TARTARUGHE

...tutto ciò che ha a che fare con le tartarughe...

 
 

NOTA

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Non sono un veterinario e questo è un Blog Amatoriale, pertanto, malgrado la cura posta nella raccolta del materiale, non posso assumermi la responsabilità totale delle informazioni riportate. In caso di seri problemi riguardanti la salute delle tartarughe, consiglio sempre e comunque di rivolgersi a persone qualificate e competenti.
Inoltre, molto del materiale presente è frutto di ricerche sul web, pertanto esiste la possibilità che nel blog siano state pubblicate foto o testi senza il consenso dell'autore o proprietario del diritto.
Se questo dovesse avvenire, vi chiedo gentilmente di contattarmi e in breve tempo verrà rimosso tutto il materiale non autorizzato.
Per informazioni o segnalazioni:
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La tartaruga di MARIKA

 

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LE TARTARUGHE NON SONO GIOCATTOLI

 

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SOCI

1-CHIARA CAVALLIERI
2- ANDREA BRIGNOLI
3-RICCARDO AZZARONI
4-MASSIMO MIGNANI
5-LAURA PES
6-STEFANIA TORTORIELLO
7-GIUSEPPE SANNA
8-MIRKO VIGANO'
9-ALESSANDRA FEDELE
10-ANTONELLA TIRITIELLO
11-VINCENZO PALMIERO
12-VINCENZO POTI
13-CRISTIANO BOSETTI
14-CRISTIANO AMETRANO
15-NIRIA MOROSO
16-ALESSIA A.SCIORTINO
17-ALESSIO DE NARDI
18-LETIZIA FRASSI
19-SABINA LONI
20- NICOLA MAFFEI
21-DAVIDE MAFFEI
22-MARIANGELA CAPUTO
23-VIVIANA VERRILLO
24-PASQUALE TATARANNI
25-DAMIAN DE VRIES
26- IVANA RUSSO
27-GIUSY PRECISANO
28-FRANCESCA BRAGHESE
29- CARMELA MAGNO
30-LUIGI MENOZZI
31-SILVIA MAZZUCCO
32-STEFANIA BARBIERI
33-GHERY PRUSCINI PASQUINI
34-ALESSANDRA GRAUX
35-LUISA GUCCIONE
36-FRANCESCA LONGO
37-VENNERI MICHELE
38-ELIA ASTORINO
39-MARTINA GIUSTI
40-MARTA CICCHELLI
41-LAURA GIUSTI
42-CLAUDIO SIMBULA

 

...SOCI

43- FEDERICO VINATTIERI
44- ALESSIA BERTO
45- MARIA CONTE
46- PATRIZIA MARRA
47- GIOVANNA GRIECO
48- FRANCESCO VANACORE
49- MARCO BALDESSARI
50- FRANCESCO MARTELLA
51- NIRVANA GRANATA
52- ALESSANDRO TOTH
53- LORENZO LOPEZ
54- EMILIO TORCHIA
55- MAURO ALBORGHETTI
56- MANUELA GATTI
57- FRANCESCA CATANESE
58- ANNA BARONE
59- LUCIO VAGLIVIELLO
60- ANNIKA FABBIAN
61- FABRIZIO GORACCI
62- MICHELE VITE
63- PAOLA FRANCAVILLA
64- FRANCESCA SORBELLO
65- GIULIA SBARRA
66- ANTONELLA MARRA
67- MANUELA SANNA
68- GABRIELE BERNARDI
69- GRANDI GIORGIO
70- CRISTINA RIGOSELLI
71- DANIELE COLOMBO
72- ALESSIA PINTOSSI
73- CLAUDIA ARDIA
74- NICOLO' FAVA
75- FILIPPO PILI
76- DORIANO CANGI
77- BRENCIO FRANCESCO
78- ALESSIO REGINA
79- ELISA GIORDANI
80- MARTINA CAPPELLETTI
81- SILVIO SAN
82- ANTONIO RAIMONDI
83- CHIARA CALOI
84- LUCIANO LOVENTRE
85- MARIKA CARLINI
86- PAOLA CARRARO
87- ROBERTA MERLINI
88- ANTONIO DANESE
89- ANGELO CASTRO
90- FRANCESCA FACCHIN

 

...SOCI!

