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Alètheia

Amicus Plato, sed magis amica veritas.

 
 
 
 
 
 

Marx"In momenti come questi i mediocri pensano esattamente il contrario dei grandi condottieri. Credono di rimediare il danno diminuendo le forze in campo, frazionandole, cercando un compromesso con le necessità reali; viceversa Temistocle, allorché Atene corse il rischio di essere distrutta, spinse gli Ateniesi ad abbandonarla e a fondare sul mare, su un elemento nuovo, una nuova Atene".

Karl Marx, "Sulla strategia di Temistocle durante la battaglia di Salamina".
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"La soppressione della proprietà privata rappresenta, dunque, la totale emancipazione di tutti i sensi e di tutte le prerogative umane".

Karl Marx, "Manoscritti economico-filosofici" del 1844.
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"La resistenza passiva deve avere alla sua base la resistenza attiva. Altrimenti essa assomiglia alla resistenza che un vitello oppone al suo macellatore".

Karl Marx, "Un decreto di Eichmann", in "Neue Rheinische Zeitung" n.147; 19 Novembre 1848.
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"I proprietari di capitale stimoleranno la classe operaia a comprare più e più merci costose, case e tecnologie, spingendoli a prendere più e più credito, finché i loro debiti non pagati condurranno alla bancarotta delle banche, le quali dovranno essere nazionalizzate, e lo stato dovrà prendere la strada che alla fine porterà al comunismo".

Karl Marx, "Il Capitale", 1867.
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MarxEngels"Se i democratici proporranno che si regolino i debiti dello stato, i proletari proclameranno che lo stato faccia bancarotta".

Karl Marx - Friedrich Engels, "Indirizzo del Comitato Centrale della Lega dei Comunisti del Marzo", 1850.
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Engels"L'imposta in quanto tale grava in modo diseguale sulle differenti classi del paese. Per i poveri è un onere insopportabile, mentre sui ricchi incide in modo insignificante. (...)
Non appena il paese sarà conquistato alla democrazia sociale, non passeranno pochi mesi, anzi poche settimane, e la bandiera rossa sventolerà dalle Tuileries all'Eliseo. Soltanto allora sarà possibile abbattere dalle fondamenta il vecchio e oppressivo sistema finanziario con un colpo solo che spazzi via il debito nazionale e introduca un sistema di imposte dirette e progressive e altre misure di carattere non meno energico".

Frederich Engels, "Lettere dalla Francia - I", 1849.
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Le tre leggi della dialettica.

  1. "La legge della conversione della quantità in qualità e viceversa.
  2. La legge della compenetrazione degli opposti.
  3. La legge della negazione della negazione".

Friedrich Engels, "Dialettica della natura", 1883.

 
 
 
 
 
 
 

Lenin"...divenne evidente che il primitivismo era legato all'economismo, e che noi non ci saremmo sbarazzati della nostra ristrettezza, nel lavoro organizzativo, senza esserci prima liberati dell'economismo in generale (cioè della ristretta interpretazione della teoria marxista, della funzione della socialdemocrazia e dei suoi compiti politici)".

Vladimir Lenin, "Che fare?", 1902.
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"Il complemento naturale delle tendenze economiche e politiche del revisionismo è stato il suo atteggiamento verso l'obiettivo finale del movimento socialista. «Il fine non è nulla, il movimento è tutto», queste parole alate di Bernstein esprimono meglio di lunghe dissertazioni l'essenza del revisionismo".

Vladimir Lenin, "Marxismo e revisionismo", 1908.
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"Un uomo politico, che desideri essere utile al proletariato rivoluzionario, deve saper distinguere i casi concreti dei compromessi inammissibili, in cui si esprimono l'opportunismo e il tradimento, deve saper indirizzare tutta la forza della critica, tutta l'acutezza di una denuncia spietata e di una guerra implacabile contro questi compromessi concreti, impedendo agli espertissimi socialisti «affaristi» e ai gesuiti parlamentari di cavillare e di eludere la propria responsabilità con disquisizioni sui «compromessi in generale». (...) Ci sono compromessi e compromessi. Bisogna saper analizzare la situazione e le condizioni concrete di ciascun compromesso e di ogni diversa specie di compromesso".

Vladimir Lenin, "L'Estremismo, malattia infantile del Comunismo", 1920.
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"Penso, compagni, che l'autocritica ci è necessaria come l'aria, come l'acqua".

Josif Stalin, "Rapporto all'Assemblea dell'Attivo dell'Organizzazione di Mosca", 1928.
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"I dogmatici e i talmudisti considerano il marxismo, le singole conclusioni e formule del marxismo, come una collezione di dogmi
«mai» mutabili, nonostante i cambiamenti nelle condizioni di sviluppo della società. (...)
Il marxismo non conosce le conclusioni e le formule immutabili, obbligatorie per tutte le epoche, per tutti i periodi. Il marxismo è nemico di ogni dogmatismo".

Josif Stalin, "Lettera al compagno Kholopov", 1950.
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"La bandiera della indipendenza nazionale e della sovranità nazionale è stata gettata a mare: non vi è dubbio che questa bandiera toccherà a voi di risollevarla e portarla in avanti, a voi rappresentanti dei partiti comunisti e democratici, se volete essere i patrioti del vostro paese, se volete essere la forza dirigente della nazione. Non vi è nessun altro che la possa levare in alto".

Josif Stalin, "Discorso al XIX Congresso del PCUS", 1952.

