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Creato da kimberlynn il 11/03/2007

Il profumo di casa

I pensieri, i sapori, i colori ...di casa

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CLAIR DE LUNE - DEBUSSY

Splendida musica!!

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Il più bello dei mari

 

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto.

                
      
Nazim Hikmet

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TORTA DI CIOCCOLATO

 

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IL FUMETTO DI PESCE

 

Il fumetto di pesce è quell’ingrediente in più che serve ad insaporire tutti i piatti a base di pesce.

Ecco come farlo:

Scaldare dell’olio e unire gli scarti del pesce (anche pelle, lische, ecc..).
Poi si possono aggiungere un porro, una cipolla, una carota, una costa di sedano e della salsa di pomodoro:
A questo punto possiamo aggiungere a piacere un po’ di spezie: zafferano, timo, alloro, prezzemolo, sale e allunghiamo tutto con dell’acqua calda e un bicchiere di vino bianco, facendo sobbollire per una mezz’ora.
Il fumetto quasi pronto andrà poi filtrato e ristretto a fiamma moderata, per un’altra quindicina di minuti.
Sarà questa, quindi, la nostra base di partenza per la preparazione dei nostri piatti a base di pesce.
 

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Torta con marmellata di castagne

Post n°739 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da kimberlynn
 

 

Torta preparata per festeggiare i 3 anni dell' "Angolo delle delizie"

 

Ingredienti

25 gr. di farina 
100 gr. di zucchero
40 gr. di burro
300 gr. marmellata di castagne
100 gr. cioccolato fondente
1 cucchiaino lievito
2 uova 
 
mezzo bicchierino di rhum 
 
aroma arancia
una bustina di vanillina 
un pizzico di sale
zucchero a velo


Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con il burro.
In una ciotola montare con le fruste elettriche i due tuorli con lo zucchero sino ad ottenere un composto gonfio e spumoso.
Aggiungere sempre frullando l'aroma di arancia, il rum, la marmellata di castagne, il composto fuso di cioccolata fondente e burro, ed infine la farina, il lievito e la vanillina setacciate.
Ogni volta che si aggiunge l'ingrediente, frullare sempre bene l'impasto.
Montare a neve ben ferma i due albumi con un pizzico di sale ed incorporarli delicatamente all'impasto precedente, mescolando dal basso verso l'alto.
Imburrare una tortiera a cerniera di 24 cm.,(io ho usato una forma a ciambella) e cuocere in forno a 180° x 35 minuti.
Servire fredda cosparsa di zucchero a velo.

 

 
 
 

Le chiacchiere

Post n°738 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da kimberlynn
 

  

 

"Crapa pelada la fa i turtei, ghe ne dà minga ai so fradei…"  penso a questa vecchia canzone di Svampa  e Patruno ogni volta che faccio le chiacchiere o i tortelli … forse perché la canticchiava mio papà  quando sentiva il profumo di frittura dolce al suo rientro la sera.
Mia mamma non si dedicava molto alla cucina, anzi era l’ultimo dei suoi pensieri, ma a carnevale era un rito preparare le chiacchiere, come per magia in quell’occasione si trasformava dando vita alle chiacchiere più buone del mondo, e non ero la sola a dirlo, ma anche tutti i fortunati che avevano avuto la fortuna di assaggiarle.
Uno dei segreti di tanta delicatezza, stava nel tirare la sfoglia sottilissima, passandola più volte dall’ultima tacca della macchinetta, lei lo faceva con una tale maestria, la pasta sembrava un tessuto lunghissimo, finissmo, che si srotolava  lentamente senza mai rompersi e veniva poi adagiato con leggerezza sul tavolo per essere tagliata.
Le chiacchiere così sottili una volta fritte sono friabili, leggere e si sciolgono in bocca, insomma io le trovo uniche!

 


Ingredienti

6 cucchiai di latte
3 cucchiai di zucchero
1 noce di burro

Portare a bollore questi 3 ingredienti insieme e lasciare raffreddare.


