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Parlami d’Amore...

Post n°322 pubblicato il 10 Maggio 2015 da il_parresiasta

Parlami d’Amore

L'amore non è la folgorazione della bellezza
davanti a un volto che d'improvviso s'illumina per te,
perché la vera bellezza è il riflesso dell'anima,
ma l'anima è oltre, e la cerchi tremando.

L'amore non è seduzione di un'intelligenza viva e sciolta
che scorre in parole e idee per piacerti,
perché l'intelligenza può splendere di mille barbagli
senza essere autentico diamante nascosto nelle profondità dell'amato.

L'amore non è l'emozione di fronte a un cuore
che batte per te
più di quanto non batta per gli altri,
né quella meraviglia d'essere scelto, eletto,
senza motivo ai tuoi occhi
che valga questa follia,
perché un cuore può un giorno turbarsi per un altro,
e lasciarti sanguinare, in lacrime,
senza che il tuo amore muoia.

L'amore non è voglia di catturare, di afferrare
l'oggetto del tuo desiderio,
sia esso cuore, corpo, mente o tutti e tre insieme,
perché l'altro non è "oggetto";
e se lo prendi per te, lo mangi e lo distruggi,
è te che ami credendo di amare l'altro.

Folgorazione e seduzione, fame e fremiti,
emozione e sgorgare di desideri,
tutto ciò è bello e necessario, nell'uomo, nella donna,
ma soltanto per aiutare ad amare chi accetta di amare.

E' la porta socchiusa e le finestre spalancate,
è il vento che entra a folate,
è il richiamo del largo, è il mormorio di Dio
che invitano a uscire dalla casa sbarrata
per andare verso un altro
che hai scelto per colmare la tua vita
perché lo ami e lo vuoi amare.

Amare è volere l'altro libero e non sedurlo,
è liberarlo dai suoi lacci se ne rimane prigioniero,
perché anche lui possa dire: ti amo,
senza esservi spinto dai suoi desideri non domati.

Amare è con tutte le forze volere il bene dell'altro,
anche prima del tuo,
è fare di tutto perché l'amato cresca, e poi sbocci e fiorisca
diventando ogni giorno l'uomo che deve essere
e non quello che tu vuoi modellare
sull'immagine dei tuoi sogni.

Amare è dare il tuo corpo, e non prendere il suo,
ma accogliere il suo quando si offre per essere condiviso,
è raccoglierti, arricchirti,
per offrire all'amato più che mille carezze e folli abbracci,
la tua vita intera raccolta nelle braccia del tuo "io".

Amare è offrirti all'altro,
anche se questi ad un certo momento si rifiuta,
è dare senza tenere il conto di quello che l'altro ti dà,
pagando il prezzo alto senza mai reclamare il resto,
ed è supremo amore perdonare
quando l'amato purtroppo si sottrae,
tentando di consegnare ad altri ciò che ti aveva promesso.

Amare è credere nell'altro e dargli fiducia,
credere nelle sue forze nascoste, nella vita che ha in sé;
e quali che siano le pietre da tagliare
per appianare la strada,
è decidere da uomo ragionevole
di avviarsi coraggiosamente per il viaggio del tempo.

Non per cento giorni, per mille, e neppure per diecimila,
ma per un pellegrinaggio che non finirà,
perché è un pellegrinaggio che durerà
"sempre"…

Se amare è questo, come potrò riuscirci?
Ero scoraggiato…
Non avevo ancora capito…
che l'amore era un fine da raggiungere
e non un punto di partenza
e che, per cercare di riuscirci,
bisognava lottare per tutto il tempo della vita.
Io volevo tutto e subito.

Questo era il mio errore.
Dovevo accettare di adottare
il passo lento e regolare,
il passo dell'autentico montanaro.



(Padre Michel Quoist)

 
 
 

E' così...

Post n°228 pubblicato il 12 Giugno 2013 da il_parresiasta

Noi vorremmo che gli altri assecondassero le nostre vedute pessimistiche e, quando non le assecondano, vi reagiamo;
domandiamo consiglio non per ascoltare la verità, ma per sentirci confermati nelle nostre persuasioni; l’opposizione le fa rinascere più forti;
ci appelliamo al parere di un sapiente, perché inconsciamente crediamo che non possa essere diverso dal nostro; se egli ci contraddice, il nostro giudizio immediatamente s’ingigantisce e vuole riaffermarsi;
vogliamo essere incoraggiati non dissuasi, spinti non arrestati, elogiati non contrariati.

(Padre Dolindo Ruotolo)

 
 
 

San Michele...

Post n°226 pubblicato il 10 Giugno 2013 da il_parresiasta

foto di fra.thor

San  Michele Arcangelo,
difendici nella battaglia
contro le insidie
e la perfidia del diavolo,
sii tu nostro sostegno.
Che Dio eserciti il suo dominio su di lui,
te lo chiediamo supplichevoli.
E tu, Principe della Milizia celeste,
con la potenza che ti viene da Dio,
ricaccia nell'inferno
Satana e gli altri spiriti maligni,
che errano nel mondo
per perdere le anime.
Amen.

 
 
 

Festa della Divina Misericordia

Post n°208 pubblicato il 07 Aprile 2013 da il_parresiasta

http://www.gesucristo.altervista.org/DivMisericordia.jpg

 
 
 

sindrome di Down...

Post n°180 pubblicato il 05 Ottobre 2012 da il_parresiasta

Questa mattina, mentre prendevo il caffè, ho ascoltato in tv la notizia che la Cassazione ha condannato medico e Ulss devono a risarcire una famiglia per non aver diagnosticato la sindrome di Down a un feto durante una gravidanza poi portata a termine.

Mi sono ricordato che da tempo campeggia su diversi profili sia qui su libero che su altri social-networks una nota nella quale mi sono spesso imbattuto e che ho voluto subito cercare. La nota è la seguente:


La sindrome di Down non è una malattia.
Le persone con la sindrome di Down non cercano una medicina... ma vogliono solo essere accettate ed essere trattate come le altre persone.

Mi pongo quindi alcune domande alle quali non so dare una risposta razionale.

1)      Se la sindrome di Down “non è una malattia”, perché la quasi totalità delle mamme che scoprono di aspettare un figlio down decide di sopprimerlo attraverso l’aborto?

2)      Se la Sindrome di Down “non è una malattia”, perché quella famiglia ha fatto ricorso per avere un risarcimento?

3)      Se la Sindrome di Down “non è una malattia”, perché la Cassazione ha disposto il risarcimento?

Non so dare, ripeto, una risposta razionale a queste domande, ma posso esprimere una considerazione di carattere generale.

Nessuno sa cosa è esattamente la Vita, così come nessuno sa quando inizia esattamente la Vita, anche se molti contrastano pregiudizialmente la tesi che inizi col concepimento, e neppure quando, precedentemente alla morte naturale, termina, eppure sono ancora troppi coloro che pretendono di disporne come fosse un qualunque oggetto di loro proprietà.

 
 
 
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