la creativita'

spazio di riflessione sul mondo interiore creativo e spirituale delle persone e la relazione con la societa' ed i problemi della vita

 

 

La cultura intollerante verso la creatività.

Post n°137 pubblicato il 18 Aprile 2015 da relavita
 
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Nella società odierna la creatività può essere esclusa dalla cultura intollerante nei confronti di qualsiasi cambiamento delle condotte legittime oppure illecite dei cittadini. La cultura intollerante verso la creatività ha origine nella formazione della personalità individuale e collettiva attraverso gli istinti e le pulsioni di base degli esseri umani. Gli istinti umani di base sono essenziali per garantire la sopravvivenza degli individui ma possono invadere la personalità e deviare le persone verso interessi esclusivamente materiali, sessuali e di potere sul mondo. Gli istinti di base tendono a mantenere le persone in una vita ricca di abitudini e routine e povera di cambiamenti significativi ed evoluzioni. Gli istinti e le pulsioni di base possono determinare una personalità intollerante nei confronti della creatività umana, dell'amore, della libertà ed affettività. L'intolleranza verso la creatività è generata spesso da una cultura intrisa principalmente di modelli di vita orientati al materialismo. La persona creativa può essere percepita come un nemico da combattere nei gruppi di lavoro o sociali oppure in famiglia e nella scuola. Questo nemico “immaginato” nelle culture poco evolute può indurre le persone a danneggiare in vari modi gli esseri umani più creativi. La cultura può bloccare l'evoluzione creativa di una comunità o nazione se induce i cittadini a venerare il denaro ed il potere e a disprezzare o deridere le virtù ed i valori umani. La cultura può impedire i cambiamenti necessari a migliorare le condizioni di vita e la salute dei cittadini. La cultura intollerante verso la creatività può generare una perversione degli obiettivi o scopi di vita di una comunità e determinare un impoverimento dei cittadini e l'arricchimento dei sistemi di potere. Una cultura istintiva può trasformare le persone e renderle grette ed ottuse nei rapporti interpersonali. Una cultura intollerante verso la creatività tende a sopprimere l'umanità ed i talenti innati delle persone ed a creare omologazione, conflitti e conformismo tra i cittadini.

 
 
 

Stress esistenziale e crescita spirituale.

Post n°136 pubblicato il 30 Marzo 2015 da relavita
 
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Lo stress esistenziale subito dalle persone può rallentare od inibire la crescita spirituale interiore. Lo stress esistenziale deriva spesso dai modelli di vita, relazione e lavoro diffusi negli ambienti familiari e sociali o nelle organizzazioni. Negli ambienti di lavoro viene spesso impedita la crescita creativa e spirituale del personale perché si trova oltre il livello della razionalità o del pensiero tecnico e scientifico più ortodosso. Ogni lavoratore sano ed aperto al proprio mondo interiore solitamente subisce uno stress esistenziale dovuto alla volontà dell'organizzazione di combattere la crescita creativa ed umana delle persone. Il lavoratore può quindi raggiungere un livello di stress simile al burnout. Lo stress esistenziale può essere confuso con uno stato di esaurimento psicofisico oppure una depressione dai medici ed esperti privi di una competenza specifica sugli effetti dei conflitti interpersonali a livello psico-spirituale. Il lavoratore può essere etichettato come un soggetto depresso mentre in realtà subisce uno stress esistenziale dall'organizzazione e perciò rallenta la sua operatività. Nell'ambito sociale lo stress esistenziale viene spesso subito dalle persone più capaci di cooperare in modo umano nei rapporti con i cittadini della propria comunità. Queste persone umane solitamente devono tutelarsi da regole sociali e consuetudini che cercano di considerare la società solamente un luogo da cui trarre profitti di natura economica e commerciale. Lo stress esistenziale subito dalle persone umane può essere confuso con una loro incapacità di socializzare con i cittadini perché sono più prudenti. Nell'ambito familiare lo stress esistenziale viene subito di frequente dalle persone sensibili ed empatiche nei rapporti interpersonali ed in grado di provare affetto ed amore. Queste persone capaci di amare devono tutelarsi dalle regole familiari che impongono atteggiamenti rigidi nelle relazioni affettive o nei rapporti di amicizia. Lo stress esistenziale porta le persone capaci di amare a tutelarsi attraverso il distacco dagli atteggiamenti altrui rigidi o repressi. Questo comportamento delle persone capaci di amare può essere confuso con la tendenza a chiudersi in sé stesse per evitare ogni conflitto umano. La crescita spirituale delle persone viene spesso ostacolata da una società repressiva che scambia gli atteggiamenti profondamente umani, sani e vitali per dei comportamenti irrazionali.

