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post n.20

Post n°20 pubblicato il 10 Marzo 2006 da romhaus
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SOTTOVOCE...

Prendo spunto da alcuni post che ho letto negli scorsi giorni e da un invito ricevuto per raccontare di quello che è stato il mio primo bacio. Poteva forse accadere alle elementari? Ai miei tempi alle elementari le classi non erano ancora miste ed un giorno il mio maestro (penso che allora frequentassi la quarta) volle che andassi a chiedere alla maestra della classe di fronte l’ora perché lui si era dimenticato l’orologio a casa… la classe di fronte era femminile… toc! toc! avanti! Io col grembiule nero ed il fiocchetto blu… le altre tutte candide col fiocchetto rosa che levavano un brusio… devo aver cambiato colore… e qualcuna se ne deve pure essere accorta… vabbé… meno male che dall’emozione non mi sono dimenticato l’ora che mi era stata detta… ma il dubbio di riportare al mio maestro un’informazione sbagliata ce l’ho avuta, eccome… Poteva forse accadere alle medie o alle superiori quando si cominciava con le prime cotte? Metti caso con colei che dal secondo anno delle superiori in poi è diventata fissa la mia compagna di banco… poverina, con tutte le pacche che le ho dato sul fondo schiena il primo anno ha capito che l’unico modo per farmi smettere (stupido com’ero in quel periodo) sarebbe stato quello di diventare amici… compagna di banco e amici per la pelle e poi ad imboscarsi (lei) negli angoli bui della scuola col figo della classe… a me faceva i disegnini delle parti intime femminili e lasciava che mi beassi di quelli… stronza! Poverina… a superiori finite le è venuta una disfunzione e da quell’acciughina che era, si è deformata… Poteva forse accadere poco prima del periodo di leva con quella che è stata la mia prima ragazza? Ricordo che una delle poche volte in cui siamo usciti insieme con costei siamo andati sulla passeggiata di Nervi. Eravamo su una panchina double face (cioè di quelle con la spalliera mobile che sposti a seconda che ti voglia sedere per guardare il mare o il passeggio) seduti dalla parte del mare in modo da dare le spalle al passeggio. Si penserà a chissà quale avvinghiamento: ma quando mai? A costei la cosa più osé che sono riuscito a fare è stato darle, toccata e fuga, un castissimo bacetto con la punta delle labbra sulla guancia che lei mi ha ricambiato! Probabilmente è sparita quando ha capito che ero talmente imbranato che avrebbe dovuto insegnarmi tutto lei... Tra l'altro erano i primi mesi in cui facevo radio e, poiché ero piaciuto da subito… modesto…, avevo già parecchie fansine con alcune, anche carine, di 15-16-17 anni che sembrava si chiedessero perché non ci provavo che non aspettavano altro… Fatte le premesse veniamo al dunque! Quando sono tornato da militare ho ripreso a frequentare la radio e qua ho trovato una collega, che avevo già visto in una delle mie ultime licenze, che lasciava intendere un certo interesse nei miei confronti. A me però piaceva una sua amica occupata che, proprio perché occupata, dopo un mese di inutile illusione che mollasse il suo tipo per me, mi ha presentato a sua volta una sua amica libera con la quale mi sono messo più perché speravo che lei, alla quale capivo di non essere comunque indifferente, si ingelosisse, che non perché mi interessasse davvero. Era la seconda volta che ci incontravamo da coppietta ed eravamo in piena via XX settembre, la via centrale di Genova, fermi ad un semaforo che indicava "ALT". Era già da un po' che mi riproponevo di baciarla anche perché nei suoi discorsi ci stava velatamente il fatto che se lo aspettasse… dove farlo che costei sembrava non stare nella pelle? Eravamo appunto fermi a quel semaforo e di scatto, zac!, le ho dato un bacio vero di 3 secondi massimo netti. In quel momento ho pensato: "Tutto qui?", però nel mio piccolo ero orgoglioso di esserci riuscito e di aver rotto finalmente il ghiaccio. Peccato che il suo umore da quel momento in poi sia cambiato e nel resto del pomeriggio non mi abbia quasi più rivolto la parola. Ho cominciato a preoccuparmi: chissà cosa cavolo le avevo combinato? Ogni tanto si asciugava pure delle lacrime. Quando ormai eravamo sulla via del ritorno, all'angolo di un gabbiotto di una fermata d'autobus finalmente mi ha confessato cos'era che l'aveva distrutta: "…non baci come il mio ex….!" e giù altre lacrime di coccodrillo. Dio mio, l'avrei uccisa… ma 'sta qua voleva baciare me, o quell'altro, chiunque esso fosse, usando me? E qui sono stato stronzo anch'io perché in quel momento ho deciso che l'avrei usata per imparare a baciare in modo sempre più passionale e che poi ce l'avrei mandata. Tanti baci successivi, dal primo in quello stesso gabbiotto a quelli dei giorni a venire sono andati sempre meglio e, tempo che lei dimenticasse il suo ex io mi sono dimenticato di lei…

 
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