91- DONATELLA SATALINO
92- VIRGINIA DI TOMMASO
93- LUCA BRUNET
94- ANTONIO CARLUCCI
95- CRISTINA CARUSO
96- DAVIDE CARATELLI
97- GIUSEPPE LOIACONO
98- JESSICA CAPUTO
99- MARA ZANCHETTI
100- GIANLUIGI ROSSINI
101- PAOLO BERGERETTI
102- SILVANA BONINO
103- MASSIMO PERISSINOTTO
104- GIULIA ZANINI
105- DANIELE SARTORI
106- SARA PACETTA
107- PATRIZIO DE SIMONI
108- LUANA MANZO
109- CARMELO BONGIOVANNI
110-  MARIBEL CANTOS

 

 

IL BRANCO

immagine5 Testudo Hermanni :
- Mucca
- Pollo
- Zecca
- Toro
- Mosca


immagine5 Trachemys Scripta :
 - Piranha
 - Barracuda
 - Squalo
 - Orca
 - Murena

 

 

 

LE MIE BELVE

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Messaggi di Aprile 2006

LE MIE FOTO

Post n°149 pubblicato il 28 Aprile 2006 da G_ietta
 
Foto di G_ietta

IL MIO TERRARIO

 
 
 

LE MIE FOTO

Post n°148 pubblicato il 28 Aprile 2006 da G_ietta
 
Foto di G_ietta

IL MIO TERRARIO

1- lattuga
2- Pollo (?)
3- erba stella
4- osso di seppia (che poi ho eliminato)
5- sassi piatti
6- ciotola per l'acqua
7- foglie secche
8- denti di cane
9- casetta di riparo
10- margherite, violette ed erba selvatica
11- rete anti-uccelli

 
 
 

USCITA DAL LETARGO

Post n°147 pubblicato il 28 Aprile 2006 da G_ietta
 
Tag: LETARGO
Foto di G_ietta

Introduzione:
A causa del clima europeo, le Testudo ogni anno rimangono sotto terra alcuni mesi per il riposo invernale. In cattività, l'uscita dal letargo rappresenta spesso una fase critica della loro vita. Un buon risveglio dipende dallo stato generale dell'animale e dalla qualità dell'allevamento (alimentazione varia e naturale, esposizione al sole, vasti spazi,…). La data del risveglio dipende, infine, dalla zona in cui vivono le tartarughe (durata dell'inverno, temperatura, umidità,…).

1. Specie interessate:

  • Testudo hermanni hermannni (Testuggine di Hermann, sottospecie occidentale)
  • Testudo hermanni boettgeri (Testuggine di Hermann, sottospecie orientale)
  • Testudo marginata (Testuggine marginata, Grecia, Sardegna)
  • Testudo graeca ibera (Testuggine greca della Turchia + Nord della Grecia)
  • Testudo (Agrionemys) horsfieldii (Testuggine delle steppe, Nord Pakistan, Afghanistan, Iran, URSS meridionale)

    2. Metabolismo:
    Le tartarughe sono animali eterotermi: per loro fisiologia, dipendono dalla temperatura dell'ambiente e vi si adeguano. Certi meccanismi non possono aver luogo (come la digestione) se la temperatura non ha raggiunto un determinato livello. Le Testudo vanno in letargo in inverno proprio per le temperature troppo basse. In questa fase, il loro metabolismo risulta fortemente rallentato e devono quindi far ricorso alle loro riserve di glucidi, lipidi e proteine. Anche se questa tappa rimane alquanto delicata, è preferibile far rispettare questa pausa annuale.

    3. Uscita dal letargo - procedure:

  • Quando la temperatura aumenta significativamente (sopra i 10°C) e in maniera duratura, è ora di monitorare attivamente le tartarughe in quanto si stanno risvegliando dal loro letargo. Dal momento in cui riacquistano una motilità soddisfacente, si consiglia di far fare loro un bagno in acqua a temperatura ambiente o leggermente tiepida (fate attenzione agli sbalzi termici!) per tutta la prima settimana (3 bagni da 10 min l'uno).
  • Questa procedura deve avere la priorità assoluta, ancor prima di preoccuparsi della ripresa della loro alimentazione. Infatti consente all'animale di reidratarsi e di eliminare le tossine che possono essersi accumulate durante il letargo.
  • La temperatura non è ancora sufficientemente elevata per permettere al sistema digestivo di funzionare regolarmente.
  • Il processo di risveglio dell'orologio biologico dura solitamente circa una settimana, a seconda della specie e delle condizioni climatiche. Potrete riprendere l’alimentazione circa due settimane più tardi. Se l’animale non riesce ad alimentarsi dopo questo periodo, è opportuno consultare un veterinario per interrompere la fase di anoressia (reidratazione ed alimentazione forzate).

