Creato da procino995 il 04/05/2010

ALIEN

L'ALTRA ME

 

Sequestrata per 10 anni

Post n°2269 pubblicato il 25 Ottobre 2014 da procino995
 
Foto di procino995

Sequestri che durano per anni, donne che spariscono nel nulla e precipitano in un incubo che sembra senza fine, prigioniere di aguzzini bisognosi di esercitare un delirante senso di autorità. I casi di ragazze murate vive in casa a causa della follia di sadici sequestratori si fanno sempre più frequenti. L'ultimo mostro si chiama Isidro Garcia: nel 2004 ha rapito una ragazza di 15 anni, in California. Al momento del rapimento, Garcia era il boyfriend della ragazza, della quale aveva anche aggredito la madre. Per anni Garcia ha tenuto la sua vittima segregata in un garage, poi, piano piano è riuscito a convincerla che la sua famiglia aveva smesso di cercarla. Nel 2007 la costrinse anche a sposarlo e nel 2012 hanno avuto un figlio, ha reso noto la polizia. Nel corso degli anni la donna ha avuto diverse occasioni per fuggire, ma i ripetuti "abusi fisici e mentali" a cui è stata sottoposta le hanno di fatto impedito di farlo, ha affermato ancora la polizia. Fino a quando, di recente, ha contattato sua sorella via Facebook, e ha infine trovato la forza e il coraggio di rivolgersi alla polizia. Un caso simile, ma forse persino peggiore, è quello di Ariel Castro, l'uomo di Cleveland che rapì tre donne e le tenne sequestrate per 10 anni abusando ripetutamente di loro. Le tre donne rapite, Amanda Berry, Michelle Knight e Gina DeJesus, vennero sequestrate separatamente fra il 2002 e il 2004 e sono state liberate dalla polizia il 6 maggio scorso, quando Berry riuscì a fuggire e a chiedere aiuto. Nel corso della prigionia Castro le stuprò ripetutamente e da Amanda Berry ebbe anche una bambina, che ora ha 6 anni. Anche Michelle Knight iniziò una gravidanza in seguito alle violenze, ma fu costretta ad abortire con percosse e privazione di cibo. Castro venne arrestato la sera in cui Berry diede l'allarme e il primo agosto scorso è stato condannato all'ergastolo, più mille anni di prigione. L'uomo si è impiccato nella cella al Correctional Reception Center di Orient, in Ohio.

 
 
 

Farsi immortalare con lo zio morto. Selfie di cattivo gusto...foto

Foto di procino995

L'assurdo episodio è accaduto in un cimitero spagnolo -
E' una storia macabra e di cattivo gusto quella che arriva da Alicante, in Spagna, dove il nipote di un uomo defunto da anno e il becchino di un cimitero si sono fatti immortalare con il morto e hanno diffuso il macabro selfie via what's up.
L'episodio è accaduto non appena i parenti di un ragazzo, morto da 23 anni, hanno deciso di riesumare la salma del congiunto, per allargare la tomba, in modo che potesse ospitare anche la moglie deceduta da pochi giorni. una volta aperta la bara, la sorpresa: il corpo dello zio non si era decomposto, ma era rimasto miracolosamente intatto, come se si fosse mummificato.
A quel punto, nipote e becchino, tale Celestino Reyna, hanno ben pensato di farsi uno scatto con il morto, in modo che tutti potessero vedere il corpo dello zio ancora intatto dopo tanti anni dalla morte. Una foto, che in pochissimo tempo, ha fatto il giro grazie al web e ai social network, fino a diventare virale.
Come conseguenza della bravata, il becchino è stato sospeso dal cimitero in cui lavora, mentre i parenti del morto hanno dovuto giustificare il loro gesto insano: "Non mia intenzione offendere la memoria di mio zio - ha detto una nipote alla stampa - e non credevo che una foto potesse ferire qualcuno, ma volevo solamente dimostrare come il corpo di nostro zio si fosse mantenuto inalterato nonostante gli anni. si fosse conservato così bene".
Dopo il clamore suscitato dalla vicenda, con corredo di interminabili polemiche, il corpo del morto è stato collocato in una nuova bara, insieme alla moglie. E si spera che adesso possa riposare in pace, lontano dai selfie e dai social network.

La nipote

 
 
 

Ammazzateci tutti.

