Premio!!!

Post n°8 pubblicato il 27 Maggio 2009 da robinsonlife
 

Qusto blog ha vinto un premio che non ho ben capito in cosa consista comunque questo è il link http://www.net-parade.it/attestato.aspx?utente=cronacavita&t=A

Aldilà di cosa sia, grazie a tutti i lettori

 
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Suicidio dell'amore (capitolo 6)

Non ricordo più in quanti pochi secondi ho distrutto la mia “grande” storia d’amore, ricordo solo con un minimo di fastidio, stupore e dolore, la relativa indifferenza di Daniele. Sono bastati pochissimi insulti e qualche imprecazione per farlo uscire di scena senza approfondimenti e spiegazioni…quasi avrei preferito un vaffa---
Ma nessun rimpianto, del resto quella presa di palla al balzo non faceva che confermare la mia tesi, se non dell’amante, quanto meno della morte dell’amore. E poi la vita è talmente breve e ingrata! Non vale la pena farsi prendere dai rimpianti.(Questo è il modo in cui avrei desiderato prenderla). La realtà, invece, era che si chiudeva un’altra storia ed ero attanagliata dalla disperazione, oramai l’occasione della mia vita mi aveva abbandonata e credevo che le speranze fossero da prendersi e buttarsi nel cesso. D’altra parte era pure passato del tempo e qualche buchino di cellulite si era aggiunto alla collezione e mi vedevo comunque brutta, un mitile di proporzioni gigantesche, non mi piacevo a tal punto che se un uomo si fosse interessato a me l’avrei sicuramente screditato. La larva prendeva il sopravvento sulla farfalla, niente più cure, attenzioni, autostima, valorizzazione, solo vizi e autodemolizioni. Poi il tempo passava ed iniziavo a farmi schifo non solo fisicamente, ma anche moralmente, ero l’esempio lampante di come una donna non dovrebbe mai essere per abbordare almeno uno che respira. Il pigiama e i vestiti per uscire iniziavano a fondersi, la piastra per capelli si era persa insieme ai trucchi e l’estetista guardava il foglio dei funerali stupita di non trovare il mio nome. Da ciò come se non bastasse si iniziava a scatenare un turbine di sfiga che Mr. Bean avrebbe compianto. Perché viene spontaneo pensare “ok, sono un’emerita fallita in amore, sola, triste abbandonata, anche questo fidanzato non andava bene, sicuramente sbagliata sono io, ma anche se non lo fossi non ho speranze, posso solo guardare indietro per credere che l’amore è esistito, per il resto però deve andare tutto bene, perché non si può avere sfiga in tutti gli ambiti, quantomeno in quello lavorativo che per il principio della compensazione colmerà il vuoto del mio cuore. Sicuramente ora arriverà una gran bella notizia, una vacanza premio, una promozione o una vincita;  troverò l’amica del cuore, mi divertirò come una pazza…” MA QUANDO MAI???

???

Dalla depressione sentimentale deriva inevitabilmente quella morale, la gente inizia a detestare il tuo pessimismo, la tua logorazione, la tua noia. Gli amici passate le prime 3 telefonate d’obbligo ti evitano come la peste bubbonica e i colleghi non ne parliamo. Nasce una radicale sfiducia in sé stessi che si ripercuote sul lavoro, che inizia a non andare come dovrebbe e sempre di più e sempre di più fino ad arrivare al DISCORSO DEL CAPO, che ti vuole bene, che ti stima e ti comprende, pronto ad aiutarti se ne hai bisogno, ma che alla prossima cazzata ti manda a casa in direttissima e senza ricevuta di ritorno!!!

Così sono andate le cose, precise precise, compresa la mandata a casa da parte della grande “capa” Rita, oltre che “capa” direi vera amica, apprensiva e comprensiva. La sua più grande virtù però era il tatto, tanto che per non ferirmi troppo pensò bene di annunciarmi il mio licenziamento via sms:

“Carissima Genny, sono desolata a darti questo duro colpo in questo momento per te così difficile, ma la nostra azienda è costretta a tagliare “rami secchi”, non perché credo che tu non valga, ma perché siamo in difficoltà economiche. Quando vuoi ci vediamo nel mio ufficio per espletare la parte burocratica. Purtroppo è spettato a me l’ingrato compito. A dopo. Rita”

Il problema più grande era che non avevo voglia nemmeno di ubriacarmi. Ora si che non avevo più niente, niente di niente, solo una casa vuota colma di ricordi che invece di proteggermi mi imprigionava. Da una parte se non l’avessi avuta sarebbe stato pure meglio, almeno avrei eliminato l’unico fardello che mi teneva al mio posto. Il gatto non era certo un fardello, me lo sarei portato, fermo restando che se continuavo a lasciarlo digiuno mi avrebbe abbandonato lui!

