ontology art
ontologia dell'opera d'arte
la storia è quella di essere
l'essere storico'essenza del pensiero abissi
Verità dell'essere?
La metafisica pensa l'essere'entità.
qual è la verità dell'essere? Essere e l'Essere è
"La metafisica è": Che cos'è la metafisica? Da-sein
L'evento l'essere-là verità dell'essere è l'essere-là. La metafisica è finita.La metafisica o scienza dell '"essere" la fine alla fine, finita, della fine della metafisica
Fine della metafisica Occidentale.
Qual è la storia della metafisica di per sé entità è la priorità essenza è l'"a priori" o spazio-tempo di gioco è storia della metafisica: la storia della metafisica La storia della metafisica
è la storia della metafisica alla fine della metafisica storia della metafisica. La metafisica nella sua storia è Gli eventi
Eventi d'essere nihil dell'essere fondazione della verità essere-là
La metafisica o la fine della metafisica occidentale del
Pensiero occidentale. La veritàEssere è
Pensare la fondazione della veritàEssere in Da-sein la verità dell'essere evento dell'Essere.
La storia dell'essere Da-sein?
LA verità dell'essere verità dell'essere per essere l'essere verità è essere? L '"essenza" dell'essere, EsserePensato per essere è il pensiero del pensiero:
Essenza pensiero
del pensiero dell'essere creato l '"essere" senza
Essere si è l'essenza-fine della metafisica: '"essere""essere"per essere l'Essere degli esseri. La metafisica è impossibile verità dell'essere
Essere è la verità dell'essere l'evento è Essere evento dell'essere Essere è nella verità dell'essere, esserci creatività dell'essere nell'essere esser-ci dell'essere "Essere" degli esseri verità dell'essere in sé evento e quindi abisso della verità, si gioca crea è verità dell'essere
È senza essere '"essenza" verità dell'essere in gioco. Ondeggia "ecstasy"'essere essere-con la spazialità dell'esserespazio spazio-tempo. La verità dell'essere
è niente di meno che l'essenza della verità dell'essere La stabilità.
L'essenza è crea "spazio" nella spazialità del Da-sein crea
Luce della temporalità spazio di per sé nello spazio,
Essere spazio senza tempo, o spaziotempo
è Spaziotempo. "Essere" spaziotempo dello spaziotempo spazio-temporale EVEnTo, l'essere è crea essenzaEstatica verità dell'essere, Essenza 'tempo' della verità dell'essere storia verità crea essere e pensare "Essere e
Tempo " verità dell'essere Essenza per l'essere.
Il pensiero è qui
"Pensare" l'essenza dell'essere essenza dell'essere? Monade del pensiero della verità dell'essere in gioco interpretazione ontologica. L'essere. L'essere è la disvelatezza.
L'essere è Pensare è l'interpretazione dell'essere è di per séEssenza. Perché è essere verità.
Ol'essere in sé la verità dell'essere Creà '"essere" dell'essere.
L'essere è "ontologia" è "ontologia" è ontologia pensata. "Essere" è l'essere della "ontologia"dell'Essere essere è "ontologia" Qual è la verità dell'essere in Essere L'evento è l'essere degli esseri O l'essere ontologia stabilità ontologica è "esistente in sé" dello spazio-tempo *spaziotempo di spaziotempoDa-sein* nella temporalità.
L'essere è essere Essenza dell'essere
Essere qui è Essenza Essere è già è l'essenza dell'essere'ontologia è qui è l'Essere ontologia è l'Essere della Mathesis Da-sein dell'essere È l'essenza della verità in verità dell'essere, Essere crea il Creatore "Essere""ontologico" dell'essere-là, Essere il Da-sein, esser-ci "ontologia" dell'essere verità dell'essere crea al di là spazio della verità dell'essere oltre: essere è l'evento là Essere è esser-ci è La verità dell'essere Essere è L'essere è spaziotempo è già qui spazio
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L''Essere creatum
È l'evento dell'essere verità dell'Essere creatum creatore è nell'essere crea è la storia dell'essere vuoto creazione è creatorevento dell'essere evento dell'esserci Nihil dell'esserel'Essere.La verità evento dell'essere evento. È verità-essere dall'essere. L''essere fuga degli dei-La storia dell'Essere Dell'esser-ci è La storia dell'Esserenihil È creato eventol Da-sein creata evento È in sé storia dell'essere.
Hölderlin crea l'essere creatum evento dell'Essere-spazio-tempo è il sé nihil Nihil essenza del nichilismo spaziotempo Da-seinEssenza dell'Essere'Essere
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VUOTO ESTERNO
(ENERGIA NULLA)
VELOCITÀ
MONTACARICHI
Un montacarichi è l'apparecchiatura adatta per un esperimento
ideale
che si basa sulla natura del vuoto nella meccanica quantistica e
sull'effetto
che l'accelerazione o la gravitazione hanno sul vuoto. Si
suppone
che il montacarichi sia vuoto e sigillato, in modo che
inizialmente esiste
un vuoto perfetto sia all'interno sia all'esterno del
montacarichi. Appena
inizia l'accelerazione, però, viene emessa un'onda
elettromagnetica
dal pavimento e il montacarichi si riempie di un tenue gas di
fotoni, o
quanti di radiazione elettromagnetica (a sinistra). Un
refrigeratore
alimentato da una fonte di energia esterna estrae fotoni (al
centro).
Una volta eliminati tutti i fotoni, i rivelatori di fotoni misurano
l'energia
del vuoto sia all'interno sia all'esterno (a destra). Poiché lo
strumento
all'esterno sta accelerando nel vuoto, esso è sensibile alle
fluttuazioni
quantomeccaniche dei campi che permeano lo spazio anche in
assenza
di particelle. Il rivelatore all'interno è in quiete rispetto al
montacarichi
e non sente le fluttuazioni. Ne consegue che i vuoti all'interno e
all'esterno
del montacarichi non sono equivalenti. Se si attribuisce energia
nulla al vuoto «standard» all'esterno del montacarichi, il vuoto
all'interno
deve avere energia negativa. Per poter riportare l'energia a
zero, si dovrebbero ripristinare i fotoni rimossi dal
refrigeratore. Anche
un campo gravitazionale può creare un vuoto con energia
negativa.
Un «cunicolo» (wormhole) nello spazio-tempo è una struttura
ipotetica che potrebbe alterare la
topologia dell'universo. In uno spazio piatto un cunicolo si
forma praticando due aperture e stirandone
i bordi in tubi che vengono poi congiunti. Nel piano originario
qualsiasi curva chiusa
può essere ridotta a un punto (in colore), ma non è possibile
per una curva che attraversi il cunicolo.
Un cunicolo nello spazio a tre o a quattro dimensioni non è
concettualmente differente.
T a meccanica quantistica, la terza componente
della gravità quantistica, è
stata ideata nel 1925 da Werner Heisenberg
e da Erwin Schródinger, ma la loro
formulazione iniziale non teneva conto
della teoria della relatività. Il suo successo
fu cionondimeno immediato e brillante,
perché attendevano di essere spiegate
moltissime osservazioni sperimentali nelle
quali dominano gli effetti quantistici,
mentre la relatività ha un ruolo di minore
importanza o trascurabile. Si sapeva però
che in alcuni atomi gli elettroni raggiungono
velocità pari a una notevole frazione
della velocità della luce e, quindi, la ricerca
di una teoria quanto-relativistica non
venne rinviata a lungo.
Alla metà degli anni trenta era già
chiaro che, quando si combina la teoria
quantistica con la relatività, si possono
dedurre numerosi fatti del tutto nuovi,
fra i quali due di fondamentale importanza.
In primo luogo, ogni particella è
associata a un tipo di campo e ogni
campo è associato a una classe di particelle
indistinguibili. Non fu più possibile
considerare il campo elettromagnetico e
quello gravitazionale come i soli campi
fondamentali della natura. In secondo
luogo, esistono due tipi di particelle
classificate secondo il loro momento
angolare di spin (quantizzato). Quelle
con spin 1/2 Il , 3/21 e così via seguono il
principio di esclusione (non possono
coesistere due particelle nello stesso stato
quantico); quelle con spin O, h, 211 e
così via sono gregarie.
Queste sorprendenti conseguenze derivanti
dall'unione della relatività ristretta
alla meccanica quantistica sono state
ripetutamente confermate nell'ultimo
mezzo secolo. La relatività e la teoria dei
quanti insieme conducono a una teoria
superiore alla somma delle due parti.
L'effetto sinergico è ancora più pronunciato
allorché si inserisce la gravità.
Nella fisica classica uno spazio-tempo
piatto e vuoto («il vuoto» per eccellenza)
è privo di strutture, mentre nella fisica
quantistica il nome di «vuoto» è dato a
un'entità più complessa dotata di una ricca
struttura. La sua struttura deriva dall'esistenza
nel vuoto di campi liberi che
non si annullano mai, campi, cioè, lontani
dalle loro sorgenti.
Un campo elettromagnetico libero è
matematicamente equivalente a un insieme
infinito di oscillatori armonici, che
si possono rappresentare come molle alle
quali sono fissate delle masse. Nel vuoto
ciascun oscillatore si trova nel suo stato
fondamentale, o stato di minima energia.
Quando un oscillatore classico (non
quantomeccanico) si trova nel suo stato
fondamentale, è immobile in un punto
ben definito. Ciò non è vero per un oscillatore
quantistico. Se un oscillatore quantistico
fosse in un punto ben definito, la
sua posizione sarebbe nota con precisione
infinita; per il principio di indeterminazione
allora dovrebbe avere quantità di
moto ed energia infinite, il che è impossibile.
Nello stato fondamentale di un oscillatore
quantistico non sono esattamente
definite né la posizione né la quantità di
moto. Entrambe sono soggette a fluttuazioni
casuali. Nel vuoto quantistico è il
campo elettromagnetico (e qualsiasi altro
campo) a fluttuare.
Benché casuali, le fluttuazioni del campo
nel vuoto quantistico sono di una specie
particolare. Soddisfano il principio di
relatività nel senso che «paiono» le stesse
a tutti gli osservatori non accelerati, qualunque
sia la loro velocità. Si può dimostrare
che questa proprietà implica che il
campo sia nullo in media e che le fluttuazioni
aumentino di ampiezza alle lunghezze
d'onda minori. Il risultato complessivo
è che un osservatore non può
sfruttare le fluttuazioni per determinare
la propria velocità.
Le fluttuazioni possono però servire
per determinare l'accelerazione. Nel
1976 William G. Unruh dell'Università
della British Columbia dimostrò che un
ipotetico rivelatore di particelle sottoposto
a un'accelerazione costante reagirebbe
alle fluttuazioni del vuoto come se fossé
in quiete in un gas di particelle (e quindi
non nel vuoto) con una temperatura
proporzionale all'accelerazione. Un rivelatore
non accelerato non reagirebbe affatto
alle fluttuazioni.
L'idea che la temperatura e l'accelerazione
possano essere correlate in questo
modo ha condotto a una revisione del
concetto di «vuoto» e al riconoscimento
dell'esistenza di diversi tipi di vuoto. Uno
dei più semplici vuoti non tradizionali si
può creare ripetendo, in un contesto
quantomeccanico, un esperimento ideale
proposto per la prima volta da Einstein. Si
immagini un montacarichi chiuso che si
sta muovendo liberamente nel vuoto.
Uno «spirito scherzoso» si aggrappa a
esso, portandolo in uno stato di accelerazione
costante con l'estremità superiore
in avanti. Si suppone che le pareti del
montacarichi siano perfettamente conduttrici,
impermeabili alla radiazione
elettromagnetica, e che il montacarichi
stesso sia completamente vuoto, in modo
da non contenere alcuna particella. Einstein
introdusse questa descrizione immaginaria
per illustrare l'equivalenza tra
gravitazione e accelerazione, ma un riesame
mostra anche che ci si possono
aspettare numerosi effetti strettamente
quantomeccanici.
Tanto per cominciare, nell'istante in cui
inizia l'accelerazione il pavimento del
montacarichi emette un'onda elettromagnetica
che si propaga verso il soffitto e
rimbalza su e giù. (Il dimostrare perché
venga emessa l'onda richiederebbe una
dettagliata analisi matematica di un conduttore
elettrico accelerato, ma l'effetto è
analogo alla creazione dell'onda acustica
di compressione che apparirebbe se il
montacarichi fosse pieno d'aria.) Se le
pareti del montacarichi consentono temporaneamente
una certa dissipazione,
l'onda elettromagnetica viene trasformata
in fotoni con uno spettro energetico
termico, o in altre parole in una radiazione
di corpo nero caratteristica di una certa
temperatura.
Il montacarichi contiene ora un tenue
gas di fotoni. Per liberarci dai fotoni possiamo
installare un refrigeratore con un
radiatore all'esterno, con una certa spesa
di energia di fonte esterna. Il risultato
finale, quando tutti i fotoni sono stati
estratti, è un nuovo vuoto all'interno del
montacarichi, un vuoto lievemente diverso
dal vuoto standard all'esterno. In primo
luogo, infatti, un rivelatore di Unruh
che condivide l'accelerazione del montacarichi,
e che reagirebbe termicamente
alle fluttuazioni del campo se venisse posto
nel vuoto standard all'esterno, all'interno
non mostra alcuna reazione; in secondo
luogo, i due vuoti differiscono per
il contenuto di energia.
Per precisare l'energia di un vuoto, è
necessario risolvere alcuni problemi delicati
della teoria quantistica dei campi. Ho
sottolineato prima come un campo libero
equivalga a un insieme di oscillatori armonici.
Le fluttuazioni dello stato fondamentale
degli oscillatori danno al campo
nel vuoto un'energia residua, chiamata
energia di punto zero. Essendo infinito il
numero di oscillatori del campo, sembrerebbe
che debba essere infinita anche la
densità di energia del vuoto.
Una densità di energia infinita è imbarazzante
e i teorici hanno introdotto
numerosi dispositivi tecnici per esorcizzarla.
Tali dispositivi fanno parte di un
programma generale, chiamato teoria
della rinormalizzazione, per la trattazione
dei vari infiniti che compaiono nella teoria
quantistica del campi. Qualsiasi dispositivo
adottato deve essere universale,
cioè non costruito «su misura» per un
particolare problema fisico, ma tale da
adattarsi uniformemente a tutti i problemi.
Esso deve anche dar luogo a una densità
di energia che scompare nel vuoto
standard. Quest'ultimo requisito è fondamentale
per la coerenza con la teoria di
Einstein. perché il vuoto standard è l'equivalente
quantistico dello spazio-tempo
piatto e vuoto. Se in esso vi fosse energia,
esso non sarebbe piatto.
Di regola le varie impostazioni della
teoria della rinormalizzazione danno risultati
identici quando vengono applicate
allo stesso problema, il che dà garanzie
sulla loro validità. Quando vengono applicate
ai vuoti all'interno e all'esterno del
montacarichi, danno una densità di energia
nulla all'esterno e una densità di energia
negativa all'interno. Un'energia del
vuoto negativa costituisce una sorpresa.
Che cosa può voler dire meno di niente?
Un attimo di riflessione spiega però la
ragionevolezza dell'apparente valore
negativo. All'interno del montacarichi
devono essere aggiunti fotoni termici,
perché un rivelatore di Unruh all'interno
si comporti come nel vuoto standard all'esterno.
Quando si aggiungono i fotoni, la
loro energia riporta a zero l'energia totale
interna, uguale a quella del vuoto esterno.
Dobbiamo sottolineare che tali strani
effetti sarebbero difficili da osservare in
pratica. Per le accelerazioni ricorrenti nella
vita quotidiana, perfino nelle macchine
ad alta velocità, l'energia negativa è di
gran lunga troppo piccola per essere rilevata.
Esiste però un caso nel quale è stata
osservata un'energia negativa del vuoto,
almeno indirettamente: in un effetto previsto
nel 1948 da H. B. G. Casimir dei
Laboratori di ricerca Philips in Olanda.
Nell'effetto Casimir vengono affacciate
12 13La topologia fluttuante, che è un aspetto dello
spazio-tempo in alcuni tentativi diretti a formulare
una teoria della gravità quantistica, solleva serie difficoltà
concettuali. Qui sono mostrate due rappresentazioni
di un cunicolo che è appena stato strizzato, lasciando due
«increspature». Se un tale
evento può aver luogo, dovrebbe essere possibile anche il
processo inverso; in altri termini, le increspature
dovrebbero essere in grado di fondersi per formare un nuovo
cunicolo. Il processo inverso
sembra possibile quando le increspature appaiono abbastanza
vicine, ma non quando sono molto
lontane. I concetti di «vicino» e «lontano» però dipendono dal
vedere la superficie immersa in uno
spazio con un maggior numero di dimensioni. Per un
osservatore che si trovi nello spazio bidimensionale
della superficie, gli oggetti rappresentati dai due disegni
apparirebbero indistinguibili.
In linea di principio regioni lontane dell'universo potrebbero
essere
connesse da un cunicolo, facendo pensare alla possibilità di
stabilire
tra esse comunicazioni più veloci della luce; in realtà tale
schema non
può essere valido. Nel cunicolo in alto a sinistra la distanza tra
le
aperture nel «mondo esterno» è paragonabile alla distanza
lungo il
«passaggio». Nel cunicolo in basso a sinistra la distanza
esterna è
molto maggiore. Nei disegni in basso lo spazio rappresentato
dal piano
appare curvo, ma ciò è solo dovuto al fatto che viene visto dalla
prospettiva di uno spazio con un maggior numero di
dimensioni; per
un osservatore che vive nel piano esso apparirebbe quasi
piatto. Che
il passaggio sia o no una scorciatoia, è impossibile
attraversarlo, dato
che un cunicolo collega immancabilmente due buchi neri. Il
passaggio
«si strozza», come si vede a destra, e qualunque cosa entri
viene
schiacciata a una densità infinita prima di raggiungere il lato
opposto.
vicinissime nel vuoto due lastre metalliche
microscopicamente piane, pulite,
parallele e scariche e si vede che si attirano
debolmente a vicenda con una forza
che si può attribuire a una densità di energia
negativa nel vuoto che sta tra di esse.
