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Tutti siamo utili...

Post n°396 pubblicato il 17 Febbraio 2017 da il_parresiasta

Tutti abbiamo un posto

C'era una volta una rosa rossa molto bella, era fiera di sapere che era la rosa più bella del giardino. Tuttavia, non si rendeva conto che la gente la vedeva da lontano.

Si rese conto che aveva sempre accanto a un rospo grande scuro e per questo nessuno sarebbe venuto a vederla da vicino. Indignata di ciò, ordinò al rospo di allontanarsi immediatamente; il rospo, molto obbediente, disse: "Va bene, se è questo che vuoi".

Poco tempo dopo il rospo passò dove stava la rosa e restò sorpreso di vederla completamente appassita, senza petali né foglie.

Allora le chiese: "Ti vedo messa male. Che cosa ti è successo?".

Rispose la rosa: "Da quando ti sei allontanato le formiche mi hanno mangiato tutti i giorni e non ho mai più potuto essere la stessa".

Il rospo replicò: "Certo, quando ero qui mangiavo le formiche e perciò eri sempre la più bella del giardino".

Spesso disprezziamo gli altri perché crediamo di essere superiori a loro, più belli o semplicemente che non ‘servono’ a niente. Dio non fa nulla di superfluo in questo mondo, tutti abbiamo qualcosa da imparare dagli altri, o qualcosa da insegnare, e nessuno deve disprezzare nessuno. Non possiamo sapere se quella persona non sia per noi un bene del quale non siamo nemmeno coscienti.

 
 
 

Balli con me...?

Post n°395 pubblicato il 01 Febbraio 2017 da il_parresiasta

 
 
 

Tu, cosa vuoi...?

Post n°394 pubblicato il 30 Gennaio 2017 da il_parresiasta

COSA VOGLIONO VERAMENTE LE DONNE

 

Un giorno, il giovane re Artù fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino.

 

Mosso a compassione dalla gioia di vivere del giovane, piuttosto che ucciderlo, il sovrano gli offrì la libertà, a patto che rispondesse ad un quesito molto difficile: "Cosa vogliono veramente le donne?". Artù avrebbe avuto a disposizione un anno, trascorso il quale, nel caso in cui non avesse trovato una risposta, sarebbe stato ucciso.


Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche il più saggio fra gli uomini e sembrò al giovane Artù una sfida impossibile, tuttavia, avendo come unica alternativa la morte, Artù accettò la proposta, e fece ritorno al suo regno.

Ivi giunto, iniziò a interrogare chiunque: la principessa, i sacerdoti, i saggi, le prostitute, le damigelle di corte e via dicendo, ma nessuno seppe dargli una risposta soddisfacente.

 

Ciò che la maggior parte della gente gli suggeriva era di consultare una vecchia strega, poiché solo lei avrebbe potuto fornire la risposta, ma a caro prezzo, dato che la strega era famosa in tutto il regno per gli esorbitanti compensi che chiedeva per i suoi consulti.


Il tempo passò... e giunse l'ultimo giorno dell'anno prestabilito, cosicché Artù non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega, che accettò di rispondere alla domanda solo a patto di ottenere la mano di Gawain, il più nobile dei Cavalieri della Tavola Rotonda, nonché migliore amico di Artù!


Il giovane Artù provò orrore a quella prospettiva. La strega aveva una gobba ad uncino, era orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni!


Non aveva mai  incontrato una creatura tanto ripugnante. Perciò si rifiutò di accettare di pagare quel prezzo e condannare l'amico a sobbarcarsi un fardello simile!


Gawain, venuto al corrente della proposta, volle parlare ad Artù, dicendogli che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita del suo Re e la Tavola Rotonda e che quindi avrebbe accettato di sposare la strega di buon grado.

 

Il loro matrimonio fu pertanto proclamato e la strega finalmente rispose alla domanda:

"Ciò che una donna vuole veramente è essere padrona della propria vita!".


Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz'altro una grande verità e che sicuramente la vita di Artù sarebbe stata risparmiata. Infatti il sovrano del regno vicino risparmiò la vita ad Artù, e gli garantì piena libertà.


Ma che matrimonio avrebbero avuto Gawain e la strega?

Artù si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia, mentre Gawain si comportava come sempre, gentile e cortese. La strega, al contrario, esibì le peggiori maniere: mangiava con le mani, ruttava e scoreggiava, mettendo tutti a disagio.


La prima notte di nozze era arrivata e Gawain si preparava a trascorrere una nottata orribile, ma alla fine prese il coraggio a due mani, entrò nella camera da letto e ... che razza di vista lo attendeva!


Dinnanzi a lui, discinta sul talamo nuziale, giaceva semplicemente la più bella donna che avesse mai visto!


Gawain rimase allibito e non appena ritrovò l'uso della parola, il che accadde dopo diversi minuti, chiese alla strega cosa le fosse accaduto.


La strega rispose che era stato talmente galante con lei quando si trovava nella sua forma repellente, che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro aspetto e che per la metà del tempo sarebbe rimasta così, mentre per l'altra metà sarebbe tornata la vecchiaccia orribile di prima.


A questo punto, la strega chiese a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella assumesse di giorno, e quale di notte.

