Creato da Ilariapensieribimbi il 22/02/2008

Esperienze d'Aborto

La parola alle donne che hanno fatto l'IVG, che hanno avuto un raschiamento, che hanno rinunciato per sempre al loro figlio. Basta chiacchiere e giudizi è ora di leggere.

NON FERMATEVI A LEGGERE SOLO I POST MA...

Non fermatevi solo a leggere i post scritti da donne, mamme o ragazze, ma leggete in mezzo ai commenti, spesso si trovano altrettante storie e testimonianze che magari possono esservi d'aiuto: Tutti i commenti

 

 

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ILARIA UN'ABORTO SPONTANEO DOPO UN IVG

La storia di questo aborto, l'inizio della gravidanza, la speranza e infine la delusione ...

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Margherita, perdonami.

Post n°43 pubblicato il 12 Agosto 2016 da franci_icnarf

Ho 26 anni, un lavoro a tempo indeterminato, con tutte le agevolazioni che può dare una grande azienda, due genitori che stravedono per me.

Eppure 14 giorni fa mi sono sottoposta ad un intervento per l'IVG, perchè una volta che ho scoperto di essere incinta ho capito che non avrei potuto dare ciò che più conta a Margherita (così, l'avrei chiamata), e non me lo sarei mai potuta perdonare: una famiglia.

Sono l'amante di un uomo che lo scorso anno è diventato padre di una bambina meravigliosa, per la quale lui stravede. Non l'abbiamo fatto apposta - l'amore succede, poi lo si può o accettare e vivere, oppure fuggirne: ci siamo conosciuti, uno sguardo, un sorriso, una parola, due, mille.. un bacio: ci siamo innamorati.

Prendo la pillola da anni, e per anni sono sincera di non averla mai presa alla stessa ora del giorno. Vuoi lo stress accumolato negli ultimi mesi a lavoro, vuoi un po' di sbalzo ormonale chissà perchè e per come, a giugno mi sono sentita male. Il farmacista, dopo avergli detto i sintomi e i malesseri dei giorni precedenti, mi ha consigliato il test di gravidanza. "Ma io prendo la pillola" ho affermato. Me lo ha fatto fare ugualmente: test positivo.

Non so spiegarvi come mi sono sentita. Ho pianto, e mi sono vergognata per questo. Ho rotto con lui, non chiedetemi perchè, la sera stessa, per poi sentire il giorno dopo di non potercela fare senza di lui - anche se non gli ho detto niente, e credo che non saprà mai niente. 

Ho passato dei giorni a chiedermi cosa fare o cosa non fare di Anna (perchè Anna, all'inizio avrei voluto chiamarla), iniziando a pensare (molto egoisticamente lo so) a come la mia vita sarebbe cambiata e a cosa avrei avuto da offrirle; ed è stato lì, in quel "cosa potevo offrile" che ho deciso di negarle la vita: perchè non avrei sopportato di vederla crescere senza un padre, mentre lui cresceva l'altra bambina (che avrebbe avuto solo un anno e mezzo più di Anna) e rimaneva sempre a suo fianco. Ho pensato che tra crescere "male", in modo poco presente e scostante due bambine, sarebbe stato meglio che ne crescesse una, davvero, regalandole la gioia di avere un padre non presente ad ore.

Stavo passeggiando sulla spiaggia quando ho capito che non era il momento di diventare la madre di Margherita (sulla spiaggia ho capito che un giorno, mia figlia, la chiamerò così): non era il momento per Margherita di venire al mondo, perchè il mondo, e la sua mamma, non erano pronti a darle ciò che si sarebbe meritata.

E quindi dopo un mese di accarezzamenti della pancia (è incredibile quante volte mi sia accarezzata la pancia in quel mese!!), un mese senza sushi, senza alcol, senza troppi sforzi (mi stancavo di niente!) ho fatto l'ivg.

L'ho fatto entro l'ottava settimana, ed è quello che "auguro" a tutte: isterosuzione è molto meno invasiva del raschiamento.

Sono scoppiata in un pianto infinito una volta che ho realizzato, in ospedale, che stavo per perdere mia figlia, ed infine in sala operatoria, prima che mi addormentassero. é vero quello che dicono: ti addormentano in dieci secondi (forse meno) e poi non ricordi più nulla, non senti più nulla. Perdi tua figlia per sempre e tu nemmeno te ne accorgi, non sei conscia. Forse se una mamma lo fosse, non lo permetterebbe.

Mi sono svegliata e perdevo un sacco di sangue: le perdite sono durate 2 giorni, non di più; i dolori al ventre una mezz'ora, forse meno, quando ero ancora in ospedale. La dottoressa mi ha prescritto un antibiotico che ho preso per 3 giorni, nessuna controindicazione.

La facilità con quale si possa rinunciare al proprio figlio è quasi surreale: un paio di visite prima (una volta che si è incinta si va in consultorio, da lì ti prendono tutti i dati e fissano il giorno dell'operazione); un incontro breve con una psicologa (con la quale si può davvero parlare di tutto); la preospedalizzaizone, il giorno del'intervento (dalle 7:00 alle 15:00 circa), il controllo ecografico post intervento.  Anche la cifra è irrisoria: circa 26€ per l'esame dell'HCG, circa 5€ per l'antibiotico.

é così facile che ancora stento a credere che sia successo davvero a me: dopo quindici giorni ho il seno sgonfio, ho perso il chilo che avevo messo, i brufoli sono scomparsi, mi è tornata l'energia di un tempo. è destabilizzante per me pensare che ho perso mia figlia, che non le ho dato la possibilità di venire al mondo, e che nel mentre la mia vita è ricominciata come nulla fosse, scorre regolare. 