I I vuoto diventa ancor più complesso
1- quando lo spazio-tempo è curvo. La
curvatura influenza la distribuzione spaziale
delle fluttuazioni del campo quantistico
e, come l'accelerazione, può indurre
un'energia del vuoto non nulla. Dal
momento che la curvatura può variare da
luogo a luogo, può variare anche l'energia
del vuoto, mantenendosi positiva in alcuni
luoghi e negativa in altri.
In qualsiasi teoria coerente, l'energia si
deve conservare. Supponiamo per il
momento che un aumento di curvatura
provochi un aumento dell'energia del
vuoto quantistico. Tale aumento deve
venire da qualche parte e, quindi, la stessa
esistenza delle fluttuazioni del campo
quantistico implica che sia necessaria
energia per curvare lo spazio-tempo. Ne
consegue che lo spazio-tempo si oppone
alla curvatura. È proprio come nella teoria
di Einstein.
Nel 1967 il fisico Andrei Sakharov ipotizzò
che la gravitazione potesse essere un
fenomeno puramente quantistico derivante
dall'energia del vuoto e che la costante
di Newton G o, in modo equivalente,
la rigidità dello spazio-tempo, fosse
calcolabile dai principi fondamentali.
Quest'idea incontra molte difficoltà. In
primo luogo, richiede che la gravità venga
sostituita, come campo fondamentale, da
qualche «campo di gauge di grande unificazione
» suggerito dalle particelle elementari
note. Si deve introdurre a questo
punto una massa fondamentale per poter
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nascosta orditura.
Dietro le pareti sospettose
il Sud custodisce un pugnale e una chitarra.
Quella raffica, il tango, quella diavoleria,
gli anni affannati sfida;
fatto di polvere e tempo, l’uomo dura meno della leggera melodia,
che solo e’ tempo.
Il tango crea un buio passato irreale
che in qualche modo e’ certo,
un ricordo che non può esser Jorge Luis Borges
giacint@leonardo.it giacint@leonardo.it
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VALUTAZIONE COMPARATIVA PER LA COPERTURA DI N. 1 POSTO DI RICERCATOREUNIVERSITARIO DI RUOLO PER IL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE M-FIL/07DELLA FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA DELL'UNIVERSITA' DEGLI STUDI DIFIRENZED.R. n. 1241 del 26/11/2010, il cui avviso è stato pubblicato nel supplemento ordinario alla G.U. -4° serie speciale - n. 99 del 14/12/2010VALUTAZIONE DEI TITOLI E DELLE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHEGIUDIZI INDIVIDUALICANDIDATO: The Cratylus of Plato : Elena GrittiCommissario prof. Carlo NataliA. Curriculum: Laurea in Lettere Università di Milano (2000). Dottorato in Filosofia Università diMilano (2004) con una tesi sul pensiero di Proclo. Assegni di ricerca presso l'Università di Milanodal 2004 al 2007. Collaborazione con l'Accademia Colombaria di Firenze. Dal 2006 al 2011 hatenuto seminari di Storia della filosofia antica presso l'Università di Milano come cultore dellamateria. Ha tenuto venticinque tra lezioni e conferenze di cui una all'estero e ha collaboratoall'organizzazione di due incontri. Temi principali Platone, Plotino, Proclo. La candidata ha unsolido profilo di studiosa di Proclo e del Neoplatonismo. Salvo un'eccezione, non ha presentato irisultati delle sue ricerche in convegni all'estero e non ha lavorato molto presso istituzioni di ricercafuori d'Italia.Pubblicazioni:Volumi: Tesi di dottorato su Esegesi e dialettica nel pensiero di Proclo. Studio molto competente eben argomentato. Molto impegnato nell'esegesi di testi e di posizioni critiche contemporanee. Latesi finale non è chiaramente evidente.- Proclo, dialettica, anima, esegesi, (2008). Il volume deriva dalla tesi di dottorato ma con nuovomateriale e un punto di vista parzialmente differente. Non è evidente il punto in cui si propone unatesi nuova ed originale.Articoli:- Mito e tempo nell'esegesi neoplatonica (2002): Studio informato e competente che coglie lacomplessità del pensiero di Olimpiodoro.- La scienza teologica di Proclo (2003) sul rapporto tra scienza, dialettica, esegesi e noesi.- Una risposta neoplatonica alle critiche cristiane ai miti greci (2004): Studio accuratodell'argomento; l'autrice insiste sulla complessità del tema.- La phantasia plotiniana (2005): Studio molto informato e aggiornato sulla discussione di certipunti del De anima da parte di Plotino.- Salvezza dell'anima in Plotino (2005): Studio accurato del significato dell'estensione del terminesoteria in Plotino. Ne spiega il doppio significato. Contributo spiccatamente originale.- P.Stras. 92 florilegio di brani etico-educativi (2007): Studio molto tecnico su un papiro contenenteun florilegio etico. Ne mostra l'interesse filosofico. Mostra buona competenza filologica.- La legittimità filosofica.. del matrimonio (2009) Articolo sul matrimonio nella filosofia antica daPlatone in poi. Importanza di Plutarco come snodo nell'articolazione del tema. Buon contributo.- Echi dal Timeo nelle aporie..., (2010): Lettura del trattato Enn. II 6, 1-5. alla luce del Timeo diPlatone. Lavoro molto informato e con buoni spunti.- Tradurre i miti plutarchei... (2010): Presentazione generale dell'uso plutarcheo dei miti, unito conun tentativo di delineare lo sfondo platonico. Originale il confronto tra Plutarco e Plotino. Buoncontributo.- Dossografia della percezione nell'Antologium di Stobeo (presentato in dattiloscritto).La candidata presenta contributi significaitivi e niente affatto superficiali sul neoplatonismo e lealtre tradizioni filosofiche. Gode di buona reputazione nel campo. La sua ricerca mostra notevolicontinuità e intensità. Le ricerche della candidata sono tuttavia concentrate principalmente su unafase del SSD, il pensiero tardo antico.Commissario Prof. Franco FerrariLa dott.ssa Gritti si è laureata in Lettere classiche presso l’Università di Milano dove ha conseguitoanche il titolo di dottore di ricerca in Filosofia. Sempre presso l’università milanese ha usufruito diun assegno di ricerca. Ha poi collaborato con l'Accademia Colombaria di Firenze. Il suo profilo
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curriculare si presenta nel complesso buono, sebbene un po’ carente dal punto di vistadell’esperienza internazionale. La candidata presenta una monografia e una cospicua serie di saggi pubblicati in sedi di un certoprestigio. La monografia, che rielabora le tesi di dottorato, affronta con competenza e pienapadronanza di tutti gli strumenti filologici e storico-filosofici richiesti un tema complesso, comequello del ruolo del razionalismo nel pensiero di Proclo. Si tratta di un intelligente ecomplessivamente riuscito tentativo di riaffermare in questo autore la centralità del pensierofilosofico nei confronti delle pratiche teurgiche. In tale contesto vengono esaminati con puntualità eprecisione gli aspetti più significativi dell'opera di Proclo, e in particolare il nesso che si stabiliscetra dialettica, noetica, scienza ed esegesi. Il punto discriminante del pensiero post-plotiniano, edunque anche di quello procliano, viene giustamente individuato nel rifiuto della dottrina dell'animanon discesa, ma contestualmente viene messo in luce come tale rifiuto non comporti in Procloun'immediata fuga nel misticismo e tantomeno l'accettazione acritica di pratiche extra-filosofiche. Inumerosi saggi presentati dalla candidata vertono in gran parte su tematiche neoplatoniche, ma nonmancano contributi su altri periodi del pensiero antico. In particolare l'articolo dedicato al ruolo delmito in Plutarco contiene spunti di notevole interesse e originalità. In tutta la sua produzione lacandidata mostra una solida competenza filologica accompagnata da una notevole capacità diorientarsi con acume e senso critico nel complesso campo della filosofia tardo antica. Commissario prof. Franco TrabattoniIl curriculum della candidata contiene il dottorato di ricerca in filosofia, conseguito pressol'Università degli Studi di Milano (valutazione: eccellente), due assegni di ricerca (della duratacomplessiva di 5 anni) decretati dalla stessa Università, e una costante attività didattica seminariale.Come pubblicazioni la dott.ssa Gritti presenta, oltre alla tesi di dottorato, una monografia, dieciarticoli pubblicati e dodici recensioni. Dunque la produzione scientifica della candidata apparenotevole sia per quantità che per continuità di lavoro. Sia pure con il parziale limite che sono quasitutti dedicati al neoplatonismo, i lavori della dott. Gritti sono scientificamente validi, sempre moltoben documentati, e a volte anche originali. Ciò vale ovviamente anche per il contributo maggiore,ossia la monografia (dedicata alle nozioni di dialettica, anima ed esegesi nel pensiero di Proclo). L'esegesi riguarda il rapporto della filosofia di Proclo con il testo platonico, e con il suo particolaremodo di interpretarlo (in costante confronto critico con Plotino e Giamblico). Lo studio dell'anima edelle sue facoltà riveste un ruolo essenziale per comprendere la natura e la qualità della conoscenzadi cui secondo Proclo l'uomo sarebbe capace. Essenziale, in quest'ambito, è non tanto ladeterminazione del carattere esclusivamente dianoetico del pensiero umano, che è sostenuta ancheda Plotino, ma soprattutto la negazione della dottrina plotinana dell'anima non discesa, mediante laquale il filosofo di Neapoli finisce per concedere all'uomo, in determinate condizioni, unaconoscenza puramente noetica ed intuitiva paragonabile a quella dell'intelletto. Ciò non è possibile,per Proclo, perché a suo parere neppure l'intelletto ha carattere noetico. In questo modo lo scolarcadi Atene sottolinea in modo assai più deciso di Plotino la relativa debolezza e limitazionedell'intelletto umano. Il che non gli impedisce, tuttavia, di conseguire una conoscenza valida edaffidabile delle realtà metafisiche. L'A. ricostruisce con molta accuratezza il difficile tentativo dimediazione che guida l'indagine di Proclo in rapporto a queste tematiche. Il lavoro della dott.ssaGritti è filosoficamemte interessante e impeccabile sul piano metodico, in particolare per quantoriguarda l'analisi delle fonti primarie e della letteratura secondaria. Ed anche se forse avrebbe potutoessere a tratti più incisivo limitando alcune vaghezze e prolissità, si tratta indubbiamente di un'operache contribuisce in modo efficace ad una migliore comprensione del filosofo studiato. La valutazione, comprensiva di curriculum e pubblicazioni, è decisamente positiva.CANDIDATO: Gianluigi Pasquale.Commissario prof. Carlo Natali
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A. Curriculum: Baccalaureato in teologia (1993) presso il Pont. ateneo Antonianum con una tesi suVita consacrata e chiesa locale; Laurea presso la Pont. Università Gregoriana (1997) con una tesi suLa teologia della storia in O. Cullmann. Dottorato in filosofia morale, Università di Venezia (2008)con una tesi sull'ontologia escatologica di Pannenberg e la sua dipendenza da Hegel. Prof.incaricato presso l'Ateneo Marcianum del Patriarcato di Venezia e presso la Pontificia UniversitàLateranense.Ha pubblicato molti volumi di interesse religioso, tra cui vari studi su Padre Pio del quale ha editola raccolta delle lettere. E anche autore di molti articoli (137) su Padre Pio, sull'educazione, sullavita dei cappuccini italiani e temi connessi, insieme a varie traduzioni di autori cattolici.Pubblicazioni: Volumi: Il principio di non-contraddizione in Aristotele in origine pubblicato in inglese (2006 IIed.) e poi tradotto in italiano (2008). Analizza il PDNC come principio primo dell'essere e delpensiero, mostra ampia conoscenza del dibattito contemporaneo, e discute con competenza le tesi diBerti, Barnes, Cassin etc. Il principio secondo cui nulla di ciò che è, è contraddittorio, fonderebbel'ontoteologia aristotelica. Analisi filosoficamente avvertita nella tradizione di studi del PDNCcome fondamento della non autosufficienza del mondo del divenire ed apertura a un principiotrascendente, iniziata da Bontadini a metà del secolo XX.Gli altri volumi presentati non riguardano il SSD:Oltre la fine della storia. La coscienza cristiana dell'occidente, (2004), sulla visione cristiana dellastoria, con un annesso su Vent'anni di confronto con l'esistenzialismo.La teologia della storia della salvezza nel secolo XX (2001), studio sulla teologia della storia nelsecolo XX. Come il concetto di 'storia della salvezza ' venga inserito nella teologia sistematica.Lo studio sul PDNC è un valido contributo alla discussione sul valore ontologico del principioaristotelico. Ma l'impegno del candidato è evidentemente rivolto in modo prevalente verso temi difilosofia morale, filosofia della storia, teologia e religiosità contemporanea.Commissario Prof. Franco FerrariIl dott. Pasquale ha conseguito il baccalaureato in Teologia presso il Pontificio Ateneo Antonianumnel 1993, quindi si è laureato presso l’Università Gregoriana (1997) Si è poi addottorato in Filosofiamorale presso l’Università di Venezia nel 2008. Ha svolto attività didattica a Venezia pressol’Ateneo Marcianum e a Roma presso la Pontificia Università Lateranense. Complessivamente ilsuo percorso curriculare appare abbastanza estraneo al settore scientifico-disciplinare oggetto divalutazione. Il candidato presenta quattro monografie e una nutrita quantità di articoli, la stragrande maggioranzadei quali non attinente all'ambito scientifico-disciplinare oggetto di valutazione. Delle quattromonografie due costituiscono in realtà il medesimo studio, essendo l'una la traduzione italiana (conpoche modifiche) della versione apparsa in lingua inglese. Si tratta di uno studio sul Principio dinon-contraddizione di Aristotele che ha il pregio di una certa chiarezza, ma che apparecomplessivamente piuttosto superficiale. In esso risulta del tutto assente ogni riferimento al testogreco. Il significato del principio di non contraddizione risulta, secondo il candidato, di caratteremetafisico e ontologico. Il volume su Oltre la fine della storia costituisce un'indagine sul tema dellasecolarizzazione e della escatologia che lambisce solo occasionalmente l'ambito scientifico-disciplinare oggetto di valutazione. Il volume La teologia della storia non è attinente all'ambitoscientifico-disciplinare in questione. Commissario prof. Franco TrabattoniIl curriculum del candidato.CANDIDATO: Giacinto PlesciaCommissario prof. Carlo NataliA. Curriculum: Laureato in architettura 1979 al Politecnico di Torino, ha partecipato ad un concorsoper associato ad Architettura ICAR/14 a presso l'Università di Firenze. Ha seguito due corsi diperfezionamento in filosofia "Estetica ed ermeneutica delle forme simboliche" Id. "Temi diEpistemologia generale ed applicata" 2004 e 2007, organizzati dai prof. Parrini e Givone. elencauna lunga lista di pubblicazioni relative all'architettura, urbanistica etc. dal 1979 al 1992. Nonrisulta nulla di interessante rispetto al SSD.B. Pubblicazioni: Ha pubblicato un breve opuscoletto di 38 pagine su Ontologia della physis, 2003-4, frutto di una tesi di Perfezionamento in Filosofia diretta da S. Givone. L'ampia ed esotericapanoramica tocca temi ed autori di filosofia contemporanea, specie di corrente ermeneutica equalche filosofo della scienza dei più noti negli anni '70 (Heidegger, Feyerabend, Gödel, Thom,Derrida). L'unico aggancio con il SSD è il riferimento alla nozione di physis nei lavori di G. Colli.Le altre opere, spesso di difficile decifrazione, non sembrano avere molto a che fare con il SSD. Ciòvale per un altro opuscoletto del 2010 su L'epistemica, il nulla e l'arte, e per vari articoli dedicati atemi, se così di può dire, di ermeneutica ed ontologia dell'architettura: Spazialità hi-tech.Technocities, highways, valleys (1986); Archematica della distopia desideranza spaziale post-industriale, s.a.; La linea elastica: formalizzazione/decidibilità (1980), oppure di teoria dellamatematica applicata all'architettura, come il saggio su Allosteresi industriali e sinecismomorfogenico (1980).Il candidato non mostra affatto un profilo degno di essere preso in considerazione nell'ambito delSSD. Non è possibile per noi valutare l'importanza delle sue ricerche per la teoria dell'architettura eil dibattito teoretico contemporaneo su di essa.Commissario prof. Franco FerrariIl dott. Plescia si è laureato nel 1979 in architettura presso il Politecnico di Torino. Successivamenteha seguito due corsi di perfezionamento di carattere filosofico presso l’Università di Firenze. Il suoprofilo curriculare appare complessivamente estraneo al settore scientifico-disciplinare oggetto divalutazione. Il candidato presenta alcuni contributi che non risultano attinenti al settore scientifico-disciplinareoggetto di valutazione. Commissario prof. Franco TrabattoniNé il curriculum né le pubblicazioni del candidato sono congrui al settore scientifico disciplinare"Storia della filosofia antica".GIUDIZI COLLEGIALICANDIDATO Francesco Ademollo
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Il candidato presenta un profilo curriculare e una produzione scientifica di ottimo livello.CANDIDATO Milena BontempiLa candidata presenta un profilo curriculare complessivamente buono. Quanto alle pubblicazioniesse appaiono di buon livello ma non prive di qualche limite.CANDIDATO Giuseppe FeolaIl curriculum del candidato si presenta solido e promettente. A fronte di una produzionerelativamente esigua, il candidato mostra ottime attitudini alla ricerca.CANDIDATO Elena GrittiLa candidata presenta un curriculum decisamente buono. Mostra un solido e riconosciuto profilo distudiosa nell'ambito del neoplatonismo.CANDIDATO Gianluigi PasqualeNonostante una interessante incursione nell'ambito del pensiero aristotelico, né il curriculum né lepubblicazioni appaiono particolarmente rilevanti in rapporto al settore scientifico disciplinareCANDIDATO Giacinto PlesciaNé il curriculum né le pubblicazioni sono degne di rilievo in rapporto al settore scientificodisciplinare.DISCUSSIONE DEI TITOLI E DELLE PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE GIUDIZI INDIVIDUALICANDIDATO Francesco AdemolloCommissario prof. Carlo NataliIl candidato nella discussione dimostra ampia padronanza delle tematiche affrontate nel corso dellaricerca e prospetta un progetto di indagine futuro sul De interpretatione di Aristotele; appareevidente l'ottima impostazione e la consapevolezza metodologica di tale progetto.Commissario prof. Franco FerrariIl candidato dimostra di padroneggiare con assoluta sicurezza gli argomenti trattati. Risponde conprecisione alle questioni che vengono poste sia di argomento platonico sia aristotelico.Commissario prof. Franco TrabattoniIl candidato risponde in modo efficace ed esaustivo alle domande che gli vengono rivolte,dimostrando una piena padronanza degli argomenti affrontati nel corso dei suoi studi e di possedereun chiaro e promettente progetto di ricerca.
