-direttrice dell'azienda. La LaoBan, avendo capito l'andazzo, convoca direttamente mia moglie per fare una chiaccherata tra donne visto che io sono stato spedito in trasferta presso un cliente (ora che gli do dei problemi mi saparano da un cliente ad un altro, il piu' lontano possibile). Comunque sia, la LaoBan parla con mia moglie dicendo che e' l'azienda totalmente responsabile e che il LaoBan e' stato cazziato per come ha trattato la faccenda. La LaoBan si fa dire quant'e' il totale dell'ammanco e va in banca a prelevare la somma cash che da in mano a mia moglie.

Avendo risolto questa faccenda il LaoBan mi fa sapere che dal prossimo mese non mi paghera' lo stipendio. La giustificazione e' che l'azienda deve presentare dei documenti al governo per la mia assunzione, ma non avendoli non puo' piu' far figurare che mi ha assunto... dopo diversi anni che lavoro li... per ottenere questi documenti dal governo, io devo dargli fototessere e copie dei miei documenti, questo sempre con l'intento di fare documenti falsi per potersi tutelare legalmente in futuro. All'inizio del mese, dopo aver chiesto informazioni e informato il LaoBan che non esistono documenti che l'azienda deve presentare al governo, presento le mie dimissioni, il LaoBan mi chiede espressamente di lasciare ogni rancore alle spalle e di poter in futuro vedersi ed evenutalmente lavorare assieme. Io gli rispondo con la mitica frase napoletana "Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, ...". 

Tutto e' bene quel che finisce bene! Quindi se andate a lavorare in Cina, state attenti a firmare solo cio' che interamente compilato, e ingraziatevi qualche dipendente simpatico in contabilita' che torna sempre comodo!

 

 
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LaoBan - Atto Secondo

Post n°10 pubblicato il 04 Agosto 2011 da 3rdTwin
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Eravamo rimasti al mio avvio di carriera un po' infelice presso l'azienda cinese. Dopo qualche tempo arriva il capodanno cinese e come ho raccontato in precedenza le vacanze cinesi hanno tutta una loro logica, ma il capodanno rimane sempre il momento "catartico" per prendere armi e bagagli e andare a visitare la propria famiglia. Per quanto riguarda il sottoscritto, era gia' qualche tempo che non vedevo piu' i miei vecchi e anche se non sono un gran sentimentale tutto sommanto avevo proprio voglia di rivedere amici e parenti, e di mangiarmi un bel piatto di tagliatelle al ragu' come si deve. Cosi' con il LaoBan chiedo il permesso di potermi prendere i 5 giorni in piu' di ferie che mi spettavano di diritto da contratto, avendo lavorato da piu' di un anno in azienda, e sommarli con la settimana di vacanze standard per il capodanno. Il LaoBan non avanza nessuna obbiezione a parte quella di ricordarmi di segnalare il periodo di permesso al responsabile del personale e i capi reparto come e' logico che sia.

Finito il periodo vacanziero torno di nuovo in Cina per affrontare con animo lieto e ricaricato dal buon cibo italiano le sfide della vorticosa vita pechinese. Dopo un paio di mesi mi rendo conto che nel mio stipendio qualcosa e' cambiato... improvvisamente sul conto arrivano meno soldi di quelli che arrivavano fino a qualche mese prima del capodanno cinese. All'inizio pensavo che fosse dovuto a qualche conteggio strano riguardante i giorni di assenza extra che mi ero preso, ma quelli mi spettavano di diritto dal contratto di lavoro quindi qualcosa comunque c'era da aspetttarselo, la famosa spada di Damocle (o meglio del LaoBan) che puntualmente a fine mese puo' caderti in testa. Ed ecco la sorpresa: dall'inizio del nuovo anno cinese non mi passava piu' i sussidi per l'assicurazione e le indennita'. L'azienda cinese, come da contratto, e' tenuta a passarmi i soldi per potermi pagare l'assicurazione. Qui in Cina non c'e' il servizio sanitario nazionale, quindi ogni persona dipendente oltre allo stipendio gli viene passato un certo ammontare per potersi pagare l'assicurazione con la compagnia assicurativa che preferisce. Improvvisamente il LaoBan, nella sua smisurata ingegnosita' nell' "imprenditoria creativa", ha deciso in totale autonomia di segarmi in tronco i soldi per il pagamento della mia polizza assicurativa. Io come occidentale sono obbligato ad avere una assicurazione, ed e' anche logico, essendo di un altro paese devo garantire di avere la copertura finanziare in caso di infortuni o calamita', come dice la legge di Murphy: se qualcosa puo' andare storto sicuramente lo fara', quindi e' opportuno avere l'assicurazione. Essendo io lavoratore dipendente e' l'azienda tenuta a passarmi tali soldi, come scritto nero su bianco sul contratto che abbiamo firmato.

