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Un blog creato da g1b9 il 10/01/2009

Sentimentalmente

Tutto ció che mi dá emozioni....

 
 

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   Nel mio blog utilizzo  immagini trovate sul Web. Alcune siuramente hanno il copyright;  qui sono usate con scopo culturale , divulgativo  e critico, tuttavia toglierò immediatamente l'immagine, qualora questo uso dispiacesse agli autori.

 

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Le charme du rouge..

Post n°3972 pubblicato il 22 Luglio 2018 da g1b9
 

 

Le charme du rouge..

Il rosso è vita, passione, amore, è il rimedio contro la tristezza. Penso che una donna vestita di rosso, soprattutto di sera, sia meravigliosa. È, tra la folla, la perfetta immagine dell’eroina.

Valentino



 
 
 

Da un piacevole imprevisto...una bellissima emozione!

Post n°3971 pubblicato il 21 Luglio 2018 da g1b9
 

 

  Riflettevo, mentre leggevo un libro di Storia dell'Arte americana, come noi Europei, fossimo fortunati ad avere un passato culturale artistico, letterario e via dicendo, unico e incomparabile non solo per ricchezza, ma perchè tutto questo è il substrato su cui sono cresciuti e crescono le nuove leve di artisti,la cui originalità  ha sempre un punto di inizio,là dove è iniziata la loro ispirazione. L'arte d'oltreoceano è diversa, nasce  dall'intimo dell'artista e spesso è solo manualità, bravura in tecniche anche difficili ,ispirazioni psichedeliche, realismo puro, stati d'animo fotografati col pennello nella loro statica emozionale come in Hopper, che amo moltissimo. Tra tanti artisti, ieri ne ho scoperto uno, Maurice Brazil Prendergast, pittore a cavallo dell'ottocento e novecento,un post -impressionista, che dopo aver studiato anche a Parigi con Cezanne e Bonnard, perfezionò una tecnica pittorica ,miscellanea di puntinismo,prospettiva tridimensionale,  luce e forme che si dileguano colla tecnica dell'acquerello in sagome che  esulano dalla statica e paiono muoversi. Vi mostro uno dei suoi acquerelli, esposto al  MET, che mi ha incantato e soprattutto sorpresa.


 
 
 

Come la femminista di fatto Chiara Ferragni ha ribaltato il body shaming contro di lei.

 

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La fashion influencer, fra un selfie e una cena Vip, spesso manda messaggi più femministi di certe delegate per le Pari Opportunità



 

 

Si potevano dire tante cose su quel party, osso succulento per ogni testata perché scrivere di lei garantisce in automatico un'infinità di visualizzazioni, ma il taglio della riflessione dipende invece dal giornale e dai giornalisti, e ti dice che tipo di stampa hai di fronte. Tipo una riflessione sulla libertà delle giovani coppie (finalmente!) con lei che parte e lui che fa il papà, teneramente a casa, per esempio? Oppure parlare di lusso e di moda, di cosa succede quando due imperi della comunicazione diventano una coppia. O di come lei abbia risposto ai primi commenti su un abito troppo aderente che mostrava vaghe tracce di pancia (vaghe, vaghissime!) con la serenità di rivendicare di avere avuto un figlio solo 4 mesi fa. O ancora, un pezzo su tutti i messaggi positivi che riesce a mandare, dall'amore per i cani all'autostima, spesso dedicati alle più giovani. Perché la Ferragni, fra un selfie e una cena Vip, spesso manda messaggi più femministi di certe delegate per le Pari Opportunità, e di sicuro più letti.

Invece niente da fare, la giornalista ha preferito scrivere un articolo in perfetto stile primi Anni 90, questionando sul nuovo colore di capelli della futura sposa, sottolineando come fosse una colpa che non ha ancora perso gli ultimi 5 kg guadagnati con la gravidanza. "Li ostenta felice" scrive, confermando quanto è dura a morire l'idea di molte giornaliste di moda che le donne che non sono stecchini debbano – come minimo – vergognarsi e nascondersi.

La Ferragni per fortuna non è tipo da farsi mettere in crisi da una di quelle che con tutta probabilità durante le sfilate le siede alle spalle guardandola in cagnesco, e le sono bastati due screenshot nelle stories di Instagram per rispedire tutto al mittente, e costringendo il Corriere a cambiare tre titoli in poche ore.