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CANDIDATO Milena BontempiCommissario prof. Carlo NataliLa candidata conferma l'impressione iniziale secondo la quale la sua ricerca ha come interlocutoripiù gli studi di storia del pensiero politico che la storia della filosofia antica. Appare alquantoesitante nelle risposte ai rilievi ed alle osservazioni dei commissari.Commissario prof. Franco FerrariLa candidata delinea con sufficiente precisione le direttrici della sua ricerca. Palesa alcuneincertezze a proposito di qualche rilievo inerente alle sue indagini sul pensiero platonico. Commissario prof. Franco TrabattoniLa candidata risponde alle domande della commissione mostrando una buona padronanza dellamateria, ma senza essere sempre in grado di intervenire con la dovuta puntualità e chiarezza.CANDIDATO Giuseppe FeolaCommissario prof. Carlo NataliIl candidato mostra intelligenza vivace e buona conoscenza dei testi. Non arretra di fronte allapossibilità di affrontare percorsi molto originali e inusitati nella ricerca futura. Da lui ci si possonoaspettare ulteriori risultati di notevole interesse.Commissario prof. Franco FerrariIl candidato dimostra di padroneggiare in maniera sicura le tematiche relative alla psicologiaaristotelica. Anche le linee direttrici della sua ricerca appaiono nel complesso promettenti. Commissario prof. Franco TrabattoniDurante il colloquio il candidato dimostra di conoscere molto bene gli argomenti che studia, e anchedi essere in grado di allargare la prospettiva, ai fini delle sue ricerche future, verso tematiche ad essicorrelate.CANDIDATO Elena GrittiCommissario prof. Carlo NataliLa candidata mostra grande padronanza del periodo studiato, ammette di dover rendere piùperspicue le proprie posizioni teoriche e di dover ampliare al di là dei confini patrii il propriodialogo scientifico. Nella discussione delle pubblicazioni mostra capacità di difendere le proprie tesicon buoni argomenti.
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Commissario prof. Franco FerrariLa candidata dimostra di padroneggiare in maniera sovrana gli argomenti sui quali vertono le suepubblicazioni. Il colloquio conferma le buone qualità della candidata ma anche l'esigenza di unparziale allargamento dei suoi interessi scientifici.Commissario prof. Franco TrabattoniLa candidata dimostra, durante il colloquio, ottime conoscenze di carattere disciplinare insieme auna buona capacità di esplicitare caratteristiche e finalità del proprio lavoro.CANDIDATO Gianluigi PasqualeCommissario prof. Carlo NataliIl candidato riconosce l'importanza della conoscenza del pensiero greco – sostanzialmente diPlatone e Aristotele – per una fondazione ontologica di una filosofia della storia. Quanto all'aspettotecnico della disciplina le sue idee appaiono abbastanza vaghe e generali.Commissario prof. Franco FerrariIl candidato discute con sufficiente competenza gli argomenti affrontati nel colloquio. Si rileva unacerta marginalità dei suoi interessi rispetto all'area scientifico-disciplinare oggetto di valutazionecomparativa.Commissario prof. Franco TrabattoniIl candidato dimostra, durante il colloquio, una notevole conoscenza di varie tematiche di caratterefilosofico, ma non appare specificamente dotato delle competenze richieste allo studioso di storiadella filosofia antica.CANDIDATO Giacinto PlesciaCommissario prof. Carlo NataliIl candidato presenta il progetto di una storia dell'ontologia di ispirazione heideggeriana; le sue ideerelative al pensiero filosofico antico risultano insieme vaghe e molto personali.Commissario prof. Franco FerrariGli interessi del candidato risultano estranei all'area scientifico-disciplinare oggetto di valutazione.Commissario prof. Franco TrabattoniIl candidato non risponde in modo adeguato alle domande della commissione e non dimostra alcunacompetenza specifica nella storia della filosofia antica.GIUDIZI COLLEGIALICANDIDATO Francesco Ademollo
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Il candidato dimostra di padroneggiare con assoluta sicurezza gli argomenti trattati. Il giudizio dellacommissione sul suo profilo scientifico è ottimo.CANDIDATO Milena BontempiLa conoscenza della materia palesata dalla candidata è nel complesso buona, anche se nelladiscussione emerge qualche incertezza. CANDIDATO Giuseppe FeolaIl candidato dimostra buona attitudine alla ricerca. I suoi primi risultati sono largamentesoddisfacenti. Si attendono da lui ulteriori conferme.CANDIDATO Elena GrittiLa candidata dimostra di conoscere in modo impeccabile gli argomenti sui quali ha lavorato. Ilgiudizio della commissione sul suo profilo scientifico è molto buono.CANDIDATO Gianluigi PasqualeLe buone conoscenze filosofiche generali mostrate dal candidato non appaiono accompagnate dauna sufficiente competenza nell'ambito della disciplina oggetto di valutazione.CANDIDATO Giacinto PlesciaIl candidato non manifesta competenze e attitudini alla ricerca nel campo della storia della filosofiaantica.INDIVIDUAZIONE DEL VINCITOREIl giorno 20 gennaio 2012 alle ore 09.30 nei locali del Dipartimento di Filosofia dell'Universitàdegli Studi di Firenze i commissari della valutazione comparativa in epigrafe si riuniscono perl’individuazione del vincitore e per concludere la procedura.La commissione riesamina i giudizi collegiali espressi sui candidati e dopo lunga, attenta eapprofondita discussione nella quale sono comparati tra di loro tutti i candidati, la commissioneindividua all’unanimità vincitore della valutazione comparativa il sig. Francesco Ademollo per leseguenti motivazioni:Dopo lunga ed attenta discussione dei titoli scientifici presentati e delle prove sostenute daicandidati durante questa procedura di valutazione comparativa la commissione decide,all'unanimità, che il sig. Francesco Ademollo è il candidato in possesso dei migliori requisiti perricoprire il ruolo in oggetto.Alle ore 11.00 termina la seduta.Letto, approvato e sottoscrittoLA COMMISSIONEprof. Carlo Natali, presidenteprof. Franco Ferrari, membroprof. Franco Trabattoni, segretario
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RELAZIONE RIASSUNTIVALa commissione nominata dal Rettore dell'Università degli studi di Firenze con proprio decreto n.D.R. 698 del 29 luglio 2011 e composta dal prof. Franco Ferrari, ordinario, dal prof. Carlo Natali, ordinario e dal prof. Franco Trabattoni, ordinario, si è riunita nei locali del Dipartimento di Filosofiadell'Università degli Studi di Firenze nei giorni 18 e 19 e 20 gennaio 2012 per l'espletamento dellavalutazione comparativa a n. 1 posto di ricercatore universitario di ruolo per il settore scientifico-disciplinare M-FIL/07 della Facoltà di Lettere e Filosofia bandito con D.R. n. 1241 del 26.11.2010il cui avviso è stato pubblicato nel supplemento ordinario alla G.U. - 4° serie speciale - n. 99 del 14di cembre 2010.La commissione, presa conoscenza delle disposizioni normative concernenti l'espletamento dellevalutazioni comparative, ha individuato presidente il prof. Carlo Natali e segretario il prof. FrancoTrabattoni.La commissione, nella seduta del 6.12.2011 ha deliberato i seguenti criteri di valutazione: Circa la valutazione dei criteri scientifici, la Commissione si atterrà ai criteri indicati nell'art. 6 delbando di concorso, specificandoli come segue:1. originalità, innovatività ed importanza di ciascuna pubblicazione scientifica nonché varietà degliargomenti trattati in ciascuna di esse, 2. congruenza di ciascuna pubblicazione con il settore scientifico-disciplinare per il quale è banditala procedura, ovvero con tematiche interdisciplinari ad esso correlate;3. rilevanza scientifica della collocazione editoriale di ciascuna pubblicazione;4. intensità (quantificata in rapporto al periodo di attività post-laurea) e continuità temporale dellaproduzione scientifica;5. per quanto concerne i lavori in collaborazione, ove l'apporto del candidato non siaimmediatamente deducibile dalla firma di specifici capitoli e/o paragrafi, non si procederà allavalutazione della pubblicazioneStabilisce, altresì, criteri di valutazione della discussione dei titoli e delle pubblicazioni scientifichee della verifica delle competenze linguistiche richieste:Durante la prova orale sarà data al candidato la possibilità di discutere le proprie esperienze diricerca e le pubblicazioni, approfondendo, se necessario, gli argomenti affrontati.Durante il colloquio la Commissione dovràa. appurare la maturità scientifica del candidato, partendo dalla discussione dei titoli e dellepubblicazioni presentate;b. valutare le capacità analitiche e di sintesi storica e teoricac. appurare il possesso delle competenze linguistiche richieste dal bando, attraverso la lettura e latraduzione di un brano di letteratura scientifica relativa al SSD.La commissione dichiara che nella disciplina oggetto della presente valutazione non esistonostrumenti informativi riconosciuti ed accettati che prevedano numero totale delle citazioni, numerodelle citazioni per pubblicazione, "impact factor" totale e medio per pubblicazione, indice di Hirsche simili, e che pertanto non risulta possibile tenere conto di tali elementi in sede di valutazione.La valutazione dei titoli si è svolta i giorni 18.1.2012 e 19.1.2012.Per la discussione, svoltasi il giorno 19.1.2012 sono risultati presenti i seguenti candidati: FrancescoAdemollo, Milena Bontempi, Giuseppe Feola, Elena Gritti, Gianluigi Pasquale, Giacinto Plescia.
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Sui titoli, sulle pubblicazioni e sulla discussione di ciascun candidato sono stati espressi giudiziindividuali e collegiali.La deliberazione ha individuato vincitore il sig. Francesco Ademollo.Letto, approvato e sottoscrittoFirenze, 20 gennaio 2012LA COMMISSIONEprof. Carlo Natali, presidenteprof. Franco Ferrari, membroprof. Franco Trabattoni, segretario.
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schema-giuoco-Heidegger i. "Cum ipsi (majores homines) appellabant rem aliquam, et cum
secundum earn vocem corpus ad aliquid movebant, videbam, et
tenebam hoc ab eis vocari rem illam, quod sonabant, cum earn vellent
ostendere. Hoc autem eos veile ex motu corporis aperiebatur: tamquam
verbis naturalibus omnium gentium, quae fiunt vultu et nutu oculorum,
ceterorumque membrorum actu, et sonitu vocis indicante affectionem
animi in petendis, habendis, rejiciendis, fugiendisve rebus. Ita verba in
variis sententiis locis suis posita, et crebro audita, quarum rerum signa
essent, paulatim colligebam, measque jam voluntates, edomito in eis
signis ore, per haec enuntiabam." (Augustine, Confessions, I. 8.) Ricerche filosofiche di Ludwig Wittgenstein — giochi linguistici. È ci dà da pensare l’essenza del fenomeno crea consente spazio spazio essenza che si dispiega evento eventa nulla, consente consenta già qui e là costruzione gioco È nello spazio sublimE Nulla sublimitàNulla’evento che fonda un gioco linguistico il gioco linguistico “qui” o “là”:
«là» qui essere là, nel vuoto, là Li “giochi linguistici” (ivi, § 7) è evento nulla nulla evento è evento evento-gioco nulla evento«gioco linguistico» SprachspielWittgenstein «giochi linguistici» gioco linguistico (ivi, § 7) gioco linguistico“gioco linguistico” «giochi linguistici» dinamiche dei giochi linguistici è già ontologica struttura dello spazio musicale, nello spazio musicale Ricerche-filosofiche-Wittgenstein ’essenziale del gioco linguistico“giochi”, giochi di palla, giochi? — esserci giochi“giochi’ concetto di gioco gioco di costruzioni schema-crea-mondo giochi c’è, l’esserci nulla È nulla. — Ma è giocoQui senz’altro È VOCE E IL FENOMENO crea-spazio spaziatura
decostruzione spazio-spaziatuta, deserto della forma
vuota phoné-spazialità è “in-scritto” infinita esserci
metafisica della presenza decostruzione de-costruttiva logica - metafisica della presenza presente a sé. È voce fenomenica a sé presente, È si dà si dà, si dà È catastrofica all'infinito, presenza a sé all'infinito, infinita di infinita dal presente presenza a sè del presente. È crea infinito infinito È phonè, storia della metafisica, voce fenomenica, essere presente a sé
– spaziale metafisico-musicale della voce, la spazialità della phonè dell'essere È spaziale spazia lo spazio crea la
presenza del presente là svelà Lo spazio spazializza-spaziatura È nulla non ha nulla nulla senza nulla È nulla ontologica, È presenza-del-presente infinito infinito'eventua fuor di sé. verità d'essere spazio-temporalità dispiega voce
fenomenica della phoné.
crea spazializza spazio, È sé di sé con sé del presente infinitesimale monade fenomenica presenza a sé: infinitamente infinita
ricettività.
La voce fenomenica è essere presente, esser a sé
presente, trascendenza a sé, la voce si
ascolta. Nulla phonè, voce fenomenica svela il suono che è nel
mondo, anzi la decostruzione della voce fenomenica della phonè svela la temporalità in sé phonè dà crea spazio l'essere È. È la phonè nel nulla, nulla sovraevenienza, È ricettività. È È già da sé “spaziatura” si spazia-spazio, spazio è
tempo, è fuori da sé, è fuori-da-sé esserci nel mondo, nulla'infinitesimo crea infinito, eventua l'evento vuoto. Qui lo spazio È spaziatura, spaziale spazialità spaziatura spazialità-temporalità o spazio-tempo evento infinito vuota risonanza, spazio vuoto al di là nulla,È spazia'infinità risonanza È esserci spatiotempo spazio-temporalinfinito, l'infinito essere o infinito nel finito"decostruzione"decostruzione è evento essere-spazio nello spazio spazio-fonda-metafisica Qui, fondamento metafisico vuoto "gioco"si gioca"Decostruzione", è"Infinito" nulla, decostruzione sentiero verso il nulla, risuona l'essere ousia, physis,parusia, nous, decostruzione Decostruzione decostruzione-metafisica.
