Creato da nina.monamour il 11/06/2010
 

Il Diavolo in Corpo

Di tutto e di piu'.....

 

 

Il brivido del proibito..

Post n°8771 pubblicato il 22 Agosto 2019 da nina.monamour

 

Risultati immagini per macchine da montagna


A tutti piacciono le strade e i viaggi in macchina con un pizzico di brivido, esplorare parti del mondo sconosciute è un modo fantastico per uscire dalla propria zona di comfort, esiste un modo migliore di scoprire il mondo?

Per me sì..

A volte, capita di lasciare la propria zona di comfort a casa!
Ecco alcune strade sicuramente diverse da quelle a cui sarete abituati, io le trovo molto pericolose, ma per alcuni sono semplicemente il tragitto quotidiano casa-lavoro! E voi cosa ne dite, le percorrereste? Date un’occhiata ad alcune della strade più pazzesche che potessi trovare. 

Ponte Kuandinsky, Siberia


Si tratta di una delle strade più spaventose attualmente aperte al pubblico, data la totale mancanza di struttura e materiali, ci vuole proprio un buon motivo per attraversare questo ponte! Guidando su questo ponte, non c’è letteralmente nessuna misura di sicurezza da rispettare.

Secondo fonti locali, solo 35 persone sono riuscite ad attraversarlo dalla sua costruzione, mi auguro che la persona in questo scatto sia una di queste!

Strada degli Yungas, Bolivia


Questa strada è famosa tra i "drogati di adrenalina" di tutto il mondo per il suo straordinario bilancio delle vittime che si aggira attorno alle 300 persone. Questo numero di morti così straordinariamente elevato ha avuto luogo in Bolivia nella strada tra La Paz e Coroico; il viaggio è lungo circa 70 km e non è per chi ha paura delle altezze ripide più assurde.

Per la maggior parte della gente, è improbabile che valga la pena di rischiare di recente, il percorso è stato sostituito da una strada moderna e più piana, anche i più piccoli dossi mandavano la gente fuori strada! In ogni caso, finché mancherà un guardrail, non suggerisco di percorrerla.

Passo di Zoji La, India


C’è chi direbbe che le montagne sono alcune tra le più serene parti della natura, ma non chi ha guidato su questa strada! Il passo di Zoji La, nello stato indiano del Jammu, collega il Ladakh e la valle del Kashmir, raggiunge altezze pari a circa 3350 metri.

I turisti visitano il passo solo per provare l’ebrezza di attraversarlo, la gente del posto lo vede come una normale parte del tragitto quotidiano casa-lavoro. Se vi trovate in zona, vi consiglio senza alcun dubbio un percorso alternativo.

Fate prima di partire un bell'ellettrocardiogramma, ahahahahahahhhhh...


 Risultati immagini per cuore che pulsa gif

 
 
 

L'auto rubata..

Post n°8770 pubblicato il 22 Agosto 2019 da nina.monamour

 

donna stupita che ride

 

Una pattuglia di Carabinieri si reca al domicilio di una Signora che aveva denunciato il furto della sua auto.

Suonano il campanello e lei si affaccia.

Allora l'Appuntato:
"Signora, abbiamo ritrovato la sua auto"
La Signora, preoccupata:
" 'O maronna mia, e in che stato è?"
Lui, perplesso, risponde:

"Signora, non si preoccupi, l'abbiamo ritrovata in Italia".


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Il primo risale alla metà del '400..

Post n°8769 pubblicato il 20 Agosto 2019 da nina.monamour

 

molto consumato dal tempo, simile ai nostri senza alcuno degli aqccorgimenti moderno

 

La notizia non è di quelle che rivoluzioneranno il mondo del fashion-business, ma confermano una certezza, il reggiseno è uno dei capi più amati e antichi, del nostro armadio. Stando alla scoperta dell'archeologa Beatrix Nutz l'accessorio di lingerie non è stato inventato nell'Ottocento, bensì nel Quattrocento. A vederlo, a parte l'inevitabile usura, sembra un reggiseno dei giorni nostri, e se abbinato alla parte di sotto (piuttosto audace) potrebbe sembrare addirittura il primo bikini, quello scoperto in Tirolo dall'Archeologa.

Durante i lavori di restauro compiuti anni fa nel castello di Lengberg, nel Tirolo orientale, il team della dottoressa Nutz aveva scoperto quattro reggiseni con un design modernissimo, oltre ad un paio di mutande simili ad un tanga, che ad una datazione con il metodo del carbonio C14, sono stati fatti risalire ad un periodo compreso fra il 1440 ed il 1485.

