Ammentus&Irbariones

Ricordi & Divagazioni

Creato da babbuzostu il 07/04/2010

photo by benag

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Oje est-i Chenąpura Santa

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(Sacrificio)
marco josto agus
disegno a matita 20x30 

 

Oje esti-Chenàpura Santa

In Lingua Sarda e/o Sardo (Limba,in sardo-loguderese; Sardu, in sardo-campidanese), il Venerdì si dice "Chenàpura", e vuol dire "Cena pura". E' caso unico al mondo questo designare in tal modo il Venerdì.

Nella Settimana Santa di noi Cristiani in Sardo è, ovviamente, "Chenàpura Santa".

Esistono numerosissime varianti sia di forma lessicale che fonetica. Ne riporto alcune, tra le più significative: kenàpura-kenapuru; chenàpura-u; chenàbara-uru; cenàbara-uru; cenàbura-u.
Il lettore attento avrà notato che la parola può essere indistintamente di genere femminile che maschile. L'indistinto uso non è peculiare ad enclavi linguistiche o ceti, poiché esso convive anche negli stessi ambienti o territori: la ragione è insita nella "metàtesi" tipica del parlare e dello scrivere in Sardo.

Il termine proviene dal latino "Coena pura" e l'indicazione in Sardo del Venerdì con "Chenàpura" trova riscontri documentali a datare dal XV secolo. Tuttavia, a ritroso nel tempo, l'uso lo si potrebbe far risalire alla deportazione in Sardegna di alcune migliaia di Ebrei nel 19 d.C., voluta dall'imperatore romano Tiberio, dopo aver sedato una rivolta del popolo ebraico in Gerusalemme o, comunque, all'influenza del giudaismo in Sardegna.
Il richiamo al mondo ebraico non è solo lessicale. Si ricordino a proposito i particolari riti della "cena ebraica" prima del "Sabato" (Shabbath), che consistono in un pasto a base di erbe amare e pane àzimo. Questa ritualità risalirebbe alla cena prima della partenza dall'Egitto, verso la Terra promessa o comunque alla vigilia della Pasqua ebraica. Da qui, in Sardegna e conseguentemente in Sardo, il Venerdì è detto "Chenàpura" in ricordo del giorno precedente al Sabato della Pasqua Ebraica.

Altri segni di giudaismo permangono in Sardegna tramite usanze locali.
A Luras (Gallura), si evidenzia in particolare l'usanza, sino ai primi del ‘900, di trasportare al Cimitero i bambini defunti entro la bara scoperta e la preparazione de "Sa còzzula pùrile" (pane àzimo) ed alcuni toponimi quali Canharan (Carana) e Canahini o Canahim (Canaili). Con maggiore diffusione territoriale, invece, la sfoglia di pane detta "Carta de musica" (tipica dei pastori o comunità nomadi d'ogni latitudine), impastata nel momento stesso in cui abbisogna, non lievitata e cotta sotto la cenere e nell'onomastica.
A tal proposito, si segnala la diffusione di Ephraim o Ephrem e di Beniamino nei nomi di persona; quest'ultimo, nella quasi totalità, riferito al primogenito od al primo figlio maschio, in totale accordo con il significato dell'ebraico Ben-el-Jamen (lett. figlio della destra, prediletto).