È qui decostruzione della metafisica, c'è vuoto-nulla in gioco dell'essere di per sé essere-infinito c'è nulla decostruzione, è di per sé gioco di fondamento "al di fuori e al di là" esserciCHORA-in sé senza-sostanza (ousia), è instabile, al di là chora“ricettacolo” TimeoDemiurgo “Chora’evento chora È I n-der-Welt-rein eventi dell’Essere Essere-Essenziale dell'Essere Essenziale (Wesen)Essere-spazio crea Eventi Dasein-Ereignis-Ontologie Dasein-Radura Dasein-dell’essere-nel-mondo, già essere-nel-mondo Dasein essere-nel-mondo-esser-già-in-radura GrundDaseins Dasein-Evento nulla “già” ontologico. Dasein-"gia”-ontologico dell’essere ontologico del Dasein è Dasein-«sempre-già»-Dasein del Dasein è Dasein È già nel Dasein il Dasein essenzia è. Dasein già-sempre Dasein è Ereignis-senzA-ousìa> Ereignis-crea-chora chora la chora platonica non possiede un’essenza chora è l’essere dell’essere. Essere-chora, perchénon c’è nessuna essenza stabile instabilità-chora decostruzione della metafi-sica classica presenza” stabile chora chora È chorà È chorà-scheMetys “impensata” schematesis’essere, “metafisica della presenza”“nuova ontologia”Chora non possiede un’essenza struttura della chora-chora la chora l’essere si sottrae. Chora dà la chora gioca Dà la chora con la chora chora sulla chora.È chora, sfugge alle categorie della logica la chora non è paradigma(Timeo).La chora-chora-chora sfugge prossima alla teologia negativa, ontologica aldi là dell’essente chora-ricettacolo-spazialità della chora-chora-spazia-lità nella chora: pensiero dellachora, la chora al di qua e/o al di là“ricettacolo”chora-essere non è
fondamento stabile la chora-infinita“ricettacolo” chora. La chora chora-che-“fonda sprofondando” e che “si sottrae fonda”la chora chora è senza-ousia-fonda la chora ontologica. La chora c’è, chora chora-ricettacolo in sé è senza fondo, sfugge è in-fondata perché è “fondante-ousia-spazia spazio spazia-lità spazio-chora-spazialità chora-dello-spazio-Evento dell’essere ‘spazio’ che si sottrae” è la chora. È dà la chora della chora-onto-logia: disvela È schemetis del nulla, chora dell’essere-chora chora-essere, chora-spaziatura chora-senza-ousia “chiasma-chora” chora-schema crea la chora la chora-evento dell’essere-spazio, la chora-spazio-crea-lo-spazio dello spazio, ousia-spazio spaziali-tà-chiasma: lo spazio È spazialità-chora, spazialità intrisa di spaziotempo dello spazio-spaziale-chora-scheMetys si dà Essere-vuoto-chora crea la chora fondante crea infinita chora arché che fonda La Chora della chora-“ricettacolo” o chora-chiasma. È chora, è noumeno che sfugge nulla della chora, chora della chora Khôra ChoraMETYs della chora. La chora spaziatura della choramaTESIS È schemachora-ricettacolo chora“Chorainstabile della chora singolarità”. È spazialità della chora-che-crea dà, È Abscondita eventa si è già singolarità ontologia-Khôra Khor-Chora-ontologia chorachora chora non è nulla nulla nulla che dà non è sostanza-ousia. È Abisso in essere, spazio vuoto, ma che non è vuoto. Nel Timeo È Khora è un gioco instabile,abisso, dà sé eventa spaziatura, erranza. Qui o là, eventua l'infinito l'infinita eventa vuota. È dà è di per sé c'è che dà l'infinità o l'infinito-essere è la presenza di
nulla all'infinito, gioco di presenza-assenza. È nulla, niente, senza nulla, ontologica per nulla, nulla nella monade monade-skema-del-nulla nulla nulla-che-è-senza-ousia, senza essente, nulla senza fenomena crea è infinito nulla nulla È Essere nulla è già evento È È musica.Tale spazio è singolarità, essere singolarità, essere singolarità spaziale essere-spazio ontologia dellà creatura-esserci. Grund-daseyn, spazio-esserci flusso”lì vi si getta, si getta nel suo fondo è già, si dà è ontologia dell'essere trascendenza, lo spazio spazio-Esserci, Esserci-cronotopia di esserci per la morte,
essere-per-la fine (Sein zum Ende). Dasein-spaziotempo topologico del Dasein: “Dasein-Tode ist”. Dasein-spaziotempo
ontologico Esserci-Dasein-spaziotempo Esserci-È-Grund-abgrund Esseretempo, Dasein-cronotopia-Dasein-È-l'Esserci, Dasein-exstasi, Dasein
ontologia, Dasein è già Essere-spaziotempo ermeneutico-ontologico: già da sempre È Dasein-esserci, è già sempre
progetto-spaziotempo: è spaziotempo, o
spazio-Dasein-spaziotempo, Esseretempo, è creata ontologia-dell' estasi-ontologica è Essere già di per sé in gioco è ontologia essere-Dasein-spaziotempo. È Cronotopia dell'essere si dà nel vuoto, presenza-assenza, ontologia È si sottrae ontologia-Exstasi’infinita. È pensiero dell'essere spazio, essere in cammino o essere nel tempospazio è spazio degli spazi Raum, spazio, Raum, Rum, sgombro, spazio essere-spazio-???a spazio-t?p?? spazio Gegenstandlose è senza-ousia, spazioRaum è nientaltro-essere/nulla-schema- essere-spazio-che-dà sé presenza infinità all'infinito, è la presenza del nulla all'infinito, gioco di presenza-assenza, senza nulla, senzanulla Senza fenomenica ontologica-nulla, nulla non è altro. Non è nulla nulla senza la verità senza essere nulla senza essere fenomenico. crea nulla, perché È nulla spazio È ontologico in ontologia è ontologia senza essere metafisica e ontologia dell'ontologia ontologia è là infinitaldilà" essere pensante " subsistenza Dasein nell'essere che si dà Dasein evento al di là aldilà qui e ora eventaldilà in sé, sé-sé è eventa-oltre-sé in sé è già fino in fondo, c'è eventità crea: Evento (Ereignis) è Esseretempo. L'evento: Evento (Ereignis) è Esseretempo dell'essereEreignisevento è Ereigniseventità Ereignis è Ereigniseventità EssereTempo per l'evento.Qui Erezgnis"evento" l'eventessere l'essere è eventità Ontosofïa e Ontologia dell'eventità ontologica: la metafisica è onto-teo-logia onto-teo-logia'essenza della metafisica è l'evento onto-teologico: La metafisica è teologia, essere vuoto? Essere pensiero è l'evento schematesis è Ontologia, è "essere fondamento". L'Essere degli esseri ontologico:è ontologica. È onto-teologico della metafisica ontologico di Esseretempo ontologica eventità ontologica o ontologia: Essere degli esseri eventità Essere degli esseri è fondamento dell'essere, schema-in-essere, Essere è l'essere eventità che non ha alcun fondamento. La fondazione è già Lichtung-eventità-evento. Crea l'evento: La stessa eventità è pensare e essere si dà l'essere-eventità "Essere""di essere" dell'essere è eventità abissAle si dà nell'abisso, è lì Ge-stell eventità Ge-stelleventità Ge-stell è Ge-stelleventità Ge-stell è Ge-stelleventità Ge-stell è l'evento. Ge-stell'eventoEreignis o eventoGe-stell: Ge-stell'evento, Ge-stell è evento, evento-eventità evento preludio: Ge-stell è evento Ge-stell'evento. L'evento Ge-stell sulla Ge-stell è l'evento È evento: L'evento è eventessere Ge-stellevento l'evento di Evento della fondazione già in essere. Qui vi è schemetys di fondazione dell'Essere è l'evento/ Da-sein dell'Essere di essere Essere di esserci Crea già essere evento in sé è Da-sein'evento. L'evento già Da-sein'evento è evento-schemaGe-stell, l'evento è essere: Essereventità Essere è già è evento. Esserevento fonda Da-sein'evento l'eventessere schemetis abissale abisseventità schemabissale'evento vuoto fondamento dell'essere c'è nulla vuoto: L'eventoEr-eignis nihileventità nihil-nulla-eventità evento. Evento dell'essere è evento si crea evento è l'evento eventoEreignis l'eventoErejgniseventità. L'eventoeventità l'evento-nulla in sé Da-sein crea evento è l'evento eventità è l'evento nulla. L'evento eventità evento che dà c'è nient'altro l'evento. L'evento è di "là" è l'evento "là" fonda l'evento e nulla più. Non c'è nient'altro oltre l'evento l'eventoeventità: L'evento è l'essere è l'evento evento'evento. Qui essere evento qui è evento'evento, l'evento è evento è l'evento"là" l'evento si dà. All'evento qui l'evento evento-evento dà La Musica È già l'evento, l'evento è l'evento che la eventua. In evento in sé evento eventotempoessere l'evento è tempessere evento di Esseretempo, spazio-tempo-evento. È DASEyN non è niente. È spazio è creatura è creatura di eventitàQui evento evento senza tempo che dà l'essere, Dà l'essere,esserci"là" c'è "è" l'evento-Dell'essere'evento: l'evento è evento eventessere è l'evento evento-eventità che ci sia, c'è è l'evento mistero è l'evento. Crea l'evento, essere l'evento. O essere-l'evento di esseretempo che dà l'evento di essere l'evento evento-è-essere. Esserevento di essere: "Essere evento", in fondo nulla spaziale eventità-spazialità nulla. Niente da nulla.
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...........................................Spazio...spaziotempo... spazio-interspazio...spazio-è-lo-spazio-essere-spazio-χώρα... È essere-spazio-χώρα...È musica. Tale spazio è singolarità, essere singolarità, essere singolarità spaziale essere-spazio ontologia dellà creatura-esserci. La fenomenica o epistemica, R. Lanfredini, Intenzionalità, La Nuova Italia 1997, p.36. “passaggio dal caos al cosmo” R. Lanfredini, “Coscienza e flusso della vita: il
dato opaco della fenomenologia” in Coscienza e realtà, Clinamen, Firenze 2010, pp.63-77. o entità:essere è trascendenza, spazio-Grund-daseyn, essere in cammino già in essere infinito. Heidegger, In cammino verso il linguaggio, spazio-esserci nelle parole di Roberta Lanfredini: “profondità del suo flusso”lì vi si getta, si getta nel suo fondo è già un privilegio, si dà è ontologia dell'essere trascendenza, lo spazio spazio-Esserci, Esserci-cronotopia di esserci per la morte,
essere-per-la fine (Sein zum Ende).
Il passaggio è quello di Heidegge Dasein-spaziotempo topologico del Dasein: “Dasein-Tode ist”. Dasein-spaziotempo
ontologico Esserci-Dasein-spaziotempo Esserci-È-Grund-abgrund Esseretempo, Dasein-cronotopia-Dasein-È-l'Esserci, Dasein-exstasi, Dasein
ontologia, Dasein è già Essere-spaziotempo ermeneutico-ontologico: già da sempre È Dasein-esserci, è già sempre
progetto-spaziotempo: è spaziotempo, o
spazio-Dasein-spaziotempo, Esseretempo, è creata ontologia-dell' estasi-ontologica è Essere già di per sé in gioco è ontologia essere-Dasein-spaziotempo. È Cronotopia dell'essere si dà nel vuoto, presenza-assenza, ontologia È si sottrae ontologia-Exstasi’infinita. È pensiero dell'essere spazio, essere in cammino o essere nel tempospazio è spazio degli spazi Raum, spazio, Raum, Rum, sgombro, spazio essere-spazio-χώρα spazio-τόπος M. Heidegger, “Costruire abitare pensare” Mursia, Eraclito, Mursia. La χώρα-spazio Gegenstandlose è senza-ousia, spazioRaum è nientaltro-essere/nulla-schema-essere-spazio-χώρα ...com...schema-giuoco-Heidegger "Cum ipsi (majores homines) appellabant rem aliquam, et cum
secundum earn vocem corpus ad aliquid movebant, videbam, et
tenebam hoc ab eis vocari rem illam, quod sonabant, cum earn vellent
ostendere. Hoc autem eos veile ex motu corporis aperiebatur: tamquam
verbis naturalibus omnium gentium, quae fiunt vultu et nutu oculorum,
ceterorumque membrorum actu, et sonitu vocis indicante affectionem
animi in petendis, habendis, rejiciendis, fugiendisve rebus. Ita verba in
variis sententiis locis suis posita, et crebro audita, quarum rerum signa
essent, paulatim colligebam, measque jam voluntates, edomito in eis
signis ore, per haec enuntiabam." (Augustine, Confessions, I. 8.) Ricerche filosofiche — giochi linguistici. È ci dà da pensare l’essenza del fenomeno, crea, consente spazio spazio essenza che si dispiega evento, eventa nulla, consente consenta già qui e là costruzione gioco È nello spazio sublimE Nulla sublimitàNulla’evento che fonda un gioco linguistico il gioco linguistico “qui” o “là”:
«là» qui essere là, nel vuoto, là Li “giochi linguistici” è evento nulla nulla evento è evento evento-gioco nulla evento«gioco linguistico» Sprachspiel-Wittgenstein «giochi linguistici» gioco linguistico o «giochi linguistici» dinamiche dei giochi linguistici è già ontologica struttura dello spazio musicale, nello spazio musicale essenziale del gioco linguistico“giochi”, giochi di palla, giochi? — esserci giochi“giochi’ concetto di gioco gioco di costruzioni schema-crea-mondo giochi c’è, l’esserci nulla È nulla. — Ma è giocoQui senz’altro È VOCE FENOMENO crea-spazio spaziatura
decostruzione spazio-spaziatuta, deserto della forma
vuota phoné-spazialità è “in-scritto” infinita esserci
metafisica della presenza decostruzione de-costruttiva logica - metafisica della presenza presente a sé. È voce fenomenica a sé presente, È si dà si dà essere-spazio-χώρα, si dà È catastrofica all'infinito, presenza a sé all'infinito, infinita di infinita dal presente presenza a sè del presente. È crea infinito infinito È phonè, storia della metafisica, voce fenomenica, essere presente a sé
– spaziale metafisico-musicale della voce, la spazialità della phonè dell'essere È spaziale spazia lo spazio crea la
presenza del presente là svelà Lo spazio spazializza-spaziatura È nulla non ha nulla nulla senza nulla È nulla ontologica, È presenza-del-presente infinito infinito'eventua fuor di sé, verità d'essere spazio-temporalità dispiega voce
fenomenica della phoné.
crea spazializza spazio, È sé di sé con sé del presente infinitesimale monade fenomenica presenza a sé: infinitamente infinita
ricettività.
La voce fenomenica è essere presente, esser a sé
presente, trascendenza a sé, la voce si
ascolta. Nulla phonè, voce fenomenica svela il suono che è nel
mondo, anzi la decostruzione della voce fenomenica della phonè svela la temporalità in sé phonè dà crea spazio l'essere È. È la phonè nel nulla, nulla sovraevenienza, È ricettività. È essere-spazio-χώρα È già da sé “spaziatura” si spazia-spazio, spazio è
tempo, è fuori da sé, è fuori-da-sé esserci nel mondo, nulla'infinitesimo crea infinito, eventua l'evento vuoto. Qui lo spazio È spaziatura, spaziale spazialità spaziatura spazialità-temporalità o spazio-tempo evento infinito vuota risonanza, spazio vuoto al di là nulla,È spazia'infinità risonanza È esserci spatiotempo spazio-temporalinfinito, l'infinito essere o infinito nel finito"decostruzione"decostruzione è evento essere-spazio nello spazio spazio-fonda-metafisica Qui, fondamento metafisico vuoto "gioco"si gioca"Decostruzione", è"Infinito" nulla, decostruzione sentiero verso il nulla, risuona l'essere ousia, physis,parusia, nous, decostruzione Decostruzione decostruzione-metafisica.
È qui decostruzione della metafisica, c'è vuoto-nulla in gioco dell'essere di per sé essere-infinito c'è nulla decostruzione, è di per sé gioco di fondamento "al di fuori e al di là" esserciCHORA-in sé senza-sostanza (ousia), è instabile, al di là chora“ricettacolo” TimeoDemiurgo “Chora’evento chora È I n-der-Welt-rein eventi dell’Essere Essere-Essenziale dell'Essere Essenziale (Wesen)Essere-spazio crea Eventi Dasein-Ereignis-Ontologie Dasein-Radura Dasein-dell’essere-nel-mondo, già essere-nel-mondo Dasein essere-nel-mondo-esser-già-in-radura GrundDaseins Dasein-Evento nulla “già” ontologico. Dasein-"gia”-ontologico dell’essere ontologico del Dasein è Dasein-«sempre-già»-Dasein del Dasein è Dasein È già nel Dasein il Dasein essenzia è. Dasein già-sempre Dasein è Ereignis-senzA-ousìa> Ereignis-crea-chora chora la chora platonica non possiede un’essenza chora è l’essere dell’essere. Essere-chora, perché non c’è nessuna essenza stabile instabilità-chora decostruzione della metafi-sica classica presenza” stabile chora chora-essere-spazio-χώρα È chorà È chorà-scheMetys “impensata” schematesis’essere, “metafisica della presenza”“nuova ontologia”Chora non possiede un’essenza struttura della chora-chora la chora l’essere si sottrae. Chora dà la chora gioca Dà la chora con la chora chora sulla chora.È chora, sfugge alle categorie della logica la chora non è paradigma(Timeo).La chora-chora-essere-spazio-χώρα-chora sfugge prossima alla teologia negativa, ontologica aldi là dell’essente chora-ricettacolo-spazialità della chora-chora-spazia-lità nella chora: pensiero della chora, la chora al di qua e/o al di là“ricettacolo”chora-essere non è
fondamento stabile la chora-infinita“ricettacolo” chora. La chora chora-che-“fonda sprofondando” e che “si sottrae fonda”la chora chora è senza-ousia-fonda la chora ontologica. La chora c’è, chora chora-ricettacolo in sé è senza fondo, sfugge è in-fondata perché è “fondante-ousia-spazia spazio spazia-lità spazio-chora-spazialità chora-dello-spazio-Evento dell’essere ‘spazio’ che si sottrae” è la chora. È dà la chora della chora-onto-logia: disvela È schemetis del nulla, chora dell’essere-chora chora-essere, chora-spaziatura chora-senza-ousia “chiasma-chora” chora-schema crea la chora la chora-evento dell’essere-spazio, la chora-spazio-crea-lo-spazio dello spazio, ousia-spazio spaziali-tà-chiasma: lo spazio È spazialità-chora, spazialità intrisa di spaziotempo dello spazio-spaziale-chora-scheMetys si dà Essere-vuoto-chora crea la chora fondante crea infinita chora arché che fonda La Chora della chora-“ricettacolo” o chora-chiasma. È chora, è noumeno che sfugge nulla della chora, chora della chora Khôra ChoraMETYs della chora. La chora spaziatura della choramaTESIS È schemachora-ricettacolo chora“Chorainstabile della chora singolarità”. È spazialità della chora-che-crea dà, È Abscondita eventa si è già singolarità ontologia-Khôra Khor-Chora-ontologia chora-essere-spazio-χώρα-chora chora non è nulla nulla nulla che dà non è sostanza-ousia. È Abisso in essere, spazio vuoto, ma che non è vuoto. Nel Timeo È Khora è un gioco instabile,abisso, dà sé eventa spaziatura, erranza. Qui o là, eventua l'infinito l'infinita eventa vuota. È dà è di per sé c'è che dà l'infinità o l'infinito-essere è la presenza d'essere-spazio-χώρα-nulla all'infinito, gioco di presenza-assenza. È nulla, niente, senza nulla, ontologica per nulla, nulla nella monade monade-skema-del-nulla nulla nulla-che-è-senza-ousia, senza essente, nulla senza fenomena crea è infinito nulla nulla-essere-spazio-χώρα È Essere nulla è già evento-χώρα... ...............................................
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Cur ergo errat anima quam fecit Deus?substantia
chaos Fonda Demiurgo che ordina il mondo
Zaradhust o classico di Dionisio fatto a brani dai Titani
gnosticismo o manicheismo o neoplatonismo o neo-
pitagorismo Platone
metafisica Fedone e nel Fedro di-
scordia pura Bellezza-stabile Gorgia Plotino, Jam-
blico, Proclo magia crea il mondo monaDio creatore
risuona Cur ergo errat anima quam fecit
Deus? Dionigi-Proclonella Magia dell' Essere il nulla, crea panteismo crea ex nihilo dal nulla Metafisica ricet-
tacolo crea nulla crea crea ab inizio crea l'Anima del Mondo crea essere nel Nulla 1'essere nulla Crea la creazione.
