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Croce..

Post n°442 pubblicato il 14 Agosto 2019 da il_parresiasta

Tutti a scuola da Padre Pio! Una lezione da imparare (se vogliamo andare in Paradiso...)

«Tutti hanno la loro croce; tutti chiedono che gli sia tolta. Ma se sapessero quanto è preziosa, la domanderebbero». Così si esprimeva padre Pio. Egli era uno straordinario taumaturgo e avrebbe voluto sollevare tutti dalle miserie, dalle malattie, dai guai, ma sapeva bene che la vera salvezza è la croce, sapeva che Gesù non è venuto nel mondo per guarire tutti i malati e risollevare i poveri dalla loro condizione economica miserevole: se fosse stata questa la sua divina missione, oggi non ci sarebbe più alcun malato sulla terra.

All’amico Probo Vaccarini di Rimini un giorno il Padre disse con un po’ di tristezza: «Vengono quassù perché interceda per le loro comodità: la salute, il lavoro, un fortunato matrimonio, e nessuno mi chiede la vera grazia che è quella di accettare con amore le contrarietà che il Signore permette giorno per giorno». Ma alla fine il Santo del Gargano sapeva anche che le grazie e le guarigioni corporali, le bilocazioni, le preveggenze, eccetera, sono potenti segni della presenza divina, quindi egli continuò sino alla fine a chiedere a Dio le guarigioni per i suoi penitenti: il desiderio unico però era quello che, una volta ottenuta la grazia, la persona rimanesse stabilita nella vita cristiana. Sarebbe stato un doppio danno, dopo avere ricevuto tanto beneficio, scordarsi del bene avuto e usare la salute ritrovata per tornare a vivere nel peccato o nell’indifferenza. In questo caso, meglio rimanere malati.

Il problema del senso della sofferenza è la grande domanda dell’uomo di sempre. [...]. La risposta al problema della sofferenza è la vita stessa del Cristo. Egli non cancella il dolore dal mondo, ma lo assume in sé e, attraverso di esso, ripara il peccato e apre le porte del Cielo. Così anche per i suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9,23). In questa prospettiva di comunione alla sofferenza di Cristo, si può comprendere la sorprendente affermazione di Paolo: «A voi è stata data la grazia di patire per Cristo» (Fil 1,29). Allora la sofferenza umana si illumina di nuova luce: è grazia e dono divino e prepara per noi una quantità smisurata ed eterna di gloria (cf. 2Cor 4,17). Attraverso la persecuzione, sboccia la gioia: «Gli apostoli se ne partirono lieti di esser stati insultati a motivo del nome di Gesù» (At 5,41), ed essi insegnano agli altri a fare altrettanto: «Nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi affinché un giorno possiate rallegrarvi esultando. Beati voi se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo spirito della gloria e lo spirito di Dio riposa su di voi» (1Pt 4,13-14). Paolo è contento di soffrire perché sa che ne viene del bene per la Chiesa: «Sono lieto delle sofferenze che incontro per voi e compio nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo a favore del suo corpo che è la Chiesa» (Col 1,24).

Amore è sofferenza, e viceversa. Interrogato se la cosa migliore da offrire a Dio fosse l’amore o altra cosa, padre Pio rispose: «È la sofferenza». E sopra la porta della propria cella si legge anche oggi la scritta: “La croce è sempre pronta e ti aspetta ovunque”. «Bisogna soffrire quello che il Signore ci manda – diceva – perché è nel dolore che si tempra l’amore. La penitenza che più piace ed è accetta a Dio è il dolore dei propri peccati, il portare con dolce rassegnazione la propria croce». Parole dure, ma impossibili da smentire.

L’uomo, chiamato per vocazione alla felicità, se non riesce a dare un senso alle proprie sofferenze, cerca semplicemente di eliminarle in tutti i modi, ma non è nella mancanza di pene e prove che troveremo il nostro appagamento in questa terra. «Non prometto di farti felice in questa terra – disse a Lourdes la Vergine a Bernardette – ma nella vita eterna».