Tra i numerosi riti del Venerdì Santo in Sardegna, desidero sommariamente descrivere quelli che si celebrano a Cagliari, in " die de Chenàpura Santa".
Nel capoluogo si svolgono tre processioni del Cristo morto: una curata dalla "Confraternita della Solitudine", la seconda dalla "Confraternita Santissimo Crocifisso" e l'ultima dalla "Confraternita del Gonfalone".
Queste tre processioni intendono rivisitare con profonda "fede popolare" il funerale di Gesù.
La rappresentazione inizia dall'Oratorio della Solitudine per condurre il corpo di "Cristo morto" (detto "su monumentu") alla statua dell'Addolorata in Cattedrale. Successivamente dalla stessa Cattedrale si snoda una processione che riporta l'Addolorata alla Chiesa di San Giovanni. Nel pomeriggio inizia la processione curata dalla Confraternita del Santissimo Crocifisso. Dall'omonimo oratorio i confratelli e le consorelle portano il Crocifisso e l'Addolorata verso la chiesa di San Lucifero. L'ultima processione, alla luce delle fiaccole, parte dalla chiesa di Sant'Efisio in tarda serata per ritornarvi dopo un breve percorso per le strade di "Stampace" (rione di Cagliari). A differenza delle prime due processioni, che recano il simulacro di Cristo ancora inchiodato alla croce, la processione serale porta una statua del Cristo morto già adagiato su "sa lettèra" (lettiga/barella).

beniamino agus
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Sarò grato ai Lettori sia per la segnalazione di miei errori , sia per arricchimenti a queste brevi annotazioni che ho tratto da internet e documentazione in mio possesso, con particolare riferimento a:
Max Leopold Wagner, "Storia della Lingua Sarda", 1950;
Centro di Studi Filologici Sardi/Cuec, 2003, "Registro di San Pietro in Sorres" del XV sec.;
Francesco De Rosa, "Tradizioni popolari di Gallura",1899;
Francesco Muntoni, "Gallura" a cura di A.Murineddu, 1961.

 

 
 
 

Fitzu e(t) Frare

 

PESCASSEROLI-OTT.-2002-1

Marco Josto Agus
(9 giugno 1978 - 23 febbraio 2004) 

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LA RETROSPETTIVA
Acquerelli, smalti, pastelli, chine sanguigne, cromature essenziali
All'"Antico Caffè" di Cagliari spazio ai lavori di Marco Josto Agus

di Roberto Mura*


 COME UN VAN GOGH DI SARDEGNA

Di lui è il rimasto il profumo nell'aria, un profumo che nemmeno un immenso campo di fiori può coprire.

Marco Josto Agus, giovane artista di origine sarda scomparso un anno fa, si compiacerà nel vedere con quanta amorevolezza e devozione sono curate le sue opere. Oli, acquerelli, smalti, pastelli, chine, sanguigne.
Sono circa millecinquecento i lavori che Marco Josto ha prodotto nel suo percorso, parte dei quali, per tutta la settimana, saranno in mostra all'Antico Caffé di Cagliari.

"Catalogheremo ogni traccia del suo passaggio, ogni schizzo, ogni parola. Niente deve andare perduto", spiegano il padre e la figlia Alessandra.

Completati gli studi in pittura all'Accademia delle Belle Arti di Roma, Marco Josto Agus ha frequentato per due anni il pittore cagliaritano Luigi de Giovanni, perfezionandosi nell'olio e nell'acquerello.
In parallelo al percorso accademico, che l'ha condotto a specializzarsi in incisione, acquaforte, acquatinta e puntasecca, ha coltivato gli studi sulla figura umana, in particolare nella Scuola libera del nudo.
Gli eredi del pittore metteranno presto in piedi una fondazione a lui dedicata e istituiranno un premio per studenti del primo anno del corso di incisione dell'Accademia di Belle Arti di Sassari e di Roma.

"A prescindere dai profili accademici è la persona che risalta. Era la bellezza interiore attraverso il gesto, la generosità, l'altruismo. Il dio della sua religione era la persona, la dignità umana", dice Beniamino, il padre, mentre si sposta tra le tele firmate dal figlio.
Le opere dell'artista erano spesso omaggi ai suoi maestri preferiti, Van Gogh per la pittura, Morandi per l'incisione.
"Quando doveva dipingere si astraeva, suonava per ore il pianoforte incantando i vicini. La gente si sedeva fuori dal pianerottolo ad ascoltarlo", ricorda Beniamino. 

