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FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

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INCENERITORI

Inceneritori:La legge di Lavoisier applicata ai rifiuti: La legge di Lavoisier (o di costanza delle masse nelle reazioni chimiche) ci dice che “la quantità di materia totale di un sistema chiuso rimane costante”. Il che significa che è possibile trasformare le sostanze, ma non annullare la loro massa. Dalla combustione di una tonnellata di rifiuti bruciata si ottengono complessivamente circa due tonnellate di sostanze: - una tonnellata di fumi - 280kg/300kg di ceneri solide, cancerogene, da smaltire in discariche speciali - 30 kg di ceneri volanti (estremamente tossiche) - 650 kg di acqua sporca (da depurare) - 25 kg di gesso Nel processo di incenerimento, ai rifiuti da bruciare occorre infatti aggiungere calce viva e una rilevante quantità di acqua. Nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma, viene insegnato in seconda media, eppure, in modo bipartisan, i nostri politici sono ancora suggestionati dal “mito prometeico”.
 

HERMANN DALY

Hermann Daly, uno dei fondatori dell' economia ecologica fornisce la seguente ricetta per una economia sostenibile (notare bene che parla di "economia" e non "sviluppo")

1-Sfruttare le risorse rinnovabili ad un ritmo che non superi la capacità di rigenerazione dell' ecosistema.
2-Limitare l'uso di tutte le risorse, in modo da produrre un livello di rifiuti che possano essere assorbiti dall'ecosistema
3-Sfruttare le risorse non rinnovabili ad un ritmo che, per quanto possibile, non superi il ritmo di introduzione di sostituti rinnovabili

 

 

NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. Le foto presenti sul blog sono dei rispettivi autori, nel caso violino i diritti d'autore saranno rimosse in seguito a pronta comunicazione.
 

 

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Disciplinare le raffinerie significa uscire dal petrolio?

Post n°126 pubblicato il 26 Febbraio 2009 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

 

 

Comunicato stampa 25 febbraio 2009

 

Legambiente e WWF 

sul Disegno di Legge Regionale

Disciplina della localizzazione di nuove infrastrutture energetiche

Il disegno di legge sulla Disciplina della localizzazione di nuove infrastrutture energetiche, con primo firmatario il Consigliere Regionale Mauro Febbo, ha il merito di riportare al centro della discussione politica la vicenda idrocarburi, ma non coglie appieno l’allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste Legambiente e WWF sulla deriva abruzzese.

 

La proposta, che rinvia alla Giunta Regionale la definizione di linee guida su criteri, modalità e termini della procedura per il rilascio dell’autorizzazione all’installazione ed all’esercizio di nuovi stabilimenti di lavorazione e di stoccaggio di oli minerali, non esclude nei fatti l’installazione e l’esercizio di tali stabilimenti ad Ortona o in altri luoghi.

 

Tale strumento di regolamentazione non assume, pertanto, un valore tale da poter gestire la vicenda idrocarburi abruzzese che, senza un serio confronto politico con il Governo Centrale, continua a rimanere nel totale interesse “legittimo” delle compagnie petrolifere, le quali nelle maglie della disciplina troveranno luoghi idonei per la realizzazione degli impianti.

 

Legambiente e WWF ribadiscono, a tal riguardo, la necessità di uscire dal petrolio e non la semplice, ma comunque utile, “opposizione” al Centro Oli di Ortona.

 

Il disegno di legge può essere, pertanto, considerato un preambolo agli impegni assunti dal neogovernatore Chiodi nel discorso di insediamento in Consiglio Regionale, ricordando allo stesso che sono già trascorsi trenta giorni dei quarantacinque a disposizione per l’elaborazione di una nuova proposta di legge finalizzata al superamento dell’impugnativa del Governo centrale rispetto alla vigente normativa regionale.

 

Il disegno di legge, inoltre, necessita di ulteriori chiarimenti circa la definizione del contributo compensativo (royalties) per le attività di coltivazione, fissato al 15% delle aliquote spettanti alla regione ed ai comuni. 

Anche in questo caso, la proposta rimanda ad un accordo tra regione, comuni nel cui territorio è prevista la coltivazione, comuni contermini e titolare della concessione.

Se positivo risulta essere il coinvolgimento degli enti locali, resta di difficile interpretazione la modalità dell’accordo stesso: cosa accade nel caso in cui non si raggiunga l’unanimità dei consensi? Qual è il reale potere di un singolo comune o della stessa regione di opporsi in caso di non condivisione? 

