Un blog creato da il_parresiasta il 12/01/2010

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libertà di Pensiero...

Post n°311 pubblicato il 17 Dicembre 2014 da il_parresiasta

"Se leggi solo i libri che tutti stanno leggendo, puoi pensare solo ciò che tutti stanno pensando."

-- Haruki Murakami --

"Se leggi solo i libri che tutti stanno leggendo, puoi pensare solo ciò che tutti stanno pensando."  -- Haruki Murakami

 
 
 

Le manine di un bambino…

Post n°310 pubblicato il 15 Dicembre 2014 da il_parresiasta

Una giovane mamma, dalla intensa vita di preghiera, viene ogni anno a Medjhgorje. A volte riceve delle illuminazioni interiori da parte di Gesù. Con il suo permesso condivido questo fatto recente che ben si adatta al periodo di Natale.

“Una bella mattina, molto presto, erano circa le 6.00, ho sentito sulle mie guance le manine di Gesù Bambino che mi svegliavano con dolcezza. Poco dopo mi sono trovata in piena campagna, in mezzo ai pastori ed altri personaggi della zona di Betlemme. Pieni di meraviglia, tutti guardavano la bontà indescrivibile che emanava dal Bambino Gesù. Tutti adoravano con fervore, attirati dalla grazia divina, anime privilegiate presenti in questa santa notte alla quale mi sembrava di assistere.

Nel mio intimo, il Signore mi indicava una persona che aveva perso i suoi figli nel terribile massacro degli Innocenti, e che in quel giorno di tenebra, aveva detto: “E’ a causa di questo bambino che ho perso i miei figli”. Proprio allora Il Bambino Gesù mi disse: “Ti supplico, dì loro che non è colpa mia! E’ stato Erode che li ha uccisi, che chiamino il male con il suo nome. Dì loro che ritornerò in quel Palazzo, che incontrerò Erode,  mi farò uccidere, ma mi riprenderò i loro bambini e glieli restituirò vivi. Che non dicano che Io sono cattivo, ma che definiscano il male con il suo vero nome. Io sono l’Amore!”.

Sconvolta da questa immensa bontà, ho pianto pensando a tutte le volte durante le quali senza volerlo, ho pensato che Dio era cattivo. L’ho accusato di tutto il male che ci circonda.

Quest’anima che il Signore mi aveva indicato era in adorazione, afferrata dalla grazia di Dio. Essa rappresentava ciascuno di noi che siamo in cammino, che vogliamo convertirci, che riconosciamo Gesù vivente e presente nella nostra vita. Ciò nonostante, al momento della prova l’anima grida contro Dio. Quante volte anche noi, all’ora della prova ci siamo ribellati a Dio!
E’ raro che diciamo:

“Il demonio mi ha ferito con il suo odio, il Signore interverrà con il suo amore”.

Questo peccato può essere molto sottile! No, respingiamo questa tentazione! Dio è l’Amore Infinito e non può nemmeno immaginare che capiti un male alle sue creature. Al contrario nella sua bontà e potenza, è capace di trasformare ogni male in bene”.

( Suor Emmanuel + )

 
 
 

il Negozio di Dio...

Post n°309 pubblicato il 12 Dicembre 2014 da il_parresiasta

 

Un giorno, Dio decise di aprire anche Lui un negozio sulla Terra...

Chiamò l’Angelo più bello e più gentile e gli disse: “Tu sarai il mio commesso e venderai i Miei Prodotti ”.

Non appena si sparse la notizia del “Negozio di Dio”, tutti corsero per gli acquisti.

“Che cosa vendi, Angelo bello?”, domandò il primo arrivato.

“Ogni ben di Dio!”.

“E fai pagare caro?”.

“Oh, no! I Doni di Dio sono tutti gratuiti”.

Il cliente, stupefatto, non sapeva darsi una spiegazione. Contemplava, meravigliato, il grande scaffale con “anfore d’amore”, “pacchi di speranza”, “scatole di pace”, “flaconi di gioia”...

