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Creativi scambiati per anormali dalle organizzazioni.

Post n°180 pubblicato il 19 Ottobre 2017 da relavita
 
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Nelle organizzazioni pubbliche e private spesso i lavoratori più creativi sono scambiati per persone anormali. La cultura diffusa nelle organizzazioni odierne favorisce prevalentemente l'incremento dei profitti e della produttività dei dipendenti. Questo tipo di cultura presenta delle lacune profonde nella comprensione e nel riconoscimento dei lavoratori con una personalità normalmente equilibrata oppure con comportamenti creativi nel proprio ruolo professionale. Le organizzazioni orientate prevalentemente al profitto ed alla produttività spesso operano al limite della legalità e compiono varie lesione dei diritti ed abusi di potere sui lavoratori e quindi le persone creative ed equilibrate possono rappresentare un ostacolo ai propri obiettivi illegittimi. Le organizzazioni senza scrupoli possono disporre di dirigenti o professionisti esterni che al bisogno operano per stigmatizzare le azioni creative dei lavoratori se apportano dei benefici allo sviluppo sano dell'attività professionale perchè potrebbero limitare determinati interessi illegittimi od illeciti di una lobby oppure dei sistemi di potere presenti nella società. Il lavoratore che osa qualche atto creativo potrebbe essere accusato ingiustamente di avere un comportamento anormale nell'ambiente di lavoro allo scopo di discriminarlo e gradualmente isolarlo ed emarginarlo dai colleghi e superiori. Questo lavoratore creativo viene spesso stigmatizzato e reso anormale attraverso le dicerie ed i pettegolezzi diffusi nell'ambiente di lavoro in modo tale far apparire sani i dirigenti e professionisti che invece presentano tratti psicopatici. Nelle organizzazioni patologiche è possibile riscontrare spesso un'alterazione della vera identità del personale. Le persone normalmente sane possono essere considerate dipendenti privi di coraggio, iniziativa, determinazione e freddezza e quindi inidonei a raggiungere gli obiettivi dell'organizzazione senza le pressioni dei dirigenti patologici. Le persone sane con atteggiamenti creativi diventano invece soggetti volubili, umorali ed improduttivi e pertanto incapaci di rispettare gli impegni stabiliti dai dirigenti patologici. Le persone "resistenti" che vogliono sfuggire ad un ruolo di fantocci o fantozzi nelle mani della dirigenza patologica spesso subiscono un'alterazione dell'identità nella scheda di valutazione del proprio lavoro in modo tale da precluderne la carriera e stimolare le dimissioni oppure per renderle inidonee alla professione e favorire un demansionamento ed il licenziamento.

 
 
 

Relazioni di coppia istintive oppure uniche.

Post n°179 pubblicato il 12 Settembre 2017 da relavita
 
Foto di relavita

Le relazioni di coppia nella società odierna sono spesso basate sull'attrazione fisica e/o mentale, sul soddisfacimento di bisogni materiali o legati alla necessità di sopravvivere ed avere potere nel mondo e costruire superficialmente i rapporti sociali e familiari. Le relazioni di coppia che soddisfano i bisogni primari dell'essere umano possiamo considerarle vulnerabili e soggette ai mutamenti suggeriti e/o imposti dalla società nella vita professionale, sociale e familiare. Questo tipo di relazioni che possiamo definire "istintive" subiscono spesso delle fratture permanenti a seguito di fatti che accadono all'esterno come ad esempio la perdita del posto di lavoro, del reddito per vivere dignitosamente, del potere nell'ambito lavorativo o di posizioni sociali di prestigio, della stima di parenti ed amici oppure a causa delle stigmatizzazioni diffuse nella comunità. Le relazioni di coppia istintive sono pertanto in equilibrio soltanto se vengono soddisfatti i bisogni materiali ed esistono l'approvazione e la stima sul lavoro e nell'ambito sociale, familiare e delle amicizie. Questo tipo di relazioni sopravvive in condizioni di limitata indipendenza ed autonomia e reprime la maggior parte delle risorse interiori disponibili per l'essere umano adulto. La collettività è quindi in grado di pilotare la sopravvivenza di una relazione di coppia istintiva attraverso gli strumenti del conformismo e dell'omologazione. La relazione di coppia istintiva dovrà pertanto realizzare soltanto i progetti tradizionali stabiliti dalla comunità in cui vive altrimenti rischia l'esclusione sociale e l'emarginazione sul posto di lavoro. Questa tipologia di relazioni possono essere considerate sostituibili dalle singole persone perchè nell'ambito di rapporti sociali omologati e conformisti sarà possibile trovare facilmente altri partner con pregi e difetti simili. Il problema succitato esiste anche nell'ambito lavorativo perchè spesso i dirigenti più mediocri cercano di orientare i collaboratori verso rapporti di lavoro omologati e quindi facilmente sostituibili anzichè rischiare di favorire lo sviluppo dei dipendenti e diventare inutili come referenti. Nelle relazioni di coppia istintive è perciò considerato inutile conoscere e conoscersi più profondamente per favorire lo sviluppo di un rapporto contraddistinto dall'unicità. Nelle relazioni di coppia uniche è invece essenziale basare il rapporto sull'intima e reciproca conoscenza, confidenza e collaborazione tra le persone anche per favorire lo sviluppo di un livello elevato di indipendenza ed autonomia dai condizionamenti operati quotidianamente dalla società. La coppia "unica" può essere considerata insostituibile nel senso che il legame profondo tra le persone determina un'espressione autentica, originale, creativa ed umana nel mondo. Questa tipologia di coppia unica è legata dall'amore anche nelle situazioni più difficili della vita come la sofferenza indotta dalla società, la perdita del lavoro e di un reddito oppure nell'isolamento sociale e nell'emarginazione professionale. La relazione di coppia unica è infatti basata su un legame psico-fisico e psico-spirituale e pertanto dispone di molteplici risorse interiori per affrontare e superare i problemi che invece sono invalicabili in un rapporto di tipo istintivo. La relazione di coppia unica dispone inoltre di svariati modelli creativi ed umani di sviluppo del proprio progetto familiare e di vita.