Proclo: Crea1'essere sia la sostanza che la forma oltre bellezza nulla substantia nullo o nulla in essere il nulla. Perchè nulla? nulla, sono nulla il
nulla la morte,crea la creaturaEsserel' Essere crea ex nixilo crea creata consustanzia crea dell'essereousia 1' Essere da Proclo Proclo o essere
nulla nel mondo essere nell'Isole dei Beati PROCLO-Timeo- PROCLO crea la mistica O essere nullum nullum nullum nihil del Demiurgo dei Manichei crea estatico bellezze risonanze di nulla nulla al mondo
di nulla crea nulla nulla crea qui fin qui qui sunt nonnul-
lus v'e nullus crea creature neopitagorica spaziale C'e la bellezza spaziale, supera lo spa-
zio, vince lo spazio,crea la musica.
musica-modello degli Dei creatori crea trascende bellezza si presenta si manifesta Nulla
prerazionale-super-razionale intuizione pura modello
Crea bellezza Demiurgo di Platone modello che crea infinito. Crea Timeo 1'infinita Bellezza nel mondo
Tale Demiurgo metafisica della essenza Proclo modello della potenza creatrice o
meglio delle potenze creatrici PHOCLO, Elementi di Teologia, Proclo crea creando crea modelli e schemi insiti schemi senza
ragione, 1' Essere increata nel mondo crea crea'essere creature creatura nihilNihil nihil dissonare crea la creazione nulla c'e Essere, creaVerita creatrice enti aventi ontologica'esistenza della metafisica platonica nihil spazia contemplal'essere puro svela spaziotempo
Creato nihilnihil crea il nulla crea la figura crea la verita di pensiero nel creatore e nella creatura.
crea creatura creata nulla nulla svela Crea nulla nihil sublimi. nulla in se nulla, nulla est nulla crea Senz'altro PENSIERO nihil anzi crea nihil crea singolarita pen-
siero pensante e pensiero pensato
crea CreaNulla, creatrix
dell'essere l'essere nihil nihilessere nell'es-
sere nulla, crea nihil creatura Crea C'e Crea
la creatura Creanulla
Nihil Nulla crea consente di es-
sere che il nulla, vuota nulla, nullaQui creaCrea nihil crea creature vuote, crea vagheggia vagheggia crea vagheggia crea crea creata crea creato nulla vuoto crea nulla nulla nulla dell'essere che crea e che crea 1'architettura
e le arti, il linguaggio e le lettere, il calcolo, la musica, la filosofia, crea eventi in nulla che crea nulla
L'essere sublime
C'e crea. La natura crea creatura gettata crea crea crea
crea crea creacrea-creacreasublime crea l'infinito. di Dio (1). Cosi per Ago-
stino, come abbiamo visto, in rapporto alle cose terrene
esse sono gli interpret!, per quanto in maniera umana,
cioe imperfetta, della razionalita eterna. Ed in questa
inerpretazione esse devono essere seguite quando non
sorge il contrasto fra la loro voce e quella della Chiesa.
Ci sono poi tutte le altre forme di autorita umana,
quella degli uomini sapienti, quella di chi per qualsiasi
motivo e degno di fede, o ha acquistato dimestichezza
in una determinata arte o disciplina (secondo il con-
cetto socratico) in modo da dovere essere in quel campo
ascoltato e seguito, fino a quella piu comune e modesta
(1) Rom., Xin, 1-2,
282
del genitori verso i figli, delle quali abbiamo gia par-
lato.
In tutti questi casi il fondamento del concetto di
autorita e la impossibilita di conoscere tutto per espe-
rienza propria e quindi la necessita di credere per quella
degli altri : sicut ergo de visibilibus quae non videmus,
eis credimus qui viderunt... de invisibilibus, quae haec
a nostro sensu exteriore remota sunt, iis nos oportet
credere, qui haec in illo incorporeo lumine disposita
didicerunt vel manentia contuentur (1).
Autorita e testimonianza di cose conosciute, massi-
ma e indiscutibile nella Ghiesa, in cui la testimonianza
dei martiri rende certo quanto essi hamio affermato di
aver visto e conosciuto, minore negli altri casi fino a
quella vaga della pubbliea opinione, soggetta in questi
casi ad esser discussa e idonea soltanto a far riflettere
a quanto poi la ragione potra spiegare. L'autorita e in-
fatti guida della ragione e non altro, ma non di meno
guida necessaria. fi luce che mette in condizione di ve-
dere 1'occhio della mente e, per quanto Agostino ne
dimostri la insufficienza razionale nel <c De Libero Ar-
bitrio a proposito delle leggi umane alle quali si crede
ma per le quali non si conosce (2), esso ne afferma
risolu.tamente il valore nel De Ordine dove se ne fa
una ampia trattazione e si distingue in divina e uma-
na (3), nel cc De quantitate animae (4), nel cc De Vera
Religione (5), in altri passi del Libero arbitrio e
(1) De Civ. Dei, 1. XI, cap. III.
(2) De Libero Arbitrio, 1. I, cap. IV, 9.
(3) De Ordine, 1. II, cap. IX, 26 e 27.
(4) De quantitate animae, cap. VII, 12.
(5) De vera Religione, cap. VIII, 14.
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nei suoi scritti posteriori, tra cui nel De Trinitate e
soprattutto nel cc De utilitate credendi (1) in cui afferma
risolutamente e definitivamente, come abbiamo gia vi-
sto : melius profecto stulti omnes viverent si servi pos-
sent esse sapientum (2).
Cosi attraverso il concetto dell'autorita come prin-
cipio di conoscenza viene in campo di nuovo la questione
della liberta, di quel problema che ha assunto una for-
ma parossistica e forse patologica nei tempi moderni:
la liberta del pensiero, che per Agostino si presentava
sotto nn altro aspetto: la liberta dell'errore. Agostino
la nega.
Se Lattanzio aveva di fronte agli imperatori romani
invocato la liberta del pensiero in nome del tempio
della coscenza individuale, in nome della superiore na-
tura della ragione umana che deve essere rispettata,
Agostino, partendo dalla sua concezione volontaristoca
dell'errore, invoca, di fronte agli imperatori cristiani,
la repressione dell'errore, auspica la Santa Inquisizione
dei tempi futuri.
L'ardente polemica con i donatisti gli da la materia
per 1'affermazione del suo principio dinamico : cogite
intrare o cc compelle intrare .
Se 1'errore e un atto di volonta contrario al pensiero
che si puo dir veramente tale soltanto se e pensiero
vero, e necessario che 1'uomo sia condotto dall'autorita
colla ragione o colla forza a pensare le cose vere, a ri-
nunziare all' opera della fantasia. Costringere 1'uomo
che erra a pensare interamente, a cercare la verita, a
(1) De Trinitate, 1. XV, cap. XII, 21.
(2) De utilitate credendi, cap. XII, 27.
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trovare la verita e, in chi e rivestito di aitforita, non un
diritto, ma un dovere. Se 1'errore nasce dal legame di
una consuetudine nociva e necessario che questo legame
sia spezzato.
Neil'epistola XGIII cc ad Vincentium Agostino po-
ne i suoi argomenti fondamentali su questo punto.
Si puo perniettere che un pazzo frenetico corra li-
beramente al precipizio? O si deve in tal caso ritrar-
nelo anche colla forza? cc Si enim quisquam inimicum
suum periculosis febribus phreneticum factum, currere
videret in praeceps, nonne tune potius malum pro ma-
10 redderet si eum sic currere permitteret, quam si cor-
ripiendum ligamdumque curaret? (1). Quale e dunque
un male, la violenza contro il pazzo o la rovina del
pazzo? Indubbiamente la violenza e un bene se sottrae
11 pazzo alia propria rovina.
E subito dopo : cc Cum vero terrori utili doctrina sa-
lutaris adiungitur, et non solum tenebras erroris lux
veritatis expellat, verum etiam malae consuetudinis
vincula vis timoris abrumpa't, de multorum sicut dixi
salute laetamur (2). cosi la violenza in questi casi un
atto di liberazione, non e di ostacolo alia liberta uma-
na, ma e 1'azione che libera il pensiero dai vincoli della
consuetudine che ha asservito la volonta dell'uomo.
La violenza non e di per se un male come non e
un giusto, cioe un martire chi la subisce. La violenza
la usano i buoni e i cattivi e la subiscono i buoni e i
cattivi. Essa e 1'esplicazione di una potenza naturale di
per se indifferente al bene e al male se non addirittura
(1) Ep. XCIII ad Vincentium, 2.
(2) Ivi, 3.
285
buona in quanto per natura e destinata al bene: Ali-
quando ergo et qui cam patitur, injustus est, et qui
earn facit iustus est. Sed plane semper et mail persecuti
sunt bonos, et boni persecuti sunt malos: illi nocendo
per injustitiam, illi consulendo per disciplinam, illi inu-
maniter, illi temperanter, illi servientes cupiditati, illi
caritati. Nam qui trucidat non considerat quemadmo-
dum secet; ille enim persequitur sanitatem, ille putre-
dinem. Occiderunt impii prophetas, occiderunt impios
et propbetae. Flagellaverant judaei Christum, judaeos
flagellavit et Christus. Traditi sunt apostoli ab homi-
nibus potestati bumanae, tradiderunt et apostoli homi-
nes potestati Satanae. In his omnibus quid adtenditur,
nisi quis eorum pro veritate, quis pro iniquitate, quis
nocendi caussa, quis emendandi? (1). fi dunque il
principio animatore della violenza che la giustifica o la
condanna. Ne e vittima o martire chi la subisce per
una causa giusta. Inf atti : Si semper esset laudabile
persecutionem pati, sufficeret Domino dicere, Beati qui
persecutioneni patiuntur; nee adderet, propter justi-
tiam (2). fi chi si sottopone alia persecuzione per la
verita che e martire e giusto; 1'altro e un empio che
subisce la giusta pena del suo peccato.
Cosi colla pena gli uomini sono ricondotti a se stessi,
sono spinti alia necessita di pensare, sono spinti verso
la verita oc ut coercitione exiliorum atque damnorum,
admoneantur considerare quid, quare patiantur (3).
Cosi la persecuzione dell'errore come ogni altra cosa puo
essere medicina dell'anima secondo il concetto socratico.
(1) Ep. XCHI ad Vincentium, 8.
(2) M.
(3) Ivi, 10.
286
Con essa 1'uomo e costretto a considerare il perche di es-
sa, e portato a conoscenza del male, ha la rivelazione del
bene. Essa e la cura della volonta la quale, traviandosi,
ha errato e, punita, deve tornare alia propria integrita
naturale di volonta di bene. Essa e giustificata appunto
dalla volontarieta dell'errore appunto perche cc nee er-
ror esset si nihil 8nulla La creazione
bellezza: Cicerone bellezza bellezza Proclo
e altri neoplatonicimistica ontologica dell'esistenza di Dio Plotino...................................
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Egli [ vale a dire Proclo ] parla prima circa le differenze che separano i cosiddetti Poteri divini , come alcuni sono più materiali e di altri più immateriale , alcuni gioiosa (hilarai) e altri solenne (embritheis), Alcuni arrivano insieme a demoni e gli altri arrivano puro. Subito dopo si passa alle condizioni adeguate per invocazione : i luoghi in cui si verifica , di quegli uomini e quelle donne che vedono la Luce Divina , e circa il gesti divina (schêmatôn) E segni (sunthêmatôn) che mostra. In in questo modo si ottiene intorno alla Theagogies di ispirazione divina (tas entheastikas theagôgias) [a theagôgia è un disegno o un disegno in giù su] divina. " Di cui , "dice "alcuni agire su oggetti inanimati e altri a animare esseri : alcuni di quelli che sono razionali , altre su quelli irrazionali. Inanimato oggetti, "continua "sono spesso pieni di Luce Divina , come le statue che danno oracoli sotto l'ispirazione (epipnoias) Di uno degli dei o di buona Demoni . Così pure , ci sono uomini che sono in possesso e che ricevono uno spirito divino (pneuma theion). Alcuni lo riceve spontaneamente , come quelli che si dicono di essere ' preso da Dio '(theolêptoi), Sia in momenti particolari , o intermittente e sul occasione. Ci sono altri che si lavori, fino ad uno stato di ispirazione (entheasmôn) da azioni deliberate , come la profetessa di Delfi , quando lei si siede sopra il baratro , e altri che bere acqua divinatoria ". successiva , dopo aver detto ciò che hanno a che fare [ i. e. per guadagnare ] ispirazione divina , egli continua : "Quando si verificano queste cose , poi in Perché una Theagogy e un'ispirazione (epipnoian) abbiano effetto , devono essere accompagnato da un cambiamento di coscienza (tes parallaxia dianoias). Quando divino ispirazione (entheasmôn) Proviene ci sono alcuni casi in cui il posseduto (tonnellata katochôn) Diventano completamente oltre a se stessi e inconsapevole di se stessi (existamenôn ... kai oudamôs heautois parakolouthountôn). Ma ci sono altri in cui , in alcuni notevoli modo, essi mantengono la coscienza. In questi casi è possibile per il soggetto al lavoro il Theagogy su se stesso, e quando riceve l'ispirazione (epipnoian), è consapevole di ciò che [ vale a dire il Divino Power] fa e ciò che dice , e quello che ha a che fare release il [ meccanismo di] possesso (pothen dei apoluein a kinoun). Tuttavia, quando il perdita di coscienza (ekstaseôs) è totale, è indispensabile che qualcuno nel pieno comando delle sue facoltà assiste il " posseduto. Poi, dopo molti dettagli sul diversi tipi di Theagogy , conclude infine : "E 'necessario innanzi tutto rimuovendo tutti gli ostacoli che bloccano l'arrivo degli Dei e di imporre una calma assoluta intorno a noi stessi in modo che la manifestazione degli spiriti (pneumata) Abbiamo invocare avviene senza tumulto e in pace (atarachos kai meta galênês) ". E aggiunge ulteriore " Le manifestazioni degli Dei sono spesso accompagnate da materiale Spiriti che arrivano e si muovono con un certo grado di violenza , e che il più debole medium non può resistere . "
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Platone Teeteto
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(42) non siamo schiavi dei discorsi, ma sono i discorsi a essere come servi nostri e ciascuno di essi attende di essere
concluso quando paia a noi.
Del resto non c'è giudice o spettatore a sovrintendere presso di noi, come presso i poeti, a muovere critiche e a darci
ordini.
SOCRATE: Parliamo dunque, come è naturale, poiché a te così piace, dei corifei: per qual motivo infatti uno
dovrebbe parlare di quelli che con ogni leggerezza si occupano della filosofia. Quelli invece che sono veramente filosofi
anzitutto fino da giovani non conoscono la strada per la piazza, né dove si trova il tribunale, la sede del consiglio, né di
alcun altro consesso della città. Non studiano nè ascoltano leggi o provvedimenti divulgati oralmente o scritti.
Intrallazzi di associazioni per le cariche pubbliche, riunioni, pranzi e feste con le auletridi non avviene loro di fare
neppure in sogno. Se uno in città ha origini nobili o meno, se uno ha qualche ombra come nascita da parte dei
progenitori, sia del padre come della madre, sono cose che a lui, filosofo, sfuggono di più di quelli che siano i bicchieri
d'acqua che, si dice, si trovano nel mare. E non sa nemmeno di non saperle tutte queste cose. E non si tiene neppure
lontano da esse per ottenere buona fama: soltanto il suo corpo abita nella città e qui ha la sua residenza, ma la sua
anima, considerando tutte queste cose meschine e da nulla e considerandole con disprezzo, si lascia portare, secondo il
detto di Pindaro,(43) ovunque, fino «nelle profondità della terra» e ne misura le superfici: ora invece «in alto nel cielo»,
a scoprire le leggi del firmamento, e indaga per intero tutta la natura degli esseri, ciascuno nella sua interezza, senza mai
ripiegare se stessa su alcuna delle cose vicine.
TEODORO: Come mai dici questo, Socrate?
SOCRATE: Come anche di Talete si racconta, o Teodoro, che mentre mirava gli astri e guardava in su, cadde nel
pozzo: e una servetta di Tracia, piuttosto in gamba e carina, prendendolo in giro gli disse che lui desiderava conoscere i
fenomeni celesti, ma si lasciava sfuggire quelli che aveva davanti a sé e sotto ai suoi piedi.
Questo motteggio è ben appropriato a tutti coloro che si occupano di filosofia. In realtà a chi è tale non solo sfugge
chi è presso di lui, e cosa fa il vicino, ma quasi è incerto se è un uomo o qualche altra creatura. Ma cosa mai è l'uomo e
cosa a una tal natura conviene fare o subire, a differenza degli altri esseri, egli ricerca e di tale attività si occupa. Mi
segui, ora, Teodoro, o no?
TEODORO: Io sì e tu dici bene.
SOCRATE: Dunque, amico mio, quando un simile individuo, in privato o in pubblico, come dicevamo all'inizio, si
imbatte in qualcuno, e quando in tribunale o altrove è costretto a parlare di quello che ha tra i piedi o sotto gli occhi,
offre materia di riso non solo alle donne di Tracia e a tutta la restante moltitudine, ma cade nel pozzo e in ogni sorta di
difficoltà per inesperienza, perché la sua balordaggine è inusitata e offre l'immagine di ogni inettitudine. Infatti nelle
ingiurie, poiché non conosce nessuna macchia di nessuno, per il fatto che non se n'è mai occupato, non ha alcuna
capacità di ingiuriare direttamente nessuno, e trovandosi così incerto, diviene ridicolo. Ma durante le lodi ed esaltazioni
attribuite ad altri, non per simulazione, ma facendosi vedere ridere schiettamente, sembra essere un motteggiatore. E
quando viene elogiato un tiranno o un re come un pastore, egli ritiene di udire che costui venga lodato perché come
allevatore di porci, o di pecore o di mucche, munge molto latte: egli pensa però che essi mungano e pascolino un
animale più difficile a trattarsi e più pericoloso di quelli e che è necessario che questo tale diventi rozzo e incolto per
tutti i suoi traffici non meno dei pastori, proteggendosi tutto intorno da un muro, come da un recinto i pastori in
montagna. E quando sente dire che uno è proprietario di una quantità immensa di terra, perché ne possiede diecimila
peltri (44) e anche di più, crede di sentir parlare di una inezia, abituato com'è a considerare tutta la terra. E quando
compongono inni sulle stirpi sostenendo che uno è nobile perché può mostrare sette antenati ricchi, egli ritiene che
questo elogio è proprio di coloro che vedono poco e ottusamente, e che per la loro ignoranza non sono in grado di
abbracciare con lo sguardo il tutto, né di considerare che ciascuno di avi e di progenitori ne ha un numero sterminato,
nel quale si trovano i ricchi e i poveri, i re e gli schiavi, i Greci e i barbari, e ciascuno può averne ripetutamente un
infinità. Ma per quelli che si esaltano per un catalogo di venticinque antenati e che riportano la loro ascendenza a Eracle
figlio di Anfitrione (45) tutto questo a lui appare alquanto strano e di grande piccineria, e se la ride di costoro che non
riescono a comprendere che il venticinquesimo rampollo da Anfitrione in su e quello dei cinquanta di quelli venuti da
lui furono tali e quali la sorte li combinò, e così non sono neanche in grado di allontanare la vuota alterigia della loro
anima dissennata. In tutte queste situazioni dunque un uomo come questo viene deriso dai più, sia perché, come sembra,
ha un atteggiamento insolente, sia perché ignora quel che ha tra i piedi e perde la bussola in ogni circostanza.
