Creato da paperino61to il 15/11/2008
 

buone notizie

commenti a caldo ...anche a freddo..

 

 

Cappello, stivaloni e chitarra

Post n°2226 pubblicato il 29 Aprile 2017 da paperino61to

 Questa serata è all'insegna del country dove spicca il nome di Hank Thompson musicista    scomparso nel 2007, la sua musica si è caratterizza con una miscela di honk tonky western e swing.

 

        

 

 

 

       

 

 

 

        

 

 

 

 

        

 

 

 

 

   

 

 

 
 
 

Morte di un amico ( nono capitolo)

Post n°2225 pubblicato il 28 Aprile 2017 da paperino61to

Riassunto: Mattia Carlino amico di infanzia del commissario Berardi viene ucciso, nelle indagini avviate dal commissario altre tre vittime vengono uccise, i delitti sono strettamente collegati tra loro. Dopo varie ricerche, viene ritrovata l’auto che l’assassino ha usato per uccidere un presunto testimone( Giulio Barolo), inoltre il commissario e i suoi attendenti sono riusciti a risalire a chi ha avuto accesso nell’ufficio della questura durante la loro assenza. Una testimonianza inchioda il presunto assassino. Berardi convoca i tre sospettati: la vedova Pellisier, la sua amica Ballestrini e l’amante della prima l’avvocato Cotera, ora diventato anche presidente della sezione fascista al posto di Carlino. Il commissario espone la sua tesi, in un crescendo di tensione da parte dei tre sospettati.

Consegno la fotocopia della prenotazione sul treno Torino Marsiglia alla signora Pellisier, dal suo volto capisco che in un attimo tutti i suoi sogni vengono spezzati via.

Seppur ferita nel suo intimo sostiene lo sguardo dell’altra donna, mentre l’uomo cerca di farfugliare qualcosa.

“ Non entro in merito alla sua relazione o presunta con l’avvocato Cotera, ne tantomeno sono un prete per farle la morale, ma come vi ho già detto, solo un commissario di polizia che cerca di trovare l’assassino di suo marito e di altre tre persone”.

“ Credevo mi amassi…ti ho data tutto me stessa e tu mi ripaghi così…sei un…”.

La Pellisier è un fiume in piena, a fatica Perino riesce a trattenerla per non farle  mettere le mani addosso alla Ballestrini.

Il gioco dei due amanti è stato scoperto, mentre Cotera illudeva la Pellisier sul suo amore, nel frattempo intratteneva rapporti con la Ballestrini. Aveva usato la vedova per scopi personali quali diventare Presidente di sezione al posto del defunto marito.

“ Bene signori, ora se permettete vorrei andare avanti con i miei pensieri. Tre persone sono state uccise con la stessa pistola, lei avvocato ne possiede una?”.

La risposta è negativa come immaginavo, idem per la Ballestrini.

“ Strano, perché questa è stata ritrovata in un appartamento a voi noto” dicendo così tiro fuori dal cassetto la pistola data da Perino, è arrivata l’ora di tentare il mio bluff.

Cotera sbianca in volto mentre la Ballestrini guardandolo esclama: “ Cretino, mi avevi detto di essertene sbarazzato !”.

“ Stai zitta per Dio! Non vedi che è una trappola…non dire più nulla, capito, nulla!!”.

“ Caro avvocato mi sembra che abbia già detto abbastanza la sua amica. Ho qui due richieste di arresto, una per lei e una per la sua amante…” non finisco la frase che nell’ufficio entra il Questore, mi chiede di uscire un attimo, deve parlarmi urgentemente.

“ Berardi, ho una pessima notizia per lei, gli amici di Cotera si sono mossi, hanno fatto pressione sul Duce. Questo è un ordine di rilascio per lui e per la Ballestrini…mi spiace”.

Rileggo il foglio più volte, il nervoso sta prendendo il sopravvento.

“ Si calmi Berardi, sono disgustato quanto lei. Mi dica solo una cosa: sono loro gli assassini?”.

Rispondo con un si!.

