Community
 
emergenzamb...
   
 

emergenzambiente

tematiche ambientali regione abruzzo

 

FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 

STOPO CONSUMO DEL TERRITORIO

Stop al Consumo di Territorio


 

logo sito denuclearizzato

 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: emergenzambiente
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 49
Prov: PE
 

INCENERITORI

Inceneritori:La legge di Lavoisier applicata ai rifiuti: La legge di Lavoisier (o di costanza delle masse nelle reazioni chimiche) ci dice che “la quantità di materia totale di un sistema chiuso rimane costante”. Il che significa che è possibile trasformare le sostanze, ma non annullare la loro massa. Dalla combustione di una tonnellata di rifiuti bruciata si ottengono complessivamente circa due tonnellate di sostanze: - una tonnellata di fumi - 280kg/300kg di ceneri solide, cancerogene, da smaltire in discariche speciali - 30 kg di ceneri volanti (estremamente tossiche) - 650 kg di acqua sporca (da depurare) - 25 kg di gesso Nel processo di incenerimento, ai rifiuti da bruciare occorre infatti aggiungere calce viva e una rilevante quantità di acqua. Nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma, viene insegnato in seconda media, eppure, in modo bipartisan, i nostri politici sono ancora suggestionati dal “mito prometeico”.
 

HERMANN DALY

Hermann Daly, uno dei fondatori dell' economia ecologica fornisce la seguente ricetta per una economia sostenibile (notare bene che parla di "economia" e non "sviluppo")

1-Sfruttare le risorse rinnovabili ad un ritmo che non superi la capacità di rigenerazione dell' ecosistema.
2-Limitare l'uso di tutte le risorse, in modo da produrre un livello di rifiuti che possano essere assorbiti dall'ecosistema
3-Sfruttare le risorse non rinnovabili ad un ritmo che, per quanto possibile, non superi il ritmo di introduzione di sostituti rinnovabili

 

 

NON è UNA TESTATA GIORNALISTICA

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. Le foto presenti sul blog sono dei rispettivi autori, nel caso violino i diritti d'autore saranno rimosse in seguito a pronta comunicazione.
 

 

Come essere schiavi di energia

Post n°648 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

Semplice, basta non investire sull'innovazione o puntare sul risparmio energetico...

Edilizia: Presentato il Rapporto 2012 ONRE di Legambiente e Cresme
855 regolamenti edilizi virtuosi in Italia. E l'Abruzzo che fa?
«Necessaria una legislazione regionale per la spinta all'innovazione energetica»

per il dossier clicca qui

Il Rapporto ONRE (Osservatorio Nazionale Regolamenti Edilizi per il risparmio energetico) di Legambiente e Cresme, presentato oggi a Bolzano in un convegno nell'ambito della Fiera Klimahouse, rivela un'edilizia sempre più sostenibile nei Comuni italiani. Sono 855 le realtà locali che hanno modificato i propri Regolamenti Edilizi, per inserire nuovi criteri e obiettivi energetico-ambientali in modo da migliorare le prestazioni delle abitazioni e la qualità del costruito, con una spinta dal basso che riguarda grandi città e piccoli centri, per un totale di 20 milioni di abitanti interessati. Un dato che, rispetto al 2008, è aumentato di quattro volte.
E l'Abruzzo che fa? Resta indietro in maniera imbarazzante. Occorre una nuova regia che ci aiuti a recuperare il ritardo.

«Dall'analisi del rapporto Onre 2012, in Abruzzo sono solo 13 su 305 i Comuni che hanno introdotto modifiche ai regolamenti edili sull'efficienza energetica degli edifici - spiega Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente Abruzzo - I regolamenti edilizi si stanno confermando un'ottima chiave per capire l'evoluzione verso un settore sempre più sostenibile. Questi strumenti rappresentano oggi uno snodo fondamentale nel processo edilizio: qui convergono aspetti tecnici e procedurali, attenzioni e interessi, competenze in materia urbanistica ed energia di Stato, Regioni e Comuni».
Si tratta di diversi parametri di sostenibilità, che vanno dall'isolamento termico degli edifici all'utilizzo delle fonti rinnovabili, dalle tecnologie per l'efficienza energetica all'orientamento e alla schermatura dal sole, la prestazione dei serramenti, l'utilizzo dei materiali locali e riciclabili e la permeabilità dei suoli: tutte pratiche che trovano attuazione nelle direttive europee, che diventano sempre più vincolanti.