Marco Josto credeva nell'arte.
Negli oli amava il colore puro, acceso, in perenne scioglimento, portava nelle sue opere un contributo quasi materico. Allo stesso tempo viaggiava con la china nella tensione espressionista. Poi la forza degli acquerelli, di una torre che domina il mare da un promontorio. Suoi i nudi schematici dalle cromature essenziali; concepiti con tratto riflessivo e quasi grave, i volti dei letterati e dei filosofi, suoi sacri compagni. Grande era la sua passione per Dostoevskij - come lui credeva che la bellezza avrebbe salvato il mondo - e per le poesie di Saba.
"Per lui era bello il non convenzionale, il non dogmatico, il non cattedratico", racconta il padre.

Tra gli amici di Marco Josto, Rossana Ruggiero, che gli ha dedicato la sua recente tesi di laurea, lo racconta così: "Aveva un sorriso nascosto. Ascoltava, osservava e assimilava tutto, ma senza giudicare. In ogni momento le sue mani erano sporche di colore, perché non faceva che dipingere. Estroverso, brillante, era luminoso come il sole".

Il giovane artista aveva anche un altro amico, forse il più intimo e profondo di tutti, si chiamava Vincent Van Gogh.
Nel suo diario Marco Josto si rivolge a lui continuamente, indirizzandogli poesie, critiche erudite sull'arte, confessioni, evocazioni, impressioni sulla vita: "Oggi si tende più a valorizzare il pittore moderno, piuttosto che il paesaggista e il ritrattista. Perché? Le cose hanno perso i loro contorni, forse non esistono più uomini che lavorano, faticano e che val la pena ritrarre", scrive l'artista in una di queste pagine.
Tra le righe c'è la sua vita, di cui raccoglie ogni frammento: "E' finita! Il sogno è durato ben poco, si è sgretolato di fronte alla prima difficoltà. Pittore? Disegnatore? Io? No, non più".
Ma la profondità di Marco Josto riesce a spezzare le catene, giungendo alle porte del mondo delle idee: "L'abisso azzurro sovrasta l'arancio cielo, tutto è invertito e sconnesso, il reale sembra lontano e cede il posto all'ideale, pian piano".


C'è una poetica avvolgente in tutta la sua opera, che batte i rintocchi dell'arte come la campana di una cattedrale, come un vento che consiglia e sprona all'impegno assoluto della conoscenza. "Crescono i giorni e passano lenti, inseguendo traguardi inesistenti, vivono soli con voglie nascoste, che difficilmente vengono esposte. Io cerco, trovo, perdo e sotterro tutto ciò che vedo, tutto ciò che prendo", recita una delle sue poesie.

"Marco Josto ha seminato amore ed è cresciuto amore", confida il padre.
E i frutti che sono nati, oggi pendono da alberi rigogliosi.


Il Giornale di Sardegna Cagliari 19 maggio 2005

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* Dottorato in Scienze Politiche. Giornalista professionista ha collaborato al quotidiano "Il Giornale di Sardegna" curando le pagine della cultura.
Pittore e Romanziere, attualmente è responsabile della rubrica "Musica" su "Làcanas", bimestrale culturale edito in Cagliari.

 

 

 

 

 
 
 

Oje, cras-i, sempri!

 

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il-centro002

di Fabio Iuliano *
Il CENTRO Avezzano 22 febbraio 2012

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Oje, cras-i, pustis, sempri est-i commente cussa die.

Aunde Tue siast, Fitzu e Frare amadu e(t) mai ismentigadu,
a Tue basidus, abbratzidus, caretzias,attitidus, luxis e(t) froris.

babbu e sorre

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* Giornalista, laureato in lingue straniere all'università dell'Aquila, è redattore della testata del gruppo L'Espresso-Finegil Editoriale, il Centro. In passato ha collaborato con l'agenzia Ansa e ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver partecipato a varie edizioni delle Universiadi (olimpiadi per universitari), ha seguito negli Stati Uniti, la crew del ciclista Alessandrò Colò in occasione della Race Across America la folle corsa ciclistica da un capo all'altro degli Stati Uniti. Il diario di quest'esperienza, pubblicato dalle testate on line Maracanasport.it e ilCapoluogo.it, è stato premiato dalla giuria del premio giornalistico Polidoro 2007.