Una mia amica, un'insider scappata proprio dal mondo delle grandi testate di fashion, mi ha detto che molte giornaliste di moda vedono le blogger col fumo negli occhi, perché da quando hanno preso piede, sono le più invitate alle sfilate, amatissime da sponsor e grandi brand anche perché – a differenza di coloro che hanno un tesserino che le vincola a regole e deontologia, spesso le blogger accettano merce in cambio di pubblicità e il mercato si sa, a queste cose è sensibilissimo. A seguire pare che questo inventarsi esperte di un settore abbia assai danneggiato il mercato, abbassando la qualità del lavoro di tutti e diminuendo i cachet. Insomma fin qui tutto bene, sono una blogger che ha grande rispetto e stima del mestiere di giornalista, due mestieri diversi per compiti e responsabilità, differenza che dovrebbero tenere marcata forte e chiara i direttori delle testate prima di tutto, e subito dopo chi scrive. Dobbiamo essere tutti consapevoli di ciò che facciamo con la tastiera e che il punto in comune fra professionisti e blogger è che la scrittura ha un impatto forte su chi legge, e il mondo è pieno di persone fragili, semplici o suggestionabili. Sta alle nostre coscienze ricordarcelo in ogni riga che andiamo a pubblicare, prima di ogni dato, click o applauso facile.

E il problema per me è tutto lì: la moda da sempre è un settore fortemente responsabile dell'impatto che l'immagine delle donne rappresentate ha sulla salute delle donne reali, soprattutto le più giovani: disturbi alimentari, di autostima, di percezione di sé, eccetera. Ci sono voluti anni per arrivare a parlare di questo, e squarciare il velo di omertà che case di moda e giornali tenevano sull'argomento e oggi, dopo che perfino le grandi testate internazionali come Vogue hanno avuto il coraggio di nominare questi aspetti e che la storiella della perfezione richiesta alle donne è crollata, non è accettabile avere una giornalista che fa "body shaming" da un sito di uno dei più autorevoli quotidiani italiani.

Viceversa, la cosiddetta blogger tanto denigrata e sempre trattata come l'autodidatta mai cresciuta (anche se è CEO della sua azienda, per dirne una) incassa e risponde in difesa della dignità sua, delle sue amiche e di ogni corpo di ragazza, dando contestualmente una gran lezione – di stile, ma non solo - a una delle tante "signore dei giornali di moda" che ancora non hanno capito che i tempi in cui dalle loro scrivanie potevano lanciare strali, dando pagelle ad abiti e corpi altrui, sono finiti.
Per fortuna.

 Michela Pagarini

 
 
 

Imparami a memoria...

Post n°3969 pubblicato il 19 Luglio 2018 da g1b9
 

 

Abbiamo bisogno di qualcuno che ci conosca a memoria e ci impari a memoria. Qualcuno che sappia che quando fuori il cielo è pieno di nuvole preferiamo rimanere in casa,magari a leggere, guardare la TV, aprire e chiudere il frigofero e magari lasciarci tentare da qualcosa, e- perchè no? -coccolarci un po'..Abbiamo bisogno di qualcuno che sappia dove inizia e dove finisce il nostro sorriso, qualcuno che conosca il nostro colore preferito, il cibo che amiamo e persino le cose che odiamo di più. Abbiamo bisogno di  sentire che apparteniamo a qualcuno, che si interessa a noi, che si preoccupa per noi. Ognuno di noi è complicato, ma come ogni cassaforte ha la sua combinazione, ogni sistema la sua colonna portante, la sua chiave di volta, così anche noi abbiamo delle chiavi che ci aprono a quel lasciarci andare, a farci conoscere, che ci lasciano essere noi. Per tutto questo abbiamo bisogno di qualcuno che ci impari a memoria, che ci conosca  come conosce se stesso..




 
 
 

1461 giorni senza di te...

Post n°3968 pubblicato il 18 Luglio 2018 da g1b9
 

 

1461 giorni senza di te...


Quell'uomo, quel mio unico uomo, mi dormiva vicino vicino, lui e la sua vita.Il battito del suo cuore contro il  mio suonava l'armonia  , mai una nota stonata. Non mi insegnava nulla di quello che si può fare a parole. Mi faceva respirare, mi alitava vita, lui era l'uragano del mio mondo, del quale ero il centro, dove svegliava le mie tempeste,  aprendo con un sorriso , con un bacio il mio occhio del ciclone.

 

 
 
 
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RELATHIONSHIP

Don't let someone become a priority in your life , when you are an  optional in their life... Relationships work best when they are balanced.

 

 

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