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"La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha."
Oscar Wilde
Dacia Maraini
"la grazia interiore vale
spesso più di mille
ricchezze e mille sapienze"
Dacia Maraini
IL NATALE
La tristezza del Natale,
ci accoglie con la neve
del mattino,
in un gelido bianco
di cui è ricoperto.
C.Moraldi
IL CANE FEROCE
Il passato è un cane feroce
affamato che mi morde la testa,
e mi strappa le carni sanguinanti
ed il viso e vive dei miei dolori.
Il presente è suo figlio,
un cucciolo infreddolito, morente,
che arranca nel vento, per riuscire
a vivere ancora.
mangiando gli avanzi del padre...
Il futuro è utopia!
viviamo nel mondo momenti distrutti,
e portiamo cicatrici indelebili
sulle nostre anime.
questo siamo e saremo pre sempre.
C.Moraldi
RIVOLUZIONE FRANCESE
Pezzi di vetro masticati a colazione con nulla più.
La persiana cadde, l’uomo perse la testa per sempre,
mentre la gente gridava dateci il pane, brutti
stronzi, o almeno qualche brioche!
Le fontane gridavano forte il loro disgusto,
mentre il sangue si univa all’acqua.
E i giorni ormai lontani di feste passate si spegnevano
per sempre.
L’esattore fu pagato, ed il conto si perse nella folla
e sulle genti nei nomi incitati come allo stadio,
si presero un nuovo padrone che non fu alla lunga più
stupido dell’altro.
Così tutto un regno gioì, di una rivoluzione momentanea
che si quietò con un silenzio spaventoso.
C.Moraldi
Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: E' l'unico problema.
Per non sentire l'orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriacate senza tregua.
Ma di che? di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull'erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all'onda alla stella all'uccello all'orologio,
a tutto ciò che fugge a tutto ciò che geme
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta
a tutto ciò che parla, domandate che ora e';
Ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio vi risponderanno
"E' l'ora di ubriacarsi !"
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro.
Charles Baudelaire
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QUADRI
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Van Gogh
Monet
CINEMA
«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...
come lacrime nella pioggia.
È tempo...di morire.»
http://www.youtube.com/watch?v=ZZk7VKv8FCA

LIBRI
Cent'anni di solitudine Gabriel Garcia Marquez
La storia della famiglia Buendia e della città di Macondo. In un intreccio di vicende favolose, secondo il disegno tracciato nelle pergamene dello zingaro Melquiades, si compie il destino della città, dal momento della fondazione, passando attraverso una momentanea e disordinata fortuna, fino alla rovina ed alla definitiva decadenza.

Attrici

Grace Kelly
Elizabeth Taylor
Precariato
Rabbiosa e violenta e la vita,
morsa da mille vermi
che la scavano fino al succo.
Marcisce fino alla radice la verità.
Rimpiazzata dalla percezione
della realtà,
impressa di un,
io accondiscendente.
Ovattato nel buio,
con conati periodici,
scavo la mia buca vicino all’oceano.
È un mare calmo quasi piatto.
Mail futuro non esiste,
in questo posto
di transenne e cantieri aperti
e chiusi,
e società di comodo e comodi tutti!
Nessun proseguimento
di quello che siamo,
la vita si ferma con noi,
paese di vecchi, e stanchi giovani.
Ma il posto migliore dove vivere,
il migliore dei tempi non è….
E scandisci la vita anno per anno,
in spazi di tempo
che sanno straziarti,
nell’attesa di un insicuro,
oramai divenuto costante.
Incitare a coincidere gli altri con noi,
che non siamo peggiori
ma diversi nello stile di vita
e nei modi di fare,
in questi anni sbagliati.
In cui tutto è attonito,
fermo,
eppure si muove all’unisono.