Si fece coraggio e, poiché aveva un immenso bisogno di tutto, chiese: “Dammi un po’ di ‘Perdono, un po’ d’Amor di Dio, un ‘cartoccio di Felicità’, un vasetto di pazienza, una mestola di Umorismo, un barile di Coraggio e Speranza, quanto basta!”.

L’Angelo gentile si mette immediatamente a preparare tutta quella merce e dopo un po’ ritorna con un pacco piccolissimo, grande quanto un cuore.

Il cliente non può fare a meno di esclamare: “Tutto qui?”.

L’Angelo, con voce solenne, gli spiega: “Eh, sì, mio caro, nella Bottega di Dio non si vendono ‘frutti maturi’, solo piccoli semi da coltivare...”.

 

 
 
 

Messaggio di Medjugorje...

Post n°308 pubblicato il 02 Dicembre 2014 da il_parresiasta

Messaggio di Medjugorje del 2 dicembre 2014

“Cari figli, tenetelo a mente, perché vi dico: l’amore trionferà!

So che molti di voi stanno perdendo la speranza perché vedono attorno a sé sofferenza, dolore, gelosia e invidia ma io sono vostra Madre.

Sono nel Regno, ma anche qui con voi.

Mio Figlio mi manda nuovamente affinché vi aiuti, perciò non perdete la speranza ma seguitemi, perché il trionfo del mio Cuore è nel nome di Dio.

Il mio amato Figlio pensa a voi, come ha sempre fatto: credetegli e vivetelo! Egli è la vita del mondo.

Figli miei, vivere mio Figlio vuol dire vivere il Vangelo.

Non è facile.

Comporta amore, perdono e sacrificio. Questo vi purifica e apre il Regno.

Una preghiera sincera, che non è solo parola ma preghiera pronunciata dal cuore, vi aiuterà.

Così pure il digiuno, poiché esso comporta ulteriore amore, perdono e sacrificio.

Perciò non perdete la speranza, ma seguitemi.

Vi chiedo nuovamente di pregare per i vostri pastori, affinché guardino sempre a mio Figlio, che è stato il primo Pastore del mondo e la cui famiglia era il mondo intero.

Vi ringrazio.”

 
 
 

Cancro e... dintorni

Post n°307 pubblicato il 19 Novembre 2014 da il_parresiasta

Caro Veronesi, il cancro dimostra che solo Cristo risponde all’uomo

Cristo passioneL’oncologo Umberto Veronesi ha trovato un modo originale per pubblicizzare il suo ultimo libro: affidare a “Repubblica” alcuni brani sulla sua dimostrazione dell’inesistenza di Dio: «Allo stesso modo di Auschwitz, per me il cancro è diventato la prova della non esistenza di Dio», è il senso del suo scritto.

Un annuncio-spot, a cui ci ha abituato il medico mediatico. Come quando diceva che “l’etica laica è la migliore” e contemporaneamente, si è scoperto, stava tradendo sua moglie. Come quando spiegava che l’amore omosessuale è “più puro” di quello eterosessuale, come quando definiva i malati in stato vegetativo dei “morti viventi”, come quando chiese di legalizzare il doping nello sport, come quando -infine- scrisse all’età di 70 anni che «dopo aver generato i doverosi figli e averli allevati, il compito dell’uomo è finito, occupa spazio destinato ad altri, per cui bisognerebbe che le persone a cinquanta o sessant’anni sparissero» (“La libertà della vita”, Edizioni Cortina Raffaello 2006, p. 39).

Se dunque la riflessione odierna arriva da un personaggio mediatico quanto meno stravagante, non possiamo tuttavia evitare di sottolineare che quella posta è una questione seria, che fa prima o poi capolino in ogni uomo. Siamo contenti e lo ringraziamo per aver riportato Dio al centro del dibattito culturale. Eppure, di fronte all’esistenza del male nessuna religione e nessuna filosofia riesce a rispondere adeguatamente, la posizione atea, inoltre, non solo non ha risposte ma estremizza ed amplifica il dolore in quanto lascia l’uomo in balia della sorte, della tragica e disperata sfortuna di chi viene preso di mira da un fato disumano e capriccioso.

