Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

 

La vita è bella...

Post n°8542 pubblicato il 21 Ottobre 2018 da nina.monamour

 

 

Prendi a cuore ogni momento che vivi e valorizzalo di più perché lo hai condiviso con qualcuno speciale, abbastanza speciale da trascorrere del tempo assieme… e ricorda che il tempo non aspetta nessuno.

Quindi smetti di aspettare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 Kg, di prendere 5 Kg, di avere dei figli, di vedere i tuoi figli andar via di casa, di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarti, di divorziare, che arrivi il venerdì sera, la domenica mattina, di avere un’automobile o una casa nuova, di finire di pagare l’automobile o la casa...

Che giunga la primavera, l’estate, l’autunno, l’inverno, di essere benestante, di arrivare al primo o al quindici del mese, di godere del successo della tua canzone, di bere, di riprenderti da una sbornia, di morire, di nascere nuovamente..
Per decidere che non c’è tempo migliore che adesso per essere Felice.

"La felicità è un viaggio, non una meta".




da “Midnight Muse” di Crystal Boyd

 

 

 

 
 
 

Vogliamo vivere serenamente il nostro amore..

Post n°8541 pubblicato il 20 Ottobre 2018 da nina.monamour

 

 

Vi assicuro che quando ho letto la notizia le mente non seguiva la cronaca, ma l’idea che era dietro l’avvenimento. Di cosa parlo?

Sto parlando di Isabel e Federica che hanno entrambe 44 anni, laureate, una italiana ed una sudamericana che hanno passato una vita ad occuparsi degli altri, passando dall’Africa, all’Asia, al Sudamerica e cosiì via. Proprio mentre svolgevano il proprio lavoro e la propria passione si sono innamorate e si sono sposate a Pinerolo, dove il sindaco Luca Salvai le ha unite con un rito civile.

Per quanto oramai, e per fortuna, inizi a non fare più notizia un matrimonio omosessuale, quello che colpisce è che le due fortunatissime donne erano fino a pochissimo tempo fa due suore che hanno rinunciato ai voti chiedendo il permesso al Vaticano che ne ha espletato tutti i passaggi.

La notizia che mi ha colpito è proprio l’assenza del tipico ostracismo della chiesa cattolica romana che, in altri tempi, avrebbe fatto di tutto per impedire che due donne, persino due ex suore, si potessero sposare e dover indirettamente riconoscere che l’amore è più forte di ogni costrizione morale e culturale. Ed invece hanno lasciato fare e, forse, questa è la notizia più bella di tutte.

Intanto Isabel e Federica hanno chiesto un pò di privacy per la loro unione, vorrebbero che sulla loro unione non si accendessero troppi riflettori. Non è pudore ma paura dei pregiudizi, spiegano, vogliono vivere serenamente insieme e trovare un nuovo lavoro. Usciranno dal convento ma non lasciano la Chiesa e non dimenticheranno la fede".


 
 
 

Nessun detective della omicidi..

Post n°8537 pubblicato il 18 Ottobre 2018 da nina.monamour



Non siamo certo tutte quante fissate con i problemi ecologici e ambientali e ci ricordiamo ancora quando la spazzatura finiva tutta insieme oltre uno sportello sul balcone della cucina, spesso senza nemmeno il sacchetto, ma non possiamo nasconderci che il rapporto con la monnezza è uno tra quelli più critici tra le mura domestiche.

 

Sarà un’impressione, ma potremmo giurare che gli uomini producono una quantità esagerata di immondizia. Forse sarà perché una vera signora non genera spazzatura ma solo qualche salvietta struccante sporca di mascara, ma se ci fate caso la quantità di rifiuti prodotta dai maschi conviventi a volte è sparsa su una tale estensione di spazio da far sembrare qualunque appartamento un servizio del TG sullo sciopero degli operatori ecologici o sulla questione politica dei traboccanti cassonetti italiani.

