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Il ventaglio segreto

Post n°49 pubblicato il 05 Dicembre 2011 da Angycritica

Il ventaglio segreto

Regia ; Wayne Wang

 

Il film prende inspirazione dal best seller “Fiore di neve e il ventaglio segreto”.

Il film ambientato nella Cina del XIX secolo e in quella di oggi.

Shanghai 2000 due giovani donne, legate da una grande amicizia nata tra i banchi di scuola come le loro ave uniscono il loro destino attraverso il”laotong”.

Laotong nel passato remoto,in Cina, era una relazione o un vincolo che univa due ragazze nate in villaggi differenti per l’intera vita,a differenza del legame che avevano le sorelle giurate che dopo il matrimonio interrompevano la loro sorellanza. Per poter divenire “laotong” occorreva avere dei requisiti “Essere nate nel medesimo anno e giorno”, “Segni astrali compatibili” ecc….

Le future “Laotong” firmavano un contratto e dopo di esso ognuno diveniva la “vecchia sé stessa dall’altra”.

Le laotong comunicavano tra loro per tutta la vita per mezzo del “nu shu”, scrittura femminile in codice.

 Le nostre protagoniste del XIX secolo, Fiore di Neve e Giglio Bianco, scrivevano il loro codice nelle pieghe di un ventaglio.

Nina, Giglio Bianco del passato,di famiglia modesta insegna il mandarino alla ricca compagna Sophia, Fiore di Neve del passato.

Il film ci narra  di 2 donne del passato che come le 2 donne del presente hanno l’una verso l’altra un legame di Laotong che per noi Occidentali è di difficile comprensione.

Il presente e il passato divengono un’unica storia :l’amicizia oltrepassa i confini del tempo.

Che atrocità sopportavano le povere bimbe del XIX secolo costrette alla fasciatura di piedi. La fasciatura garantiva un buon matrimonio consentendo ad alcune di esse ad entrare a far parte di famiglie di rango superiore. I piedi dovevano essere “fiori di giglio” della lunghezza non superiore ai 5-7 cm.che i loro futuri mariti trovavano molto sex.

Leggiamo nel libro di Lisa See autrice del romanzo “Fiore di Neve e il ventaglio segreto” (pagina 33)

I due precetti di Confucio venivano insegnati alle bimbe perché avrebbero governato la loro vita futura. Il primo consisteva nelle Tre Obbedienze: “Da bambina, obbedisci al padre; una volta sposata,obbedisci al amrito; da vedova, obbedisci a tuo figlio”. Il secondo elencava invece le Quattro Virtù, “Sii casta e arrendevole, pacata e virtuosa nei tuoi atti; tranquilla e piacevole nelle parole; fine e misurata nei movimenti; perfetta nei lavori manuali e nel ricamo”.Le fanciulle che si attenevano a questi principi diventano donne virtuose.

La lettura di questo libro come il film ci colpisce nel profondo ,ci commuove e ci capire come l’amicizia supera ogni ostacolo come il vero amore (frase retorica ma forse vera). 

Bellissime le immagini cosi pure le musiche.

Bravissime le protagoniste.

 

 

                                                               ANGY

 

 

 

 

 
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Quando la notte

Post n°48 pubblicato il 05 Dicembre 2011 da Angycritica

                         Quando la notte

 

Regia e Soggetto : Cristina Comencini

Sceneggiatura : Comencini C. e Doriana Leondeff

Tratto dal romanzo di Cristina Comencini

Vietato minori 14 anni

 

LA STORIA

Marina, giovane mamma, si reca con il figlio Luca,18 mesi, in un paesino di montagna del Piemontese a trascorrere un mese di ferie.

La giovane mamma pur amando il figlioletto si sente schiacciata dal suo nuovo ruolo in quanto non si sente all'altezza della situazione.

Tutti pensano che la maternità ogni donna l'abbia nel suo DNA, in quanto è donna. Nulla di più errato madre non si nasce lo si diventa pian pianino con il buon senso e l'aiuto del marito, qui assente,che ti sostiene e come te non da nulla per scontato; con l'aiuto di coloro che hanno vissuto la medesima esperienza e ti dicono "Non è facile crescere un figlio i primi anni di vita piangono sempre e quando a due anni inizianano ad esplorare il mondo occorrono 1000 occhi e 1000 braccie.

Marina ha preso in affitto l'appartamento di Manfred guida alpina, uomo ombroso- diffidente- taciturno da sempre, peggiorato da quando la moglie è andata via con i suoi due bimbi.

