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Citazioni nei Blog Amici: 28
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Perdono? cosa č?

Post n°407 pubblicato il 17 Settembre 2017 da il_parresiasta

 

Credo che in molti abbiamo una concezione sbagliata del perdono, nella forma ma soprattutto nella sostanza.

Perdonare è un atto di fede, prima ancora che una decisione ed un gesto.

Perdonare è un atto gratuito che riceviamo da Dio Misericordioso a ragione del suo Amore.

Perdonare è un dono che ci impegna ad essere a nostra volta misericordiosi verso il nostro prossimo.

Va però evidenziato e rimarcato che il perdono presuppone ed implica sia un pentimento che un concreto impegno per un cambiamento di vita.

Gesù perdona l’adultera, ma le dice: “Va’ e non peccare più”.

Il padre misericordioso della parabola manifesta si il perdono al figlio prodigo, ma solo al momento del ritorno.

A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore,  Gesù guarisce un uomo paralitico da 38 anni, ma poi gli dice: "Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio".

E tanti altri esempi si possono rinvenire nei Vangeli, compreso l’odierno episodio nel quale il servo a cui è rimesso un debito ingente a sua volta non rimette un piccolo debito a un suo collega e per questo si vede “revocato”, se così posso dire, l’atto di clemenza ricevuto.

Perdonare, dunque, è certamente un atto di misericordia, un gesto d’amore, gratuito, ma in nessun caso va confuso col moderno buonismo da quattro soldi, che pretende di coniugare una sorta di “dovere” di perdonare con il “diritto” di continuare a fare i propri comodi.

E’ vero che siamo deboli, fragili, perennemente tentati, ma questo non ci esime dall’impegnarci a camminare sulla retta via, chiedendo l’aiuto del Signore e la protezione della Madonna.

 

 
 
 

Reato...?

Post n°406 pubblicato il 10 Settembre 2017 da il_parresiasta

Penso che si dovrebbero trovare valenti Avvocati per citare in giudizio il Governo attuale e gli ultimi precedenti per il reato di istigazione alla intolleranza e al razzismo, se contemplato dal Codice.

Infatti, se tra gli Italiani sono insorti, si sono sviluppati e si sono diffusi questi negativi sentimenti, la causa è da ricercarsi, prima ancora che nella propaganda, soprattutto nella gravissima carenza, se non assoluta assenza, di una seria politica dell'immigrazione e dell'integrazione, di una efficiente programmazione e di una efficace progettazione e realizzazione di validi piani di intervento.

Carenza alla quale va coniugato il crescente disagio dei Cittadini dovuto a una progressiva riduzione dei loro diritti di assistenza sanitaria e sociale.

Ci si è limitati a finanziare più o meno passivamente quella che è a tutti gli effetti una reale deportazione di massa, che NULLA ha a che spartire con l'accoglienza, e relativo "stoccaggio" in Italia per tempi indefiniti di quelli che a tutti gli effetti, nonché prima e al di sopra di ogni cosa, sono ESSERI UMANI.

 
 
 

Disciplina...

Post n°405 pubblicato il 30 Agosto 2017 da il_parresiasta

L'immagine può contenere: meme e sMS

 
 
 

Come Amare una Donna...

Post n°404 pubblicato il 28 Agosto 2017 da il_parresiasta

Giovane amico, se ami, questo è il miracolo della vita. Entra nel sogno con occhi aperti e vivilo con amore fermo. Il sogno non vissuto è una stella da lasciare in cielo.

Ama la tua donna senza chiedere altro all’infuori dell’eterna domanda che fa vivere di nostalgia i vecchi cuori. Ma ricordati che più ti amerà e meno te lo saprà dire.

Guardala negli occhi affinché le dita si vincolino con il disperato desiderio di unirsi ancora; e le mani e gli occhi dicano le sicure promesse del vostro domani. Ma ricorda ancora, che se i corpi si riflettono negli occhi, le anime si vedono nelle sventure.

Non sentirti umiliato nel riconoscere una sua qualità che non possiedi. Non crederti superiore poiché solo la vita dirà la vostra diversa sventura.