TEODORO: Tu dici proprio quel che avviene, o Socrate.
SOCRATE: Ma quando lo stesso ha la capacità di elevare in alto qualcuno, e questo qualcuno vuole, per tenergli
dietro, portarsi lontano da problemi come «in che cosa io ho fatto ingiustizia a te e tu a me?», per volgersi invece alla
considerazione della giustizia in sé e dell'ingiustizia, che cosa è peculiare dell'una e dell'altra, e in che cosa differiscono
da tutte le cose e fra di loro, o si tiene lontano da problemi quale «se il re è felice» e se lo è «chi ha accumulato molto
oro», per volgersi a considerare la condizione regale e più in generale la felicità e l'infelicità umana, quali mai sono
l'una e l'altra, e in che modo giova alla natura dell'uomo avere parte dell'una e tenersi lontano dall'altra, quando su tutte
queste questioni debba a sua volta dar conto quello che abbiamo definito piccolo d'animo, scaltro e cavilloso, a sua
volta rende al filosofo il controcanto. Perché, appeso dall'alto e in preda alle vertigini, e guardando così sospeso dall'alto
in giù, per mancanza di abitudine è spaventato e si trova in difficoltà e incespica nel parlare e offre materia di riso non
alle Tracie, nè a un altro qualunque ignorante, che non si rendon neppure conto, ma a tutti coloro che sono cresciuti in
condizione diversa da quella degli schiavi. Questo, Teodoro, è il tenore di vita dell'uno e dell'altro, l'uno, quello che
chiami filosofo, per essere in realtà stato tirato su nella libertà e nell'ozio può dare l'apparenza di essere senza vergogna,
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uno spazio "interno". Il fotone (il Bosone di gauge) ? la Risposta a ripristinare l'aspetto ", Che significa matematicamente l'invarianza della" azione "con questa rotazione interna. I fisici teorici sono appassionato di oggetti simili Mettere insieme CHIAMATO gruppo. Per il caso di interazione elettromagnetica, vi ? un solo tipo di oggetti - Le Due dimensioni rotazione interna. Gli Spostamenti Diversi rotazione formare un gruppo, questo gruppo particolare ? CHIAMATO U (1). Il simbolo U indica Che la TRASFORMAZIONE (la rotazione interna) ? unitaria, Che conserva la Normalizzazione (Probabilit?). Questa U (1) Gruppo ha la propriet? di Che le Operazioni interne di rotazione sono commutativa - matematici chiamano questo tipo di gruppo di un Gruppo Abeliano. Invarianze calibro simili ESISTONO per le interazioni forti e deboli, la rotazione "interno" Dipende da pi? di un Parametro In questi casi. Gruppo di oggetti PU? Essere formata da queste generalizzata "Spostamenti di rotazione". Tuttavia, QUESTI elementi non sono pi? commutativa. Tali gruppi sono Chiamati non abeliane. La teoria di gauge per La U (1) si chiama L'Elettrodinamica quantistica (QED).
Il Gruppo non Abeliano Chiamata SU (2) ? applicabile al caso di interazione debole. La rotazione interna ? generalizzata a tre parametri Corrispondenti a tre Bosoni di gauge Diversi - W +, W -, E Z0. Le particelle partecipanti sono il mancino coppia di leptoni. Nel modello di Weinberg-Salam, il mancino leptoni possono subire SIA le interazioni elettromagnetiche e deboli, Mentre la mano destra elettrone PU? Partecipare solo in electronmagnetic interazione. Cos? il modello unificazione queste interazioni dovute. Questa asimmetria di chiralit? ? legato al fenomeno della Violazione di parit? di interazione debole, ed ? Stata verificata definitivamente nel 1950. L'Unificazione elettrodebole si verifica al di Energia Superiore uno Gev 102. Una complicazione deriva per Quanto Riguarda la massa dei Bosoni di gauge per le qualifiche, l'originale teoria di Yang-Mills ha omesso di tener Conto. Nella versione moderna, la massa Viene generato con un processo CHIAMATO Il Meccanismo di Higgs, Che Propone Alcuni Campi Scalari CHIAMATO i campi di Higgs ESISTE nel vuoto. Nel formalismo matematico QUESTI campi di Higgs sono aggiunti alla "azione" per l'interazione elettrodebole. Alla temperatura di transizione (? accaduto nei primi mesi del Big Bang), QUESTI campi di Higgs passare per gli Stati pi? stabili del livello di energia pi? bassa. Una Volta Che Accade questo, tutte le particelle (SIA Bosoni e fermioni) avrebbe Acquisito Massa interagendo con i condensati di Higgs. Vi ? ora un consenso convincente dei risultati sperimentali uno sostegno di questa teoria elettrodebole.
Quando la rotazione interna ? generalizzata uno SU (3), La teoria di gauge PU? Essere applicata al caso di interazione forte. Ci sono otto parametri per questo gruppo di Corrispondenti a otto Bosoni di gauge Chiamati gluoni. Le particelle partecipanti sono i quark con 3 diverse cariche di colore - rosso (R), Verde (G) e blu (b). Tre quark con diverse cariche di colore si combinano per formare un barione. Ogni quark possono svolgere diverse cariche di colore in tempi Diversi, uno Che Condizione La Combinazione di colori ? "bianco". A differenza del caso della U (1) Gruppo, dove il Bosone di gauge (il fotone) non portano carica, i gluoni esegue Egli stesso le spese di colore. Tale differenza di produrre fenomeni come la libert? asintotica e confinamento dei quark. La teoria di gauge SU (3) Gruppo si chiama cromodinamica quantistica (QCD). Il formulism per e QCD l'interazione elettrodebole insieme ? conosciuto come il Modello Standard, Che descrive tutti i fenomeni connessi con leptoni e quark.
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La libert? asintotica
In interazione elettromagnetica del Coulomb Legge dell'inverso del quadrato diventa sempre pi? inadeguato uno Piccola separazione tra le cariche dovuta, Perch? Cominciano uno penetrare l'elettrone virtuale scudo positrone come mostrato Nella parte (a) della Figura 15-07 e 15-08. Un fenomeno parallelo ESISTE in interazione forte. Tuttavia, vi ? il gluone in pi? virtuale di schermatura, Che ha l'effetto Opposto E PRODURRE La forza apparente della carica di colore, come mostrato Nella parte (b) di Figura 15-08. Che questa mostra la forza di interazione diminuisce con la separazione della Diminuzione. Una separazione molto piccoli i quark appaiono come Libero - non interagiscono tra di Loro. Cos? uno separazione piccola, i metodi della Teoria delle Perturbazioni ? applicabile per calcolare le quantit? di interesse fisico.
Figura 15-07 Vacuum Polarization
Figura 15-08 libert? asintotica
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Quark Confinement
In interazione elettromagnetica, le linee del campo elettrico si sviluppa Quando le accusano si allontanano gli uni Dagli altri, come indicato Nello schema di sinistra della Figura 15-09. LA STESSA Situazione in QCD provoca una risposta diversa, Perch? i gluoni Stessi trasportano anche le spese di colore. Le linee di campo (delle sorgenti in movimento) sono disegnate insieme Dalla reciproca attrazione, invece di diffondere fuori. (Vedi diagramma di destra della Figura 15-09.) Quanto l'attrazione sempre pi? forte con Ulteriore separazione, il sistema di guadagno abbastanza energia per Promuovere una coppia di quark-antiquark virtuale dal vuoto Nella realt? fisica. Questo dara luogo alla Creazione di un nuovo mesone come mostrato nel diagramma in basso a destra della Figura 15-09. Cos? l'energia
Figura 15-09 Quark Confinement
spesi nel Tentativo di separare i quark ha portato alla produzione di un altro mesoni, quark libero non ? Stata prodotta.
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Teoria della Grande Unificazione (GUT)
Anche se il Modello Standard ha avuto molto successo Nella contabilizzazione di tutti i fenomeni sperimentali, essa non Dovrebbe Essere La teoria definitiva uno causa della sua grande Complessit? e le Numerose Questioni ancora senza risposta. Queste obiezioni Sembrano suggerire Che ci Possa Essere simmetrie pi? profonda alla base del modello standard, Che portera forse per l'unificazione delle interazioni forti ed elettrodeboli in un unico "grande teoria unificata", o intestino. Tale sistema ? infatti possibile se il gruppo interno di rotazione ? ulteriormente generalizzata uno SU (5) con 24 parametri. Tutte le particelle elementari Vengono assegnate in
grazie a 5 multipletti E a causa di 10 multipletti. Figura 15-10 mostra uno dei 5 - multipletti con l'Assegnazione 24 Bosoni di gauge disposti in una matrice. QUESTI Di, 12 sono uno Conoscenza (il fotone, W +, W -, Z0 e 8 gluoni). I 12 rimanenti sono Bosoni nuovi denotato da X; svolgere queste nuove FORZE in grado di trasformare i quark in leptoni e viceversa. La massa dei Bosoni X Sono stati calcolati in base al Meccanismo di Higgs, e Risulta Essere di circa 1.015 Gev. Questi super-particelle pesanti si trovano MOLTI ordini di grandezza al di l? delle gamme di energia di un acceleratore immaginabile. Tuttavia, ESSI Saranno presenti in grande Abbondanza nei primi 10-35 secondi Dopo il Big Bang.
Figura 15-10 SU (5) Symmetry Figura 15-11 Teoria della Grande Unificazione
Ad energie ben al di sopra 1.015 Gev, tutti i Bosoni di gauge (comprese le X) possono Essere Liberamente prodotti e tutte le interazioni Hanno LA STESSA Forza e quark PU? trasformarsi in leptoni Stessa Facilita con CUI cambia i colori, e il Grand SU ( 5) La simmetria ? manifesto. Ad una energia di circa 1.015 Gev, SU (5) simmetria si rompe per separare SU (3) e SU (2) XU (1) simmetrie e il Grand separazione interazione Unificato le interazioni forti ed elettrodeboli. A circa 102 Gev, SU (2) XU (1) simmetria diventa Rotto, Che riflette la separazione delle interazioni elettrodeboli le interazioni deboli ed elettromagnetiche Distinti. Questo quadro di unificazione delle interazioni Incorpora anche la variazione dei punti di forza delle tariffe, a seconda della distanza Dalla Quale sono attuate come mostrato Nella Figura 15-11. La conseguenza pi? drammatica di grande unificazione E che il protone non ? pi? stabile, ha una piccola Probabilit? di decadimento in un Pione neutro e un positrone (con un tempo di dimezzamento di circa 1031 anni). Decadimento non SIA Stata finora rilevata.
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Supersimmetria
Supersimmetria si differenzia da tutte le altre simmetrie Che si riferisce a causa classi di particelle elementari, Che sono cos? radicalmente Diversi - Il fermioni e Bosoni. Secondo la supersimmetria, tutti i "normali" Particella ha una Particella Compagna - Che spin Nella differiscono da mezza unit?, ma con propriet? altrimenti identiche. Inoltre, i punti di forza delle interazioni del Superpartner sono identiche uno Quelle della Particella Corrispondente ordinaria.
L'ultima colonna Nella Figura 15-12 mostra i nomi e simboli per tutte le Superpartner - "s" di fronte alla Superpartner fermione, "ion" Dietro il Bosone Superpartner, e una "~" sulla cima di un simbolo per designare i Superpartner .
Vieni Nella indicato GUT, X le particelle Hanno una massa dell'ordine di 1.015 Gev, Mentre i Bosoni elettrodeboli Hanno una massa dell'ordine di 102 Gev. Questa enorme differenza di Massa Richiede Sintonia fine dei parametri numerici di meglio di una parte su 1012, Ed. Spesso ? indicato come il problema "Gerarchia". Supersimmetria, tuttavia, porta a Cancellazioni delicato nel calcolo Di queste masse in modo del tutto naturale. Quindi, l'enorme differenza tra la scala elettrodebole e la scala GUT ? una Caratteristica non artificiosa di modelli supersimmetriche, vale a dire, la supersimmetria fornisce una spiegazione.
Un'altra motivazione per la supersimmetria ? la sua intima Connessione con la gravit?. Se la supersimmetria ? uno Promosso una simmetria locale di gauge, la teoria Riprende Automaticamente la teoria di Einstein della relativit? generale. Teorie con supersimmetria Chiamate locali sono super-gravit? della teorie. Anche se Tali Tentativi di unire la relativit? generale con la meccanica quantistica in ultima analisi, ? Incontrato con il fallimento, l'applicazione pi? promettente ? associata con Dieci teorie di stringa dimensionale. Super-gravit? ? il limite di bassa energia in CUI il punto senza struttura delle particelle
Figura 15-12 Supersimmetria
? una buona approssimazione. Supersimmetria affronta anche una serie di altri misteri della fisica moderna, come la Concentrazione enorme di energia dell'universo (Il problema della costante cosmol?gico), l'origine dell'inflazione cosmica, la materia / antimateria asimmetria, la natura della materia oscura fredda, E le forme speciali delle interazioni Higgs.
Se la supersimmetria Fosse una esatta, la simmetria ininterrotta, il Superpartner avrebbe LA STESSA massa delle particelle ordinarie. Tuttavia, Tali particelle non sono mai osservate Stato, e di particelle supersimmetriche, quindi, SE SI TRATTA di una vera simmetria della fisica delle particelle, DEVE Essere spezzato. Se la rottura della supersimmetria in modo Che racconto la spiegazione per il problema della Gerarchia ? ancora valido, allora la massa del Superpartner SAREBBE nell'ordine di 103 Gev - proprio nel range di massa accessibile la nuova generazione di acceleratori.
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Superstringhe
Secondo la teoria delle superstringhe, i costituenti Fondamentali del mondo materiale non sono punto-come particelle elementari, ma tiny uno stringhe di dimensioni AVENTI una lunghezza di circa 10-33 cm (la lunghezza di Planck). Come la corda di un violino, Che PU? vibrare In molti modi diversi (Diversi modi), Che corrispondono alle diverse particelle elementari osservate in natura. SI TRATTA di una teoria quantistica Che Incorpora la gravit? naturalmente. Nel suo quadro pi? AMPIO di M-teoria, i punti di forza di tutte le quattro FORZE Fondamentali si fondono a distanza molto ridotta (~ 10-33 cm.) Provengono mostrato Nella Figura 15-13.
Ci sono dovute classi di stringhe, Quelli con le Estremit? (aperte corde), e quelle senza (Chiuse stringhe - un ciclo), come mostrato Nella Figura 15-14. Le particelle associate con le corde aperte sono le spin-1 Bosoni di gauge e fermioni. Il Loro Movimento e limitata sulla superficie di una membrana da Alcune condizioni al contorno. Gravitone con spin-2 ? un esempio di stringa chiusa, Che possono viaggiare Liberamente in tutte le dimensioni spaziali. Questi sono gli ingredienti per la teoria della manyfold universo.
Figura 15-13 Super-UNIFI --
zione Figura 15-14 String, aperto e chiuso
Quando una Particella si muove punto Attraverso lo spazio-tempo, segue una geodetica (un percorso di lunghezza minima) e Spazia su una curva tridimensionale, Che Viene indicato come il Suo Mondo-line. Tuttavia, Quando una stringa si propaghino Attraverso lo spazio-tempo, Che spazza una superficie bidimensionale, per analogia, Viene CHIAMATO Il suo mondo Fogli, e si muove lungo una superficie di superficie minima. (Vedi Figura 15-14).
Quando la supersimmetria ? incorporato Nella teoria Stringa originale, si risolve il problema con Tachyon (piazza di Massa e negativo), ospita il modello vibrazionale ferminonic, e unire la relativit? generale con la meccanica quantistica. La teoria delle stringhe diventa la teoria delle superstringhe.
Il "eterotica" teoria delle superstringhe ? una teoria di stringhe chiuse. In aperto contrasto con le stringhe con oneri misuratore gli endpoint, qui le accusano calibro sono "spalmato" su tutta la stringa eterotica. Vibrazioni (Onde) possono viaggiare intorno a Qualsiasi stringa chiusa in Direzioni dovuto, ma la Particolarit? della stringa eterotica E che le onde in movimento In ogni direzione, sono completamente differenti. Le Onde Che si spostano in senso orario, sono le onde del 10-dimensionale delle superstringhe, Mentre le onde si spostano in senso antiorario, sono Quelli dei 26 originali-bosonica stringa dimensionale. Per Ottenere una Coerente teoria dimensionale 10, 16 delle dimensioni extra sono interpretati come gradi di libert? interni, Che si trovano ad Essere Legati alla simmetria di gauge locale.
Figura 15-15 Compattificazione
Figura 15-16 Calabi-Yau Space
A Dieci spazio tridimensionale ? necess?rio al fine di Eliminare i Fantasmi (Probabilit? negativo) nel formalismo. Per specificare un punto in questo spazio tridimensionale 10 Richiede i soliti quattro (x, y, z, t), maggiorato di un Ulteriore sei pi? coordinate. Supponiamo Che UNO DI QUESTI extra coordinamento ? rannicchiata in un piccolo cerchio,
(Si veda la Figura 15-15). Il suo valore e l'angolo nel cerchio. Perch? il raggio del cerchio ? cos? piccolo (~ 10-33 cm), Il valore dell'angolo ? completamente invisibile. Di conseguenza, le leggi della fisica devono Essere invarianti sotto sposta in un angolo. Questo comportamento ricorda la rotazione interna detto in precedenza U (1) simmetria e possono Essere Identificati con CIASCUNO degli altri. Di conseguenza, la distorsione di questo accartocciate dimensione corrisponde alla Presenza di spin-1 Bosoni di gauge. In realt? la compattazione si trova su un sei-spazio tridimensionale, la teoria delle superstringhe limitare severamente la forma geometrica. E 'stato dimostrato Che una particolare classe di sei-dimensionali forme geometriche CHIAMATO Calabi-Yau spazi in grado di Soddisfare queste condizioni. Figura 15-16 mostra lo spazio ordinario (in dimensioni dovuta) con accartocciate il Calabi-Yau spazio In ogni punto. E 'solo redatto Sulle linee di intersezione della griglia per la chiarezza visiva.