Manfred sente i suoi inquilini la notte : Luca piange, piange e Marina non riesce a tranquillizzarlo.

Ogni notte sempre uguale all'altra tranne una in cui Manfred prima si allarma poi si spaventa e si vede costretto ad intervenire per Luca.

Dopo quella notte Manfred si avvicina alla giovane mamma sia

per tutelare Luca sia per dimostrare a sé stesso, più che agli altri, che tutte le donne si vogliono divertire , i figli diventano un'intralcio ai loro propositi.

Manfred conduce in gita Marina al rifugio dove vive il fratello con la moglie Bianca e i suoi tre figli, due maschi e una femmina.

Bianca confida a Marina le paure, il senso di inadeguatezza ,le incertezze e le paure vissute nei primi anni di vita del suo primo bimbo, che riuscita a superare con l'aiuto del marito.

Le confidenze di Bianca, l'incontro con Manfred cambieranno Marina che in quel mese crescerà divenendo una donna che non si spaventa più dei suoi limiti e la consapevolezza di ciò la renderà una madre migliore.

I paessaggi stupendi facilitano la nostra regista.

 Vi è un parrallellismo tra il carattere di Manfred e questi luoghi?

Maestose montagne bellissime in estate ma minacciose, pericolose e infide  quando il clima peggiora puoi restare isolato per giorni e giorni dal resto del mondo o perderti nella bufera.

Non tutti sono in grado di resistere per ciò fuggono lasciando chi si ama, come la madre del protagonista.

 

Il film alla proiezione per la stampa è sbeffeggiato.

La regista ha portato sul grande schermo una storia tratta dal suo romanzo che vuol farci riflettere sulla Maternità.

La Maternità nei primi due anni come ci dice "Bianca" è paura.

 E' un bene sentirsi inadeguato nel crescere una creaturina, che diverrà l'uomo del domani, e rendersi conto di ciò ti mette in discussione e ti fa riflettere per fare al meglio il lavoro più difficile del mondo "la mamma".

Non è vero che si nasce mamma o papa che differenza vi è tra l'uno e l'altro : nessuno. L'inadegauatezza di Marina era determinata dal sentirsi circondata da persone che volevano la madre perfetta.

Nella quotidianità non esiste la perfezione.

Un autore Russo afferma "le famiglie felici sono tutte uguali, le famiglie infelici sono l'una diversa dall'altra". 

Lo spettatore capisce perché è stato vietato ai minori di 14 anni troppo giovani per capire perché si mette in discussione il tema della Maternità.

 

 angy

 
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IL VILLAGGIO DI CARTONE

Post n°47 pubblicato il 05 Dicembre 2011 da Angycritica

Regia, Soggetto, Sceneggiatura e Fotografia : Ermanno Olmi

 

 Dopo 100 Chiodi 2007 Olmi ci ripropone un nuovo film “Il villaggio di cartone”.

Viene spontaneo chiedersi come mai Olmi, dopo la sua dichiarazione di voler girare solo documentari dopo “100 Chiodi”, abbia deciso di girare un nuovo film?

Chi ha visto 100 Chiodi ricorda certamente il tema trattato: “il ruolo della religione sui popoli e l’influenza che esercita su di essi”. Nel film  100 Chiodi Olmi parla attraverso il protagonista: “Oggi i prepotenti dichiarano che Dio è con loro: Quanti delitti abbiamo compiuto in nome di Dio? Io sono per la libertà dell’uomo” “La sapienza del mondo è una truffa” “L’educazione è il rispetto degli uomini, la disciplina è il rispetto delle regole. Le regole hanno causato la tragedia dell’umanità” “ In nome di Dio si sono fatte le crociate, si sono sottomessi popoli e distrutte civiltà.” “la vera vittoria e il perdono” .

Ricordiamo una frase del bellissimo 100 Chiodi: “Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con in amico”. La vera sapienza dev’essere posta a disposizione del prossimo, per questo la frase di cui sopra: il valore ultimo dell’esistenza umana è lo stare con l’altro.

Bellissima la fotografia del film precedente e di quest’ultimo.

Olmi inquadra i visi dei protagonisti, soprattutto gli occhi dai quali traspare malinconia, tristezza e incertezza per il futuro prossimo.

I due film lasciano un segno nell’animo dello spettattore attento, che si emoziona e si chiede: “Olmi ha cambiato idea ed ha ripreso la cinepresa perché?” Diamo tutti insieme una risposta ovvia e scontata: si è guardato intorno e come tutti ha capito che talvolta il razzismo si cela nel rispetto delle leggi.