 

A titolo esplicativo basta richiamare la situazione della tanto contestata Concessione Miglianico, sulla quale insiste la proposta del Centro Oli di Ortona. 

Essa coinvolgerebbe oltre alla regione ed all’Eni, 5 comuni direttamente interessati (Francavilla al Mare, Miglianico, Ortona, Ripa Teatina e Tollo) e 11 comuni contermini (Ari, Bucchianico, Canosa Sannita, Chieti, Crecchio, Frisa, Giuliano Teatino, Pescara, San Vito Chetino, Torrevecchia Teatina e Villamagna) .

 

Va chiarita inoltre, la percentuale del 15% destinata al contributo compensativo del danno ambientale che, rapportato alle aliquote stabilite dalla legge nazionale, si traduce nei fatti in percentuali reali pari a:

- 0,15% alla regione;

- 0,44% al comune o ai comuni nei cui territori è prevista la coltivazione;

- 0,15% ai comuni contermini da ripartire proporzionalmente alla popolazione residente.

 

Il 15%, infatti, va calcolato sul 70% (quota spettante a regione e comuni) del 7% (aliquota stabilita dalla legge nazionale) della quantità di idrocarburi estratti.

E’ del tutto chiaro che si tratterebbe di compensazioni irrisorie rispetto alla reale e consolidata economia dei territori interessati.

 E resta poi valido, anche in questo caso, il concetto, già ampiamente espresso in passato, che la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini non è rapportabile agli importi delle royalties.

 

In conclusione, pertanto, Legambiente e WWF ribadiscono la necessità che la Regione si faccia promotrice di un tavolo di confronto tecnico per affrontare nel suo quadro generale la situazione abruzzese.

La vastità del territorio interessato ed il numero degli enti locali coinvolti non consentono più di affrontare la problematica semplicemente a livello di singola istanza o concessione, ma impongono una gestione complessiva, capace di rispondere con competenza ed autorevolezza agli interessi delle compagnie petrolifere ed alla volontà del Governo centrale, che ha prefigurato per la nostra regione un futuro petrolifero.

 

WWF Abruzzo: Dante Caserta 335.8155085

Legambiente Abruzzo: Angelo Di Matteo 347.8489363

 

 
 
 
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Data di creazione: 05/04/2008
 

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CARTINA PETROLIO AGGIORNATA AL 2011

 

FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

PETROLIO CHI DECIDE COSA

Lo schema delle autorità competenti può essere riassunto così: -La Direzione Generale dell’Energia e delle Risorse Minerarie è la massima autorità nel campo energetico nazionale nell’attribuire i titoli minerari. Nel suo ambito opera l’Ufficio Nazionale per gli Idrocarburi e Geotermia (UNMIG), con tre uffici periferici a Roma, Bologna e Napoli, al quale è demandato il compito del rilascio dei permessi, delle concessioni e il controllo delle attività produttive. -Il Comitato Tecnico per gli Idrocarburi e la Geotermia è il principale organo consultivo del Ministero dell’Industria in materia. E’ nominato per decreto dal Ministro dell’Industria e dura in carica per tre anni. Il Comitato esprime un parere, peraltro non vincolante, sull’assegnazione dei titoli minerari richiesti in concorrenza, e valuta le varie situazioni su cui è chiamato a pronunciarsi, quali la variazione dei programmi di lavoro, l’unificazione degli stessi fra titoli adiacenti interessati alla stessa tematica, l’assegnazione di concessioni di coltivazione alla società o gruppo che ha scoperto il giacimento ecc. Le riunioni del comitato avvengono a intervalli trimestrali. -Il Ministero dell’Ambiente, attraverso la Direzione Generale della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) è l’istituto preposto a fornire la valutazione dell’impatto ambientale di ogni singolo progetto industriale e quindi anche di quello relativo al settore degli idrocarburi. Si avvale anche del parere della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, competenti territorialmente. Alcune competenze specifiche sono demandate direttamente alle Regioni interessate e attraverso deleghe, a Provincia e Comuni.
 

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A ME GLI OCCHI

Il linguista Noam Chomsky ha elaborato la lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.
1 - La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2 - Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema - reazione - soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare.
3 - La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi.
4 - La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato.
5 - Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente.
6 - Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l'emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell'analisi razionale e, infine, del senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti….
7 - Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori" (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

8 - Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...

9 - Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta

10 - Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.

Noam Chomsky
Fonte: www.visionesalternativas.com.mx

 
 

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