½ kg farina 00
2 uova intere
1 pizzico sale
1 bicchierino anice


Impastare tutto per bene e lasciare riposare l'impasto coperto una mezz’ora. 
Tirare la sfoglia  con la macchinetta fino a ridurla il più sottile possibile.
Passarla più volte dall'ultima tacca della macchinetta,  tagliarla a rombi con una rondella dentata, fare 2 tagli trasversali e paralleli al centro e friggerli in olio di arachide.
Cospargere di zucchero semolato o a velo.

 

 
 
 

Farfalle mimosa

Post n°737 pubblicato il 03 Febbraio 2010 da kimberlynn
 

 

Ingredienti per 4 persone:

400 g di farfalle
4 zucchine 
4 uova sode
olio e.v.
1 scalogno
sale-pepe
Parmigiano a piacere


In una padella scaldare l'olio e rosolare lo scalogno, aggiungere poi le zucchine tagliate a rondelle con una mandolina.
Salare, pepare e cuocere per 20 min circa.
Rassodare le uova, sgusciarle,  incidere l'albume ed estrarre solo i tuorli.
Mettere a bollire l'acqua per cuocere la pasta; una volta cotta scolarla e versare le farfalle nella padella con le zucchine, rimettere sul fuoco, mescolare per amalgamare ed aggiungere se serve, qualche cucchiaio d'acqua di cottura della pasta e il parmigiano a piacere.
Versare la pasta nei piatti e grattugiare un tuorlo sodo su ogni porzione. Portare in tavola.

 

 

 
 
 

Torta di corn flakes

Post n°736 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da kimberlynn
 

 

 

Volevo eliminare al più presto una scatola di corn flakes al cioccolato che gironzolava da un ripiano all'altro della cucina, nessuno voveva più fare colazione usando queste nuvolette, così  ho pensato di utilizzarle rivisitando la vecchia ricetta della torta di pane.
Ed ecco il risultato: una torta cioccolatosa, morbida all'interno e profumata, sarà per gli amaretti o il cioccolato,  ma io la trovo buonissima!

 

Ingredienti

1 scatola di corn flakes al cioccolato
250 g biscotti secchi tipo Oro S.
150 g amaretti
1 l. latte
100 g pinoli
1 uovo
2 cucchiai di cacao amaro
5 cucchiai di zucchero
1 bicchierino di amaretto


Sbriciolare sia gli amaretti che i biscotti secchi.
Far scaldare bene il latte e poi versarlo sui biscotti e gli amaretti lasciandoli ammorbidire.
Mescolare riducendo in poltiglia e di seguito aggiungere il cacao amaro, lo zucchero, l'uovo ed infine l'amaretto ed i pinoli.
Aggiungere altro latte (se serve), sino ad avere una consistenza morbida e pastosa.
Amalgamare tutti gli ingredienti e versarli in una pirofila imburrata e cosparsa di pane grattugiato.
Dare dei colpi alla teglia per livellare il composto e cuocere in forno a 180° per 50'/60min.
Sfornarla, farla raffreddare e cospargere a piacere con zucchero a velo. 


 

 
 
 

Pasta e ceci

Post n°735 pubblicato il 30 Gennaio 2010 da kimberlynn
 

 




Pasta e ceci è un primo piatto tipico della dieta mediterranea e della tradizione contadina. 
Si diceva un tempo che fosse un piatto povero ma ora, con il costo dei legumi secchi aumentato notevolmente rispetto ad epoche passate, è anche cambiato il giudizio su questo primo piatto.
La preparazione è semplice ed il risultato è genuino a patto che non si usino i ceci già cotti ed in scatola, ma quelli secchi che si trovano facilmente in vendita nei supermercati, è un peccato rovinare un piatto che ha il sapore della terra e della civiltà mediterranea.  
L'unico inconveniente potrebbe essere la cottura dei ceci secchi che deve avvenire lentamente e dopo adeguato ammollo.
Ed in effetti non sempre i ceci sono di qualità adatta ad una rapida cottura, per fortuna supplisce in questi casi l'uso della pentola a pressione che velocizza il tempo di  cottura. 