 
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Fuga dalla vendetta (capitolo 5)

Più Daniele dal pianerottolo di casa imprecava il mio ritorno più io mi rotolavo come una pazza giù per le scale e più avevo l’impressione di stare ad inseguire un fantasma! Davanti a me non c’era nessuno, possibile che la zoccola avesse acquistato tutto questo vantaggio su di me??? Ero diventata praticamente agile come una tartaruga moribonda, a questo punto.
Esco fuori dal palazzo iniziando a frenare, un po’ perché mi stavano scoppiando le coronarie, un po’ perché non sapevo più che direzione prendere, cosa inseguire… Non c’era nessuno e dico nessuno che potesse farmi pensare all’amante di Daniele. La tipa che mi interessava avrebbe dovuto essere sconvolta, quanto meno un po’ sudata, e se avesse fatto in tempo a prendere l’ascensore? Sono una cogliona, una vera cogliona! Beh, però di sicuro allora doveva ancora uscire dal palazzo perché io avevo fatto prima dell’ascensore ad arrivare (seppur tartaruga moribonda, tutto sommato mi stavo quasi per ammazzare!). D’altra parte che possibilità c’erano in strada? Mi guardo un po’ attorno, tutti erano fin troppo calmi e sereni: signore mezza età a passeggio col cane, uomo belloccio sulla quarantina con 24 ore, ragazza ventenne con trolley e telefonino alla mano, signora chiattona che cammina con fatica, famigliola che scende dalla macchina, anziano che passeggia con mani giunte dietro la schiena, due ragazzini che ridacchiano, bella ragazza che fa jogging…bella ragazza che fa jogging??? AZZ…e se era lei? E che faccio ora vado e le chiedo se è l’amante di Daniele??? Inizia a mancarmi la terra sotto i piedi, ero impotente completamente impotente, ovvero, se volevo mantenere un briciolo di dignità ero completamente impotente. Ma poi dico io, ma che mi saltava in mente? Ti pare che una viene a farsi il mio fidanzato a casa vestita da jogging? Alla fine tutto può essere ma decido comunque di buttarmi sulla mia ultima possibilità che era verificare se qualcuno fosse in ascensore o ancora dentro il palazzo, d’altra parte non c’era un’uscita secondaria e nemmeno una nicchia dove potesse nascondersi, a meno che non si fosse fatta ospitare da una vicina. In quel mentre io non mi ero mossa da di fronte il portone d’ingresso e non avevo intuito movimenti strani dietro di me, tra l’altro l’ingresso era vetrato. Entro, l’ascensore non era presente…lo chiamo, non scende, era bloccato su un altro piano…salgo al primo piano, non c’era, salgo al secondo, niente, terzo niente, quarto niente, quinto niente, sesto, settimo, ottavo, stavo per svenire al pianerottolo del nono quando vedo scendere l’ascensore, non riesco a focalizzare chi ci fosse dentro e dopo essermi maledetta mi ributto per le scale, stavolta sapendo di non farcela, avevo assecondato il suo piano. Questa bastarda mi aveva fregato su tutti i fronti.

 
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Non è come pensi (capitolo 4)

Post n°5 pubblicato il 03 Maggio 2009 da robinsonlife
 

Caro Destino, giuro su ciò che ho di più caro che non mi sono mai sentita tanto, ma tanto cogliona come in quel momento. Quel verme schifoso non solo mi stava cornificando, ma mi stava cornificando a casa mia, e oltre che a casa mia davanti al mio gatto e oltretutto trovato colpevole non cedeva ad una confessione strazzamutande con annessi tisupplicotiscongiuroamosoloteseisolotuladonnadellamiavita
nemmeno un nonècomepensi…………………………

NON è COME PENSI

NON è COME PENSI: la frase del cazzo che in tutti e dico tutti i film americani il bastardo dice al povero cornuto dopo essere stato colto in flagrante. NON è COME PENSI! Ma dico io: ma quegli idioti degli autori non potevano pensare ad una frase più plausibile, o quanto meno ad una frase che non mettesse in ridicolo il cornuto più di quanto non lo fosse già? Ma come cavolo avrebbe dovuto essere: quella torna a casa e trova il marito nudo appolpettato nel letto coniugale con una grandissima zoccola (anche lei ovviamente nuda) e cosa dovrebbe essere una partita di calcetto balilla??? Ma se neanche gli autori di Hollywood pensano a noi categoria cornuta allora siamo a posto!!! Quanta umiliazione, ma proprio quanta!!!
Insomma il bastardo in questione (il mio, a questo punto EX compagno) non mi aveva considerato nemmeno degna di una spiegazione di merda, piuttosto mi mentiva ancora, quella era la menzogna nella menzogna, il peggio del peggio che era pure peggio di un “NON è COME PENSI”. Detto questo, infondo gli autori di Hollywood un cuore ce l’hanno. Daniele no!!! Ed io sono una cretina a non aver neanche lontanamente dubitato di essere infinocchiata, e chissà da quanto tempo mi stava infinocchiando!