 
 
 
 
 
 
 

Marx"Nei paesi semicoloniali, come la Cina, i rapporti fra la contraddizione principale e le contraddizioni secondarie presentano un quadro complesso.
Quando l’imperialismo scatena una guerra di aggressione contro un paese di questo tipo, le diverse classi di tale paese, eccetto un pugno di traditori, possono temporaneamente unirsi per condurre una guerra nazionale contro l’imperialismo. La contraddizione fra l’imperialismo e quel paese diventa allora la contraddizione principale. (...) E’ quindi necessario, nello studio di ogni processo, che sia complesso e contenga più di due contraddizioni, fare ogni sforzo per trovare la contraddizione principale.(...)...occorre distinguere la contraddizione principale e quelle secondarie, e stare attenti soprattutto ad afferrare la contraddizione principale".

Mao Tse Tung, "Sulla contraddizione", 1937.
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CheGuevara"Non si può avere fiducia nell'imperialismo, neanche un pochettino così: niente! All'insegna della bandiera delle Nazioni Unite, nel Congo fu assassinato Lumumba. Erano queste le Nazioni Unite che i nordamericani pretendevano ispezionassero il nostro territorio, le stesse Nazioni Unite!".

Ernesto Che Guevara, 1964.
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Brecht"Lode al Comunismo".

"E' ragionevole, chiunque lo capisce.
E' facile. Non sei uno sfruttatore, lo puoi intendere.
Va bene per te, informatene.
Gli idioti lo chiamano idiota e, i sudici, sudicio.
E' contro il sudiciume e contro l'idiozia.
Gli sfruttatori lo chiamano delitto.
Ma noi sappiamo: è la fine dei delitti.
Non è follia ma invece fine della follia.
Non è il caos ma l'ordine invece.
E' la semplicità che è difficile a farsi."

Bertolt Brecht, 1933.
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"Al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda è la voce del loro nemico.
Chi parla del nemico è lui stesso il nemico."

Bertolt Brecht.
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"Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica. Non sa, l’imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali."

Bertolt Brecht.

 
 
 
 
 
 
 

Cossutta"...è ammissibile che l'Italia debba sottostare alla volontà sopraffatrice degli Stati Uniti, in un'alleanza militare che ha perso - semmai le ha avute - le caratteristiche di un'alleanza difensiva? (...) Va respinta la linea imperialistica degli Stati Uniti di ricercare a tutti i costi la supremazia strategica per imporre al mondo le proprie scelte e va smascherata la pretesa di tipo schiavistico..."

Armando Cossutta, "I ritardi e gli errori del PCI nella lotta per la pace - Intervento alla riunione del Comitato Centrale del PCI", Gennaio 1984.
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"...colpire lo stato sociale, in questa società attuale, vuol dire colpire lo stato in quanto tale. In questa realtà il concetto di stato moderno, democratico, coincide con il concetto di stato sociale".

Armando Cossutta, "L'attacco allo "stato sociale" è attacco allo stato democratico - Intervento al Convegno Nazionale sulla finanza locale a Viareggio", Settembre 1985.
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"Nei discorsi di troppi nipotini di Togliatti non c'è più traccia di pensiero marxista né vecchia né nuova; non c'è neanche il rigore del pensiero non marxista. C'è semplicemente il rigore della morte del pensiero".

Armando Cossutta, "Troppi nipotini di Togliatti dimenticano nonno Marx - Intervista di Teresa Bartoli su < Il Mattino >", Ottobre 1985.
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Jaffe"La resistenza irachena sta facendo lotta di classe. Similmente, la lotta palestinese (...) è una lotta di classe. Per quanto populista sia la lotta (...) queste sono lotte di classe perché sono dirette contro uno stato o potere di classe capitalista e coloniale straniero. Ai nostri tempi ogni lotta di liberazione nazionale del terzo mondo contro l’imperialismo è una lotta di classe di significato storico se conduce ad una sconfitta di un potere o stato del primo mondo. La maggior parte delle lotte di classe economiche nei paesi imperialisti non hanno la stessa rilevanza storica. Tuttavia, se si uniscono alla lotta di classe anti-imperialista, allora tali lotte di classe possono divenire storiche."

Hosea Jaffe, "Lotta di classe, colonialismo e ruolo dei coloni", 2005.
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"Il genocidio causato dalla distruzione globale del comunismo primitivo ad opera del colonialismo capitalistico fece 300 milioni di vittime, più o meno 100 milioni per ognuno dei continenti coinvolti: America, Africa e Asia. Nell'insieme, includendo i genocidi su scala tipicamente europea perpetrati dopo le conquiste a danno delle società, dei popoli e delle civiltà non europee, questa «accumulazione primitiva» affogò il «comunismo primitivo» nel suo stesso sangue attraverso il corrispettivo di un centinaio di olocausti nazisti".

Hosea Jaffe, "Era necessario il capitalismo?", 2010.

 
 
 
 
 
 
 

Amendola"Il fatto che la lotta degli arabi fosse diretta dal Grande Mufti di Gerusalemme, che rappresentava l'ala più reazionaria e fanatica del vecchio islamismo, non poteva trarci in inganno sul carattere nazionale ed antimperialista del movimento arabo".