 

 
 
 

Artisti (Marco Josto Agus)

Post n°125 pubblicato il 01 Gennaio 2012 da babbuzostu
 

 

Turner

Marco Josto Agus

"da Turner"

acquerello 30x40 1996

(collezione Sig.ra A.Mai)

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Ciao "Cucciolone", amato e adorato Figlio e Fratello.
Abbiamo "ripescato" questo Tuo acquerello (si trova a casa di zia Assunta), scannerizzato (pronto per riproduzioni...) e pubblicato quale primo Post di questo 2012.

Ci manchi...
Babbone e Danda

 


 

 
 
 

Artisti (Sabrina Mai)

P1050356

 

SABRINA MAI


Tempera su tavola con tecniche del "rosso d'uovo" e della "foglia d'oro" cm.30x40, sett. 

Riproposizione dell'immagine della Vergine facente parte del Crocefisso di Giunta Pisano, conservato in S.Domenico a Bologna

Esame per l'Accademia di Belle Arti de L'Aquila (30/30)

photo by Sabrina Mai

 
 
 

"Teologia della bellezza ed Etica della vita" nella Pittura di Marco Josto Agus

 

"Una Pittura per sempre"

Servizio di Angela Trentini

TGR Abruzzo "Settimanale"

2006

 

 

 
 
 

A Marcu Zostu: Bona Paschixedda aunde Tue siast, amadu Fitzu e Frare.

 "Anninnia a Gesus" eseguita da Collegium Kalaritanum e Cuncordia a Launeddas



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Bona Paschixedda Marcu Zostu, Fitzu e Frare amadu.

Aunde Tue siast.

Natale 2011 per Marco Josto

(Natività, Istanti, dettagli di sue Opere, pennelli e pastelli)

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Il nostro regalo per Te

Inserimento di una Tua Poesia e di un Tuo olio su "Racconti d'Arte", volume dedicato all'Arte edito da "Accademia della Bussola" di Napoli, questo dicembre 2011

 

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di Marco Josto Agus


( Campi di Fucino) nel volume (Ragazzo Honduregno) nello sfondo


(Colori, forti o smorti bagliori...)


Colori,

forti o smorti bagliori,

di luce riflessa

su ampie distese di bianco,

puro e cortese.

Lento lavoro

e costante dolore

che porta

pur sempre

ad un agognato dove.


Ritorna,

scompare,

m'impossessa e scolora,

questa forte passione

che si chiama pittura.

Che pretende,

come ogni donna vogliosa

che il suo amante

non la tradisca con altre,

vizi,

piaceri,

svaghi

o amori,

che distoglierlo possano,

dai suoi artistici parti.


(Versi tratti dal Diario)


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Racconti d'Arte  edito da "Accademia della Bussola" - Napoli dicembre 2011

Copertina

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(photo by benag)



 
 
 

Giornata della Filatelia

Il Circolo Filatelico Numismatico MARSICAFIL,

per celebrare i 150 Anni dell'Unità d'Italia,

in collaborazione con

Istituti Scolastici di Avezzano:

Scuola Elementare "Giuseppe Mazzini", Scuola Media "Alessandro Vivenza",

Liceo Scientifico "Vitruvio Pollione"  

Federazione fra le Società Filateliche Italiane

Poste Italiane Filiale de L'Aquila

e con il Patrocinio della Città di Avezzano,

ha promosso la

GIORNATA DELLA FILATELIA

Avezzano - Castello Orsini 12 dicembre 2011

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La Locandina 

(Disegno di Giorgio Cappella - Elaborazione grafica Sante Borrelli)

 

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Particolari di folder, affrancature, cartoline ed annullo filatelico

(photo by benag)

 

collezione-borrelli026

Annullo Filatelico della Manifestazione

(Realizzazione grafica Giorgio Cappella)


Il Presidente di MARSICAFIL, Sante Borreli, per dare lustro alla manifestazione filatelica, ha esposto la Collezione "L'Abruzzo ed il francobollo in Italia".

