Creato da jackwiz il 10/06/2007

Da 0... a 1

Io ho bisogno che qualcuno abbia bisogno di me, ecco cosa. Ho bisogno di qualcuno per cui essere indispensabile. Di una persona che si divori tutto il mio tempo libero, il mio ego, la mia attenzione.

 

 

Onde...

Post n°866 pubblicato il 14 Agosto 2017 da jackwiz
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Quando si infrangono i miei sogni.. quello è il momento in cui m'accorgo a volte che i sogni son come onde, che alla fin s'infrangono contro il destino del loro non esser nulla, se non biancastra spuma che al mare consegna l'illusione del mio voler essere diverso da quel che in fondo sono.. quel mar che forma i sogni, il cui destino è infrangersi..

 
 
 

50 parole... per TU più IO

Post n°865 pubblicato il 14 Aprile 2017 da jackwiz

 
 
 

LA DOSE...

Post n°862 pubblicato il 05 Aprile 2017 da jackwiz
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Non appena cresce il disagio, torna il bisogno di una dose: chiamare l'amico, uscire, la ragazza, cibo, tenersi occupati, andare a correre, bere, fumare, ecc.
Non si cerca di star bene, ma si cerca di non star male.
Non si tratta necessariamente di evitare certe esperienze, ma di scoprire il grosso fraintendimento alla base. Nella soddisfazione momentanea, il livello del disagio diminuisce, anche se per brevi momenti.

Confondere, quindi, l'essere felici e lo star bene, con il non essere infelici e il non star male, è un primo elemento di fraintendimento comune. Facilmente diciamo di star bene con qualcuno, quando invece grazie a quel qualcuno non stiamo male, perché abbiamo una distrazione dal disagio esistenziale che ci accompagna tutta la vita. Ci si abitua a certe emozioni, e l'altra persona o situazione diventano il pretesto per continuare a sentirle, evitandone altre più spaventose. Nella solitudine, nell'assenza di direzioni, anziché vivere quella verità, cerchiamo nuovamente di innamorarci di qualcuno, o di fantasticare su qualche futuro. Insomma, vogliamo la nostra dose.

Preferiamo una falsa felicità piuttosto che una vera, solo per evitare di non attraversare la grotta ed uscire dall'altra parte. Conosciamo persone e situazioni apparentemente nuove, ma mai dopo aver superato la grotta, bensì sempre allo stesso punto. Infatti, pur cambiando corpi e scenografie, le emozioni, le colpe, le pretese, sono sempre le stesse.
Provare a rimanere senza soluzioni, senza correre verso la propria dose personale è l'azione più coraggiosa che si possa fare. La via verso la disintossicazione emozionale passa, necessariamente, per il sentire il proprio corpo e la mente tremare al bisogno della sua dose personale. Vedere la propria ombra per la prima volta, sentire quella paura di essere uccisi da questa, e scoprire che non uccide.

Gabriele Pintaudi

 
 
 

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Post n°860 pubblicato il 05 Aprile 2017 da jackwiz

I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l'ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c'è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l'insoddisfazione per l'esistenza del mondo.


Fernando Pessoa

 
 
 

You're BeautifuL

Post n°859 pubblicato il 01 Aprile 2017 da jackwiz

La mia vita è stupenda. 
Il mio amore è puro. 
Ho visto un angelo. 
Di questo ne sono certo. 
Mi ha sorriso nella metropolitana. 
Era con un altro uomo. 
Ma io non perderò sonno su questa cosa, 
Perché io ho un piano.

Sei bella 
Sei bella 
Sei bellissima, 
Ho visto il tuo viso in un posto affollato, 
E io non so cosa fare, 
Sei bellissima 
Sei bella 
Ma non posso sfuggire alla verità, non sarò mai con te

Sì, lei ha catturato la mia attenzione, 
Mentre camminavamo nelle vicinanze. 
poteva vedere dalla mia faccia che ero 
F*ttutamente su di giri. 
E non penso che la vedrò ancora, 
Ma abbiamo condiviso un momento che durerà fino alla fine

Sei bella 
Sei bella 
Sei bellissima, 
Ho visto il tuo viso in un posto affollato, 
E io non so cosa fare, 
Sei bellissima 
Sei bella 
Ma non posso sfuggire alla verità, non sarò mai con te

Sei bella 
Sei bellissima 
La tua bellezza è vera. 
Deve esserci un angelo con un sorriso sul suo volto, 
Mentre pensava che avrei dovuto rimanere con te.

Ma è il momento di affrontare la verità, 
Non starò mai con te.

 
 
 

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Post n°858 pubblicato il 28 Marzo 2017 da jackwiz

Ti guardo attraverso i vetri
di un enorme labirinto.
Sei vicina
eppure irraggiungibile,
donna di pietra.
Strana entità che mi chiami
e mi respingi.