Come nella precedente esperienza dello stipendio non interamente versato, avvenuto all'inizio del nostro rapporto di lavoro, anche in questo caso sono IO che di MIA iniziativa verifico, chiedendo alla contabile i dettagli di tutti i miei stipendi precedenti. La contabile mi manda una email con tutti i dettagli, che anche se non c'e' il sigillo con l'inchiostro dell'azienda c'e' comunque la firma elettronica dell'azienda e l'email mi viene inviata dalla email aziendale della contabile, quindi ha valenza di prova qual'ora si andasse per avvocati.

Dalla mia verifica emerge l'amara verita', la cosa mi lascia al quanto allibito, ma non del tutto sorpreso. Il LaoBan decide da solo di non pagare piu' l'assicurazione di un dipendente, per lo piu' straniero, e la cosa rimane sotto tacito silenzio di tutti. Essendo io occidentale e non avendo io "una faccia da perdere", vado direttamente dal LaoBan nel suo ufficio per avere chiarimenti. Il LaoBan, avendo gia' perso la faccia nella precedente occasione, senza nessuna remora  inventa una scusante molto ingegnosa, per non dire palesemente ridicola. Io come gia' si sa' sono un LaoWai, mentre il contratto che ho firmato era pensato per dipendenti cinesi. Essendo tale assicurazione pensata per i dipenditi cinesi non varrebbe per me che sono straniero. Io faccio presente che la cosa era gia' stata affrontata in modo amichevole all'inizio del contratto di lavoro ed infatti mi era stata pagata fino a quel momento, non si capisce per quale ragione non mi venisse piu' passata. Il LaoBan non sapendo che scusanti tirare fuori si scusa per il disguido, ma effettivamente mi avrebbe dovuto informare prima di tale decisione, ma si sa il LaoBan e' sempre molto impegnato e sebbene fosse in ufficio, negli ultimi mesi non ha trovato il tempo materiale per mettermi a conoscenza del problema. A questo punto fingendo di non essere a conoscenza di certi dettagli contabili mi sbologna dicendo che verifichera' con la contabile e il legale dell'azienda per vedere come saldare in modo veloce e sbrigativo questo problema. Veloce e sbrigativo dopo che gli faccio notare la cacchiata che ha fatto anche questa volta.

Dalla discussione con la contabile emerge una cosa che il LaoBan forse non aveva considerato nel segarmi l'assicurazione, che da sue precendenti istruzioni l'ammontare dei soldi per l'assicurazione che mi aveva passato nei mesi precedenti era la meta' di quella minima per legge data ai cinesi. Ma visto che io ho firmato un contratto cinese dove non si menziona distinzione tra dipendente cinese o dipendente straniero, legalmente ho diritto allo stesso trattamento, paro paro a quello dei miei colleghi cinesi. Quindi facendo questa mossa si e' dato la zappa sui piedi due volte: ha illegalmente interrotto il versamento dell'assicurazione nel mio stipendio ed in oltre e' emerso che i soldi per l'assicurazione passati fino a quel momento erano sotto i minimi di legge. Indubbiamente mi trovo di fronte un maestro dell' "imprenditoria creativa", ma quando hai delle leggi da rispettare, se non le segui e hai un dipendente straniero con alle spalle anni di lotte sindacali in terra natia, certe liberta' bisogna pensarci due volte prima di prendersele.

Io per vederci piu' chiaro consulto la contabile e numeri verdi per la consulenza sul diritto del lavoro, che in Cina rispondono praticamente 24 ore su 24, e verifico senza ombra di dubbio di essere dalla parte del giusto, in piu' dal giugno del 2011 le aziende cinesi devono per obbligo di legge dare le stesse condizioni lavorative e di retribuzione ai cittadini stranieri. Fiducioso che una soluzione si trovera' aspetto la decisione del LaoBan che non si fa attendere troppo. La contabile mi fa sapere che il LaoBan ha deciso, essendo di fatto obbligato per legge, di darmi le stesse condizioni dei colleghi cinesi e di passarmi per intero i soldi per l'assicurazione. Riguardo ai mesi precedenti il capodanno cinese pero' non mi rimborsa di nulla, questa nuova decisione fa riferimento solo dall'inizio dell'anno cinese.