C.Moraldi
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i'
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Pablo Neruda
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Post n°231 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da claudiomoraldi
Il tempo che passa (A mio Nonno Claudio)
Racchiuso nel tempo mentre il tutto muore, lento adagio, nei sui passi incerti quasi cadenti, barcolla un momento come a cadere, e finire…. nell’ombra del suo momento e spegnersi, per dire ho avuto la fortuna di esserci, ed ora posso anche finire! destituito da un giorno che passa, che schiaccia persone impotenti, persone che vedono ancora, in loro un lungo futuro, persone ormai stanche, grate di essere state, finora portate dal vento della vita a braccetto e rincuorate da lei.
In un giorno di sole questi fatti sembra no meno influenti di burrascosi temporali che ci appannano gli occhi per non vedere il futuro. Cattivo e desolato scosso in mille forme, che ritornano a noi nella fretta, di un singhiozzo strozzato o di una lacrima solitaria.
La debolezza nei cuori ha uno strato sottile, ci calma l’anima e ci rende più umani,
disumanamente io, voglio essere ricordato.
Claudio MORALDI
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Post n°230 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da claudiomoraldi
IL TORPORE DEL DOTTOR JEKYLL
Una brezza ci accarezza, per farci arrossare, ma il calore e lieve e il vento forte, ci scombussolano e sbatteremo, in detriti di carta che volano verso di noi. Si scontrano con idee confuse, che formano pensieri, che sanno di viola rancido e si concretizzano alle volte in inflessioni, di piccoli filamenti di noi stessi, e in una nuova versione. Io non apprezzo me stesso, ma soprattutto disprezzo la gente con raffinata cura e determinata spregiudicatezza. Così da divenire a seconda del caso, una persona nuova peggiorata dalla vecchia, e cancellare una parte buona che avevo.
Visioni di ossa secche, morenti, nel sole di marzo, in un finto caldo ci abitua a vederci, insipidi e infinitamente soli così come siamo!
E nell’ombra un gelo nascosto dal manto oscuro, di un altro giorno che passa, ricordandoci che siamo umani.
poiché domani si muore, e morendo domani, oggi si vive di più!
E il rancore di oggi, si dissiperà nella strada, che passa srotolandosi nella vita pian piano, e non varrà il prezzo allora, di un solo giorno furioso!
Claudio Moraldi |
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Post n°229 pubblicato il 01 Ottobre 2009 da claudiomoraldi
“Caduta Bancaria Mondiale”
Erano strani giorni di pane e vino e di sapore di pianto, che creava una realtà troppo accesa, volti scuri, negli occhi degli altri tormentati, tristi…. Amari. Mille anime perse in un giorno, che distrugge i sogni e sanguina.
Li sul banco di un macellaio, stanco e troppo amareggiato, per essere; così vivo, e per caso, morto dentro.
Nella sua interezza si ribella al sapere, condiviso dell’informazione quotidiana. Scandisce le sue ultime ore, nel paradiso dei sogni persi.
Troverà quello che distrattamente, gli hanno promesso senza dirlo, con parole scritte a voce e sancite in distratte firme.
che rivelano vite distrutte e anni buttati.
C.Moraldi
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Post n°227 pubblicato il 09 Luglio 2009 da claudiomoraldi
L’arberi ce ‘nsegnano
L’arberi crescheno piano ner vento pe pià la forma che l’artri vedranno. li rami se sviluppano avviluppandose come a di: “Hao ma proprio a me sto perenne dolore d’ avecce l’aria in faccia e sulle reni” ma ‘ntanto crescheno e la pianta piangendo, diventa forte e se sviluppa in un mischio de colori che la rende più bella. Ma ormai storta tra i rami e er busto quasia a volè di: so viva! e ho vissuto, so vecchia ma nun moro, pe adesso areno poi…pazienza! io er tempo mio l’ho fatto! nun rimpiango gnente e me dispiace solo da nun vede la gente che se ferma un po qua sotto e me dispiace solo da vive in un paese che e rattrappito, storto e sofferente. Come un arbero, assai più vecchio der quale sono io, ormai senza foje, che se secca alla radice, lentamente.
