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Vita di ufficio... ma quella è un'altra storia...

 

 

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Post n°536 pubblicato il 21 Gennaio 2010 da quotidiana_mente
 





Immaginavo che sarebbe successo così. Ricordavo che a S., una collega, era avvenuto proprio in quel modo: a fine luglio era andata in ferie “normale”, a fine agosto era tornata con gran parte dei capelli imbiancati. Non riuscivo a ricordare se era proprio così già a fine luglio, magari ero stata distratta e non l’avevo guardata bene, ma per quanto mi sforzassi di ricordare, non ricordavo e ancora oggi, penso che era stato un attimo in cui da castana chiara era diventata castana brizzolata. Un attimo.

A metà agosto ho notato che avevo dei capelli bianchi, non tanti ma molti di più che a fine luglio. Ho pensato che, in fondo, ancora non erano molti e ancora non molto visibili, poi, questa mattina, mi sono guardata allo specchio e ho visto che sono sempre di più. Ecco, forse anche per me, qualcuna sta pensando ”è stato un attimo e da castana è diventata brizzolata”. Forse. Ho deciso di guardarmi ancora meno allo specchio il che significa che non mi guarderò più. In fondo, lo specchio non è mai stato importante.

Sì, ci vuole un attimo.

Una sera, a tavola, mio padre ha detto che nonostante sia perfettamente cosciente della sua età continua a fare progetti a lungo termine, perché lui si sente giovane, non giovanissimo, ma come un eterno cinquantenne con tutta la vita davanti per vedere crescere i nipotini, per vedere invecchiare i figli, per vedere allungarsi verso l’alto gli alberi piantati di recente, per poter trasformare la soffitta in un paio di stanze con tanto di bagno, per poter ancora sopportare a lungo mia madre, per vedere tante altre cose e partecipare a tanti altri fatti. L’ho guardato ammirata. Anch’io mi sento giovane, ma non più così giovane o forse è così perché a differenza di mio padre non ho un progetto a lungo termine. Non lo so.

Ho invidiato per un attimo mio padre e la sua serenità. Certo, ha i suoi “acciacchi”, sa di non essere eterno ma continua a vivere come se lo fosse. E’ ammirevole. Almeno io credo. Forse sono proprio i suoi desideri e sogni a farlo vivere in modo così quieto. Lui forse non è più felice di chiunque altro, ma è tranquillo. Nonostante tutto. Mi sembra tanto. Sì, per un attimo, l’ho invidiato.

E’ stato anche il momento, quella sera a tavola, in cui ho preso coscienza che i miei genitori stanno invecchiando. Che io diventi, giorno dopo giorno, più anziana non mi disturba, ma che i miei genitori a loro volta, giorno dopo giorno, si fanno più anziani mi dà fastidio oltre ad essere, per me, inconcepibile. Non riesco proprio a concepire che i miei genitori e persino i miei fratelli si facciano più vecchi. No, non ci riesco proprio.





 

 
 
 
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