Non imporre la tua volontà a parole, ma soltanto con l’esempio. Questa sposa, tua compagna di quell’ignoto cammino che è la vita, amala e difendila, poiché domani ti potrà essere di rifugio.

E sii sincero, giovane amico, se l’amore sarà forte, ogni destino vi farà sorridere. Amala come il sole che invochi al mattino.

Rispettala come un fiore che aspetta la luce dell’amore. Sii questo per lei, e poiché questo deve essere lei per te, ringraziate insieme Dio, che vi ha concesso la grazia più luminosa della vita!

(da una lettera di S. Agostino)

 
 
 

L'UOMO DELLE CROCI...

Post n°403 pubblicato il 11 Agosto 2017 da il_parresiasta

Un uomo viaggiava, portando sulle spalle tante croci pesantissime. Era ansante, trafelato, oppresso e, passando un giorno davanti ad un Crocifisso, se ne lamentò così con il Signore:

“Ah, Signore, io ho imparato nel Catechismo che tu ci hai creato per conoscerti, amarti e servirti... Ma invece mi sembra di essere stato creato soltanto per portare le croci! Me ne hai date tante e così pesanti che io non ho più forza per portarle...”.

Il Signore però gli disse: “Vieni qui, figlio mio, posa queste croci per terra ed esaminiamole un po’. Ecco, questa è la croce più grossa e la più pesante; guarda cosa c’è scritto sopra...”. Quell’uomo guardò e lesse questa parola: sensualità. “Lo vedi?”, disse il Signore, “questa croce non te l’ho data io, ma te la sei fabbricata da solo. Hai avuto troppa smania di godere, sei andato in cerca di piaceri, di golosità, di divertimenti... E di conseguenza hai avuto malattie, povertà, rimorsi”.

“Purtroppo è vero, soggiunse l’uomo, questa croce l’ho fabbricata io! È giusto che io la porti!”. Sollevò da terra quella croce e se la pose di nuovo sulle spalle.

Il Signore continuò: “Guarda quest’altra croce. C’è scritto sopra: ambizione. Anche questa l’hai fabbricata tu, non te l’ho data io. Hai avuto troppo desiderio di salire in alto, di occupare i primi posti, di stare al di sopra degli altri... E di conseguenza hai avuto odio, persecuzione, calunnie, disinganni”.
“È vero, è vero! Anche questa croce l’ho fabbricata io! È giusto che io la porti!”. Sollevò da terra quella seconda croce e se la mise sulle spalle.

Il Signore additò altre croci, e disse: “Leggi. Su questa è scritto gelosia, su quell’altra: avarizia, su quest’altra...”.

“Ho capito, ho capito Signore, è troppo giusto quello che tu dici...”.

E prima che il Signore avesse finito di parlare, il povero uomo aveva raccolto da terra tutte le sue croci e se le era poste sulle spalle.

Per ultima era rimasta per terra una crocetta piccola piccola e quando l’uomo la sollevò per porsela sulle spalle, esclamò: “Oh! Come è piccola questa! E pesa poco!”.

Guardò quello che c’era scritto sopra e lesse queste parole: “La croce di Gesù”.

Vivamente commosso, sollevò lo sguardo verso il Signore ed esclamò: “Quanto sei buono!”. Poi baciò quella croce con grande affetto.

E il Signore gli disse: «Vedi, figlio mio, questa piccola croce te l’ho data io, ma te l’ho data con amore di Padre; te l’ho data perché voglio farti acquistare merito con la pazienza; te l’ho data perché tu possa somigliare a me e starmi vicino per giungere al cielo, perché io l’ho detto: “Chi vuole venire dietro a me prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”, ma ho detto anche: “il mio giogo è soave e il mio peso è leggerò”».

L’uomo delle croci riprese silenzioso il cammino della vita; fece ogni sforzo per correggersi dei suoi vizi e si diede con ogni premura a conoscere, amare e servire Dio.

Le croci più grosse e più pesanti caddero, una dopo l’altra dalle sue spalle e gli rimase soltanto quella di Gesù.

Questa se la tenne stretta al cuore fino all’ultimo giorno della sua vita, e quando arrivò al termine del viaggio, quella croce gli servì da chiave per aprire la porta del Paradiso.

 

 
 
 
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