la creativita`.

spazio di riflessione sul mondo interiore creativo e spirituale delle persone e la relazione con la societa' ed i problemi della vita.

 

 

Crescita spirituale e sofferenze delle persone.

Post n°130 pubblicato il 18 Dicembre 2014 da relavita
 
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La crescita spirituale può determinare una risalita delle sofferenze e dei problemi incontrati dalla persona nella società. I problemi della società possono depositarsi nella personalità nel corso dell'infanzia o dell'adolescenza e comparire come ricordi ed emozioni calde che emergono durante il percorso di crescita spirituale. Questi problemi solitamente derivano dalla cultura sociale e familiare che crea sofferenze ed ostacoli alla crescita spirituale ed interiore di una persona. La crescita spirituale attiva le sofferenze vissute che saranno superate soltanto dopo lo sviluppo delle capacità caratteriali. La crescita spirituale aiuta lo sviluppo di nuove capacità ma la persona deve essere disponibile ad incontrare i territori sconosciuti della propria coscienza superiore. Questo territorio può essere riconosciuto se la persona resta disponibile a liberarsi dei problemi, delle sofferenze e dei legami con il passato che opprimono l'originalità del proprio carattere. La crescita spirituale di un essere umano può quindi infastidire le persone che hanno una vita ordinaria e comune a molti cittadini. I cittadini comuni possono ostacolare con vigore le persone che vogliono crescere spiritualmente. L'atteggiamento di questi cittadini può creare qualche sofferenza transitoria nelle persone che crescono spiritualmente ma gli ostacoli ed il disagio oppure il malessere vengono superati con l'evoluzione. Le sofferenze transitorie delle persone impegnate in un percorso di crescita spirituale sono dovute principalmente alle limitazioni della società ma possono sussistere delle resistenze originate dalla personalità individuale. La persona in fase di crescita può essere ostacolata temporaneamente dagli istinti e desideri legati alla sopravvivenza o comunque alla volontà di proseguire una vita comune alla maggioranza dei cittadini. Le funzioni legate alla creatività, alle intuizioni ed emozioni tendono infatti a favorire il risveglio di una persona e ad orientarla verso una vita evoluta ed innovativa che è opposta ai desideri ed istinti riscontrabili nel cittadino comune o comunque nella cultura sociale e familiare di ogni comunità. Le comunità possono ostacolare la crescita spirituale del cittadino ed essere inconsapevoli del danno prodotto al loro stesso progresso umano e creativo.

 
 
 

Creativita' umana e legislazione sul lavoro.

Post n°129 pubblicato il 02 Dicembre 2014 da relavita
 
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La creatività umana è generalmente ignorata o trascurata dalla legislazione sul lavoro. Le aziende o le istituzioni possono quindi sopprimere la creatività umana dei propri dipendenti senza commettere dei reati. Il diritto del lavoro tutela l'autorità del datore di lavoro e l'obbligo del dipendente di eseguire gli ordini impartiti dai superiori. Il dipendente ha quindi difficoltà a contrastare i dirigenti o responsabili aziendali privi di scrupoli ed interessati al potere che gli impediscono di esprimere una personalità creativa ed umana. Il dipendente potrebbe subire alcuni demansionamenti proprio dal dirigente che vuole inibire le personalità creative ed umane. Il demansionamento può essere utilizzato come strumento punitivo del dipendente che osa esprimersi più liberamente nel proprio ruolo professionale. Il datore di lavoro può anche ostacolare od impedire il lavoro di qualità svolto dal dipendente creativo sostenendo che la sua produttività è ridotta rispetto ad altri colleghi definiti “normali”. I dirigenti spesso sostengono che il collaboratore creativo ed umano è poco produttivo per mascherare problemi organizzativi ed incapacità di gestire personale competente e perspicace. Questo atteggiamento di dirigenti e responsabili ha lo scopo di sottomettere al potere la personalità del dipendente più creativo attraverso la minaccia velata di licenziamento per scarsa produttività e voglia di lavorare. Il licenziamento di un dipendente creativo ed umano può essere così deciso dal dirigente con la complicità dei collaboratori produttivi definiti i più “normali” senza la necessità di commettere illeciti od agire con azioni di mobbing. La legislazione sul lavoro tutela infatti il diritto del datore di lavoro di pretendere una produttività “normale” dal proprio dipendente. La legislazione sul lavoro lascia il dipendente creativo ed umano senza strumenti adeguati di tutela giuridica del proprio operato perché viene svolto con una qualità che spesso viene volontariamente soppressa ed ignorata dai dirigenti e responsabili. La qualità del lavoro subisce una forte riduzione proprio in concomitanza con le scelte dirigenziali di sopprimere la creatività umana nell'organizzazione del lavoro. Lo sviluppo della personalità creativa ed umana di un dipendente permette invece all'azienda od istituzione di coniugare una giusta ed equilibrata produttività con la qualità del lavoro.

 
 
 

Comunicare rettitudine con il comportamento.