 
 
 

Liberare ed esprimere al meglio sè stessi.

Post n°178 pubblicato il 07 Agosto 2017 da relavita
 
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La società odierna tende ad ostacolare le persone che desiderano e vogliono esprimere al meglio sè stesse. Le persone più conformiste vengono integrate facilmente nelle attività lavorative tradizionali e nelle relazioni sociali e familiari in cui prevalgono le consuetudini ed il moralismo. La liberazione ed espressione del meglio di sè stessi viene pertanto inibita interiormente dal comune cittadino a causa della paura di essere emarginati ed isolati indotta dai vari sistemi di potere diffusi nella società. L'inibizione delle risorse interiori intuitive, creative, emotive e spirituali può soddisfare l'istinto di appartenenza ad una famiglia, un gruppo di lavoro oppure di amici o cittadini e ridurre la paura della solitudine e l'insicurezza. Questi istinti primari costringono però le persone a dipendere da un determinato gruppo ed a ridurre e limitare la crescita psico-spirituale e l'autonomia. Gli istinti primari possono ridurre del 70% la libertà della persona ed illudere di aver trovato la vita vera. In realtà gli istinti e le pulsioni appartengono alla sfera della sopravvivenza di una persona. La vita si trova oltre gli istinti, le pulsioni e la razionalità delle persone. La liberazione ed espressione del meglio di sè stessi avviene attraverso un contatto permanente della persona con il proprio mondo interiore transpersonale. Questo tipo di contatto interiore può essere favorito dalla concentrazione e meditazione su sè stessi, dagli esercizi spirituali, dalle visualizzazioni e dall'attenzione posta ai messaggi provenienti dalla sfera transpersonale della persona. Ogni liberazione ed espressione del meglio di sè stessi avviene però se la persona accetta le verità, rivelazioni ed immagini provenienti dal proprio mondo interiore transpersonale e riesce a manifestarli in modo retto nella vita quotidiana. La persona dovrà quindi esprimersi nel mondo con modi, metodi e forme innovative ed evolute per assecondare la rettitudine proveniente dal proprio transpersonale e liberare il meglio di sè stessa. Questo modello di espressione della persona può essere ostacolato dalla società più rigida, conformista o patologica ma solitamente continua a manifestarsi. La persona che riesce a liberare ed esprimere sè stessa costantemente può realizzare un percorso di vita originale, anticonformista, creativo ed umano e mantenere una giusta distanza dai sistemi di potere e dalle patologie diffuse nella società.

 
 
 

Dirigenza e divieti alla persona creativa.