    4. Caso specifico: l’ibernazione artificiale
    Per coloro che praticano l'ibernazione artificiale (in cantine, grotte, celle frigorifere,…), valgono le stesse precauzioni: l'uscita dal letargo deve avvenire per fasi, risvegliando le tartarughe gradualmente aumentando la temperatura.

    5. Verifiche all'uscita dal letargo: confrontatela con l'ultima rilevazione effettuata prima del letargo

  • Pesatura:
  • Esame dei tessuti: presenza di ascessi, di piaghe (dovute all'umidità), di lesioni dovute al gelo, di morsi (roditori)
  • Esame del carapace: morsi, perforazioni, infezioni (roditori)
  • Esame della cloaca: infiammazione, odore forte (consultare un veterinario)
  • Esame della testa: rigonfiamento dell'orecchio interno (otite), impossibilità di aprire il becco, presenza di muco in bocca (herpes)
  • Esame degli occhi: rigonfiamenti, palpebre incollate, pellicola bianca tra l'occhio e la palpebra
  • Esame delle narici: abbondante scolo nasale, attenzione all'infezione, isolate e curate l'animale.

    Notate bene: una delle cause principali di morte all'uscita di questo lungo riposo invernale è dovuta alla presenza di alimenti nello stomaco e negli intestini (intossicazione), conseguenza di una cattiva preparazione nella fase di entrata in letargo (assenza di bagni, alimentazione prolungata artificialmente).

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    Post N° 146

    Post n°146 pubblicato il 28 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    L´ASSOCIATION DES AMIS DES TORTUES DE MIDI-PYRENEES
    (Association sans but lucratif, loi 1901)

    Questa associazione è stata creata da un gruppo di appassionati della regione di Tolosa con lo scopo di riunire le persone interessate all'allevamento in cattività delle tartarughe sia terrestri che acquatiche.

    Si propone di realizzare:
    • L’organizzazione di manifestazioni regionali
    • La realizzazione di un documento periodico per i suoi membri (schede sanitarie, l'allevamento in cattività, la gestione di un parco, la riproduzione, la deposizione delle uova, l'incubazione, il letargo, le malattie ricorrenti e la loro cura...).

    I suoi scopi:
    • Favorire l'osservazione, i gruppi di studio, l'allevamento, la riproduzione e le cure delle tartarughe terrestri e acquatiche.
    • Costituire un punto di collegamento tra gli enti pubblici e i veterinari dei Midi-Pyrénées per mantenersi informati sulle legislazione in vigore, la richiesta del «certificat de capacité»…
    • L’AATMP è membro della FFEPT (Fédération Francophone pour l’Elevage et la Protection des Tortues)
    • Di condividere tra i soci i diversi punti di vista e i metodi di allevamento e di riproduzione in cattività.
    • Di attivarsi affinché cessi la cattura di animali in natura e si sviluppi lo scambio di tartarughe nate in cattività.
    • Questi obiettivi potranno essere sviluppati e raggiunti solo se numerosi.

    Président: Laurent Lesueur
    Vice-Président:
    Thierry Gagliano
    Trésorier:
    Georges Peyssou
    Secrétaire:
    Ludovic Filhol

     
     
     

    Post N° 145

    Post n°145 pubblicato il 28 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Tag: SALUTE
    Foto di G_ietta

    Prolasso del pene
    Il prolasso del pene consiste nell'abbassamento e fuoriuscita parziale o totale del pene dalla sua apertura naturale a causa del rilassamento dei muscoli di sostegno. Alcuni fattori che possono determinare questa condizione sono: l'osteodistrofia nutrizionale, le infezioni batteriche, le infezioni da parassiti, le infezioni fungine, la costipazione, una generale debilitazione, problemi della libido. Nel caso di prolassi recenti, non traumatizzati e non infetti il medico può tentare la riduzione manuale e la cura farmacologica, altrimenti si rende necessario un
    intervento chirurgico di amputazione sotto anestesia generale.


     
     
     

    PRIMI SOCCORSI

    Post n°144 pubblicato il 28 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Tag: SALUTE
    Foto di G_ietta

    Lesioni traumatiche dello scudo
    Le lesioni traumatiche del carapace o del piastrone sono relativamente frequenti, causate soprattutto dagli attacchi di altri animali. Il pronto soccorso consiste nel lavare la ferita con acqua corrente o acqua ossigenata, tamponare l'emorragia e portare immediatamente l'animale dal Veterinario. Il trattamento è chirurgico. Nella foto si può osservare una lesione del carapace e della massa muscolare pelvica causata dal morso di un cane.