 

Un uomo produce immondizia fin dal momento in cui varca la soglia di casa, quando una donna entra con la spesa, dopo aver riposto il contenuto dei sacchetti nel frigorifero e a meno che non si tratti del tipo di ultima generazione che si autodistruggono nel tragitto tra il supermercto e l’ascensore, li deposita semplicemente arrotolati o pignolescamente ripiegati sotto il lavello della cucina, luogo riservato alla collezione casalinga di shopper ad uso raccolta di spazzatura.


Un uomo no, Lui separa il contenuto dal sacchetto usando contemporaneamente entrambe le mani, con la sinistra afferra il contenuto e con la destra strappa via la borsa e la lascia cadere lì, esattamente sotto la sua mano. Se il contenuto viene utilizzato o consumato subito la confezione o il recipiente vengono abbandonati sul posto. La bottiglia di birra vuota resta a fianco del divano, lo shampoo sul bordo del lavandino e non nel box doccia dove giace, in terra, quello ormai terminato e la scatola delle nuove scarpe da running sul tavolo del salotto, dopo che il contenuto è stato trasferito nella borsa della palestra.

 

In cucina anche le cuoche meno capaci provvedono a eliminare immediatamente scatolame, bucce, gusci e incarti, suddividendoli nelle apposite aree mentre i provetti chef ammucchiano tutti insieme scarti e rifiuti, in modo che occorra un successivo passaggio per la separazione, compito che naturalmente non considerano complementare alla realizzazione del piatto. 

 

Gli uomini che cucinano lo fanno a volte molto bene ma sul fronte della pulizia a posteriori cadono dalle nuvole, ritenendo che  la preparazione anche di un semplice arrosto li esenti dal gettare la carta della macelleria, e quei pochi che buttano tutto quanto insieme nel secchio non si preoccupano che il sacchetto sia già strapieno e sul fondo si sia accumulato uno strato di liquido maleodorante che noi, le solite fissate con questi insignificanti dettagli e del tutto insensibili alla loro prestazione da Masterchef bla bla bla, provvederemo a pulire.

 

Superato lo scoglio del recupero, che ognuna gestisce secondo coscienza e pazienza, passando dalle minacce verbali al rassegnato "faccio io che faccio prima", si tratta di far assimilare i concetti base della raccolta differenziata, soprattutto in presenza di figli a cui abbiamo insegnato a buttare le loro cose nei bidoncini di differenti colori comprati all’Ikea.

 

Le abbiamo tentate tutte, cominciando dai passi fondamentali, tipo che le bottiglie di plastica devono essere accartocciate, che il tappo del vasetto di marmellata, di alluminio, va da una parte e il vetro dall’altra previo lavaggio, che le riviste pubblicitarie devono essere buttate nella raccolta carta solo dopo la liberazione dall’involucro in plastica…ma niente. Nemmeno appiccicare il volantino fornito dall’azienda municipalizzata facilitato da figure e elenco alfabetico dei rifiuti è servito a squarciare il velo di indifferenza sulla differenziata che sembra essere una caratteristica del maschio medio di mezz’età.

 

Ovviamente i sacchi, finalmente e laboriosamente composti resteranno accanto alla porta a impestare l’aria per mezza giornata perché “Er Monnezza” deve uscire di corsa per andare al lavorare non ha tempo, è appena rientrato in casa e non ha voglia, oppure sta per cominciare la partita in tv ma figurati se scendo, e nemmeno nell’intervallo ché ci sono gli highhlights del primo tempo.

 

E noi donne emancipate, reduci dalle medesime mansioni a cui abbiamo preteso di accedere con pari diritti e doveri, scendiamo verso l'area ecologica più vicina, consce che è un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo, e influenzate dai polizieschi in TV siamo certe che il giorno che in quei sacchetti trasporteremo un cadavere fatto a pezzi, sapremo differenziarne perfettamente i resti,



in modo che nessun detective della omicidi potrà trovare le prove per accusarci di nulla.

 
 
 

Le donne non scelgono più...

Post n°8535 pubblicato il 15 Ottobre 2018 da nina.monamour

 

 

Se domani mi svegliassi uomo, ti farei innamorare.