Rientro in ufficio, sul mio volto è dipinto la delusione mista alla rabbia.

“ Potete andare…fuori dal mio ufficio”.

Il sorriso di Cotera è sprezzante, vuol dire qualcosa ma rinuncia, ha capito che rischia troppo. La Ballestrini si rivolge alla Pellisier paragonandola ad una povera perdente mentre esce dalla stanza.

“ Mi spiace signora Pellisier, ho dovuto lasciarli andare…legga questo foglio che mi è stato consegnato”.

La donna prende il foglio e lo legge, le lacrime bagnano il suo volto, tutto il suo futuro con l’uomo che amava è stato spazzato via. Ferita nel suo orgoglio non ha la forza di reagire.

“ Commissario, mi dica solo una cosa, diceva la verità sull’omicidio di mio marito? E’ stato….è stato lui?”.

“ Il mandante è Cotera, ma chi ha commesso l’omicidio è stata la sua amica. Mentre lei era con il suo…amante, la Ballestrini è uscita dal suo appartamento andando a trovare Mattia. Penso che volesse ricattarlo, non chiedeva soldi, questo non credo…penso piuttosto le sue dimissioni da Presidente di sezione. Cotera è ambizioso, non vuole limitarsi a fare l’avvocato per tutta la vita”.

“ Mio Dio…pago la mia follia per essermi innamorata di un delinquente…”. Poi mi domanda degli altri omicidi.

“ La Ballestrini, dopo l’omicidio di Mattia, nota un uomo alla finestra e ne accenna a Cotera. Per lui è facile a risalire chi fosse questa persona anche grazie ad amici miliziani. Quindi decide di uccidere il presunto testimone, il quale poveretto non aveva visto la donna uscire da casa vostra, ma ne la Ballestrini ne Cotera potevano saperlo e non volevano correre rischi”.

“ L’avvocato era alla guida della Balilla verde, un barbone è testimone della scena, seppur non riconoscendo l’uomo alla guida, ha visto bene il tipo di auto e il colore. Poteva rappresentare una minaccia.  Cotera , come ho spiegato, è entrato nel mio ufficio e grazie a un colpo di fortuna, è riuscito a sapere come si chiamava questa  persona e soprattutto dove dimorava di solito”.

“ E l’auto? Non sapevo che ne avesse un’altra”.

“ Non volendo correre rischi, la portava fuori città da un suo cliente. Ovviamente l’avvocato lo ricattava per questioni pendenti a carico di quest’ultimo”.

“ L a portinaia è stata l’unica a capire chi erano gli assassini di suo marito. Sospettava da tempo che l’alloggio della Ballestrini fosse una casa d’appuntamento. Notava e segnava con dei codici i clienti che entravano nello stabile. Cotera era il più assiduo, sovente era da solo”.

Immagino la rabbia che prova ad essere stata presa in giro, usata da chi le giurava di amarla.

“ Purtroppo la donna ebbe la pessima idea di ricattare Cotera, il quale facendo finta di  pagare il suo silenzio, la attirava dalle parti di via Pianezza uccidendola”.

“ Per l’uccisione di  Mattia non pagherà nessuno vero?”.

“ No, il foglio che ha letto mette al sicuro gli assassini…se esiste un Dio non lo permetterebbe…in ogni caso proverò ancora un tentativo cercando di parlare con Farinacci,  ma ne dubito, visto che la lettera porta la firma di Mussolini stesso”.

Tirdi arriva un’ora dopo che tutto è finito, dentro un sacchetto la pistola usata per gli omicidi. Lo informo sui fatti avvenuti e mentre si siede, impreca a gran voce. La prova trovata non serviva a nulla, una semplice firma aveva garantito agli assassini la libertà.

Non so se Dio a volte sente le nostre preghiere , ma dopo paio di mesi dopo il rilascio di Cotera e la Ballestrini, arriva in questura la notizia da parte della polizia di Marsiglia dicendo che i due sono stati uccisi nel loro appartamento.  Le loro indagini non approdarono a nulla, l’assassino era a piede libero,  la gendarmeria era propensa a credere che Cotera abbia fatto qualche sgarbo a qualche pezzo grosso della mala marsigliese.