«L'Abruzzo è fortemente in ritardo - ricorda Luzio Nelli - Questo lo dimostrano la carenza e l'assenza di normative in materia di rendimento energetico degli edifici: di normative vincolanti in materia di fonti rinnovabili in edilizia e in materia di certificazione energetica, e di un albo dei certificatori che dovrebbero guidare questa rivoluzione culturale, economica e ambientale in materia di innovazione in questo settore. Non dimentichiamo che dall'1 gennaio 2012 è obbligatoria la certificazione energetica di un edificio; dall'1 giugno 2012 diventerà obbligatorio raggiungere prestazioni termiche da fonti rinnovabili; e non dobbiamo dimenticare la direttiva 31/2010, che fissa al 2019 la scadenza per arrivare ad ottenere edifici "neutrali" da un punto di vista energetico. Eppure proprio in questo momento di forte difficoltà del settore delle costruzioni occorrerà seguire con grande attenzione la transizione verso il 2019: questa prospettiva deve divenire la bussola per uscire dalla crisi, che punti su innovazione e qualità secondo i crismi della green economy. Una prospettiva che può incrementare anche il tasso occupazionale perché presuppone un forte investimento in formazione, in quanto questo tipo di interventi ha bisogno di più lavoro meglio qualificato e di una buona legislazione regionale sulle prestazioni energetiche degli edifici e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili».

Ufficio stampa Legambiente Abruzzo
Cristina Mosca

 

 

 
 
 

in Vendita

Post n°647 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

 

 

 

Foto di emergenzambiente

Immaginate cosa accadrà in Abruzzo, così ricco di aree protette...

DECRETO LIBERALIZZAZIONI : VENDITA TERRENI
WWF: SERVONO TRASPARENZA E MAGGIORI CONTROLLI PER PREVENIRE SPECULAZIONI
SIA GARANTITO L'INTERESSE PUBBLICO DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

Garantire la massima trasparenza e informazione delle procedure, valutare il prezzo dei terreni in base al prezzo medio comunale in modo da tener conto della vocazione agricola del contesto territoriale, vietare il frazionamento che porterebbe ad aggirare il bando pubblico a favore della trattativa privata, prevedere la possibilità di affitto dei terreni da parte dei giovani agricoltori interessati ad avviare nuove imprese, prevedere il diritto di prelazione non oneroso dei terreni in aree naturali protette agli Enti gestori, aumentare a trent'anni il divieto di nuove edificazioni o cambio di destinazione d'uso dei terreni rispetto ai venti anni previsti.

Sono in sintesi le osservazioni presentate dal WWF Italia all'art.66 del Decreto liberalizzazioni per quanto riguarda la vendita di terreni agricoli, al fine di prevenire possibili speculazioni e garantire l'interesse pubblico della tutela del territorio e nella gestione delle aree naturali protette.

Per quanto riguarda i terreni che ricadono in aree protette regionali e nazionali e i Siti Natura 2000 il WWF ritiene che, oltre all'assenso preventivo da parte dell'ente gestore di queste aree, sia necessario prevedere la possibilità di prelazione, a titolo non oneroso, da parte di Enti Parco o Enti gestori di aree naturali protette, ai sensi delle norme internazionali, comunitarie e nazionali. Questo per poter garantire la conservazione della biodiversità, tutelare il territorio e difendere il suolo.

Inoltre per trasparenza occorre rendere pubblici l'elenco completo dei terreni posti in vendita. Vanno evidenziati oltre alle superfici dei terreni anche gli eventuali edifici presenti, che andranno in vendita a trattativa privata solo se sotto la soglia di 100 mila euro, che si chiede di abbassare a 50mila se si tratta di soli terreni agricoli.

Nel merito del Decreto sulle Liberalizzazioni il WWF condivide inoltre l'impostazione generale dell'art. 65 che ha lo scopo di eliminare la diffusione su terreni agricoli, vocati alla produzione primaria, di impianti fotovoltaici a terra, evitando così interventi speculativi che riducano il terreno dedicato all'agricoltura e aumentino il consumo del suolo.

 

 
 
 

Freddo e neve per tutti

Post n°646 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

 

 

 

 

 

Foto di emergenzambiente

Emergenza neve e freddo anche per gli animali.
Appello del WWF e degli ornitologi: i cittadini possono aiutare gli uccelli affamati.

