la creativita'

spazio di riflessione sul mondo interiore creativo e spirituale delle persone e la relazione con la societa' ed i problemi della vita

 

 

Il mobbing come maschera della disonestà.

Post n°135 pubblicato il 13 Marzo 2015 da relavita
 
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Il mobbing in ambito lavorativo, sociale o familiare può diventare la maschera utile per coprire la disonestà delle persone. Nell'ambito familiare può sussistere un tipo di mobbing diretto a mortificare il carattere e la creatività dei figli per deviarli verso una vita voluta dai genitori. I figli possono diventare vittime di questo tipo di mobbing e continuare a credere nella buonafede dei genitori. I genitori infatti sembrano agire per il bene dei figli perché cercano di inserirli in gruppi di persone ricche di prestigio e conosciute in ambito istituzionale, aziendale, sociale o scolastico. Nella realtà questi genitori allontanano i figli dalla propria volontà, dal carattere innato e dalla creatività e quindi ne limitano la libertà. La maschera della disonestà di questi genitori è insita nei tentativi di deviare la crescita spontanea dei figli dalla propria costituzione interiore. Nell'ambito sociale può sussistere un tipo di mobbing creato da gruppi di potere per mortificare le persone capaci di cooperare con umanità e riconoscere i diritti dei cittadini. Questi gruppi di potere mascherano la propria disonestà e contemporaneamente cercano di isolare le persone di talento che vogliono ridurre le diseguaglianze e le ingiustizie sociali. Le persone di talento vengono spesso isolate falsificando il loro vissuto e diffondendo a livello sociale l'idea che siano persone prive di moralità. Nell'ambito lavorativo può esistere un tipo di mobbing diretto ad isolare una persona attraverso la falsificazione di alcuni tratti della personalità. Questa persona può essere descritta dai superiori come un soggetto dotato di spiccate capacità professionali che sono riscontrabili nella realtà. Questa valutazione positiva delle caratteristiche professionali del collaboratore viene però integrata da una nota negativa falsa riguardante le capacità relazionali. La persona di talento viene definita asociale al solo scopo perverso di tenerla lontana da determinati ruoli professionali e continuare a mascherare la disonestà presente in certi comportamenti ed azioni dell'organizzazione o dei dirigenti. La falsificazione parziale dell'identità di una persona di talento può favorire lo sviluppo mediocre e disonesto di un'organizzazione che genera impoverimento professionale ed economico dei dipendenti e danni al sistema economico, sociale e produttivo di una comunità.

 
 
 

Pace e competizione in azienda.

Post n°134 pubblicato il 26 Febbraio 2015 da relavita
 
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La competizione in azienda può impedire ai dipendenti di raggiungere la pace interiore. La dirigenza aziendale cerca infatti di mantenere una produttività elevata del personale adottando varie strategie per favorire la competizione. I dipendenti più produttivi spesso vengono elogiati ed usufruiscono di minori controlli sul proprio operato. Questo atteggiamento della dirigenza è utile per selezionare i collaboratori più obbedienti e disponibili ad eseguire un lavoro senza riflettere sugli effetti del proprio operato. La competizione viene favorita anche sollecitando i collaboratori a superare gli ostacoli con l'uso dell'autorità e dell'arroganza. Gli obiettivi di produttività prevalgono sui diritti del dipendente a collaborare, cooperare o riflettere sul proprio operato. La competizione tende ad incrementare la conflittualità ed a ridurre la solidarietà tra dipendenti e reparti aziendali. L'incremento della produttività derivato dalla competizione tra i dipendenti solitamente pregiudica la qualità del prodotto o servizio offerto alla clientela. Il dipendente viene stimolato a rispettare la competizione e quindi perde il contatto con sé stesso e le risorse interiori. Il dipendente rischia un incremento della conflittualità interiore tra la necessità di affermarsi nell'ambiente di lavoro e creare equilibrio od armonia in sé stesso ed evolvere. La pace interiore del dipendente può diventare irraggiungibile se viene sollecitata continuamente la competizione in azienda. La pace interiore del dipendente è essenziale per crescere ed integrare nella professione i propri talenti. Il clima di competizione tra dipendenti sollecita comportamenti mediocri o superficiali nell'organizzazione del lavoro. La competizione in azienda spesso favorisce un incremento degli sprechi e dei danni al prodotto o servizio offerto ai clienti. La competizione favorisce anche un comportamento ottuso dei dipendenti ed il ricorso ad atteggiamenti ingannevoli ed illegittimi da parte della dirigenza. La competizione favorisce anche la somatizzazione delle tensioni e dei conflitti tra i dipendenti e l'incremento dei disturbi o delle malattie a livello psicofisico.

 
 
 

Amicizia spirituale e razionale.