     
     
     

    PARASSITI

    Post n°143 pubblicato il 28 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Tag: SALUTE
    Foto di G_ietta

    PARASSITOSI INTESTINALI
    -
    Ascaridi, Ossiuridi e Tenie
    Gli ascaridi e gli ossiuridi sono comuni parassiti delle testuggini; può quindi essere necessaria una sverminatura periodica. Gli esemplari affetti spesso non mostrano alcun sintomo, ma quelli con molti parassiti hanno anoressia, vomito con presenza di parassiti ed occasionalmente ostruzione intestinale, diarrea, enterite. L'infestazione da tenia generalmente non si riscontra negli animali erbivori.

    ECTOPARASSITOSI
    -Infestazione da zecche
    Abbastanza rara, avviene nel caso di convivenza con altri animali infestati. Le zecche vanno asportate manualmente o mediante l'applicazione di una soluzione disinfestante opportunamente dosata.
    -Infestazione da larve di mosche
    Si verifica di solito come problema secondario ad una patologia quale un trauma o una cloacite. Le larve vanno rimosse manualmente e la zona va disinfettata e curata.

    (in foto: parassiti intestinali)

     
     
     

    AFFEZIONI NUTRIZIONALE

    Post n°142 pubblicato il 28 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    -Dieta iperproteica durante la crescita
    Le giovani testuggini alimentate con diete iperproteiche come ad esempio in eccesso di fagioli o carne mostrano spesso un'alterazione della crescita. Ciò determina un anormale sviluppo del carapace che si presenta "soffice", con scudi "a piramide" e dimensioni sproporzionate degli arti e del carapace stesso. Nei casi estremi si presenta una anomala pigmentazione chiara del carapace. Questa patologia è spesso irreversibile.
    -Deficienza di vitamina A
    E' relativamente comune nelle tartarughe d'acqua. Si manifesta in metaplasia e degenerazione della superfici epiteliali come congiuntiva, gengiva, dotti pancreatici, tubuli renali, pelle ed alveoli polmonari. Segni clinici della malattia sono: congiuntivite, edema palpebrale con occhi semi chiusi, pelle squamosa, rinite, stomatite necrotica, ittero, problemi respiratori, problemi renali. A causa del ruolo essenziale della vit. A nella dieta è consigliabile garantirne un costante apporto in basse quantità.
    -Deficienza di vitamina D3 e osteodistrofia nutrizionale
    E' comune alle tartarughe di acqua e di terra, risultato di un inadeguato apporto di minerali e vitamine nella dieta. Fattori predisponenti sono: alimentazione di sola lattuga; dieta iperproteica e carente in calcio; uso di fonti luminose artificiali inappropriate che diminuiscono l'attivazione della vit. D3. I segni della malattia sono differenti per le due categorie. Le testuggini presentano: crescita ridotta del carapace rispetto a testa ed arti, scudi piramidali, piastrone soffice, debolezza e deformità degli arti. Le tartarughe d'acqua presentano il carapace soffice tanto da poter essere compresso fra le dita. Trattamento: farmacologico di integrazione della vitamina mancante e correzione della dieta.
    -Deficienza di iodio
    Si ha nelle diete carenti in iodio o nelle diete in eccesso di cavoli. I sintomi includono: letargia, debolezza, gozzo, edema. Trattamento: farmacologico e correzione della dieta (apporto di acqua ricca di iodio).
    -Steatite
    E' un accumulo di grasso nei tessuti con loro alterazione. Si verifica nelle diete eccessivamente ricche di grassi, che includono ad esempio cibo per cani o gatti, formaggi, latticini, pesce, inopporune per le specie erbivore, da somministrare con cautela anche in quelle onnivore o carnivore. I sintomi sono: obesità, presenza di grosse masse di grasso palpabili nella fossa inguinale ed ascellare, ittero/epatite per accumuli di grasso nel fegato. Trattamento: farmacologico e correzione della dieta.
    -Gotta viscerale e articolare
    E' un accumulo di urati cristallizzati a livello dei vari tessuti e delle articolazioni dovuto a danni renali e favorito da dieta molto ricca in proteine, disidratazione e carenza di vit. A, o utilizzazione di farmaci in grado di danneggiare i reni. Mentre la gotta viscerale è di difficile rilievo e spesso è diagnosticata alla autopsia, causando disturbi diversi a seconda del o degli organi colpiti, la gotta articolare si sospetta facilmente qualora vengano rilevati ingrossamenti a livello delle articolazioni o in altre parti delle zampe con difficoltà di movimento. Il trattamento è farmacologico ma i risultati sono in genere scarsi.

