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viaggio nell'anima di Buenos Aires

 
 

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DIABOLICO TANGO

Dal  15 ottobre 2012 in libreria

il giallo edito da Eclissi

DIABOLICO TANGO

di Bruna Bianchi

 

 

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MERCEDES SOSA CANTA GRACIAS A LA VIDA

 

BENTORNATO TANGO

"L'essenza del tango sta nel suo carattere di musica di quartiere, di marginalità.

Il tango lo canta sempre un poeta impegnato. Anche se i tanghi non hanno un contenuto esplicitamente politico, tutti i tanghi sono impegnati perchè sono politicamente scorretti. E oggi lo sono ancora di più, in questi tempi dove la sconfitta, la povertà e l'emarginazione mostrano il loro essere effetto politico. Il tango è scorretto, trasgressivo, e per questo è tornato. In questi tempi di vigliaccheria davanti alle incertezze, questa musica aiuta ad affrontare l'angoscia, a fare riflettere su noi stessi, sul nostro domani.

Dove suona un tango, si stabilisce una complicità di spazio, tempo ed emotività. E questo è il mistero dell'universale. L'energia del linguaggio al di là della lingua, il rito, la corporeità. E' il mistero che ci unisce e ci separa".

(Adriana Varela, cantante di tango)

 

FOTOTANGO

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TANGUEANDO

“El tango, hijo tristón de la alegre milonga, ha nacido en los corrales suburbanos y en los patios de conventillo.
En las dos orillas del Plata, es música de mala fama. La bailan, sobre piso de tierra, obreros y malevos, hombres de martillo o cuchillo, macho con macho si la mujer no es capaz de seguir el paso muy entrador y quebrado o si le resulta cosa de putas el abrazo tan cuerpo a cuerpo: la pareja se desliza, se hamaca, se despereza y se florea en cortes y filigranas.
El tango viene de las tonadas gauchas de tierra adentro y viene de la mar, de los cantares marineros.

 

ESIBIRSI AL SALÒN CANNING È UN MUST

 

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C'ERANO UNA VOLTA..JAVIER Y GERALDINE

 

LA DANZA DELL'UNIVERSO

"LOS PLANETAS GIRAN, HAY UN SISTEMA EN EL UNIVERSO QUE ES CIRCULAR Y EL GIRO, LOS ATOMOS TAMBIEN ESTAN GIRANDO SOBRE SI MISMOS Y A LA VEZ EN ORBITA CON OTROS, Y TODO ESTA VIBRANDO Y GIRANDO, TODO ES CIRCULAR Y REDONDO. Y PARA MI EL TANGO COMO DANZA ES ESO"

 

IL MAESTRO PUGLIESE AL COLÒN NEL 1985

 

 

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Una notte magica

Post n°690 pubblicato il 24 Ottobre 2010 da malenamil

Cosa avrei fatto in una qualunque città italiana il sabato sera?

Il mio sabato sera a Buenos Aires è cominciato alle 20 davanti alla sede della Amia, l'Associazione mutuale degli ebrei ricostruita dopo l'attentato terroristico del 1994 che ha fatto a pezzi 85 persone. Aspettavo Patricia davanti all'ingresso, in Pasteur 633, nel barrio di Once, per vedere insieme uno spettacolo di jazz all'interno dell'auditorio, e la guardia della sicurezza mi ha tempestato di domande: lei non è un volto conosciuto, come mai è venuta qui? Lei sa che questo non è un teatro ma una sede ebraica? La sua amica è argentina? . Avevo con me il passaporto ed ero pronta a controlli da aeroporto ma non a un terzo grado sul marciapiede pubblico. Ho un interesse particolare per l'attentato alla Amia (un anno prima era stato fatto contro  l'Ambasciata di Israele a Buenos Aires), rimasto impunito e, a distanza di 16 anni , con sospetti di terrorismo libanese collegato alla figura dell'ex presidente Menem.  La comunità ebraica a Buenos Airs è antichissima ed è la seconda più grande fuori da Israele dopo quella degli Stati Uniti. Nel barrio di Once gli ebrei avevano fino a pochi anni fa il monopolio delle telerie e delle confezioni ma ora non ci sono quasi più, spodestati dai boliviani e i peruviani. Si sono spostati ad Avellaneda, ma la storia ebraica a Buenos Aires ruota nelo stessl barrio dove la Amia è stata ricostruita molto più protetta di prima ed è ancora oggi un forte simbolo di unione e identità per gli ebrei.  Nell'auditorio la Hot & black band ha fatto furore.  Jazz, soul e blues di buon livello musicale e simpaticamente eseguiti nel concerto offerto gratuitamente.

Alle 22 e 30 la notte di Buenos Aires è ancora piccola. Rinunciamo a cenare e corriamo, in auto, nel barrio della Chacarita, al Centro Culturale Carlos Gardel dove alle 22 era previsto il terzo e punultimo spettacolo offeto gratuitamente nel quadro dei festeggiamenti pubblici del Bicentenario argentino. Protagonista il tango ma con un ballerino d'eccezione: Juan  Pablo Ledo, la stella del Teatro Colon.

