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Parabola del Seminatore...

Post n°413 pubblicato il 24 Gennaio 2018 da il_parresiasta

Gesù cominciò di nuovo a insegnare...

«Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

Quando poi furono da soli ... disse loro:

«Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

(Mc 4,1-20)

 

 
 
 

Il dono del Silenzio...

Post n°412 pubblicato il 20 Gennaio 2018 da il_parresiasta

 

"Trascorriamo parecchio tempo cercando la felicità quando il mondo intorno a noi trabocca di meraviglie. Essere vivi e camminare sulla terra è un miracolo, eppure la maggior parte di noi sta correndo come se esistesse un luogo migliore in cui andare. La bellezza ci chiama ogni giorno, ogni ora, ma raramente siamo nella posizione di ascoltare.

La condizione essenziale perché possiamo sentire il richiamo della bellezza e rispondervi è il silenzio. Se non abbiamo il silenzio dentro noi stessi se la nostra mente, il nostro corpo, sono colmi di rumore non possiamo udire quel richiamo.

Nella nostra testa c’è una radio accesa, la stazione radiofonica nst: Non-Stop Thinking (Incessante Pensare). La nostra mente è piena di rumore, ecco perché non riusciamo a udire il richiamo della vita, il richiamo dell’amore. Il nostro cuore ci sta chiamando ma non lo sentiamo. Non abbiamo il tempo di ascoltarlo.

La consapevolezza è la pratica che acquieta il rumore dentro di noi. Senza di essa possiamo essere distratti da diverse cose. Talvolta veniamo distratti dal rimpianto e dal dispiacere per il passato. Rivisitiamo vecchi ricordi ed esperienze solo per provare più e più volte il dolore che abbiamo già sperimentato. È facile finire rinchiusi nella prigione del passato.

Possiamo anche essere distratti dal futuro. Una persona che provi ansia e timore per il futuro è in trappola tanto quanto quella vincolata al passato. Ansia, paura e incertezza relative a eventi futuri ci impediscono di sentire il richiamo della felicità. Così anche il futuro diviene una sorta di prigione.

Persino se cerchiamo di vivere nel momento presente molti di noi sono distratti e provano un senso di vuoto. Magari bramiamo qualcosa, ci aspettiamo qualcosa, attendiamo che giunga qualcosa a rendere leggermente più eccitante la nostra vita. Pregustiamo qualcosa che cambierà la situazione perché quella attuale ci appare noiosa: niente di speciale, niente di interessante.

La consapevolezza viene spesso descritta come una campana che ci rammenta di fermarci e ascoltare in silenzio. Possiamo utilizzare una vera e propria campana o qualsiasi altra cosa che ci aiuti a rammentare di non lasciarci trasportare dal rumore intorno e dentro di noi. Quando sentiamo la campana ci fermiamo. Seguiamo il nostro inspirare ed espirare, facendo spazio al silenzio. Diciamo a noi stessi: «Inspirando so che sto inspirando». Respirando in maniera consapevole, prestando attenzione soltanto al respiro, possiamo acquietare tutto il rumore intorno a noi: il ciarlare del passato, il futuro, e il bramare qualcosa di più.

In soli due o tre secondi di respiro consapevole possiamo renderci conto che siamo vivi, che stiamo inspirando. Siamo qui. Esistiamo. Il rumore all’interno scompare e si crea una profonda spaziosità: è molto potente, molto eloquente. Possiamo rispondere al richiamo della bellezza intorno a noi: «Sono qui. Sono libero. Ti sento».

Cosa significa «Sono qui»? Significa «Esisto. Sono davvero qui perché non sono perso nel passato, nel futuro, nel mio pensare, nel rumore interiore, nel rumore esterno. Sono qui». Per essere davvero devi essere libero dal pensare, libero dalle ansie, libero dalla paura, libero dal desiderio. «Sono libero» è una dichiarazione forte perché la verità è che molti di noi non sono liberi. Non abbiamo la libertà che ci consente di udire, e di vedere, e di essere semplicemente.

( Thich Nhat Hanh )

 

 
 
 

Black Friday...

Post n°411 pubblicato il 24 Novembre 2017 da il_parresiasta

Perché sono contrario al Black Friday.
.
Il consumatore è per definizione colui che con le sue scelte dirige, domina mi sembra un termine un po' eccessivo, il mercato.
Negli ultimi decenni, al contrario, egli è stato reso succube, è stato schiavizzato. Con la grande distribuzione, con i “lanci”, oggi con il black friday, e tanti altri specchietti per le allodole.
Non è più lui a decidere quello che vuole, ma viene addirittura “pilotato” nelle scelte e nelle decisioni. E’ una sorta di automa, di burattino che agisce come e quando decide chi si è appropriato del potere decisionale. E, paradossalmente, il grande numero è quello che più incita a partecipare all’ammucchiata, al punto che in talune circostanze i commessi dei grandi magazzini, cito testualmente, “hanno dovuto svolgere mansione da mandriani per gestire l'afflusso.
Proprio così, “MANDRIANI”!
Vogliamo riprenderci, se non il “potere di consumatore”, almeno la “dignità di persona”?
Oppure riteniamo che il nostro impegno sociale si esaurisca nella lagna, nell'improperio, nel turpiloquio, nelle esternazioni più o meno incivili sui social networks?
A CIASCUNO di noi, l'ardua sentenza.

 
 
 

La paura...

Post n°410 pubblicato il 07 Novembre 2017 da il_parresiasta

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Preghiera...

Post n°409 pubblicato il 05 Ottobre 2017 da il_parresiasta

Preghiera a san Francesco

O san Francesco, stimmatizzato della Verna,
il mondo ha nostalgia di te
quale icona di Gesù crocifisso.
Ha bisogno del tuo cuore
aperto verso Dio e verso l’uomo,
dei tuoi piedi scalzi e feriti,
delle tue mani trafitte e imploranti.
Ha nostalgia della tua debole voce,
ma forte della potenza del Vangelo.
Aiuta, Francesco, gli uomini d’oggi
a riconoscere il male del peccato
e a cercarne la purificazione nella penitenza.
Aiutali a liberarsi dalle stesse strutture di peccato,
che opprimono l’odierna società.
Ravviva nella coscienza dei governanti
l’urgenza della pace nelle Nazioni e tra i Popoli.
Trasfondi nei giovani la tua freschezza di vita,
capace di contrastare le insidie
delle molteplici culture di morte.
Agli offesi da ogni genere di cattiveria
comunica, Francesco, la tua gioia di saper perdonare.
A tutti i crocifissi dalla sofferenza,
dalla fame e dalla guerra,
riapri le porte della speranza.

Amen.

( San Giovanni Paolo II )

 
 
 
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