Creato da ildiariodellalinda il 05/04/2006

il senso della vita

per chi crede nella vita, anche quella più piccola nella pancia di una donna. Questa è la mia storia, un esperienza attraverso interruzioni di gravidanza, una morte perinatale e due splendide bambine.

GENITORI DI UNA STELLA

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Un associazione per chi, come noi, deve affrontare la morte perinatale del proprio figlio. Un’associazione di mamme e papà a servizio di altre mamme e papà, che si propone innanzitutto di offrire un aiuto immediato per lenire, per quanto possibile, la solitudine e lo smarrimento iniziale.
L'associazione  è nata dall'incontro mio e di Giovanna, avevamo condiviso le stesse emozioni, e
provato la stessa voglia di essere mamma, forse di una stella, ma mamma comunque, ma soprattutto avevamo la stessa voglia di aiutare gli altri.

l'inizio dell'associazione

 

 

IL LIBRO

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Della serie "tutti possono pubblicare un libro", ecco la mia storia e quella della mia bambina che è iniziata con un diario della gravidanza, diventato poi una terapia al dolore del tutto personale, passata dopo 4 anni e 1/2 su una pagina web ed ora un libro. Così uno può leggere tutto su internet, oppure con due pagine sul divano. Senza nessuna pretesa quello che con una parola un po' grossa posso chiamarlo:

 

Il mio libro: "il diario della Linda"


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Fotografie di strade, piazze, panorami e particolari di una Londra vestita di Natale.

 
 

ESPERIENZE D'ABORTO

La parola alle donne che hanno fatto l'IVG, che hanno avuto un raschiamento, che hanno rinunciato per sempre al loro figlio.
Basta chiacchiere e giudizi è ora di leggere.
 

RICORDI MUSICALI

 

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Anno Scolastico 2016 2017 ... andato!

7 giugno 2017
Ultimi giorni di scuola, ultimo sforzo, non sappiamo come mai invece di allentare i compiti, negli ultimi giorni si concentra lo studio, sarà perchè gli insegnanti devono finire il programma e sono in ritardo? Ma ciò che conta è che finalmente e ufficialmente inizia il periodo estivo e vacanziero, non solo per loro ma anche per me, che finalmente mi trovo in ritmi più rallentati, non ho bisogno di dire continuamente la frase "hai finito i compiti per domani?"
Gli allenamenti delle figlie, anche se presenti diventano un modo per non stare a "bighellonare" tutto il giorno. 
Unico problema momentaneo, gli esami di Siria, che conclude anche questo ciclo delle medie, sempre più grande, sempre meno per mano mia e sempre di più accompagnata dal fidanzato, amici e tutto ciò che non siano i genitori.
Iniziano le prime scelte importanti, le scelte che costruiscono il futuro: come la scelta delle scuole superiori e l'impegno di studio che ne deriverà.
Prendiamo questo sole di giugno e godiamoci il caldo, i piedi infilati in un bel paio di sandali o ancora meglio, infilati nella sabbia, il corpo riscaldato dal sole per levare l'umidità dell'inverno, iniziano le lucciole (sempre meno), i grilli la notte e tra un po' anche le cicale. 
Diamo inizio al mio periodo preferito dell'anno, addio scuola, addio inverno e primavera e BENVENUTA ESTATE!

 
 
 

Buon compleanno Linda, 17 maggio 2017

Oggi è il tuo compleanno e mi trovi sempre un po' così malinconica ed anche se la vita scorre e il mondo va avanti senza accorgersi del tuo passaggio, io ti vivo ogni giorno nel mio cuore. 
Quindici anni senza di te, sfumata in un ricordo lontano di quell'immagine d'infante che ormai non ti appartiene più, sei una ragazza che non appare in sogno e che non saprei riconoscere, se non con il cuore, ma il tuo ricordo vive e splende in me, oggi più di sempre.
La disperazione si è trasformata in dolcezza, il dolore in serenità, la paura in sicurezza, la solitudine in un abbraccio caldo di protezione e le lacrime in preghiera.
Questo rimane sempre il nostro giorno speciale, il giorno in cui fermo per un attimo la mia vita, per rivivere i luoghi dove ti sento vicina ... e c'è sempre quella carezza di vento, quel bacio di sole, quel cuore trovato in un petalo di rosa o in un sasso, regali che mi danno la certezza che tu mi sei accanto.
Ti amo figlia che vivi la perfezione, mi sento così fragile davanti alla tua forza, tanto che questo sentirsi figlia di mia figlia si fa strada sempre di più e sempre di più mi affido a te: quando non so come fare, quando non riesco ad avere pazienza, quando sbaglio con le tue sorelle, quando l'infinito amore per loro non basta, quando la quotidianità schiaccia le mie giornate e la mia anima, così chiedo a te di sollevarmi e di farmi godere un po' della tua beatitudine.
Sorreggimi e non pensare che io sia così forte, oggi sorrido al cielo orgogliosa di essere tua mamma, buon compleanno amore.
 