Mangiatoie "fai da te" con il riciclo, briciole sui balconi:
tanti i modi per sostenere i piccoli passeriformi.

Una photo-gallery e un link sul sito del WWF mostrano come fare.

L'ondata di maltempo sta mettendo a durissima prova anche gli animali in tutta Italia. Per questo il WWF e gli ornitologi della Stazione Ornitologica Abruzzese, attivi in una delle regioni più colpite, lanciano un appello affinché i cittadini aiutino, quando possibile, gli animali in difficoltà sul territorio nazionale. Anche piccoli gesti, come lasciare sui balconi e nei giardini in aree non bagnate briciole di dolci e biscotti, possono sostenere i piccoli uccelli in un momento così critico.

Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia "Periodi di freddo estremo sarebbero fenomeni naturali, uno dei tanti fattori di selezione naturale che agiscono sulla fauna. L'avifauna italiana è, però, già sotto forte stress per la cementificazione del territorio e per un'attività venatoria insostenibile che si è appena conclusa. Inoltre, a causa dell'eccessiva antropizzazione, sono scomparse quelle aree litoranee e di fondovalle in cui trovavano rifugio queste specie nei periodi più freddi. Basti pensare alla conurbazione della costa adriatica colpita in queste ore dal maltempo, che ha soppiantato decine di migliaia di ettari di aree umide che accoglievano questi uccelli in periodi critici come questi oppure alle aree di fondovalle e gli stessi corsi d'acqua ormai lastricate di capannoni industriali, superstrade e cementificato. Inoltre i fenomeni estremi collegati ai cambiamenti climatici causati dall'uomo stanno diventando sempre più frequenti e costituiscono un'ulteriore minaccia. Per questo riteniamo di dover lanciare un appello ai cittadini affinché aiutino l'avifauna in questo periodo di grande difficoltà."

Dichiara Augusto De Sanctis, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese "Questa ondata di maltempo arriva in un momento assai delicato per molte specie che si stavano predisponendo alla migrazione verso nord oppure alla nidificazione. Le nostre città sono letteralmente invase da piccoli passeriformi, come pispole, pettirossi, verzellini e addirittura allodole che cercano rifugio anche nelle aiuole spartitraffico. I cittadini possono aiutare questi animali in palese difficoltà in maniera molto semplice, lasciando ad esempio sul balcone briciole di dolci e biscotti oppure frutta secca. Anche appendere pezzi di lardo agli alberi di un giardino è un modo semplice e molto efficiente per rifocillare animali come cince e pettirossi. Chi vuole può anche pensare di riciclare bottiglie di plastica riempiendole di semi oppure di costruire una mangiatoia di legno. E' importante che i punti dove si lasciano semi e briciole siano protetti dall'acqua. Si trovano molti esempi di mangiatoie con le relative istruzioni per l'uso sul WEB oppure direttamente sul sito del WWF Italia. Ovviamente queste mangiatoie devono esser lontane da aree frequentate dai gatti".

Informazioni utili sulle mangiatoie sono al link:
http://www.wwf.it/UserFiles/File/WWF%20Cosa%20Facciamo/Educazione%20Amb/Pubblicazioni/12_Nidi_artificiali_e_mangiatoie.pdf
Si allega una photogallery di immagini raccolte dai soci della Stazione Ornitologica Abruzzese in questi giorni presso le mangiatoie predisposte in varie parti della regione e nelle oasi del WWF in Abruzzo. Si ringraziano i soci Francesca Ardizzola, Massimo Pellegrini, Davide Ferretti e Alessandro Di Federico.

INFO: 3683188739

 

 
 
 

L'Italia che scompare

Post n°645 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

 

Foto di emergenzambiente

[ 31 gennaio 2012 ]greenreport

clicca qui per scaricare il dossier

 

