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L'ARTE DI VOLERSI BENE

Post n°9019 pubblicato il 01 Marzo 2017 da psicologiaforense

Il "volersi bene",  che poi si articola in forme complesse che afferiscono però sempre all'autostima,  rende tutti più forti e aiuta ad affrontare la vita proficuamente, con coraggio e con entusiamo.... 


L'autostima non è innata ma si forma insieme alla storia di ogni persona. E' il risultato della lunga sequenza di azioni e sentimenti che si verificano nel corso della vita. Non è affatto statica: si può accrescere, facendole mettere solide radici o, al contrario, lasciare che resti debole e fragile. Aumentarla e sostenerla in una persona è l'obiettivo più alto del processo educativo.  Nella realtà delle cose è inutile nascondersi che non è facile cambiare la propria autostima. Se lo fosse nessuno soffrirebbe per averla sotto le scarpe e non ci sarebbero persone insicure, timide o dipendenti. Ma tutto si può raggiungere se c'è un impegno serio per aumentare la stima in se stessi. Le persone hanno la capacità di cambiare e l'occasione di imparare per tutta la vita. Detto questo, se vogliamo rafforzare la nostra autostima, il primo passo è fermarsi a riflettere chiedendosi onestamente: "Chi sono io? Quali sono i miei punti di forza? Quali i miei difetti? Cosa devo integrare come parte di me stesso e cosa dovrei cambiare che davvero non mi piace?". Il modo migliore per sviluppare una forte stima di sè è quello di creare un clima di relazioni personali sicuro in cui è possibile fare esperienza. Il rispetto, l'accettazione e la libertà di agire diventano fattori spontanei se supportati dall'amicizia e dal sostegno degli altri. Questo ambiente sicuro e protetto permette di fare nuove esperienze senza incappare nei meccanismi di autodifesa e di distorsione tipici di chi si sente minacciato.

 
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DAL RAGIONAMENTO INCERTO AL RAGIONAMENTO INGENUO, TU DI CHE RAGIONAMENTO SEI? CHE STRATEGIA USI?

Post n°9008 pubblicato il 22 Febbraio 2017 da psicologiaforense

Esistono tre forme essenziali di ragionamento:

- Il ragionamento deduttivo, che consiste nel trarre una conclusione partendo da determinate premesse mediante i procedimenti dell'analisi e dell'astrazione (ragionamento logico);

- il ragionamento induttivo, che parte da un numero minimo di dati e ne ricava un'ipotesi da verificare (ricerca di una legge);

- il ragionamento valutativo, che giudica la validità di un pensiero o di un'azione basandosi sui criteri della logica formale ed utilizzando un modello di riferimento. La strategia utilizzata in un ragionamento consiste nel raccogliere le informazioni ritenute utili ordinarle ed elaborarle per la formulazione di un'ipotesi

Le strategie di ragionamento  utilizzate più frequentemente sono:

- strategia globale, che consiste nell'utilizzare tutte le informazioni a disposizione, procedendo per eliminazioni successive fino a quando non si giunge a ridurre l'ipotesi originaria ai soli elementi presenti in tutti i casi esaminati

- strategia parziale, che consiste nel formulare un'ipotesi iniziale utilizzando soltanto una parte dei dati a disposizione. Nel caso di errore, si cambiano i dati di partenza; in caso di successo, si mantiene l'ipotesi formulata.
Rispetto alla strategia globale, il metodo parziale presenta l'inconveniente di richiedere un grosso sforzo mnemonico; inoltre occorre avere molto tempo disponibile nell'eventualità che vengano cambiate più volte le varie ipotesi di lavoro.

NOTA INTEGRATIVA DI MARCO PRESTA:

Una delle grandi tragedie della nostra epoca consiste nel fatto che tutti sono convinti di avere un'opinione. Qualunque babbeo ti trovi di fronte si sente in dovere di dire la sua sulk rapporto di coppia, sulla vita, sull'educazione dei figli,  sull'economia mondiale, sul Medioriente, sull'ultima scoperta scientifica....  Ci vorrebbero delle sanzioni economiche: sei un imbecille, parli del crollo delle Borse, trecento euro di multa. Invece niente.

