Le 8 tecniche del controllo menale nelle sette

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Lo psicologo Robert Lifton individua otto temi psicologici fondamentali degli ambienti totalitari. Questi temi vengono utilizzati all’interno delle sètte per promuovere cambiamenti comportamentali e attitudinali e sono:

Controllo del milieu: si tratta del controllo totale della comunicazione del gruppo. Dietro alla scusa che “pettegolezzi” e “chiacchiere” strapperanno il tessuto del gruppo o ne distruggeranno l’unità, si nasconde la ben più subdola motivazione di impedire agli affiliati di esprimere dubbi o perplessità su quanto sta accadendo e di comunicare agli altri membri qualsiasi cosa non sia una positiva approvazione. “Agli aderenti viene insegnato di fare rapporto su chi infrange la regola, una pratica che serve anche a mantenere i membri isolati l’uno dall’altro, ed aumentare la dipendenza dalla leadership. Il controllo del milieu spesso implica anche scoraggiare i membri dal mantenere contatti con parenti o amici esterni al gruppo, e dal leggere qualsiasi cosa non sia approvata dall’organizzazione.”

È quello che Hassan classifica come “controllo dell’informazione”.Negare ad una persona l’informazione necessaria a formulare giudizi fondati fa si che essa non sia in grado di formarsi delle opinioni proprie.

Linguaggio caricato: l’utilizzo di un gergo interno al gruppo serve a limitare il pensiero dei membri e a cessare l’attività di pensiero critico. La traduzione dalla lingua originaria alla “neolingua” richiede un grosso sforzo e costringe i membri a censurare, correggere o rallentare esplosioni spontanee di critica o idee contrarie. Li aiuta a contenere sentimenti negativi o di resistenza. Alla fine, parlare il gergo della sètta diviene naturale e comunicare con gli esterni diventa faticoso e difficile. Fa parte del linguaggio caricato anche l’etichettare gli esterni con ogni possibile epiteto spregiativo: wog, sistemiti, reazionari, sporchi, satanici.

Richiesta di purezza: “il sistema di credenza tutto-o-niente del gruppo promuove un orientamento noi-contro-loro del gruppo: noi abbiamo ragione; loro (esterni, non membri) hanno torto, sono malvagi, non illuminati e così via.”

Molti gruppi asseriscono che esiste solo un modo di pensare, reagire o agire in ogni situazione. Non esistono vie di mezzo e i membri devono giudicare se stessi e gli altri con questo standard del tutto-o-niente. Questo sistema diventa la giustificazione per il codice etico e morale interno del gruppo. Il fine giustifica i mezzi e siccome il fine, cioè il gruppo, è puro, i mezzi sono semplici strumenti per raggiungere la purezza. “Se si è un neofita, questi onnipresenti sensi di colpa e vergogna amplificano la dipendenza dal gruppo. Il gruppo in sostanza dice “Ti amiamo perché stai trasformando te stesso”

, che significa che in qualsiasi momento tu non stia trasformando te stesso stai scivolando
indietro.” Questo comporterà che il seguace si sentirà spesso inadeguato e il mondo esterno verrà continuamente contestato.

Confessione: con questa pratica i membri vengono indotti a rivelare comportamenti passati e presenti, contatti con esterni e sentimenti indesiderabili, con la scusa che in questo modo si libereranno di un peso. Tuttavia qualsiasi cosa divulgata verrà successivamente usata per plasmare ulteriormente il seguace, per farlo sentire legato al gruppo e lontano dai non membri. “Le informazioni raccolte possono essere usate
contro un membro per farlo sentire più colpevole, impotente, timoroso e, alla fine, bisognoso della bontà della sètta e del leader. La confessione può essere usata per far riscrivere la storia personale del soggetto in modo da denigrare la vita precedente all’affiliazione, facendo sembrare illogico ogni desiderio di ritornare alla vecchia vita, alla famiglia e agli amici.”Attraverso questo processo e grazie agli insegnamenti del
gruppo, i membri imparano che tutto ciò che è legato alla loro vita precedente, compresi familiari e amici, è sbagliato e deve essere evitato. Gli esterni metterebbero a rischio la loro possibilità di raggiungere l’obiettivo prestabilito diminuendo la loro consapevolezza psicologica, impedendo il progresso politico del gruppo e ostacolando il cammino verso la massima conoscenza.