C.Moraldi |
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Post n°226 pubblicato il 05 Marzo 2009 da claudiomoraldi
Cronaca nera
Freddi delitti affrontati consci, nelle mani sangue altrui; Quello che potevi evitare, quello, che potevi deludere, il rimpianto di un giorno comune ed insieme la colpa!
Inossidabili prove nelle mani dei RIS, la parola di un giudice che vanifica il tutto, davanti ad una faccia “pulita” di pochi anni e di poco sapere, cresciuta nel marcio o nel bene, siamo tutti colpevoli per atti di noia!
Mentre famiglie distrutte nell’ora di cena, si caricano di lacrime amare, in attesa di una giustizia che tarda a venire, nel rispetto del suo regressivo, impulso e di animi spenti, soltanto da fati di cronaca nera.
C. Moraldi
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Post n°225 pubblicato il 02 Febbraio 2009 da claudiomoraldi
Gente da niente in queste città cadenti
"Gli stupri non costano nulla, e non valgono niente per la giustizia Italiana."
strade calme sicure, in questo caos, che colma il ripieno di un Italia ingiusta.
e straziata dl rumore, di una strana e irata voce lontana, di quelle che, gridano piano, tanto per non dare fastidio o per attutire i rumori in sottofondo.
chiedendo e ora di giustizia all’amico ma poi gettando infamia, sulla sporcizia che si nasconde, sotto il tappeto, tutti i giorni, tutto il tempo e a tutte le età.
Rassegnati, si andrà a casa con la speranza, in un domani migliore, sicuri che l'oggi e stato intaccato, almeno un poco, a forza di talk show, programmi fatti di care pubblicità e di opinione pubblica.
e chi vince domani, sono i figli, oggi sono considerati tanto male.
C. Moraldi
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Post n°224 pubblicato il 13 Ottobre 2008 da claudiomoraldi
Cittadino X
Guarda… satira e vento, sparsi tra soldi stampati di fresco, in combutta con un giorno di perdite finte e forti, eppure improduttivamente nervose, che spazzano posti reali. Per sorgenti fittizi, innaffiati di America ed Europa, miliardi e miliardi, in un ciclico zero.
La folla fallita, guarda folate di fresco denaro, sciogliersi al sole, un pallottoliere oleato.
E un giorno di tutti, e per questo arrendersi di giacche nere, c’è un mondo reale che vive costante, e che ama, che odia, che spera, che sopravvive fregandosene di crisi e di banche. Sono quelli che non hanno futuro da anni.
Che vivono al limite di un pezzo di carta, che dice che si! sono si! produttivi, ma non servono a niente! e il rinnovo va bene, finché il lavoro e in attivo o finché “non troveremo di meglio”, nessuna regola nessun reclamo. E si sommano anni su anni, e ti ritrovi vecchio, non vale la pena di avere famiglia, in un mondo in cui il rischio d’impresa e la finanza fittizia, sorpassano il bene comune, di un cittadino X.
C.Moraldi |
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Post n°223 pubblicato il 07 Ottobre 2008 da claudiomoraldi
IL POVERO IMPICCATO
La fiera del tempo è passata, e non si e visto il Pagatore, che viene tintinnando il suo borsello Soddisfatto, e la gente che vince la fila, si appresta più avanti, a vedere meglio l’impiccagione del povero di turno, “a chi tocca a chi tocca oggi, non ne basterà solo una, la gente ha fame e bisogna distrarla dalla vita che vive, e dargli una parvenza di giustizia e decoro” mentre la strada può dirsi soddisfatta, il becchino è stato pagato e porta via il morto, che è servito al suo scopo. Per una volta tanto, tutti sono contenti e la fiera e finita. la gente per oggi non parla di fame, di tasse, ancora una volta la vita continua costante il suo flusso. anche se il morto aveva rubato per fame. Non importa tanto il motivo, ma il cosa si fa nel paese del ritorno. Dove un giorno si ama, un panno tricolore e un altro, si chiede la secessione. Come in un vecchio film americano, ci manca John Wayne e gli Indiani, lui non può, ma gli indiani stanno arrivando. Per ripopolare la nazione, ed è un bene? C’è un solo innocente: E il povero impiccato, forse morto invano.