Sorrido a questa notizia, mentre strappo la fotografia di Jolanda Pellisier che sale sul treno diretta a Marsiglia qualche settimana prima.

Nel posare i fiori sulla tomba di Mattia, sento arrivare alle mie spalle la vedova Carlino che esclama solo un grazie: “ So che ha capito chi ha ucciso Cotera e la Ballestrini…non so se questo mi darà la pace…non credo, i rimorsi per morte di Mattia sono troppo grandi…forse con il tempo”.

Non rispondo   e lentamente esco dalla cancellata principale del cimitero, mentre nelle case degli italiani  risuona il discorso del Duce a Trieste sulle Leggi razziali.

                                       Fine

Un grazie  a tutti voi che avete seguito l’ennesima indagine, e lasciatemi dedicare questo racconto a un amico o meglio il “ fratellone” come lo chiamavo, che ci ha lasciati l’anno scorso e che alcuni di voi conoscono: Lillo( Ultimo mohicano) è lui l’agente “ poeta” Mammoliti che prende parte alle indagini.

 
 
 

Morte di un amico ( ottavo capitolo)

Post n°2224 pubblicato il 26 Aprile 2017 da paperino61to

 

Riassunto: Un vecchio amico di infanzia del commissario Berardi viene ucciso nella sua villetta. Indagando su questo omicidio, viene a scoprire che c’è un filo che lega la vedova, signora Pellisier, la sua amica Ballestrini proprietaria di un grande alloggio e l’avvocato Cotera. Nel frattempo vi sono altri tre omicidi: due sono testimoni involontari, la terza Maria Graton ( la portinaia dello stabile dove abita la Ballestrini) ha capito chi è l’assassino ed ha tentato un ricatto che però è andato a finir male. La famosa Balilla color verde che ha ucciso Barolo ( il primo testimone ) è stata finalmente ritrovata grazie a un colpo di fortuna, e da essa si è risaliti al vero proprietario. Berardi va dal questore e chiede che vengano firmati i fogli di convocazione per i tre sospettati, inoltre chiede anche la perquisizione nell’alloggio della Ballestrini, secondo il commissario la pistola che ha ucciso Carlino e Garrone( secondo testimone) si trova in quell’alloggio. La convocazione deve essere fatta urgentemente, si è venuti a scoprire che i sospettati stanno tentando di fuggire.

 

 

L’agente mandato alla stazione mi conferma che l’avvocato effettivamente va a Marsiglia, ma rimango stupito sapendo chi lo avrebbe accompagnato.

“ Questa non me lo sarei aspettato, lo ammetto”.

L’agente mi guarda non capendo cosa volevo dire, lo congedo dicendo che non doveva farne parola con nessuno, l’indagine sta giungendo alla conclusione finale.

“ Direi che tutto è pronto, hai notizie di Tirdi?” domando a Perino che è in ufficio con me per nascondere il registratore dietro ai faldoni  presi in prestito dagli archivi.

“ Nessuna per ora, ma credo che a breve entrerà in azione. Aspetta solo che i merli escano dalla tana”.

Una voce echeggia nei corridoi, uno degli indiziati è arrivato: l’avvocato Cotera.

“ Buongiorno avvocato, grazie per la sua disponibilità…”.

“ Berardi, spero per lei che sia una cosa seria la mia presenza qui, altrimenti giuro che la farò cacciare dalla polizia…e mi creda lo posso fare!”.

“ Prego si accomodi, non la tratterrò molto. Però prima di iniziare  dobbiamo attendere l’arrivo di altre due persone”.

Nel dire questa frase mi sembra di intuire un tremito nella sua mano mentre si accende una sigaretta.

“ E’ un indecenza, mi sentirà questo sedicente commissario...giuro che la pagherà cara”.

“ Buongiorno signora Ballestrini entri, la stiamo aspettando”.

Se la donna avesse avuto un’arma sicuramente mi avrebbe sparato. Nei suoi occhi si legge l’odio che prova verso di me in quel momento.