 
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VALE PIÙ UN AMICO, UNA CERCHIA DI AMICI ALLUNGA LA VITA

Post n°9004 pubblicato il 22 Febbraio 2017 da psicologiaforense

L'amore e l'amicizia sono necessari all'uomo come l'aria che respira. Un individuo che scelga la solitudine crede di aver avuto un'intuizione geniale e invece è caduto nel più grossolano degli errori. Non è fuggendo dalla vita che la si conquista. Non aspettiamoci che siano gli altri a offrirci su un piatto d'argento i sentimenti che vorremmo ricevere con una presunzione che è di chiara derivazione infantile. Non siamo più così adorabili come lo eravamo da bambini per la nostra mamma. Diventati adulti, dobbiamo saper giocare tra i sentimenti altrui, scegliere, indovinare, riconoscere, vedere, senza lasciarci accecare da pregiudizi che ingiustamente ci porterebbero a escludere dal giro delle nostre amicizie persone che invece meriterebbero stima.

 
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I COMMENTI SONO SCOMPARSI, SI VA VERSO L'ESTINZIONE DEI BLOG?

Post n°9001 pubblicato il 21 Febbraio 2017 da psicologiaforense

Ci sono sempre meno commenti sui blog. Forse dipende  dalla vita frenetica che conduciamo, dalla brevità dei contenuti mordi-e-fuggi a cui ci  hanno abituando i social network oppure dai dispositivi mobili così scomodi per scrivere lunghe porzioni di testo....  Qualunque sia la causa è un dato di fatto  che i lettori dei blog (anche quelli che compaiono sui grandi giornali, ecc) sono diventanti aridi di parole e avari di commenti. In questa stessa dimensione  per NICHOLE KELLY, autrice di “HOW TO MEASURE SOCIAL MEDIA” e CEO di “SOCIAL MEDIA EXPLORER”, i commenti dei blog sono morti. Se qualche anno fa i blog erano molto pochi e seguire quelli preferiti era un piacere – così come lasciare le proprie osservazioni dopo un post che aveva suscitato in noi interesse – oggi c’è un’esplosione di contenuti, un moltiplicarsi di blog e un’alta varietà di piattaforme dove molti, tutti, scrivono articoli, elzeviri, opinioni, pagine di diario, poesie, osservazioni, riflessioni, aggiornamenti di stato, gossip o contenuti elaborati.... Per questo è anche vero che riuscire a seguire i blog interessanti  è diventata davvero un’attività molto impegnativa.

NOTA INTEGRATIVA

CI SONO VARI TIPI DI COMMENTI AI POST:   
a) commento/saluto; b) commento di dissenso o di  approvazione; c) commento di critica; d)commento ad integrazione del post; e)commento di approfondimento; f)commento che offre spunti di discussione/riflessione; g)commento di documentazione (in cui si riportano studi, ricerche, pubblicazioni, dati, informazioni, arricchimenti ecc..); h)commento di richiesta chiarimenti/spiegazioni; i) commento di outing; l)  commento di disturbo; m) commento provocatorio;  n) commento di mero "scambio";  o)  commento “spam”.

 
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LA PRIMA FACOLTÀ DELL'UOMO: L'IMMAGINAZIONE

Post n°8997 pubblicato il 19 Febbraio 2017 da psicologiaforense

 