Quella raccontata dal dossier "Terra Rubata - Viaggio nell'Italia che scompare", presentato oggi a Milano da Fondo italiano per l'ambiente (Fai) e Wwf, è un'Italia «Erosa dalle lobby del cemento e del mattone che fagocitano per sempre, al ritmo di 75 ettari al giorno, tesori naturalistici e paesaggistici, terreni agricoli e spazi di aggregazione sociale che non saranno più restituiti all'ambiente e alla collettività: è la fotografia di un processo irreversibile e in crescita, quello della perdita di territorio», ma le due associazioni illustrano anche analisi e proposte.
Secondo il Dossier, «Nei prossimi 20 anni la superficie occupata dalle aree urbane crescerà di circa 600mila ettari, pari ad una conversione urbana di 75 ettari al giorno, raffigurabile come un quadrato di 6400 kmq». Da quanto emerge da un'indagine condotta in 11 regioni italiane, circa il 44% della superficie totale del nostro Paese, «L'area urbana in Italia negli ultimi 50 anni si è moltiplicata, secondo i dati ufficiali, di 3,5 volte ed è aumentata, dagli anni '50 ai primi anni del 2000, di quasi 600mila ettari, oltre 33 ettari al giorno e 366,65 mq a persona con valori medi oltre il 300% e picchi di incremento fino al 1100% in alcune regioni, equivalenti all'intera regione del Friuli Venezia Giulia, come risulta da un progetto di ricerca promosso dall'Università degli Studi dell'Aquila in collaborazione con il Wwf Italia, l'Università Bocconi, l'Osservatorio per la Biodiversità, il Paesaggio Rurale e il Progetto sostenibile della Regione Umbria».
Il fenomeno della cementificazione italiana non risponde ad un aumento della popolazione che ne giustifichi l'ampiezza: il dossier fa notare che «In 50 anni (1951 - 2011) persino quei comuni che si sono svuotati a causa dell'emigrazione sono cresciuti di oltre 800 mq per ogni abitante perso. Resta la piaga dell'abusivismo edilizio, che dal 1948 ad oggi ha ferito il territorio con 4,5 milioni di abusi edilizi, 75mila l'anno e 207 al giorno, e in favore negli ultimi 16 anni ci sono stati 3 condoni (1985, 1994 e 2003). Poi ci sono le cave che nel solo 2006 hanno mutilato il territorio escavando 375 milioni di tonnellate di inerti e 320 milioni di tonnellate di argilla, calcare, gessi e pietre ornamentali. I progetti delle grandi infrastrutture, invece, mettono a rischio 84 aree protette, 192 Siti di Interesse Comunitario e 64 International Bird Area. Si registra poi in agricoltura dal 2000 al 2010 una diminuzione della Superficie aziendale totale (Sat) dell'8% e della Superficie agricola utilizzata (Sau) del 2,3%, mentre il numero delle aziende agricole e zootecniche diminuisce nello stesso periodo del 32,2% in meno di aziende agricole e zootecniche. Il risultato è un territorio meno presidiato e più fragile: in Italia circa il 70% dei Comuni è interessato da frane che, tra il 1950 e il 2009, hanno provocato 6439 vittime tra morti, feriti e dispersi. Allarmante anche il rischio desertificazione: il 4,3% del territorio italiano è considerato "sensibile a fenomeni di desertificazione" e il 12,7% come "vulnerabile"».
Dati in gran parte già noti ma che messi tutti insieme danno l'impressionante quadro di un disastro paesaggistico ambientale e sociale che non ha eguali nei Paesi dell'Europa occidentale, se si esclude la Spagna che asta scontando la crisi della sua bulimia da cemento, e a piccolissima Malta dove la densità abitativa e cementizia è record.
Fai e Wwf propongono una map in 11 unti per fermare il consumo del suolo:
Per contrastare i ladri di territorio ed arrestare il consumo di suolo Fai e Wwf presentano una road map con 11 linee di intervento:
1. Introdurre contenuti innovativi nella nuova generazione dei piani paesistici ponendo limiti al nuovo edificato con estensione delle tutele alle aree di pregio naturalistico non tutelate e alle aree agricole.
2. Applicare la Valutazione Ambientale Strategica anche ai piani paesaggistici.
3. Procedere su scala locale ad una moratoria del nuovo edificato in attesa della redazione della nuova pianificazione paesistica.
4. Migliorare la qualità degli interventi urbanistici, rivedendo gli standards dei servizi urbani, e integrando nella pianificazione urbanistica i piani per il verde pubblico e dei trasporti.
5. Dare priorità al riuso di suoli già compromessi e già utilizzati da trasformare nell'interesse, anche residenziale, della collettività in alternativa al consumo di nuovo suolo.
6. Debellare l'abusivismo attraverso la completa definizione di pratiche di abusivismo pregresse, la conseguente demolizione di immobili non suscettibili di condono, la definitiva rinuncia ad ogni nuovo condono.
7. Autorizzare i Cambi di Destinazione d'Uso valutando gli effetti che questi comportano per la collettività in termini di trasporto, viabilità, incidenza sulla qualità ambientale e paesistica.
8. Introdurre adeguati meccanismi fiscali che da un lato introducano un più severo regime di tassazione sull'utilizzo di nuove risorse territoriali e, dall'altro, individuino agevolazioni sul riuso di territorio o suo riutilizzo mediante un minor consumo di suolo.
9. Aumentare il grado di tutela delle nostre coste valutando un'estensione generalizzata dei 300 m di salvaguardia dalla linea di battigia sino ad almeno 1000 metri (come aveva meritevolmente fatto in Sardegna il piano paesistico della Giunta Soru).
10. Difendere i fiumi, prevedendo non solo il rispetto delle fasce fluviali indicate nei Piani di Assetto Idrogeologico restituendo naturalità ai corsi d'acqua e procedendo finalmente agli interventi di abbattimento e delocalizzazione degli impianti situati nelle aree a rischio idrogeologico.
11. Stabilire definitivamente che gli interventi di bonifica del siti inquinati devono avvenire nel rispetto del principio comunitario "Chi inquina paga" escludendo che i costi di bonifica vengano compensati attraverso il riuso delle aree a fini edificatori.