Ma non con quella tipica sfacciataggine del playboy incallito che va tanto di moda, perché sono irrinunciabile e le donne si tuffano volentieri nel mio letto. Non con quell'odiosa arroganza di chi pensa che pagando la cena a una donna, lei sicuramente ricambierà con una fellatio, non per un'ulteriore tacca sulla cintura.

Sceglierei una donna che sappia di casa e di sfida, insieme, sceglierei te, 
la più danneggiata, la più emotivamente distrutta. Con quegli occhi di chi ne ha viste tante e la risata rumorosa di chi ne vuole vedere ancora.

Ti corteggerei.
Perché sono stanco di donne scialbe che si concedono emotivamente subito, perché sanno che il tempo è poco, la scelta ampia e se non fanno capire di essere interessate, lui potrebbe andarsene.
Perché sono stanca di uomini che se ne vanno subito, senza nessuna curiosità di chi hanno davanti, come se le donne fossero tutte uguali, tutte intercambiabili, sì la scelta è ampia, ma se con lei stai bene, perché cercare altro?

Mi presenterei a te, anche se ti vedessi intenta a chiacchierare in una mare di tue amiche, anche se avessi lo sguardo di una che ha appena perso qualcosa. Mi avvicinerei e ti direi Ciao; non riesco ad immaginare nessun altro modo di iniziare una cosa bella che non sia con un Ciao. So che la tua orda di amiche-vichinghe mi giudicherà in un attimo, ma io voglio te, mica loro. Ma so che per avere te è meglio piacere anche a loro, quindi mi lascerei ispezionare, come un piccolo topo da laboratorio.

Ti racconterei di me, ma ti chiederei tanto della tua vita, delle tue passioni, di cosa ti piace fare la domenica, quando non hai una sveglia e un’agenda pienissima. Quando non hai un account Instagram da aggiornare con il tuo profilo migliore. Quando puoi rilassarti, posare l’armatura, la maschera e aprire agli scheletri che nell’armadio stanno prendendo polvere.
Ti farei ridere perché siamo tutti talmente concentrati su noi stessi che di far ridere gli altri non ci pensa più nessuno e secondo me una donna che ride si innamora prima. 

Il giorno seguente ti chiamerei, perché santo cielo, che problema hanno tutti con le telefonate?
Le persone d’oggi whatsappano, chattano, messangessano, scrivono, twittano, ma hanno perduto la frenesia di comporre un numero, l’attesa di sentire una voce, la lotta interiore per riagganciare, la paura di disturbare. Il dilemma eterno di fare delle figuracce, come se fossimo tutti emotivamente esposti, come se fosse così facile far davvero delle figuracce.

Mio padre telefonava a mia madre a casa e rispondeva mia nonna, che lo sottoponeva al terzo grado. Eppure lui la chiamava, ogni giorno. Certo, adesso ci sono delle alternative, ma lo capite uomini moderni e multitasking, che al cuore di una donna si arriva prima se la si fa emozionare, se la si sorprende distratta e con le difese abbassate? Che nel rispondere a un WhatsApp si può tirare fuori tutta la finzione del mondo, ma provate voi a chiamare una donna e sentire la voce che le trema, l’imbarazzo, lo stupore e ditemi uomini, davvero volete precludervi la possibilità di ascoltare una donna felice?

Ecco, donna con la risata rumorosa, ti farei sentire importante, anche con una telefonata, perché siamo tutti così focalizzati sulle nostre vite che ci dimentichiamo di far sentire importanti gli altri.
Ti chiederei se il tuo sonno è stato piacevole e ti augurerei una buona giornata, ti direi qualcosa che ti permetta di pensarmi, non occorre essere innamorati per essere educati.

Poi ti inviterei a cena e anche lì, ti farei ridere e t’ascolterei.
Gli uomini pensano che sia difficile conquistare una donna, specie se lei è indipendente, ha un lavoro, è cazzuta, fa paura, ed invece basta una risata e una buona conversazione.

Non parlerei di futuro, perché il futuro alla prima uscita ancora non si vede e va bene così.
Ma ti racconterei del mio passato, per metterti nella condizione di scegliermi.

