Creato da luigiderosa_2009 il 21/07/2009 |
"LEGGERE è UN'OPZIONE, COME IL VETRO CHE FONDE"
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“Mare amaro” di Luigi De Rosa – Recensione di Massimo Riccitelli Prima di leggere “Mare amaro”, ho sempre pensato a Luigi come a un uomo di cielo e di aviazione. Invece mi sbagliavo: è il mare a trasudare prepotente dai pori della sua pelle! Ne è talmente innamorato e pervaso, che ogniqualvolta descrive l’universo marino e le sue creature, la sua prosa non ha altra possibilità che quella di trasformarsi in poesia. Luigi si immedesima a tal punto con pesci, onde e fondali, da far sì che il lettore, ipnoticamente suggestionato dai suoi racconti, si senta anche lui un po’ pesce, onda, fondale, brezza marina. Ma Luigi De Rosa riesce a fare di più: oltre a stimolare i nostri recettori più prettamente sensoriali ed emotivi, è anche capace di catturare la nostra attenzione razionale con una padronanza di particolari tecnici e storici che soltanto un Marinaio vero ed esperto possiede, potendo legittimamente coniugare la poesia di una vela gonfiata dal vento con il realismo del grasso e del sudore degli uomini nelle sale macchine delle grandi navi mercantili e da guerra. Luigi è Marinaio con la M maiuscola, che nella vita e nei propri scritti sul mare ha applicato e applica l’equazione Mare = Amore = passione + poesia + fatica + dolore. Nel libro questa equazione traspare con eleganza e rispettosa sapienza, con paziente ma dolorosa discrezione: l’essere umano, arbitro spesso inadeguato del confine sottile fra ciò che è bene e ciò che è male, fra ciò che è prevedibile e ciò che non lo è, fra luce e buio, fra vita e morte, l’essere umano può in un attimo far diventare il mare tragicamente, cosmicamente amaro. Assolutamente da leggere questi racconti di Luigi De Rosa, uno scrittore che, ogni volta che pubblica qualcosa, ci offre un’opera più bella e matura. Mi piacerebbe leggere in futuro, scrtto da lui, un qualche romanzo storico sulla Marina Italiana: sono convinto che riuscirebbe a creare un’opera assolutamente pregevole e originale. |
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Post n°168 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da luigiderosa_2009
il volume è disponibile presso le librerie Feltrinelli o il sito Web www.ilmiolibro.it I tre racconti di mare prendono spunto dalla giovanile esperienza dell'autore, imbarcatosi per spirito d'avventura. La maturità, accompagnata da una laurea in sociologia ambientale, hanno contribuito alla costruzione di questi spaccati marini, dove l'ecologia e la sinergia interfacciano per suggerirci che l'oceano rimane in armonia fino a quando non si rompe l'equilibrio. La vita, giunti a ciò, cede il passo a una morte orrenda. Se da un lato, Pinnagialla porta un soffio di poesia nei cuori dei lettori, giovani e non più giovani, poiché il mare è fonte di sogni per tutti, dall'altro lato, il destino di Nino, fuochista del vecchio cacciatorpediniere, dovrebbe far riflettere coloro che vogliono usare l'oceano non come via d'acqua, ma come campo per stabilire punti di forza. All'autore piace il triangolo perfetto: pesci, mare, marinai, tre energie non corrompibili perché equilibrate da una densità estrema. L'oceano, popolato di buoni dei, è paragonabile a un'immensa placenta, il cui liquido accoglie pesci e uomini offrendo tutti gli elementi necessari e sufficienti per la loro crescita. Il patto che lega ambiente e uomo è fondato sul rispetto dell'ecosistema, alle varie profondità e si basa sulle semplici regole della saggezza. Il buon marinaio non è il contrabbandiere di droga o il trasportatore di clandestini. E' colui che dona, è un ermafrodita che ama la ricerca del ritorno (nostoi) all'utero con la forza della sua lotta per la natura, dalla quale tutti dipendiamo. All'uomo di mare è grata la divinità quando egli, nel lavoro quotidiano, amalgama vita e morte, pescando e alimentando i suoi simili, spesso mettendo a rischio la sua vita. E' questo il particolare che fa grande un piccolo marinaio. La sua missione, sia essa in una rete, o sia in un ecografo, gli fa meritare il nostro rispetto. A terra, gli uomini trovano tutto pronto; in mare, di notte e di giorno, è tutto instabile e insicuro. |
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FLAMENCO (Dominique di Nunzio)