 

Ingredienti

250 g pasta
400 gr di ceci secchi
2 rametti di rosmarino
1 spicchio d'aglio
1 carota
sale q.b.
Lt. 2 di acqua circa
1 cucchiaio di passata di pomodoro
1 cipolla piccola
3 cucchiai olio extravergine
peperoncino

 


Lasciare i ceci a mollo per una notte, anche di più, scolarli e cuocerli
in pentola a pressione con uno spicchio d'aglio e un rametto di rosmarino per 50 min.
Senza pentola a pressione cuocerli in abbondante acqua per circa 3 ore ed in entrambe le soluzioni tenere l'acqua di cottura.

Prendere una pentola, meglio se di coccio ed appassire la cipolla tritata nell'olio, 
aggiungere a piacere del peperoncino, i ceci, il rosmarino, poi la passata, il sale, una parte dell'acqua di cottura dei ceci e si fa cuocere a fuoco basso una decina di minuti circa.
Frullare o passare col passaverdure una parte dei legumi e versarli di nuovo in pentola, aggiungere altra acqua di cottura dei ceci se serve per cuocere la pasta.
Controllare di sale e servire condendo con un filo d'olio e.v. e parmigiano. 

 

 
 
 

Se hai mal di testa pensa al tuo cibo preferito!

Post n°734 pubblicato il 26 Gennaio 2010 da kimberlynn
 

 

 

 

Una scoperta nel campo della psicologia  davvero interessante: quando hai mal di testa pensa al tuo cibo preferito e ti passerà più facilmente.
A me viene subito in mente la Sacher torte (una bella fetta come nella foto qui sopra), ma potrei pensare anche a spaghetti col pomodoro fresco, cotoletta alla milanese, pizze di ogni genere… 
A sostenerlo è uno scienziato americano docente all’università del Winsconsin-Stevens Point, secondo lui i pensieri piacevoli possono ridurre la sensibilità al dolore.
Per dimostrare la sua teoria ha messo alla prova ben 60 persone, chiedendo loro di immergere una mano nell’acqua ghiacciata pensando, nel frattempo, ai cibi preferiti, a immagini piacevoli di altro tipo oppure a nulla, svuotando la mente.
Ebbene, nei soggetti che pensavano ad alimenti, la capacità di sopportare il dolore raddoppiava! Non solo: pensare al cibo migliora l’umore, riduce l’ansia e attenua, dunque, la sensazione dolorosa.
Immaginate ora di avere mal di testa: a cosa pensate per farvelo passare?

 

E visto che S. Valentino è alle porte perchè non pensare anche a questo cuore dolcissimo?

 

 




Sacher all'arancia

Ingredienti
 
160 g di farina 00
45 g di cacao amaro
scorza di 1 arancia
4 uova
50 g di burro 
170 g di zucchero
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
1 vasetto di marmellata di arance
liquore all’arancia (per la bagna)


Ganache di copertura
250 g di cioccolato fondente
200 g di panna fresca 

 

Montate le uova con lo zucchero a bagnomaria. Togliete dal fuoco e versate la farina ed il cacao a pioggia, il burro fuso e un pizzico di sale, la scorza dell’arancia grattugiata.
Imburrate e infarinate uno stampo a cuore ed  infornate a 180° per 30 minuti.

Toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare.
Tagliate la torta in 3 strati, bagnate ogni strato col liquore e spalmate con la marmellata.
Sovrapponete gli strati e ricoprite la superficie con la marmellata di arance leggermente riscaldata.

Per la ganache portate a bollore la panna e versate il cioccolato spezzettato, ottenendo un composto liscio. 
Appoggiate la torta su una gratella e coprite con la glassa. Scrivere con il cioccolato fuso usando un conetto di carta.

 

 
 
 

Magie di casa

Post n°733 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da kimberlynn
 

 

Togliere l'amaro dall' indivia belga (insalata belga)
Prendete in mano il ceppo di indivia: tagliate via la base dura marrone. Vedete il "cuore" sotto la parte tagliata? questa è la parte veramente amara, che va eliminata. Ha una forma a cono, quindi basta usare un coltellino a punta e scavare. Potete a questo punto tagliare il ceppo di indivia belga a fettine se volete prepararla in insalata.