 
 
 

Le parole hanno un peso

Quando ci arrabbiamo, spesso si dicono parole che pensiamo, che portiamo dentro a cui però non crediamo fino in fondo, oppure minacciamo di fare qualcosa che non faremo mai. 
Tutto questo è dettato da una arrabbiatura, da un modo di fare che ci ha dato fastidio, da qualcosa che proprio non riusciamo a tollerare. 
Così queste scene le vivo nella mia vita quotidiana, le parole che a volte dico alle mie figlie di cui poi in silenzio mi pento.
Perchè le parole hanno un peso, se io oggi mi arrabbio e dico: "vorrei andare via, non riesco più a gestirvi, torno quando la scuola è finita!" se io oggi vi dico: "mi portate all'esasperazione, sempre discussioni, prima con una, poi con l'altra, voi mi volete vedere morta!" ... certo che penso a quello che dico, sento tutto il peso e la fatica delle litigate e non posso fare a meno di dirvi che per me "è sbagliato" perchè devo cercare di educarvi, di insegnarvi a non dare la colpa sempre agli altri, a prendervi le vostre responsabilità, perchè tutto questo fa parte del "pacchetto crescita", quello che dico è per spronarvi a ragionare o per cercare di avere comprensione della fatica che fanno tutti i genitori ... ma poi quando magari uscite di casa, oppure quando mi ritrovo da sola penso che ... le parole hanno un peso ... se io oggi vi dico questo e domani poi non ci sono più davvero? Voi portereste il peso delle mie parole per tutta la vita e forse non capireste quanto vi amo e che certe litigate sono per farvi crescere, che in adolescenza è normale il conflitto tra figli e genitori, che tutto questo è successo anche a me con la nonna e il nonno e le parole sono andate e venute proprio perche il giorno dopo ci abbracciavamo e facevamo pace. 
Sappiate, mie care figlie che per voi ci sarà sempre l'amore, non ci sarà mai un rancore duraturo e soprattutto che le braccia della mamma saranno sempre aperte, qualsiasi cosa ci siamo dette, perchè il mio amore per voi è PER SEMPRE! 
Perdonate le mie parole e sappiate che la fatica di crescervi è superata dall'amore che provo per voi!
 
La mamma

 
 
 