Giorgio Amendola, "Una scelta di vita", 1976.
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laRochelle"Perché in Francia è stato inventato nel 1930-1932 l'antifascismo, mentre non c'era il fascismo? Mi ricordo dire a Bergery: «Io sono pronto a entrare nel tuo antifascismo perché è il solo modo di far nascere il fascismo.» (...)
Il fascismo non poteva essere una gran cosa che divenendo sempre più socialista (...) Il conservatorismo borghese ha pervertito il fascismo dall'interno, i marxisti avevano ragione: il fascismo non è stato alla fine che difesa borghese. (...)
Io credo al comunismo, io mi rendo conto tardi dell'insufficienza del fascismo. All'epoca, io non consideravo il fascismo che come una tappa verso il comunismo."

Pierre Drieu la Rochelle, "Journal", 1939-1945.
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Stanis"A costo di passare per un ingenuo, confesso di non comprendere come gli uomini che si autoproclamano rivoluzionari - socialisti, comunisti, anarchici - e che per i loro ideali hanno sofferto la galera e l'esilio, possano plaudire all'Inghilterra plutocratica e all'America trustistica che in nome della democrazia e della libertà democratica devastano l'Europa"

Stanis Ruinas, "Lettere a un rivoluzionario", 1945.
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"Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia
che crea falsi miti di progresso".

Franco Battiato, "Up Patriots to Arms", 1980.
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DAlema"Questo antiberlusconismo che sconfina in una sorta di sentimento
anti-italiano è l’approccio peggiore alla grande sfida politica che il paese ha di fronte."

Massimo D'Alema, intervento alla presentazione del libro di Biagio De Giovanni "A Destra tutta. Dove si è persa la Sinistra", 2009.
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Manzoni"In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti."

Ennio Flaiano.

 
 
 
 
 
 
 

Secchia"Avete tradito la Resistenza".

"Voi avete tradito la Resistenza con l'opera di divisione prima e di discriminazione poi tra i cittadini italiani. La Resistenza, voi lo sapete, non significò soltanto lotta e combattimento, ma significò innanzitutto unità, unità di tutti gli italiani contro la tirannia, unità di tutte le forze democratiche, di tutte le forze sane della nazione, per liberare la patria prima e poi per ricostruirla, per rinnovarla, per farla sorgere a nuova vita.
Noi oggi lottiamo - pensavano i partigiani - ma poi con la libertà tutti gli italiani avranno una patria, anche i lavoratori saranno parte della nazione, avranno gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini. (...)
Voi, quali rappresentanti della grande borghesia italiana, non avete alcun interesse a fare conoscere ed a celebrare la storia della Resistenza perché questa suona condanna e vergogna per le classi dominanti che hanno portato il paese alla rovina e si sono poi messe al servizio dello straniero."

Pietro Secchia, dal "Discorso al Senato nella seduta del 23 Febberaio 1954".
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Lukàcs"Il peggiore dei regimi comunisti è sempre meglio del migliore dei regimi capitalisti".

György Lukács, intervista a "New Left Review", Luglio-Agosto 1971.
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Sanguineti"Il socialismo reale, con tutto quello che si può obbiettare, me lo preferisco al socialismo irreale, sempre".

Edoardo Sanguineti.
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Malcolm X"La stampa è tanto potente nella creazione di immagini da poter far sembrare una vittima il criminale e mostrare la vittima come fosse il criminale. Questa è la stampa, una stampa irresponsabile. Se non stai attento, i giornali ti faranno odiare la gente che è oppressa e amare coloro che opprimono".

Malcolm X.
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Debord"9. Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso".
"21. Più la necessità viene ad essere socialmente sognata, più il sogno diviene necessario. Lo spettacolo è il cattivo sogno della moderna società incatenata, che non esprime in definitiva se non il proprio desiderio di dormire. Lo spettacolo è il guardiano di questo sonno".
"34. Lo spettacolo è il capitale a un tale grado di accumulazione da divenire immagine".

Guy Debord, "La società dello spettacolo", 1967.

 
 
 
 
 
 
 

Contro l'imperialismo USA
e gli imperialismi "occidentali"
subdominanti e allineati.
Rise up 
Contro il dominio del grande capitalismo speculativo e finanziario!
No alla schiavitù imposta dai mercati!
Libertà per i popoli!
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Libertà e indipendenza,
per l'Italia e per tutti i popoli,
dall'imperialismo USA e dagli imperialismi "occidentali" subdominanti e allineati!
Indipendenza italiana
No alla dittatura del grande capitalismo speculativo e finanziario!
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APPELLO

COMUNISTE E COMUNISTI: COMINCIAMO DA NOI.

Dopo il crollo della Sinistra Arcobaleno, ci rivolgiamo ai militanti e ai dirigenti del Pdci e del PRC e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia.

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UN APPELLO IN SOSTEGNO DELLA CINA.

Un’indegna campagna di demonizzazione della Repubblica Popolare Cinese è in corso

«Vietate le Olimpiadi ai cani e ai cinesi»

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Just Foreign Policy Iraqi Death Estimator
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Contro i lager USA!
Abu-Ghraib
Via gli USA da Guantanamo!
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Libertà per i cinque Cubani imprigionati dagli USA!
Libertà per i cinque Cubani!

 
 
 
 
 
 
 
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IMPERIALISMO, CAPITALISMO E LOTTE DEI COMUNISTI.