 

Che scelta crudele!


Gawain iniziò a pensare all'alternativa che gli si prospettava: una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte? O forse la compagnia della stregaccia di giorno e una fanciulla incantevole di notte con cui dividere i momenti di intimità?

 

Voi cosa avreste fatto?


Il nobile Gawain rispose alla strega che avrebbe lasciato a lei la facoltà di decidere per se stessa.


Sentendo ciò, la strega gli sorrise, e gli annunciò che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo, proprio perché Gawain l'aveva rispettata e l'aveva lasciata essere padrona di se stessa!


(fonte: web)

 
 
 

E tu...?

Post n°393 pubblicato il 26 Gennaio 2017 da il_parresiasta

La bambina che trascorse la notte coperta dal manto della Madonna

Una bambina di appena tre anni si perse nella città spagnola di Rojales. Arrivò la notte gelata, e i suoi genitori, distrutti dalla preoccupazione, ricorsero alle autorità. La notizia corse di bocca in bocca, e tutta la cittadina si mobilitò. I giovani percorsero tutte le strade della città e di quella vicina con delle torce, ma non c’era alcuna traccia della bambina. Era il 18 gennaio 1896.

Il giorno dopo, gli abitanti delle città limitrofe vennero avvisati dell’accaduto, e tutti cercavano la bambina con ansia. Le persone speravano di trovare almeno il suo cadavere, supponendo che non avesse resistito al freddo della notte precedente.

Alle 15.00 i suoi zii, che continuavano a cercarla, la videro accostata a una grande pietra, dietro la quale c’era un enorme precipizio. La bambina sembrava senza vita, ma sentendo la voce degli zii si alzò e corse verso di loro con le braccia alzate come se si stesse svegliando da un sonno profondo. La zia, abbracciandola forte e piangendo di emozione, le chiese: “Tesoro, non hai avuto freddo stanotte?”

La bambina rispose sorridendo che non aveva sentito freddo perché con lei c’era una donna che la copriva con il suo manto. La zia, incredula, continuò a interrogarla:

“Una donna ha passato la notte con te?”

“Sì, zia, una donna buona e affettuosa”, rispose la piccola.

“Ma cosa ti diceva quella donna? Non vedevi le luci delle nostre lanterne, non sentivi le nostre grida?”

“Sì”, disse la bambina, “ma la donna mi ha detto: ‘Non muoverti, figlia mia, verranno a prenderti”.

Gli abitanti della cittadina, entusiasti per quello che sentivano, gridavano al miracolo. Il giorno dopo venne celebrata una Messa solenne in azione di grazie. La bambina venne portata davanti all’immagine di Nostra Signora del Carmelo, e quando la vide disse alla madre:

“Mamma! Mamma! È questa la donna che mi ha coperto stanotte!”

La bambina stava per cadere nel precipizio, perché era notte e non si riusciva a vedere nulla. Per questo la Madonna, da brava madre, rimase con lei accanto a quella pietra, perché la bambina non si sbagliasse e non si dirigesse verso l’abisso.

Per questo, quando la bambina sentiva le grida e vedeva le torce accese, la Madonna le diceva di non muoversi e che a breve sarebbero venuti a prenderla, perché essendo al buio e vicina al precipizio se si fosse mossa sarebbe sicuramente caduta.


E tu, quando ti senti desolato e perso nell’oscurità, preferisci camminare da solo, correndo il rischio di cadere nel precipizio, o metti la tua vita nelle mani di Maria?

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti] Fonte: Aleteia

 

 
 
 

Il rispetto...

Post n°392 pubblicato il 24 Gennaio 2017 da il_parresiasta

Un figlio portò suo padre al ristorante, per godere di una deliziosa cena.

Il padre era abbastanza vecchio e un po' debole. Quando mangiava, un po' di cibo gli cadeva sulla camicia e sui pantaloni.

Gli altri clienti, da queste scene distoglievano lo sguardo per il dispiacere, ma suo figlio rimaneva in totale tranquillità.

Finita la cena, il figlio per niente imbarazzato, aiutò con assoluta tranquillità suo padre, ripulì gli avanzi di cibo dal suo viso stropicciato, provò a levare le macchie di cibo dai suoi vestiti, amorevolmente gli pettinò i capelli grigi, gli mise gli occhiali, quindi si apprestò a pagare il conto e a uscire dal locale.

Alcuni clienti lo criticavano, perché secondo loro si era reso ridicolo, ma al momento di andare via, un uomo, anch'egli di età avanzata, si alzò tra i commensali, e chiese al figlio del vecchio:

"Non ti sembra di aver lasciato qualcosa qui?"

Il giovane educatamente rispose: "No, non ho lasciato nulla!"

Allorché il signore replicò: "Sì, invece! Hai lasciato qui una lezione per ogni figlio, e una speranza per ogni genitore!"

Nel ristorante ci fu un gran silenzio.

Uno dei più grandi onori che esistono, è poter prendersi cura di quegli anziani che, in passato, si sono preoccupati per noi: i genitori, i nonni che hanno sacrificato le loro vite, il loro tempo, i loro sforzi.

Per tutto ciò che hanno fatto meritano il massimo rispetto.

(fonte: web)

 
 
 
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