la creativita`.

spazio di riflessione sul mondo interiore creativo e spirituale delle persone e la relazione con la societa' ed i problemi della vita.

 

 

Maldicenze e blocco evolutivo della persona (seconda parte).

Post n°126 pubblicato il 13 Ottobre 2014 da relavita
 
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Una persona può diventare vittima inconsapevole di un blocco evolutivo dovuto alle maldicenze diffuse nell'ambiente di vita o lavoro. La maldicenza può nascere dalla volontà individuale, di gruppo o della lobby di danneggiare una persona dotata di atteggiamenti autentici, trasparenti ed affettuosi che infastidiscono ed ostacolano la disonestà. Nel post numero centoundici ho indicato che la cultura di una comunità può diventare una sorta di smog soffocante per il carattere di una persona. La maldicenza tende a creare un clima di diffidenza e sfiducia nei confronti della vittima perché è diversa dal comune cittadino ed inspiegabilmente è in grado di provare affetto e amore. La maldicenza può provocare l'isolamento della vittima nell'ambiente di lavoro e di vita. La maldicenza tende a ricostruire in modo artefatto una vicenda, un evento, un comportamento o una serie di azioni associabili alla vittima. La maldicenza tende a modificare la verità o realtà delle relazioni instaurate dalla vittima con il mondo esterno. La maldicenza ha anche lo scopo di sostenere che esiste qualcosa di malato nel comportamento della vittima perché è diversa dal modo comune di sentire e vivere. La maldicenza tende a produrre una frattura affettiva nei rapporti interpersonali. Il maldicente ha un vizio grave o una patologia che gli impedisce di manifestare la propria umanità nel mondo. La vittima di maldicenze può essere costretta  a cambiare la professione, l'ambiente familiare e di vita per superare il rischio di un blocco evolutivo dovuto all'isolamento relazionale. La vittima solitamente ha bisogno di un sostegno da parte di esperti in psicologia, psicoanalisi e counseling per riuscire a superare il disagio ed il trauma prodotti dalle maldicenze. La maldicenza tende infatti a ferire la capacità di amare, cooperare e provare affetto della vittima. La vittima ha quindi bisogno di riconoscere profondamente sé stessa e prendere coscienza della propria umanità e amorevolezza per evitare di inibirsi a causa della mentalità chiusa diffusa nell'ambiente di vita o lavoro. La vittima ha solitamente bisogno di incrementare anche le proprie capacità di tutelarsi dalle persone incapaci di amare che incontrerà nei luoghi in cui andrà a vivere e lavorare.

 
 
 

Progettare la vita con il proprio transpersonale (prima parte).

Post n°125 pubblicato il 29 Settembre 2014 da relavita
 
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La cultura e l'educazione possono ostacolare ed impedire alle persone di progettare la vita con il proprio transpersonale. Il transpersonale è quella porzione di mondo interiore della persona che favorisce la libertà e lo sviluppo di una vita creativa ed umana. Nella società di oggi il transpersonale viene solitamente negato o represso ed escluso anche dagli studi scientifici tradizionali nell'ambito della psicologia, psicoanalisi e psicoterapia. Il transpersonale rimane generalmente escluso anche dalla cultura aziendale, istituzionale, familiare e sociale o dall'istruzione scolastica di livello universitario. Il transpersonale viene considerato dagli ignoranti una fuga dal ragionamento di tipo logico o tecnico-scientifico oppure una pericolosa irrazionalità. Il transpersonale è invece una sorgente di umanità, qualità e virtù presente nell'interiorità di una persona. Il transpersonale aiuta ciascuna persona ad uscire dalla tristezza ed aridità generata dagli eccessi di razionalità diffusi nella società. Il transpersonale rende più vitale e ricca la nostra vita interiore ed incrementa le idee creative e le intuizioni di una persona. Il transpersonale aiuta la persona a vivere le proprie emozioni ed a percepire la malignità o l'affetto presente in un gruppo di persone. Il transpersonale aiuta la persona a progettare una vita al di là dell'ordinario e perciò con uno stile di comportamento ed atteggiamento più sano e costruttivo. Il transpersonale aiuta la persona a vivere oltre la normalità razionale anche per superare le sofferenze ed i danni esistenziali, relazionali e professionali prodotti dalla chiusura della mente. Il transpersonale aiuta gradualmente la persona a liberarsi da attaccamenti a cose, relazioni ed orgenizzazioni che prosciugano l'anima e sfruttano l'essere umano. Il transpersonale è un baluardo interiore che aiuta le persone anche a tutelarsi da ingiustizie, soprusi, costrizioni e lesioni dei diritti umani. Il transpersonale aiuta la persona a mantenere l'umanità necessaria per fare del bene alla società e allontanare la malvagità. Progettare la vita con il proprio transpersonale significa accettare il mutamento e l'evoluzione della propria personalità per favorire il progresso dell'umanità e della propria vita professionale, familiare, relazionale e sociale.

 
 
 

Creatività e risultati scolastici (prima parte).

