Creato da scricciolo68lbr il 17/02/2007

Pensieri e parole...

Riflessioni, emozioni, musica, idee e sogni di un internauta alle prese con la vita... Porto con me sempre il mio quaderno degli appunti, mi fermo, scrivo, riprendo il cammino... verso la Luce

 

 

La vita... emozioni... gioia e sofferenza...

Post n°1118 pubblicato il 19 Ottobre 2014 da scricciolo68lbr

 
 
 

PENSIERI SPARSI

Post n°1117 pubblicato il 22 Agosto 2014 da scricciolo68lbr

Dopo tanto tempo torno a scrivere in questo blog che mi ha portato nel mondo dei social network. In questo luogo ho condiviso per mesi tatno della mia vita, delle mie vicissitudini, dei miei pensieri, delle mie gioie e dei miei dolori.

Ora torno qui a spargere ancora inchiostro bianco su una pagina scura... divertende potr invertire quelo che di sollito è la normalità. Tanti degli amici/amiche che aveo qui probabilmente le ho perdute o forse anche loro hanno prese altre strade... Ne avevo tante/i... ho condiviso con loro la mia vita!

Adesso scrivo così a braccio, senza essermi preparato alcunchè in precedenza. Spero che chi mi vuole bene possa leggerlo e commentarlo come si faceva una volta, con calma... era il bello di questo luogo, la calma che vi si poteva applicare al di fuori della vita che correva lontano da qui...

Sono stato tanto tempo lontano da qui... perchè mi sono fatto prendere tanto dalle cose della vita, ho trascorso momenti difficli, altri di deressione per quello che la vita mi stava offrendo (a volte togliendo... o tolto)... Alle volte non sapevo più su cosa contare... Un Dio così lontano, impalpabile, non percepibile... altre volte mi sono detto:" Ma su cosa possiamo contare quando le cose sembrano per andare per il verso sbagliato? Come possiamo trovare la forza per reagire e non farci sopraffare? Affidarsi alla INTELLIGENZA DELL'UNIVERSO... Che solo apparentemente ha un significato di passività, ma invce vuol dire essere consapevoli che ogni cosa accade per il nostro bene e che il nostro modo di interpretare gli eventi è estremamente limitato... Se saremo davvero capaci di affidarsi ALL'UNIVERSO... prima o poi il disegno si svelerà più o meno apertamente, per lasciarci vedere o almeno intravedere il senso di ciò che è accaduto...

E così un pensiero lo lascio soprattutto per l'Universo Intelligente, quella forza creatrice che pervade tutto ciò che è vita, sia animata sia inanimata... infatti voi se prendete una roccia pensate che non abbia vita? Sbagliate... è fatta di minerali, che si sono solidificati col passare del tempo, ma sempre sostanze viventi erano e sono...

Insomma voglio dire grazie per tutto quello che ho ricevuto, che spesso sottovaluto o ignoro, guardando sempre alle nuove conquiste del futuro e perdendo di vista la realtà, la consapevolezza del momento che viviamo, l'unico che veramente vale la pena di vivere. Grazie, Grazie, Grazie... Un saluto... chiudo gli occhi e penso che siamo tutt'uno col mondo che ci circonda... che non ho nulla da temere perchè la vita è dalla mia parte, anche quando soffro e non capisco perchè, c'è un motivo, debbo rintracciarlo, ma senza perdere di vista la realtà... Respiro... e spero di vivere questo momento di consapevolezza il più a lungo possibile... 

 
 
 

Un sorriso

Post n°1116 pubblicato il 02 Aprile 2014 da hopemyheart

http://lh6.ggpht.com/-Mq7R9UQTyVc/UQWDIG486mI/AAAAAAAAF-M/vGL1uHWPlvQ/Snoopy_thumb%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800

 
 
 

WE ARE THE WORLD...

Post n°1115 pubblicato il 31 Gennaio 2014 da scricciolo68lbr

Quanto ho cantato questa canzone... ve la ricordate?

Meravigliosa...

 

^____________^

 

Ben trovati a tutti/e!!!

 
 
 

VIVERE LA RABBIA E COMPRENDERLA... E COMPRENDERSI...