Di seguito, due pagine significative della predetta Collezione, che illustrano il primo francobollo al mondo (il famoso "Penny Black") ed alcune emissioni relative all'Abruzzo ("La figlia di Jorio" nel dipinto di Francesco Paolo Michetti, eseguito in omaggio all'Opera di Gabriele D'Annunzio) 

collezione-borrelli021

 

collezione-borrelli022

 

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Idealmente tutti i Soci di Marsicafil erano presenti alla "Giornata della Filatelia". Alcuni, sia per ragioni di lavoro, sia per motivi personali o di distanza, non hanno potuto presenziare alla manifestazione. Comunque, una nutrita schiera ha ben rappresentato il Circolo, accomunando  tutti i Soci in un unico fervore "filatelico".  

Per ovvie ragioni di mera cronaca, si ritiene opportuno indicare di seguito quelli presenti, iniziando dal Presidente, Sante Borrelli, e dal Vice Presidente, Antonio Gizzi, proseguendo con le Signore, Maria Paola Giorgi (Responsabile del settore scuola di MarsicaFil) e Simona Sbicca (Responsabile sportello filatelico dell'Ufficio di Poste Italiane di Avezzano e neo Socia di MarsicaFil) e terminando con i Signori, Giuseppe Borrelli (Socio Junior), Costanzo Bucci, Biagio Cestola, Emidio Di Carlo (*), Piero Di Sepio, Tonino Evangelista, Rodolfo Gardin (noto Mario), Giulio Leonardi, Vincenzo Ridolfi (prossimo Socio di MarsicaFil), Licio Sannito (Referente sportello filatelico dell'Ufficio di Poste Italiane di Avezzano), Beniamino Agus.

(*) Direttore del periodico "Abruzzo az60"  http://lacoscienzaquilana.ilcannocchiale.it

 

Immagini

 

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Sante Borrelli, Antonio Gizzi,  Simona Sbicca, Rodolfo Gardin (noto Mario), Biagio Cestola, Piero Di Sepio 

(photo by Giuseppe Borrelli)

 

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Giulio Leonardi, Vincenzo Ridolfi, Antonio Gizzi, Beniamino Agus, Licio Sannito, Maria Paola Giorgi, Simona Sbicca.

(photo by Giuseppe Borrelli)

 

 
 
 

Artisti (Patrizia Mezzogori)

Post n°118 pubblicato il 16 Novembre 2011 da babbuzostu
 

 

 

Giocando nella polvere

"Giocando nella polvere"

photo by Patrizia Mezzogori

Parco del Delta del Po 

24 aprile 2011 (in Die de Pasca Manna de su Duamitza-e[t]-undeche)

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Desidero rendere omaggio a Patrizia Mezzogori, Fotografa e Poetessa, pubblicando questa sua foto, ringraziandoLa per la gentile concessione.

Invito i naviganti di questo mio Blog a sfogliare le pagine dell'Autrice al seguente link

http://blog.libero.it/versieparole

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babbu 

 
 
 

Artisti (Claudia Bailetti e Fabio Longobardi Ballerini solisti del Teatro dell'Opera di Roma)

Claudia,Maria-e-Fabio

Claudia Bailetti e Fabio Longobardi (ai lati nella foto), Ballerini solisti del Teatro dell'Opera di Roma al termine della loro partecipazione a "La Bayadere", ritratti con Maria Arcelli.

Roma 30 ottobre 2011

photo by benag 

 

Autografi-Claudia-e-Fabio

Claudia Bailetti e Fabio Longobardi

i loro autografi

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Onorato di poterLi ospitare nelle mie pagine web dedicate agli Artisti e ringraziandoLi per la gentile concessione, auguro a Claudia ed a Fabio ulteriori lusinghieri successi nella loro attività artistica.

