la creativita'

spazio di riflessione sul mondo interiore creativo e spirituale delle persone e la relazione con la societa' ed i problemi della vita

 

 

Capacità mnemoniche e carattere della persona.

Post n°139 pubblicato il 19 Maggio 2015 da relavita
 
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Nell'ambito scolastico le capacità mnemoniche della persona sono spesso apprezzate senza essere valutate in relazione al carattere di uno studente o docente. La memoria utile per apprendere nozioni oppure per costruire concetti inerenti ad una professione o disciplina scolastica solitamente è indipendente dalle attitudini generate dal carattere di una persona. Lo studente può apprendere le nozioni in base ai suggerimenti ricevuti nell'ambito sociale, familiare o scolastico. La personalità dello studente può essersi sviluppata in seguito alla stimolazione degli istinti di base verso determinate materie scolastiche o ruoli professionali. Le nozioni apprese dallo studente possono essere finalizzate a soddisfare le aspettative dei genitori, degli insegnanti o di aziende, istituzioni o comunità. Lo studente può apprendere nozioni al solo scopo di ottenere i titoli necessari per ricoprire ruoli sociali od aziendali di potere e prestigio. Le capacità mnemoniche dello studente possono svilupparsi secondo un modello di personalità voluto da gruppi di potere od istituzioni. Lo studente spesso legge soltanto le informazioni oppure i testi ed i libri utili per uniformarsi al volere dei docenti o dei gruppi di persone con cui entra in relazione. La società odierna è capace di indirizzare le persone verso un consumo inconsapevole di nozioni che può sopprimere la coscienza sana di un essere umano. La società dovrebbe invece favorire anche la consapevolezza delle risorse interiori di una persona al fine di aiutarla nello sviluppo di capacità mnemoniche in sintonia con la tipologia caratteriale. La persona con attitudini alla tutela dei diritti umani può agevolare lo sviluppo del proprio carattere e delle capacità mnemoniche se, ad esempio, apprende nozioni in un percorso di formazione ed educazione utile per svolgere professioni in associazioni e fondazioni, comunità o partiti politici. Una persona con attitudini per la cura delle persone può aiutare lo sviluppo del proprio carattere e delle capacità mnemoniche se, ad esempio, apprende nozioni utili per svolgere professioni sanitarie o per occuparsi di assistenza sociale oppure terapie psicofisiche. Le capacità mnemoniche di una persona possono svilupparsi in modo sano se le nozioni vengono elaborate in modo originale ed integrate dalla propria intelligenza intuitiva e creativa. Questo tipo di intelligenza derivata dal temperamento di una persona aiuta nella formazione di un percorso di studi o professionale e nella riduzione del declino cognitivo.

 
 
 

La paura di amare sé stessi.

Post n°138 pubblicato il 03 Maggio 2015 da relavita
 
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La paura di amare sé stessi e quindi il nucleo profondo del proprio carattere può derivare dall'educazione familiare ricevuta da una persona e dall'influenza della cultura sociale, della scuola e delle istituzioni. L'educazione dei genitori tende ad indirizzare i figli verso l'attaccamento al mondo esterno anziché favorire la relazione paritaria, affettiva ed empatica orientata al dono di sé. L'attaccamento è anche una forma distorta di amore e adattamento alle regole e leggi della società. I giovani possono crescere con l'idea che è necessario attaccarsi al mondo esterno per sopravvivere anziché amarlo e prendersene cura per favorirne un progresso sano ed umano. L'attaccamento impedisce alla persona di esprimersi e di amare il proprio carattere perché deve adeguarsi precisamente alle regole di condotta suggerite dalla famiglia e dalla comunità. La persona che invece cerca di amare sé stessa potrebbe essere ostacolata e disincentivata dai genitori e dalla collettività attraverso la riduzione del benessere di tipo materiale. Ogni persona che vuole amare veramente sé stessa dovrà imparare a tollerare i vari tentativi della società più gretta di deviarla verso il materialismo, la superficialità o la lussuria. La persona che vuole amare il proprio carattere dovrà anche superare le paure e resistenze interiori derivate dagli istinti o pulsioni ed abolire la tendenza alla violenza su sé stessi tramessa dalla società. L'amore per il proprio carattere è l'opposto dell'egoismo così diffuso nella società. L'egoismo è anche la paura di provare affetto ed empatia per il mondo che causa logorio e usura della vitalità umana e la chiusura della personalità a nuovi progetti di vita. La persona che supera la paura di amarsi profondamente si apre a cambiamenti di vita ed alla vera conoscenza di sé e del mondo. L'amore per il nucleo profondo di sé stessi aiuta a proteggersi dall'incuria diffusa nella società, dai rapporti interpersonali basati sullo sfruttamento o la violenza psicologica e dalla corruzione della propria integrità morale e psicofisica.