 
 
 

MOBILITIAMOCI

Post n°644 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

Il deputato Pini della Lega ha presentato degli emendamenti alla Legge Comunitaria finalizzati a rendere ancora più libera la caccia.
Si prevede:
- Apertura della caccia in piena estate per Tortore e Quaglie, con gravissimi rischi per i villeggianti;
- allungamento della stagione venatoria oltre il 31 gennaio;
- caccia a specie vietate dalla direttiva europea come il Fringuello;
- eliminazione degli anelli inamovibili per i piccoli uccelli utilizzati come richiamo vivo;
- depenalizzazione di gravi reati di bracconaggio, un vero e proprio condono per chi ha commesso reati contro gli animali selvatici (caccia a specie protette, uso di mezzi vietati quali lacci, trappole, richiami elettroacustici, balestre, vischio)

Queste e altre e altre assurdità, in barba all'Unione europea e ai cittadini italiani.

Rivolgiamo un appello a Monti, ai ministri dell'Ambiente, dell'Agricoltura, delle Politiche Comunitarie e ai Deputati affinché intervengano per cancellare gli emendamenti 30.054 e 30.055 a firma Pini all'articolo 30 (aggiunta del 30bis) della Legge Comunitaria.

Mobilitiamoci tutti in ogni modo.

La votazione dovrebbe essere domattina, 1 febbraio 2012, alla Camera dei Deputati.

Diffondete questo messaggio in Facebook, via mail e con ogni altro mezzo.
Contattate direttamente o fate contattare i deputati perché partecipino al voto e votino NO agli emendamenti 30.054 e 30.055 Pini alla legge Comunitaria (sono emendamenti all'articolo 30 dedlla legge Comunitaria).
Contattate giornalisti amici, che diano spazio e risalto alla notizia.

 

 
 
 

Il Nostro Unico Interesse

Post n°643 pubblicato il 30 Gennaio 2012 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness e WWF Italia

LA CONSERVAZIONE DELLA NATURA E' IL NOSTRO UNICO INTERESSE
Le aree protette non possono essere asservite agli interessi privati e locali, bisogna garantire le finalità di tutela proprie del governo dei parchi