Le donne non scelgono più, sono talmente ansiose di dover piacere, che si sono dimenticate cosa in realtà vogliono. E io, se fossi uomo, vorrei essere scelto. 
Perché sono io, non perché hai (....) anni e le tue amiche sono quasi tutte sposate. Non perché l’ex ti ha mollato e ti senti triste, no.

Vorrei essere scelto perché, che ne so, sono una bella persona, perché ho una famiglia normale e nei prossimi 10 anni cercherò cose normali. Perché stai bene da sola, ma con me staresti meglio.
Ti direi che amo viaggiare, che desidero stabilirmi, perché farsi trasportare dal mare è bellissimo, ma scendere a terra lo è ancora di più
. Pagherei la cena e ti direi che è stato bellissimo stare in tua compagnia.

I giorni seguenti mi farei sentire, perché le donne vanno rassicurate. Magari una volta al giorno, una è abbastanza per farti sapere che sono interessato e non è troppo per darti fastidio. Ti sto corteggiando.
I giochi sono aperti, non mi aspetto nulla, ma cerco di farti capire che non me ne andrò alla prima bionda provocante. Alla prima tetta che spunta da una scollatura, alla prima proposta indecente di una sciacquetta.

Ti farei capire che voglio prendermi cura di te, non come un cane che va accudito, ma come una persona che desidera mantenere la sua indipendenza, sapendo che qualcuno la terrà per mano quando dovrà vivere delle sfide importanti. Qualcuno che ti accompagni quando lo richiedi e ti lasci il tuo spazio quando ne senti il bisogno.

Siamo così liberi di fare quello che ci pare che spesso lo facciamo da soli.
E invece io, a te, donna dalla risata rumorosa, vorrei far sapere che ci sono.
Per una risata o un film sul divano, e quelli che dicono che il divano fa passare l’amore non hanno capito niente.
Per litigare quando vorrai sfogarti e per fare l'amore quando avrai bisogno di mani che ti accarezzano il viso, per parlare di futuro.

Perché se fossi uomo, il futuro non mi farebbe paura.
Prometterti un futuro sarebbe una vittoria e di certo non la sconfitta di un presunto maschio alfa. E dico presunto, perché un maschio alfa non ha paura di impegnarsi, di costruire.

Ecco.... se io avessi il cromosoma XY, lo userei per costruire, per tenerti tra le mie braccia e non farti più avere paura che uno stronzo ti spezzi ancora il cuore. Ti direi tutti i giorni quanto sei bella, perché se non lo sai tu, devo saperlo io, che tutti i giorni ti guardo.

Se fossi un uomo mi impegnerei per renderti felice.


 
 
 

Mai chi si crede di essere?

Post n°8534 pubblicato il 14 Ottobre 2018 da nina.monamour





Belen Rodriguez, dopo la separazione da Andrea Iannone, si è data alla pazza gioia, avendo (ri)cominciato una vita da single.

Come documentato dalle foto pubblicate su un settimanale, l’auto su cui viaggiava la showgirl argentina, insieme al fratello Jeremias e a un amico, Mirco Levati, è stata fermata dalla polizia municipale di Milano.

Belen, infatti, si stava godendo la corsa fuori dal tettuccio dell’auto e, perciò, una pattuglia di vigili urbani ha fermato il mezzo.

Si tratta, infatti, di una condotta non sicura e, pertanto, vietata dal codice della strada.

Gli agenti, quindi, pretendendo i documenti, hanno fatto i controlli di rito e poi hanno rimproverato tutti gli occupanti del mezzo prima di lasciarli andare così da continuare la serata in giro per la movida milanese.

A quanto pare, i Vigili Urbani non hanno sanzionato il comportamento di Belen con una multa.

Speriamo che almeno la showgirl argentina, il fratello e l’amico abbiano imparato la lezione bisogna stare dentro l'auto, anche se uscire fuori dal tettuccio può essere invitante per assaporare un po' di vento sui capelli.

Comunque sia, ma quanto sono stati fortunati i paparazzi ad immortalare l'episodio imbarazzante? Al posto giusto nel momento giusto!

Brava la Polizia Municipale

Buona Domenica



 
 
 
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