Topologia diventa uno Strumento importante per superstringhe Quando ? trattata come oggetto della meccanica quantistica. Questo ramo della matematica si occu di REGOLARE, Graduale e continuo cambiamento di forma geometrica. Ad esempio, un quadrato PU? Essere Continuamente Deformato in un circolo spingendo NEGLI angoli e arrotondamenti ai lati. La Regola Fondamentale E che nessun nuovo buco possono Essere Creati Nella nuova forma di strappi. Alcuni oggetti topologici equivalenti sono mostrati Nella Figura 15-17.
Figura 15-17 Topologia Figura 15-18 String Storia
E 'stato citato inArgomento 12che il passaggio dal classico al quantistica dei campi ? Tramite la somma su tutti i percorsi possibili per Valutare la Azione. In superstringhe, ci sono dovuti parametri Lungo il worldsheet (nell'integrale Che definisce l'azione) e la somma ? superiore a tutti collegati possibili superfici. In particolare, Esso comprende tutte le superfici formata da stretching, trazione, torsione e la deformazione in caso contrario (senza strappare), il mondo classico-sheet. Cos? Incluso nella somma con superfici sono molto lunghi, sottili tentacoli venire mostrato Nella Figura 15-18. Tali tentacoli PU? Essere interpretato come molto piccole stringhe chiuse Che appaiono da fuori il vuoto e di Partecipare alla stringa originale, o venire chiuso stringhe Che si staccano Dagli originali e poi sparire nel vuoto.
Interazione tra stringhe dovuta PU? Essere rappresentato da uno schema Simile a Quello Diagramma di Feynman per l'interazione di particelle dovute punto. Al posto di linee e punti in quest'ultimo caso, i percorsi delle corde diventano tubi. Le stringhe non dovuta si incontrano in un punto, Che interagiscono mediante la fusione (dal arrivo) e la divisione (uscita al). Tale sbavature dell'Interazione evita la singolarit? nel punto in CUI Le Due particelle si incontrano E quindi la teoria delle stringhe non ? afflitto da infiniti al punto di particelle
Figura 15-19 stringhe di interazione
Teorie quantistiche di campo. Perturbazione teoria Viene utilizzato per Ampliare l'interazione in una somma di diagrammi individuali come mostrato Nella Figura 15-19. Il primo ? la principale parte Chiamata albero diagramma dei Livelli. Gli altri con crescente numero di fori sono Chiamati diagrammi di ciclo, sono i contributi di coppie di particelle virtuali. Se la forza di interazione ? di piccole dimensioni, la serie SAREBBE convergono Rapidamente, altrimenti il calcolo diventa sempre pi? difficile in Quanto il numero di cicli cresce.
Figura 15-20 Superstrings Teorie
Secondo le Differenze di simmetria di gauge, i tipi di stringhe o brane, ecc Ci sono cinque versioni differenti teorie delle superstringhe come mostrato Nella Figura 15-20. Esse sono collegate con la S-dualit?, Che Riguarda il limite di accoppiamento forte di una teoria del limite di debole accoppiamento di Un'altra teoria, e la T-dualit?, Che Riguarda una teoria Che ? compattificata su un cerchio di raggio R, Un'altra teoria compattificata su un cerchio di raggio 1 / R.
Nel 1995, Edward Witten ha dato prova di un nuovo tipo profondo della dualit?. Egli ha suggerito Che Le Cinque teorie, anche se Apparentemente Diversi Nella Loro struttura di base, sono solo Diversi modi di descrivere LA STESSA fisica di base. Le Cinque teorie sono solo cinque diverse finestre su questo unico quadro teorico (in 11 dimensioni), Che oggi si chiama l'M-teoria. M-teoria Contiene oggetti estesi di una grande quantit? di differenti dimensioni spaziali Chiamati p-brane (un oggetto di dimensioni spazio p, fino a nove). Sembra Che gli ingredienti Fondamentali della M-teoria sono "brane" di una Variet? di dimensioni. Gli oggetti in Teorie Cinque visualizzate solo come stringhe (o delle membrane raggomitolato uno guardare come stringhe), Che sono la luce Sufficiente per entrare in contatto con la fisica come noi la conosciamo. Le analisi perturbativa non sono abbastanza raffinati per scoprire anche l'Esistenza del super-massiccia oggetti estesi di altre dimensioni; stringhe Dominato le analisi e le teorie fu dato il nome di "teorie delle stringhe".
Attualmente non ci sono previsioni verificabili da superstringhe. Tuttavia, si puo dimostrare Che ad energie Inferiori uno GeV 1016, la teoria delle stringhe eterotiche Porta Effettivamente uno un normale grande teoria unificata. Nel frattempo, in questo momento, le superstringhe ? l'unica teoria valida in grado di unificare le quattro interazioni (vedi Figura 15-04), e Hanno il Potenziale per FORNIRE spiegazioni per tutti i fenomeni fondamentali. Si potrebbe Prendere il posto alla fine del lungo viaggio verso la teoria definitiva come illustrato Nella Figura 15-05 e 15-06.
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Molteplice, l'energia del vuoto, e Multiverse
Ricerca nel primi anni del 2000 indica Che la teoria delle stringhe possono FORNIRE le spiegazioni per "l'energia oscura" E l'origine delle "Bing Bang". Vieni accennato in precedenza, le sei dimensioni extra curl in sei piccolo spazio tridimensionale conosciuto come collettore di aspirazione (si veda la Figura 15-21). Le equazioni della teoria delle stringhe specificare la sistemazione del collettore di configurazione, insieme con i Loro Associati brane (verde) e linee di forza conosciuta come linee di flusso (arancione). La fisica Che si osserva Nelle tre grandi dimensioni Dipende dalle dimensioni e la struttura del collettore: ciambella venire MOLTI venuto "Maniglie" ha che, la lunghezza e la circonferenza di Ogni Gestire, il numero e Le posizioni dei Suoi brane, e il numero di Linee di flusso avvolto Attorno Ad ogni ciambella.
Figura 15-21 Manifold
Ogni collettore ha un Potenziale di energia unica, Hanno contribuito per flussi, brane e la curvatura della accartocciate dimensioni. Questa energia Viene Chiamata energia del vuoto, Perch? ? l'energia dello spazio-tempo, Quando le quattro grandi dimensioni sono completamente pri di materia o campi. La geometria del collettore di piccole cercher? di adattarsi uno minimizzare questa energia. Venire
Di conseguenza, Ogni configurazione stabile stabilirsi in un minimo di l'energia del vuoto, come mostrato dal Alfabeti in Figura 15-22, dove l'energia negativa ? tracciata in blu. Il diagramma mostra una versione semplificata di soli parametri dovuto. In realt?, il numero di parametri regolabili ? enorme. Ci sono soluzioni con un massimo di circa 500 manici e il numero di linee di flusso PU? Essere ben 10. Cos?, il numero di Configurazioni possibili Molteplici SAREBBE intorno al 10.500, E CIASCUNO di ESSI occupano una posizione stabile Nella mappa di energia di pi? parametri. Il nostro universo (vedi Us nel diagramma) Sembra Essere uno di questi, con una piccola costante cosmol?gico (Corrispondente all'Energia piccola ma positiva sotto vuoto), Che sta ora guidando l'accelerazione osservata Cosmica. Grande energia del vuoto positivo produrr? un'accelerazione troppo, e l'energia del vuoto negative inducono il Collasso. Secondo il principio antropico, siamo anche vivere in un collettore di aspirazione (delle sei piccole dimensioni) Che le leggi fisiche sono Adatti per lo Sviluppo della vita.
Figura 15-22 Energia del vuoto
La possibilit? di decadenza da un vuoto stabile ad un altro suggerisce un quadro radicalmente nuovo dell'universo. Figura 15-23 mostra l'AMPIO dimensione spazio a colori. La Regione blu rappresenta un universo inizialmente seduto in energia del vuoto minimo A (come mostrato Nella Figura 15-22). Decadimento di una linea di flusso in A Crea un Diverso collettore, Che Le Gallerie uno un nuovo minimo in B (si veda la Figura 15-22 e la bolla rossa Nella Figura 15-23). Poi Un'altra linea di decadimento del flusso di B crea un altro collettore, tunnel Che a un altro nuovo minimo in C (si veda la Figura 15-22 e la bolla verde Nella Figura 15-23), e cos? via all'infinito. L'intero universo E quindi una schiuma di espansione All'interno di Bolle Bolle, ognuna con PROPRIE leggi della fisica. Pochissime delle bolle sono Adatti
Figura 15-23 Multiverse
per la formazione di strutture complesse come le galassie e la vita. L'universo osservabile ? una regione relativamente piccola in una Di queste bolle, come mostrato Nella Figura 15-23. Il Big Bang Stato ? solo l'inizio di un nuovo collettore All'interno di un universo pi? anziani.
Quantum Foam e Loop Quantum Gravity
Combinando le leggi della meccanica quantistica e della relativit? generale, si deduce Che in una regione delle dimensioni della lunghezza di Planck (10-33 cm.), La fluttuazioni di vuoto sono cos? enormi Che lo spazio come noi lo conosciamo "bolle" e diventa una spuma di schiuma quantistica.
In uno scenario del genere, lo spazio Appare completamente liscia alla Scala di 10-12 cm., Una certa ruvidit? inizia uno Mostrare fino a livello di
10-30 cm. E alla Scala dello spazio lunghezza di Planck diventa una spuma di schiuma quantistica probabilistici (come mostrato Nella Figura 15-24) e La nozione di un semplice spazio diventa continuo Incoerente. Secondo l'ultima idea in teoria delle superstringhe, lo spazio uno cos? piccola non PU? Essere descritto dalle coordinate cartesiane, x, yez, Che Dovrebbe Essere sostituito da "la geometria non commutativa", in CUI Le coordinate sono rappresentate da diagonale non Matrice. Questo ? essenzialmente l'espressione di principio di indeterminazione Nella meccanica quantistica.
Figura 15-24 Quantum Foam
Una teoria per descrivere lo spazio con la dimensione della lunghezza di Planck Stato ? sviluppato recentemente. Si chiama teoria della gravit? quantistica un ciclo, Che postula Che la dimensione minima lineare dello spazio ? dell'ordine della lunghezza di Planck. Spazio con grande distesa sono costruiti su queste dimensioni pi? Tali Che la superficie e il volume sono quantizzati come mostrato Nella Figura 15-25. Nel quantistica un ciclo
Formulazione di gravit?, la lunghezza non ? l'attributo Fondamentale. La teoria si basa su quantizzato momento angolare, Che corrisponde ad un elemento Orientata zona. Cos? l'area ? pi? importante della lunghezza. Vi ? una assoluzione zero il volume minimo di circa 10-99 centimetro3, E SI limitazione la serie di volumi uno una discreta serie di numeri. Questi Stati quantistici sono simili ai Livelli energetici dell'atomo di idrogeno. L'idea ? Simile a Quella vista macroscopica e microscopica della materia, per i Quali la continua comparsa ? TRASFORMATO gradualmente in un insieme di atomi discreti su piccola scala.
Figura 15-25 Quantum Space Figura 15-26 Net Spin-lavoro
Descrizione di un quantum di spazio PU? Essere semplificato Che rappresenta il volume con un punto o nodo, e la zona (il volume Che racchiude) con una linea perpendicolare alla faccia (si veda la Figura 15-26 AEB). I numeri per il nodo o la linea (in Figura 15-26 b) indica la dimensione del volume o della zona. In questo caso, il quantum del volume ? Dotato di otto unit? della lunghezza di Planck Cubi. Figura 15-26 C e D mostra il collegamento a causa di volumi e la sua rappresentazione in nodi e linee. La rete di Figura 15-28 mostra la Connessione di MOLTI volumi discreti, ma ? Chiamata la rete di "spin". Particelle, come gli elettroni, corrispondono uno determinati tipi di nodi, Che sono rappresentati con l'aggiunta di etichette pi? sui nodi. Campo, come ad esempio il campo elettromagnetico, sono rappresentate da etichette supplementari Sulle linee del grafico.
Proprio come lo spazio ? definito da una geometria discreta di una rete di spin, il tempo ? definito da una sequenza di mosse diverse Che riorganizzare la rete, come mostrato Nella Figura 15-27. Il tempo non scorre come un fiume, ma come il ticchettio di un orologio, con le "zecche" che sono circa fino a quando il tempo di Planck: 10-43 secondo. O, pi? precisamente, nell'universo Il tempo flussi dal ticchettio degli orologi innumerevoli - in un certo senso, In ogni punto della rete in CUI UNO quantum spin "Mossa" si svolge, un orologio In quella posizione ha spuntato una volta. Nella Figura 15-27, le linee della rete di spin aerei diventano, ed i nodi diventano linee. Il risultato ? CHIAMATO una schiuma di spin. Prendere una fetta con una schiuma di spin in un momento particolare di produrre una rete di spin, tenendo una serie di fette in tempi diversi (saltando da una linea tratteggiata ad un altro) pu? produrre Fotogrammi di un filmato Che mostra la rete evoluzione nel tempo di spin. La sequenza sul lato destro della Figura 15-27 mostra un gruppo collegato di tre volumi quanti si fondono per diventare una sola.
Figura 15-27 Quantum Spacetime
Previsioni e test:
Una prova importante E se classica, la relativit? generale possono venire recuperati Essere quantistica della gravit? approssimazione di un ciclo. E 'stato dimostrato Che a lungo-lunghezza d'onda di onde Gravitazionali di Moltiplicazione degli spazi altrimenti piatto PU? Essere descritto come eccitazioni degli Stati quantici Specifiche Nella teoria della gravit? quantistica un ciclo. La teoria PU? anche riprodurre le radiazioni blackhole e il rapporto tra entropia blackhole e la sua superficie.
La scala di Planck ? di 16 ordini di grandezza al di sotto della Scala sondato nel pi? alto dei acceleratori di particelle di energia Attualmente previsto (di energia pi? Elevata ? Necessaria per sonda distanza scala pi? breve). Cos? Sembra esserci speranza per la conferma delle teorie di gravit? quantistica.
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Paolo Parrini
La scienza come ragione pensante1
Dice Heidegger alla fine del saggio del 1943 dedicato a “La parola di Nietzsche „Dio è
morto‟”: “Il folle [ossia chi proclama la morte di Dio] … è colui che cerca Dio gridando „Dio‟ a
gran voce. Forse un pensante ha realmente gridato qui de profundis? E l‟orecchio del nostro
pensiero? Il grido continuerà a non essere udito finché non si inizierà a pensare. Ma il pensiero
inizierà solo quando avremo esperito che la ragione, glorificata da secoli, è la più accanita
avversaria del pensiero” ([2: vol. 5, p. 267 = p. 246 sg.] = [6, p. 315 sg.]; cfr. [5, p. 245 sg.]).
Compare in queste parole, in maniera particolarmente nitida, una contrapposizione fra
pensiero e ragione che, in vario modo, caratterizza l‟itinerario intellettuale di Heidegger ed acquista
maggiore forza dopo la svolta avvenuta negli anni immediatamente successivi al quinquennio 1927-
1932 - un quinquennio di importanza cruciale in cui si collocano, in rapida successione, la
pubblicazione di Essere e tempo e di Kant e il problema della metafisica (rispettivamente 1927 e
1929), l‟ormai famoso incontro di Davos con Cassirer e Carnap (1929) e l'attacco mosso dallo
stesso Carnap alla filosofia heideggeriana nel saggio Il superamento della metafisica attraverso
l’analisi logica del linguaggio (1932). La contrapposizione vede, da un lato, un pensiero pensante,
che sembra essere appannaggio della filosofia speculativa e, dall‟altro, una ragione che sembra
esaurire l‟attività intellettuale della scienza e della razionalità scientifica, confinate entrambe
nell‟ambito algoritmico o calcolistico delle procedure formali e astratte della logica, della
matematica e delle discipline esatte in generale. È da tale antitesi che maturano le considerazioni
heideggeriane sulla scienza e sulla tecnica esposte nelle lezioni dei primi anni Cinquanta su Che
cosa significa pensare, lezioni nelle quali compare la famosa (e per alcuni famigerata) frase che “la
scienza non pensa” ([2: vol. 8, p. 9] = [7, p. 41]).
È stato osservato che, esprimendo questo giudizio, Heidegger intendeva non tanto criticare la
scienza, quanto piuttosto indicare e circoscrivere l‟ambito in cui essa consapevolmente e
metodicamente si muove. Per il filosofo tedesco, cioè, sarebbe la scienza stessa a porsi il compito di
indagare qualcosa che essa assume come oggetto senza metterlo in questione come tale. La fisica,
per esempio, si occuperebbe a livello ontico della natura di certi enti (o essenti), ma non si porrebbe
la questione ontologica del modo d‟essere che compete a quegli enti e che va loro riconosciuto. La
1 Lectio magistralis tenuta a Firenze il 15 Novembre 2008, nella Sala Gonfalone del Consiglio Regionale della
Toscana, in occasione della consegna del Premio Giulio Preti 2008. Il testo è apparso nel volume Pianeta Galileo
2008, a cura di Alberto Peruzzi, Centro Stampa del Consiglio Regionale della Toscana, Firenze, 2009, pp. 235-242.
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scienza dunque non pensa, perché il compito peculiare del pensiero sarebbe proprio quello di
andare al di là del procedere metodico sia della scienza in generale sia di qualunque disciplina
particolare per portare alla luce e mettere in questione i presupposti, accettati per lo più come ovvi e
scontati, che ne stanno alla base.