Mi sento un mostro.

Però so che non avrei potuto fare diversamente: non era pronta per diventare mamma, non ero pronta per darle quello che le spetta, non ero pronta per te, Margherita. Perdonami.

 

 
 
 

sei con me sempre

Post n°42 pubblicato il 24 Maggio 2016 da nuvola3dgl9

ormai hai 22 anni. Hai da un pò superato i 17, gli anni in cui ho subito una ivg, senza volerlo, senza fiatare, solo per obbedire a mia madre che in quel momento riteneva che quella fosse la decisione più giusta...solo per lei. Non mi fu chiesto niente, scoprì di aspettarti fin dal primo istante, poi la visita da quel maledetto medico, amico di mia madre, fu solo una conferma. Lei non mi guardò neanche in faccia, disse solo: "no, vabè...pietro - rivolgendosi al dottore - facciamo quello che dobbiamo fare". Io zitta. In una settimana organizzò tutto. Durante quei sette giorni, non una parola, neanche mi chiese se davvero volevo abortire. Io zitta, continuavo a fare finta che la cosa non riguardasse me, ma di notte e in ogni istante del giorno ti sentivo dentro di me...di notte mi svegliavo e ti accarezzavo, passavo le mani sul ventre che iniziava a diventare diverso e ti sentivo crescere. L'ivg è avvenuta quasi al terzo mese, stava finendo il secondo. Di sfuggita, mentre mia madre non c'era rovistando nel suo armadio vidi la tua ecografia, mi ricordo sai...la tua prima foto...l'unico ricordo visivo che conservo di te. Quel giorno, avevo 17 anni, mia madre venne a svegliarmi, disse: "andiamo, su oggi è tutto finito". Io mi vestì e senza parlare le obbedì. Mia madre a quel tempo aveva da 4 anni partorito mia sorella, più piccola di me di 12 anni...ora vorrei dirle solo: "come puoi portarmi ad uccidere mio figlio, tu che stringi tra le tue braccia mia sorella di 4 anni? Tu che non hai abortito quando mio padre ti chiese di farlo dopo aver scoperto che eri incinta a 41 anni? Aspettare un figlio a 41 anni, secondo te è diverso che aspettarlo a 17?"...Davide, io ti avrei chiamato così, non volevo, ho obbedito a mia madre ho fatto quello che lei voleva. Su quel lettino gelido dissi all'infermiera di staccare il lavaggio perchè avevo paura e le chiesi cosa mi sarebbe successo, ma venne l'anestesista, io mi addormentai, quando mi sono svegliata tu non c'eri più, solo il vuoto, te ne eri andato, ma sappi una cosa, lunedì 8 gennaio di 22 anni fa, con te sono morta anche io. Ora, Davide, tu hai due fratelli, di 9 e 6 anni, una femminuccia ed un maschietto, ma io ti sento, adesso sono certa che ci sei e non te ne sei mai andato, siamo finiti insieme nello spazio delle madri e dei figli strappati l'una all'altro dall'egoismo delle persone più grandi, nel mio caso di mia madre che non voleva che la tua nascita le rovinasse un matrimonio già distrutto al quale lei stessa dopo due anni dalla mia ivg ha messo fine. Oggi la odio profondamente, è lei la causa del mio dolore. Non mi chiese niente, per 22 anni nessuno mi ha consolata, neanche una lacrima ho versato rifiutando di accettare che il mio dolore fosse la nostra perdita. 4 giorni fa proprio, dopo 22 anni di silenzio, mia madre - la persona che ha organizzato il mio aborto - mi ha rinfacciato di essermi fatta mettere incinta da tuo padre, proprio quel giovane di 19 anni con il quale ero fidanzata da tre anni, all'epoca, che ebbe un moto di schifo quando gli chiesi di appoggiare la sua mano sul mio ventre per sentirti. Le parole utime di mia madre hanno risvegliato il mio dolore, lo hanno canalizzato. Ho trascorso 22 anni di crisi di ansia e panico, con problemi neurovegetativi ed un grande senso di vuoto ed insoddisfazione, nonostante abbia due figli e sia realizzata nel lavoro. Davide, sai mi sono anche sposata, ma con la persona sbagliata, oggi sono separata da mio marito. L'unico amore della mia vita siete tu e i tuoi fratelli, i miei tre figli stupendi ai quali ho dedicato la mia vita. Dopo le parole che ha pronunciato mia madre 4 giorni fa ho canalizzato tutto il dolore e la sofferenza di averti perso perchè ti hanno strappato dal mio ventre e perchè io non ho avuto nessuna forza di oppormi e ribellarmi a mia madre. Oggi, dopo 22 anni ho trovato la forza di scrivere, forse per sfogo. Dopo l'ivg mi dedicai agli studi ed al lavoro, in modo ossessionante tanto da raggiungere altissimi livelli professionali. La verità è che la mia rabbia è sfogata nel lavoro...Davide, amore di mamma, sono 22 anni che sono seduta dietro una scrivania come se ti aspettassi ancora e proprio come quando scoprì di aspettarti, frequentavo l'ultimo anno delle scuole superiori...da allora, studio, lavoro e vedo la mia vita scorrere in silenzio come se mancasse sempre qualcosa...oggi ne sono consapevole, mi manchi tu. Ti sento ogni giorno e ogni giorno ti rivolgo un pensiero di amore e la richiesta di perdono perchè non ho saputo proteggerti da tua nonna, la persona che doveva darmi affetto e sostegno e che, invece, mi ha distrutto la mia e la tua vita. Ma oggi ne sono consapevole, ho tre figli, il primo è un Angelo che mi avvolge con il suo amore innocente e che nel mio percorso fino ad ora mi ha salvata più volte. Davide non lasciarmi mai, perdonami per non aver disobbedito a mia madre il giorno in cui lei ha deciso che non ci saremo mai abbracciati e che non avrei mai avuto un posto dove versare una lacrima per la tua perdita, se non la mia mente, dove ti incontro ogni giorno.

