Napoli & Napoli
Stu core analfabeta te lle purtato a scola e se mparato a scrivere, e se mparato a lleggere sultanto 'na parola Ammore e niente cchiù .

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NAPULE è- NAPOLI-TRIBUTO-VOGLIA E TURNà
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Post n°254 pubblicato il 22 Maggio 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
NAPOLI-JUVE 2-0 |
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Post n°253 pubblicato il 12 Maggio 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
Dincello, mamma mia – Antonio De Curtis (Totò) Mammema nci ha parlato Dincello mamma mia |
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Post n°252 pubblicato il 30 Aprile 2012 da massimosbirulino
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Post n°251 pubblicato il 30 Aprile 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
Conservatorio di San Pietro a Majella Il conservatorio di San Pietro a Majella è un conservatorio musicale di Napoli. Ha sede nel centro antico della città, nell'ex convento dei Celestini annesso alla chiesa di San Pietro a Majella (via San Pietro a Majella 35). Il conservatorio nacque nel 1806 dell'unificazione di quattro istituzioni musicali nate all'interno degli orfanotrofi di "Santa Maria di Loreto", della "Pietà dei Turchini", di "Sant'Onofrio a Capuana" e dei "Poveri di Gesù Cristo". In queste istituzioni, a partire dal Cinquecento si era iniziato ad impartire insegnamenti di catechismo e di canto per i fanciulli abbandonati. Il più antico conservatorio era quello di "Santa Maria di Loreto" (1537), che aveva avuto fra i suoi allievi Francesco Durante, Domenico Cimarosa e Nicola Porpora. Ferdinando IV di Borbone ne decretò la chiusura nel 1797, trasformandolo in un ospedale militare. I conservatori della "Pietà dei Turchini" e di "Sant'Onofrio a Capuana" erano nati da confraternite religiose seicentesche e fra gli allievi figurano Francesco Provenzale, Giovanni Paisiello e Gaspare Spontini. Il conservatorio dei "Poveri di Gesù Cristo" era stato fondato nel 1589 da un terziario francescano e venne soppresso nel 1774 in seguito a pesanti tumulti. Vi avevano studiato Alessandro Scarlatti e Giovanni Battista Pergolesi. Nel 1979, studiò il pianoforte un dodicenne Gigi D'Alessio La "Pietà dei Turchini" (il nome proveniva dal colore delle divise degli orfanelli) fu l'ultima istituzione a sopravvivere e accolse gli allievi delle altre che man mano venivano chiuse. Sotto la direzione di Giovanni Paisiello si decise di spostarne la sede nel convento di San Sebastiano e la nuova istituzione prese il nome di Regio Collegio di Musica. Dal 1826, per ordine di Francesco I, fu trasferito nella sede attuale. Fra i direttori vi furono Gaetano Donizetti, Saverio Mercadante e Francesco Cilea. Museo storico e bibliotecaIl museo storico del conservatorio contiene una pregevole collezione di ritratti di musicisti celebri, tra cui spiccano il Gioachino Rossini di Domenico Morelli, il Richard Wagner di Francesco Saverio Altamura e il Saverio Mercadante di Francesco Palizzi. Inoltre, strumenti antichi e cimeli di musicisti completano le collezioni, tra cui vanno annoverate la rara raccolta di manoscritti autografi, di edizioni musicali del secolo XVI e di raccolte di libretti d'opera della annessa Biblioteca. Tra gli strumenti musicali antichi da menzionare le arpe Erard e i violini Gagliano, clavicembali, spinette, pianini e pianoforti, fino ad un oggetto straordinario rappresentato dall’arpetta costruita da Stradivari. DidatticaQuesti i corsi principali impartiti presso il conservatorio:
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Post n°250 pubblicato il 14 Aprile 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
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Post n°249 pubblicato il 07 Aprile 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
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Post n°248 pubblicato il 04 Aprile 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
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Post n°247 pubblicato il 30 Marzo 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