Io torno a casa molto contento, la mia lotta operaia e' vinta, la mia conoscenza delle tutele cinesi per i diritti dei lavoratori e' notevolmente ampliata ed in piu' ho fatto perdere la faccia un'altra volta al mio LaoBan. Questo episodio comunque mi fa capire di non essere ben voluto in ufficio, quando il LaoBan ti fa certi giochetti e' perche' vuole farti capire qualcosa, che cosa esattamente sei tu che lo devi indovinare. Della serie, la collera divina e' capitata a te, io (il LaoBan) so perche', quindi ci devi arrivare anche tu. Una cosa di questo genere per noi LaoWai e' demenziale e solo un titolare d'azienda fuori dai coppi potrebbe utilizzare tali sistemi per spronare i propri dipendenti. Personalmente se prima non avevo una opinione precisa sul mio LaoBan, ora ho le idee un po' piu' chiare. Come dice il detto "la prima si condona, la seconda si bastona"... visto che qui il LaoBan si diverte a darmi dei pensieri, il sottoscritto ,aiutato dalla consorte cinese, decide di farsi restituire quanto non mi e' stato pagato fin dall'inizio. Lo scontro finale tra il dipendente LaoWai e il LaoBan sara' durissimo e senza esclusione di colpi (altro che Bruce Lee). Quanto capitera' in seguito non vi resta che leggere la prossima parte...

 

 

 
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Il LaoBan - Atto Primo

Post n°9 pubblicato il 31 Luglio 2011 da 3rdTwin
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Salve a Tutti, e' un po' che non mi faccio vivo, ma qui in Cina si e' sempre a lavolaLe e un povero LaoWai come il sottoscritto dopo un po' perde la bussola.

Soprattutto se si tratta di fare i conti su dei soldi non pagati. Il personaggio in questione con "le tagliole in tasca" e' il mio capo, o meglio come dicono i cinesi LaoBan (Onorevole Capo). E' prassi comune in Cina avere accordi verbali, i quali vengono raramente messi per iscritto, e anche se li hai messi per iscritto la parola data e' una cosa "sacra" che, a conti fatti, vale come (se non di piu') del pezzo di carta che hai firmato pensando di tutelarti. E' sostanzialmente "la parola d'onore" d'altri tempi, che come dice il termine stesso, appartiene al passato e in questo mondo globalizzato e con la concorrenza spietata che c'e' oggi giorno, l'onore te lo puoi infilare nel cassetto della scrivania...

Dopo qualche anno che lavoro in Cina assunto regolarmente da un'azienda cinese, ho deciso di regolare un paio di cosine che a mio giudizio erano da sistemare. Prima di andare avanti vorrei spezzare una lancia a favore del governo cinese, non che abbia bisogno della mia tiritera per tirare acqua al suo mulino, ma quando uno c'ha ragione bisogna pur dargliene atto. Il governo ha emanato nel corso degli ultimi hanni una serie di nuove leggi per la tutela dei dipendenti, anche LaoWai come il sottoscritto, in modo da evitare che i LaoBan (onorevoli capi azienda) come il mio "boss" faccia quella che potrei definire "imprenditoria creativa".

Io non so se il mobbing e' una pratica diffusa, ma se il LaoBan (cinese) l'ha attuato con il sottoscritto (italiano quindi LaoWai), suppongo sia praticata senza ritegno con i dipendenti cinesi.

Sostanzialmente il mio rapporto di lavoro sembrava partisse nel migliore dei modi, assunto temporaneamente come da manuale con retribuzione pari al 80% dello stipendio e al termine del periodo di prova di 3 mesi vengo confermato! Oh, come sono contento, la vita a volte ti da soddisfazione... ma fino ad un certo punto! 

In Cina fino a un mese fa era prassi comune per le aziende cinesi pagare lo stipendio ai dipendenti, ma non informare per tempo modifiche e men che meno stampare la busta paga con i dettagli del pagamento. Questa cosa ha generato e tutt'ora genera spesso e volentieri i presupposti per l'inculata mensile ai dipendenti che si puo' abbattere come una spada di Damocle. Nel mio caso quando sono stato assunto ufficilamente, il LaoBan ha cominciato a pagarmi lo stipendio con il 10% in meno... Non ricevendo la busta paga, ma semplicemente controllando lo stipendio in banca a inizio mese, questo ammanco pensavo fosse dovuto al calcolo delle tasse. Essendo italiano sono abituato alla tassa sulla tassa.