Eppure di questa capaci­tà, che Albert Einstein considerava più importante della conoscenza stessa, in generale  facciamo un uso ben misero come, per esempio, immaginare disgrazie, pericoli inesistenti,  limiti, ostacoli insormontabili, rischi micidiali, ecc… TUTTO NEGATIVO INSOMMA! E con questo  dimentichiamo  che, quando imma­giniamo qualcosa, nel cervello si genera un'esperienza reale, il che significa che la nostra mente sta elaboran­do quell' esperienza come se fosse reale, vera, vissuta… nonostante la stiamo solo immaginando.  Così questa straor­dinaria risorsa di cui disponiamo, l'immaginazione, di­venta  un problema terribile  se la utilizziamo per le nostre convinzioni limitanti, quelle certezze che viviamo come reali pur senza esserlo, ingigantendo le dimensioni degli ostacoli e  minimizza­ndo la portata delle nostre capacità. Ecco perché ci ri­sulta difficile uscire dalle nostre ristrette trincee mentali e accettare il fatto che ci sia molto di più di quanto sia­mo normalmente capaci di vedere, lasciando liberi di ri­svegliarsi la nostra curiosità e il nostro gusto per l'esplo­razione. La mente mette in pratica ciò che il cuore vuole sentire, perché sono le emozioni ad aprire l'intelletto, e non il contrario. Ma come può aprirsi l'intelligenza se siamo oppressi dalla paura, se non abbiamo fiducia in noi stessi e non siamo davvero motivati? È quindi di primaria importanza  far emergere quelle risorse emotive tanto necessarie, e per farlo  bisogna utilizzare la nostra immaginazione creativa, capace di aiutarci a scoprire nuove opzioni e percorsi che ci consentono di approfittare delle opportunità esistenti o di crearne di nuove.

 
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TU DI CHE NORMALITÀ SEI? ECCO QUALI CARATTERISTICHE HA UNA PERSONA NORMALE

Post n°8973 pubblicato il 31 Gennaio 2017 da psicologiaforense

1. E’ emozionalmente matura. Pensa e si com­porta come un adulto. Non è esageratamente attaccata ai genitori e ha uno scopo preciso nella vita.

2.
Accetta filosoficamente i rovesci della sorte. Possiede senso d'umorismo e nutre fiducia in se stessa.


3.
E’ troppo occupata per essere infelice. Impara facendo tesoro degli sbagli passati.


4.
E’ in grado di guadagnarsi da vivere e lavora senza lamentarsi troppo.


5.
E’ capace di amare e di  condividere l’amore di un'altra persona.


6.
Va d'accordo quasi con tutti, ha una personalità elastica   ed è umanamente comprensiva.


7.
Non agisce d'impulso, non è tormentata dai dubbi e sa operare delle scelte.


8.
Non è un cinica e non alberga pregiudizi nevrotici.


9.
Cerca di tenere il naso fuori degli affari altrui.  Possiede tatto e discrezione. Valuta serenamente il punto di vista degli altri.


10.
Si è conquistata un “normale” modo di vivere che rende l’esistenza piacevole anziché penosa.

 
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VIVERE LA VITA , RIFLESSIONE DEL GIORNO, SEMPRE IN MENO DI 22 RIGHE

Post n°8972 pubblicato il 31 Gennaio 2017 da psicologiaforense

Gli interrogativi che scuotono l'uomo


L'uomo, le sue origini, il mistero che racchiude in sé, le ragioni della sua esistenza, il suo continuo affannarsi per raggiungere traguardi materiali ed effimeri, la sua fragilità, la morte. E poi: la vita oltre l'esistenza terrena, avere e essere, sostanza e apparenza, amore e odio.
Sono temi e interrogativi, questi, che hanno agitato i sonni di generazioni di pensatori e poeti, di scrittori e uomini di fede, di intellettuali e gente comune.
Sono eterni dilemmi che, oggi forse più di ieri, inquietano le coscienze dell'uomo moderno.
C'è da pensare, infine, che finché vi sarà umanità sulla terra quei temi saranno oggetto di riflessione, di meditazione, di angoscia. E continueranno ad agitare sempre di più le coscienze.
 
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CHE ARIA TIRA

Post n°8963 pubblicato il 27 Gennaio 2017 da psicologiaforense

Circola un' aria stanca, sfessata, delusa, svogliata, l' aria di chi desidera soltanto andare lontano, tagliare e non pensare più, l' aria di chi ha poche energie e poche speranze, l' aria passiva di chi si arrende al pensiero che niente vale la pena di niente e bada essenzialmente a cavarsela senza troppi danni. Ma che inverno strano in piena recessione economica. Insieme con la malavoglia, circola una rabbia intossicata, l' ira di chi ha dovuto indebitarsi con le banche o con gli strozzini per arrivare a "sopravvivere", il furore di chi è costretto a fare code e fatiche fiscali sentendosi oggetto d' una prepotenza inaccettabile, la pulsione violenta di chi picchierebbe i giornalisti del Tg per l' impassibilità affettata con cui riferiscono notizie insopportabili dall'Italia e da tutto il mondo, l' indignazione mortificata di chi, dopo una vita di lavoro, deve rinunciare ad una vita dignitosa per mancanza di soldi e legge ogni giorno sui giornali le cifre del saccheggio d' Italia, migliaia di milioni rubati allo Stato e  ormai perduti, irrecuperabili.