"L'appello lanciato dalle nostre Associazioni per fermare la riforma della legge quadro sulle aree naturali protette ha il solo ed esclusivo interesse di garantire la conservazione della natura quale finalità prevalente dell'istituzione dei Parchi. E' questo da sempre il nostro unico interesse". Questa la reazione delle Associazioni FAI, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, WWF italia alle reazioni all'appello pubblicato sui maggiori quotidiani nazionali.
Non condividiamo le proposte di riforma della Legge 394/1991 in discussione alla Commissione ambiente del Senato per almeno 4 motivi:
1. perché verrebbero rivisti gli equilibri, in modo evidente e comprensibile anche per i non addetti ai lavori, tra coloro che rappresentano negli enti di gestione interessi nazionali generali e chi rappresenta interessi particolari e privati. Nessuno intende contrapporre i legittimi interessi delle comunità locali alle esigenze di tutela della natura ma è quanto mai opportuno nel nostro Paese assicurare il rispetto di quella gerarchia di valori ribadita in più occasioni dalla Corte Costituzionale per la quale la tutela dell'ambiente dovrebbe prevalere sempre su qualunque interesse economico privato.
2. è piena d'insidie la distinzione artificiosa che si vorrebbe introdurre tra attività venatoria e controllo della fauna selvatica, pur con la supervisione dell'ISPRA, l'Istituto di ricerca del Ministero dell'Ambiente. Si prevede di fatto un diretto coinvolgimento dei cacciatori nella gestione della fauna all'interno delle aree naturali protette. La normativa attuale già consente interventi da parte degli Enti Parco per la gestione dei problemi che alcune specie, essenzialmente il cinghiale, possono determinare se presenti in sovrannumero. La riforma prevista rischia di aprire le porte alla caccia nei parchi per interessi lontani dalla conservazione della biodiversità nel nostro paese.
3. manca inoltre, come indispensabile premessa ad ogni ipotesi di riforma della Legge attuale, una seria analisi dei problemi nella gestione dei parchi in relazione al ruolo centrale che dovrebbero svolgere per la tutela della natura. Risale infatti al 2002, cioè alla seconda Conferenza nazionale sulle aree naturali protette di Torino, l'ultima occasione di ampio confronto e dibattito sul nostro sistema nazionale di parchi e riserve naturali.
4. c'è infine da rilevare che in assenza di una seria valutazione sullo stato delle nostre aree naturali protette le proposte di riforma della Legge entrano esclusivamente nel merito delle rappresentanze negli Enti di gestione, delle procedure di nomina di Presidenti e Direttori, di possibili meccanismi di finanziamento attraverso royalty che rischiano di determinare pesanti condizionamenti nella gestione delle risorse naturali dei territori protetti e nella gestione della fauna attraverso un discutibile quanto inopportuno coinvolgimento del mondo venatorio.
Per questi motivi le cinque Associazioni ambientaliste che hanno voluto lanciare l'allarme sul destino dei parchi italiani auspicano una pausa di riflessione nel processo di riforma in atto per dare, nei tempi e modi opportuni, l'avvio ad un serio ed approfondito confronto sul futuro dei parchi con il solo obiettivo di assicurare una loro gestione più efficace per la conservazione del nostro patrimonio naturale.

 

 

 
 
 

Domani tutti a FESTEGGIARE

Post n°642 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

Foto di emergenzambiente

Per la prima volta 12 associazioni abruzzesi sono insieme per organizzare un grande evento:

- per festeggiare le vittorie delle Associazioni contro gli ultimi calendari venatori;

- per festeggiare il Comune di Pianella che ha interdetto la caccia in parte del suo territorio per motivi di incolumità pubblica;

- per condannare la politica filo-venatoria estremista della Regione Abruzzo già bocciata ben 4 volte dai giudici del Tribunale Amministrativo e dal Governo Italiano;

- contro il prolungamento della caccia nel mese di febbraio che alcune Province abruzzesi hanno già deliberato in questi giorni;

Appuntamento domenica 29 gennaio ore 9:00 presso il Casello Autostradale A25 Pescara-Villanova da dove ci si sposterà nei pressi per una passeggiata festosa nelle campagne pescaresi.

Evento Facebook: http://www.facebook.com/events/136751803108439/

NON MANCARE!!!! E' importante!!!!

 

 
 
 

I Gioielli di famiglia

Post n°641 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

LEGGE PARCHI
AMBIENTALISTI: APPELLO PER FERMARE UNA RIFORMA INUTILE E DANNOSA

Con il pretesto della riforma della Legge n.394 del 1991 si stravolgono i Parchi Nazionali

Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra, Mountain Wilderness, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia lanciano insieme un appello per fermare la riforma della legge 394 sulle aree protette che rischia di stravolgere i parchi Nazionali.
Gli aspetti più pericolosi della riforma avviata dalla Commissione Ambiente del Senato interessano essenzialmente tre aspetti della gestione delle nostre aree protette che per i loro contenuti rischiano di stravolgere alcuni dei principi fondamentali che hanno motivato la creazione dei Parchi e delle Riserve naturali non solo in Italia ma in tutto il mondo.
Nei prossimi mesi per fermare questa riforma inutile e dannosa della Legge quadro sulle aree naturali protette le nostre Associazioni lavoreranno insieme, cercando il supporto del mondo scientifico, degli intellettuali, dei rappresentanti della cultura e dell'ampia maggioranza dell'opinione pubblica che ha a cuore la sorte dei nostri Parchi Nazionali e della natura che devono proteggere.
E' solo rispettando le finalità di tutela che i parchi possono rappresentare un forte richiamo per il turismo nazionale e internazionale con ricadute positive sull'occupazione.
La riforma contestata vuole mettere in discussione il delicato equilibrio raggiunto nella gestione dei parchi tra rappresentanti del Ministeri dell'Ambiente e dell'Agricoltura, del mondo scientifico, delle Associazioni ambientaliste e dei rappresentanti degli Enti Locali, nel rispetto della Costituzione che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di tutela degli ecosistemi proprio per ribadire l'interesse nazionale della conservazione della natura. Le proposte di modifica intendono spostare questo delicato equilibrio a vantaggio di coloro che rappresentano interessi locali e di settore con una maggioranza dei rappresentanti degli Enti Locali e l'introduzione di un rappresentante delle Associazioni agricole nel Consiglio direttivo degli Enti Parco. Allo stesso tempo verrebbero eliminati i rappresentanti del mondo scientifico e ridotta la presenza delle Associazioni ambientaliste.
Queste modifiche, insieme alle nuove procedure previste per la nomina dei direttori dei parchi, non farebbero che aumentare la politicizzazione degli Enti Parco.
Una maggiore efficienza nella gestione degli Enti Parco, in particolare per la valorizzazione delle identità locali dei territori e lo sviluppo della "green economy", sarebbe la motivazione principale dei sostenitori della riforma, ma questo può essere perseguito da diversi Enti pubblici nell'ambito delle loro ordinarie funzioni. Le aree naturali protette nascono per la conservazione della natura, se gli Enti Parco si trasformano in grandi Pro loco o agenzie di sviluppo locale finiscono per diventare inutili doppioni di Enti che oggi in molti vorrebbero tra l'altro cancellare.
Come secondo punto critico si aprirebbe la possibilità di cacciare nelle aree protette con la scusa del controllo delle specie aliene, quando soluzioni efficaci sono possibili anche con l'attuale normativa ed organizzazione dei Parchi.
Terzo aspetto è il meccanismo di finanziamento degli Enti Parco con l'introduzione della riscossione di una royalty o di canoni su alcune attività ad elevato impatto ambientale (la coltivazione di idrocarburi, gli impianti idroelettrici, impianti a biomasse, oleodotti ed elettrodotti fuori terra, le attività estrattive, posti barca ecc) che determinerebbero un pesante condizionamento delle decisioni di un Ente Parco che in prospettiva sarebbe a larga maggioranza controllato dai rappresentanti dei Comuni.

 

 

 
 
 

Liberateci dai petrolieri

Post n°640 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da emergenzambiente
 

Vi consiglio di leggere un interessantissimo dossier, su tutti i regali che l'Italia fa a questo genere di industria. Regali ben lontani dal limitarsi alle ormai arcinote royalty tra le più basse del mondo.

Clicca qui, per il dossier " Milioni di Regali"

 
 
 

le grandi urgenze della regione Abruzzo

Post n°639 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da emergenzambiente
Foto di emergenzambiente

Dopo 4 modifiche della legge istitutiva della Riserva del Borsacchio, domani i consiglieri regionali andranno a visitare la Riserva perché vogliono intervenire ancora una volta sulla legge istitutiva per tagliere il perimetro della Riserva.
Nel frattempo le Amministrazioni Comunali di Giulianova e Roseto degli Abruzzi in 7 anni non sono riuscite ad approvare il Piano di Assetto Naturalistico della Riserva e la Provincia di Teramo, chiamata a sostituirle per la loro inadempienza, si è ben guardata dal fare qualcosa!
Possibile che i consiglieri della Regione Abruzzo non hanno nulla di meglio da fare che discutere all'infinito della Riserva, bloccandone con il loro comportamento lo sviluppo?
Qui di seguito il comunicato di oggi del Comitato cittadino per la Riserva, Italia Nostra e WWF.