  


Per far sbriciolare i blocchi di zucchero di canna ind
urito,non dovete far altro che mettere nella scatola una fetta di pane fresco, chiudere con cura per più di 2 ore.

 
 
 

Fare le candele...

Post n°732 pubblicato il 20 Gennaio 2010 da kimberlynn
 

 

 

Fare le candele è un hobby che mi ha sempre divertito, ma quello che mi sorprende di più è  vedere come la cera riesca a modellarsi facilmente regalando forme e colori differenti.
Le mie preferite sono le candele cave, dette "Hurricane" che sono dei contenitori di cera dentro i quali mettiamo un piccolo lumino e come per magia le pareti firtrano la luce, facendo vedere gli oggetti in trasparenza inseriti all'interno.

Oggi vorrei spiegare come si possono fare, basta un po' di attenzione per l'alta temperatura della cera e pochi attrezzi reperibili facilmente.

Il procedimento è semplice, dovete procurarvi un contenitore che faccia da stampo, tipo una vecchia tazza, un boccale in metallo, ecc... e ungerlo bene con del silicone spry, ma anche l'olio di semi va benissimo.
Prendere la cera e versarla in un pentolino che userete solo per fare questo lavoro, e scioglierla a bagnomaria. La quantità sarà proporzionata alla grandezza dello stampo, tenete presente che lo si deve riempire con la cera sciolta. 

Una volta sciolta versare la cera nel contenitore e aspettare fino a quando ai bordi dello stampo si sia formato una leggera patina di cera solida di qualche millimetro di spessore.
Per fare più in fretta di solito metto il contenitore nell'acqua fredda, ma attenzione che l'acqua non entri nella cera!
Ora versare la cera ancora fusa nel pentolino in modo da svuotare il contenitore che usavate come stampo, così potrete notare che attaccato alle pareti è rimasto uno strato sottile di cera.
Molto velocemente dovete far aderire contro questo strato gli elementi che volete inserire, come fettine di frutta essicata, dei fiori secchi ecc... lasciate raffreddare ancora per pochi minuti e poi riempite nuovamente lo stampo di cera fusa e  immergetelo ancora nell'acqua fredda.
Ora fate attenzione: nel momento in cui vedrete che sulla superficie si formerà una pellicola omogenea, aspettate ancora 5 minuti e poi toglietela con uno stecchino e svuotate di nuovo lo stampo.
A questo punto non resta che aspettare che la candela si raffreddi, io per velocizzare  infilo lo stampo nel freezer per 20 min.
Trascorso il tempo estrarre la candela dallo stampo, asciugarla e lucidarla dall'olio usando una calza di naylon e regolare il bordo superiore modellandola nel seguente modo:
Io metto in una padella con fondo spesso della carta forno, accendo il fuoco e lascio scaldare. Capovolgo la candela e ruotando il bordo sulla carta forno per effetto del calore, il bordo si modella e diventa uniforme.

Per quanto riguarda i tipi di cera da utilizzare io uso paraffina pura ad alto punto di fusione perché è più dura e più lucida, ma ciò non toglie che si possa utilizzare il tipo di cera che si preferisce.

 

 

Questo lo strano effetto che ho ottenuto fotografando al buio con le candele accese.

 

 

 

 

 

 

Queste invece sono candeline galleggianti a forma di tortina, fatte usando i contenitori di plastica delle uova. 

 

 
 
 

Sartù di riso

Post n°731 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da kimberlynn
 

 


Ingredienti per 12 persone

Per le polpettine:
400 gr. di macinato
pan grattato
100 gr parmigiano,
1 uovo intero + 1 tuorlo
latte
sale q.b.
 

1 kg di riso
150 gr di parmigiano
500 g sugo preparato con pomodoro fresco (ho usato i ciliegini)
3 uova sode
mozzarelle 2 (lasciarle scolare)
formaggio provola (io ho messo latteria)
200 g pisellini

 


 

Preparare le polpettine nel modo classico, amalgamando tutti gli ingredienti e formarle con un diametro molto piccolo.
Friggerle  in poco olio, senza farle dorare troppo per lasciarle morbide e farle asciugare dall'olio mettendole su carta forno.