 
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IL SESSO DAVANTI ALLO SPECCHIO AUMENTA L'AUTOSTIMA

Post n°8956 pubblicato il 23 Gennaio 2017 da psicologiaforense

Da sempre una delle fantasie erotiche più apprezzate, fare l’amore davanti allo specchio, ci rende protagonisti assoluti.  Guardarsi allo specchio mentre si fa l’amore aiuta a essere più disinvolti e a osare di più. Inoltre riesce a far apprezzare il proprio corpo. il sesso è: istinto, incontro, primordialità. Spiare ed essere spiati.  Osservare noi stessi nell’immagine riflessa dello specchio ci dà, importanza. E aumenta anche la passione per il partner che scopriamo intento nel darci piacere. Non è solo una visione di corpi, ma anche un incrocio di sguardi e un coinvolgimento spirituale che formano un cocktail esplosivo in tema di erotismo. Inoltre l’essere spiati è una condizione che incita al piacere anche i più timidi o chi non è proprio nel fiore degli anni. Ciò che più eccita, non è solo la dimostrazione “visiva” di quanto siamo desiderati, ma anche il guardare noi stessi. Inoltre grazie allo specchio, si riescono a cogliere attimi che non riusciremmo a vedere senza il nostro riflesso: una carezza, un movimento, la bellezza dell’immagine di un abbraccio.

 
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PANICO, OSSESSIONI , FOBIE… SI POSSONO VINCERE CON LA REALTÀ VIRTUALE CHE CATAPULTA I PAZIENTI A CONTATTO CON LE LORO PAURE

Post n°8955 pubblicato il 23 Gennaio 2017 da psicologiaforense

Sono i mali oscuri del terzo millennio. L’ansia. Il panico. Il disturbo ossessivo compulsivo. Le fobie e mille  paure paralizzanti… che, oggi,   si possono curare con la realtà virtuale la quale   permette di ricreare, tramite algoritmi e protocolli, le situazioni ansiogene in cui il paziente prova disagio o panico.
In buona sostanza,  il paziente  indossa  la classica apparecchiatura (occhiali in particolare) che gli permette  di visualizzare in video il contesto a rischio. 
Prendiamo, ad esempio, il panico da ascensore. All’inizio facciamo entrare il paziente in un ascensore (virtuale)   grande, rassicurante e vuoto. Poi sempre più piccolo, ansiogeno e stretto. La stessa cosa vale per chi ha paura di viaggiare con l'auto in autostrada. O per chi ha paura di volare, ecc...  Di seduta in seduta si aumenta il grado di difficoltà. Insomma, un’azione di desensibilizzazione tramite le nuove tecnologie.  È chiaro che il dialogo con lo psicoterapeuta  resta basilare.

 
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COME CERVO CHE ESCE DI FORESTA. CHE COSA È IL BLOG

Post n°8954 pubblicato il 21 Gennaio 2017 da psicologiaforense


Uno spazio libero per riflettere sul senso della vita, ricevere e dare conforto, aprirsi agli altri con narrazioni, poesie,  pensieri,  immagini, annotazioni su ciò che ci accade… perché  il nostro presente è un dono che va condiviso

 
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AFFRONTARE IL MISTERO DELLA VITA: PANICO, INFELICITÀ, DISAGIO… BASTA UNA PILLOLA?