Manuale del perfetto piegatore

Santo fu quel giorno che smisi di stirare

Mio babbo, nell'ormai lontano 2011, prima di lasciarci, passò un mese all'ospedale ed io figlia attaccatissima, feci un mese al suo fianco a tenergli la mano. 
Alle mie bambine che erano al mare dicevo "ognuno con il suo babbo", così un grandissimo regalo che ho avuto da questo mese di sofferenza, sono state due ore della mia vita a settimana, ovvero le due ore che passavo a stirare.
Infatti durante questo mese, non potendo fare nient'altro che stargli accanto, mi arrangiavo piegando tutto ciò che lavavo, senza poi soffrire di una visone sgualcita di me stessa. Così negli anni ho affinato la tecnica e oggi posso dire che santo fu quel giorno che smisi di stirare.
Manuale del perfetto piegatore
  1. fare la lavatrice, non troppo piena e cercare di non farla centrifugare a lungo
  2. stendere i panni il prima possibile, senza lasciarli nel cestello o prenderanno troppe pieghe
  3. fondamentale è stenderli nel modo corretto:
    • prendere il capo e sbatterlo un po' sulle gambe in modo da distenderlo e togliere le pieghe generate nella centrifuga
    • metterlo sui fili in modo che i segni delle mollette non siano poi evidenti:
      per le magliette tenderle in modo da mettere le mollette nella cucitura sotto l'ascella
      per i pantaloni nella cucitura della vita sulla parte posteriore interna 
      per i lenzuoli la piega corrispondente all'altezza della balza che usiamo quando rifacciamo il letto
  4. fondamentale è piegarli il meglio possibile:
    • togliere i panni senza lasciarli troppo al sole o troppo a seccare all'aria
    • piegarli subito, possibilmente sul letto, in modo da usare l'attrito della coperta per tendere le pieghe che si sono formate
  5. fare la pila di panni e mettere le cose più sgualcite per prime (tipo i pantaloni) e le cose che invece vanno sotto i vestiti, tipo canottiere oppure quelle che le persone non vedono, come i pigiami, magliette etc. in cima alla pila
  6. il consiglio è di non metterli subito nel cassetto ma lasciarli un po' a "stirarsi" con il peso, magari li mettiamo a posto il giorno successivo
  7. se poi abbiamo i radiatori accesi, possiamo appoggiare i panni al caldo, sempre in pila, così i tessuti si diestenderanno con il calore
  8. una triste notizia ... LE CAMICE DEVONO ESSERE PER FORZA STIRATE!
Se non fate parte di quella categoria di donne che stirano anche i calzini, sopravviverete egregiamente e credetemi se anche c'è qualche pieguccia, si stirerà dopo due minuti che avete indossato il capo. Per qualcosa è inevitabile prendere il ferro, magari qualche bel vestitino delle vostre bambine (avendo le figlie ormai in piena adolescenza, che hanno bandito il rosa, le gale e le gonne, per me è sicuramente più facile). Lenzuoli e asciugamani credetemi possono stare piegati e verranno una meraviglia o comunque pensate sempre che "IL GIOCO VALE LA CANDELA" e che due ore in meno a settimana sono tutte per voi!

 
 
 

Che fatica la vita!

Mi sento sotto assedio, il lavoro, la famiglia e soprattutto le figlie con lo sport, lo studio, il loro tempo libero e tutto quello che gli ruota intorno.
Quando erano piccole, c'erano i problemi di sonno, bizze, malanni di stagione, ma niente in confronto ad oggi. 
Vivo sempre pronta alla battaglia e più che cerco di evitare gli scontri, più che invece ne sono tirata dentro, vivo cercando di far da "pacera" in ogni situazione, cerco di trovare la giusta spiegazione di giustificare cosa fa questo o quello, non parlar male di nessuno.
Sì ammetto la mia debolezza nelle punizioni, ammetto di non essere più una madre severa, di cercare sempre di aiutarle, mi prodigo per loro e sicuramente sbaglio, perchè tutto ciò produce il famoso effetto "zerbino" ... questa consapevolezza che hanno di me che tanto alzo la voce, mi arrabbio e poi non faccio nient'altro, il famoso "can che abbaia non morde".
E allora? Tra qualche anno avrò bisogno di un trapianto di fegato? 
Può essere! A volte cerco di fargli capire che devono cercare di aiutarmi, di venirmi incontro, come io faccio tutti i giorni con loro, ma le mie mosse sono vane e inutili e non mi riesce trasformarmi in qualcosa che non sono. Ieri mia mamma ha detto: "tu sei troppo buona, come era il tuo babbo! Io vi dicevo di no, poi arrivava lui e vi contentava sempre!" però la differenza e che io di mio babbo ne avevo rispetto e non lo facevo arrabbiare, loro certo non mi mancano di rispetto, ma sono le regine della disobbedienza, quelle che la colpa è sempre degli altri. 
Un giorno spero che capiscano quello che ho provato, i genitori fanno sempre tutto con tanto amore altrimenti non sarebbe possibile sopportarli! Ci vuole pazienza? No ormai devo pensare che ci vuole la Santità per poter sopportare questa adolescenza multipla! Dico solo ... menomale che sono tornata a correre!