Cuocere il riso in acqua salata e scolarlo al dente, condirlo con abbondante pomodoro, i pisellini e il parmigiano.
Cuocere le uova sino a rassodarle.
Predere una bella teglia grande, sporcare il fondo con un po' di pomodoro e fare uno strato con metà riso, poi distribuire la mozzarella a pezzetti, le uova sode sbriciolate,  le polpettine, il parmigiano, una spolverata dell'altro formaggio, un po' di sugo e chiudere con l'altra metà di riso.
Cospargere di sugo e parmigiano e mettere in forno a 160° per circa 30 min, fino a quando si è formata una leggera crosticina.

 


  

 

 
 
 

I films in cucina: Una domenica in campagna

Post n°730 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da kimberlynn
 

 

"Una domenica in campagna"  di Bertrand Tavernier vincitore del premio per la migliore regia a Cannes, è un film è di grande eleganza, quasi privo di storia.
Il
racconto dura poche ore, dalla mattina inoltrata al tramonto e descrive l'intreccio di sentimenti e risentimenti fra tre generazioni e l'amarezza struggente dei bilanci esistenziali.

 

 

Monsieur Ladmiral, vecchio pittore vedovo, abita una con-serva padrona in una bella villa nei pressi di Parigi.
E' una domenica del 1912  e l'uomo si rallegra che siano venuti a trovarlo col treno, il figlio maggiore, la nuora, i nipotini: portano un soffio di vivacità e devozione nella sua vita ormai priva di sorprese.
Ma molto di più si allieta quando arriva inaspettata, al volante della sua automobile, l'adorata figlia minore Irène, una ragazza emancipata ed imprevedibile, che non cessa di rimproverare al papà il suo modo antiquato di dipingere, tanto più da quando ha trovato in soffitta un suo quadro giovanile che prometteva un talento innovatore, più sulla scia degli impressionisti che della pittura accademica a cui si è poi dedicato.

 

 

 

E 'appunto con Irène, mentre gli altri consumano la domenica in conversazioni banali e i ragazzi giocano sui prati che Ladmiral conosce i momenti più belli.
Nonostante soffra pene d'amore, anzi proprio per questo Irène gli ricorda la giovinezza e gli procura il tenero rimpianto di quel libero artista che egli avrebbe forse potuto assere; perchè la donna porta scompiglio nei rituali Familiari, a differenza del fratello maggiore, incarna la passione e dice al padre quanto gli vuole bene e balla un valzer con lui in un locale rustico del posto, rendendolo felice.
Così, quando tutti sono partiti, il vecchio sorride mestamente.
Mette da parte il quadro a cui  stava lavorando e di fronte ad una tela bianca forse si chiede, ma senza rancore verso la vita, se non abbia tradito se stesso, se magari non possa, ormai settantenne, ricominciare da capo.

 

Quello che conta in questo film, più della descrizione della domenica tipo di una famiglia borghese del primo Novecento, è trasmettere una certa idea di felicità che si esprime nelle piccole cose, come una torta di mele preparata per la merenda sul prato.

 




Torta di mele

Ingredienti:

4 mele renette
Cannella
3 uova
200 gr di zucchero
200 gr di farina
30 gr di burro fuso (io non l'ho messo)
1 bustina di lievito
100 gr. di latte
1 pizzico di sale
limone aroma (fialetta)


Per la crosticina:
1 cucchiaio di zucchero
pinoli
qualche fiocchetto di burro

Per guarnire
: zucchero a velo

 


Esecuzione:

Tagliare le mele a fettine, meglio con una mandolina, aggiungere l'aroma di limone, 2 cucchiai di zucchero e la cannella.
Montare gli albumi con un pizzico di sale e tenerli da parte.
Battere i tuorli con lo zucchero, unire la farina, il burro fuso, il latte, il lievito, le mele  e gli albumi montati uno neve.
Versare nella teglia imburrata, cospargere con il composto di zucchero e pinoli.
Mettere qualche fiocchetto di burro ed infornare a 160° ventilato per 1 ora.