Le Nazioni emanano nei confronti degli immigrati leggi severissime perché continua ad arrivare in tutta Europa gente disperata: famiglie in cerca di pace per i loro figli, padri in cerca di lavoro, giovani in cerca di un futuro sereno.

Olmi dedica questo film al tema dell’immigrazione e da qui prende spunto per riaffrontare il tema dell’ottusità della religione, e degli uomini che vogliono far rispettare le leggi lasciando da parte ogni briciola di umanità.

LA STORIA

Un vecchio sacerdote dopo la dismissione della chiesa della sua parocchia durante la notte la vedrà occupata da un gruppo di immigrati. Il sacerdote decide di prima aiutarli poi di proteggerli dall’autorità che vuole rinviarli nella loro terra di origine. 
L’uomo di Chiesa senza più una Chiesa comprende che il Bene è più grande della Fede e in nome di essa si deve operare. Non è il terrorismo o la difesa spasmodica delle leggi a far cambiare la Storia ma solo la pietà.

Davanti a Dio non vi saranno leggi ma si risponderà per ciò che si è fatto : Pietà, Amore, Disponibilità verso gli altri.

Olmi ci narra i patimenti, la paura fermando con la cinepresa gli sguardi di questa povera gente intimorita, infreddolita e spaventata.

Dietro ogni sguardo si cela una storia che cogliamo anche se non ci viene raccontata.

Il nostro protagonista ci narra la sua fragilità e la crisi che più volte ha attanagliato la sua vita di sacerdote e questo ce lo fa amare perché è come noi : dubbi, perplessità e paura di questo a volte terribile mondo.

Come tutti gli uomini anche Lui è debole, fragile ma diviene forte quando si erge a difensore dei poverissimi immigrati.

Questo film arriva nelle sale in contemporenea a Terraferma: i registi vogliono evidentemente sensibilizzare le persone attraverso il cinema e convingerle a non spaventarsi dell’Altro, del Diverso sia per usi sia per culture e religioni.

 

Angy

 
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Tutti per uno

Post n°46 pubblicato il 11 Ottobre 2011 da Angycritica

TUTTI PER UNO

Regia e sceneggiatura: Romain Goupil

Durata : 90’

22/3/2067 la protagonista Milana, di origine cecena, ci narra uno spaccato della sua vita “il lontano 2009” .

Nel 2009 Milana ( 9 anni ) clandestina cecena rischia di essere espulsa come tutti i cosiddetti “sans papiers”.

A quel tempo i francesi vivevano un periodo destabilizzante, di grande disagio emotivo perché si rendevano conto che per i sans papiers la libertà, l’uguaglianza, la fratellanza di fatto non esisteva. Le scuole pubbliche  con classi numerosissime,  multietniche  e con parecchi allievi senza permesso di soggiorno. La polizia incuteva timore a tutti veniva vista come una minaccia pronta a picchiare se necessario ragazzi e bambini.

Lo spettatore non può fare meno di pensare che talvolta gli adulti se autorizzati manifestano tutta la loro aggressività e trovano compiacimento in essa.

Assistiamo a veri e propri raid alle prime luci dell’alba nei quartieri parigini ad alto tasso di immigrati, famiglie divise o espulse senza alcun preavviso ,immigrati che scelgono il suicidio per non tornare indietro. Lo spettatore non può che rattristarsi perché diviene partecipe di questa triste realtà dal quale, per sua fortuna, è escluso.

Milana con i suoi compagni Blaise, Alì, Claudio, Youssef sono una banda,  in senso buono, come i moschettieri (uno per tutti,  tutti per uno) sono pronti a sfidare all’ occorrenza il sistema .

Fa parte della banda la piccola Alice sorella di Blaise, mente e stratega della banda. Questi ragazzi, piccoli manager :vendono ai compagni giochi clonati, caramelle e dolcetti vari,vivono con complicità questo momento di grande tensione e paura.

I bimbi non in regola su suggerimento delle maestre e della direttrice didattica vengono accolti dai genitori dei compagni di scuola onde evitare un’espulsione dalla Francia.

Milana è accolta da Cendrine ,mamma di Blaise.

Cendrine non accetta l’espulsione dei sans papiers 30.000 o 100.000 che differenza vi è ? “è un sopruso che non bisogna accettare” . Sembra che solo Lei si renda conto della gravità della situazione: il panico vive tra i non regolari e la paura inizia ad entrare nella quotidianità delle famiglie.