 
 
 

Buon compleanno Genitori di una stella

26 settembre 2006

Giovanna: Congratulazioni per i tuoi mille accessi! E' stata un'iniziativa fantastica, tanto utile per me. Proprio per questo mi frullava in testa 

un'idea, nata dalla triste considerazione che nei nostri casi non solo eravamo preparate alla tragedia, ma siamo state poco accompagnate nei 
primi momenti dalle strutture ospedaliere...quasi fossero impreparate anche le infermiere e le ostetriche in quelle circostanze. Sarebbe bello cercare di aiutare le altre persone che purtroppo faranno la nostra esperienza prima, non solo dopo aver avuto la forza - dopo 

qualche settimana o mese - di accendere un computer e far sapere che ci sono mamme solidali pronte all'aiuto ed al consiglio. L'idea quindi era 
quella di costituire un'associazione

Ilaria: Ciao Giovanna, in questi giorni pensavo e ripensavo ad un evoluzione del diario, pensavo ad un intervento di psicologi della asl, alla collaborazione delle ostetriche, a me all'ospedale dove mi conoscono molto bene, dopo quello che mi è successo e le altre due gravidanze consecutive in cui mi hanno seguito le ostetriche di lì ... ho fatto amicizia con tre di queste donne eccezionali, poi pensavo a tossicologia, che mi ha levato tantissimi dubbi riguardo alla mia colpevolezza per aver usato detersivi, smalti, colpi di sole ... ed eccoti, mi hai letto nel pensiero !!!! Io sono pronta, puoi davvero sentire quanto può costare e cosa bisogna fare. Sai, sei una grande persona anche te e sono convinta che l'unione fa la forza !!!

26 febbraio 2007 ... 26 febbraio 2017
L'associazione andava online per la prima volta il 26 febbraio 2007, con un sito gratuito di "libero", ignare di dove ci avrebbe portato e cosa avremmo fatto, inizialmente pensavamo ad un'associazione con strutture, statuti, regole, tessere associative e libri contabili, un'associazione presente nelle strutture ospedaliere ... poi le prime mamme si sono affacciate sul forum ... e noi abbiamo iniziato a pensare come i nostri figli, ci piaceva questa libertà che le mamme avevano di poter andare e venire nel nostro prato di margherite senza bisogno di limiti o iscrizioni legate ad un anno, ci piaceva la libertà del non dover chiedere, ma soprattutto ci piaceva l'idea di essere prima di tutto e semplicemente AMICHE.
Ricordo ancora l'esatto momento in cui decidemmo, eravamo a Greve in Chianti, Giovanna era venuta un fine settimana a Firenze per stare insieme, io avevo fatto un sogno e lo raccontavo: un parcheggio assolato, solo che invece di auto era pieno di carrozzine e con tante persone intorno felici, poi la domanda: "allora che facciamo?" ... risposta di Giovanna "rimaniamo così!". Eravamo così felici della la nostra scelta, senza dubbi nè incertezze, sapevamo che era la decisione giusta! 
In quegli anni, quando raccontavi la tua storia sul forum oppure quando dovevi scrivere per consolare un'altra mamma, dovevi metterti a sedere, aprire il computer e trovare i cinque minuti che ti facevano dire le parole giuste e la cosa incredibile era che spesso, la mamma che era in difficoltà, nel giro di poche ore, trovasse tutte noi pronte a consolare, ma allora non esisteva una notifica, non esisteva "Ilaria è online", non ci mandavamo messaggi per scriverci "ho bisogno" ... eravamo semplicemente lì, connesse da fili celesti.
Non posso fare a meno di ricordare le mamme che abbracciamo anche oggi o comunque vicine di anima, sorelle, colonne portanti dell'associazione, le prime a scrivere le loro storie: Laura, Loredana (LoryeLory), Stefania, Verusca, Claudia, Loredana (Anna), Alexandra, Eleonora, Marcella, Silvia P., Silvia B., Monica, Livia, Daniela ... fino ad arrivare alle storie, prima che sul forum non scrivesse più nessuno: Katia, Francesca, Michela, Elisa, Maria Teresa, Federica A., Federica M., Loredana S., Nicoletta, Marianna, Simona, Rossana, Susan (ne avrò dimenticata sicuramente qualcuna, perchè eravamo davvero tante, perdonatemi in anticipo <3) sarebbe stato perfetto averle tutte con noi oggi, ma so che con il cuore siamo unite, perchè come diciamo sempre, da lassù i nostri figli ci vedono vicine anche se lontane.
E poi l'avvento di facebook, i messaggi erano più veloci, ma consultabili ovunque, anche in vacanza, anche dall'altra parte del mondo, ormai non importava avere un pc ma bastava il solo cellulare e una connessione wii-fi, che poi i canali social li abbiamo praticamente usati tutti, whatsapp, instagram, youtube, ma anche il vecchio telefono ... e chi più ne ha più ne metta! 
Ed eccoci ai giorni nostri, siamo davvero tante ed ora che siamo anche su facebook e ci contiamo in modo diverso, siamo ancora di più (Antonella, Gemma, Paola, Marina, Erika, Daniela, Daria, Melita, Marta, Federica, Valentina, Sonia, Barbara, Stefania, Andrea, Annamaria, Alice, Piera, Giulia, Lucia, Pina, Enza, Susanna, Mary, Anna, Elena, Cristina, Tiziana, Laura, Rossana, Stefania, Teresa, Rosalba, Virginia, Manola, Maria Anna, Michela, Ilaria ... fino ad arrivare a tutti gli 895 membri del gruppo), c'è sempre chi va e chi viene, la mamma che legge, quella che scrive, chi risponde, la mamma presente e la mamma di passaggio, ma ognuna di voi ha composto un pezzetto di questa storia, sia chi ha fatto molta strada con noi, ma anche chi ha fatto solo qualche passo.
Oggi il compleanno è nostro! Oggi contiamo i sorrisi, gli arcobaleni, le lacrime raccolte, gli abbracci dati, i messaggi mandati, le telefonate fatte, i cuori palpitanti di whatsapp, le braccia lunghe del forum, oggi festeggiamo la nostra AMICIZIA, quella lunga 10 anni e quella di pochi minuti fa.
BUON COMPLEANNO GENITORI DI UNA STELLA oggi sono felice non posso altro che alzare gli occhi al cielo e ringraziare per questo dono immenso ... voi!