Quando ho richiesto i dettagli del calcolo alla contabile, e' emerso il vero stipendio che mi veniva passato. Immediatamente ho chiamato per telefono il LaoBan chiedendo spiegazioni, lui dando delle scuse del tipo "il tuo rendimento non e' proprio come erano le mie aspettative" (ma intanto mi aveva confermato per i successivi 3 anni) e altre cacchiate di questo calibro, la voleva tirare per le lunghe, ma sentendomi alterato, e non sapendo come un LaoWai e' sensibile a certe macchinerie, ha subito corretto il tiro dicendo che dal mese successivo ricevero' lo stipendio come pattuito. Va fatto notare che l'ammanco dei mesi precedenti non me lo saldo'.

Il LaoBan e' avvezzo all'imprenditoria creativa o "furbetta", nel contratto che ho firmato in teoria ci dovrebbe essere scritto l'ammontare dello stipendio pattuito, ma nel mio contratto (doppia copia una a me e una all'azienda), quando mi hanno fatto firmare il contratto tale voce non era riempita. L'omissione da parte dell'azienda di questa voce e' perseguibile legalmente, e' infatti una voce obbligatoria secondo la legge cinese. Il LaoBan sapendo che la maggior parte dei dipendenti non e' un esperto legale, se non gli viene richiesto, non riempie nulla che lo vincoli a "onerosi obblighi", e nonostante fossi straniero lo ha fatto anche con il sottoscritto.

Quello che il LaoBan non ha calcolato, e' che io diritto e ragioneria li ho studiati, in oltre come cittadino straniero sono tenuto a fare una dichiarazione annuale per il visto e presentare all'ufficio governativo preposto alcuni documenti che attestino presso quale azienda lavori. In questo documento standard e' necessario segnalare la retribuzione, e visto che la legge e' legge, mi sono fatto dare sempre doppia copia di ogni documento con tanto di timbro aziendale. 

Dovete sapere che il timbro aziendale e' oggetto sacro qui in Cina, qualunque documento con tale segno identificativo dell'azienda diventa automaticamente documento legale. Infatti il timbro viene sempre conservato e quasi venerato con cura rigorosamente sotto chiave. Questo documento anche se non e' il mio contratto e' comunque documento legale e prova inconfutabile di quella che e' la mia retribuzione. La dipendente che mi ha consegnato i documenti in buona fede e in modo del tutto professionale, non poteva sapere che cosi' facendo avrebbe compromesso i piani ben meno professionali del LaoBan. 

Ritornando alla mia chiaccherata con il LaoBan, la mia pretesa di avere lo stipendio pattuito non gli deve essere piaciuta molto, gia' ha la bonta' di assumermi nella sua illustrissima azienda e io che faccio? Gli rinfaccio i suoi doveri facendogli perdere la faccia!!! 

In Cina non c'e' il concetto dell'onore proprio come in Giappone, ma ci si avvicina parecchio. La parola data e la propria faccia sono cose tenute molto in considerazione e regola non scritta vuole che e' sempre opportuno discutere in modo tale da non far perdere la faccia alla persona con cui stai trattando. Si puo' ottenere attraverso una raffinata pratica diplomatica alla quale i cinesi si attengono scrupolosamente e che e' totalmente inesistente in occidente ed io che ero da poco tempo in Cina non avevo la voglia e neanche abbastanza tempo per acquisire questa sottile arte cinese.

La cosa nell'immediato non produsse effetti indesiderati, ma alle mie spalle le pedine venivano mosse. Da uno dei dirigenti con cui ho ottimi rapporti di amicizia emerse successivamente che il LaoBan diede ordini ai miei capi reparto perche' mi tenessero lontano da qualsiasi progetto imporante e che non mi venissero date troppe informazioni sui prodotti che installavamo. La scusante che veniva data ai capi reparto e' che io sono LaoWai e che quindi certe cose e' comunque tenersele in "famiglia". In questo modo coglieva due piccioni con una fava: da un lato la mia conoscenza dei nostri sistemi veniva rallentata, dando al LaoBan sempre la scusa che non progredivo come sperato, dall'altro mi veniva impedito, di fatto, che potessi tessere relazioni con i clienti, i quali gia' dall'inizio manifestavano interesse a lavorare con un occidentale. I cinesi sono sensibili alla propria identita' nazionale, se uno straniero lavora in Cina e' tenuto in grande considerazione perche' in ogni caso permette di ridurre il gap tra le avanzate economie occidentali fornendo o beni o servizi o conoscenze che la Cina ha interesse ad acquisire.

Ma la storia non finisce certo qui, se volete sapere come andra' avanti questa novella leggete il seguito...

 

 
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