 
 
 

Terzo figlio

Post n°40 pubblicato il 01 Maggio 2016 da coccinella782016

Ho 37 anni e sono incinta del 3º figlio... Non cercato. Ho tanta paura... Sono mamma di due gemelli nati dopo anni di ricerca e mai più avrei pensato di restare incinta con tanta facilità.I miei bimbi hanno un anno e mezzo; un anno e mezzo difficilissimo perché uno dei due è nato con una malattia rara non diagnosticata in gravidanza che ha completamente assorbito le nostre energie e messo a dura prova la coppia. Da pochissimo la situazione sembra essersi stabilizzata e da pochissimo mi sembra di essere riuscita a tirare fuori la testa dall'acqua e finalmente a respirare ma questa notizia è come una mano che mi si poggia sul capo spingendomi di nuovo sott'acqua... In apnea. Non so se ce la faccio... Mio marito ha paura come me e anche di più. Siamo appena riusciti a trovare un minimo di equilibrio anche se la situazione del piccolo non è ancora definita al 100% e mi terrorizza vedere tutto stravolto di nuovo... Non so se sono in grado di reggere la nuova situazione dato che sono da sola con i bimbi per gran parte della giornata. In più siamo una famiglia monoreddito e anche questo fa paura... Perdonatemi... Avevo bisogno di dirlo a qualcuno

 
 
 

La grande forza delle donne

Condivido un post che ho scritto qualche anno fa per un augurio a tutte voi in questa giornata, dedicata alle donne ...

Post n°366 pubblicato il 03 Marzo 2009 da ildiariodellalinda

Donna, oggi, sei protagonista di violenze, di soprusi e troppo spesso sei costretta a prove dolorose, ma sei anche protagonista di grandi conquiste, di grandi scoperte e capace di amare e andare oltre tutte le differenze e i contrasti.

Tutto ricade sulle tue spalle e le scelte che ti porta la vita, quelle difficili, le conservi nel tuo cuore per sempre.

I figli che vorresti avere, quelli che non hai avuto, quelli che non hai voluto o quelli che hai.

Sei come un perno per la famiglia che hai creato e tutto ruota intorno a te, al tuo umore, al tuo amore e alla voglia di tenere tutti uniti. 

Sei mamma, moglie, figlia, amica, sorella ed anche se spesso sei provata dalla vita, riemergi da essa con grande forza, perchè la sensibilità che ti contraddistingue, non è un tuo punto debole, ma l'inizio dei tuoi desideri.

Auguro a tutte le donne che passeranno di qua di realizzare i loro sogni!

... e di perdonare i loro sbagli

 
 
 

DOLORE CHE NON PERDONA

Post n°37 pubblicato il 17 Dicembre 2015 da blacklady85

ciao a tutte

mi chiamo Erminia

30 anni il 21 ottobre

ho cercato insieme al mio compagno la gravidanza, vorrei essere mamma da quando ho 18 anni.. e poi il baratro.. appena rimasta incita mille paure.. mille problemi.. mi sono sentita inerme, inefficiente, inadatta.. il mio compagno ha gia due figli.. ho avuto paura di togliere loro l affetto del padre.. e ho abortito.. lo abbiamo fatto assieme,.. nessuno dei due è stato capace di fermare l altro.. quel giorno.. il 2 dicembre ... ero di 10 settimane...oggi darei la vita per tornare indietro.. darei tutto .... mi sento vuota, inutile.. fallita... il mio bambino perso per le mie paure... mia madre dice che devo perdonarmi e andare avanti.. che avro altre possibilita.. che non sono l unica... che molte donne credono di non farcela e che poi invece verranno ricompensate.. io oggi invece vedo solo il baratro... il mio compagno non so se mi dara ancora un figlio.. spero tutti i giorni di superare questo momento.. e di rimanere di nuovo incinta... ho bisogno di parlare con qualcuno .. chi meglio di voi... che ci siete passate.. so che le parole non servono a molto.. ma ora come ora che mi rimane ? 

spero di poter trovare in voi del conforto..e  che qualcuna mi dia speranza.. per andare avanti... 

un saluto a tutte

erminia.

 
 
 

Non Ŕ MAI un errore...

Post n°36 pubblicato il 25 Settembre 2015 da giulia70_2015

"Sono da questa mattina stesa su di una barella, con un ago infilato in un braccio, in attesa di un intervento che mai avrei pensato di fare, a farmi compagnia sono solo le mie lacrime e gli ultimi momenti insieme con la vita che doveva crescere dentro di me. Mi distraggo con le urla di una mamma e del ginecologo che le consiglia di spingere perchè già si intravedono i capelli rossi...è nata la piccola Erika mentre dentro di me sta per morire..."