Manipolazione mistica: il gruppo fa credere ai membri che i sentimenti e comportamenti nuovi sono frutto di una scelta spontanea maturata in questa nuova atmosfera. Il leader dichiara che si tratta di un gruppo prescelto con uno scopo superiore. I membri diventano esperti nell’osservare quale comportamento è richiesto, a captare tutti i tipi di indizi su cui verranno giudicati e a modificare il loro
comportamento di conseguenza.

“I leader dicono ai seguaci “Siete stati voi a scegliere di venire. Nessuno vi ha detto di farlo. Nessuno vi ha influenzato” quando in realtà i seguaci sono in una situazione in cui non possono andarsene a causa della pressione sociale o della paura.”

Pertanto per loro sarà più facile credere di avere realmente scelto quella vita. Se gli esterni accenneranno al fatto che sono stati plagiati o
imbrogliati, i membri risponderanno che non è così, di aver scelto volontariamente. “Le sètte prosperano su questo mito della volontarietà, insistendo continuamente che nessun membro viene trattenuto contro la sua volontà.”

La dottrina è più importante della persona: dopo aver modificato in retrospettiva i racconti della loro storia personale, ai membri viene insegnato a interpretare la realtà attraverso i concetti del gruppo e a ignorare esperienze e sentimenti personali quando questi si presentano. Non va più prestata attenzione alle percezioni e bisogna semplicemente accettare la visione “informata” del gruppo.

Scienza sacra: alla saggezza del leader viene data una patina di scienza, aggiungendo in questo modo credibilità alle sue nozioni filosofiche, psicologiche e politiche centrali. Pertanto chiunque sia in disaccordo o abbia idee alternative a quelle del leader non solo è immorale e sfrontato, ma è anche non scientifico.

Dispensazione dell’esistenza: l’ambiente totalitario della sètta enfatizza chiaramente che i membri appartengono ad un movimento elitario di prescelti. Se gli affiliati detengono l’illuminazione, allo stesso tempo i non membri sono esseri insignificanti, inferiori. Questo impianto di pensiero smorza la coscienza dei membri e giustifica, in quanto rappresentanti di un gruppo “superiore”, la manipolazione dei non membri per il bene del gruppo. “Oltre a rafforzare la mentalità noi-contro-loro, questo tipo di ragionamento significa che l’intera esistenza del seguace si incentra sull’appartenenza al gruppo. Se se ne va entrerà nel nulla. Questo è il passo finale per creare la dipendenza dal gruppo.

di Francesca Baratto

Fonte: http://www.igorvitale.org/2014/10/29/le-8-tecniche-del-controllo-mentale-nelle-sette/

 
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Mi do il permesso

Post n°420 pubblicato il 30 Luglio 2016 da loritatinelli
 

 

 

Mi do il permesso di non essere una vittima

Mi do il permesso di separarmi da persone che mi trattano bruscamente, con violenza, che mi ignorano, che mi negano un saluto, un bacio, un abbraccio… Da questo preciso momento le persone brusche o violente sono fuori dalla mia vita.

Mi do il permesso di non costringermi ad essere “l’anima della festa”, la persona che mette entusiasmo in tutto o quella sempre disponibile al dialogo per risolvere conflitti quando gli altri nemmeno ci provano.

Mi do il permesso di non intrattenere ed incoraggiare gli altri a costo di stancarmi io: non sono nato per spingerli ad essere sempre al mio fianco.

La mia esistenza, il mio essere è già prezioso.
Se vogliono stare al mio fianco devono imparare a valorizzarmi.

Mi do il permesso di lasciar svanire le paure che mi hanno inculcato da bambino. Il mondo non è soltanto ostilità, inganno o aggressione. Ci sono anche tanta bellezza e gioia inesplorata.

Mi do il permesso di non stancarmi nel tentativo di essere perfetto. Non sono nato per essere la vittima di nessuno. Non sono perfetto, nessuno è perfetto e mi permetto di rifiutare gli schemi altrui: un uomo senza difetti, estremamente impeccabile ovvero disumano.