C.Moraldi
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Post n°222 pubblicato il 06 Ottobre 2008 da claudiomoraldi
Ventinove e duemilaotto
Sempre qui, in questo mare di pensieri marci, che franano e ci lasciano andare nel vuoto di un buio profondo, rassegnati, a non sperare ancora.
Si sopravvive comunque, in queste strade colorate, di mille scaglie di vetro vecchio, cocci! Siamo rimasti con voi, che ci aprite piano le carni, aspirandone il sangue pulsante, di un corpo sconfitto e mortificato, da un atteggiamento arrogante.
In questi tempi in cui nessuno ha paura ma si fallisce, in cui esistono il benessere e gli agi, ma si vive in case che non potremo permetterci mai, in cui tutto il mondo e più vicino, ma siamo ogni uno da solo in singole unità, come celle o alveari immensi non comunicanti. Siamo la solitudine del progresso che incombe, come un ombra che striscia, con indifferenza e paura.
E in questi tempi muoiono anche i ricchissimi, per stati d’ansia stratificati da un sottile tempo imperfetto, creato per i vincenti di tutte le età. il ventinove cede al duemilaotto, il suo primato di castello di carte e di figurine scambiate, le regole saranno le stesse, il futuro stavolta, riguarda anche i potenti.
C.Moraldi |
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Post n°217 pubblicato il 31 Luglio 2008 da claudiomoraldi
Quello che credo delle donne
Le donne sono mondi diversi da noi, irose e scaltre, forti e seducenti, con il loro pezzo di vita in più, che gli scivola nel corpo, come un cubetto di ghiaccio freddo, in un giorno di sole. Ti mostrano tutto, ma non ti danno nulla. Con la loro smorfia sul viso, quasi a dirti guardami anzi “perché stupido non mi guardi” e nell’intimo di se stesse, già ti hanno dimenticato, se non ti vogliono veramente! oppure non ti hanno mai visto, hanno occhi diversi dai nostri, che non guardano ma setacciano, scrutano vedono molto di più! E si lasciano andare in calde profusioni di sguardi, che sanno soffrire o ridere e farti chiedere il perché delle cose! Non possiamo avere entropia, con persone così, perché stranamente esse soffrono o amano a seconda di noi, e per mezzo dei nostri sbagli, si fortificano o affogano in pozze di lacrime stanche, ma non sono sconfitte! perché quello che si vede in superficie non è sempre il vero!
C.Moraldi |
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Post n°216 pubblicato il 30 Luglio 2008 da claudiomoraldi
Prima ode alla vita del 07-2008
Amo la vita per questo, non cerco amori di passaggio, che nel vento si perdono, come palloncini troppo gonfi, e saturi di allegrie false, che si rilascino il mattino dopo.
Per vivere una vita a due dita da terra o afflosciandoci piano, fino a finire senza amore, soltanto consuetudini ripetute nel tempo, che e una striscia di elastico tirata, con i suoi mille doveri e le sue mille rinunce.
Quando avrò deciso il mio destino, sarà il mio!
E non quello di una persona sconosciuta, che mi somiglia e che fa cose che piacciono a me.
È troppo bella la vita, per viverla da soli ed e tanto triste, viverla con estranei.