Era il 26 marzo 2015 e dal reparto di ginecologia queste sono state le sensazioni e le emozioni che  sono riuscita ad esprimere con queste parole, per mezzo di un sms, attimi di lucidità e di piena consapevolezza di ciò che sarebbe accaduto, un attimo prima della fine, mentre le lacrime calde mi rigavano il viso e scendevano lente sulla  mia nuca. Il vento soffiava forte fuori quella mattina ma quello stesso vento non sarebbe riuscito a spazzare via il dolore di quella triste giornata insieme agli istanti ed i momenti che indelebili sarebbero rimasti nella mia memoria fino all'ultimo attimo in cui avrei avuto vita. Sarei stata al mio settimo mese di gravidanza oggi se avessi avuto il coraggio necessario, se solo qualcuno, chiunque, con un solo cenno mi avesse fermata in tempo, impedendomi di compiere il gesto più sporco, vigliacco e crudele che si possa compiere nei confronti di un altro essere umano. Il ricordo di te rannicchiato dentro di me resterà nascosto nell'angolo più profondo e segreto del mio cuore. Il mio grembo sarebbe dovuto essere un nido sicuro e privo di pericoli e invece non lo è stato, rivelandosi un posto atroce e fatale, anche se ho tenuto la mia mano stretta sul mio ventre come a voler difendere il mio piccolino fino agli ultimi istanti in cui avrebbe respirato dal mio respiro nonostante la piena consapevolezza che a breve carne della mia carne mi sarebbe stata strappata via. Non passa giorno in cui io non ci ripensi, è una ferita profonda che sanguina ogni notte nel pianto soffocato sul mio cuscino. Ogni pancione, ogni racconto di piccoli cuccioli che crescono, ogni scena di una mamma che accudisce il proprio pargolo me lo ricorda e mi lacera ancor di più la cicatrice che mai si rimarginerà. Quanto amore ti avrei dato e che cosa mi avresti detto se solo tu avessi potuto parlarmi quel giorno? Quale spiegazione avrebbe giustificato il mio gesto, ti avrei potuto rispondere che eri stato concepito per errore ma chi sono io per poter arbitrariamente deliberare che cos'è un errore, non è matematica e non si tratta di una formula, o ancora avrei potuto rispondere che avresti avuto tratti somatici e colore di pelle diversi da quelli di tuo fratello maggiore o ancora dire che eri il frutto di un amore clandestino, quindi, questo poteva sufficientemente bastare per non farti nascere?

E nello stesso momento in cui una vita moriva dentro di me, nel ventre di un'altra donna, quello stesso padre stava per concepirne un' altra (quasi come fosse una nuova fecondazione assistita del futuro), condannandomi a patire e pagare il mio caro conto come un dannato nel girone dell'Inferno di Dante costretto per la legge del contrappasso a scontare duramente la propria pena contando tutte le candeline che mai si sarebbero spente. Come ha potuto l'uomo che diceva di amarmi infliggermi tale colpo? Avremmo dovuto superare insieme e con la forza del nostro amore "questo lutto" e invece...lui altro non è stato che il mio aguzzino, del quale, per qualche assurda legge del destino non sarei mai riuscita a farne a meno.

Questa è la mia triste storia, fatta di tanto dolore e sofferenza ma che spero possa spingere chiunque legga queste righe a tornare indietro nella propria decisione, se solo avessi letto io queste parole adesso starei probabilmente ad accarezzare dolcemente la mia pancia e a decidere il suo nome perchè nessuna morale, nessun etica, nessun giudizio altrui e nessun vincolo matrimoniale possono e devono sovrastare l'amore incondizionato di una madre...

 
 
 

Vite spezzate..