Mi stavo armando addirittura di uno spirito di soddisfazione per essere arrivata alla verità (con una perspicacia tale che potevo trovare misteri anche nella parola “mamma”), (eh lo so la disperazione porta anche a  questo) e d’altra parte era il momento della liberazione dal nemico, il momento in cui avrei avuto il diritto di dirgli in faccia senza un filo di remora di tutto, anche quanto mi faceva schifo la sua puzza di ascelle e che non l’avevo mai trovato veramente attraente, che scopava da far addormentare pure il gatto e che ce l’aveva piccolo, che sarebbe sempre stato un fallito al lavoro e che non volevo che andassimo a vivere insieme perché sapevo di mettermi a casa un parassita di cui mi sarei sbarazzata con più difficoltà una volta incontrato il vero uomo della mia vita o semplicemente un vero uomo! (molte di queste cose ovviamente non erano vere ma era sempre meglio andare per eccesso, altrimenti se mi avanzava qualche insulto può essere che non avrei più avuto modo di dirglielo).

Mentre armata di tutta la mia rabbia e tutto il mio coraggio andavo a liquidare l’uomo con cui avevo progettato la mia vita ed a cui avevo dedicato il mio amore e le mie attenzioni da 6 anni a quella parte sento lui correre per il corridoio verso la porta d’ingresso e successivamente sbattere la porta: l’aveva fatta scappare, questo era veramente fuori da ogni limite. Magari quando sarei arrivata col tè avrebbe pure fatto finta di nulla e poco dopo ci sarebbe scappato un “ti amo”.
Corro come una pazza verso l’igresso. Primo obiettivo: agguantare quella zoccola che se ne andava impunita e anonima da casa mia. L’avrei raggiunta ad ogni costo, volevo umiliarla, più di quanto lei avesse potuto umiliare me, solo questo mi bastava. Apro la porta e mi butto a gazzella per le scale, di sicuro lei andava come un razzo, ma non sapeva di avere a che fare con un’ex 100metrista…peccato che dalla terza media avevo abbandonato il campo.

 
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Non ci posso credere! (capitolo 3)

Il gatto vestito?
“No, ma cos’hai sulla schiena?”…Un calzino da uomo…avrebbe potuto essere di Daniele, ma che ci faceva a casa? Mi si stava insinuando un presentimento che da una parte mi suscitava istinto omicida, dall’altra calma e ilarità, così prendo ad avanzare di brutto muso verso la camera lasciando il gatto che stava letteralmente impazzendo per liberarsi dall’abominevole calzino parassita che si era impossessato del suo corpo. I ladri, gli omicidi, i fantasmi, il terrore e tutte quelle minchiate lì oramai erano andate in pensione, era bastato un calzino!
“Senti ma……………………..come mai sei già tornata?”
Era proprio Daniele vestito a cazzo di cane e stravolto che mi parlava come se già lo facessimo da due ore.

Detto ciò cosa avrei potuto fare se non vomitargli una sfilza di imprecazioni e gridargli:

“Brutto idiota avariato che non sei altro ma come ti viene in mente di tornare a casa con un giorno d’anticipo senza farmelo sapere?Per di più mi senti entrare e la tua linguaccia non riesce a dirmi qualcosa come questa frase del cazzo o un’altra frase del cazzo qualsiasi, io mi stavo cagando sotto sulla porta e spremendo il cervello per pensare a come fare amicizia con i ladri…”
“Amicizia con i ladri???”
“Si…nel senso………………………………..vabè lasciamo perdere. Piuttosto…………………….come mai sei già tornato?”

“Sto male, mi sa che ho l’influenza, ti va di prepararmi un tè? Dai dai ho pure mal di gola, così io mi spoglio e mi metto subito nel lettone, ti va, eh amore?”
Pausa di 5 minuti “Vabè, ma rimani comunque un coglione!”

Il presentimento si era avverato e nell’avviarmi in cucina non sapevo ancora se si risolvesse in omicidio o in calma e ilarità, ma non ero in  grado di decidere visto che mi sentivo come imbambolata, ma imbambolata non di certo dalla ex paura, piuttosto da una serie di dubbi sulle parole di Daniele che bussavano al mio cervelletto, e poi mi si presentava così senza nemmeno un ciao o un bacetto…mah forse stava proprio male, oppure si era spaventato anche lui sentendo entrare qualcuno in casa a quell’ora insolita. “Aspetta aspetta: perché No aveva il calzino sulla schiena se Daniele doveva ancora spogliarsi???"

Non ci posso credere!

 
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