Un particolare ringraziamento a Sergio, padre di Claudia.

benag

 
 
 

Adiosu

Post n°116 pubblicato il 23 Febbraio 2011 da babbuzostu
 

A Marcu Zostu

Adiosu, una die in Chelu, istimadu e(t) amadu Fitzu e Frare

babbu e sorre

Marco Josto Agus
9 giugno 1978 - 23 febbraio 2004

 
 
 

Artisti (Una Poesia di Lorenzo Brizzi)

 

Vorrei...

Vorrei non dormire più,

vorrei le stelle nei miei occhi

e rivoltarmi dentro,

vorrei volare di sguardi i fogli;

vorrei vedere l'ombra tra le chine...

ammassate in lunghe file...

a disegnar parole.

Vorrei non avere la memoria corta..

così da ricordarmi

dove ho parcheggiato l'astronave...

...abbiate pazienza,

son qui per caso...

..è che ci sto bene...

salute a voi, terrestri!

Lorenzo Brizzi

http://blog.libero.it/AltaLuna

 
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Dedicato a Lorenzo Brizzi
da beniamino ed alessandra agus

 
Ninna nanna (Canto tradizionale in Limba Sarda)

Ingrandimento di roccia basalt

 

marco josto agus
Ingrandimento di roccia basaltica con tecnica della polarizzazione della luce
disegno a pennarello su carta 11x19 1998

 

 
 
 

Collage di Marco Josto Agus

 

 


Collage di Marco Josto Agus
realizzato da Angela Veneroni in flash player
trasformato in video da "gazonga"

 
 
 

I Colori di Marco Josto

 

 

I Colori di Marco Josto
Articolo su L'Unione Sarda, quotidiano di Cagliari - Rubrica "I Sardi nel Mondo"
Sabrina Schiesaro

 
 
 

Dedicau a Marcu Zostu: Bona Paschixedda, aunde Tue siast, Fitzu istimadu.

 

 

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Bona Paschixedda, aunde Tue siast, Fitzu istimadu

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Presepe 2010 per Marco Josto
(Natività, suoi Istanti, alcune sue Opere)

photo by benag


 "Anninnia a Gesus" eseguita da Collegium Kalaritanum e Cuncordia a Launeddas

 
 
 

Nii, su dechessčtte Nadale de su duamitza-e-deche in Avetzanu

Post n°110 pubblicato il 20 Dicembre 2010 da babbuzostu
 

 

DSCN5305

Nii
(dechessètte Nadale de su duamitza-e-deche in Avetzanu)
photo by benag

 
 
 

Telethon

Post n°109 pubblicato il 18 Dicembre 2010 da babbuzostu
 

Senza-titolo-1a

Altra data, stesso spirito
(dal quotidiano "Cronaca d'Abruzzo)

 
 
 

Nii

Post n°108 pubblicato il 17 Dicembre 2010 da babbuzostu
 

 

 

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Nii
Avezzanu Pratza Torlonia
Hoje, dexiessètti nadale duamitza-e-dexi

photo by benag

 
 
 

Maria e me. Sull'ovviare alla mia incapacitą o volontą di usare l'autoscatto.

Post n°107 pubblicato il 16 Novembre 2010 da babbuzostu
 

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Maria e me
Sull'ovviare alla mia incapacità o volontà di usare l'autoscatto.

Santiago di Compostela - Luglio 2010
photo by benag

 
 
 

Froris de Beranu

 

Tivoli-2a

Froris de Beranu
(Fiori di Primavera)
Tivoli, particolare di una bancarella di fiori, aprile 2009
photo by benag

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Questo Post è dedicato a Marie, carissima Amica di Blog  ed al suo "Mon Jardin",
che invito a visitare cliccando sul seguente link.
http://blog.libero.it/MonJardin

 
 
 
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