Post n°35 pubblicato il 16 Maggio 2013 da Marylu93

Sono una ragazza di 19 anni e sono di Roma, e vorrei raccontare la mia esperienza, un pò per sfogarmi, e un pò perchè possa essere d'aiuto per qualcuna di voi. Verso Gennaio del primo liceo scientifico, mi sono messa insieme ad un ragazzo della mia classe, e non è stato un amore folle da subito, ma comunque ci volevamo bene e c'era molta passione tra noi, nonostante fossimo piccoli. Nell'estate successiva, dopo sei mesi che stavamo insieme, mentre lui era in tunisia, scopro di essere incinta, dopo la bellezza di 14 giorni di ritardo. Ne sono passati così tanti per un semplice fatto: pensavo che rimanere incinta a quell'età (15 anni) fosse una di quelle cose che possono capitare ma che ''ti pare che succede proprio a me!!'' (quanta immaturità...) Da quell'istante la mia vita è cambiata, ma a differenza di quanto ho letto in altre esperienze, è accaduto qualcosa di strano. Dal momento in cui ho visto il risultato del test, è come se il mio cervello si fosse spento, come se fossi entrata in coma. Tutto accadeva su di me passivamente, senza che io intervenissi, senza che io mi sentissi realmente coinvolta. Forse inconsciamente è stato un modo per difendermi dal dolore. Così ho riferito al mio ragazzo, spaventatissimo, e ai miei genitori con una freddezza che faceva paura. Da lì ho lasciato che gli altri decidessero per me e per la vita di mio figlio. Il mio ragazzo voleva che abortissi assolutamente, e mi ha assicurato che se lo avessi tenuto non lo avrebbe riconosciuto. I miei genitori volevano lo stesso, perchè non potevamo permettercelo economicamente e perchè volevano che io continuassi gli studi, e la mia vita. Io non so cosa volevo, in quel momento ero morta, ricordo solo che pensai che crescere un figlio da adolescente, senza diploma, senza denaro potevo quasi accettarlo, ma che mio figlio sarebbe cresciuto senza un padre, questo proprio no. E così è avvenuto il tutto. Ho firmato il consenso all'operazione davanti a una dottoressa che mi ha detto ''firmi qui se vuole, ma se non vuole non cambia nulla, perchè a noi bastano anche solo le firme dei suoi genitori'' e subito dopo, con un sorriso davvero sadico, mi ha rivelato la data in cui sarebbe nato mio figlio, circa il 26 aprile 2009, disastrandomi così tutti i 26 aprile degli anni successivi. Pochi giorni dopo entro in un semi interrato di un ospedale, e passo la mattinata in una stanza su di un lettino, con altre cinque donne che stavano li per il mio stesso motivo. Chi era stata stuprata, chi aveva il marito che picchiava, chi non aveva soldi, e chi era stanca già con i figli che aveva. I medici che passavano per le varie cure preliminari, e mi dicevano ''ma quanto sei piccola'' '' non dovresti stare qui'' ''sei una bambina'' ecc. Continui e pesanti commenti che non facevano altro che farmi stare peggio. In sala operatoria faceva molto freddo, e i medici mi dicono di contare fino a dieci, e che mi sarei addormentata. Arrivo fino a otto e e mentre mi addormento, sento la radio accendersi. Ricordo che c'era ''Home'' di Michael Bublè. Riprendo conoscenza nella saletta dove aspettavo con le altre cinque, e inizio a piangere per molto, molto tempo. Tutte loro al telefono con chi voleva sapere se era andato tutto bene, e il mio telefono invece sembrava avesse il silenzioso. Solitudine pura, e indifferenza da parte di chi sapeva cosa stavo facendo, anche nei giorni seguenti. I crampi dovuti all'operazione mi colpivano durante la settimana successiva, mentre ero a scuola, e dovevo mascherarlo per far si che nessuno se ne accorgesse. Mi sono svegliata dal mio ''coma'' la settimana dopo l'aborto, e rendersi conto di ciò che era accaduto è stato un trauma. 

Sono passati quasi cinque anni ormai, e il mio ragazzo ha mantenuto la sua promessa, è rimasto con me, per tutto questo tempo. Ho avuto problemi gravi psicologici e psichiatrici, ma quello che piu mi fa male è che ancora oggi mi sento sola, perchè in cinque anni nessuno si è impegnato a dirmi neanche una parola di conforto, o ad ascoltarmi. Se devo essere sincera, lo rifarei perchè per quanto ero immatura e per la mia situazione mio figlio avrebbe sofferto molto. Ma se dovrebbe accadere oggi, a 19 anni, non abortirei per nulla al mondo, e ogni mese spero segretamente che riaccada...

Scusate lo sfogo, ma ne avevo bisogno, spero che chi è indeciso e legge, si renda conto di quanto sia brutto e doloroso un percorso del genere. Grazie a tutti/e.

 
 
 

i battiti del cuore....

Post n°34 pubblicato il 02 Gennaio 2013 da lorenzabacchetti

oggi nella sala d'attesa della ginecologa c'era tutto un fermento...era la giornata delle inseminazioni artificiali. donne di tutte le età che sorridevano cariche di speranza accanto ai loro compagni in trepidante attesa. io in un angolo con le mie fedelissime amiche che non mi lasciano un attimo. mi sento una perdente...guardo loro che vogliono e non riescono ad avere un bambino e guardo me... che sto per lasciarlo andare via dal mio corpo. io amo i bambini e questo lo disederei con tutto il cuore ma la mia situazione economica e sentimentale non me lo permette. credo che quella economica influisca molto di più rispetto a quella sentimentale. sono incinta di 9 settimane e sentire il suo piccolo cuore ha distrutto il mio... quell'esserino non verrà mai al mondo non perchè io non lo ami anzi lo amo talmente tanto che non posso costringerlo a vivere nella miseria...solo l'amore non basta a portare da mangiare in tavola. anche col mio compagno è tutto un forse... ci conosciamo da 4 mesi scarsi e gia sono incinta di 2... disoccupati...voi direte :"potevate pensarci prima" e io vi rispondo che senza preservativo non lo facevo neanche avvicinare e lui è stato così stupido da non dirmi che si era rotto.ormai quel che è stato è stato... intanto venerdì inizio con le analisi e poi molto a breve mi faranno il raschiamento perchè sono al limite dei tempi stabiliti. mi sento 1 assassina sto malissimo ma non c'è soluzione a tutto questo dolore. solo il tempo guarirà le mie profonde ferite. 

 
 
 

salve a tutte

Post n°33 pubblicato il 09 Dicembre 2012 da cassandralange
 

Care donne, amiche,

                                   Quanto dolore puo' sopportare una donna, quanta frustrazione dopo aver vissuto per metà una gravidanza. E' un'esperienza atroce che ci fa sentire sull'orlo della vita e che, purtroppo genera tanta angoscia.  Questo vuoto che è in me è un vuoto che non puo' essere riempito e mi ha lasciato senza fiato e smarrita nella vita. Mi ha lasciato la sensazione di amarezza, di un cambiamento veloce e sconvolgente che non potevo arrestare e inoltre, la necessità di affetto che potevo ricevere ma anche il dubbio esistenziale che risale ogni volta che guardo indietro nel tempo. Vi auguro a tutte voi di alleviare il piu' possibile il vostro dolore, di rimanere attaccate alle persone che vi vogliono bene e di non mollare mai. Di avere tanta speranza nel futuro e di essere  come il sole che porta la luce e la vita. Io tuttora ne sto uscendo e vi garantisco, non è affatto facile. Mi auguro che a tutte noi sia data una seconda opportunità per essere amate con il cuore e chi sà per vivere la gioia della maternità.         