Mi permetto di non vivere nell’attesa di una telefonata, di una parola gentile o di un gesto di considerazione. Mi affermo come persona che non dipende dalla sofferenza. Non aspetto rinchiuso in casa e non dipendo da altre persone. Sono io stesso a valorizzarmi, mi accetto e mi apprezzo.

Mi permetto di non voler sapere tutto, per non essere sempre presente durante il giorno. Non ho bisogno di molte informazioni, di programmi per il pc, di film al cinema, di giornali, di musica.

Mi do il permesso di essere immune alle lodi o agli elogi smisurati: le persone che fanno troppi complimenti finiscono per sembrare opprimenti. Mi permetto di vivere con leggerezza, senza accuse o richieste eccessive. Non fa per me.

Mi do il permesso più importante di tutti, quello di essere autentico.

Non mi sforzo di compiacere gli altri. È semplice e liberatorio abituarsi a dire di no ogni tanto.

Non mi voglio giustificare: se sono felice, lo sono, se non sono felice, non lo sono. Se un giorno del calendario è considerato come quello in cui sentirsi obbligatoriamente felici, io mi sentirò esattamente come mi sentirò.

Mi permetto di sentirmi bene con me stesso e non come vogliono le usanze o quelli che mi stanno attorno: quello che è “normale” o “anormale” nei mie stati emotivi sarò io a deciderlo.

Joaquin Argente

 
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UNA QUESTIONE DI PROSPETTIVA

Post n°418 pubblicato il 06 Marzo 2015 da loritatinelli
 








Una storia cinese narra di un vecchio contadino che possedeva un vecchio cavallo per coltivare i suoi campi.
Un giorno il cavallo scappò su per le colline e ai vicini che consolavano il vecchio contadino per la sua sfortuna, questi rispondeva: "Sfortuna, fortuna, chi lo sa?".
Dopo una settimana il cavallo tornò portando con sè dalle colline una mandria di cavalli selvatici, e questa volta i vicini si congratulavano con il contadino per la sua fortuna. Ma la sua risposta fu: "Fortuna? Sfortuna? Chi lo sa?".
Poi accadde che suo figlio, mentre cercava di domare uno dei cavalli selvatici, cadde, rompendosi malamente una gamba. Tutti pensarono che si trattasse veramente di una grande sfortuna. Non il contadino, la cui unica reazione fu: "Sfortuna? Fortuna? Chi lo sa?".
Qualche settimana più tardi, l'esercito entrò nel villaggio, imponendo a tutti i giovani abili la coscrizione obbligatoria: quando videro il figlio del contadino con la sua gamba rotta lo lasciarono stare. Questa fu una fortuna? Una sfortuna? Chi lo sa?.

Antico racconto cinese



 
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La banalità del male

Post n°417 pubblicato il 31 Gennaio 2015 da loritatinelli
 

"Ciò che più colpiva le menti di quegli uomini che si erano trasformati in assassini, era semplicemente l’idea di essere elementi di un processo grandioso, unico nella storia del mondo (“un compito grande, che si presenta una volta ogni duemila anni”) e perciò gravoso. Questo era molto importante perché essi non erano sadici o assassini per natura; anzi, i nazisti si sforzarono sempre, sistematicamente, di mettere in disparte tutti coloro che provavano un godimento fisico nell’uccidere. (…). Perciò il problema era quello di soffocare non tanto la voce della loro coscienza, quanto la pietà istintiva, animale, che ogni individuo normale prova di fronte alla sofferenza fisica degli altri. Il trucco usato da Himmler ( che a quanto pare era lui stesso vittima di queste reazioni istintive) era molto semplice e molto efficace: consisteva nel deviare questi istinti , per così dire, verso l’io. E così, invece di pensare: che cose orribili faccio al prossimo!, gli assassini pensavano: che orribili cose devo vedere nell’adempimento dei miei doveri, che compito terribile grava sulle mie spalle!"