Post n°8951 pubblicato il 19 Gennaio 2017 da psicologiaforense

Oggi c’è  una pillola per ogni sintomo; ma eliminato il disturbo - inteso come campanello d'allarme e non come causa del malessere - permane la cruda realtà di un equilibrio spezzato. Lo psicofarmaco, ad esempio, assopisce la coscienza ma non ricuce la ferita. Perchè allora a un paziente che accusa sintomi di tristezza o di pessimismo  dovremmo rispondere "prenda il Prozac", o a un altro che lamenta la paura di interagire col proprio simile (fobia sociale) dovremmo suggerire una pillola contro la timidezza (Cipralex)? Non smetterò mai di stupirmi dinanzi a soluzioni così a basso prezzo, ma posso comprenderne la logica: se scopo primario della medicina è curare, come quello del meccanico è aggiustare, allora bisogna avere a disposizione nel proprio cilindro magico una pillola per ogni occasione. Per fortuna, non sempre è così: esistono ancora medici che sanno come un colloquio  o l’”ascolto empatico” del paziente  possano fare molto più di un farmaco. E questo perchè l'essere umano non è fatto solo di sinapsi e di formule chimiche, ma possiede anche un'anima - elemento a tutt'oggi inafferrabile per la scienza, ma essenziale per la vita.

 
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IL BLOG: L'INCERTEZZA CREATIVA,

Post n°8948 pubblicato il 18 Gennaio 2017 da psicologiaforense

Perché TU senti la necessità   di raccontarti nel blog? Perché questo bisogno, oggi, sembra esprimersi a livelli tali da far dubitare che la nostra società sia malata di protagonismo? L'ipotesi  è che il bisogno crescente di raccontarsi in INTERNET  derivi dal fatto che la narrazione è un modo per rispondere alle "sfide" dell'identità, nell'attuale società dell'incertezza. Oggi, le persone sono più libere che in passato di costruire un percorso di vita autonomo, ma sono anche più sole nella loro ricerca di senso. Raccontarsi in WEB è un modo per esplicitare il proprio percorso, attirare l'attenzione su di esso, stabilire una relazione, sollecitare qualche forma di riconoscimento: è un modo per essere certi di esistere.

 
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STUPIDI, SCORTESI, PUZZOLENTI, MALEDUCATI, SCONSIDERATI, INVADENTI E TESTARDI

Post n°8947 pubblicato il 18 Gennaio 2017 da psicologiaforense

RICERCA DELL'UNIVERSITÀ DI WASHINGTON: LE PERSONE INSOPPORTABILI, FLAGELLO DELL’UMANITÀ E NOSTRO INCUBO QUOTIDIANO, SONO DI BEN 7 TIPI: STUPIDI, SCORTESI, PUZZOLENTI, MALEDUCATI, SCONSIDERATI, INVADENTI E TESTARDI

 

Nessuno vuole averci a che fare. Eppure si incontrano a ogni angolo di strada e sono sempre pronti a guastarci la festa. Portatori insani di ansie, manie, frustrazioni, paranoie, piccole e grandi fissazioni.  In ogni situazione ce n’è  almeno uno ed ognuno con la sua caratteristica particolare: c'è il vittimista per vocazione, il chiacchierone incontinente, il maniaco del controllo, lo stressato sull'orlo di una crisi di nervi, l'indeciso cronico, il leccapiedi impenitente, l'urlatore provetto, l'orgoglioso frustrato... Sono i tipi insopportabili e, proprio come dice il loro nome, ce la mettono tutta per rendersi indigesti. Oggi un  rigoroso studio americano li mette sotto la lente e individua tra loro ben sette diverse categorie che riassumono le tipologie di persone che possono straziarci la vita. Sono gli stupidi, gli scortesi, i puzzolenti, i maleducati, gli sconsiderati,  gli invadenti e i testardi. 

 
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STORIA DI UNO STEREOTIPO CHE CAMBIA, CHI HA PAURA DELLA DONNA IN CARRIERA?

Post n°8946 pubblicato il 17 Gennaio 2017 da psicologiaforense

 

Forse si sta modificando, almeno in parte, l'iniziale stereotipo dominante: la donna in carriera è  l'immagine dei caratteri femminili più detestati o temuti dal maschio. Una donna saccente e potente, infida come una maliarda o un avvocato, furba, tramista, organizzatrice di trabocchetti, ingannatrice, mentitrice dalla svelta lingua biforcuta; la donna incosciente come una colf, capace di portare alla rovina con poche parole e magari senza neppure rendersene conto, impietosa; la donna frigorifero, filo spinato, nella quale diventano difetti tossici le qualità virili dell'ambizione; la donna (Dio ci salvi) intelligente e insieme elegante; la donna concorrente e  sleale perchè ricca di capacità di sedurre e di sfruttare il proprio fascino. Ed infine, sono donne che  lavorano sempre, lavorano tanto, lavorano accanitamente e non si preoccupano affatto quando  vengono guardate  con compatimento, come ingenue illuse disposte a un investimento sproporzionato, autolesionistico nel lavoro... anziché “nel focololare”.