 
 
 

Scultura del bambino non nato

Post n°32 pubblicato il 19 Settembre 2012 da Ilariapensieribimbi
 

Il 28 ottobre 2011, nella località Bardejovska Nova Ves, in Slovacchia, è stato inaugurato il monumento del bambino non nato di un giovane scultore di questo paese: Martin Hudáček. L’artista è di Banska Bystrica, al centro della Slovacchia. Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato il ministro della Salute slovacco, MD. Ivan Uhliarik.

Il monumento non solo esprime il rammarico e il pentimento delle madri che hanno abortito, ma anche il perdono e l’amore del bambino non nato verso sua madre. L’idea di realizzare un monumento ai bambini non nati è stata di un gruppo di giovani donne (Movimento di Preghiera delle Mamme), madri che sono consapevoli del valore di ogni vita umana e dei danni che si infliggono, non solo nella perdita irreparabile dei bimbi non nati, ma per il declino permanente della salute mentale (e a volte fisica) di ogni donna che decide, spinta da diverse situazioni, ad abortire suo figlio.

Articolo

 
 
 

Addio stellina mia..

Post n°31 pubblicato il 05 Settembre 2012 da Justy93
 
Tag: Aborto

E' passato più di un anno da quel maledetto giorno eppure mi sembra ieri..

Mancava poco al mio diciottesimo compleanno, andavo a scuola con il sogno di diventare medico, gli amici, una bella famiglia, stavo per diventare zia e avevo conosciuto un ragazzo che mi sembrava perfetto e con cui pensavo sarebbe durata..insomma mi sembrava di avere una vita perfetta. Passavo tanto tempo con mia sorella per aiutarla, non aveva ancora vent'anni e tra la scuola, il lavoro e la nuova casa non riusciva a cavarsela. Un giorno parlavamo di me e del mio ragazzo e mi ha detto "Vedi di stare attenta se non vuoi finire come me"; la sera tornata a casa mi era tornata in mente la nostra conversazione così avevo pensato di controllare quando avrei dovuto avere il ciclo..una settimana di ritardo! Non mi sono preoccupata più di tanto, non era la prima volta che mi capitava. Una settimana dopo, il 5 marzo, corremmo tutti in ospedale perchè stava partorendo mia sorella, aspettando che si dilatasse la portai a fare un giro e le dissi che avevo un ritardo di due settimane..sapendo l'irregolarità del mio ciclo mi disse di non andare in panico ma per sicurezza di fare un test. Il giorno seguente andai in farmacia con il mio fidanzato e feci il test..positivo!! e non solo, lo ero da almeno più di tre settimane. Ero terrorizzata ma vidi che sulla faccia del mio fidanzato non era molto sorpreso, mi disse che un giorno si era accorto che il preservativo si era rotto ma non mi aveva detto niente. Feci le analisi, ero incinta da quasi un mese e mezzo..non sapevamo cosa fare, io e lui stavamo insieme da pochi mesi e ai miei genitori non andava a genio. Mi propose l'aborto..lo ammetto per qualche giorno ci pensai, ma ogni volta che appoggiavo le mani sulla pancia e vedevo la mia piccolissima nipotina decisi che non l'avrei mai fatto! Amavo già quel piccolo esserino che era dentro di me e mi giurai che avrei fatto di tutto per proteggerlo. Io e il mio fidanzato litigammo molto per questo fatto, la sua famiglia voleva che abortissi come d'altronde la maggior parte della mia..quando finalmente lo convinsi a tenere il bambino accadde quello che non avrei mai creduto sarebbe accaduto...era una settimana prima del mio compleanno, andai a letto con un leggero dolore alla pancia ma tutti mi dissero di stare tranquilla perchè non era niente. Mi svegliai di notte con un dolore atroce e tutta insaguinata, la grande corsa in ospedale terrorizzata quando il medico mi disse soltanto "Mi dispiace, è ancora lì ma il cuore non batte più" e mi dissero che non avrebbero potuto farmi il raschiamento perchè mio padre non era presente. Il dolore era ancora più grande, lo portavo dentro me ma non era più vivo...passai il mio diciottesimo compleanno a letto, a piangere. Ho abbandonato la scuola, ho lasciato il ragazzo con cui stavo..volevo stare da sola.

E' passato un anno, ora ho 19 anni, ho ricominciato a studiare ma il ricordo del mio bambino ancora è forte, non ho superato ancora la sua perdita..soffro di attacchi di panico e ulcera da stress ma sono fidanzata con un ragazzo stupendo che mi sta aiutando a superare il tutto.                                                   

Un bacio e un abbraccio a tutte voi, vi capisco benissimo perchè un dolore così non si supera facilmente..