All’inizio sono rimasti increduli, poiché ritenevamo impossibile che tali indumenti venissero usati già nel Medioevo. Il brevetto più antico che è stato scoperto viene dagli Stati Uniti e risale al 1856 e fino al Medioevo sembrava inconcepibile che le donne indossassero un reggiseno. Nell’antica Grecia le signore portavano una striscia intorno ai seni, ma le coppe cucite come quelle attuali sono un’invenzione moderna.

Per quanto riguarda le mutande di fattura simile a un tanga, la studiosa ritiene che fossero un indumento prettamente maschile, come conferma anche una stampa del pittore tedesco Albrecht Duerer. In un'intervista l'Archeologa spiega che nel Medioevo le donne sotto la gonna "non indossavano probabilmente nulla, le mutande erano considerate un simbolo del potere maschile". 

Solo nell’Italia del Cinquecento le donne hanno cominciato a indossare le mutande, come fecero le signore appartenenti alla famiglia dei Medici.


 
 
 

E' passata di moda?!

Post n°8768 pubblicato il 17 Agosto 2019 da nina.monamour

 

Risultati immagini per donne che prendono il sole

 

Ci siamo mai chiesti perché amiamo abbronzarci? Perché abbronzatura è sinonimo di vacanze, tempo libero, vita all'aria aperta; dunque, nell'immaginario collettivo, una persona abbronzata è una persona che si diverte. E chi non vorrebbe appartenere a questa categoria? Poi c'è anche da dire che l'abbronzatura risolve alcuni aspetti estetici, borse e occhiaie sono meno invisibili, per non parlare della tanta odiata cellulite che viene ben mascherata se la pelle ha un bel colore dorato.

Vero è che ci si può abbronzare anche con una lampada Uva, senza esporre neppure un centimetro di pelle ai raggi del sole oppure facendoci "spruzzare" addosso un bel colore uniforme in una apposita cabina (dura a lungo, perciò attenti a non scegliere un colore troppo scuro). E' la riprova che in molti casi amiamo l'abbronzatura perchè, anche incosciamente, dà di noi un'immagine che ci piace.

Ma non è stato sempre così, fino all'Ottocento il segno esteriore di ricchezza era la pelle bianca, una pelle abbronzata denunciava povertà, infatti, solo chi svolgeva lavori umili, per esempio nei campi, era costretto a vivere sotto il sole, con il risultato di avere una pella piu' scura.

I ricchi, al contrario, potevano permettersi o di vivere di rendita o di lavorare comodamente seduti nelle stanze del loro palazzi, alla larga dei raggi del sole. Ci sono poi testimonianze del fatto che sia all'epoca degli antichi romani sia poi durante il medioevo, le donne benestanti si proteggevano con il parasole per mantenere la pelle bianchissima.

E in epoche piu' recenti addirittura usavano prodotti chimici sbiancanti molto nocivi pur di ottenere una pelle di luna. Poi ad un certo punto accadde che all'inizio del '900, un certo Finsen, un Medico, ottenne il Nobel per avere scoperto che la luce del sole curava e cura una serie di malattie, tra cui il rachitismo, provocate dal mancato assorbimeno della vitamina D se manca l'esposizione al sole.

Ma la vera madre della tintarella moderna fu la grande stilista Coco Chanel, quando negli anni '20 tornò da una vacanza in Costa Smeralda, con la pelle dorata, subito le sue clienti vollero imitarla, e così l'abbronzatura diventò una tendenza irresistibile. Come ho già scritto, addirittura finì per identificare le persone benestanti, quelle cioè che potevano permetersi di andare a sdraiarsi al sole, a differenza degli operai che lavoravao nel chiuso delle fabbriche e rimanevano pallidi.

Negli anni '70 i ragazzi si mettevano la birra sulla pelle, e poi vi ricordate gli specchi argentati per prendere più rapidamente il sole sul viso? Tante persone si sono procurate delle terribili ustioni in questo modo, e da allora ad oggi le cose, per foruna, si sono riequilibrate e si è arrivati alla generale consapevolezza che l'assenza, ma anche l'eccesso di sole fanno male.

Così oggi tutti siamo abbastanza consapevoli che non fa bene esporsi al sole nelle ore centrali del giorno, che bisogna usare creme con fattore di protezione adeguata al proprio tipo di pelle, mettendola piu' volte al giorno.
Insomma l'abbronzatura è bella, ma come in tutte le cose ci vuole buon senso e, forse, anche un po' di buon gusto.


Immagine correlata



 
 
 

La vita ingrata..

Post n°8767 pubblicato il 16 Agosto 2019 da nina.monamour


L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi, oceano e spazio all'aperto



Se fai del bene, ricordati di non aspettarti nulla, la vita sa essere molto ingrata e la gente ancora di più..

Purtroppo è altresì vero che se fai del bene lo fai per te stesso e non per farti notare o perché speri in un ritorno dal tuo gesto..

 
 
 
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