    (in foto l'immagine di uno sviluppo anomalo causato da un dieta iperproteica)

     
     
     

    LEGGI

    Post n°141 pubblicato il 28 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    La detenzione ed il commercio dei rettili in italia sono regolamentati dalla Convenzione di Berna, dalla Convenzione di Washington, e dal D.M.19 aprile 1996 e loro successive modifiche. La Convenzione di Berna è stata ratificata con la legge n.503 del 5 agosto 1981 ed ha lo scopo di assicurare la conservazione della flora e della fauna selvatica e dei loro habitats naturali. Secondo questa convenzione, ogni Stato deve adottare opportune leggi per la salvaguardia delle specie di flora e fauna elencate nei tre allegati annessi alla convenzione stessa; in particolare sarebbero vietati qualsiasi forma di cattura, di detenzione, di uccisione, il deterioramento e la distruzione, la raccolta di uova, la detenzione ed il commercio di tutte le specie specificate negli allegati; la Convenzione di Washington è conosciuta con la sigla C.I.T.E.S. (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora), firmata dai paesi della CEE a cui l'Italia ha aderito con la legge n. 874 del 19 dicembre 1975 (G.U.R.I. n.48 del 24 febbraio 1976), prevede le relative sanzioni emanando le norme attuative con la legge n.150 del 7 febbraio 1992 (G.U.R.I. n.44 del 22 febbraio 1992) e successive modifiche (D.L. n.2 del 12 gennaio 1993, G.U.R.I. n.8 del 12 gennaio 1993; legge n.59 del 13 marzo 1993, G.U.R.I. n.60 del 13 marzo 1993); il D.M. 19 aprile 96 fornisce l'elenco delle specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l'incolumità pubblica e di cui è proibita la detenzione ed il commercio.

     
     
     

    UN RIPASSO

    Post n°138 pubblicato il 27 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    Le testuggini terrestri sono i rettili più conosciuti e contemporaneamente più minacciati dall'uomo. Da epoche antichissime esse vengono catturate in grandi quantità per essere inviate nei paesi settentrionali, non solo per esservi allevate quali animali d'appartamento (dove frequentemente muoiono in breve tempo) ma anche per essere destinati al settore culinario. Il risultato di questa caccia sfrenata è la costante riduzione del numero delle testuggini viventi nelle loro zone d'origine; nelle località turisticamente più sfruttate questi animali sono addirittura completamente scomparsi.
    La testuggine comune è diffusa nell'Europa meridionale, nella Penisola Balcanica e nella Romania sud-orientale. Se ne riconoscono 3 sottospecie: T. hermanni hermanni, T. hermanni boettgeri e T. hermanni peloponnesica. La Puglia è stata in passato una roccaforte della tartaruga di Hermann, almeno fino a quando i turisti italiani e stranieri hanno acquistato ed esportato illegalmente numerosi esemplari.
    I maschi adulti misurano tra i 12 ed i 16,5 centimetri e le femmine tra i 13 ed i 19 centimetri (lunghezza riferita al carapace tra il margine anteriore e quello posteriore in linea retta senza tener conto della curvatura). L'alimentazione di natura vegetale è costituita da foglie, teneri germogli, erbe varie e frutti. Quando capita, non disdegna né le carogne di animali, né gli escrementi, né gli invertebrati dai movimenti lenti.
    La testuggine comune frequenta le località asciutte delle pianure e delle zone collinari mediterranee, spesso in vicinanza del mare. La quiescenza invernale nelle regioni settentrionali inizia a ottobre e termina a marzo, mentre nelle regioni più meridionali inizia più tardi e termina prima. Le uova vengono deposte nel periodo compreso fra aprile e giugno; sono bianche, sferiche, misurano mediamente 40 millimetri di diametro, pesano circa 10 grammi e possiedono un rivestimento duro. Le femmine depongono le uova nel terreno e le seppelliscono; piccoli nascono dopo 8-12 settimane e misurano 4 centimetri.

     
     
     

    LA SPERATURA

    Post n°135 pubblicato il 27 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    La speratura e' la tecnica che serve per vedere se le uova sono fecondate.
    Consiste nel far attraversare l'uovo da una luce concentrata al fine di verificare se l'uovo contiene un embrione in sviluppo.
    La speratura puo' avvenire spostando l'uovo (mettendolo cioe' fra chi guarda e una fonte di luce) oppure senza spostare l'uovo (vale a dire mettendo una fonte di luce al di la' dell'uovo in visione). Attualmente negli allevamenti con tante uova oppure  quando e' preferibile non
    ruotare le uova (come accade con le uova delle tartarughe) si preferisce tenere l'uovo fermo.
     