Castagna di Serino 29 Agosto 2010 di prodotti-tipici-campania.it Castagna di Serino Furono i monaci benedettini di Cava de’ Tirreni, fra il XII ed il XIII secolo, ad intraprendere un’opera di cura e miglioramento dei castagneti da frutto presenti nelle loro proprietà sparse in Campania, cosicché, curando i castagneti nella zona dei monti Picentini, che comprendono le aree interne dell’Avellinese e del Salernitano, trasformarono questa zona, particolarmente vocata per le caratteristiche climatiche e del terreno, nella vera e propria terra d’elezione di questa coltura. La castagna prodotta qui, detta “castagna di Serino” dal nome dell’omonimo comune, è di dimensioni medio-grandi e di forma tondeggiante, per lo più asimmetrica, il suo seme è bianco latteo, polpa a pasta bianca, soda e croccante dal caratteristico sapore dolce che la rende particolarmente adatta al consumo fresco e alla produzione dei noti marron glacée. Per le sue caratteristiche di pregio è classificata tra le migliori castagne italiane, la più esportata sui mercati internazionali. Tratto: Sito Regione Campania
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Post n°246 pubblicato il 30 Marzo 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
Confettura di Pere Coscia del Vesuvio 23 Luglio 2011 di prodotti-tipici-campania.it MARMELLATA DI PERE DEL VESUVIOChe c’è di meglio che alzarsi la mattina e poter fare una ricca colazione con la confettura preparata il giorno primo? Magari con le pere della pianta del vostro orto.Io la preparo con quelle del mio giardino (vedi foto).E poichè non sono avido……vi lascio almeno la ricetta!!!Ingredienti2 kg di pere coscia mature (1,5 kg sbucciate e detorsolate)500 g di zuccheroil succo di mezzo limonePreparazioneLavate, sbucciate, detorsolate e fate a pezzetti le pere, direttamente nella pentola capiente che andrete ad usare durante la cottura, in modo che il succo che lasceranno non vada perso. Aggiungete il succo di mezzo limone ed infine lo zucchero a poco alla volta, mescolando ed amalgamando il tutto con un mestolo “rigorosamente” di legno. Lasciate riposare le pere per un venti minuti, intanto mettete in forno a 120° i barattoli di vetro in precedenza lavati insieme ai loro coperchi con acqua calda e detersivo. I barattoli dovranno stare in forno almeno mezzora e dovrete poi lasciarli dentro fino a che non li utilizzerete per riempirli di confettura, in questo modo si sterilizzeranno. Passato il tempo di macerazione delle pere con lo zucchero, accendete il fuoco a fiamma alta fino a che non comincierà a bollire, da quel momento abbassate di un pò la fiamma, e lasciate cuocere per circa 35, 40 mintui, girando di tanto in tanto in modo che non si attacchi niente al fondo della pentola bruciandosi. Una volta passati questi 40 minuti e la confettura si è rappresa, spegnete il fuoco e con il mestolo di legno mescolate il tutto per circa 5 minuti, in modo che il composto inizi a legare. Togliete dal fuoco i barattoli, riempiteli, accertatevi che i bordi siano puliti, sigilatte i barattoli con i coperchi ben asciutti e rivoltate i barattoli a testa in giù per creare il sottovuoto.Copriteli con un canovaccio e lasciateli riposare per l’intera notte o comunque fino a che non si saranno raffreddati. A quel punto, rigirandoli, noterete che il coperchio non farà più “clac” e che quindi il sottovuoto è regolarmente avvenuto.Buona Colazione!Antonio Gentile |
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Post n°245 pubblicato il 26 Febbraio 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
La metropolitana di Napoli vince l'Oscar dei trasporti Premiata a Londra per il "Miglior approccio innovativo nello sviluppo delle stazioni" tra 300 concorrenti; testa a testa in finale con Londra e Varsavia La metropolitana di Napoli vince l'Oscar dei trasporti La Regione Campania ha vinto a Londra il premio "Most Innovative Approach to Station Development" (Miglior approccio innovativo nello sviluppo delle stazioni), assegnato alla metropolitana di Napoli e della Campania nell'ambito di "Metros 2009", la più grande manifestazione internazionale sull'industria delle metropolitane alla quale hanno partecipato più di 300 rappresentanti dei sistemi di trasporto su ferro di tutto il mondo.