Post n°1114 pubblicato il 05 Novembre 2013 da scricciolo68lbr
 

Già... provare rabbia può capitare... è normale. La rabbia è un istinto umano, un sentimento della vita, provarla e riuscire a capirne il significato, però, aiuta a vivere, a comprendere la realtà ma soprattutto se stessi, ad essere in migliore relazione con se stessi e con gli altri. Dannosi sono due eccessi: provarla tutti i giorni  o non provarla mai. 
La rabbia cronica è quella che secondo me avvelena il sangue e la vita... riconoscerla e ammettere di essere rabbiosi è il primo grande passo per risolvere il nostro problema. Imparare a leggerla vuol dire imparare a leggere il proprio animo, la propria identità, e solo così possiamo riuscire a migliorarci. Anche se i filosofi dicono che non ci sia nulla da migliorare nelle nostre vite, che siamo perfetti così, ma che dobbiamo solo vivere la vita... Mahh...
Io ho passato momenti della vita dove vivevo sempre nella rabbia, ma forse non me ne rendevo conto... o forse lo facevo ma non riuscivo a fare diversamente... ebbene l'ho pagata cara forse... Periodi come quello attuale, dove non riesco a togliermela di dosso, mi sta rovinando la vita e i rapporti con le persone attorno a me... Ma si può vivere senza rabbia? Il contrario della rabbia è l'apatia, che è quel qualcosa che ci porta lontano da noi stessi, dalle nostre pulsioni vitali, dalla nostra centratura, personalità, serenità, ma invece di prenderne atto abbiamo preferiamo “ignorare” il nostro decadimento.. spingendo via le sensazioni e situazioni negative (ma non si può fare.. la realtà, anche quella interiore, non si può ignorare!). Eppure anche questo accade ed accade delle volte nella mia vita... Perciò per periodi più o meno lungo della mia vita ho rifiutato o cercato di rifiutare la rabbia.. di provare rabbia... per paura (delle conseguenze, delle reazioni, di perdere il controllo, ecc...) per difesa, per ipocrisia o bigottismo, perché mi sembrava una cosa “sbagliata” da provare, per ideologia o qualsivoglia principio e convinzione. Anche questo accade nella mia vita ed è così difficile trovare un equilibrio... La rabbia va ascoltata, perchè quando si smette di farlo succede che essa si accumuli nei serbatoi più nascosti della nostra mente. Ma una volta riempiti.. eccola che esplode devastante e incontrollata! Magari dentro noi ci sono più rabbie mischiate assieme difficili da decifrare perché tutte si sono “mischiate” assieme...  Quando in noi c’è un groviglio di rabbia (accumulata) dobbiamo fare un lavoro di “ricostruzione” e “ricollocamento” altrimenti rischiamo anche di scaricare la rabbia a caso, magari ingiustamente addosso a chi non c’entra o non ci ha fatto niente. La rabbia dunque va capita attraverso un percorso di intelligenza, ma anche di onestà e coraggio...  Spero di non aver fatto un minestrone, ho messo giù tante di quelle cose, che... boh... non so... Vorrei col tempo tornare ad essere più aperto, sereno e felice, perché questo sentimento rabbioso troppo ingrossato sta oscurando tutto il mio cielo e gli orizzonti della vita, e mi sta portando a vedere tutto nero un mondo che tutto nero non è.

 

 
 
 

ANSIA... SOFFRIRE D'ANSIA, SOFFRIRE IN SILENZIO.

Post n°1113 pubblicato il 13 Ottobre 2013 da scricciolo68lbr

Avete mai sofferto di ansia? Io ci soffro da diverso tempo oramai e fortunatamente non è continua ma periodica, ma quando arriva combina sfaceli.