Può essere superfluo precisare che chi vi parla, e che ha avuto l‟onore di ricevere il premio
intitolato al suo maestro Giulio Preti, non può che muoversi in un orizzonte di idee assai diverso da
quello heideggeriano. Ma proprio la lezione di Preti invita ad assumere nei confronti del filosofo
Heidegger (e sottolineo la parola “filosofo” per indicare che non intendo parlare dell‟uomo
Heidegger e, tanto meno, del rettore Heidegger!) una posizione più cauta e in qualche modo più
articolata di quella che in genere è stata presa, soprattutto da noi, tanto dai suoi detrattori quanto dai
suoi estimatori. Io credo certamente - come risulterà chiaro al termine di questo mio breve discorso
– che l‟affermazione che la scienza non pensa sia da contestare in base ad una visione più
aggiornata della razionalità scientifica e di quello che fin da subito vorrei chiamare pensiero
scientifico; nondimeno ritengo che tale “scandalosa” idea - come Heidegger stesso la qualifica ([2:
vol. 8, p. 9] = [7, p. 41]) - vada inquadrata all‟interno di una concezione generale nella quale spunti
che potevano essere utilizzati (e saranno da altri utilizzati) per una assai diversa valutazione
dell‟attività scientifica non erano del tutto assenti.
Ciò che intendo dire, insomma, è che sono stati gli attacchi di Heidegger alla scienza e alla
ragione a calamitare in modo pressoché esclusivo l‟attenzione di gran parte di coloro che, in
positivo o in negativo, si sono confrontati con la sua posizione. Per questo, prima di dire come e
perché io ritenga che essa non renda giustizia alla scienza, vorrei brevemente mostrare che su questi
stessi argomenti Heidegger ha sostenuto anche tesi più sfumate e non prive di acutezza. Nei suoi
testi, infatti, si possono trovare considerazioni di notevole interesse, dalle quali traspare una certa
sensibilità nei confronti degli accesi dibattiti epistemologici del tempo, dibattiti suscitati dalle
profonde trasformazioni scientifiche dei primi decenni del Novecento. Ho in mente, in particolare,
quelle discussioni sulle implicazioni filosofiche della fisica relativistica e della meccanica
quantistica che, nei primi anni Venti, conducono un esponente della filosofia scientifica come Hans
Reichenbach a difendere un‟epistemologia che, pur critica nei confronti del kantismo e del
neokantismo, tiene ferma l‟idea di un a priori costitutivo. Ciò che porta Reichenbach a riassumere il
senso dei radicali mutamenti intervenuti nella scienza con la frase, splendidamente sintetica: “La
filosofia viene messa di fronte al fatto che la fisica crea nuove categorie non rinvenibili nei
dizionari tradizionali” ([10: vol. 3, p. 382 = p. 356]).
L‟affermazione reichenbachiana che ho appena citato risale al 1922. Cinque anni più tardi
Heidegger pubblicherà Essere e tempo introducendo – come si sa - la celebre differenza (qui già
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richiamata) fra il problema ontologico dell‟essere e i problemi ontici riguardanti gli enti, e
denunciando al tempo stesso l‟errore capitale della metafisica tradizionale e dell‟onto-teologia. Esse
avrebbero inteso erroneamente l‟essere o come semplice presenza, o come l‟ente interpretato in
senso generalissimo o come l‟ente supremo. E due anni dopo, nel 1929, con la monografia su Kant
e il problema della metafisica, Heidegger comincerà a servirsi proprio di tale tesi cosiddetta della
differenza ontologica tra essere ed ente per offrire una nuova lettura della rivoluzione copernicana
compiuta da Kant. Ora, è appunto da questa lettura che si può evincere come anche all‟attività
scientifica egli riconosca la possibilià di giungere alla problematizzazione delle modalità di essere
degli enti di cui essa via via si occupa.
Prendiamo attenta nota delle parole con cui fin da Essere e tempo Heidegger fissa la linea
interpretativa che seguirà, in modo dettagliato (e non senza gravi forzature), nel testo su Kant.
“L‟apporto positivo della Critica della ragion pura – dice nell‟opera del „27 - non consiste in una
„teoria‟ della conoscenza, ma nel suo contributo all‟elaborazione di una ricerca intorno a ciò che
appartiene a una natura in generale. La sua logica trascendentale è una logica a priori delle cose che
cadono in quell‟ambito d‟essere che è la natura” ([2: vol. 2, p. 14 = p. 10 sg.] = [3, p. 27]. E infatti,
nella monografia kantiana, egli affermerà che Kant ha avuto il merito di comprendere che “La
manifestazione dell'ente (verità ontica) si impernia sul disvelamento della costituzione dell'essere
dell'ente (verità ontologica)” ([2: vol. 3, p. 13 = [4, p. 25]). Kant insomma, in primo luogo, si
sarebbe interrogato, heideggerianamente, non sul problema gnoseologico, ossia sul problema della
possibilità della conoscenza, ma sul problema ontologico, ossia sul problema dell‟essere e del
rapporto di tale essere con gli enti sia pure limitatamente all‟essere degli enti di natura.
A mio parere, un autore che è stato in grado di tradurre nel proprio linguaggio in modo così
speculativamente creativo la gnoseologia trascendentale di Kant, non può non essersi misurato con
l‟idea che se la scienza – come dice Reichenbach nel testo sopra citato - è in grado di creare
categorie nuove non reperibili nei dizionari tradizionali, e in particolare nel dizionario della
filosofia kantiana, ciò potrebbe significare – detto in termini heideggeriani – che essa è in grado di
approntare modi nuovi di pensare l‟essere degli enti di cui parla. Certamente, se andiamo a leggere
i paragrafi introduttivi di Essere e tempo ci imbattiamo in un Heidegger che è tutto teso a
rivendicare l‟assoluta priorità fondazionale dell‟indagine ontologica sulla natura dell‟essere in
generale; priorità che viene reclamata non solo rispetto alle indagini scientifiche particolari le quali,
muovendosi sul piano ontico, accantonano il problema dell'essere degli enti di cui parlano e si
concentrano esclusivamente sulle proprietà e le relazioni di essi, ma anche rispetto a quelle indagini
ontologiche di carattere più specifico (come sarebbe, appunto, la ricerca condotta dal Kant del
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periodo critico) le quali si interrogano non sulla nozione generale di essere, ma sul particolare modo
d'essere delle entità di cui si occupano le singole scienze.
Ma questa vibrante rivendicazione di priorità non rende Heidegger del tutto sordo a ciò che
nella scienza può avvenire, e che di fatto in quel momento stava avvenendo sotto i suoi stessi occhi
con i profondi mutamenti che investivano soprattutto la fisica. In Essere e tempo, infatti, egli mostra
di sapere bene, per dirlo proprio con le sue parole, che “L‟autentico „movimento‟ delle scienze - e
sottolineo la parola 'scienze‟ - ha luogo nella revisione, più o meno radicale e a se stessa
trasparente, dei loro concetti fondamentali. Il livello di una scienza si misura dall‟ampiezza entro
cui è capace di ospitare la crisi dei suoi concetti fondamentali. In queste crisi immanenti delle
scienze, entra in oscillazione lo stesso rapporto fra il procedimento positivo di ricerca e le cose che
ne costituiscono l‟oggetto” ([2: vol. 2, p. 13 = p. 9] = [3, p. 25]), ossia, nel linguaggio della
differenza ontologica, viene a porsi il problema dell'essere da riconoscere agli enti di cui ci si sta
occupando.
Se quindi ritorniamo alla contrapposizione heideggeriana tra ragione e pensiero da cui siamo
partiti, si potrebbe ben dire che per lo stesso Heidegger, nelle scienze, non è all‟opera solo un
procedimento razionale, o empirico-razionale, il quale mira a stabilire a livello ontico un complesso
di ipotesi e teorie riguardanti le proprietà e le relazioni degli enti che cadono sotto il loro dominio.
Accanto a ciò – almeno stando ad alcuni suoi passi - può presentarsi anche quel pensiero che porta
ad indagare, e se del caso a sovvertire, i confini, le modalità d‟essere e lo statuto ontologico degli
enti di cui le scienze si occupano.
Si potrebbe forse pensare che considerazioni di quest‟ultimo tipo compaiano nell‟opera
heideggeriana solo prima della svolta che porterà il filosofo a sottolineare, con forza via via
crescente, l‟ascolto del linguaggio e della parola poetica come risposta privilegiata, se non
addirittura unica, alla domanda sull‟essere in quanto contrapposta alle domande sugli enti. Alcuni
interpreti hanno sostenuto, infatti, che da un certo momento in poi Heidegger non riprende più “il
discorso sulla portata ontologica delle altre attività dell‟uomo, oltre all‟arte, […] se non per ciò che
riguarda il pensiero nella sua vicinanza con la poesia” ([11, p. 117]). Non per niente nella “Lettera
sull‟„umanismo‟” risalente al 1946-47 egli si rifarà ad Aristotele per affermare che “il poetare è più
vero dell‟indagine dell‟ente” [2: vol. 9, p. 363 = p. 193] = [8, p. 313]).
Lascio naturalmente queste questioni alle attente analisi degli esegeti del pensiero
heideggeriano tra i quali di certo io non posso essere annoverato. Vorrei far notare, però, che ancora
nel saggio su “L‟origine dell‟opera d‟arte”, risalente alla metà degli anni Trenta e in seguito
ristampato nella raccolta del 1950 Holzwege, Heidegger mostra di non aver abbandonato l‟idea che
nella scienza possa esservi spazio per un genuino movimento di pensiero. È vero che, quando parla
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della verità come apertura originaria e del suo accadere nell‟opera dell‟uomo, non pone la scienza
fra le attività umane (come la fondazione di uno stato, la religione o l‟arte) in cui tale accadimento
può realizzarsi. Di più: se si prosegue poco oltre nella lettura, è addirittura esplicito nel negare
all‟attività scientifica ciò che riconosce all‟arte e ad altri modi di operare dell‟uomo. Al contrario di
quanto avviene in questi ambiti – egli scrive – la “scienza […] non è affatto un accadere originario
della verità, ma è di volta in volta la strutturazione di un ambito veritativo già aperto, e invero una
strutturazione attuata attraverso il comprendere e il fondare ciò che, nella sua cerchia, si mostra
come possibilmente e necessariamente corretto, esatto” ([2: vol. 5, p. 49 sg. = p. 50] = [6, p. 60];
cfr. [5, p. 46 sg.]). E tuttavia, subito dopo una caratterizzazione così decisamente negativa, torna a
farsi avanti la consapevolezza che ci sono aspetti dell‟operare scientifico cui tale caratterizzazione
non può venire applicata: “Quando e nella misura in cui – aggiunge e conclude Heidegger – una
scienza va al di là dell‟esattezza e perviene a una verità, cioè all‟essenziale disvelamento
dell‟essente in quanto tale, essa è filosofia” ([2: vol. 5, p. 49 sg. = p. 50] = [6, p. 60]; cfr. [5, p. 46
sg.]).
Anche nell‟attività scientifica può esservi dunque spazio per l‟esercizio del pensiero e quindi,
nella visione di Heidegger, per la filosofia. Certo, può suscitare qualche legittima ironia un simile
riconoscimento, il quale vede la scienza, nel suo momento più alto, trasformarsi in qualcosa di
diverso da sé. Non posso discutere in questa sede il complesso rapporto scienza/filosofia né la
questione – ammesso e non concesso che di una vera questione si tratti – se certe drastiche
trasformazioni concettuali che possono verificarsi, e si sono di fatto verificate, nell‟ambito delle
scienze debbano essere etichettate come scientifiche o filosofiche. Tuttavia, quello che qui mi sta a
cuore mostrare è che proprio la riflessione su tali radicali mutamenti di impianto categoriale – al
centro della meditazione del Reichenbach degli anni ‟20 ma, come abbiamo visto, percepiti anche
da Heidegger – ha condotto l‟epistemologia di oggi a una concezione della razionalità scientifica
lontana dalla visione che per lo più ne dà Heidegger e che costantemente troviamo in gran parte
degli heideggeriani. In altre parole: il fatto che nella scienza, come essa storicamente si sviluppa,
siano presenti momenti di pensiero nel senso heideggeriano del termine – momenti, cioè, in cui una
scienza o la scienza, sempre heideggerianamente, scopre l‟ente come tale e ripensa i suoi propri
fondamenti - ha posto con prepotenza la questione se la razionalità scientifica possa ancora essere
identificata con una ragione confinata all‟applicazione automatica di regole astratte univocamente
determinate e formalmente specificabili.
Benché oggi siano in molti a pensare che il contrasto fra scienza rivoluzionaria e scienza
normale non sia così netto come Thomas Kuhn lo ha presentato, resta comunque vero che è stata
soprattutto l‟indagine sulla struttura delle rivoluzioni scientifiche che ha condotto gli epistemologi a
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ripensare la visione tradizionale della razionalità scientifica. Dalla riflessione sui cambiamenti dei
paradigmi (nel senso di matrici disciplinari) che si verificherebbero nelle fasi cosiddette
„rivoluzionarie‟ è nata una concezione come suol dirsi „a tessitura aperta‟ di tale razionalità, una
concezione che non la esaurisce più - come fa Heidegger quando la contrappone al pensiero – in
procedure di tipo logico e algoritmico e neanche, più in generale, in una razionalità di tipo
criteriale, e cioè basata sull‟uso di concetti ritenuti chiaramente definibili e circoscrivibili nelle loro
applicazioni. La razionalità, lungi dall‟essere solo conformità a regole più o meno compiutamente
formalizzabili, si estrinseca anche attraverso l‟attività del giudizio e della deliberazione, ossia
attraverso un processo che non è guidato da principi di natura generale e i cui esiti non sono il
risultato di un modo di ragionare di tipo esclusivamente „calcolistico‟. Una parte cospicua delle
nostre valutazioni e decisioni razionali viene compiuta non mediante la "disputa", ma mediante la
discussione critico-razionale la quale dipende dall‟applicazione di procedure discorsive peculiari
che vanno da quelle studiate da Aristotele quando parla della saggezza al sistematico impiego di
metafore ed analogie, dalla denuncia delle contraddizioni performative ai giudizi casistici presenti
in molte parti della giurisprudenza, della medicina clinica e della critica artistica (da quella
letteraria a quella musicale e figurativa). Vi è insomma una razionalità che procede con modalità
diverse da quelle che Kant attribuiva al giudizio determinante, ma che resta, nondimeno, una
razionalità.
Può un simile allargamento del concetto di ragione essere considerato una sorta di
„avvicinamento‟ delle prospettive dell‟epistemologia contemporanea a certe istanze
dell‟impostazione ontologico-ermeneutica di Heidegger? Da un lato certamente sì (v. [9, § 6]), ma
dall‟altro non bisognerà dimenticare – come ha osservato uno dei più profondi interpreti statunitensi
del filosofo tedesco – che il metodo mediante cui, fin da Essere e tempo, Heidegger ha mirato alla
comprensione dell‟essere dell‟ente intende porsi come “un'alternativa alla tradizione delle
riflessione critica in quanto [tale metodo] cerca di porre in rilievo e di descrivere la nostra
comprensione dell'essere dall'interno di tale comprensione senza tentare di rendere il nostro cogliere
le entità teoricamente chiaro” ([1, p. 4]). Laddove invece la chiarezza e l‟intersoggettività restano
un requisito ideale di primaria importanza anche entro la concezione „allargata‟ della razionalità che
esce dalla riflessione epistemologica odierna.
In ogni caso, di fronte a un concetto di razionalità divenuto così ampio, „mobile‟ e „aperto‟,
bisognerà quanto meno riconoscere che sembra difficile continuare a contrapporre scienza e
filosofia, ragione e pensiero in termini così drastici come quelli prevalentemente utilizzati da
Heidegger e ancor più difficile confinare o relegare la scienza al regno del non pensiero. Con buona
pace delle formulazioni heideggeriane che vanno in questa direzione (e senza nulla togliere
7
all'importanza di Heidegger nella filosofia del Novecento), pare più opportuno riconoscere che la
scienza non è solo ragione calcolante, ma anche, e soprattutto, ragione pensante.
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Riferimenti bibliografici
[1] Dreyfus, Hubert L., Being-in-the-World. A Commentary on Heidegger’s “Being and
Time”, Division I, The MIT Press, Cambridge (Mass.), 1991
[2] Heidegger, M., Gesamtausgabe, Klostermann, Frankfurt am Main, 1975-
[3] Heidegger, M., Sein und Zeit, trad. it. di P. Chiodi, Essere e tempo (1970), Longanesi,
Milano, VI edizione 1986
[4] Heidegger, M., Kant und das Problem der Metaphysik, trad. it. di M. E. Reina, Kant e il
problema della metafisica, Silva, Milano, 1962
[5] Heidegger, M., Holzwege, trad. it. di P. Chiodi, Sentieri interrotti, La Nuova Italia,
Firenze, 1968, V ristampa anastatica 1990
[6] Heidegger, M., Holzwege, trad. it. di V. Cicero, Holzwege. Sentieri erranti nella selva,
Bompiani, Milano, 2002
[7] Heidegger, M., Was heisst Denken?, trad. it. di U. Ugazio e G. Vattimo, in M. Heidegger,
Che cosa significa pensare? * Chi è lo Zarathustra di Nietzsche?, Sugarco, Milano, 1979
[8] Heidegger, M., Brief über den «Humanismus» (1946), in M. Heidegger, Wegmarken, in
M. Heidegger, Gesamtausgabe, vol. 9; trad. it. di F. Volpi, “Lettera sull‟«umanismo»”, in M.
Heidegger, Segnavia, Adelphi, Milano, 1987
[9] Parrini, P., “Hermeneutics and Epistemology: A Second Appraisal. Heidegger, Kant and
Truth” (relazione in corso di pubblicazione nei Proceedings of the 8th Meeting of Pittsburgh-
Konstanz Colloquium in the Philosophy of Science: Interpretation, Pittsburgh, University of
Pittsburgh, The Cathedral of Learning, 3-4 October 2008)
[10] Reichenbach, H., “Der gegenwärtige Stand der Relativitätsdiskussion” (Logos, X 1922,
pp. 316-378), ora in H. Reichenbach, Gesammelte Werke, Band 3: Die philosophische Bedeutung
der Relativitätstheorie, Friedr. Vieweg & Sohn, Braunschweig/Wiesbaden, 1979, pp. 342-404
[11] Vattimo G., Introduzione a Heidegger, Laterza, Roma-Bari, 1971
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