Ilaria

 
 
 

Quest'anno il San Valentino è tuo

E' sì, sono mesi che vi girate intorno, timidi e impacciati quando siete sotto i miei occhi o gli occhi della gente, ma messaggieri impavidi notturni nascosti nel buio e nel silenzio della sera.

Ci siamo un po' arrabbiati per queste modalità che noi, generazione antica, non capiamo, voi non ancora abituati a spiegare con calma le vostre ragioni, sempre pronti alla battaglia e atratti dal fare le cose di nascosto,  credendo che questi antichi genitori siano anche fessi, ma tutto si supera ... con il dialogo, ed è una lezione da imparare per tutti, anche per noi genitori che ci approcciamo per la prima volta a questa faticosa adolescenza!

Così, ora è bello vedere l'emozione nei tuoi occhi, l'imbarazzo della voce nel parlare di lui.

Questo San Valentino è tutto tuo, bambina mia che ormai sei ragazza e che cresci sbocciando come una farfalla, fa della tua vita una meraviglia e circondati di persone che ti amano e che ti vogliono bene.

La mamma

 

 
 
 

Quotidianità

Mesi d'inquietudine, una serenità che tardava a venire, nessun problema evidente se non la quotidianità della vita. 

Mi sentivo schiacciata in un ruolo che non mi apparteneva, mi sentivo messa all'angolo familiarmente come "quella che rimette a posto, cucina, lava e accompagna le figlie, ovunque vogliano" come una collaboratrice domestica e tassista senza stipendio, quella che urla, quella che si arrabbia continuamente perchè non c'è ordine, quella che ripete continuamente "studiate" ... questa davvero sono io? forse è davvero così riduttivo il ruolo della mamma?

Nessuno spazio per me, completamente annientata dalla famiglia e da quest'adolescenza incombente, l'amore enorme per le mie figlie, per mio marito e la passione per la fotografia non era sufficiente a farmi sentire realizzata, avevo bisogno di altro, avevo bisogno di riappropriarmi di me stessa.

Così torno a correre, sperando che tutto ritorni nella giusta dimensione, che riesca a trovare più pazienza nella gestione familiare, che riesca a trovare un dialogo invece dell'urlo e riesca a farmi scivolare un po' di cose sulle spalle senza che necessariamente si fermino allo stomaco.

E nel frattempo cambio la suoneria del cellulare fly away from here non voglio volare via da voi, ma ho bisogno di sentrirmi più leggera, ora ho una zavorra sul cuore che non mi permette di essere serena ... io sono allegra, io rido, io sono felice, io amo la vita ... non voglio essere così non voglio questa inquietudine di cui nessuno si accorge.