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Questa indagine sociologica “nel sogno mancato” prende voce dalle convinzioni di diciotto testimoni selezionati tra persone che ogni giorno lavorano per l’infanzia. Esse si prodigano per il recupero, il reinserimento, la correzione dei minori di strada che vivono al margine della società colombiana. Vuole prima di tutto far conoscere il grido disperato di tutti quei bambini e ragazzi vittime di una cinica violenza e di un degrado originato dall’espansione del narcotraffico, avido di zone adatte alle piantagioni, produttore di cocaina di contrabbando da smerciare per milioni di dollari. La ricerca è stata condotta nelle città di Bogotà e di Villavicencio. Molte sono le ONG che lavorano nell’area del disagio infantile, in esse non mancano operatori italiani, laici e religiosi.
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Canonica vendesi a Villerose |
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pesco ripescato |
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LINEA E TRIANGOLO AZZURRO CON BIANCO COMBINAZIONE PERFETTA COSMICA METAFISICA |
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nel sito www.luigiderosa.org è disponibile la ricerca sociologica sulla situazione colombiana. Chi fosse interessato ad avere maggiori dettagli o notizie mi può contattare. |
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Messa greca
Pare nascosto nel Pireo antico tempio ortodosso che non teme venti d'Egeo per chiamare la gente marina. Nell'ora umida fresca d'alba sale il fumo dai ceri sospinto dai tocchi del campanile.
Cade bene l'odore d'incenso sulle nostre scolorite giacche, o sui calzoni blu ammuffiti. Pasqua greca mette in bocca preghiera che ci fa cristiani e con la palma benedetta torniamo a bordo, ma l'umore é tragico. |
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Alle murate del traghetto. arresi alla sorpresa del golfo, i turisti muoiono di luce. Nelle reflex hanno impresso rovine di cenere ghiacciante affreschi misteriosi divini come invocazioni non dette. Nell'aria ove cadde la morte incombe il vulcano fermo e dal cono spia dove vomitare. Tra aranceti e pergole di vite, al culmine del verde, in cima ascendono le ville di Capri da un blu di marmo marino indifferenti al bruto caos cosparso sul vulcano muto. Nel porto di Marina Piccola guardo una nordica bionda completare il delirio isolano. La trapassa scheggia di sole e quasi ne colgo il rumore mentre urla il vapore al molo, in partenza per Napoli nuova. Mi resta una sola libera uscita. |
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Birra gelata a Boston
Cresce nel boccale la spuma di una pinta di birra gelata per stramazzare e non udire sirene urla menzogne radio. Il chiasso del porto solare entra dalle vetrine del bar, distinguo un abbaiare rauco.
Le uova son fritte con grasso di Boston, caffè vecchio denso come il catrame del calafata. Qui, mia cara, non verrai mai, neppure se tu m'amassi; bugia ad arte scrivesti da un mese: |
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la sombrerona |
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Poesía Ultimo Acto ¡Amada noche! aquí por el vacio suelta, Huyendo las espinas duras de tus labios
Igual a marino que creció pisando ¿Qué me queda? Un ángel corsario
(En lista al Premio de poesía Casa Silva |
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Situazione AUTORI disperata ma non seria! Dinanzi alle proposte degli editori “squali”, di reazioni non ne ho più. SCRITTORI SCONOSCIUTI DELLA TERRA, UNIAMOCI |
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Alghe di luna
La strega, nel calore bahiano, vuole cavalcare la mia ombra liquefatta dai mesi di mare. Per sette dollari mi formula certe astrusità imprevedibili, accenna un amore non nato, inventa diceria e sa di donna. Mi ha scambiato per turista: forse ho in viso sapore liberale. Mi costringe a bere un infuso di alghe di luna nate a Salvador, sotto il velo di timida marea. Spaccato io stesso son perduto nella sua macumba non vedo che miraggi fumosi d'amore e con mia carne ed ossa entro nel suo giovane respiro caldo. |
BOOK TRAILER
romanzo
NARRATIVA

La toscanizzazione!
la lettura è un esercizio che stimola le aeree associative del cervello, perciò chi legge ragiona meglio!

una storia colombiana, un thriller eclettico.
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ARLECCHINO

certe volte l'anima ha più pezze che il vestito di Arlecchino
PULCINELLA

Pulcinella dei Citrulo di Acerra è definito volgare, vorace, ghiotto, spudorato, vile, burlone, insolente. Eppure, ogni sua azione va a buon fine, spesso a discapito di tirchi, gelosi, prepotenti, bacchettoni, vigilatori delle norme. Non sarebbe male avere un filo di quintessenza del suo carattere.
GIANGURGOLO
Capitan Gian
gurgolo
nobile fanfarone, gradasso, che imitava gli ufficiali spagnoli.
Dal 500 ad oggi se ne incontrano ancora molti, perché scambiano la realtà per la farsa teatrale e affliggono le persone serie.