“ Bene signori, un attimo di pazienza ed arriverà anche la terza persona…immagino avvocato intuisca di chi parlo?”.

Non risponde, mi guarda come se fossi solo una semplice scocciatura.

Sento bussare la porta, un’agente fa entrare la Pellisier.

“ Buongiorno signora, prego si accomodi. Ora che ci siete tutti possiamo iniziare”.

“ Presumo non sia un interrogatorio…altrimenti le due signore devono essere assistite da un avvocato”.

“ Diciamo, che è una chiacchierata  tra me e voi. Come sapete nel corso dell’indagine per scoprire l’assassino di Mattia, vi sono state altre due vittime: la portinaia dello stabile dove abita la signora Ballestrini e un testimone nella casa accanto alla signora Pellisier”.

“ Con questo cosa vuol dire? Che le due signore sono colpevoli di omicidio?”.

“ Mai detto nulla in merito a ciò avvocato…ma lasci  che esponga il mio pensiero, la prego”.

“ Un’auto, precisamente una Balilla di color verde fu vista da un testimone la sera in cui fu ucciso Mattia Carlino; questa macchina fu notata un paio di settimane dopo da un barbone in Piazza Bernini. Il conducente di quest’auto  investe il presunto  testimone dell’omicidio di Carlino e scappa velocemente. Il pover’uomo muore alcuni giorni dopo in seguito alle ferite”.

“ Non vedo il nesso con noi…si sbrighi ad arrivare al nocciolo della questione…ci accusa di qualcosa?”.

“ Avvocato Cotera, la vedo nervoso, molto nervoso…vuole qualcosa per distendere i nervi?...una camomilla la gradisce, e voi signore?”.

“ Berardi, non faccia lo spiritoso con me!”.

“ Se permette continuo il mio pensiero, la Balilla sembra sparita, svanita del tutto. Poi un giorno una nostra pattuglia arresta due ladri di auto mentre tentano di  fuggire…e indovinate un po’? Era la nostra Balilla verde!”.

Cotera è sempre più nervoso, si agita sulla sedia mentre le due donne sono impassibili, soprattutto la Ballestrini.

“ Risaliamo al proprietario o presunto tale, abita in una villa poco distante e non si era accorto che la sua auto era stata rubata”.

“ Continuo a non capire, cosa vuole da noi?”.

“ La prego, avvocato…adesso ci arrivo, un attimo di pazienza”.

“ Il proprietario della macchina rubata viene da me interrogato e su di lui pende l’accusa di omicidio: aveva investito il testimone in Piazza Bernini…ora voi direte bene, avete preso l’assassino, bravo Berardi. Purtroppo c’è un piccolo particolare, il proprietario o meglio il fantomatico proprietario, non guida…è un invalido di guerra e anche sua nipote, essendo minorenne, non ha la patente”.

Osservo il volto di Cotera  farsi bianco come un lenzuolo, adesso anche la Ballestrini incomincia ad agitarsi.

“ Quindi deduco assieme al mio agente( indico Perino) che questa persona sia solo un prestanome…e indagando faccio una scoperta sensazionale…avvocato, perché non mi ha mai detto che aveva anche una Balilla di color verde?”.

L’uomo prende tempo nel rispondere, poi esclama che se ne era dimenticato visto che non la usava mai, non si ricordava manco a chi l’avesse prestata.

“ Avvocato…si metta nei miei  panni, crederebbe a questa dichiarazione? Però voglio credere alla sua buona fede. Ora parliamo della seconda vittima, la signora Maria Graton, professione portinaia nello stabile della qui presente signora Ballestrini”.

 

La portinaia da tempo aveva sospetti riguardo all’alloggio della signora Ballestrini, pensava fosse una casa d’appuntamento…su…su…non è il caso di urlare, lasciatemi continuare. In casa della donna abbiamo trovato un’agenda, dove indicava tutte le persone che entravano nel palazzo. Tutte quante erano coppie, uomo e donna. In particolare la mia attenzione è rivolta a una persona, questa persona ( uomo o donna che sia) era evidenziata con parecchie X rispetto alle altre; si deduce quindi che era un assiduo frequentatore della casa”.