L’ansia, nella sua condizione fisiologica, è un fenomeno naturale che rappresenta uno stato d’allarme che si attiva quando una situazione viene percepita come un segnale di pericolo. Le reazioni emotive e psicologiche che ne derivano servono a proteggersi da minacce reali, a mantenere uno stato d’allerta in caso di pericolo o semplicemente ad attivare dei meccanismi utili a migliorare determinate prestazioni (ad esempio durante un esame).
Quando l’ansia non si riferisce ad un pericolo oggettivo, è ingiustificata o sproporzionata rispetto alla situazione, non è più considerata fisiologica.
L’ansia diventa patologica quando la reazione del soggetto è legata a situazioni ed eventi normalissimi non valutabili come ansiogeni che però generano un malessere eccessivo e tale da invadere la vita lavorativa e relazionale di chi ne soffre.
Quando la paura diventa disturbo d’ansia, corpo e mente attivano dei meccanismi complessi talmente gravosi e limitanti da interferire con la capacità di gestire le normali situazioni della vita.
Il sintomo ansioso è la principale manifestazione della maggior parte delle patologie psichiche, ad esempio delle nevrosi. A prescindere dalle varie forme che può assumere, sul piano somatico l’ansia si manifesta con sintomi acuti: palpitazioni, sudorazione, pallore, brividi, nausea, diarrea, disturbi gastrointestinali, tachicardia, dilatazione pupillare. A livello emotivo genera paura, tensione, angoscia, terrore e panico. L’ansia è qualcosa che nasce dal profondo, da un moto dell’animo. Il sintomo ansioso rappresenta simbolicamente un blocco che deriva da conflitti interiori complessi e radicati. L’energia vitale è compressa, schiacciata da condizionamenti contraddittori e da meccanismi in cui ha avuto una grande influenza la famiglia d’origine e l’atmosfera di precarietà che è alla base del vissuto del soggetto ansioso. Chi soffre d’ansia è bloccato in meccanismi e pensieri ripetitivi, non riesce ad elaborare, perde la lucidità e vede ogni evento e situazione in forma negativa. Quando l’ansioso teme qualcosa tenta di evitare il pericolo per non stare male: tutto ciò che può creare ansia diventa dunque un nemico. Si evitano luoghi e situazioni a cui si attribuisce il disagio e si mette in atto un meccanismo patologico che fa ruotare la vita attorno al sintomo generando conseguenze che accentuano le paure, i timori e l’isolamento.
Una conseguenza molto comune è la somatizzazione; accade spesso che l’ansia non venga percepita come disagio ma che si manifesti come malessere fisico che viene indagato diventando erroneamente la causa del disturbo (come accade, ad esempio, nell’ipocondria). Molte patologie fisiche sono quindi espressione di profondi stati ansiosi che vengono “spostati” sul corpo. Eh... ahimè e veramente dura...

 
 
 

TUTTO E' NEL CUORE.

Post n°1112 pubblicato il 27 Luglio 2013 da scricciolo68lbr
 

Se apri il tuo cuore, se lasci spazio al flusso delle tue emozioni, tutto inizia a scorrere in maniera più semplice e chiara.
I problemi che ti sembravano insormontabili all’improvviso non esistono più.
La chiave per risolvere tutte le tue difficoltà, che si tratti di relazioni difficili, scelte complicate o
crisi esistenziali, è nascosta nel tuo cuore.


(Safi Nidiaye, Usa il Cuore non la Testa)

 
 
 

CRISI COME OCCASIONE DI CRESCITA.

Post n°1111 pubblicato il 27 Giugno 2013 da scricciolo68lbr
 

http://digilander.libero.it/scricciolo68lbr/vita-luce-oltre.jpg

Sono del parere, condivisa da tanti analisti e studiosi di economia, che la crisi sistemica che sta attanagliando l'intera economia globale degli stati, ci lascerà come eredità e sfida l'urgenza di ripensare la nostra relazione con la Terra, affinché, attraverso differenti e più rispettosi modi di produzione e consumo, reinventiamo una forma di vita sociale globale. Per anni abbiamo creduto che la forma migliore di sviluppo fosse quello della crescita materiale, che si esprime attraverso il Prodotto Interno Lordo, la cui dinamica è di essere il più grande possibile, il che implica sfruttamento spietato della natura e generazione di grandi diseguaglianze nazionali e mondiali.  La crescita è imprescindibile perché sta nella logica di ciascun essere vivente, ma invece di crescita/sviluppo dovremmo pensare ad una redistribuzione di quello che è già stato accumulato. Rispetto per la terra e la natura sono concetti imprendibili, quello che si chiama sostenibilità, già approvata dall'ONU con la tematica dei diritti della Terra e della natura. Se noi li rispettassimo, avremmo garantita la sostenibilità, frutto dell’adattamento alla logica della vita. Bisogna superare la visione povera della modernità che vede la terra soltanto come realtà estesa e senza intelligenza. La scienza contemporanea l'ha dimostrato: la Terra non solo alloggia la vita su di lei ma è viva: è un super organismo. Il 22 aprile 2010 l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha approvato la denominazione di Madre Terra. Questo nuovo modo di vedere, ci porterebbe a ridefinire la nostra relazione con lei, non più di sfruttamento ma di uso razionale e di rispetto per la nostra madre. Così l'essere umano non è slegato dalla natura, ma è inserito in essa, nell'Universo. Questa prospettiva ci porta ad assumere la responsabilità per il destino della Madre Terra e dei suoi figli e figlie. Bisogna rivitalizzare il concetto di «spiritualità». Questa è stata delegata alle religioni, mentre è la dimensione del profondo umano universale. La spiritualità sorge quando la coscienza si percepisce come parte del Tutto e intuisce ogni essere e l'universo intero sostenuti e penetrati da una forza potente e amorevole. La spiritualità ci conferisce sentimento di venerazione per la grandezza dell'universo e ci riempie di autostima perché possiamo ammirare, godere e celebrare tutte le cose. Dobbiamo ancora cambiare molto perché tutto questo diventi coscienza collettiva, ma è quello che si deve fare. È quello che deve con forza essere realizzato da ciascuno di noi.

