la creativita'

spazio di riflessione sul mondo interiore creativo e spirituale delle persone e la relazione con la societa' ed i problemi della vita

 

 

Lo stress relazionale che isola l'intuizione.

Post n°166 pubblicato il 20 Settembre 2016 da relavita
 
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Lo stress nell'ambito relazionale può contribuire ad isolare l'intuizione delle persone ed a bloccare l'evoluzione interiore e sociale. Nelle organizzazioni pubbliche e private oppure in famiglia e nei rapporti interpersonali possiamo notare varie forme di censura ed interpretazione distorta delle azioni umane. La censura e l'interpretazione contribuiscono a generare stress ed a chiudere la relazione della persona con il proprio mondo interiore intuitivo. La censura operata sulle azioni di ricerca della persona nel mondo esterno ed interiore può limitare lo sviluppo dell'intuizione, del carattere e delle capacità di scegliere relazioni di vero affetto e amore. La censura compiuta dalle organizzazioni, dai sistemi di potere o da singoli individui genera spesso uno stress che provoca stanchezza ed inefficienza psicofisica. Lo stress da censura può anche inibire la crescita armonica della personalità di un individuo. La persona che viene censurata nelle proprie azioni, idee e comportamenti è spesso dotata di una curiosità genuina di ricerca della verità o dei fatti allo scopo di evolvere e migliorare le condizioni di vita della società. La censura operata dai sistemi di potere, dalla scuola, dalla famiglia o da aziende pubbliche e private spesso ha lo scopo di prolungare l'infanzia o l'adolescenza delle persone con metodi disonesti. La censura operata nella società odierna spesso impedisce il libero sviluppo dell'indipendenza di una persona per riuscire a controllarla e sfruttarla. L'obiettivo del censuratore è spesso di ostacolare la ricerca dei vizi, degli atti illegittimi ed illeciti usati per ridurre la conoscenza e coscienza dei cittadini. Il censuratore vorrebbe eliminare l'intuizione e l'empatia dalle persone e dal vissuto della collettività per agire al meglio con il proprio egoismo, l'indifferenza, il cinismo e l'accidia. Il censuratore vorrebbe obbligare le persone ad accontentarsi delle briciole di una vita che invece può avere una finalità ed essere ricca di relazioni umane che favoriscono un progresso sano della società. Il censuratore vorrebbe mummificare gli aspetti relazionali ed intuitivi della vita umana per renderla più triste, meno variabile o fantasiosa e spera di sterilizzarla con l'eccesso di razionalità.

 
 
 

Tipologie di mobbing.

Post n°165 pubblicato il 05 Settembre 2016 da relavita
 
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Nella società di oggi il mobbing può svilupparsi secondo varie tipologie negli ambienti sociali, di lavoro, scolastici, giudiziari, istituzionali e familiari. Il mobbing è quindi una componente presente in varie organizzazioni e gruppi di persone e soltanto nel mondo del lavoro è parzialmente riconosciuta dagli esperti. Il mobbing può essere suddiviso principalmente in una tipologia organizzativa ed una relazionale. La tipologia organizzativa del mobbing è diffusa soprattutto negli ambienti di lavoro, scolastici, istituzionali e giudiziari. La tipologia relazionale è diffusa principalmente in ambito economico-sociale, negli enti ed amministrazioni pubbliche locali ed in famiglia. Il mobbing organizzativo agisce principalmente sulla componente maschile delle persone e tende a reprimere lo sviluppo esistenziale e creativo, il comportamento professionale e varie azioni umane giuste ed equilibrate. Il mobbing relazionale agisce principalmente sulla componente femminile delle persone e tende ad inibire lo sviluppo affettivo-relazionale e l'atteggiamento amorevole nell'ambito sociale e nei rapporti familiari ed interpersonali. Le due tipologie principali di mobbing possono coesistere in ogni ambiente di vita e lavoro. Nel mobbing organizzativo vengono usate le accuse ed i provvedimenti disciplinari infondati verso la vittima per cercare di mortificarla e renderla disponibile ad adottare il comportamento deviato e disonesto previsto dal gruppo di lavoro, dall'azienda od istituzione. Nel mobbing relazionale vengono alterati e poi diffusi i dati o le informazioni sullo stile di vita ed i rapporti interpersonali dell'individuo e sanzionati affinchè si renda disponibile ad adottare l'atteggiamento perverso e disonesto previsto dalla comunità, dai familiari o dagli amici e conoscenti. Le due tipologie di mobbing sono usate spesso dagli autori psicopatici e dai loro collaboratori per mascherare atti illegittimi ed illeciti compiuti dai sistemi di potere. Il mobbing viene usato dai sistemi di potere per ridurre la libertà dei cittadini e fornire privilegi a deteminate caste o categorie di persone. Le nazioni in cui manca una legislazione efficace per ridurre il mobbing hanno spesso anche un livello minimo di democrazia. I paesi che educano i cittadini al senso civico ed all'onestà e prevedono una selezione e formazione accurata della classe dirigente sono più inclini a concedere una libertà creativa ed umana alle persone e quindi riescono a favorire un miglioramento costante della qualità di vita di una collettività.