“ Lo dice lei, ha prove certe? “ domanda l’avvocato Cotera.

“ Prove? Alcune fotografie scattate dei nostri agenti provano che due dei presenti qui in questo momento frequentano la casa della signora Ballestrini”.

“ Ma come si permette di infangare la signora Pellisier?”.

“ Avvocato, come mai ha citato il nome della vedova Carlino? Io non  l’ho pronunicato...Perino mi hai sentito nominare la qui presente Pellisier?”.

La Pellisier è impallidita, la sua tresca con l’avvocato è stata scoperta.

“ Lungi da me nel farvi la morale, io sono qui per scoprire chi è l’assassino che ha ucciso le tre persone; perché, è la stessa mano ad aver colpito, anzi per la precisione,  solo il primo assassinio porta la firma di un’altra persona. La portinaia sapeva bene chi era stato ad uccidere Mattia o almeno sospettava chi potesse essere. Cosa pensa di fare? Di ricattarlo, qui è stato il suo sbaglio”.

Il silenzio da parte dei presenti era totale, nessuno di loro parlava più.

“ La donna fu attirata in una trappola e uccisa,  in zona di Madonna di Campagna e anche in quel caso una Balilla verde era stata vista sul luogo del delitto. La terza vittima invece è un barbone di nome Garrone, che fu ucciso in canonica. Qui l’errore lo fa l’assassino, perché come poteva sapere di questo testimone( è lui che aveva visto la Balilla verde investire  volontariamente il Barolo e poi scappare via)?”.

“ Se intende accusarci lo faccia, altrimenti non staremo più ad ascoltare le sue fantasie!” Cotera si è risvegliato dal suo torpore.

“ Se permette le fantasie non sono ancora finite, ma non ci vorrà molto mi creda. Dicevo che l’unica soluzione possibile è che l’assassino fosse venuto a conoscenza del nome del barbone e dove potesse avere la sua dimora. I giornali non avevano menzionato nulla in merito a questa testimonianza, solo io e miei colleghi lo sapevamo, quindi se ne deduce che qualcuno è entrato in questo ufficio e spulciato tra i verbali dell’indagine e chi poteva farlo senza che nessuno lo controllasse? “.

“Lei è pazzo Berardi, la farò radiare e sbattere in galera”.

“ Lo so che può farlo, lei è presidente di sezione del partito vero? D’altronde il posto era vacante dalla morte di Mattia…certo che è un po’ sospetta la cosa non trova? Morto il presidente, lei ne prende il posto in brevissimo tempo…”.

“ Si si lo so, non mi devo permettere, ma come ho detto sto seguendo solo un mio pensiero, non credo che debba preoccuparsene o sbaglio?”,

Noto che la Pellisier trema, alcune lacrime le scendono sulle guance.

“ Siamo al terzo assassino vero? Mi chiedevo chi poteva entrare senza la paura di essere controllato dagli agenti che si trovano al portone? Per esempio gli avvocati non hanno controllo…lei è avvocato vero Cotera?”.

Il suo volto diventa una maschera di odio.

“ Per sfortuna di questo misterioso personaggio, viene notato un nostro collega mentre esce da questo ufficio, e sempre per colmo di sfortuna di questa misteriosa persona, in quel momento non eravamo presenti ne io ne i miei due colleghi in questa stanza. Come vedete signori, l’assassino ha fatto uno sbaglio enorme. Avendo trovato il nome del Garrone, decide di ucciderlo, la prima volta lo manca, quindi fu costretto a seguirlo fino alla chiesa dove la vittima aveva cercato aiuto. Visto il parroco uscire il giorno dopo l’assassino decide di entrare in azione e uccidere il poveretto”.

La tensione continua a salire e sarebbe bastato poco per far saltare i nervi ai tre indiziati, conto proprio su questo per mettere fine all’indagine.