Post n°83 pubblicato il 05 Luglio 2012 da synthesis011
 

L'imperialismo sta portando il pianeta sempre più verso guerre che rischiano di essere mondiali, rigettando al contempo in condizioni di miseria e precarietà centinaia di milioni di persone anche nei paesi più sviluppati, le quali vanno ad aggiungersi alle molte centinaia di milioni di esseri umani che il capitalismo, nel mondo, costringe vergognosamente alla fame da lungo tempo.
In Europa il grande capitalismo finanziario sta coartando le masse popolari a dover subire condizioni inaccettabili riducendole all'indigenza.
In Italia vengono varati, ad ogni livello, i peggiori "provvedimenti" a cui abbiamo potuto assistere, almeno dal dopoguerra a oggi.
L'economista Emiliano Brancaccio, in una lettera alla sua ex-professoressa Elsa Fornero, dice:
"...mi auguro che Fornero tenga conto di una conclusione ben nota in letteratura, che l’attuale direttore della ricerca del Fondo Monetario Internazionale, Olivier Blanchard, ha sintetizzato nei seguenti termini: «le differenze nei regimi di protezione dell’impiego appaiono largamente incorrelate alle differenze tra i tassi di disoccupazione dei vari paesi» (European unemployment: the evolution of facts and ideas, Economic policy 2006). In altre parole: non esiste prova scientifica del fatto che la maggiore precarizzazione del lavoro implichi maggior crescita economica e minore disoccupazione. Tanto più nel mezzo di una gigantesca crisi da domanda effettiva, come l’attuale. 
Mi rendo conto che questi possono risultare temi ostici per chi, come Eugenio Scalfari, crede ancora che il liberismo del lavoro rappresenti la logica e inesorabile implicazione politica della teoria economica contemporanea. Ma da una ministra economista, con un pedigree accademico di tutto rispetto, è lecito attendersi che il tema delle tutele dei lavoratori sia affrontato sempre con parole oneste e scientificamente supportate. Insomma, questa volta it’s up to you, Elsa." (Da "Divulgazione", blog di Emiliano Brancaccio, "Lettera alla mia ex-professoressa, Elsa Fornero").
Ha ragione Brancaccio! Siamo succubi di superstizioni, come quelle delle ideologie liberiste (tanto comode ai padroni), che famosi economisti in modo compunto cercano di spacciare per scientifiche così come gli astrologi ci parlano di quadrature di Giove e Urano, di Venere e Mercurio in opposizione o di Plutone in seconda casa per stilare gli oroscopi.
E a proposito di casa, della prima casa, fra provvedimenti e ipotesi... reintroduzione dell'imposta sulla prima casa (d'abitazione), aumento dell'età pensionabile e pensioni tagliate, modifica dell'articolo 18, lavoro ancor più precarizzato, mobilità, aumento dell'IVA, aumento dell'IRPEF (che comunque va ad incidere sulle condizioni di vita dei lavoratori dipendenti), mire sul TFR, aumento del costo del biglietto dei mezzi pubblici, aumento della benzina, aumento del costo delle percorrenze in autostrada, tagli ai servizi sociali, spese militari per trascinare di nuovo l'Italia in guerre (che questa volta rischiano di essere mondiali), obbligatorietà "de facto" dei conti in banca, privatizzazioni e svendita del patrimonio pubblico italiano ai grandi capitalisti stranieri dei paesi dominanti ...e perfino l'idea di ipotecare le case!
No, ma... dormiamo pure, stando sempre e costantemente alla ricerca di rapporti con i partiti di centrosinistra (non sia mai che si offendano!) che queste manovre non solo sostengono, ma che auspicavano già dai tempi del (pur criticabile!) governo Berlusconi, addirittura rimproverando quest'ultimo di non averle varate!
Amicus Plato, sed magis amica veritas.
Gaber ebbe a dire che "Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il “materialismo-dialettico” per il “Vangelo secondo Lenin”.
Magari fosse ancora quello il problema.
Qui siamo andati oltre. Non solo c'è chi ha scambiato il “materialismo-dialettico” per il “Vangelo secondo Lenin”, ma addirittura le glosse di stampo buchariniano, togliattiano, kruscioviano, berlingueriano o massimalistico-socialista (anche di tipo bertinottiano) per il "Vangelo secondo Marx", magari diffondendo al contempo posteriori glosse dogmatiche al pensiero di "san Gramsci".
Siamo ridotti ai litigi virtuali, su internet, dove i comunisti si trovano a dover discutere con riformisti; estremisti; opportunisti; settari; "gesuiti parlamentari"; spontaneisti; dogmatici; primitivisti; economicisti; operaisti; adepti della religione modernista e progressista; modernisti tardo-habermasiani de-marxistizzati; postmodernisti; sostenitori del capitalismo come "fine della storia"; differenzialisti; decostruzionisti; liberali-liberisti-libertari-libertini; anarco-capitalisti; trotsko-imperialisti; locke-sado-nietzscheani di stampo surrealista, situazionista, deleuziano, foucaultiano, klossowskiano, batailliano e "gauchiste" in genere, nonché di stampo californiano e nord-europeo; finto-"diritto-umanisti"; pacifinti (odiati per il loro egoismo "occidentale", giustamente, dalle masse popolari affamate del resto del mondo che non possono aspettare i nostri comodi "falso-pacifisti"); radical-chic; sostenitori delle "ferree leggi storiche immutabili"; feticisti istituzionali neo-azionisti; confusionari che associano l'estremismo al comunismo (sia in positivo sia in negativo); succubi delle ideologie dominanti che scambiano per velleitarismo le posizioni di coloro che si oppongono al riformismo; fideisti del "capo" e dell'organizzazione di cui fanno parte; massacratori distruttivi (problema opposto) delle proprie organizzazioni in nome della "libertà di critica"; soggettivisti "tout court"; oggettivisti "tout court"; ottenebrati che non colgono la distinzione fra la giusta ricerca delle contraddizioni principali a livello internazionale e l'anticomunismo della sottomissione a nuovi padroni; assecondatori più o meno coscienti delle parole d'ordine bernsteiniane (e dei successivi nipotini) secondo cui "il fine non è nulla, il movimento è tutto"; nichilisti che antepongono la tattica alla strategia (riducendo la seconda alla prima) nelle lotte comuniste e altre consimili categorie a dir poco non di mio gradimento.
E siamo oggi ridotti in pochi. Il nostro lavoro egemonico dovrebbe essere condotto ad ampio raggio.
Ma, limitandosi a prendere in considerazione i lavoratori dipendenti (a prescindere dalle importanti distinzioni fra lavoratori a posto fisso, precari, a partita IVA, a ritenuta d'acconto, ecc.) e senza contare l'importante dibattito sull'esistenza e sulle eventuali caratteristiche di un soggetto transmodale, così come il dibattito a proposito del soggetto "tout court" e dell'oggetto, dobbiamo rilevare che i lavoratori dipendenti, oggi, non ci hanno voltato le spalle per inseguire solo i partiti di centrosinistra, come molti sostengono, ma sono orientati anche verso i partiti di destra e centrodestra (in particolar modo fino alle ultime amministrative, parzialmente escluse per il tracollo di quelle forze politiche), verso il Movimento Cinque Stelle (in modo rilevante dalle ultime amministrative, comprese, in poi) e verso l'astensionismo (soprattutto oggi), sfiduciati ormai in modo nichilistico.
Secondo Jacques Attali, sono sostanzialmente due i modi per uscire da questa crisi capitalistica globale: o si provvede ad un riequilibrio dell'economia, con una redistribuzione che vada a vantaggio dei lavoratori e delle masse popolari (ma al momento le scelte continuano ad andare in direzione opposta) o si giungerà ad una nuova guerra mondiale.
Similmente, per David Harvey gli stessi USA sono posti di fronte a un bivio:
o un nuovo new deal, con una massiccia redistribuzione di ricchezza e un ritorno alla produzione industriale
o il perseguimento di una strategia volta a blindare la propria posizione egemone con l'uso della forza al fine di assicurarsi il controllo delle risorse strategiche (con tutti i conflitti che ne conseguono).
Insomma, rischi di guerra mondiale, paventati anche da Michel Chossudovsky.
Nel frattempo l'imperialismo cosiddetto "occidentale", soprattutto USraelinglese, cerca il pretesto per un "senatus consultum ultimum" internazionale tramite cui scatenare una nuova guerra mondiale.
Per salvare questo vecchio carcassone sgangherato e arrugginito che è il capitalismo che permette loro di continuare a dominare.
Siamo succubi della follia di "Dottori Stranamore".
E stiamo fermi.