                                                                                                                                      Pag. 113

 

di Hannah Arendt

 
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FAI SESSO CON ME O SARAI DANNATA": COSÌ L'EX PRETE MINACCIAVA LE SUE VITTIME

Post n°416 pubblicato il 16 Novembre 2014 da loritatinelli
 

Domenica 16 Novembre 2014

EMPOLI - "O fai sesso con me o sarai dannata in eterno", con queste parole, secondo l'accusa, l'ex sacerdote Mauro Cioni minacciava le sue vittime. L'ex parroco di Ortimino (Firenze), ma da 30 anni a Montecchio, è accusato di aver violentato le donne della sua comunità. 

Una sorta di 'santone' che costringeva le donne della sua setta a pratiche sessuali spesso umilianti e sgradite. Per questo reato è stato rinviato a giudizio alla Corte di Assise si Arezzo. Il processo comincerà il 16 gennaio, le accuse sono di riduzione in schiavitù e di violenza sessuale. I VERBALI Dai verbali pubblicati da La Nazione è emerso che Cioni diceva a ogni donna vittima di abusi che era 'l'eletta destinataria' delle sue speciali attenzioni. Le pratiche, per lo più sesso orale e penetrazioni con le dita, consistevano in riti che Cioni chiamava esorcismi perché dovevano servire a cacciare il demonio e ad accogliere Dio. Se qualcuna di loro diceva di sentire dolore o nausea per questi abusi, Cioni rispondeva che erano ancora possedute dai demoni.

Fonte: Leggo.it

 
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Il deputato Tiziano Arlotti presenta mozione parlamentare per la tutela delle vittime delle sette

Sensibilizzare e vigilare sul fenomeno settario, tutelare vittime, famiglie, associazioni, maggiori controlli fiscali sugli operatori dell’occulto

 

 

MOZIONE 1/00565Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 275 del 30/07/2014

Firmatari

Primo firmatario: ARLOTTI TIZIANO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO

Data firma: 30/07/2014

Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
ALBANELLA LUISELLAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
ANTEZZA MARIAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
ASCANI ANNAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
BASSO LORENZOPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
BORGHI ENRICOPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
BOSSA LUISAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
BRAGANTINI PAOLAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
BRANDOLIN GIORGIOPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
CAPONE SALVATOREPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
CARRA MARCOPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
CRIVELLARI DIEGOPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
ERMINI DAVIDPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
FABBRI MARILENAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
GADDA MARIA CHIARAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
GRASSI GEROPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
GULLO MARIA TINDARAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
IORI VANNAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
MALPEZZI SIMONA FLAVIAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
MINNUCCI EMILIANOPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
PICCIONE TERESAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
RAMPI ROBERTOPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
REALACCI ERMETEPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
RIBAUDO FRANCESCOPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
ROCCHI MARIA GRAZIAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
ROMANINI GIUSEPPEPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
ROSTAN MICHELAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
RUBINATO SIMONETTAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
SCANU GIAN PIEROPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
TIDEI MARIETTAPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
VAZIO FRANCOPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
VERINI WALTERPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
ZARDINI DIEGOPARTITO DEMOCRATICO30/07/2014
Stato iter:

IN CORSO

Atto CameraMozione 1-00565

presentato da

ARLOTTI Tiziano

testo di

Mercoledì 30 luglio 2014, seduta n. 275

La Camera,
premesso che:
il mondo dell’occulto anche nel nostro Paese, sulla base di una serie di dati riportati anche dai mezzi di informazione, ha un fatturato crescente tant’è che nel corso dell’ultimo anno ha fatto registrare un aumento, passando da 7,5 miliardi a 8,3 miliardi;
una ricerca del Codacons ha stimato in ben 13 milioni gli italiani che si rivolgono a maghi, cartomanti, sensitivi e operatori esoterici, un milione in più rispetto al 2011 e oltre 3 milioni in più rispetto al 2001;
siamo in presenza di un vero e proprio boom dell’occultismo con 4 italiani su dieci che si rivolgono a tali «servizi»;
le più recenti tecnologie, la crisi, la mancanza di fiducia nelle istituzioni, comprese quelle religiose, sta dirottando l’interesse e la curiosità, anche delle nuove generazioni, verso forme comunitarie alternative di spiritualità, reclamizzate da canali televisivi o più comunemente attraverso i social network;
a questo bisogna aggiungere anche l’aumento del fenomeno delle ludopatie e del gioco d’azzardo;
la crisi infatti spinge molte persone a rivolgersi a maghi, santoni, presumendo di ricevere aiuto per vincere al gioco e risolvere i propri problemi;
ci si rivolge a queste figure per problemi sentimentali, occupazionali, familiari, fisici nella vana speranza di poter trovare una risposta;
il 40 per cento di chi si rivolge all’occulto ha un’età compresa tra i 30 e i 55 anni e un 10 per cento è addirittura in età adolescenziale;
tra gli occultisti inoltre stanno emergendo nuove figure come quella dei presunti «guaritori» e tutti hanno una sorta di tariffario molto oneroso ovviamente tutto in nero e sottratto al fisco;
la Lombardia è in Italia la prima regione per «operatori» e «clienti» con 2.800 operatori dell’occulto e 200 mila clienti con un volume di affari che si aggira intorno agli 80 milioni di euro seguita dal Lazio, dalla Sicilia, dalla Campania, dal Piemonte, dall’Emilia Romagna e dal Veneto;
solo per quanto riguarda l’anno appena trascorso, in relazione a denunce scattate per alcuni programmi considerati «nocivi per lo sviluppo psico-fisico e morale dei minori» o «in abuso della credulità popolare», il nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria ha controllato 100 emittenti radiotelevisive segnalandone 90 all’AGCOM e 10 all’autorità giudiziaria: le violazioni evidenziate hanno riguardato, tra l’altro, programmi condotti da indovini, maghi e sedicenti esperti del lotto che spesso per ore invadono la programmazione di determinate emittenti;
la Conferenza episcopale regionale dell’Emilia-Romagna ha pubblicato un documento ufficiale «Religiosità alternativa, sette, spiritualismo. Sfida culturale, educativa e religiosa» attraverso il quale si fornisce un quadro abbastanza obiettivo di un fenomeno in crescita, con profili di pericolosità sia per quanto concerne l’universo della magia e dell’occulto, che quello dei cosiddetti gruppi a manipolazione psicologica degli adepti;
accanto alle attività truffaldine dei cosiddetti operatori dell’occulto, desta infatti profonda apprensione, soprattutto nelle società occidentali, la crescente diffusione del fenomeno di gruppi di natura spirituale, magico-esoterica, pseudo-terapici o del potenziale umano nonché di «aggregazioni» religiose o pseudo tali, che sovente, operando al riparo della libertà religiosa, minano di fatto le libertà fondamentali degli individui rappresentando una minaccia per le stesse società democratiche;
con la raccomandazione n. 1412 (1999) l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ha sollecitato gli Stati membri alla necessaria azione di vigilanza nonché all’attuazione, in particolare, di programmi educativi e di politiche di prevenzione rispetto al fenomeno in oggetto con particolare riferimento alla tutela dei minori e delle fasce maggiormente vulnerabili;
tuttavia, solo pochi Stati membri, nonostante la ribadita diffusione e gravità del fenomeno, risultano aver recepito le importanti indicazioni previste dai dispositivi approvati in sede comunitaria, come rilevato anche dai rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo nell’ambito della Conferenza delle Ong presso il Consiglio d’Europa del 5 ottobre 2012;
in Francia è stata prevista l’istituzione di una struttura interministeriale finalizzata alla vigilanza e al contrasto delle derive settarie (MIVILUDES), con il principale intento di tutelare efficacemente e concretamente l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza;
tale esperienza ha indubitabilmente segnato un approccio equilibrato al fenomeno delle «sette» nocive fornendo indispensabili strumenti informativi e conoscitivi a salvaguardia della stessa sicurezza dei cittadini;
al fine di prevenire e contrastare gli illeciti commessi dall’attività di gruppi settari abusanti, con decreto n. 225 UAG/2006-64767-U del 2 novembre 2006, il dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno ha istituito una apposita specialità: la squadra anti sette (SAS);
tuttavia la risposta dello Stato evidenzia ancora lacune e una sorta di inadeguatezza se rapportata alla pericolosità di un fenomeno in espansione;
molto del lavoro di vigilanza e informazione preventiva oggi grava sulle associazioni di volontariato onlus e su alcuni centri specializzati di ricerca che supportano vittime e famiglie;
ad esempio l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, un opuscolo informativo dal titolo «Le mani sulla mente», distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini, dove opera tra l’altro da tempo il Servizio antisette della comunità «Giovanni XXIII»;
è da tempo in atto, in particolare sulla rete web, una grave e reiterata campagna di discredito di queste stesse associazioni, della SAS (Ministero dell’interno) nonché di altri soggetti istituzionali, come già ripetutamente evidenziato nei testi di interrogazioni parlamentari presentate nella precedente e nella attuale legislatura;
dal punto di vista legislativo il consiglio regionale della regione Friuli Venezia Giulia ha varato una legge concernente «Norme per il sostegno dei diritti della persona e la piena libertà intellettuale, psicologica e morale dell’individuo» con cui sono stati previsti una serie di interventi e di azioni finalizzate a offrire concreto aiuto alle famiglie e alle persone che spesso loro malgrado finiscono nella rete di gruppi settari abusanti;
è indispensabile controllare e monitorare il web attraverso le strutture istituzionali di vigilanza perché internet è un mondo pieno di insidie sotto questo profilo,