     
     
     

    ACQUISTO

    Post n°134 pubblicato il 26 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    Le tartarughe sono sicuramente tra gli animali preferiti dagli allevatori di rettili. Nonostante le numerose leggi che ne regolano il commercio e l'importatione in Italia circolano un notevole numero di esemplari sia legalmente riconosciuti che no. La loro diffusione tra gli allevatori e' dovuta soprattutto al loro comportamento docile e al loro aspetto simpatico, nonostante sia comunque impegnativo il loro allevamento. Prima dell' acquisto e' necessario tenere in considerazione che la loro cura richiede molta pazienza e impegno (anche economico) per potergli garantire una vita dignitosa per tutta la loro esistenza (sono molto longeve!!). Bisogna valutare se si e' in grado di fornire loro tutte le strutture necessarie per creargli un habitat simile a quello naturale (scordatevi di metterle in una vaschetta di plastica !!!) e nel rispetto delle loro necessita'. Le specie di tartarughine acquatiche presenti sono molte e al momento dell' acquisto e' preferibile, per novelli allevatori, indirizzarsi su specie di facile allevamento.Una volta valutati bene questi elementi si puo' acquistare una tartaruga tenendo presente al momento dell' acquisto:
    - Lo stato di salute:
       - il carapace deve essere duro al tatto e senza crepe o macchie bianche sintomo di funghi
       - la pelle non deve presentare ferite, escoriazioni o infiammazioni
       - gli occhi devono essere ben aperti, senza tumefazioni o mucose
       - non deve essere troppo magro o grasso
       - chiedete di poterle dare da mangiare per vedere l' appetenza
    - Vivacita' e riflessi:
       - se viene stuzzicata deve ritirare prontamente le zampe
       - se viene girata sul dorso si deve prontamente rigirare
       - sceglietene una vivace che nuota e si distingue dalle altre ammassate e apatiche
    Verificate tutto cio' prima dell' acquisto, il rivenditore dovrebbe permettervelo (e' un vostro diritto acquistare un individuo sano) e se passa "indenne" la vostra visita allora e' pronta per essere portata a casa e messa nell' acquaterrario che va allestito prima dell' acquisto per poter valutare eventuali inconvenienti e controlare che tutti i parametri di gestione siano corretti.

     
     
     

    LE MIE FOTO

    Post n°133 pubblicato il 24 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    Marzo 2006

    POLLO APPENA SVEGLIO DAL LETARGO

     
     
     

    DISORDINI DIETETICI IN CATTIVITA'

    Post n°132 pubblicato il 24 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    Diversamente Testudo hermanni si dimostra, in cattività, un animale fortemente opportunista e poco specializzato dal punto di vista alimentare, arrivando ad accettare tutto quanto di commestibile le viene offerto.
    L’abitudine ad assecondare questa tendenza porta a gravissime conseguenze per la loro salute: gran parte dei decessi occorsi in esemplari detenuti presso privati o giardini zoologici possono essere attribuiti ad un regime alimentare inadeguato, come hanno dimostrato alcuni studi effettuati in Inghilterra (rilevati da Rosskopf, 1981). La regolare somministrazione di elevati tenori di proteine animali causa sforzo renale, danni epatici, deformazioni alla corazza e può portare nel giro di alcuni anni al decesso.
    Le gravi deformazioni alla corazza osservabili in alcuni esemplari nati in cattività, sono anch’esse collegate a disordini alimentari, ed in particolare all’interferenza di alcuni alimenti con l’assimilazione del calcio:

    • il cavolo, gli spinaci e la barbabietola (fam. Chenopodiaceae, Brassicaceae) contengono elevati livelli di acido ossalico che inibisce direttamente il fissaggio del calcio nelle ossa;
       
    • la carne e i prodotti di origine animale possiedono un rapporto Calcio/fosforo fortemente sbilanciato a sfavore del calcio, ciò diminuisce la portata del calcio disponibile;
       
    • fagioli e piselli, pur essendo verdure, sono molto alti in proteine e quindi l’utilizzo regolare nella dieta è sconsigliato;
       
    • alimenti ad alto contenuto di carboidrati, come il pane, la pasta e frutta promuovono una crescita eccessivamente rapida esponendo gli animali a problemi di salute anche gravi.
       
    • il latte e il formaggio sono due autentici veleni per le tartarughe: poiché non possiedono gli enzimi per digerirli, essi fermentano al loro interno.