Post n°2265 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da procino995
 

Il 16 ottobre del 2005, un omicidio insolito, almeno per la Calabria, ribalta l'opinione di molti calabresi su quale sia la reale natura della ‘ndrangheta. Solo un altro avvenimento di cronaca, due anni dopo, (la cosiddetta strage di Duisburg) avrà uguale impatto sull'opinione pubblica nazionale e internazionale circa l'importanza e il potere della ‘ndrangheta nel contesto criminale mondiale. Oggi, infatti, è finalmente e fortunatamente risaputo che la ‘ndrangheta è l'organizzazione criminale italiana più in ascesa e forse perfino la più potente, ma soltanto fino a qualche anno fa essa era ancora sottovalutata. Com'è nata l'esigenza di partecipare in gruppo, quel gruppo che poi sarebbe diventato il Movimento "Ammazzateci Tutti", al funerale di Francesco Fortugno?
Al di là delle responsabilità accertate della Magistratura, perché la ‘ndrangheta ha deciso di colpire proprio Francesco Fortugno?
Qual è l'importanza, soprattutto in zone difficili come la Calabria, di movimenti come "Ammazatteci Tutti", soprattutto perché coinvolgono i giovani?
Perché coinvolgono i giovani?
La ‘ndrangheta ha ancora i suoi interessi principali in Calabria?
Per rispondere ci vuole un libro.

 
 
 

Il criminale più felice del mondo: arrestato, ride a crepapelle nella foto segnaletica

Post n°2264 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da procino995
 
Foto di procino995

Si chiama Michael Whitington ed è finito in galera perché sospettato di avere commesso una rapina in una banca all'interno di un centro commerciale di Denver nel Colorado.
Un criminale come tanti, se non fosse che al momento della foto segnaletica, ha fatto una buffa espressione, che gli è valsa l'appellativo "criminale più felice del mondo". E così, in pochi giorni la sua foto ha fatto il giro del web, rendendolo una vera e propria celebrità.
Un'espressione quasi entusiasta, con gli occhi sgranati e una contentezza di certo non comune in chi finisce in manette.
Rocambolesche le fasi del suo arresto: una volta scoperto, l'uomo ha provato a fuggire a bordo di un tram, ma la polizia ha fatto fermare il mezzo e lo ha ammanettato. Niente di più divertente, avrà pensato lui, e così, il presunto criminale si è lasciato andare all'espressione di gioia immortalata nello scatto.

 
 
 

Ponte San Vito aumentano i suicidi. Ragusa, mamma si lancia nel vuoto e muore come la figlia.

Post n°2263 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da procino995
 
Foto di procino995

Una mamma ha deciso di morire come ha fatto la figlia circa un anno fa. Il Ponte San Vito teatro di tanti suicidi -
Ha deciso di morire. Di farla finita buttandosi dal ponte proprio come ha fatto la figlia. Una mamma, 61 anni, non ha resistito a tanto dolore e si è lanciata nel vuoto dal Ponte San Vito, a Ragusa.
Secondo le prime informazioni la donna soffriva di depressione. A lanciare l'allarme è stato un passante che avrebbe notato un'auto posteggiata vicino il ponte e lasciata con lo sportello aperto. Subito ha chiamato i vigili del fuoco che hanno capito la gravità dei fatti e sono corsi sul luogo dell'accaduto.
La donna è scesa dalla macchina e con l'aiuto di uno sgabello, ritrovato sul posto, si sarebbe lanciata nel vuoto, esattamente come ha fatto la figlia circa un anno fa. I vigili del fuoco hanno recuperato il corpo senza vita in fondo alla vallata.
Intanto si contano le vittime del ponte. I casi di suicidi proprio sul Ponte San Vito negli ultimi anni, secondo le cronache, sarebbero in aumento. I vigili del fuoco ed i carabinieri inoltre hanno salvato molte vite grazie alla chiamata tempestiva di qualche segnalatore.
Molti sembrerebbero suicidarsi per problemi di depressione altri invece per problemi d'amore. L'amministrazione insieme ai cittadini e alle associazioni starebbe pensando di costruire una rete protettiva. L'intervento si rende opportuno affinchè ci sia un deterrente contro i suicidi.
La depressione starebbe diventando una delle malattie più diffuse di questo secolo. Secondo gli ultimi studi grazie ad un test, sviluppato da Eva Redei della Northwestern University Feinberg School of Medicine, sembrerebbe che attraverso un semplice esame del sangue si possa diagnosticare la depressione. Con un campione di sangue è possibile capire, secondo lo studio, se un individuo è suscettibile a soffrire di episodi depressivi, personalizzando la terapia dei pazienti depressi e infine valutare in poche settimane se le terapie funzioneranno.


 
 
 
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