 

Stranamore

 
 
 

NO ALLA GUERRA IMPERIALISTA! ARTICOLO 11 COSTITUZIONE ITALIANA.

Foto di synthesis011

Art.11 Costituzione Italiana:
"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo".

Non esiste lo "Stato di diritto". Inoltre non siamo in democrazia. Appellarsi alla parte finale dell'articolo per giustificare la guerra, chiamandola "missione di pace", significa arrampicarsi sugli specchi. La parte conclusiva, che sotto questo profilo risulterebbe troppo vaga e ben meno esplicita della prima, contiene intenti che vanno in altra direzione e in ogni caso senza precisi riferimenti a missioni militari che possano fare eccezione.
Oltretutto, l'articolo 2.7 della Carta delle Nazioni Unite recita così:
"Nessuna disposizione del presente Statuto autorizza le Nazioni Unite ad intervenire in questioni che appartengono essenzialmente alla competenza interna di uno Stato, né obbliga i Membri a sottoporre tali questioni ad una procedura di regolamento in applicazione del presente Statuto; questo principio non pregiudica però l'applicazione di misure coercitive a norma del Capitolo VII.".
Anche aggrapparsi al capitolo VII fa sentire il rumore stridente delle unghie sugli specchi. E' insostenibile dire che era stata "accertata l'esistenza di una minaccia alla pace, di una violazione della pace, o di un atto di aggressione" da parte delle forze di polizia e militari libiche. Semmai ad essersi macchiati di tali violazioni sono stati i sovversivi monarco-insurrezionalisti al servizio degli imperialisti "occidentali" e gli stessi imperialisti "occidentali"!
La NATO, come se non bastasse, è un'organizzazione militare di parte, non un'associazione filantropica che assicura "pace e giustizia fra le Nazioni".
L'interpretazione che conta è quella di chi ha il potere. D'altronde, visto che in funzione anticomunista il postmodernismo predica l'assenza di "verità", ciò implica anche l'assenza di "diritto" che non sia puramente e semplicemente la legge del più forte. Come sostenevano i Critical Legal Studies, vi è a questo punto l'impossibilità di "UNA" definizione e dunque l'arbitrarietà del diritto. Così come diceva Carl Schmitt: "Sovrano è chi decide lo stato d'eccezione".

 
 
 

NO ALLA BEATIFICAZIONE DI KAROL WOJTYLA.