Justyna

 
 
 

AIUTO

Post n°30 pubblicato il 04 Settembre 2012 da pimkie1986

Ciao a tutte..vi racconto la mia storia..ho bisogno del vostro aiuto.

ho 26 anni e dopo 6 gg di ritardo decido di far il test e risulta positivo.da subito ho avuto il panico..sapevo benissimo lui nn lo voleva.
abbiamo una storia particolare..ci siamo frequentati per anni senza impegno e ora da un mese abbiamo deciso di impegnarci e provar a costruire una storia..
il 25 agosto il test risulta positivo e io tutt ora nn so cosa fare.
Lui nn lo vuole..è troppo presto..nn sappiamo nemmen se stiamo bene insieme..all inizio lo capisco e concordo con lui x l aborto..ad oggi sono confusa.
Vorrei tenerlo ma da sola nn posso..vivo ancora con i miei e mio figlio deve aver una famiglia completa.non posso crescerlo da sola..nn ne ho i mezzi e lui nn vive di solo amore.
Sono andata in consultorio e ora l appuntamento x abortire è fissato..nn ho il coraggio..nn riesco a farlo..sono spaesata e nn so cosa fare...vorrei abortire xke so ke x la nostra storia è la cosa giusta ma vorrei tenerlo xke x me è la cosa giusta.
non so veramente cosa fare..la mia mente è offuscata..
Non sapevo dell'esistenza di questo blog e leggendo i vecchi post mi sento capita.
Per lui è facile..vai ad abortire e stop.Per me nn è facile..il mio corpo sta cambiando e questo piccolo esserino sta crescendo dentro di me.
Ho paura di prendermi questa responsabilita' da sola..ho paura x tutto..

 
 
 

l'inizio della fine

Post n°29 pubblicato il 26 Agosto 2012 da fill.more

3 marzo 2012. una data che non potrò mai dimenticare, è l’inizio di tutto, l’inizio che ha dato via alla fine. Quel pomeriggio ho scoperto che dentro di me cominciava a prendere forma una vita, quella del nostro bambino. Lacrime, fiumi di lacrime e la disperazione è troppo presto per avere un figlio, c’è l scuola l’università e ancora tante esperienze da fare. Io sono decisa non lo voglio quel bimbo o ‘per lo meno non lo voglio adesso, Lui invece si, da subito, quando ne parlavamo gli brillavano gli occhi. Questa sua reazione mi confondeva e razionalmente sapevo che era la scelta migliore non solo per me ma anche per lui. Nonostante tutto ho scelto di mettere fine a tutto, ho ucciso il nostro bambino. Prima dell’intervento, ingenuamente, pensavo che il dopo sarebbe stato così difficile, nessuno me lo ha detto a partire dal personale ospedaliero che mi rincuorava dicendomi “sono cose che capitano alla tua età” o la psicologa con cui devi parlare il giorno delle analisi, cavolo sei una psicologa è il tuo lavoro parlami e fammi parlare, prova a capire se sono pronta a tutto questo invece di tenermi lì 5 minuti come per dire “il mio l’ho fatto”.  E ora non capisco perché se l’ho voluto io sto così male?

 
 
 

parlate con lui...

Post n°28 pubblicato il 02 Agosto 2012 da lasceltamigliore

è passato tanto tempo. avevo 27 anni. non avevo un lavoro. lo conoscevo da 2 mesi. un amore folle, da pazzi, che una notte ci aveva fatto dimenticare ogni precauzione. avevo anche preso la pillola del giorno dopo. non aveva funzionato evidentemente.

mi sono accorta tardi di essere incinta. ho abortito quasi al terzo mese. inizialmente pensavo di tenerlo, poi ho avuto paura. paura di non poterlo crescere bene, di che vita avrebbe avuto in un paese che complica la vita alle mamme (e disoccupate e nel sud italia) in ogni modo, e che stesse male lui, e io. 

ho abortito per paura, e credo lo facciano in tante. è impossibile ragionare col senno del poi e dire "forse se l'avessi tenuto...", perchè un bambino è una rivoluzione nella tua vita.

ascoltando la razionalità sono andata contro il mio cuore, e sapevo che avrei sofferto. ma non sapevo che avrei sofferto così tanto. così tanto che non ho il coraggio di raccontarlo.

ma anche ora, anzi, ora più di prima, so che ho fatto la scelta più giusta. ossia, la meno peggio. perchè è questo in fondo: scegliere, e in fretta, per il meno peggio.

non ho ancora figli, non ho un compagno. faccio sempre ancora lavori saltuari. vedo i bambini e li mangio con gli occhi, sono meravigliosi i bambini. ma i bambini crescono, e i figli sono da accudire finchè non diventano in tutto autonomi. non ce l'avrei mai fatta, lo so. preferisco portare il peso di questa vita difficile da sola, e non doverla condividere con un innocente.

quando ancora ero indecisa tra il sì e il no, una mattina mi sono svegliata con una frase stampata in testa: anzitutto bisogna pensare a chi già vive. sì, dovevo pensare anche a me. e non è egoismo, è ruvida e amara comprensione della realtà.

io non mi sono mai pentita dell'aborto. ma di un'altra cosa sì: nel momento della scelta mi è sembrato che dovessi liberare il mio compagno dal peso della responsabilità nella decisione, a modo mio lo volevo aiutare. quasi non ho parlato con lui, gli ho comunicato la mia decisione. prima la mia decisione di tenerlo, poi quella di abortire. lui non ha capito, poi ci siamo mollati subito dopo e non gli ho mai potuto spiegare, e ho saputo che non me l'ha mai perdonato.