“ Come vedete questi miei pensieri seguono un filo logico…quello che mi ha stupito è il viaggio che lei doveva fare caro Cotera…a Marsiglia…bella città lo ammetto, soprattutto se si va in compagnia”.

A queste parole la Pellisier guarda stupita l’avvocato e domanda: “ Marsiglia? Ma…mi avevi detto che andavamo a Roma, dai tuoi amici…non capisco…”

( Continua)

 

 
 
 

Gruppi " Gianduia"

Post n°2223 pubblicato il 22 Aprile 2017 da paperino61to

 Stasera si balla e si canta con dei complessi di spicco del panorama di Torino e non solo: I Persiana Jones e le Tapparelle maledette gruppo  formatosi nel 1988, e i Mau Mau nati nel 1991 sempre nella stessa città,  il loro nome deriva dalla lingua piemontese verso i meridionali arrivati negli anni 50' a Torino, mentre i primi richiamano al mitico Indiana Jones.

 

       

 

 

 

      

 

 

 

 

       

 

 

 

       

 

 

 

      

 

 

 

        

 

 

 

 

         

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Morte di un amico( Settimo capitolo)

Post n°2222 pubblicato il 18 Aprile 2017 da paperino61to

 

Riassunto: Le indagini per la morte di un vecchio amico del commissario Berardi portano a sospettare di alcuni amici della vedova. Principalmente la signora Ballestrini, che secondo Berardi è tenutaria di una casa di appuntamento per gente facoltosa e un avvocato di nome Cotera. Nel proseguio delle indagini, vi sono altri tre omicidi,di cui due persone in qualche modo sono state testimoni di omicidi. Mentre il terzo, la portinaia dello stabile dove abita la Ballestrini sembra dovuto a un ricatto da parte della vittima al suo assassino. L'ultima vittima in ordine di tempo è un barbone di nome Garrone, che aveva trovato rifugio nella canonica di Don Rubio.

 

In un’indagine entrano in gioco diversi fattori: l’arguzia di chi segue la pista, le prove accumulate che vengono incastrate come un puzzle, la possibilità di avvalersi di testimoni e non, ultimo, il fato o destino.

Quest’ultimo entra in gioco in una mattina di domenica, due vecchie nostre conoscenze vengono sorprese a rubare un auto in una villetta di Alpignano. La fuga dura poco, intercettati, vengono arrestati in un cascinale abbandonato dalle parti del quartiere Lucento.

L’auto rubata è una Balilla di colore verde. Giunta  tale notizia a Perino viene immediatamente ad avvertirmi. Io dal canto mio mi attivo nel chiamare la scientifica per rilevare eventuali impronte digitali dell’assassino.

“ Bene Perino, se siamo fortunati abbiamo l’auto che ha ucciso il Barolo”.

Ci rechiamo sul luogo, i due ladri sono ammanettati. Gli agenti che hanno effettuato l’arresto spiegano che la segnalazione del furto è avvenuta dalla signora che abita di fronte alla villetta di un certo Berti Giancarlo.

“ Fammi parlare con i ladri, vediamo se hanno qualcosa da dire in merito al furto”.

“ Immaginavo foste voi…ora però avete un problema in più ed è pure un gran problema!”.

I due ladri si guardano non capendo a cosa mi riferivo.

“ Quest’auto è stata usata per investire un pedone, purtroppo la persona in questione è morta…quindi cari signori, siete accusati di omicidio”.

“ Commissario…non siamo stati noi…vero, siamo dei ladri, ma non degli assassini ”.

“ Vediamo se avete un alibi …se riuscite a dimostrarlo bene per voi, altrimenti butto via la chiave della cella e uscirete solo con i piedi in avanti”.

Il loro alibi regge, quel giorno dell’uccisione del Barolo erano in carcere, stavano scontando una pena per furto ad una ferramenta.

“ Sentiamo la scientifica se ha notizie in merito alla macchina…se è la stessa usata dall’assassino”.

“ Vede questa macchia…è sangue…pur essendo stata lavata, non sono riusciti a eliminarla del tutto…e anche questo bollo sul cofano davanti…per quanto abbiano cercato di sistemarlo, il lavoro non è stato eseguito alla perfezione…diciamo non da un carrozziere”.