 
 
 

Il mobbing come maschera della disonestà.

Post n°135 pubblicato il 13 Marzo 2015 da relavita
 
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Il mobbing in ambito lavorativo, sociale o familiare può diventare la maschera utile per coprire la disonestà delle persone. Nell'ambito familiare può sussistere un tipo di mobbing diretto a mortificare il carattere e la creatività dei figli per deviarli verso una vita voluta dai genitori. I figli possono diventare vittime di questo tipo di mobbing e continuare a credere nella buonafede dei genitori. I genitori infatti sembrano agire per il bene dei figli perché cercano di inserirli in gruppi di persone ricche di prestigio e conosciute in ambito istituzionale, aziendale, sociale o scolastico. Nella realtà questi genitori allontanano i figli dalla propria volontà, dal carattere innato e dalla creatività e quindi ne limitano la libertà. La maschera della disonestà di questi genitori è insita nei tentativi di deviare la crescita spontanea dei figli dalla propria costituzione interiore. Nell'ambito sociale può sussistere un tipo di mobbing creato da gruppi di potere per mortificare le persone capaci di cooperare con umanità e riconoscere i diritti dei cittadini. Questi gruppi di potere mascherano la propria disonestà e contemporaneamente cercano di isolare le persone di talento che vogliono ridurre le diseguaglianze e le ingiustizie sociali. Le persone di talento vengono spesso isolate falsificando il loro vissuto e diffondendo a livello sociale l'idea che siano persone prive di moralità. Nell'ambito lavorativo può esistere un tipo di mobbing diretto ad isolare una persona attraverso la falsificazione di alcuni tratti della personalità. Questa persona può essere descritta dai superiori come un soggetto dotato di spiccate capacità professionali che sono riscontrabili nella realtà. Questa valutazione positiva delle caratteristiche professionali del collaboratore viene però integrata da una nota negativa falsa riguardante le capacità relazionali. La persona di talento viene definita asociale al solo scopo perverso di tenerla lontana da determinati ruoli professionali e continuare a mascherare la disonestà presente in certi comportamenti ed azioni dell'organizzazione o dei dirigenti. La falsificazione parziale dell'identità di una persona di talento può favorire lo sviluppo mediocre e disonesto di un'organizzazione che genera impoverimento professionale ed economico dei dipendenti e danni al sistema economico, sociale e produttivo di una comunità.

 
 
 

Pace e competizione in azienda.