C.Moraldi |
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Post n°215 pubblicato il 28 Luglio 2008 da claudiomoraldi
Il funerale Sette non più sette distinti soltanto dal nome. Dove il prezzo rimane nascosto! Ancora nei pochi e lievi tratti distrutti, di poche persone che sanno, il ricordo e la pena, di un giorno, in apparenza normale, ma in profondità, la tristezza e la conclusione, di un nero, che viene con la pioggia, in un grigio giorno amaro, che sa dire, senza dire. Un ombrello ora piange Col suo fare tranquillo. Di alberi e case e tutti, Riuniti una volta per Tutte, in colori di banca che vedono male. Un giorno che passa, e che fa crescere, una volta di più. Nella vita una tappa obbligata e silenziosa, e per tutti comune! abbracci furtivi che sanno di sale, e resi alla sera una triste folata, di cose perdute o mai dette. C.Moraldi |
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Post n°214 pubblicato il 28 Luglio 2008 da claudiomoraldi
Per il momento si vive Vivo la vita con la soddisfazione di sempre, riverso su di un albero morto accatastando per la pioggia ombrelli ormai vecchi...buttati. Siamo foglie bruciate dal sole, e macerate nel vento, arrivate nel selciato, putride, irriconoscibili agli occhi, di un bambino che gioca nel fango. E ci avviciniamo a piccoli gruppi, di città distrutte, da altri popoli, che come noi sconfortati, da un senso di vuoto perenne, si lasciano andare, a violenze gratuite ed emozioni roventi, in questo strano destino che ci lascia scolpito un futuro incerto. A noi che non siamo cattivi, ma impariamo la meschinità, e dimentichiamo la storia, in piccoli pezzi di arredamenti che fa paura, e soldati bambini si ergono da case, che non sono e non saranno mai nostre, ma prese in prestito da banche, che esigono un prezzo troppo alto, e alle volte ci cacciano per multe banali. C.Moraldi |
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Post n°213 pubblicato il 22 Luglio 2008 da claudiomoraldi
22/07/2008 Pensieri 2008
Faccio calcoli distratti, in strati di mente, da cui arriva piano e lento e discontinuo, il risultato.
E non mi accorgo nemmeno, di essere in attesa di qualcosa di rimando, poiché la traccia, del mio sottopensiero, si perde nel nulla.... o continua a intervallare irregolarmente.
Quando ho la percezione di un’allerta, che mi confermi, che chiaramente stia riflettendo, su qualcosa di confuso, che alla fine prende forma, in tratti spigolosi, nella mia mente, che alla fine, si concretizza in un’idea.
C. Moraldi
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Post n°212 pubblicato il 21 Luglio 2008 da claudiomoraldi
21/07/2008
Tutta la vita davanti
Nelle luci basse di un lampione fioco, vedo ombre di gente grigia, e con la nebbia del primo mattino, una coltre di vita spenta, si rincorre perpetuamente, in saluti muti e strascichi di discorsi scollati.
Il ronzio delle lampadine, suona quella musica, di sciarpe e cappotti, come mille cicale d’estate, si amano al vento caldo, di un triste tempo limitato.
il rigurgito della strada sull’asfalto ormai, e un mare di un colore uniforme, e sobrio come un uomo di mezz’età, che porta a casa una ragazza ubriaca.
con ancora tutta la vita davanti, con sogni e speranze in fase avanzata, e mature a venire, sbocciati di fresco in un sorriso sincero, che parte dagli occhi, e contagia alla vita.
C.Moraldi |
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Post n°209 pubblicato il 18 Luglio 2008 da claudiomoraldi
A dispetto dei tempi
I giorni tutti uguali, si girano intorno evitandosi, con raffinata cura.
e il medesimo disprezzo, quello dei mediocri, sul viso... si vede nel di nuovo, un padrone che caccia, un passante, in un tratto di strada, vuota e sicura.
a dispetto dei tempi, nulla e nessuno e cambiato davvero, e ciò che abbiamo da tempo, sono solo paure ereditate, da anni.
C.Moraldi |
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Post n°207 pubblicato il 18 Luglio 2008 da claudiomoraldi
18/07/2008 Il bene ed il male che è dentro ogni uno di noi
Deserti al sole Sono i tuoi occhi, quando incrociano i miei distrattamente, senza forza, ne desiderio di un sussulto, che arrivi fino a me.
E mi ritiro nell’oscurità, di un tunnel, di macchine danzanti, che senza fretta tornano a casa, dopo un lavoro estenuante faticoso, estremamente inutile, di noia necessaria.