Dal '93 ad oggi, alla tratta originaria linea 1 della metropolitana (già Metropolitana Collinare, in quanto serve tra gli altri i quartieri del Vomero e dell'Arenella) se ne sono aggiunte altre, ed altre ancora sono in fase di costruzione o di progettazione: l'opera conclusa costituirà un anello che collegherà in maniera efficacissima zone strategiche della città, passando per il Vomero, piazza Municipio e corso Umberto e giungendo alla Stazione Centrale e all'Aeroporto di Capodichino (vedi animazione sulle fasi del progetto). Realizzata dalla concessionaria MN-Metropolitana di Napoli S.p.A. (che sta progettando e costruendo anche le nuove tratte e stazioni), gestita dalla Metronapoli S.p.A. e proprietà del Comune di Napoli, tutta la linea si caratterizza per gli elevati standard costruttivi, la modernità degli impianti e dei treni, e soprattutto l'originalità delle stazioni: queste costituiscono dei veri e propri "musei sotterranei", grazie alla presenza di opere dei più famosi esponenti dell'arte moderna italiana e internazionale, e al contributo di grandi architetti, sia nella progettazione degli interni delle stazioni che negli arredi urbani e negli elementi architettonici delle aree circostanti.
La linea 1 è, tra l'altro, una infrastruttura ferroviaria all'avanguardia: tutte le stazioni sono state progettate nel rispetto di moderni sistemi di sicurezza, privi di barriere architettoniche e dotate di percorsi privilegiati e mappe tattili per i non vedenti. In corrispondenza dei varchi di accesso ai tornelli è installato un box, presenziato per tutta la durata dell'esercizio, in cui sono installati gli allarmi degli impianti di stazione (ascensori, scale mobili, gruppi elettrogeni), i sistemi di videosorveglianza, la diffusione sonora, i telefoni interni ed il citofono per il colloquio con gli ascensori. |
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Post n°244 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
Napoli e baccalà
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Post n°243 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
Il vero Babà di Napoli Ingredienti: 300 gr. di farina 100 di burro; un cucchiaio di zucchero, 5 uova intere, un pizzico di sale, 40 gr. di lievito di birra, Sciroppo: mezzo litro di acqua, 300 gr. di zucchero, 200 gr. di rhum, buccia di limone e arancia. Preparazione: Versare sul tavolo solo 100 gr. di farina, il lievito fatto sciogliere precedentemente in una tazzina d’acqua tiepida, un pizzico di sale e impastare con energia. Appena l’impasto risulterà morbido e soffice porlo in un canovaccio infarinato sotto una coperta. Dopo circa 10 - 12 minuti controllare se la crescita è avvenuta e porlo su di un tavolo. Aggiungere al preparato i rimanenti 200gr. di farina, il burro, lo zucchero e le uova una alla volta. Il composto si attaccherà al palmo delle mani e questo sarà il momento per lavorarlo in poche parole a <<ceffoni>>. Se si vuole ottenere un buon risultato si deve lavorare per parecchio tempo. A parte ungere un teglia di circa 10 - 13 cm. con del burro e con della farina e metterci dentro il composto avendo cura di stenderlo bene con le mani tutt’intorno. Farlo nuovamente crescere sotto una coperta per circa una mezz’oretta e infornare. Appena il babà avrà preso un colore marroncino spegnere il forno e fare asciugare. A parte fare bollire in una casseruola mezzo litro d’acqua, i 300 gr. di zucchero e una buccia di limone. Quando il tutto sarà raffreddato versarvi il rhum e girare un per un po’. Estrarre il babà dal forno e a cucchiaiate versarvi sopra lo sciroppo, quando ne avrà assorbito una bella parte capovolgerlo e ripetere l’operazione dall’altra parte.