 
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IL TEMPO CHE VORREI, LAMPI DI LUCE NEL QUOTIDIANO

Post n°8943 pubblicato il 16 Gennaio 2017 da psicologiaforense

Le nostre giornate. Altalenare perenne di cose da fare, speranze, sogni, incomprensioni, amicizia e abbandono. Segreto desiderio di vivere il tempo, non subirlo. Abitarlo, non essere stranieri, spaesati nel tempo che viviamo. Vogliamo scoprire il modo per sentirlo come ambiente amico, nel quale viviamo e ci costruiamo. Per coglierne il messaggio    è  necessario abbracciare, con pazienza, la nostra vita e leggerla con uno sguardo d'amore. Solo così il tempo di­viene culla che ospita la vita, che ritrova significato e futuro. Nella nostra storia è celato un desiderio di infinito, la nostalgia di qual­cosa di eterno. Per noi , c'è sempre tempo per costruire e ricostruire un progetto  di vita serena e appagante.

 
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BLUE MONDAY, OGGI È IL GIORNO PIÙ TRISTE DELL'ANNO. ECCO PERCHÉ

Post n°8942 pubblicato il 16 Gennaio 2017 da psicologiaforense

Oggi è  il 'Blue Monday', il lunedì più triste nell'arco dei 12 mesi. A calcolare la data del 'fatidico lunedì' è stato, nei primi anni 2000, Cliff Arnall, uno psicologo dell'Università di Cardiff, che tramite una complicata equazione (che prende in considerazione alcune variabili come il meteo, i sensi di colpa per i soldi spesi per i regali di Natale, il calo di motivazione dopo le Feste e la crescente necessità di darsi da fare) ha calcolato che questo è proprio il giorno più 'nero' dell'anno. E in Gran Bretagna, ad esempio, il tema viene preso molto sul serio, tanto che è stato documentato che proprio in questa giornata aumentano il numero di assenze dal lavoro, gli incidenti, i malori...

NOTA INTEGRATIVA

Eccolo l'attesissimo e temutissimo «Blue Monday», il terzo lunedì di gennaio, che si dice essere il giorno più triste dell’anno. Ma, nonostante molti dicano che sia una bufala, la verità è che questa cosa non stupisce più di tanto: tra il freddo, il buio che accorcia le giornate, le feste finite e il lavoro che riprende tale e quale nonostante i buoni propositi, beh, qualche motivo per non essere felicissimi ci può pure essere. E il lunedì è comunque da sempre uno dei giorni più detestati: su Tumblr non sono poche le pagine poeticamente dedicate al «Fuck you monday» e, dopo il grande Vasco Rossi che cantava a squarciagola «Odio i lunedì», oggi ci si sono messi pure Benji e Fede con «Oggi è lunedì, lunedì sai che odio il lunedì, lunedì non chiamarmi il lunedì, lunedì e non svegliarmi, non svegliarmi». Sono usciti addirittura manuali di resistenza al lunedì e sono stati suggeriti corsi di sopravvivenza.  Però, la cosa buffa è che con questo spauracchio della giornata più nera dell'anno, tutti sono talmente «equipaggiati» che il fatidico Blue Monday si trasforma in una giornata diversa, più allegra, piena di ironia: c'è chi arriva in ufficio vestito tutto colorato e chi sfrutta gli sconti speciali offerti per l'occasione da molti negozi, chi crea gif divertenti e chi ascolta in loop «Blue Monday » dei New Order.

