la creativita'

spazio di riflessione sul mondo interiore creativo e spirituale delle persone e la relazione con la societa' ed i problemi della vita

 

 

Visione comune e nobile della vita umana.

Post n°132 pubblicato il 22 Gennaio 2015 da relavita
 
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Nelle varie culture della società possiamo trovare una visione comune oppure nobile della vita umana. La visione comune della vita spesso appartiene alle persone che pensano quotidianamente alla propria sopravvivenza e ad accumulare cose o potere. Una visione comune della vita è riscontrabile anche tra le organizzazioni ed istituzioni ignare dei molteplici diritti appartenenti ad ogni essere umano. La visione comune della vita umana è spesso radicata nella mente dei responsabili e dirigenti di un'organizzazione intenti ad incrementare i profitti o la produttività dei propri collaboratori. Una visione comune della vita umana è spesso insita nei pensieri degli intellettuali e politici che descrivono i problemi del cittadino senza conoscerne le cause ed i rimedi. Una visione comune della vita spesso è integrata nella cultura universitaria che fornisce agli studenti nozioni senza integrare le capacità di affrontare e superare i molteplici problemi concreti delle professioni. La visione comune della vita umana spesso appartiene anche alle professioni mediche che ostacolano il progresso delle terapie complementari utili alla salute dei cittadini. Una visione comune della vita solitamente possiamo trovarla nelle strutture giudiziarie che credono di riuscire ad analizzare i comportamenti umani solo con metodi tecnico-scientifici. La persona con una visione nobile della vita cerca invece di ampliare costantemente la comprensione di sé e del mondo e dimostra nei fatti che l'essere umano può evolvere e contribuire ad un progresso sano e creativo della società. Una visione nobile della vita appartiene in genere alle persone insoddisfatte delle condizioni di vita di una società ed impegnate a riconoscere ed ampliare i diritti umani. La visione nobile della vita spesso possiamo trovarla anche tra le persone che cercano di agire per incrementare la benevolenza nella società senza avere il bisogno continuo di favorire i propri interessi personali. Una visione nobile della vita umana è spesso presente nei pensieri delle persone che cercano di attenuare o annullare le sofferenze e le ingiustizie diffuse nella società.

 
 
 

Il ruolo del gioco nella leadership aziendale.

Post n°131 pubblicato il 05 Gennaio 2015 da relavita
 
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La leadership aziendale può assegnare un ruolo al gioco sul posto di lavoro per stimolare il personale a scoprire e riconoscere nuovi modi di operare nella professione. Il gioco sul lavoro attiva nuovi modi di comunicare, induce una sorta di buon umore tra il personale aziendale e permette di continuare ad integrare la curiosità e la gioia nel mondo adulto. Questo gioco apparentemente infantile aiuta a scoprire il mondo esterno e ad entrare in contatto con la propria interiorità. Nella leadership dei dirigenti onesti ed equilibrati può essere sviluppata la capacità di trattare le persone, le cose ed il lavoro con umore sereno e gioioso e atteggiamento giocoso. Il dirigente può diventare l'esempio di una persona in grado di mantenere un umore gioioso nonostante le difficoltà e gli impegni richiesti dal proprio ruolo professionale. Il dirigente può così stimolare i propri collaboratori ad adottare un atteggiamento sciolto nel proprio ruolo professionale. Il gioco sul lavoro può diventare l'atteggiamento utile per superare le resistenze della personalità ed ampliare la visione sul corretto svolgimento della professione. Ogni atto sul lavoro può diventare una partita di un gioco che la persona riesce a vincere se manifesta gioia e creatività o buon umore. Il gioco favorito dalla leadership aziendale ha proprio lo scopo di sollecitare la crescita umana delle persone e stimolare un atteggiamento elastico nei rapporti interpersonali. L'atteggiamento giocoso sul posto di lavoro favorisce anche la serenità, la collaborazione ed il dialogo rilassato tra il personale aziendale. Il gioco facilita anche i rapporti di lavoro tra l'azienda ed i propri clienti. Il cliente può sentirsi accettato ed accolto con umanità dal personale aziendale. Il cliente può inoltre comunicare con l'azienda e ricevere assistenza senza sviluppare il tipico stress e la rabbia derivate dalla mentalità rigida spesso presente negli uffici per le relazioni con il pubblico. Il cliente può essere più propenso a dare fiducia ad un'organizzazione che dimostra di accettarlo perché i dipendenti forniscono risposte chiare e sintetiche a problemi e quesiti sui prodotti o servizi aziendali.

 
 
 

Crescita spirituale e sofferenze delle persone.