 
 
 

QUELLO CHE SENTIAMO DENTRO.

Post n°1110 pubblicato il 28 Maggio 2013 da scricciolo68lbr
 

Siamo sempre alla ricerca di qualcosa. Tuttavia quel qualcosa non è fuori di noi, ma dentro noi. E' la sorgente della nostra esistenza, quella scintilla divina che arde dentro noi. Se solo le dessimo più ascolto, se solo vivessimo più con il cuore e meno secondo le leggi della mente e della razionalità. Per carità, la mente non è una zavorra, ma non dovrebbe mai prevalere sulle ragioni del cuore. Se glielo permettiamo la nostra vita perde di colore e di vivacità e ci sentiamo spenti, apatici... senza uno scopo!
Al contrario se le ragioni del cuore prevalgono, tutto attorno a noi assume un sapore diverso.

"Sii di nuovo un bambino e non fuggirai da te stesso. Fuggirai in te stesso, questa è la via di chi medita. L'uomo di mondo fugge da se stesso mentre il ricercatore fugge in se stesso per trovare la sorgente della vita, della consapevolezza. E quando scopre la sorgente della vita, egli non ha scoperto solo la fonte della propria vita, egli ha scoperto la fonte della vita dell'universo, del cosmo intero. Un'immensa celebrazione si risveglia in lui. La vita diviene semplicemente una canzone, una danza, momento dopo momento."

Osho

 
 
 

COME UN RAGGIO DI SOLE

Post n°1109 pubblicato il 08 Maggio 2013 da scricciolo68lbr
 

"Ho imparato a non appoggiare lo sguardo sempre nello stesso modo e con gli stessi occhi... ma a saper riconoscere i miei simili e riconoscermi negli altri. A riuscire il più possibile ad essere vergine negli incontri, cercando di comprendere non solo l'altro, ma anche la parte nuova di me alla quale dà vita."

Fabio Volo

 

Gli altri ci aiutano a capire meglio noi stessi, il nostro mondo interiore, solo se abbiamo occhi per vedere e cuore per sentire. Sono occasioni da cogliere, da non lasciarsi sfuggire, senza farci schiacciare da questa fretta, da questa lotta contro il tempo che porta la nostra mente sempre troppo lontana da noi.

In questo periodo la nostra voglia di aprirci aumenta, con l'arrivo della primavera, dei primi raggi di sole. Se solo fosse una vera primavera. Sembra che pure questa sia latitante. Mi vengono in mente queste parole sempre molto attuali:"  La primavera è tornata, il sole ha abbracciato la terra. Presto vedremo i figli del loro amore. Ogni seme, ogni animale si è svegliato. Anche noi siamo stati generati da questa grande forza. Per questo crediamo che anche gli altri uomini e i nostri fratelli animali abbiano il nostro stesso diritto a vivere su questa terra" [Toro Seduto].

 
 
 
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     IL TIBET NASCE LIBERO

  LASCIAMO CHE RESTI TALE

                             i

Le parole.

                       I

Le parole contano
dille piano...
tante volte rimangono
fanno male anche se dette per rabbia
si ricordano
In qualche modo restano.
Le parole, quante volte rimangono
le parole feriscono
le parole ti cambiano
le parole confortano.
Le parole fanno danni invisibili
sono note che aiutano
e che la notte confortano.
                                  i
 
 

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