Dante Caserta

 

RISCHIO PETROLIZZAZIONE
SOPRALLUOGO DELLA II COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE DELLA REGIONE ABRUZZO del 26/01/2012
Nella giornata di domani, giovedì 26 gennaio 2012, ore 10,00, la II Commissione Consiliare Permanente della Regione Abruzzo è stata convocata in seduta ordinaria, su autorizzazione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, per svolgere un'indagine conoscitiva sui luoghi della Riserva Naturale del Borsacchio.
L'iniziativa è stata presa in riferimento a ben tre progetti di legge tendenti ad abrogare o riperimetrare l'area naturale protetta. Contro le proposte di riperimetrazione della Riserva però e contro il rischio connesso di petrolizzazione del nostro mare e dei nostri territori sono ormai migliaia le firme raccolte.
Gli studenti di tutte le scuole secondarie superiori, attraverso i rispettivi Capi d'Istituto, avevano chiesto di essere ascoltati, per evidenziare ai Consiglieri Regionali la delicatezza e la criticità dei progetti di legge presentati e l'importanza che la Riserva Naturale del Borsacchio riveste, nella sua interezza, per la collettività locale e regionale e per le sue prospettive di sviluppo economico, di benessere sociale e di salvaguardia ambientale.
L'incontro con gli studenti ha dovuto però essere annullato, essendo l'agenda della Commissione Consiliare Permanente già troppo fitta di impegni.
Le scriventi Associazioni ambientaliste ed il Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio, insieme ai rappresentanti degli Istituti Scolastici Superiori cittadini, auspicano non manchi un'occasione prossima di incontro con i Consiglieri Regionali prima di adottare qualsiasi decisione sulle proposte di abrogazione o riperimetrazione della Riserva Naturale del Borsacchio.

ITALIA NOSTRA - Abruzzo
WWF - Abruzzo
Comitato Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: emergenzambiente
Data di creazione: 05/04/2008
 

CARTINA PETROLIO AGGIORNATA AL 2011

 

DOSSIER WWF MILIONI DI REGALI

FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

PETROLIO CHI DECIDE COSA

Lo schema delle autorità competenti può essere riassunto così: -La Direzione Generale dell’Energia e delle Risorse Minerarie è la massima autorità nel campo energetico nazionale nell’attribuire i titoli minerari. Nel suo ambito opera l’Ufficio Nazionale per gli Idrocarburi e Geotermia (UNMIG), con tre uffici periferici a Roma, Bologna e Napoli, al quale è demandato il compito del rilascio dei permessi, delle concessioni e il controllo delle attività produttive. -Il Comitato Tecnico per gli Idrocarburi e la Geotermia è il principale organo consultivo del Ministero dell’Industria in materia. E’ nominato per decreto dal Ministro dell’Industria e dura in carica per tre anni. Il Comitato esprime un parere, peraltro non vincolante, sull’assegnazione dei titoli minerari richiesti in concorrenza, e valuta le varie situazioni su cui è chiamato a pronunciarsi, quali la variazione dei programmi di lavoro, l’unificazione degli stessi fra titoli adiacenti interessati alla stessa tematica, l’assegnazione di concessioni di coltivazione alla società o gruppo che ha scoperto il giacimento ecc. Le riunioni del comitato avvengono a intervalli trimestrali. -Il Ministero dell’Ambiente, attraverso la Direzione Generale della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) è l’istituto preposto a fornire la valutazione dell’impatto ambientale di ogni singolo progetto industriale e quindi anche di quello relativo al settore degli idrocarburi. Si avvale anche del parere della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, competenti territorialmente. Alcune competenze specifiche sono demandate direttamente alle Regioni interessate e attraverso deleghe, a Provincia e Comuni.
 

ULTIME VISITE AL BLOG

perberepsicologiaforensearc_in_cielemergenzambientegesu_risortoannunz1Arcobaleno1961fin_che_ci_sonochannelfyginevra1154katyusha2010pattyd1969penso.ategiannettiamedeofrancy78_14r.ravazzini
 

A ME GLI OCCHI

Il linguista Noam Chomsky ha elaborato la lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.
1 - La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2 - Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema - reazione - soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare.
3 - La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi.
4 - La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato.
5 - Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente.
6 - Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l'emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell'analisi razionale e, infine, del senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti….
7 - Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori" (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).

8 - Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...

9 - Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta

10 - Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.

Noam Chomsky
Fonte: www.visionesalternativas.com.mx