 
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TUTTI I GOSSIP PIÙ INFAMANTI: DALLE DONNE ETRUSCHE SEMPRE NUDE E DISPONIBILI A LEONARDO DA VINCI MOLESTATORE

Post n°8941 pubblicato il 15 Gennaio 2017 da psicologiaforense

La chiacchiera da salone di bellezza ha origini remote e come tutte le dicerie che vengono attribuite a uomini e donne è come la colla. Dove s'attacca resta. Nei secoli dei secoli. Quindi si sbaglia di grosso chi pensa che il pettegolezzo sia appannaggio dei moderni condominii. VEDI TUTTO QUI:  il sito web www.focus.it riporta i tredici pettegolezzi più insistenti e spesso infamanti che nel corso dei secoli sono stati indirizzati verso vip, artisti, politici, notabili, regine. Artisti molestatori di ragazzi, love story fasulle, sterminatori di gatti. Poveri potenti, finiti nella mani dei chiacchieroni....

 
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LA HUNZIKER REGALA UN CUCCIOLO A BELEN PER CONSOLARLA DALLE CRITICHE RICEVUTE PER IL BACIO SULLA BOCCA DATO AL FIGLIO

Post n°8938 pubblicato il 13 Gennaio 2017 da psicologiaforense

Nelle ultime ore  sui social si è scatenato un putiferio dopo che BELEN ha postato un video in cui mette della panna sul naso del figlio Santiago e lo bacia sulla bocca. Per molti si è trattato di un gesto inopportuno, più adatto ai rapporti con un amante che con un  bimbo mentre altri hanno difeso Belen sostenendo che sia invece un comportamento del tutto naturale.
Intanto  Michelle Hunziker  che è molto amica di  Belen Rodriguez  ha deciso di  consolarla e le ha fatto trovare  un barboncino di pochi mesi della stessa identica razza della sua Lilly. Belen è impazzita di gioia e ha voluto condividere il nuovo arrivo in famiglia insieme ai suoi follower social e ha scritto: "Ancora dobbiamo pensare al nome...... #cipiace grazie @therealhunzigram é maschietto!!! Aiutateci!!!!".

 
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Padova, 13enne tolto ai genitori, è troppo effemminato, polemiche in tutta Europa

Post n°8934 pubblicato il 10 Gennaio 2017 da psicologiaforense

Polemiche infuocate  per una decisione del Tribunale dei minorenni veneto, che ha tolto un 13enne alla custodia della madre. La notizia, riferita dal Mattino di Padova, riguarda un caso di separazione con conflittualità esasperata tra coniugi  che si trascina da anni, e che ha origine con un'accusa di abusi sessuali sul ragazzino da parte del padre. L'uomo è stato assolto e il bambino  affidato a una comunità diurna.

Qui i responsabili notano, qualche mese fa,  che il 13enne «tende in tutti i modi ad affermare che è diverso e ostenta atteggiamenti effeminati in modo provocatorio», come si legge nella relazione dei servizi sociali. Il Tribunale  decide quindi che l'adolescente deve essere allontanato definitivamente dalla madre, in quanto «il suo mondo affettivo risulta legato quasi esclusivamente a figure femminili e la relazione con la madre appare connotata da aspetti di dipendenza, soprattutto riferendosi a relazioni diadiche con conseguente difficoltà di identificazione sessuale».


APPROFONDIMENTI E DETTAGLI

Questa che raccontiamo è una storia sbagliata. Una storia in cui tutti hanno torto e nessuno ha ragione. È sbagliata perché togliere la potestà genitoriale a una madre è comunque una sconfitta. È sbagliata perché un bambino conteso tra due genitori avrà comunque un’infanzia infelice. Ed è sbagliata anche perché pensare che «il mondo interno» di un ragazzino di 13 anni abbia bisogno di un «percorso di revisione» solo perché è effeminato appare molto distante dal diritto al «pieno sviluppo della persona umana» sancito dalla Costituzione, anche se è scritto in un decreto del tribunale per i minori di Venezia.

La storia di Marco. Per i giudici Marco (un nome di fantasia, ndr) deve essere trasferito in una comunità lontano da casa. Perché? «Perché i servizi sociali sostengono che i suoi atteggiamenti effeminati sono addebitabili alla mamma e alle sorelle, visto che le sue figure di riferimento sono solo femminili», sostiene l’avvocato della madre, Francesco Miraglia, un legale molto noto esperto di diritto di famiglia, che vanta partecipazioni televisive, premi e convegni in tutta Italia.