è vero, era anche suo figlio. 

anche lui indeciso, anche lui più propenso per l'aborto. questo me l'aveva detto in poche frasi. ma non siamo mai stati capaci di parlarne davvero. 

io so che la decisione ultima spetta alla donna. e che io pensavo di essere nel giusto nel volerlo togliere dall'imbarazzo di scegliere. ma lui l'ha vissuto come un non tenerlo assolutamente in conto come padre...

lo so, lo vedo adesso che gli ho fatto del male, e sono sicura che ora non rifarei mai un errore simile, ma la pressione psicologica era forte, i tempi stretti. mi dispiace tantissimo.

questo vorrei dire alle ragazze davanti a una scelta così dolorosa: parlatene con lui. anche se vi sembra bloccato, assente, sfuggente, provate a parlargli. agli uomini delle volte gli si blocca in gola, sembrano mettersi da parte. ma loro ne sono i padri.

 

 
 
 

Carissime "mamme di pensieri di bimbi"

Post n°27 pubblicato il 26 Aprile 2012 da Ilariapensieribimbi
 

Carissime "mamme di pensieri di bimbi", so bene quanto è dura, è un percorso ed un cammino che ti fa sentire sola comunque, anche se hai un compagno accanto, perchè spesso, gli uomini sono lontani dalle nostre emozioni su i figli che abbiamo perduto, spesso pensano che non siano niente, forse, nemmeno "figli" ... così ci ritroviamo su due piani diversi, con due cammini differenti. Ci vuole tanta forza e bisogna cercare di vincere la paura e il senso di colpa che ci affligge, per poter vivere una vita serena e cercare poi con il tempo di coronare il sogno di maternità infranta che abbiamo lasciato. Purtroppo quando prendiamo la decisione di un IVG non siamo mai abbastanza consapevoli delle conseguenze che subiremo e questo blog ne è la prova, la vostra testimonianza però potrà essere d'aiuto a qualche altra ragazza, che rifletta su i vostri commenti e sul vostro dolore. Coraggio e speranza per tutte, è questo quello che vi auguro, non abbiate paura, non pensate che questa sia stata l'ultima opportunità di avere figli (ve lo dico perchè è stato il mio pensiero per 8 anni), io poi di figlie ne ho avute due e una ancora più speciale. Vi abbraccio forte e quando volete, io sono quì! Ilaria

 
 
 
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QUESTA ╚ LA MIA STORIA

Tanti anni fa 

Io sono Ilaria (nikname: ilariapensieribimbi e ildiariodellalinda) ho fondato questo blog perchè tutti si riepivano la bocca con parole sull'IVG, sulla legge 194 e la pillola del giorno dopo e sembrava che nessuno ascoltasse le storie di queste mamme a metà, le storie dei pensieri di bambini che ci hanno toccato e il dolore che portiamo costantemente nel cuore. E così ecco uno spazio dove potete leggere, scrivere post se siete registrate, altrimenti tutti, possono commentare e scrivere storie sotto altre storie, io risponderò sempre. Vi abbraccio con tanto affetto e coraggio ... il coraggio di lottare per qualcosa che amate e che amerete sempre.

Ilaria
ilab721@inwind.it 

 

NON SOLO CELLULE

E' semplicemente un link ad una ricerca di GOOGLE per vedere come è il vostro "pensiero di bambino" se vi sentite cliccate sopra e vedrete le varie immagini relative alle settimane e allo sviluppo.

 

TELEFONO ROSSO FARMACI IN GRAVIDANZA

06-3050077
Una linea telefonica dedicata a future e neo mamme.
E’ lo speciale servizio telefonico gratuito, il suo nome è Telefono Rosso, attivo presso l’Istituto di Ginecologia e Ostetricia dell’Università Cattolica, con il sostegno della Regione Lazio, che offre informazioni e chiarimenti “a domicilio” per la prevenzione dei difetti congeniti del neonato e una valutazione dei rischi teratogeni (fattori che possono causare malformazioni dell’embrione), per esempio derivanti dall’assunzione di farmaci in gravidanza.
 

QUANDO L'ATTESA SI INTERROMPE

Riflessioni e testimonianze sulla perdita prenatale

Altri contenuti

 

MATERNIT└ INTERROTTE

Maternità interrotte
Le conseguenze psichiche dell’IVG

Tonino Cantelmi, Cristina Cacace, ELISABETTA PITTINO

Un libro che fa luce su un "malessere negato e per aiutare chi ne è colpito a superarlo, nell'auspicio di contribuire a ridurre l'atto che quel malessere genera: la soppressione del figlio non ancora nato "
Oggi la gravidanza è quasi sempre rappresentata come un evento gioioso e atteso, ma in alcuni casi può avere un'evoluzione estremamente dolorosa: l'aborto volontario.
Si tratta di un evento tragico, una soluzione violenta e mortifera, che da molte donne viene vissuto come un trauma. Alla morte fisica del bambino, infatti, corrisponde la morte di una parte della psiche della madre.
In questo libro gli autori parlano di aborto a partire dalle donne e dalle sofferenze che questa decisione spesso determina in loro e nell'ambiente che le circonda.

Maternità Interrotte - Edizioni San Paolo

 

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GENITORI DI UNA STELLA

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Un associazione per chi, come noi, deve affrontare la morte perinatale del proprio figlio. Un’associazione di mamme e papà a servizio di altre mamme e papà, che si propone innanzitutto di offrire un aiuto immediato per lenire, per quanto possibile, la solitudine e lo smarrimento iniziale.
L'associazione è nata dall'incontro mio e di Giovanna, avevamo condiviso le stesse emozioni, e
provato la stessa voglia di essere mamma, forse di una stella, ma mamma comunque, ma soprattutto avevamo la stessa voglia di aiutare gli altri.

l'inizio dell'associazione