 

 
 
 

31 luglio 2015 | 9 gennaio 2017

Riparto da me

Era il 31 luglio del 2015, una mattina, verso le 7 ... ormai avevo preso questa abitudine, due volte a settimana mi svegliavo presto e mentre tutti dormivano beati mi facevo la mia mezz'ora di corsa con il giro dei ponti, un po' meno di 5 km, poi una doccia veloce, colazione e via a lavorare in bicicletta, nemmeno a vent'anni facevo tutta questa attività.

Poi il 1 agosto si è abbattuta una tempesta sul parco dell'Anconella, che ha distrutto tutti gli alberi, i giochi dei bambini e i sogni di ogni abitante del quartiere che sfruttava quel grandissimo parco per passeggiate, corse, giochi e feste. 
Era 14 anni che andavo a correre in qui luoghi e vedere il "mio" parco ridotto così, mi faceva stringere il cuore, mi provocava una grande malinconia, così ho smesso ... ho smesso di correre, per mesi passavo vicino e lo vedevo trasformato in una discarica di legna, ma l'aiuto del Comune e di tante iniziative che sono state fatte per ripiantare gli alberi e soprattutto l'aiuto di tanti volontari (gli Angeli del bello), lo ha riportato piano piano alla luce ed anche se lontano da quello che era, è tornato a vivere.
E' stato un Natale inquieto, non  mi sentivo bene e qualcosa mi aveva profondamente scosso, un qualcosa che solo io ho percepito appena, ma è bastato a tirar fuori le mie paure, i miei dispiacere e i miei sogni infranti.
Credevo di aver messo tutto in un cassetto, di aver chiuso bene, di non doverlo più riaprire ed invece mi sbagliavo.
E' successo, tante volte in passato, ma la mia inquietudine aveva una sola cura ... la corsa ... anche se era un ricordo, non avevo mai dimenticato quanto mi piacesse.
Così sono ripartita da me e il 9 gennaio 2017 ho tirato fuori le mie scarpette e mi sono messa a correre e già tutto cambia aspetto, tutto si ridimensiona e il cuore si acquieta.
 
 
 

Ventiquattro passi di Avvento

Post n°523 pubblicato il 01 Dicembre 2016 da ildiariodellalinda
 

Mancano 24 giorni a Natale e in questo cammino di Avvento, che ci porta davanti a quella nascita in cui uno puo' più o meno credere, dovremmo cercare di fare qualcosa per il prossimo.

Sempre le solite frasi, sappiamo che dovrebbe essere Natale tutto l'anno per fare del bene alle persone, ma tutte le scuse devono essere buone ... e se il profumo di vischio ci porta più vicino agli altri, se ci sentiamo più vicini anche ai familiari, se questo ci rende più sentimentali, perchè non approfittarne? 
Fare qualcosa per il prossimo, non vuol dire necessariamente fare del bene ad uno sconosciuto, ma prossimo significa "Molto vicino (nello spazio)", quindi un amico, un fratello, un marito o una moglie, significa fare qualcosa che magari non facciamo, oppure non facciamo volentieri e provare a farla con amore nei confronti dell'altro. Un aiuto, una parola di conforto, un abbraccio. 
E poi magari ci prendiamo gusto e allora tutti i giorni sarà Natale. 
Buon cammino dell'Avvento a tutti.

 
 
 
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TUTTA LA MIA STORIA

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... la mia storia e quella della Linda, la bambina che mi ha cambiato la vita con il suo breve e luminoso passaggio !  

 

La storia di questo aborto, l'inizio della gravidanza, la speranza e infine la delusione ...

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La mia non è una vita di rimpianti, ma una vita fatta dal presente, proiettata nel futuro e costruita sul passato. Ilaria

 

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Ho sentito che creavo
(di Gigliola Borgia)

 

Uno scritto sulle mamme, scritto da una ostetrica, che ha contribuito aiutando nel
Centro di Aiuto alla Vita

 

 

 

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IN RICORDO DI LINDA

Questa è la musica che ho ascoltato durante la gravidanza della Linda, musica a cui mi sono sempre sentita legata.
Mentre ascoltavo questa canzone, è il ricordo dei suoi calcetti!

 

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NEI MOMENTI DI SCONFORTO ...

... ci ha accompagnato la nostra colonna sonora!!!

 

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GIORNATA DEL RICORDO

Il 15 0ttobre - ore 19.00

accendiamo una candela, per ricordare i nostri bambini, quelle stelle che hanno fatto parte della nostra vita e che occupano parte del nostro cuore tutti i giorni.

http://www.babyloss-awareness.org

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