Post n°134 pubblicato il 26 Febbraio 2015 da relavita
 
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La competizione in azienda può impedire ai dipendenti di raggiungere la pace interiore. La dirigenza aziendale cerca infatti di mantenere una produttività elevata del personale adottando varie strategie per favorire la competizione. I dipendenti più produttivi spesso vengono elogiati ed usufruiscono di minori controlli sul proprio operato. Questo atteggiamento della dirigenza è utile per selezionare i collaboratori più obbedienti e disponibili ad eseguire un lavoro senza riflettere sugli effetti del proprio operato. La competizione viene favorita anche sollecitando i collaboratori a superare gli ostacoli con l'uso dell'autorità e dell'arroganza. Gli obiettivi di produttività prevalgono sui diritti del dipendente a collaborare, cooperare o riflettere sul proprio operato. La competizione tende ad incrementare la conflittualità ed a ridurre la solidarietà tra dipendenti e reparti aziendali. L'incremento della produttività derivato dalla competizione tra i dipendenti solitamente pregiudica la qualità del prodotto o servizio offerto alla clientela. Il dipendente viene stimolato a rispettare la competizione e quindi perde il contatto con sé stesso e le risorse interiori. Il dipendente rischia un incremento della conflittualità interiore tra la necessità di affermarsi nell'ambiente di lavoro e creare equilibrio od armonia in sé stesso ed evolvere. La pace interiore del dipendente può diventare irraggiungibile se viene sollecitata continuamente la competizione in azienda. La pace interiore del dipendente è essenziale per crescere ed integrare nella professione i propri talenti. Il clima di competizione tra dipendenti sollecita comportamenti mediocri o superficiali nell'organizzazione del lavoro. La competizione in azienda spesso favorisce un incremento degli sprechi e dei danni al prodotto o servizio offerto ai clienti. La competizione favorisce anche un comportamento ottuso dei dipendenti ed il ricorso ad atteggiamenti ingannevoli ed illegittimi da parte della dirigenza. La competizione favorisce anche la somatizzazione delle tensioni e dei conflitti tra i dipendenti e l'incremento dei disturbi o delle malattie a livello psicofisico.

 
 
 

Amicizia spirituale e razionale.

Post n°133 pubblicato il 09 Febbraio 2015 da relavita
 
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L'amicizia spirituale è l'evoluzione ed il completamento del rapporto amicale di tipo razionale. L'amicizia razionale è diffusa nella società odierna perché spesso prevale lo sviluppo della mente analitica delle persone. La mente analitica delle persone viene spesso alimentata dall'istruzione e dalla componente scientifica e tecnica presente nella maggior parte delle professioni. Questo tipo di mente tende ad osservare in modo oggettivo il mondo e quindi isola la soggettività delle persone nonché la loro anima. La mente analitica ostacola le energie creative delle persone perché tende a frammentare la realtà senza riuscire ad operare una sintesi. I rapporti di amicizia razionale sono quindi basati su una visione ed espressione limitate della natura umana. L'amicizia razionale tende a diventare egoistica e le persone cercano di prevalere con le proprie ragioni. L'amicizia razionale può divenire conflittuale e terminare se le persone cercano di negare l'opinione od il punto di vista altrui e di trasformare le proprie ragioni in dogmi. L'amicizia razionale può diventare una maschera utile per conservare privilegi e posizioni professionali di prestigio. L'egoismo e l'egocentrismo presenti nell'amicizia razionale ostacolano l'evoluzione interiore delle persone, l'amore nelle relazioni e la passione nel lavoro ed in genere nella vita. L'amicizia razionale ostacola anche lo sviluppo di progetti creativi nella vita perché porta le persone a soddisfare soltanto il bisogno di successo, di prestigio sociale e professionale e di piacere. L'amicizia spirituale cerca invece l'anima delle persone e l'unione con l'empatia, l'affetto e l'intuizione. L'amicizia spirituale nasce in un clima di onestà e verità espressa dalle persone. L'amicizia spirituale lega simbolicamente le persone senza costringerle ad una continua vicinanza fisica. L'amicizia spirituale favorisce lo sviluppo affettivo e creativo delle persone e stimola l'espressione sana della personalità. L'amicizia spirituale è anche un esempio di relazione che può attenuare il male diffuso nella società. L'amicizia spirituale sostiene le persone nei problemi e disagi della vita quotidiana ed aiuta a mitigare le sofferenze esistenziali. L'amicizia spirituale favorisce il bene e la felicità delle persone e gli evita l'attaccamento ai beni materiali, al piacere ed al potere.

 
 
 
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Data di creazione: 01/04/2012
 

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