Il palcoscenico ha uno sfondo nero e i colori dei vestiti dei ballerini, scelti con grande studio estetico, brillano nel buio della sala. La coreografia, di Ledo, (a 16 anni è entrato nel balletto di Julio Boca) non ha una sbavatura. I tempi sono veloci, le quattro coppie ballano Pugliese e Piazzolla. Non tutti sono bravissimi tangueri, ma tutti sono bravissimi artisti, con una plasticità corporea e espressioni facciali di grandissimo impatto emotivo. Per la prima volta capisco la differenza tra uno show di tango e professionisti della danza. Lui, Juan Pablo Ledo, è strepitoso. La sua tecnica, la sua bravura, la sua intepretazione musicale di Piazzolla non fanno rimpiangere nessun ballerino di tango. Sento una commozione profonda, io come tutta la sala.

Saluta il suo pubblico, il ballerino che ama anche il tango già da anni, lo ringrazia di tanta partecipazione emotiva, lo invita a tornare all'ultimo spettacolo di sabato prossimo. E' giovane, bellissimo e vicino alla gente, come non ti aspetteresti da una star.

E' mezzanotte, andiamo a cena in un ristorante lì vicino. Tutto il menu è vegetariano e non mi piace, anzi, mi ricorda gli anni '80 le mode esotiche new age miseramente fallite in Italia ed è oltretutto caro. Decidiamo di assaggiare un piatto (non so cosa ho mangiato ma sembrava cibo per gli uccellini) e rifarci in un altro posto . Tre isolati in auto e all'1 e mezza di notte entriamo in un bar d'angolo con la televisione accesa e piatti di empanadas in bella vista. Chiacchieriamo un'ora, finchè non ci sbattono fuori dal locale che sta per chiudere. In auto percorriamo la notte di Palermo Soho con le code dei ragazzi davanti alle discoteche alla moda, i locali della movida dei giovani bene, le bellissime vetrine dei negozi illuminate, il cielo sopra Buenos Aires scuro ma mai troppo.

Ci lasciamo alle 3 e 15 minuti, distrutte e cariche di emozioni per quanto abbiamo visto, ascoltato e condiviso. Tutto in una sola notte.

 
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SU DI ME

Sono nata e vivo a Milano. Giornalista professionista dal 1989, lavoro come dipendente in Italia per un gruppo di tre quotidiani e sono specialista di crimini familiari, ricerca di scomparsi e indagini di cronaca nera nazionali e internazionali. Ballo tango argentino dal 2000. Il mio primo soggiorno a Buenos Aires è del 2004. Ho condotto ricerche sulla storia dell'immigrazione in Argentina e della nascita del tango. Sono stata intervistata in diretta alla radio di tango 2x4 (2008), alla radio culturale de la Ciudad del Gobierno di Buenos Aires (2009) e alla radio dell'Università de La Plata (2004). I post scritti a Buenos Aires sono frutto originale delle mie ricerche, quelli scritti dalll'Italia attingono da varie fonti, principlamente quotidiani argentini.

 

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LA DANZA DELL'UNIVERSO

"El tango es una danza poderosa porque es armònica con el movimiento del sistema en el que estamos inmersos. Es la danza de Shiva, la danza che le da forma al mundo y el mundo le da la forma a esa danza. Tiene todos los elementos: el hombre, la mujer, al yin y el yang, lo circular, el abrazo"

 

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FIGLI D'ARTISTA: ARIADNA Y FEDERICO NAVEIRA

 

MALENA, LUCIO DE MARE-HOMERO MANZI 1941

Malena canta el tango como ninguna
y en cada verso pone su corazón.
A yuyo del suburbio su voz perfuma,
Malena tiene pena de bandoneón.
Tal vez allá en la infancia su voz de alondra
tomó ese tono oscuro de callejón,
o acaso aquel romance que sólo nombra
cuando se pone triste con el alcohol.
Malena canta el tango con voz de sombra,
Malena tiene pena de bandoneón.

Tu canción
tiene el frío del último encuentro.
Tu canción
se hace amarga en la sal del recuerdo.
Yo no sé
si tu voz es la flor de una pena,
só1o sé que al rumor de tus tangos, Malena,
te siento más buena,
más buena que yo.

Tus ojos son oscuros como el olvido,
tus labios apretados como el rencor,
tus manos dos palomas que sienten frío,
tus venas tienen sangre de bandoneón.
Tus tangos son criaturas abandonadas
que cruzan sobre el barro del callejón,
cuando todas las puertas están cerradas
y ladran los fantasmas de la canción.
Malena canta el tango con voz quebrada,
Malena tiene pena de bandoneón.

 

EN LA CALLE

 

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ACADEMIA DEL TANGO

 

FOLKLORE ARGENTINO: ZAMBA Y CHACARERA

 

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