Foto di synthesis011

Telegramma riservato di Giovanni Paolo II del 18/02/1993:
«Al Generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa Signora Lucia Hiriart de Pinochet, in occasione delle loro nozze d'oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie d
ivine, con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipoti, una benedizione apostolica speciale.».

Lettera delle madri di Plaza de Mayo a Karol Wojtyla del 23/02/1999:
«Sig. Giovanni Paolo II, ci e' costato diversi giorni assimilare la richiesta di perdono che Lei, Sig. Giovanni Paolo II, ha inoltrato in favore del responsabile di genocidio Pinochet. Ci rivolgiamo a Lei come cittadino comune, perche' ci sembra aberrante che dalla sua poltrona di Papa in Vaticano, senza conoscere, senza avere sofferto sulla pelle la tortura con scariche elettriche, le mutilazioni e le violenze sessuali, abbia il coraggio di chiedere, in nome di Gesù Cristo, clemenza per l'assassino Pinochet.».

 
 
 

QUESTIONI INTERNAZIONALI, DIALETTICA, KOSIK E DENG.

Foto di synthesis011

Pur avendo una visione diversa dalla sua sui fatti del '68, ha ragione Karel Kosík a parlare di "pseudoconcretezza" da cui liberarci. Molti rifiutano ideologia e filosofia in nome della "concretezza". Ma il loro stesso rifiuto è ideologico e filosofico. In nome della "concretezza" vengono sottovalutate le questioni internazionali. Capita così di leggere che le questioni internazionali non sarebbero importanti, perché "si deve pensare a mangiare". L'Italia è una semicolonia USA, inserita in un'economia globalizzata, concorrenziale e dominata dagli imperialisti. Fa parte dell'UE.
Il FMI, la Banca Mondiale, il WTO, l'UE, la Banca Centrale Europea dettano parametri a cui l'Italia deve uniformarsi. Alla luce di tutto ciò, riteniamo che le questioni internazionali c'entrino poco con i popoli affamati e con i popoli precarizzati? Pensiamo che il "bunga bunga" incida più di tutto ciò sulle nostre condizioni di vita?
Liberiamoci dalla pseudoconcretezza. Liberiamoci dai pregiudizi.
C'è chi, in funzione antiberlusconiana, continua ad essere tollerante con la sinistra imperialista, facendo riferimento al famoso discorso di Deng sui gatti e sul topo.
A mio avviso costoro commettono due errori.
Il primo è che non riescono a capire quale sia la contraddizione principale.
Il secondo è che dogmatizzano la visione denghiana.
Io ritengo sia meglio che il "topo" venga preso dal "gatto" di colore "rosso", piuttosto che dal "gatto nero". Avevano ragione i filosovietici.
Ma, tutto sommato, ha una logica anche il discorso di Deng. Come disse Enrico Vigna tempo fa, "oggi non guardo più alle etichette". Dunque non bisogna essere "talmudisti", cioè dogmatici.
E' quindi preferibile che sia il "gatto rosso" a prendere il "topo", ma talvolta va bene che lo prenda il "gatto nero", piuttosto che lasciare la situazione immutata. Così come, però, a volte l'opzione migliore è che il "topo" non venga preso proprio, piuttosto che farlo catturare dal "gatto nero".
Dipende dalle situazioni, che vanno analizzate dialetticamente.
L'importante è che il "cane", anche se "rosa" o "bianco", non sbrani il "gatto rosso".

 
 
 

SINISTRI IMPERIALISTI, ATTENZIONE A GIOCARE CON IL FUOCO!

Foto di synthesis011

I mezzi di informazione della sinistra imperialista continuano a gettare "benzina sul fuoco" a proposito della Siria. Attenzione a giocare col fuoco! Estendere troppo i conflitti potrebbe veramente fare scoppiare la 3^ Guerra Mondiale.
D'altronde è forse ciò che cerca l'imperialismo statunitense, non solo per obiettivi geostrategici, non solo per le risorse, ma anche per risollevare l'economia capitalistica. Rischio paventato anche da economisti come Attali e Chossudovsky.

 
 
 

FINTI "DIRITTI UMANI" E TAGLI AI SERVIZI SOCIALI.

Foto di synthesis011

La piantino i sinistri imperialisti di presentare questa guerra come un intervento umanitario. Se i Paesi "occidentali" sono tanto filantropi e preoccupati dei "diritti umani", come mai le ingenti risorse utilizzate per bombardare la Libia non le spendono per i servizi sociali che questi stessi Paesi continuano a tagliare a scapito delle masse popolari meno abbienti?

 
 
 

I SINISTRI CONTINUANO A PORSI AL SERVIZIO DELL'IMPERIALISMO.

Post n°77 pubblicato il 26 Marzo 2011 da synthesis011
 
Foto di synthesis011

Leggo da più parti analisi argomentate di comunisti contro l'aggressione imperialistica, analisi a cui i sinistri si oppongono infondatamente con opinioni non argomentate, rigettando qualunque analisi in nome della complessità (che nelle analisi di questi sinistri è certamente meno presente) e del pluralismo. Ovviamente la realtà nelle sue infinite variabili non può essere (almeno oggi!) colta. Ma quanto è preferibile il metodo dialettico che permette di cogliere di volta in volta l'elemento fondamentale distinguendolo da quelli peculiari, rispetto all'immobilismo fintamente ingenuo. Rifiutare qualsiasi analisi in nome della complessità e del pluralismo significa rimanere inerti di fronte ai difensori dello "Status Quo". Anzi, di fronte a chi peggiora le condizioni della nostra esistenza. Di fronte, quindi, all'oppressione imperialistica.