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Le persone possono comunicare rettitudine attraverso un comportamento ed un modo di pensare se riescono a prestare attenzione ed ascolto al proprio mondo interiore. L'essere umano può infatti aprirsi ed entrare in comunicazione con il proprio mondo interiore transpersonale se ascolta o sente i messaggi saggi che giungono alla coscienza. Questi messaggi arrivano alla coscienza della persona che ha intrapreso da tempo e volontariamente una comunicazione intrapersonale e quindi con il proprio mondo interiore. Ogni persona può chiedere a sé stessa quale sia il comportamento più retto o giusto da mantenere nei rapporti interpersonali oppure in una determinata situazione della vita quotidiana. La comunicazione intrapersonale permette alla persona di mantenere un comportamento utile all'evoluzione ed allo sviluppo della personalità e del carattere. La comunicazione intrapersonale con la parte saggia rende la persona più capace di comprendere ed accettare il comportamento altrui e mantenere l'identità personale. La persona può costruire un'identità sana e senza farsi inquinare dal comportamento altrui se mantiene una comunicazione costante con la propria saggezza interiore. Il comportamento disonesto ed ingiusto o aggressivo di una persona può infatti indicare un problema di comunicazione intrapersonale. La rettitudine è una qualità della persona che rispetta il mondo altrui ma stimola il senso di giustizia e la creatività nell'ambiente in cui vive e lavora. La rettitudine è la tendenza della persona che riesce a rispettare i diritti umani a prescindere dalle norme stabilite da una comunità. La rettitudine appartiene alla persona in grado di agire con onestà anche senza conoscere le norme o regole vigenti. La rettitudine è spesso la caratteristica della persona che presenta un comportamento complesso ed evoluto. La rettitudine è una virtù della persona che può contribuire ad innovare le regole o norme vigenti della società.

 
 
 

Counseling transpersonale e idoneità del cliente (prima parte).

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L'idoneità di un cliente all'incontro di counseling transpersonale può essere valutata tramite questionari a risposta libera, disegni da completare ed un colloquio. La persona che chiede un incontro di counseling transpersonale potrebbe infatti avere una tendenza a sopravvalutare la propria personalità ed a mascherare i vizi che impediscono di iniziare questo tipo di percorso per lo sviluppo della creatività, dell'intuizione o delle capacità affettive. Tra i cittadini spesso possiamo incontrare delle persone che parlano di presunte qualità dell'amico o conoscente e del datore di lavoro. Questa tendenza del cittadino spesso ostacola l'inizio di un percorso di counseling transpersonale perché una persona potrebbe credere di avere una determinata personalità senza possederla realmente. La personalità reale potrebbe essere formata da numerosi vizi che sono però valutati come qualità nell'ambiente di vita o lavoro. Questa trasformazione del vizio in qualità è diffuso in ogni comunità in cui dominano le tendenze narcisistiche ed ossessive nella personalità dei cittadini. In queste comunità vengono ridotti gli spazi di crescita della creatività e delle relazioni affettive o di collaborazione e cooperazione umane tra i cittadini. L'idoneità del cliente al percorso di counseling transpersonale viene valutata allo scopo di preservarlo da illusioni ed insoddisfazioni anche gravi. Un percorso di crescita interiore è infatti adatto alle persone che credono in sé stesse ed in particolare alla propria creatività ed umanità e sono capaci di orientare in modo sano e costruttivo la vita quotidiana. Le persone con tratti di personalità contraddistinte da grande ammirazione di sé, presunzione, vanità o vanagloria, avidità ed avarizia, accidia e lussuria sono inadatte al counseling transpersonale. Queste persone possono però essere adatte a percorsi di psicoterapia, psicoanalisi e di sostegno psicologico. Il cliente che ha preservato una personalità armonica ed equilibrata con tratti di creatività ed umanità può invece risultare idoneo agli incontri di counseling tanspersonale.

 
 
 

Maldicenze e blocco evolutivo della persona (seconda parte).

Post n°126 pubblicato il 13 Ottobre 2014 da relavita
 
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Una persona può diventare vittima inconsapevole di un blocco evolutivo dovuto alle maldicenze diffuse nell'ambiente di vita o lavoro. La maldicenza può nascere dalla volontà individuale, di gruppo o della lobby di danneggiare una persona dotata di atteggiamenti autentici, trasparenti ed affettuosi che infastidiscono ed ostacolano la disonestà. Nel post numero centoundici ho indicato che la cultura di una comunità può diventare una sorta di smog soffocante per il carattere di una persona. La maldicenza tende a creare un clima di diffidenza e sfiducia nei confronti della vittima perché è diversa dal comune cittadino ed inspiegabilmente è in grado di provare affetto e amore. La maldicenza può provocare l'isolamento della vittima nell'ambiente di lavoro e di vita. La maldicenza tende a ricostruire in modo artefatto una vicenda, un evento, un comportamento o una serie di azioni associabili alla vittima. La maldicenza tende a modificare la verità o realtà delle relazioni instaurate dalla vittima con il mondo esterno. La maldicenza ha anche lo scopo di sostenere che esiste qualcosa di malato nel comportamento della vittima perché è diversa dal modo comune di sentire e vivere. La maldicenza tende a produrre una frattura affettiva nei rapporti interpersonali. Il maldicente ha un vizio grave o una patologia che gli impedisce di manifestare la propria umanità nel mondo. La vittima di maldicenze può essere costretta  a cambiare la professione, l'ambiente familiare e di vita per superare il rischio di un blocco evolutivo dovuto all'isolamento relazionale. La vittima solitamente ha bisogno di un sostegno da parte di esperti in psicologia, psicoanalisi e counseling per riuscire a superare il disagio ed il trauma prodotti dalle maldicenze. La maldicenza tende infatti a ferire la capacità di amare, cooperare e provare affetto della vittima. La vittima ha quindi bisogno di riconoscere profondamente sé stessa e prendere coscienza della propria umanità e amorevolezza per evitare di inibirsi a causa della mentalità chiusa diffusa nell'ambiente di vita o lavoro. La vittima ha solitamente bisogno di incrementare anche le proprie capacità di tutelarsi dalle persone incapaci di amare che incontrerà nei luoghi in cui andrà a vivere e lavorare.

 
 
 
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