 
 
 

La cultura intollerante verso la creatività.

Post n°137 pubblicato il 18 Aprile 2015 da relavita
 
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Nella società odierna la creatività può essere esclusa dalla cultura intollerante nei confronti di qualsiasi cambiamento delle condotte legittime oppure illecite dei cittadini. La cultura intollerante verso la creatività ha origine nella formazione della personalità individuale e collettiva attraverso gli istinti e le pulsioni di base degli esseri umani. Gli istinti umani di base sono essenziali per garantire la sopravvivenza degli individui ma possono invadere la personalità e deviare le persone verso interessi esclusivamente materiali, sessuali e di potere sul mondo. Gli istinti di base tendono a mantenere le persone in una vita ricca di abitudini e routine e povera di cambiamenti significativi ed evoluzioni. Gli istinti e le pulsioni di base possono determinare una personalità intollerante nei confronti della creatività umana, dell'amore, della libertà ed affettività. L'intolleranza verso la creatività è generata spesso da una cultura intrisa principalmente di modelli di vita orientati al materialismo. La persona creativa può essere percepita come un nemico da combattere nei gruppi di lavoro o sociali oppure in famiglia e nella scuola. Questo nemico “immaginato” nelle culture poco evolute può indurre le persone a danneggiare in vari modi gli esseri umani più creativi. La cultura può bloccare l'evoluzione creativa di una comunità o nazione se induce i cittadini a venerare il denaro ed il potere e a disprezzare o deridere le virtù ed i valori umani. La cultura può impedire i cambiamenti necessari a migliorare le condizioni di vita e la salute dei cittadini. La cultura intollerante verso la creatività può generare una perversione degli obiettivi o scopi di vita di una comunità e determinare un impoverimento dei cittadini e l'arricchimento dei sistemi di potere. Una cultura istintiva può trasformare le persone e renderle grette ed ottuse nei rapporti interpersonali. Una cultura intollerante verso la creatività tende a sopprimere l'umanità ed i talenti innati delle persone ed a creare omologazione, conflitti e conformismo tra i cittadini.

 
 
 

Stress esistenziale e crescita spirituale.