La storia di Marco però è molto complessa. La madre ha denunciato il padre per abusi sessuali. Il processo si conclude con un assoluzione per insufficienza di prove («Anche se nella sentenza si dice che non si ha motivo di dubitare dei fatti raccontanti dal bambino», sostiene l’avvocato). La procura di Padova ricorre in appello.

La madre però viene indicata dai servizi sociali come la responsabile del «comportamento oppositivo» di Marco nei confronti del padre, che non vuole più incontrare. Il tribunale per i minori emette dunque un primo provvedimento di allontanamento: Marco va in una comunità diurna ogni giorno dalle 7 alle 19. I responsabili della comunità notano gli atteggiamenti effeminati di Marco, li segnalano ai servizi sociali che a loro volta fanno una relazione al tribunale per i minori. Nasce così il secondo provvedimento dei giudici che hanno convocato i genitori in udienza la prossima settimana.

Il decreto del tribunale. È proprio su questo secondo decreto del tribunale, che dichiara «entrambi i genitori decaduti dalla responsabilità genitoriale», che nascono i dubbi della madre e del legale. La relazione dei servizi sociali parla di «problematiche relazionali profonde e segnali di disagio psichico» di vario tipo. Poi il passaggio più contestato: «Il suo mondo affettivo risultava legato quasi esclusivamente a figure femminili e la relazione con la madre appariva connotata da aspetti di dipendenza, soprattutto riferendosi a relazioni diadiche con conseguente difficoltà di identificazione sessuale, tanto che in alcune occasioni era andato a scuola con gli occhi truccati, lo smalto sulle unghie e brillantini sul viso. Emergeva poi un forte conflitto di lealtà con la madre». In realtà la donna contesta questo episodio: «È successo in terza elementare per una festa di Holloween – racconta – In ogni caso per me anche se fosse omosessuale non sarebbe certo un problema». Le relazioni dei servizi sociali però continuano a tratteggiare Marco come un bambino con un «disturbo di personalità»: «Nella relazione con i pari e gli adulti è aggressivo, provocatorio, maleducato, tende a fare l’eccentrico. Tende in tutti i modi ad affermare che è diverso e ostenta atteggiamenti effeminati in modo provocatorio», si legge nel decreto. Da qui la decisione del tribunale, che si allinea ai “consigli” dei servizi sociali, sulla «necessità di permettere a Marco un funzionamento differenziato rispetto a quello materno e di avere uno spazio che gli consenta di incontrare i suoi pensieri ed i suoi desideri con conseguente percorso di revisione del suo mondo interno così come oggi lo percepisce».

Rischio discriminazioni. Un provvedimento, quello del tribunale, che l’avvocato Miraglia contesta in modo forte con l’argomento della discriminazione: «Trovo scandalosa la decisione di allontanare un ragazzino solo per l’ atteggiamento effeminato. Mi sembra un provvedimento di pura discriminazione», afferma. Ma il rischio segnalato dal legale è che il decreto possa portare a situazioni peggiori: «Non sappiamo quale sia l’orientamento sessuale di Marco. Ma il problema ancora più grave è che non esistono comunità che possano accogliere un ragazzino che potrebbe essere omosessuale – afferma l’avvocato – E se arriva con la nomea di essere omosessuale? Non rischiamo di trasformarlo in un ragazzino a rischio suicidio? A me sembra una vicenda di una gravità inaudita». «Non possiamo accettare che possa essere discriminato dal tribunale – conclude Miraglia – E poi vogliamo sollecitare anche le associazioni. Perché qui c’è una mamma che ha la forza di venire fuori, ma ci sono molti altri casi in cui famiglie e minori si trovano ad essere discriminati da chi dovrebbe tutelarli: non è accettabile».

L’ultima parola è quella dei giudici, che proveranno ad aggiustare questa storia. Anche se forse le parole giuste sono quelle di chi una «storia sbagliata» l’ha messa in musica: «Cos’altro vi serve da queste vite ora che il cielo al centro le ha colpite, ora che il cielo ai bordi le ha scolpite» (dal MATTINO DI PADOVA)

 
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