Post n°177 pubblicato il 27 Giugno 2017 da relavita
 
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La dirigenza delle organizzazioni pubbliche e private cerca spesso di sopprimere la creatività del personale tramite divieti di fare ed agire in modo diverso dalle consuetudini diffuse nell'ambiente di lavoro. I dirigenti incapaci di valutare i fatti e la realtà con equilibrio e verità possono considerare la persona creativa come un soggetto che cerca la libertà attraverso la rottura delle regole esistenti nell'ambiente di lavoro. La persona creativa può quindi trovarsi a disagio e sviluppare i sintomi tipici dello stress e della fatica a livello psicofisico. Questo tipo di disagio relazionale può essere parzialmente ridotto dalla persona creativa con l'aiuto dell'omeopatia, della fitoterapia o gemmoterapia e dell'analisi esistenziale dei traumi subiti effettuata con uno psicoterapeuta esperto di problemi e patologie diffuse nelle organizzazioni pubbliche e private. Questa tipologia di disagi purtroppo può essere superata soltanto se la persona lascia l'ambiente di lavoro patologico perchè la dirigenza impaurita dai cambiamenti cercherà costantemente di ostacolare in ogni modo il lavoratore creativo. La creatività della persona può svilupparsi solo in ambienti di lavoro che permettono al personale di cercare quotidianamente le soluzioni migliori nella propria attività professionale. I dirigenti propensi a vietare alle persone di fare ed agire in un certo modo creativo spesso contribuiscono gradualmente a disumanizzare le organizzazioni pubbliche e private ed a rendere tristi, insoddisfatte e grette le risorse umane. In queste organizzazioni il lavoro diventa tecno-meccanico e la vita interiore del personale viene svuotata dalle qualità e talenti presenti nella sfera transpersonale e spirituale. I divieti espressi dalla dirigenza ostacolano la ricerca evolutiva e professionale delle persone normalmente equilibrate e di buona volontà e pertanto possono essere considerati atti incostituzionali e lesivi di uno sviluppo naturale e transpersonale dell'essere umano. Le norme sul diritto del lavoro dovrebbero impedire alla dirigenza di vietare lo sviluppo creativo ed umano del lavoratore nelle organizzazioni pubbliche e private. Una legislazione carente di tutele per la personalità del lavoratore ed una formazione inadeguata o inesistente della dirigenza possono irrigidire le organizzazioni pubbliche e private, privarle di vitalità creativa e capacità di rinnovarsi nonchè di garantire una sopravvivenza dignitosa ai dipendenti.

 
 
 

Falsificazione dell'identità relazionale.

Post n°176 pubblicato il 26 Maggio 2017 da relavita
 
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Nelle famiglie di oggi l'identità relazionale delle persone può subire una falsificazione dovuta all'eccesso di razionalità diffusa nella società. L'informatica e la tecnologia oppure le nozioni scientifiche apprese nelle aule scolastiche possono generare varie inibizioni nella sfera relazionale delle persone e la perdita di contatto con le emozioni e la componente spirituale del proprio mondo interiore. Le persone possono così divenire fredde ed insensibili ed isolare l'amore proveniente dal proprio mondo interiore transpersonale e spirituale. L'informatica e la tecnologia sono strumenti utili per trasmettere, ricevere ed elaborare informazioni e dati ma tendono a limitare e ridurre le capacità empatiche dell'essere umano. La crescita spirituale e dell'identità sana di una persona può avvenire soltanto attraverso una contemporanea espansione delle capacità relazionali, empatiche ed in genere umane. La persona che sviluppa soltanto le abilità utili al mondo della tecnologia e dell'informatica tende ad inibire anche le intuizioni e la propria intelligenza emotiva. L'identità relazionale di questa tipologia di persone può subire gradualmente una falsificazione causata da un utilizzo eccessivo della mente razionale. Questo tipo di persone sono in grado di gestire correttamente i dati, le nozioni e le informazioni razionali ma presentano delle lacune anche gravi nelle capacità di relazionarsi in modo equilibrato ed umano con il mondo esterno. Queste persone tendono pertanto ad agire con una volontà di prevalere sulle ragioni altrui attraverso le informazioni e conoscenze acquisite attraverso la razionalità, la tecnologia e l'informatica. Le persone possono diventare incapaci di riconoscere i molteplici problemi di vita generati ad esempio dalla lesione dei diritti, dal pressappochismo diffuso nell'ambiente familiare o lavorativo, dalla carenza di collaborazione e cooperazione nelle organizzazioni pubbliche e private, dalle alterazioni o cancellazioni selettive di dati ed informazioni nonchè dai messaggi falsi contenuti nei dialoghi interpersonali, familiari e sociali. La falsificazione dell'identità relazionale generata dalla razionalità eccessiva contenuta nella tecnologia e nell'informatica può essere ridotta e compensata da una costante esposizione delle persone ad esperienze interiori e nel mondo che richiedono l'attivazione di emozioni, intuizioni e capacità umane nei rapporti di lavoro, familiari, sociali, di coppia e d'amicizia.

 

 

 
 
 
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Data di creazione: 01/04/2012
 

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