Blaise si rende conto che Milana è in pericolo rischia l’espulsione  e da stratega qual è trova la

soluzione “nascondere Milana nel covo della banda” detto fatto la banda si attrezza per vivere nel covo.

 Alice, Blaise, Milana e Claudio vivono cibandosi di cioccolata, biscotti, patatine in una cantina al buio che illuminano con delle candele. I ragazzi tagliano i rapporti con il mondo esterno “niente cellulare, dalla Sim si può risalire al loro rifugio”.

Per i bambini l’amicizia è l’unica cosa che conta veramente,  razza, etnia, differenze economiche esistono solo per gli adulti.

Ci fanno tenerezza questi ragazzi che si nutrono di patatine... ci rendiamo conto delle risorse enormi che i nostri figli posseggono nel momento del bisogno sono un pozzo senza fondo.

La scomparsa dei bimbi coinvolge l’intera nazione ed altri bimbi per solidarietà con Milana scappano di casa .

Da tutta la Francia si leva un grido “Regolarizzare Milana”

Il film ci commuove, gli attori bambini sono straordinari cosi come lo è Cendrine .

Tutti per uno (Les mains e l’air) è un gran  film. I piccoli rivoluzionari ,i piccoli moschettieri lottano contro l’ingiustizia ,il capitalismo e hanno ben capito che uguaglianza, fraternità e libertà

rischiano di divenire parole, parole nient’altro che parole.

Dopo “Welcome”   giungono dalla Francia altri capolavori:

 “Il ragazzo con la bicicletta”dei fratelli Dardenne.

 “Tutti per uno”

“Le donne del 6° piano” commedia francese ben riuscita che rallegra il pubblico ma contemporaneamente invita all’integrazione.

Tre film da non perdere.

Questi film ci fanno  porre una serie di domande: Cosa succede in Francia ? La tolleranza esiste ancora oppure è come l’acqua, un bene prezioso, che inizia a scarseggiare ?

 

                                                                                                                             Angy

 
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HEREAFTER

Post n°44 pubblicato il 18 Luglio 2011 da Angycritica

HEREAFTER
Regia :Clint Eastwood
Attori: Matt Damon ( George Lonegan), Cecile de France (Marie Lelay), Frankie e George Mc Laren  (Marcus e jason)………………
Sceneggiatura : Peter Morgan
Fotografia : Tom Stern
Musiche : Clint Eastwood
Durata : 129’

Il film ci coinvolge e ci fa riflettere sul problema della morte. La domanda che (quasi) tutti ci poniamo è: “Cosa succede quando moriamo o quando un nostro caro muore?”.
Il regista ci conduce magistralmente raccontandoci tre storie parallele .
La famosa giornalista Cecilè de France, in Indonesia con il compagno, verrà trascinata dallo tsumani e per un momento si troverà in bilico tra la vita e la morte. L’incredibile esperienza la segnerà, le cambierà vita e la indurrà a porsi delle domande
Cecile professionista affermata , donna realizzata che ama ed è amata, vedrà ricchezza e fama svanire.
Chi ci stima , chi ci ama non sempre capisce ,si ripara dietro lo scetticismo per non porsi domande a cui è difficile trovare risposta e si allontana inesorabilmente dal diverso  “colui o colei che afferma di aver visto la luce”.
Marcus e Jason badano e assistono una madre dedita più all’alcool che ai suoi due gemelli.
I due ragazzi responsabili e maturi riescono ad eludere i severi controlli degli assistenti sociali, tutto va bene sino a quanto……………..Inizia la seconda  storia , toccante e emozionante .
Lonegan sensitivo ha un dono speciale con il contatto fisico, dare la mano per esempio, sente le sofferenze vissute dalle persone e ciò lo rende infelice.
Sentire le sofferenze altrui e doloroso, per tal motivo il nostro protagonista vive in solitudine e in apparente serenità.
I tre protagonisti si incontreranno dopo sofferenze , dopo tentativi mal riusciti di incontrare ciò che si è perso e mai più tornerà, dopo aver cercato di farsi dimenticare.
Il film è bello ed emozionante non diviene mai banale e ci fa riflettere sul dopo.
Cosa succede dopo la morte?
Il film ci fa riflettere : “quando viene meno un nostro caro tutti possiamo cadere nella rete di gente senza scrupoli che approffita di noi , dandoci false speranze .
Le musiche sono belle e ci emozionano, come tutto il film.
                                                                                                                              Angy

 
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