Post n°133 pubblicato il 09 Febbraio 2015 da relavita
 
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L'amicizia spirituale è l'evoluzione ed il completamento del rapporto amicale di tipo razionale. L'amicizia razionale è diffusa nella società odierna perché spesso prevale lo sviluppo della mente analitica delle persone. La mente analitica delle persone viene spesso alimentata dall'istruzione e dalla componente scientifica e tecnica presente nella maggior parte delle professioni. Questo tipo di mente tende ad osservare in modo oggettivo il mondo e quindi isola la soggettività delle persone nonché la loro anima. La mente analitica ostacola le energie creative delle persone perché tende a frammentare la realtà senza riuscire ad operare una sintesi. I rapporti di amicizia razionale sono quindi basati su una visione ed espressione limitate della natura umana. L'amicizia razionale tende a diventare egoistica e le persone cercano di prevalere con le proprie ragioni. L'amicizia razionale può divenire conflittuale e terminare se le persone cercano di negare l'opinione od il punto di vista altrui e di trasformare le proprie ragioni in dogmi. L'amicizia razionale può diventare una maschera utile per conservare privilegi e posizioni professionali di prestigio. L'egoismo e l'egocentrismo presenti nell'amicizia razionale ostacolano l'evoluzione interiore delle persone, l'amore nelle relazioni e la passione nel lavoro ed in genere nella vita. L'amicizia razionale ostacola anche lo sviluppo di progetti creativi nella vita perché porta le persone a soddisfare soltanto il bisogno di successo, di prestigio sociale e professionale e di piacere. L'amicizia spirituale cerca invece l'anima delle persone e l'unione con l'empatia, l'affetto e l'intuizione. L'amicizia spirituale nasce in un clima di onestà e verità espressa dalle persone. L'amicizia spirituale lega simbolicamente le persone senza costringerle ad una continua vicinanza fisica. L'amicizia spirituale favorisce lo sviluppo affettivo e creativo delle persone e stimola l'espressione sana della personalità. L'amicizia spirituale è anche un esempio di relazione che può attenuare il male diffuso nella società. L'amicizia spirituale sostiene le persone nei problemi e disagi della vita quotidiana ed aiuta a mitigare le sofferenze esistenziali. L'amicizia spirituale favorisce il bene e la felicità delle persone e gli evita l'attaccamento ai beni materiali, al piacere ed al potere.

 
 
 

Visione comune e nobile della vita umana.

Post n°132 pubblicato il 22 Gennaio 2015 da relavita
 
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Nelle varie culture della società possiamo trovare una visione comune oppure nobile della vita umana. La visione comune della vita spesso appartiene alle persone che pensano quotidianamente alla propria sopravvivenza e ad accumulare cose o potere. Una visione comune della vita è riscontrabile anche tra le organizzazioni ed istituzioni ignare dei molteplici diritti appartenenti ad ogni essere umano. La visione comune della vita umana è spesso radicata nella mente dei responsabili e dirigenti di un'organizzazione intenti ad incrementare i profitti o la produttività dei propri collaboratori. Una visione comune della vita umana è spesso insita nei pensieri degli intellettuali e politici che descrivono i problemi del cittadino senza conoscerne le cause ed i rimedi. Una visione comune della vita spesso è integrata nella cultura universitaria che fornisce agli studenti nozioni senza integrare le capacità di affrontare e superare i molteplici problemi concreti delle professioni. La visione comune della vita umana spesso appartiene anche alle professioni mediche che ostacolano il progresso delle terapie complementari utili alla salute dei cittadini. Una visione comune della vita solitamente possiamo trovarla nelle strutture giudiziarie che credono di riuscire ad analizzare i comportamenti umani solo con metodi tecnico-scientifici. La persona con una visione nobile della vita cerca invece di ampliare costantemente la comprensione di sé e del mondo e dimostra nei fatti che l'essere umano può evolvere e contribuire ad un progresso sano e creativo della società. Una visione nobile della vita appartiene in genere alle persone insoddisfatte delle condizioni di vita di una società ed impegnate a riconoscere ed ampliare i diritti umani. La visione nobile della vita spesso possiamo trovarla anche tra le persone che cercano di agire per incrementare la benevolenza nella società senza avere il bisogno continuo di favorire i propri interessi personali. Una visione nobile della vita umana è spesso presente nei pensieri delle persone che cercano di attenuare o annullare le sofferenze e le ingiustizie diffuse nella società.

 
 
 

Il ruolo del gioco nella leadership aziendale.

Post n°131 pubblicato il 05 Gennaio 2015 da relavita
 
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La leadership aziendale può assegnare un ruolo al gioco sul posto di lavoro per stimolare il personale a scoprire e riconoscere nuovi modi di operare nella professione. Il gioco sul lavoro attiva nuovi modi di comunicare, induce una sorta di buon umore tra il personale aziendale e permette di continuare ad integrare la curiosità e la gioia nel mondo adulto. Questo gioco apparentemente infantile aiuta a scoprire il mondo esterno e ad entrare in contatto con la propria interiorità. Nella leadership dei dirigenti onesti ed equilibrati può essere sviluppata la capacità di trattare le persone, le cose ed il lavoro con umore sereno e gioioso e atteggiamento giocoso. Il dirigente può diventare l'esempio di una persona in grado di mantenere un umore gioioso nonostante le difficoltà e gli impegni richiesti dal proprio ruolo professionale. Il dirigente può così stimolare i propri collaboratori ad adottare un atteggiamento sciolto nel proprio ruolo professionale. Il gioco sul lavoro può diventare l'atteggiamento utile per superare le resistenze della personalità ed ampliare la visione sul corretto svolgimento della professione. Ogni atto sul lavoro può diventare una partita di un gioco che la persona riesce a vincere se manifesta gioia e creatività o buon umore. Il gioco favorito dalla leadership aziendale ha proprio lo scopo di sollecitare la crescita umana delle persone e stimolare un atteggiamento elastico nei rapporti interpersonali. L'atteggiamento giocoso sul posto di lavoro favorisce anche la serenità, la collaborazione ed il dialogo rilassato tra il personale aziendale. Il gioco facilita anche i rapporti di lavoro tra l'azienda ed i propri clienti. Il cliente può sentirsi accettato ed accolto con umanità dal personale aziendale. Il cliente può inoltre comunicare con l'azienda e ricevere assistenza senza sviluppare il tipico stress e la rabbia derivate dalla mentalità rigida spesso presente negli uffici per le relazioni con il pubblico. Il cliente può essere più propenso a dare fiducia ad un'organizzazione che dimostra di accettarlo perché i dipendenti forniscono risposte chiare e sintetiche a problemi e quesiti sui prodotti o servizi aziendali.

 
 
 
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