Ricetta di Anna Moroni

 

 
 
 
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MAGIE DI CASA

 

 

L'odore delle cipolle
si toglie facilmente da coltelli e mani se si strofinano con una carota.

 


Niente grumi  durante la cottura della polenta
Se non volete che si formino i grumi durante la cottura della polenta, dovete portare l'acqua ad ebollizione, spegnere il fuoco e solo allora versare la farina a pioggia, mescolare e riaccendere la fiamma sotto al paiolo per continuare la cottura come sempre.

 

 

 

 

FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE

Blog segnalato da



 

COME LEGGERE LE ETICHETTE DELLE UOVA

 

Il primo numero in etichetta indica il tipo di allevamento:
- 0 corrisponde all’allevamento biologico,
- 1 quello all’aperto,
- 2 a terra,
- 3 in batteria.

Lo 0 del biologico
indica sia l’alimentazione della gallina che lo spazio (tanto!) che essa ha a disposizione per razzolare:

All’aperto con sistema estensivo : 1 gallina per 10 metri quadrati di terreno all’aperto con vegetazione

All’aperto: 1 gallina per 2,5 metri quadrati di terreno all’aperto con vegetazione

A terra : 7 galline per 1 metro quadrato con terreno coperto di paglia o sabbia, ecc.

In voliera : 25 galline per 1 metro quadrato con posatoi che offrono almeno 15 cm per gallina.

Le uova scadono 28 giorni dopo la deposizione. Sulla confezione troverete solo la data di scadenza, per cui potete risalire alla deposizione sottraendo un mese scarso. Il periodo durante il quale le uova restano “Extra fresche” è di nove giorni dalla deposizione e sette dalla data di imballaggio.

Le uova fresche (da bere) se immerse in un bicchiere di acqua salata (con almeno 25 gr di sale da cucina) si adagiano sul fondo. Un uovo che abbia dai 2 ai 20 giorni si posiziona a diverse altezze nel bicchiere, un uovo vecchio (da buttare) galleggia in superficie, sporgendo dall’acqua.

 

QUI TROVO SEMPRE QUALCOSA CHE MI PIACE...

SMALTIRE I RIFIUTI PERICOLOSI

 

Si parla molto di raccolta differenziata e di rifiuti riciclabili,  in ogni casa vengono prodotti anche in piccola percentuale, ma non per questo meno importante, i rifiuti cosiddetti ‘pericolosi’, la cui raccolta e separazione è assolutamente necessaria e che vanno smaltiti negli impianti autorizzati.

Ecco allora come fare per smaltire in tutta sicurezza i rifiuti speciali:

Batterie per auto

Vanno portate all’isola ecologica o presso il raccoglitore del Consorzio batterie usate più vicino. Anche i rivenditori di batterie mettono a disposizione degli acquirenti un contenitore per la raccolta.

Pile esauste

Le Pile esauste devono essere raccolte in modo differenziato utilizzando gli appositi contenitori normalmente disponibili presso i punti di vendita delle pile stesse. Le pile contengono sostanze chimiche che, se non vengono trattate in modo corretto, sono molto inquinanti.

Oli alimentari

Se il comune ha avviato la raccolta differenziata degli oli utilizzati in cucina si possono portare all’isola ecologica. Questi oli infatti possono essere completamente recuperati. Dopo aver fritto gli alimenti, lascia raffreddare l’olio e versalo in un contenitore da 5 litri posto sotto il lavello. Quando è pieno portalo al centro ecologico.

I Farmaci scaduti

I farmaci devono essere possibilmente depurati dagli involucri in cartone per evitare costi inutili di smaltimento che avviene normalmente a peso. I farmaci scaduti vengono raccolti dalla farmacie o dalle isole ecologiche, da cui si attende di aver raggiunto un quantitativo di materiale sufficiente da poterlo trasportare ad un impianto di smaltimento autorizzato.

Altre sostanze

Vernici, acqua ragia, diluenti, solventi non vanno assolutamente dispersi nell’ambiente perché contengono sostanze molto inquinanti e pericolose. Bisogna quindi portarli all’isola ecologica di zona, dove saranno avviati allo smaltimento.