 
 
 

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Post n°857 pubblicato il 26 Marzo 2017 da jackwiz

Io sono un bisonte. Non conosco la vendetta, non riesco ad avere rancore. Ho capito quanto dolore si può sopportare nella vita

 
 
 

Non si può togliere dalla testa ciò che non esce dal cuore.

Post n°856 pubblicato il 23 Marzo 2017 da jackwiz

Dicono che voler dimenticare significhi ricordare per sempre, e hanno ragione. Cercare di sbarazzarsi dei propri sentimenti è un’avventura che può finire in tragedia. È un suicidio emotivo, una vera follia.

Di certo, non è la stessa cosa provare a dimenticare un pensiero che un sentimento o un’emozione. Con il primo, possiamo riuscirci: è sufficiente abituarsi a pensare ad altro, dirsi “basta” o “stop” quando questo sovviene alla mente.
Tuttavia, tentare di eliminare le nostre emozioni e ciò che esse comportano significa negare la realtà e rifiutare gli insegnamenti che ci si presentano. Voler inibire o sbarazzarci di ciò che sentiamo nel profondo non farà altro che ingigantire tutto ciò che vogliamo evitare.

“Ormai non l’amo più, è vero, ma forse l’amo ancora.
È così breve l’amore e così lungo l’oblio.
E siccome in notti come questa l’ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d’averla persa.”

(Pablo Neruda)

Voler dimenticare significa ingannare se stessi

Molte volte voler dimenticare significa alimentare inconsapevolmente l’ossessione per quella determinata persona, non rinunciare a quel che ci ha fatto, sentire la sua presenza o il suo ricordo. Tuttavia, può darsi che ciò che vorremmo dimenticare non sia una persona, bensì una sensazione.
Ogni emozione e ogni ricordo ci spinge a prestare attenzione al nostro io più profondo, quell’io a cui non badiamo nel quotidiano. È per questo che è così difficile da capire: molto spesso la nostra coscienza e le nostre parole non riescono a comprendere ciò che trabocca dall’anima.
Tali situazioni richiedono un lavoro interiore molto intenso, che sicuramente ci pesa. Dobbiamo essere consapevoli che è molto probabile provare sentimenti contrastanti, arrabbiarsi con se stessi e con gli altri, sentire ira, gelosia ed altre emozioni che la nostra morale castiga.
È una cosa normale, quindi dobbiamo accettarla. Non possiamo dare alla nostra mente l’incarico di evitare le nostre emozioni: non solo è impossibile, ma anche molto pericoloso.
Ciò che dobbiamo fare è imparare a gestire queste emozioni, a controllare i nostri comportamenti e a favorire il nostro benessere. Lavorare su questo punto significa non sforzarci di stare bene a tutti i costi, bensì provare a tollerare quel che sente il nostro cuore.
In altre parole, scappare dalla sofferenza è impossibile; l’unico modo per farla scomparire è permetterci di sperimentarla e di viverla fino a che questa non si esaurisca.

Ricordare ciò che ci ha lasciato il segno

La soluzione non sta nel tentativo di evitare il dolore, bensì nella comprensione, per poter ricordare senza dolore. Il cuore guarisce solo quando riusciamo a conservare nella memoria i bei momenti.
Ciò che ci fa soffrire non è il ricordo di quegli istanti, ma la perdita di qualcuno che amavamo o di un sentimento che è sfumato e che non riusciamo a riconquistare. L’essenza dell’aria che respiravamo in sua presenza, l’odore di quell’ossigeno con il quale contavamo fino all’infinito migliaia di volte…
Se faremo lo sforzo psicologico di comprendere che le persone della nostra vita vanno e vengono, ci renderemo conto che l’importante è quello che è entrato dentro di noi, perché lì rimarrà per sempre.
Quando saremo capaci di fare questo passo, riusciremo a sentire tutto ciò che abbiamo reso nostro, ciò che fa la differenza, ciò che ci restituisce alla vita e che forma il prima e il dopo.

In altre parole, ognuno dei nostri sentimenti si trasforma in una parte di noi alla quale non possiamo rinunciare; tutto ciò che ci fa male perdere resterà per sempre dentro al nostro cuore.

(dal web)

 
 
 

La differenza tra voler bene e amare spiegata da Il Piccolo Principe

Post n°855 pubblicato il 17 Marzo 2017 da jackwiz
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«Ti amo» – disse il Piccolo Principe.

«Anche io ti voglio bene» – rispose la rosa.

«Ma non è la stessa cosa» – rispose lui. – «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia. Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa.»

Voler bene significa sperare, attaccarsi alle cose e alle persone a seconda delle nostre necessità. E se non siamo ricambiati, soffriamo. Quando la persona a cui vogliamo bene non ci corrisponde, ci sentiamo frustrati e delusi.

Se vogliamo bene a qualcuno, abbiamo alcune aspettative. Se l’altra persona non ci dà quello che ci aspettiamo, stiamo male. Il problema è che c’è un’alta probabilità che l’altro sia spinto ad agire in modo diverso da come vorremmo, perché non siamo tutti uguali. Ogni essere umano è un universo a sé stante.

Amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse. Amare è permettere all’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro. È un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi, di offrirsi completamente dal profondo del cuore. Per questo, l’amore non sarà mai fonte di sofferenza.

Quando una persona dice di aver sofferto per amore, in realtà ha sofferto per aver voluto bene. Si soffre a causa degli attaccamenti. Se si ama davvero, non si può stare male, perché non ci si aspetta nulla dall'altro. Quando amiamo, ci offriamo totalmente senza chiedere niente in cambio, per il puro e semplice piacere di “dare”. Ma è chiaro che questo offrirsi e regalarsi in maniera disinteressata può avere luogo solo se c’è conoscenza.

Possiamo amare qualcuno solo quando lo conosciamo davvero, perché amare significa fare un salto nel vuoto, affidare la propria vita e la propria anima. E l’anima non si può indennizzare. Conoscersi significa sapere quali sono le gioie dell’altro, qual è la sua pace, quali sono le sue ire, le sue lotte e i suoi errori. Perché l’amore va oltre la rabbia, la lotta e gli errori e non è presente solo nei momenti allegri.

Amare significa confidare pienamente nel fatto che l’altro ci sarà sempre, qualsiasi cosa accada, perché non ci deve niente: non si tratta di un nostro egoistico possedimento, bensì di una silenziosa compagnia. Amare significa che non cambieremo né con il tempo né con le tormente né con gli inverni.

Amare è attribuire all'altro un posto nel nostro cuore affinché ci resti in qualità di partner, padre, madre, fratello, figlio, amico; amare è sapere che anche nel cuore dell’altro c’è un posto speciale per noi. Dare amore non ne esaurisce la quantità, anzi, la aumenta. E per ricambiare tutto quell'amore, bisogna aprire il cuore e lasciarsi amare.

«Adesso ho capito» – rispose la rosa dopo una lunga pausa.

«Il meglio è viverlo» – le consigliò il Piccolo Principe

 
 
 

...

Post n°854 pubblicato il 26 Dicembre 2016 da jackwiz
Foto di jackwiz

Ho sempre ascoltato ciò che veniva dal cuore... 
io vivo di emozioni... di sentimenti... di ciò che "sento"... 
non conosco opportunismo ne falsità... 
mi irritano "dispetti" e ripicche...
Vivo di cose semplici... ma vere !!

 
 
 
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I HAVE A DREAM

Tra le mie braccia dormirai
serenamente
ed è importante questo sai
per sentirci pienamente noi

 

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SOGNO E REALTÀ

a volte vorrei essere così


ma sono così


 

IO CI CREDO

 

Conserva l’amore nel tuo cuore.

Una vita senza amore
è come un giardino senza sole
dove i fiori sono morti.

La coscienza di amare
ed essere amati
regalano tale calore
e ricchezza alla vita
che nient’altro può portare.

 

 

CUORE

 

 

“Quando si percorre il sentiero della vita col cuore messo a nudo,
si corre il rischio di vederlo spesso sanguinare.”

(Ma qual è l’alternativa...
un cuore cauterizzato?)

 

 

 

 

VA TUTTO BENE

Ho capito dove va a finire il sole quando non c'è più
dietro a quelle cose che mi coprono la visuale
per poi ritornare sopra le colline a svegliarmi ancora
per ricominciare
Ho capito che dopo l'inverno c'è la primavera
come una promessa che la terra fa a tutta l'umanità
come quando mamma si raccomandava e io
che ho fatto sempre quel che pare a me
Ah, se fossi stato solo un po' più io
se avessi fatto un po' più a modo mio
ma ciò che conta è che ora sono qui, e finchè va così
Vivo di emozioni che io mi spalmo sulla faccia
e ho una musica che gira da una vita sempre in testa
ho un amore appeso a un filo come panni ad asciugare
che profumano di sole, che raccolgo quando piove
e una strada tutti i giorni che mi porta fino a casa
ho uno specchio per guardarmi ed un letto per la sera
e poi mille sogni addosso, dormo poco e penso troppo
forse sono ancora in tempo, se ci credo e non mi perdo
Io, ho capito che nulla è per sempre, tutto prima o poi sarà
un'immagine nella mia testa, una fotografia
che se ieri è stato, se domani sarà mai
è oggi che posso e devo vivere di tutto quel che c'è, ma
se fossi stato solo un po' più io
se avessi fatto un po' più a modo mio
ma ciò che conta è che ora sono qui, e finchè va così
Vivo di emozioni che io mi spalmo sulla faccia
e ho una musica che gira da una vita sempre in testa
ho un amore appeso a un filo come panni ad asciugare
che profumano di sole, che raccolgo quando piove
e una strada tutti i giorni che mi porta fino a casa
ho uno specchio per guardarmi ed un letto per la sera
e poi mille sogni addosso, dormo poco e penso troppo
forse sono ancora in tempo, se ci credo e non mi perdo

 
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