 
 
 

L'organizzazione umana del lavoro.

Post n°164 pubblicato il 17 Agosto 2016 da relavita
 
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Nelle organizzazioni pubbliche e private l'apporto umano del lavoratore è spesso represso o negletto. Il personale aziendale che vuole prendersi cura dei problemi sul lavoro e del rapporto con la clientela viene sovente considerato ansioso, apprensivo, preoccupato od incline alla sofferenza nel proprio ruolo professionale. I responsabili o dirigenti aziendali possono stigmatizzare un collaboratore "preoccupato" di svolgere bene il lavoro e contribuire così ad isolarlo nei rapporti con i colleghi. I responsabili aziendali possono diventare invidiosi e cercare di sminuire o mortificare l'atteggiamento umano dei collaboratori sino a perseguitarli. L'organizzazione umana del lavoro implica invece il rispetto della personalità di un lavoratore e del proprio modo di operare e crescere professionalmente. L'organizzazione umana lascia al lavoratore la possibilità di creare e gestire rapporti interpersonali basati sull'empatia, l'aiuto reciproco, la verità ricercata nei fatti e comportamenti ed il dialogo schietto. L'organizzazione umana riesce ad intravvedere una crescita umana del dipendente anche nelle sofferenze della vita privata, professionale e sociale. Il lavoratore che soffre ma cresce ed evolve può gestire al meglio il proprio ruolo professionale e le risorse umane e materiali di settori e reparti aziendali o dipartimenti delle amministrazioni od istituzioni pubbliche. L'organizzazione umana riesce a valutare realmente la personalità, le capacità ed attitudini del lavoratore senza affidarsi esclusivamente a titoli di studio e valutazioni rilasciate da scuole pubbliche e private. L'organizzazione umana ha infatti bisogno di persone che esprimono al meglio le proprie virtù ed i talenti per fornire al cliente prodotti o servizi di qualità buona od elevata al costo medio applicato anche dalla concorrenza. Il personale soddisfatto del clima di umanità presente nell'organizzazione pubblica o privata può divenire una sorta di testimonial della bontà, serietà ed onestà diffuse nel proprio ambiente di lavoro. L'organizzazione umana tende ad includere persone oneste, creative, equilibrate, serene e gioiose ed evita l'assunzione di dirigenti con tratti psicopatici, presuntuosi, vanagloriosi, onnipotenti, orgogliosi, lussuriosi ed affetti da cupidigia ed accidia. L'organizzazione realmente umana è composta di persone sane e salvate perchè tende a vivere anzichè sopravvivere a danno della collettività.

 
 
 

L'isolamento relazionale nella società odierna.