    Tutti gli alimenti sopra elencati andrebbero eliminati dalla dieta in cattività.
    I giovani di Testudo hermanni sembrano particolarmente portati a soffrire dei sintomi della Malattia ossea metabolica (MOM), dovuta a carenza di calcio nella dieta o alla mancata esposizione ai raggi del sole (raggi uv-b) e, da alcune osservazioni, sembra più di Testudo marginata e Testudo graeca graeca.
    E’ quindi consigliabile l’utilizzo per gli animali in crescita di un supplemento dietetico di carbonato di calcio da spargere sul cibo anche su base quotidiana
    .

     
     
     

    RICONOSCIMENTO DELLE SPECIE VEGETALI PIU' COMUNI

    Post n°131 pubblicato il 24 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    Il dover nutrire le testuggini in maniera regolare comporta problemi logistici, economici ed organizzativi. Dall’alimentazione, adatta o meno per quella specie, origina una buona parte delle problematiche di salute dei nostri animali, si pensi a quegli esemplari nutriti con alimenti iperproteici (crocchette, carne e piante leguminose in eccesso) che sviluppano carapaci  deformi e conseguenti difficoltà per una vita normale.
    Il problema principale è che la testuggine erbivora si nutre di piante e di pochissime altre cose (di solito abbastanza disgustose come escrementi, piccole carogne ecc.ecc.) ma se il 95% della dieta in natura è costituito da vegetali dobbiamo fornire in cattività più o meno lo stesso tipo di dieta con le stesse proporzioni di piante e le stesse specie. Per semplificare molto i fabbisogni nutritivi dei nostri rettili immaginiamoli  come delle attempate signore in perenne rischio di osteoporosi che debbono continuamente rifornirsi di CALCIO, un elemento base per la formazione e la buona salute delle ossa, microelementi e vitamine.
    Sconsiglio vivamente di affidarsi alla classica “insalata”(leggi lattuga da serra) reperibile in commercio per vari ordini di motivi:
    a) Ciclo di coltivazione in serra breve (40-70gg) e “pompato” da concimi azotati;
    b) Trattamenti erbicidi, insetticidi e fungicidi nelle serre di coltivazione con rischi di residui altissimi, le tartarughe sono sensibilissime agli agenti chimici;
    c) Costo elevato di un tale tipo di dieta;
    d) Rapporto calcio/fosforo sbilanciato o nel migliore dei casi neutro e quasi totale assenza di fibre, vitamine e microelementi;
    Se proprio non abbiamo tempo o voglia di fornire una dieta varia cerchiamo di utilizzare la  cicoria catalogna, cime di rapa, radicchio, indivie ecc. ecc.
    Personalmente fornisco ai miei animali una dieta più varia possibile utilizzando le erbe selvatiche che trovo in giardino e nei dintorni di casa, evito di raccogliere quelle sul ciglio della strada perché potrebbero accumulare metalli pesanti in quantità dannose.
    Per fare un esempio si può guardare lo schema che segue e rendersi conto di cosa veramente si da ai propri animali quando si fanno determinate scelte. Si consideri sempre la quantità dell’alimento pari ad un Kilogrammo:
    CICORIA:
    -calcio:997 mg
    -fosforo:470 mg
    -fibra:40 g
    TARASSACO:
    -calcio:1875 mg
    -fosforo:660 mg
    -fibra:34 g
    PALE DI OPUNTIA:
    -calcio:1631 mg
    -fosforo:170 mg
    -fibra:23 g
    FOGLIE DI VITE:
    -calcio:3634 mg
    -fosforo:911 mg
    -fibra:110 g
    POMODORI MATURI:
    -calcio:10 mg
    -fosforo:240 mg
    -fibra:11 g
    ROMANA:
    -calcio:360 mg
    -fosforo:451 mg
    -fibra:24 g
    Si vede benissimo come i primi quattro alimenti che di solitole tartarughe trovano in natura senza problemi abbiano rapporti calcio/fosforo sempre a favore del calcio e considerevoli quantità di fibra. Gli ultimi due che sono pomodori e lattuga romana sono molto sbilanciati e non dico che dovrebbero essere evitati ma almeno dati una tantum per non creare disordini nutrizionali.

    Fonte: Tarta Club Italia

     
     
     

    LE MIE FOTO

    Post n°130 pubblicato il 22 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    D'accordo che lo sviluppo sessuale lo raggiungono verso i 4 anni, d'accordo che, sempre verso i 4 anni, si è in grado di distignuere il sesso degli esemplari...ma dopo questa non so più che dire...
    Oh Dio...una mezza idea me la sono fatta...
    sentiranno la primavera...
    o si tratta del primo caso di Tartarughe iper-precoci...