impegna il Governo:

a promuovere una efficace azione di sensibilizzazione e vigilanza sul fenomeno, anche mediante attività di informazione preventiva comprensiva di appositi programmi educativi, che coinvolga tutti i soggetti istituzionali competenti a partire dalla scuola e dalle strutture sanitarie come del resto richiesto anche in ambito europeo;
a valutare, sulla base della esperienza francese, la realizzazione di una struttura interministeriale, di vigilanza e contrasto contro le derive settarie in grado di raccordarsi con gli altri centri europei esistenti anche in considerazione del proliferare di organizzazioni con problematici aspetti di pericolosità sociale che spesso hanno ramificazioni che valicano i confini dei diversi Paesi;
a rafforzare il controllo di natura fiscale sulle società che operano nel campo dell’occultismo;
ad assumere iniziative per predisporre piani di supporto e sostegno alle vittime e alle loro famiglie considerata la pericolosità delle organizzazioni in questione;
per quanto di competenza, a garantire che il prezioso supporto fornito dalle associazioni di volontariato, che si raccordano nel loro gratuito operato con realtà istituzionali e le stesse forze di polizia, possa svolgersi con la opportuna considerazione e tutela nel principale interesse dei cittadini che le stesse associazioni rappresentano.
(1-00565) «Arlotti, Albanella, Antezza, Ascani, Basso, Borghi, Bossa, Paola Bragantini, Brandolin, Capone, Carra, Crivellari, Ermini, Fabbri, Gadda, Grassi, Gullo, Iori, Malpezzi,Minnucci, Piccione, Rampi, Realacci, Ribaudo, Rocchi, Romanini, Rostan, Rubinato, Scanu, Tidei, Vazio, Verini, Zardini».

Fonte: Camera dei Deputati

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=22238&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27MOZIONE%27

 
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13 Spunti per la vita

Post n°413 pubblicato il 18 Aprile 2014 da loritatinelli
 

 

 

1 -Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.

2 -Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere.

3 -Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa.

4 -Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.

5 -Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l’avrai mai.

6 -Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.

7 -Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo.

8 -Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.

9 -Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato.

10-Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta.

11-Ci sarà sempre chi ti critica, l’unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte.

12-Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun’altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei.

13-Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti.

 

"TUTTO QUELLO CHE ACCADE, ACCADE PER UNA RAGIONE"

Gabriel García Márquez

 

 
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Convegno: Il bene che ti voglio

 

 

 

Al convegno, gli interventi saranno a cura di:

Avv. Alessandra Lezzi presidente dell'associazione Strada Facendo
Dott. Mauro Laskavj giudice onorario del tribunale per i minorenni di Bari
Dott.ssa Patrizia Famà giudice del tribunale per i minorenni di Bari
Dott. Dario de Blasiis project manager Centro Laser s. c. ar. l. di Valenzano

Dott. Andrea Carnimeo polizia postale di Bari
Dott.ssa Lorita Tinelli psicologa forense

Testimonial:
Uccio De Santis attore comico barese
Fabrizio Ruta responsabile didattico Shin bu dojo

Il convegno sarà moderato da Marco Emiliano

 

 

 
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