“ Il bollo potrebbe essere stato causato dal corpo investito?”.

“ Sicuramente…ma attenzione, potrebbe anche essere un animale…bisogna vedere se il sangue è di un essere umano o no…purtroppo è passato parecchio tempo da quel giorno”.


“ Perino, andiamo a sentire questo signor  Berti ”.

La villetta è situata sulla statale di Alpignano, poco fuori dal paesino.

Il signor Berti ci viene incontro, è un uomo sulla settantina che  si appoggia a un bastone: “ Ricordo del Carso “ esclama.

“ Prego entrate, chiamo la domestica…gradite qualcosa?”.

“ Signor Berti, una nostra pattuglia ha ritrovato la sua Balilla”.

“ Bene, ne son contento…sa senza quella non potrei muovermi, vede come sono conciato!”.

“ Immagino sia difficile per lei a guidare, vero?”.

“ Ma io non guido ci pensa Francesca…mia nipote…abita qui con me”.

“ Potrebbe chiamarla per favore?”.

L’uomo mi guarda perplesso, gli dico che devo rivolgerle alcune domande, nulla di che: “ Stia tranquillo, è pura semplice routine”.

Dopo qualche minuto di attesa, la nipote arriva, al massimo ha  quindici anni.

“ Ciao zio, mi hai fatto chiamare? Chi sono questi signori?”.

“ Buongiorno signorina, sono il commissario Berardi e questo è il mio collega Perino. Volevo porle qualche domanda in merito al furto dell’auto”.

“  La domestica mi ha avvisato di questo furto…pensi, che io non ho sentito nulla”.

“ Sono ladri in gamba, ma sfortunatamente non abbastanza per sfuggire a una nostra pattuglia…lei ha mai avuto incidenti con la Balilla?”.

La ragazza mi guarda stupita e risponde:” Commissario…ma non sono maggiorenne per potere guidare un’auto…magari lo fossi…vorrebbe dire che ogni tanto andrei a fare un giro per i negozi di Torino”.

“ Signor Berti, se non erro…”.

“ Ha capito male commissario…ecco…io volevo dire…”.

“ Che ne dice se giochiamo a carte scoperte? “.

“ Zio…non capisco…cosa sta succedendo?”.

“  Il conducente della Balilla ha investito un paio di mesi addietro una persona, costui è morta in seguito alle ferite. Questa persona è stata testimone involontaria di un omicidio. Ora capisce perché mi preme sapere chi era alla guida della macchina?”.

La giovine si accascia sulla poltrona, mentre lo zio si prende la testa tra le mani.

“ Commissario…mi creda, non ero ne io ne mia nipote…se parlo…faranno del male a lei” e indica la ragazza.

“ Si fidi di me, ci penserò io a proteggerla…il vero proprietario chi è?”.


Nel tornare in questura avevamo in mano una buona carta: il nome del vero proprietario dell’auto, sicuramente è la stessa persona che ha ucciso il Barolo e non solo.

Appena arrivati  in ufficio chiamo la signora Pellisier per convocarla.

“ Mi spiace commissario, ma mi sto preparando per una vacanza se così vogliamo chiamarla…voglio allontanarmi da questa casa…troppi ricordi…pensavo di metterla in vendita. Se a lei non spiace, io sarei di ritorno giovedì nel primo pomeriggio”.

“ Capisco la sua situazione…se non può farne a meno, ma giovedì pomeriggio l’aspetto nel mio ufficio, è importante al fine dell’indagine. Dove pensa di trascorre questi giorni?”.

Ha un attimo di esitazione poi risponde dicendo di andare ad Aosta da un’amica.

Decido di fare un’altra telefonata, chiamo Cotera spacciondomi per un probabile cliente.

“ No signore, purtroppo ci spiace, ma l’avvocato giovedì non potrà essere presente…mi ha lasciato detto che si allontana per qualche giorno…ne sono sicura, ho prenotato io il treno per Marsiglia…ma certamente, mi lasci il suo numero di telefono la richiamo appena il signor Cotera ritorna a Torino”.