     
     
     

    LE MIE FOTO

    Post n°129 pubblicato il 22 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    POLLO e un gigantesco... pomodorino....

     
     
     

    LE MIE FOTO

    Post n°128 pubblicato il 22 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    MUCCA
    (è la mia preferita; più grossa, più pigra e più fotogenica!)

     
     
     

    LE MIE FOTO

    Post n°127 pubblicato il 22 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

    MUCCA & POLLO

     
     
     

    Post N° 126

    Post n°126 pubblicato il 22 Aprile 2006 da G_ietta
     
    Foto di G_ietta

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    CHE COS'E' LA CITES



    La CITES è la convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione
    (CITES= Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora), firmata a Washington il 3 marzo 1973 (e per questo conosciuta in Europa anche come "Convenzione di Washington") è un trattato internazionale applicato in più di 130 Paesi del Mondo. Il suo scopo è di disciplinare il commercio internazionale di specie animali e vegetali affinché questo non ne minacci la sopravvivenza.
    www.corpoforestale.it

    L'Ufficio CITES puo' fornire informazioni sulle specie protette e sulle leggi in vigore.
    La polizia giudiziaria ha il compito di vigilare sull'applicazione delle norme in vigore. Per quanto riguarda il possesso di animali esotici e animali selvatici nostrani protetti e' competente l'Ufficio CITES presso il Corpo Forestale dello Stato (tel. 026709479).
    In particolare si ricordino alcune norme che riguardano le tartarughe:
    Tartarughe di terra (genere Testudo).
    Tutte le tartarughe del genere Testudo sono protette e il loro possesso deve essere denunciato all'Ufficio CITES, cosi' come, entro 10 giorni, ogni nuova nascita e i decessi.
    Tartarughe esotiche d'acqua: la maggioranza delle specie di tartarughe d'acqua esotiche in commercio non sono protette. Per verificare con esattezza se la specie in possesso rientra in questa categoria e' possibile chiedere informazioni al'Ufficio CITES presso il
    Corpo Forestale dello Stato tel. 026709479.
    Queste tartarughe sono esotiche e non possono quindi essere rilasciate in natura a causa dei danni che provocherebbero alla fauna locale. Per questo il WWF sconsiglia l'acquisto di specie esotiche, non solo tartarughe.
    Chi non fosse piu' in grado di occuparsi della propria tartaruga puo' rivolgersi a:
    ENPA sede di Milano tel 0297064220

    Centro tartarughe CARAPAX a Massa Marittima in Toscana
    tel 0566/940083 carapax@cometanet.it

     

    SEI PRONTO AD ALLEVARE UNA TARTARUGA?


    1-DA DOVE PROVIENE?

    conoscere l'esatta provenienza dell'esemplare scelto ci farà capire meglio le sue esigenze di allevamento.
    2-CHE DIMENSIONI RAGGIUNGE?
    è importante sapere anticipatamente quanto crescerà la nostra tartaruga, in modo tale da essere certi di poterle offrire uno spazio adeguato, senza poi,come succede fin troppo spesso, doversene liberare.
    3-SERVE IL CITES?
    Prima di acquistare l'esemplare che abbiamo scelto verifichiamo se,quella specie,necessita di documentazione, e che, il negoziante o l'allevatore ce lo rilasci.
    In modo da evitare sanzioni o addirittura il sequestro dell'esemplare.
    4- COSA MANGIA?
    La dieta deve essere varia equilibrata e deve evitare i mangimi confezionati.
    Deve,per quanto possibile,racchiudere tutti i cibi che normalmente la tartaruga troverebbe  nel suo habitat naturale.Un'alimentazione errata può provocare gravi danni alla salute delle nostre Belve.
    5- A CHE TEMPERATURA/UMIDITà ecc. DEVE VIVERE?
    Molte persone si preoccupano solo di avere un esemplare "particolare", ignorando però che magari, quell'esemplare è nato in foreste tropicali, e che quindi, avrà molte difficoltà a vivere nei nostri climi, o comunque in piccoli terrari dove si "cerca" di ricreare l'habitat naturale.
    Occorre conoscere a che temperature vanno in letargo e a quali si svegliano.
    Informarsi, quindi, su tutto ciò che sono le "necessità biologiche"(passatemela!) della tartaruga.cerchiamo magari di prediligere specie autoctone.








     

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