Il Padre intitolò l’enorme ospedale costruito con le offerte dei fedeli di mezzo mondo Casa sollievo della sofferenza, non “Casa eliminazione della sofferenza”. Il sollievo significa portare la croce, renderla giogo più lieve in Cristo, e in ultima analisi riparazione dei peccati.

«È l’unica cosa che ci invidiano gli angeli – sosteneva il Padre –: la sofferenza e l’offerta, perché è il modo più forte e sincero di dire a Dio: “Ti amo davvero”». A una persona sofferente che si domandava come mai Dio permettesse i dolori intensi, padre Pio rispose: «Il Signore lo fa per non dire che ci regala tutto. Egli, per non umiliare la sua creatura, vuole da essa quel tantino – sebbene anche quel tantino glielo dia Lui stesso – affinché la creatura stessa glielo possa offrire». Linguaggio paradossale dei santi, concreto e reale. Ma chi ha orecchie per intendere, intende.

(A. Gnocchi - S. Tognetti, Padre Pio. Santo Eremita, pp. 54-57)

 

 
 
 

Ammonizione...

Post n°441 pubblicato il 05 Agosto 2019 da il_parresiasta

Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti, non imparerai a commettere gli abomini delle nazioni che vi abitano.
Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio o l'augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore; a causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per scacciare quelle nazioni davanti a te.
Tu sarai irreprensibile verso il Signore tuo Dio, perché le nazioni, di cui tu vai ad occupare il paese, ascoltano gli indovini e gli incantatori, ma quanto a te, non così ti ha permesso il Signore tuo Dio.

Dt
18,9-14

 
 
 

Pensavo...

Post n°440 pubblicato il 20 Luglio 2019 da il_parresiasta

In una società costretta a correre senza raziocinio e senza regole verso una selvaggia ed insensata, e perciò assurda, globalizzazione, abbiamo viepiù parcellizzato la verità, dimodoché ciascuno, pur conoscendone appena un suo frammento infinitesimale, si sentisse libero, o finanche autorizzato, di coltivare la presunzione di possedere la verità assoluta, con la conseguenza, tra l'altro, d'aver ingigantito fino all'inverosimile la conflittualità tra consociati, da un lato, e l'incapacità di avere una visione d'insieme, dall'altro, rendendo praticamente impossibile l'adozione di soluzioni adeguate ai problemi.

 
 
 

Intervista...

Post n°439 pubblicato il 26 Giugno 2019 da il_parresiasta

Un'arzilla nonnina di 105 anni, intervistata, disse:
"Per digerire meglio, bevo birra.
In caso di perdita di appetito, bevo vino bianco.
Se ho la pressione bassa, bevo vino rosso.
Se è alta, bevo scotch.
Quando ho il raffreddore, bevo grappa".
Le fu chiesto: "Quando beve acqua?"
"Non sono mai stata così male!", rispose.

 
 
 

Non mollare...

Post n°438 pubblicato il 16 Giugno 2019 da il_parresiasta

Non ti arrendere mai,
neanche quando la fatica si fa sentire,
neanche quando il tuo piede inciampa,
neanche quando i tuoi occhi bruciano,
neanche quando i tuoi sforzi sono ignorati,
neanche quando la delusione ti avvilisce,
neanche quando l'errore ti scoraggia,
neanche quando il tradimento ti ferisce,
neanche quando il successo ti abbandona,
neanche quando l'ingratitudine ti sgomenta,
neanche quando l'incomprensione ti circonda,
neanche quando la noia ti atterra,
neanche quando tutto ha l'aria del niente,
neanche quando il peso del peccato ti schiaccia...
Invoca il tuo Dio, stringi i pugni, sorridi... e ricomincia!

( San Leone Magno, Papa )

 
 
 
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