E il tuo viso mi appare… sconcertato dal futuro, che dovremmo avere, che abbiamo! ….via, via perduto, come strade intricate, tra minuscoli palazzi, aggrovigliati in un tessuto sociale o in un urbanistica astratta.
Il ricordo rimane, di momenti precisi, desti in pensieri di carta, che brucia lentamente, e si mischia piano al presente, che troneggia su quello, che rimane di noi.
Abbracciamo scelte diverse, come parenti lontani, visti per caso una volta per sbaglio, lasciamo alle spalle vere intenzioni, come bicchieri riposti, in teche di vetro o armadi sfarzosi, a prendere polvere.
Non siamo noi, non lo saremo mai più! eppure ancora una volta ci stupiamo, di essere cresciuti, al ridosso di gente, che cambia e che ci ha cambiato, a nostra insaputa, e senza un consenso, un nostro vero volere.
distinguiamo il bene dal male, ma non sappiamo che farne, e quest’ultimo, ci si porge in sfumature di grigio, che vagano arrivando più al nero, che al bianco.
C.Moraldi |
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Post n°206 pubblicato il 17 Luglio 2008 da claudiomoraldi
17/07/2008 Distrattamente, ti muovi
Ti muovi distrattamente, col tuo fare impetuoso, di scrivanie ribaltate e sedie smosse, fin nella radice.
Intanto, un candido bocciolo, più rosa del resto di te, viene fuori col caldo. O col tuo indifferente agitarti di mille donne, non ancora mature.
Risvegli pienamente la parte di me, non ancora sopita, ma avviata ad essere sonnecchiante. e ora allerta, con un fremito, composto di mille, piccoli brividi alla base.
Ti vedo così, desiderosamente nelle mie fantasie di adolescente, e non come uomo! perché la ragione perde, dove l’istinto ha il consenso dei sensi.
C.Moraldi |
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Post n°205 pubblicato il 17 Luglio 2008 da claudiomoraldi
08/01/2008 Baci e abbracci
Baci e abbracci dal duemila e per duemila volte ancora, per i sogni di domani, che li sogneremo ancora.
Per il tempo che c’abbiamo, e per quello che ci resta, nella vita e nella morte, prima il cuore…. prima il cuore…. poi, la testa!
sveglia presto la mattina, per andare a lavorare, tutto il giorno e tutti i giorni, in un bagni di sudore.
veder bruciare due cerini, odore che si scoglie al sole, come un gelato nelle mani, in ricompensa di un dolore.
E baci e abbracci nel vedersi, a molti mesi di distanza, e raccontarsi un po’di vita, che poi di vita ne hai abbastanza!
E baci tanto per capire, se questa vita è eccezionale, o se è comune solamente, come si legge sul giornale!
E baci e abbracci di dolcezza, gettati dalla porta accanto, che non si esigono davvero, ma si ricevono soltanto.
E nella testa due persiane, sulla finestra di un cortile, ed una porta originale, che si usa solo per uscire.
C.Moraldi
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Post n°204 pubblicato il 15 Luglio 2008 da claudiomoraldi
15/07/2008 La spada dei cieli è in un mare profondo
Troncati di netto, con l’acqua che spezza le ossa, come un carnefice irrequieto, che macella senza sosta.
la spada dei cieli, divide l’aria sottilmente, e piantati in un mare profondo, che sa di benzina e di sangue e di legamenti sconnessi, dal resto di un corpo informe, frantumato.
Intanto dall’esterno, e dai sedili sgualciti di stoffe eleganti della prima classe, si vedono parti indecise, che sanno volare, ma annegano piano, senza fretta in questa giornata calda, in cui il vento non c’è e la pioggia non cade.
E umanità che così, si prostra poche volte, e sempre in situazioni di dramma, forse per tragedia o per ironia, ha il suo volto umano, dove l’umano è finito.
C.Moraldi
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