Noi cristiani rispondiamo così a Veronesi: innanzitutto vedere in una malattia una manifestazione del volere di Dio, come afferma il noto oncologo, significa avere una concezione di Dio un po’ fanciullesca e, soprattutto, credere nel creazionismo. Invece, l’evoluzione biologica ci ha suggerito che anche la natura, come l’uomo, ha una sua forma di “libertà”, e le patologie che colpiscono l’uomo altro non sono che un errore causato dalla libertà della natura. Allo stesso modo, anche ciò che avvenne ad Auschwitz fu un errore della libertà dell’uomo, una libertà usata malissimo.

L’accusa a Dio, allora, non è quella di essere l’autore del male ma, semmai, di non intervenire per impedirlo. Ma l’impedimento della libertà non è anch’essa una forma di intollerabile violenza? Dunque Dio sceglie di non interviene? No, Dio interviene sempre ma lo fa “a modo suo” perché «i miei pensieri non sono i vostri pensieri,  le vostre vie non sono le mie vie» (Is 55,8). E come interviene? Dio trae da ogni male un bene più grande. Come ha spiegato Giovanni Paolo II: «non vi è male da cui Dio non possa trarre un bene più grande, non c’è sofferenza che egli non sappia trasformare in strada che conduce a Lui». Anche Gesù stesso, interrogato su chi avesse colpa nell’essere ciechi, ha risposto: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio» (Gv 9, 1-41). La patologia, il cancro, non sono un volere di Dio ma sono la dimostrazione che la natura è libera di sbagliare, tuttavia Dio lo permette per poter trarre da questo male un bene maggiore («perché si manifestino le opere di Dio», spiega Gesù).

Per questo, ne abbiamo parlato tante volte, soltanto il cristianesimo riesce a stare di fronte alla provocazione del male senza scandalizzarsi. Nella croce e nella Resurrezione di Cristo si svela proprio l’intervento di Dio nei confronti del male: la vita di ogni uomo non finisce in questa vita e questo grazie alla Resurrezione di Cristo e, quindi, grazie alla sofferenza e alla croce che Lui ha scelto di portare. Un male enorme, ingiusto -come la crocifissione di Gesù-, nascondeva un bene ancora più grande. Così possiamo intuire che il male e il dolore delle nostre vite sono anche per noi una circostanza, una tragica circostanza attraverso la quale -se prendiamo su di noi questa croce- compiamo un disegno di bene più grande. «Se uno vuol venire dietro me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (Mt 16, 21-26). Dal male commesso contro Suo figlio innocente, Dio ha tratto un bene più grande: la salvezza di ogni uomo.

Il teologo Maurizio Chiodi, proprio rispondendo a Veronesi, ha scritto: «Per il cristiano, è in Gesù Cristo che Dio ha dato la sua sorprendente “risposta” al dolore umano: com-patendo con noi, per aprirci una speranza che non nasce da noi». Ecco il bene maggiore donato da Dio. Anche perché «proprio il miracolo delle guarigioni evangeliche è la testimonianza che la salvezza è più della guarigione, pur essendo un segno del Regno di un Dio che si è fatto vicino». Lo sa bene l’ex ateo militante Scott Coren, che si è convertito proprio a causa del male che ha colpito sua figlia innocente. «Dio non ci ha tirati fuori dai guai, Dio è il gancio per tirarci fuori da essi. Questo gancio è il crocifisso», ha spiegato il filosofo Peter Kreeft. Auguriamo a  Umberto Veronesi che  il suo ateismo diventi talmente maturo da riuscire a capire questo.

P.S. Questa volta non ci ha appassionato particolarmente la risposta data a Veronesi del prestigioso fisico italiana Antonino Zichichi, professore emerito del dipartimento di fisica superiore dell’Università di Bologna. Il fisico ha mostrato come con un certo approccio alla scienza Dio risulta essere una necessità, tuttavia non entra nel merito della provocazione dell’argomento epicureo posto da Veronesi e non offre alcuna risposta al “problema del male”.

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