Post n°136 pubblicato il 30 Marzo 2015 da relavita
 
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Lo stress esistenziale subito dalle persone può rallentare od inibire la crescita spirituale interiore. Lo stress esistenziale deriva spesso dai modelli di vita, relazione e lavoro diffusi negli ambienti familiari e sociali o nelle organizzazioni. Negli ambienti di lavoro viene spesso impedita la crescita creativa e spirituale del personale perché si trova oltre il livello della razionalità o del pensiero tecnico e scientifico più ortodosso. Ogni lavoratore sano ed aperto al proprio mondo interiore solitamente subisce uno stress esistenziale dovuto alla volontà dell'organizzazione di combattere la crescita creativa ed umana delle persone. Il lavoratore può quindi raggiungere un livello di stress simile al burnout. Lo stress esistenziale può essere confuso con uno stato di esaurimento psicofisico oppure una depressione dai medici ed esperti privi di una competenza specifica sugli effetti dei conflitti interpersonali a livello psico-spirituale. Il lavoratore può essere etichettato come un soggetto depresso mentre in realtà subisce uno stress esistenziale dall'organizzazione e perciò rallenta la sua operatività. Nell'ambito sociale lo stress esistenziale viene spesso subito dalle persone più capaci di cooperare in modo umano nei rapporti con i cittadini della propria comunità. Queste persone umane solitamente devono tutelarsi da regole sociali e consuetudini che cercano di considerare la società solamente un luogo da cui trarre profitti di natura economica e commerciale. Lo stress esistenziale subito dalle persone umane può essere confuso con una loro incapacità di socializzare con i cittadini perché sono più prudenti. Nell'ambito familiare lo stress esistenziale viene subito di frequente dalle persone sensibili ed empatiche nei rapporti interpersonali ed in grado di provare affetto ed amore. Queste persone capaci di amare devono tutelarsi dalle regole familiari che impongono atteggiamenti rigidi nelle relazioni affettive o nei rapporti di amicizia. Lo stress esistenziale porta le persone capaci di amare a tutelarsi attraverso il distacco dagli atteggiamenti altrui rigidi o repressi. Questo comportamento delle persone capaci di amare può essere confuso con la tendenza a chiudersi in sé stesse per evitare ogni conflitto umano. La crescita spirituale delle persone viene spesso ostacolata da una società repressiva che scambia gli atteggiamenti profondamente umani, sani e vitali per dei comportamenti irrazionali.

 
 
 

Il mobbing come maschera della disonestà.

Post n°135 pubblicato il 13 Marzo 2015 da relavita
 
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Il mobbing in ambito lavorativo, sociale o familiare può diventare la maschera utile per coprire la disonestà delle persone. Nell'ambito familiare può sussistere un tipo di mobbing diretto a mortificare il carattere e la creatività dei figli per deviarli verso una vita voluta dai genitori. I figli possono diventare vittime di questo tipo di mobbing e continuare a credere nella buonafede dei genitori. I genitori infatti sembrano agire per il bene dei figli perché cercano di inserirli in gruppi di persone ricche di prestigio e conosciute in ambito istituzionale, aziendale, sociale o scolastico. Nella realtà questi genitori allontanano i figli dalla propria volontà, dal carattere innato e dalla creatività e quindi ne limitano la libertà. La maschera della disonestà di questi genitori è insita nei tentativi di deviare la crescita spontanea dei figli dalla propria costituzione interiore. Nell'ambito sociale può sussistere un tipo di mobbing creato da gruppi di potere per mortificare le persone capaci di cooperare con umanità e riconoscere i diritti dei cittadini. Questi gruppi di potere mascherano la propria disonestà e contemporaneamente cercano di isolare le persone di talento che vogliono ridurre le diseguaglianze e le ingiustizie sociali. Le persone di talento vengono spesso isolate falsificando il loro vissuto e diffondendo a livello sociale l'idea che siano persone prive di moralità. Nell'ambito lavorativo può esistere un tipo di mobbing diretto ad isolare una persona attraverso la falsificazione di alcuni tratti della personalità. Questa persona può essere descritta dai superiori come un soggetto dotato di spiccate capacità professionali che sono riscontrabili nella realtà. Questa valutazione positiva delle caratteristiche professionali del collaboratore viene però integrata da una nota negativa falsa riguardante le capacità relazionali. La persona di talento viene definita asociale al solo scopo perverso di tenerla lontana da determinati ruoli professionali e continuare a mascherare la disonestà presente in certi comportamenti ed azioni dell'organizzazione o dei dirigenti. La falsificazione parziale dell'identità di una persona di talento può favorire lo sviluppo mediocre e disonesto di un'organizzazione che genera impoverimento professionale ed economico dei dipendenti e danni al sistema economico, sociale e produttivo di una comunità.

 
 
 
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