Guardo Tirdi sorridendo: “ I topi stanno per lasciare la nave. Vai dal questore e domandagli un mandato di comparizione immediato per la signora Pellisier e l’avvocato.  Appena è pronto, vai da queste persone e portali qui anche con la forza se è necessario…facciamolo anche per la Ballestrini, deve essere presente anche lei…aspetta…chiedi  che ti scriva anche i mandati di perquisizione, quella dannata pistola deve saltar fuori…manda uno dei nostri alla stazione voglio una lista dei passeggeri per Marsiglia dei prossimi giorni”.

Ora devo pensare come fare per farli confessare, sono troppo scaltri per cadere in errore, sanno di giocare sul filo del rasoio. Chiamo Mammoliti chiedendogli se le fotografie delle persone che frequentavano l’alloggio della Ballestrini sono pronte.

“ Si commissario le hanno appena sviluppate, gliele porto immediatamente”.

Sul mio tavolo una ventina di fotografie sono innanzi ai miei occhi, un paio erano interessanti e riguardavano due dei tre soggetti che a breve saranno presenti in questo ufficio.

“ Che ne dici Tirdi? Mi sembra senza ombra di dubbio, che siano loro”.

“ Concordo con lei commissario, sono loro”.

“ Riconosco anche questo…e indicò l’uomo fotografato insieme a una bionda”.

“ Certo che la Ballestrini aveva un bel giro di clienti…questo è un pezzo grosso della nostra città, immagino lo scandalo che ne verrebbe se la stampa lo venisse a sapere”.

“ Faremo in modo che i giornalisti non lo sappiano” rispondo.


Rileggo i referti consegnati dalla medicina legale, voglio essere sicuro del calibro dei proiettili che hanno ucciso sia Mattia che la portinaia, poi chiamo Perino chiedendo se abbiamo nei magazzini della questura un’arma dello stesso calibro.

“ Mi servirebbe per uno scherzo ad alcuni amici” sorrido mentre metto riaggancio il telefono.

Siamo alle strette finali, c’è da capire solamente chi sia stato il braccio armato, per la mente non ho dubbi.

“ Commissario ecco la pistola, è avvolta in un panno”.

“ Bravo Perino, perfetto! Ora la metto nel cassetto e al momento buono la userò. So di giocare una partita rischiosa, sia la Ballestrini che Cotera hanno amici influenti, ma devo rischiare se vogliamo incastrarli”.

“ Devo mettere degli agenti fuori dalla porta?”.

“ Sicuramente si, ma solo dopo che siano entrati tutti e tre, anche la Pellisier è convocata, fai mettiamo anche un registratore…ma non deve vedersi”.

Il questore mi chiama, è preoccupato per la mia richiesta, spiego che non ci sono dubbi, uno dei tre è l’assassino sia di Carlino che delle altre due persone. Spiego il mio piano mentre osservo i suoi occhi sgranarsi:” Lei è un’incosciente Berardi, ma si rende conto di cosa sta rischiando?”.

“ Lo so, ma non vedo altra scelta, sono furbi, sanno di avere dalla loro parte pezzi grossi del partito e in qualche modo devo scalfire la loro sicurezza”.

“ Mettiamo che il suo agente non trovi la pistola, è sicuro che il suo scherzetto riesca?”.

“ Non sono affatto sicuro, l’avvocato è un duro, ma spero che le due donne si tradiscano”.

“ Buona fortuna allora e mi tenga informato sull’andamento dell’interrogatorio”.

Dicendo così si alza e mi stringe la mano.  Mentre esco dal suo ufficio penso che sia una  brava persona oltre che onesta ,ed è per questo che i cari miliziani cercano di sostituirlo in tutti i modi con uno dei loro.

La radio riporta la notizia che a breve il Duce terrà il suo discorso sulla razza superiore, e che la pubblica amministrazione e tutti i cittadini saranno tenuti ad attenersi alla legge razziale che entrerà in atto.

( Continua)

 

 

 
 
 
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