Post n°163 pubblicato il 26 Luglio 2016 da relavita
 
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Nella società odierna l'isolamento relazionale delle persone riguarda spesso la sfera creativa, affettiva ed intuitiva. I rapporti interpersonali tendono a mantenersi su livelli superficiali di conoscenza ed affettività e quindi sono soggetti ad improvvise rotture oppure ad una conflittualità eccessiva o permanente. La conoscenza superficiale del temperamento innato del partner, del dipendente o dell'amico/a può generare l'isolamento relazionale e la lesione dei diritti umani. La conoscenza ridotta di sè stessi e delle persone con cui ci si rapporta nella vita quotidiana crea una barriera emotiva, intuitiva e creativa nonchè spirituale nei rapporti sociali e l'impossibilità di migliorare o cambiare il proprio stile di vita. I rapporti interpersonali superficiali possono sopravvivere se vengono mantenuti dei vantaggi o dei vincoli contrattuali o di legge. Le persone comuni solitamente prediligono vantaggi di natura materiale od aspirano a dipendere dalle strutture di potere. Questo genere di rapporti interpersonali crea uno squilibrio interiore in ogni essere umano e quindi predispone ad una riduzione progressiva della salute psicologica ed un incremento dei costi sociali. I costi sociali sono spesso una conseguenza dei rapporti interpersonali superficiali causati dall'isolamento relazionale e dalla lesione dei diritti umani nella società. Nei rapporti interpersonali in cui è impossibile compensare l'isolamento relazionale con il possesso di beni e corpi od il potere possono verificarsi interruzioni dei legami o dei vincoli di natura contrattuale. La conflittualità permanente od eccessiva determina invece una chiusura in sè delle persone ed il conseguente isolamento relazionale. Le persone possono rimanere in un rapporto conflittuale anche per diversi anni a causa del timore della solitudine così diffuso nella società odierna. La conflittualità permanente e la conoscenza superficiale tra le persone ostacolano l'evoluzione creativa ed umana dell'essere vivente. Le persone superficiali hanno difficoltà a comunicare e relazionarsi con la propria essenza spirituale ed ignorano la ricchezza interiore a cui possono attingere per migliorare sè stesse. L'isolamento relazionale contribuisce anche alla formazione di pregiudizi e preconcetti nella mentalità individuale e collettiva. L'isolamento relazionale diffuso nella società favorisce l'incremento della violenza psicologica, del mobbing o bullismo e dell'ingiustizia sociale. I danni patrimoniali, esistenziali ed alla salute psicologica delle persone sono in aumento anche a causa dell'isolamento relazionale presente nella società odierna.

 
 
 

Cittadino e ricercatore.

Post n°162 pubblicato il 05 Luglio 2016 da relavita
 
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La persona impegnata a scoprire sè stessa e lo scopo della propria vita può essere considerata un cittadino e contemporaneamente un ricercatore nel mondo esterno ed interiore. La persona che invece è soltanto un comune cittadino oppure appartiene alla classe dirigente ha solitamente uno spiccato senso di attaccamento alla comunità in cui vive ed è condizionato dalla cultura e mentalità acquisite nell'ambito sociale, familiare e lavorativo. Questo comune cittadino o dirigente modula il proprio comportamento ed atteggiamento relazionale allo scopo di farsi accettare dalla comunità ed aderire ad un determinato stile di vita ed è quindi disposto a rinunciare alla maggior parte della propria libertà creativa, umana e personale. L'atteggiamento dei comuni cittadini e dei loro dirigenti è quindi spesso orientato dalle varie paure istintive presenti nella natura umana e dai bisogni di sopravvivere immersi nel materialismo e nella ricerca di dominio e possesso sul mondo. Il cittadino comune ma anche i dirigenti possono esprimersi soltanto in funzione del consenso od approvazione dei propri simili e pertanto la vita viene regolata principalmente sulla base dei diritti concessi dalle varie istituzioni o da autorità sul lavoro, in famiglia e nei gruppi sociali. Il cittadino ed i dirigenti tendono quindi ad auto-limitare le proprie capacità, i talenti e l'espressione di sè stessi per garantirsi una sopravvivenza più agiata. Queste persone possono bloccare la propria vitalità interiore e compensarla con molteplici attività di socializzazione, relazionali e lavorative che possono generare piaceri temporanei, conflitti, sprechi di denaro ed energie e danni a sè stessi ed alla collettività. Il comune cittadino o dirigente tende quindi ad impoverire culturalmente, spiritualmente ed economicamente sè stesso e la società se compromette la propria vitalità interiore per la brama di possesso o potere. Il cittadino-ricercatore è invece un attento scrutatore del proprio mondo interiore e quindi arricchisce la comunità  in cui vive con le virtù, i talenti e le capacità derivanti dalla propria crescita interiore. Il cittadino-ricercatore cerca di socializzare e relazionarsi con ambienti in cui può esprimersi pienamente o laddove la creatività umana fluisce per il benessere ed il beneficio dell'intera comunità. Il cittadino-ricercatore si allontana dallo sfruttamento imposto dai sistemi di potere e dalle varie forme di abuso o dalle lesioni dei diritti umani perchè vuole rimanere sano ed utilizzare pienamente la propria struttura bio-psico-spirituale per crearsi uno stile di vita più originale e libero.

 
 
 
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