Post n°130 pubblicato il 18 Dicembre 2014 da relavita
 
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La crescita spirituale può determinare una risalita delle sofferenze e dei problemi incontrati dalla persona nella società. I problemi della società possono depositarsi nella personalità nel corso dell'infanzia o dell'adolescenza e comparire come ricordi ed emozioni calde che emergono durante il percorso di crescita spirituale. Questi problemi solitamente derivano dalla cultura sociale e familiare che crea sofferenze ed ostacoli alla crescita spirituale ed interiore di una persona. La crescita spirituale attiva le sofferenze vissute che saranno superate soltanto dopo lo sviluppo delle capacità caratteriali. La crescita spirituale aiuta lo sviluppo di nuove capacità ma la persona deve essere disponibile ad incontrare i territori sconosciuti della propria coscienza superiore. Questo territorio può essere riconosciuto se la persona resta disponibile a liberarsi dei problemi, delle sofferenze e dei legami con il passato che opprimono l'originalità del proprio carattere. La crescita spirituale di un essere umano può quindi infastidire le persone che hanno una vita ordinaria e comune a molti cittadini. I cittadini comuni possono ostacolare con vigore le persone che vogliono crescere spiritualmente. L'atteggiamento di questi cittadini può creare qualche sofferenza transitoria nelle persone che crescono spiritualmente ma gli ostacoli ed il disagio oppure il malessere vengono superati con l'evoluzione. Le sofferenze transitorie delle persone impegnate in un percorso di crescita spirituale sono dovute principalmente alle limitazioni della società ma possono sussistere delle resistenze originate dalla personalità individuale. La persona in fase di crescita può essere ostacolata temporaneamente dagli istinti e desideri legati alla sopravvivenza o comunque alla volontà di proseguire una vita comune alla maggioranza dei cittadini. Le funzioni legate alla creatività, alle intuizioni ed emozioni tendono infatti a favorire il risveglio di una persona e ad orientarla verso una vita evoluta ed innovativa che è opposta ai desideri ed istinti riscontrabili nel cittadino comune o comunque nella cultura sociale e familiare di ogni comunità. Le comunità possono ostacolare la crescita spirituale del cittadino ed essere inconsapevoli del danno prodotto al loro stesso progresso umano e creativo.

 
 
 

Creativita' umana e legislazione sul lavoro.

Post n°129 pubblicato il 02 Dicembre 2014 da relavita
 
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La creatività umana è generalmente ignorata o trascurata dalla legislazione sul lavoro. Le aziende o le istituzioni possono quindi sopprimere la creatività umana dei propri dipendenti senza commettere dei reati. Il diritto del lavoro tutela l'autorità del datore di lavoro e l'obbligo del dipendente di eseguire gli ordini impartiti dai superiori. Il dipendente ha quindi difficoltà a contrastare i dirigenti o responsabili aziendali privi di scrupoli ed interessati al potere che gli impediscono di esprimere una personalità creativa ed umana. Il dipendente potrebbe subire alcuni demansionamenti proprio dal dirigente che vuole inibire le personalità creative ed umane. Il demansionamento può essere utilizzato come strumento punitivo del dipendente che osa esprimersi più liberamente nel proprio ruolo professionale. Il datore di lavoro può anche ostacolare od impedire il lavoro di qualità svolto dal dipendente creativo sostenendo che la sua produttività è ridotta rispetto ad altri colleghi definiti “normali”. I dirigenti spesso sostengono che il collaboratore creativo ed umano è poco produttivo per mascherare problemi organizzativi ed incapacità di gestire personale competente e perspicace. Questo atteggiamento di dirigenti e responsabili ha lo scopo di sottomettere al potere la personalità del dipendente più creativo attraverso la minaccia velata di licenziamento per scarsa produttività e voglia di lavorare. Il licenziamento di un dipendente creativo ed umano può essere così deciso dal dirigente con la complicità dei collaboratori produttivi definiti i più “normali” senza la necessità di commettere illeciti od agire con azioni di mobbing. La legislazione sul lavoro tutela infatti il diritto del datore di lavoro di pretendere una produttività “normale” dal proprio dipendente. La legislazione sul lavoro lascia il dipendente creativo ed umano senza strumenti adeguati di tutela giuridica del proprio operato perché viene svolto con una qualità che spesso viene volontariamente soppressa ed ignorata dai dirigenti e responsabili. La qualità del lavoro subisce una forte riduzione proprio in concomitanza con le scelte dirigenziali di sopprimere la creatività umana nell'organizzazione del lavoro. Lo sviluppo della personalità creativa ed umana di un dipendente permette invece all'azienda od istituzione di coniugare una giusta ed equilibrata produttività con la qualità del lavoro.

 
 
 

Comunicare rettitudine con il comportamento.

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Le persone possono comunicare rettitudine attraverso un comportamento ed un modo di pensare se riescono a prestare attenzione ed ascolto al proprio mondo interiore. L'essere umano può infatti aprirsi ed entrare in comunicazione con il proprio mondo interiore transpersonale se ascolta o sente i messaggi saggi che giungono alla coscienza. Questi messaggi arrivano alla coscienza della persona che ha intrapreso da tempo e volontariamente una comunicazione intrapersonale e quindi con il proprio mondo interiore. Ogni persona può chiedere a sé stessa quale sia il comportamento più retto o giusto da mantenere nei rapporti interpersonali oppure in una determinata situazione della vita quotidiana. La comunicazione intrapersonale permette alla persona di mantenere un comportamento utile all'evoluzione ed allo sviluppo della personalità e del carattere. La comunicazione intrapersonale con la parte saggia rende la persona più capace di comprendere ed accettare il comportamento altrui e mantenere l'identità personale. La persona può costruire un'identità sana e senza farsi inquinare dal comportamento altrui se mantiene una comunicazione costante con la propria saggezza interiore. Il comportamento disonesto ed ingiusto o aggressivo di una persona può infatti indicare un problema di comunicazione intrapersonale. La rettitudine è una qualità della persona che rispetta il mondo altrui ma stimola il senso di giustizia e la creatività nell'ambiente in cui vive e lavora. La rettitudine è la tendenza della persona che riesce a rispettare i diritti umani a prescindere dalle norme stabilite da una comunità. La rettitudine appartiene alla persona in grado di agire con onestà anche senza conoscere le norme o regole vigenti. La rettitudine è spesso la caratteristica della persona che presenta un comportamento complesso ed evoluto. La rettitudine è una virtù della persona che può contribuire ad innovare le regole o norme vigenti della società.

 
 
 
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