 
 
 

BASTA CON IL "NE' NE'" PILATESCO .

Foto di synthesis011

Basta con il "né né" pilatesco, basta con il "sono comunista ma...".
Prima dissero che non andava bene Stalin, poi Lenin, quindi venne il turno di Engels, infine quello di Marx.
Basta con il "sono anti-imperialista ma...".
Dicevano che Milosevic non andava bene, ora che Gheddafi non va difeso. Sempre a ruota dell'egemonia e della propaganda ideologica imperialista. Attenzione che cominciano a dire che anche i Palestinesi non vanno bene e che Cuba non va difesa. Cominciano ad attaccare anche Che Guevara. Sempre in attesa che venga sulla Terra un "Gesù Cristo" comunista che in modo divino stabilisca il comunismo perfetto. Così non si fa mai nulla. Così convinciamo gli indecisi a diventare conservatori. Cambiare? E perché? Tanto non va bene né la situazione attuale né ogni alternativa che si proponga.
E la conclusione è che ci teniamo il potere dei grandi capitalisti finanziari. Ci teniamo l'FMI, la Banca Mondiale, il WTO, l'imperialismo statunitense, la Banca Centrale Europea. Ci teniamo le centinaia di milioni di persone affamate nel mondo.
Ci teniamo la precarizzazione dei posti di lavoro e delle condizioni di vita. Basta con il sinistrismo imperialista finto"-dirittoumanista".

 
 
 

MARX, ENGELS, INTERNAZIONALISMO E QUESTIONI NAZIONALI.

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Quando, fra il 1848 e il 1849, l'Impero austriaco aggredì l'Ungheria, Engels e Marx presero posizione per l'Ungheria, nonostante l'oppressione che a loro volta gli stessi Ungheresi riservarono alle minoranze di altre nazionalità. Oppressione per altro condannata anche da Marx ed Engels. Però Engels e Marx, attraverso un'analisi delle contraddizioni, capirono che la strada da seguire per l'emancipazione generale era data dal sostegno agli Ungheresi e non al generale imperiale austriaco Windischgratz, portatore degli interessi della Santa Alleanza (Windischgratz fu autore anche di un massacro di operai viennesi). A coloro che non comprendono la dialettica fra internazionalismo e questioni nazionali e ai sinistri fintodirittoumanisti consiglio di leggere anche Marx ed Engels.

 
 
 

IMPERIALISMO, INTERNAZIONALISMO, QUESTIONI NAZIONALI, LIBIA E FINTO "DIRITTOUMANISMO".

Chi sostiene il finto-"dirittoumanismo" (anche nella forma vaselinata e pilatesca del "né con gli uni né con gli altri"), funzionale all'imperialismo che massacra e affama i popoli, precarizza anche te!
Digli di smettere!

 

 

 

Ecco degli spunti di riflessione, alcuni dei quali sto proponendo a "voce" e nei social networks da oltre una decina di giorni, altri da ancora più tempo:

"La neutralità favorisce sempre l'oppressore, non la vittima". E. Wiesel.

"Se siete neutrali in situazioni di ingiustizia, avete scelto la parte dell'oppressore". Desmond Tutu.

"Ci crediate o no: l'imperialismo ci rende imbecilli se non lo combattiamo su tutti i piani: culturale, ideologico, politico, etico e su tutti i fronti in forma permanente. Si gioca il destino dell'umanità. Non c'è neutralità possibile. Non ci si deve distrarre. Il contrario è la complicità con l'Impero". E. Pavlovsky.

"Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non p
arteggia, odio gli indifferenti." A. Gramsci.

"Il popolo del mondo è come due tribù nel deserto, una tribù vive in un paese con un pozzo, l'altra in un paese senza pozzo. La tribù con il pozzo vuole la pace, l'altra non vuole la pace, vuole l'acqua! La tribù senza pozzo forse è meno civilizzata, non ha una parola per dire pace, ma ne ha una per dire sete che, data la situazione, è più o meno la stessa cosa. Il Comitato per la Pace nel paese con il pozzo, è buono, saggio, gente bella che non ha sete, perciò ha tempo ed energia per il comitato. La gente con il pozzo parla molto di premi per la pace da dare ad altra gente che vive nel paese con il pozzo. Quelli del paese senza il pozzo non parlano molto di premi per la pace...." L. v. Trier.

"Non si può avere fiducia nell'imperialismo, neanche un pochettino così: niente! All'insegna della bandiera delle Nazioni Unite, nel Congo fu assassinato Lumumba. Erano queste le Nazioni Unite che i nordamericani pretendevano ispezionassero il nostro territorio, le stesse Nazioni Unite!" E. Che Guevara.

"Ma poiché il proletariato deve conquistarsi prima il dominio politico, elevarsi a classe nazionale, costituirsi in nazione, è anch'esso nazionale, benché certo non nel senso della borghesia". K. Marx - F. Engels

"Una provincia che, col pretesto di voler conquistare la sua speciale libertà, complotta con la controrivoluzione contro la libertà di tutto il paese, non merita altro alla fine che essere a sua volta ingannata dalla controrivoluzione e gettata in disparte". F. Engels.