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Post n°242 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
Le origini del babà…. La storia del babà affonda le sue radici nella Polonia del XVIII secolo, alla corte di re Stanislao Leszczinski, che, si narra, rovesciò accidentalmente una bottiglia di rhum su un dolce realizzato per lui dai suoi pasticcieri. Fu Stanislao stesso a deciderne il nome, scegliendolo per due motivi: primo perché lo volle dedicare ad Alì Babà, protagonista del celebre racconto tratto da Le Mille e Una Notte, libro che il sovrano amava leggere e rileggere, e, secondo, perché la parola “babà” è traducibile con “vecchia signora” (non la juve :-)), in riferimento alla mollezza della pasta del dolce, particolarmente adatta a coloro che non hanno i denti. Il babà arrivò presto a Parigi, dove in tanti lo conobbero e lo apprezzarono. A portarlo, successivamente, a Napoli furono i “monsù”, deformazione della parola monsieur, gli chef francesi che prestavano servizio presso le nobili famiglie napoletane. A Napoli il babà si è perfezionato, acquisendo le caratteristiche che lo contraddistinguono: la particolare morbidezza, ottenuta mediante il procedimento di bagnarlo con acqua e zucchero, e la caratteristica forma bombata, simile a un fungo; è per questo che oggi il babà comunemente considerato una specialità di origine Campana. Il dolce è a base di farina di grano tenero, uova, burro o strutto, sale, zucchero e lievito di birra, lievita per due volte e si cuoce in forno; prima di essere servito va bagnato con una soluzione di acqua e zucchero, aromatizzata al limone e corretta al rhum; il babà classico o guarnito con panna o creme pasticciere varie si può trovare in tutti i laboratori dolciari della Regione. Tratto: Regione Campania |
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Post n°241 pubblicato il 19 Gennaio 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
è partita la campagna di comunicazione antiphishing, per informazioni consultate il post su mondolibero,,, |
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Post n°240 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da Napoli_e_Napoli_Blog
San Giuliano Terme: scomparsa Roberta Ragusa 14 gennaio 2012 E' scomparsa stamattina Roberta Ragusa, di San Giuliano Terme (PISA) donna oltre che mamma che soffrirebbe di vuoti di memoria e potrebbe essersi allontanata in stato di incoscienza. Aiutiamo le ricerche anche noi spargendo la voce e condividendo questo post o scrivendone anche voi di similari.
Ogni nostro contributo può essere importante !
Ulteriori dettagli: "Non si hanno più notizie da questa mattina di Roberta Ragusa, 45 anni, residente a San Giuliano Terme. I familiari al risveglio non l'hanno trovata in casa e hanno dato l'allarme. La donna, che gestisce l'Autoscuola Futura nel comune di San Giuliano Terme insieme al marito, potrebbe quindi essersi allontanata in pigiama dalla propria abitazione lasciando a casa tutti i suoi effetti personali, compresi documenti e telefonino. La notizia della scomparsa si è appresa soltanto in serata, dopo che le ricerche, a causa dell'oscurità, sono state sospese. Riprenderanno domani all'alba. Stando a quanto si è appreso, la donna soffrirebbe di vuoti di memoria e i familiari temono che possa essere uscita da casa in stato di incoscienza. Sull'episodio stanno anche indagando i Carabinieri." Fonte: Ansa e http://www.pisatoday.it/ del 14 gennaio Gruppo su Facebook: http://www.facebook.com/pages/PisaToday/163307690398788 |
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Post n°239 pubblicato il 31 Dicembre 2011 da Napoli_e_Napoli_Blog
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Post n°238 pubblicato il 28 Dicembre 2011 da Napoli_e_Napoli_Blog
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Post n°237 pubblicato il 21 Dicembre 2011 da Napoli_e_Napoli_Blog
Eccomi qua a presentarmi a tutti gli utenti della stanza napoli e napoli, da oggi mi affianco alla cara amica bilancia a guidarvi ed aiutarvi all'interno della stanza Napoli e Napoli. ci becchiamo in chat iceman_usa |
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Post n°236 pubblicato il 09 Dicembre 2011 da Napoli_e_Napoli_Blog
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Post n°234 pubblicato il 01 Dicembre 2011 da Napoli_e_Napoli_Blog
Noto anche con il nome di caponata, ha subito nel corso degli anni, variazioni tali che è difficile oggi stabilire un elenco esatto dei vari ingredienti.
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