Post n°124 pubblicato il 15 Settembre 2014 da relavita
 
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Nella scuola i risultati scolastici spesso sono indipendenti dalla creatività dello studente. L'insegnamento è rivolto principalmente a trasmettere nozioni sulle varie materie scolastiche senza utilizzare metodi che facilitano ad ogni studente un apprendimento sintetico e personalizzato in base al proprio carattere. L'insegnante tende infatti a premiare lo studente in grado di memorizzare ed imitare i testi scolastici e le lezioni in aula. Questi metodi di insegnamento tendono a disconoscere la creatività ed il carattere dello studente. Il disconoscimento inizia spesso dalla scuola primaria e prosegue sino al termine degli studi universitari. La scuola può quindi disporre di insegnanti preparati e competenti ma spesso sono assenti le figure professionali che possono aiutare a comprendere gli insuccessi scolastici dovuti al disconoscimento del carattere degli studenti. Le scuole di ogni ordine e grado dovrebbero disporre di educatori, formatori, psicologi e counselor ed altri operatori che aiutano l'insegnante e lo studente a rispettare e riconoscere le peculiarità dell'essere umano ed i metodi di studio che facilitano il successo scolastico e l'apprendimento sintetico delle materie. Lo studente che ha rispetto di sé e del proprio temperamento riesce ad individuare il percorso di studio più adatto per un costante sviluppo della propria personalità e per una graduale evoluzione professionale e dei progetti di vita. Lo studente consapevole del proprio temperamento è meno annoiato perché riesce a liberare più facilmente le capacità personali e ad elaborare in forma creativa ed umana le nozioni scolastiche. Lo studente che segue le proprie attitudini è in grado di sviluppare la personalità in modo armonico e quindi favorisce l'evoluzione di aziende, famiglie e comunità. La scuola può quindi diventare un luogo dove si formano personalità mediocri oppure un'opportunità di sviluppo razionale, creativo e umano dell'atteggiamento e comportamento di uno studente. I risultati scolastici mediocri di diversi studenti possono essere la conseguenza di un disconoscimento del carattere allo scopo di formare personalità esclusivamente razionali.

 
 
 

La paura della persona omosessuale (prima parte).

Post n°123 pubblicato il 30 Agosto 2014 da relavita
 
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La paura della persona omosessuale può nascere dall'educazione ricevuta in famiglia e dal modello di istruzione adottato nella scuola. L'atteggiamento della persona omosessuale spesso è considerato una deviazione inaccettabile e moralmente riprovevole mentre una relazione intima eterosessuale è indice di “normalità”. La paura del diverso orientamento sessuale può derivare da una manipolazione dell'identità personale subita durante l'infanzia e l'adolescenza. I genitori ed i loro sostituti nella società probabilmente sono riusciti ad imprimere sulla personalità dei figli un modello unico e limitato di atteggiamento sessuale che reprime le varianti previste dall'affettività e dall'amore. Questo modello educativo limitato può impedire ai figli di sviluppare il proprio mondo emotivo e di costruire rapporti basati sull'amore. Il comportamento di questi figli sembra infatti disciplinato in modo tale da escludere il contatto e la comprensione di altre realtà umane. I figli indottrinati od educati soltanto con la disciplina sono predisposti ad atteggiamenti connotati da razzismo ed omofobia. L'educazione o l'istruzione impartite senza affetto ed amore formano persone con mentalità gretta che tendono a catalogare e ghettizzare gli omosessuali. La paura della persona omosessuale è spesso un sintomo di esclusione dell'amore dalle relazioni e l'inclusione di rapporti interpersonali basati sul potere e la convenienza. La paura dell'omosessuale è simbolicamente anche il timore di evadere o trasgredire il proprio comportamento disciplinato spesso stabilito da convenzioni arbitrarie o sistemi di potere. L'omosessuale è anche un simbolo di trasgressione delle regole imposte dai sistemi di potere per controllare e sfruttare le persone attraverso la sessualità. L'omosessuale è inoltre più difficile da inquadrare attraverso le regole stabilite per il matrimonio eterosessuale e diventa complicato sedurlo tramite le donne appartenenti alle varie lobby della società. L'omofobia può essere letta anche come paura che impedisce ad una persona di accedere alla propria libertà e provare affetto o amore incondizionato.

 
 
 

La cultura dell'imposizione e la spontaneita` (prima parte).

Post n°122 pubblicato il 16 Agosto 2014 da relavita
 
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Nella società possiamo riscontrare l'esistenza di una cultura dell'imposizione che tende a sopprimere la spontaneità delle persone. La cultura dell'imposizione è riscontrabile in ambienti politici ed istituzionali e nelle aziende pubbliche e private. Questo tipo di cultura si contraddistingue per l'uso di strumenti e strategie anche illegittime utili a stimolare l'obbedienza e la produttività delle persone. Nella mente dei cultori dell'imposizione la persona è considerata un meccanismo da far “funzionare”. La produttività e la competitività possono essere parole “simbolo”  della tendenza culturale di imporre comportamenti che spesso sono inadeguati per un essere umano. L'imposizione è un atteggiamento riscontrabile anche nelle famiglie e nei gruppi sociali. L'imposizione familiare e sociale vuole costringere le persone ad adeguarsi rigidamente a determinate regole morali e comportamentali. Ogni forma di imposizione tende a soffocare il vero carattere e la spontaneità di una persona e le sue motivazioni interiori. L'imposizione contribuisce a generare le caratteropatie nelle persone. L'imposizione culturale favorisce l'incremento dei danni professionali, esistenziali, relazionali ed anche patrimoniali a carico dei cittadini. Una cultura che invece stimola l'espressione spontanea facilita lo sviluppo dell'intelligenza, del carattere, della creatività ed umanità dei cittadini. La cultura della spontaneità rispetta l'essenza spirituale e l'anima delle persone e favorisce il progresso sano ed evoluto della società. La spontaneità dovrebbe essere stimolata nei bambini e negli adolescenti in ambito familiare e scolastico. La cultura del nozionismo può invece provocare una riduzione dell'espressione spontanea e del carattere di un bambino o dell'adolescente. Nella scuola primaria e secondaria ed in famiglia il bambino e l'adolescente possono alternare lo studio e le attività utili allo sviluppo del carattere in accordo con il proprio temperamento innato. Nell'università e nel mondo del lavoro è possibile aiutare le persone a scegliere un percorso di studio o professionale adatto a sviluppare il carattere progressivamente inibito dall'educazione familiare e scolastica e dalla cultura sociale.

 
 
 
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