"Quindi noi – senza tuttavia dimenticare il valore convenzionale e relativo di tutte le definizioni, che non possono mai abbracciare i molteplici rapporti, in ogni senso, del fenomeno in pieno sviluppo – dobbiamo dare una definizione dell’imperialismo, che contenga i suoi cinque principali contrassegni, e cioè:
- la concentrazione della produzione e del capitale, che ha raggiunto un grado talmente alto di sviluppo da creare i monopoli con funzione decisiva nella vita economica;
- la fusione del capitale bancario col capitale industriale e il formarsi, sulla base di questo capitale finanziario, di un’ oligarchia finanziaria;
- la grande importanza acquistata dall’esportazione di capitale in confronto con l’esportazione di merci;
- il sorgere di associazioni monopolistiche internazionali di capitalisti, che si ripartiscono il mondo;
- la compiuta ripartizione della Terra tra le più grandi potenze capitalistiche.
L’imperialismo è dunque il capitalismo giunto a quella fase di sviluppo, in cui si è formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario, l’esportazione di capitale ha acquistato grande importanza, è cominciata la ripartizione del mondo tra i trust internazionali, ed è già compiuta la ripartizione dell’intera superficie terrestre tra i più grandi paesi capitalistici". V. Lenin

"La contraddizione principale.
Nel processo di sviluppo di una cosa complessa esistono numerose contraddizioni; tra di esse vi è necessariamente una contraddizione principale la cui esistenza e il cui sviluppo determinano o influenzano l’esistenza e lo sviluppo delle altre contraddizioni.
Per esempio, nella società capitalista le due forze in lotta, il proletariato e la borghesia, formano la contraddizione principale. Le altre contraddizioni (quali per esempio la contraddizione fra la residua classe feudale e la borghesia, la
contraddizione fra la piccola borghesia contadina e la borghesia, la contraddizione fra il proletariato e la piccola borghesia contadina, la contraddizione fra la borghesia non monopolistica e la borghesia monopolistica, la contraddizione fra la democrazia borghese e il fascismo borghese, la contraddizione fra i paesi capitalisti, la contraddizione fra l'imperialismo e le colonie, ecc.), sono tutte governate e influenzate da questa contraddizione principale.
Nei paesi semicoloniali, come la Cina, la relazione fra la contraddizione principale e le contraddizioni secondarie è complicata.
Quando l’imperialismo aggredisce un paese di questo tipo, le diverse classi del paese, eccetto un pugno di traditori, possono temporaneamente unirsi per condurre una guerra nazionale contro l’imperialismo. In una circostanza del genere la contraddizione fra l’imperialismo e quel paese diventa la contraddizione principale, mentre tutte le contraddizioni fra le diverse classi del paese (compresa la contraddizione principale, ossia quella fra il regime feudale e le grandi masse
popolari) sono relegate temporaneamente in secondo piano e assumono una posizione subordinata." Mao Tse Tung.

"La bandiera della indipendenza nazionale e della sovranità nazionale è stata gettata a mare: non vi è dubbio che questa bandiera toccherà a voi di risollevarla e portarla in avanti, a voi rappresentanti dei partiti comunisti e democratici, se volete essere i patrioti del vostro paese, se volete essere la forza dirigente della nazione. Non vi è nessun altro che la possa levare in alto". J. Stalin

 
 
 

GUERRA IMPERIALISTA, COMUNISMO E SINISTRA.

Foto di synthesis011

 

Questa è una guerra imperialista e neocolonialista.
E' una guerra antidemocratica e antipopolare.
E' una guerra anti-internazionalista e antinazionale.

L'Italia ne è coinvolta, in parte giocoforza come semicolonia USA, in parte per restare voracemente aggrappata alla spartizione delle briciole. Ma sostanzialmente l'Italia sta partecipando ad una guerra imperialista in modo autolesionista e "tafazzista", a ruota dell'imperialismo francoanglostatunitense.

Con il consenso di ex comunisti e tecnocrati che, abbandonate le loro posizioni di politici, economisti e professori universitari, si sono arruolati come "mozzi" del "Panfilo Britannia".

 

Una nuova "Entente Cordiale", una nuova "Triple Entente" imperialistica francoanglostatunitense esce allo scoperto per riproporre palesemente forme di neocolonialismo, sotto scroscianti applausi da "società dello spettacolo" della sinistra imperialista finto-"dirittoumanista", che talvolta si rivela poi filistea e pilatesca con il "né con gli uni né con gli altri" al momento della guerra.

 

Sinistri finto-"diritto"umanisti" i quali, in seguito ad obiezioni talvolta anche fondate, antidogmatiche, hanno abbandonato il marxismo in nome del rifiuto delle metanarrazioni, delle visioni teleologiche della storia e in nome del ne pas "se raconter des histoires". Invece di contribuire ad una discussione interna, cercando di superare dialetticamente le questioni, hanno abbandonato opportunisticamente la lotta per il comunismo con questi pretesti, abbracciando oltretutto metanarrazioni peggiori. Hanno rifiutato il "pensiero forte", ma ne restano succubi a proposito dell'economia. Parlano di "progresso", accusando i comunisti di essere "vetero", e rimangono così nell'ambito di una visione teleologica della storia. Parlano dei cosiddetti "diritti umani" e ci raccontano così "des histoires".

Alcuni hanno habermasianamente espulso il "marxismo" dal modernismo, mantenendo una visione "forte" ma privata di qualsiasi prospettiva di emancipazione universalistica e sollazzandosi con la sessantottina "morte simbolica della figura del padre".

Altri hanno abbracciato il postmodernismo, che dionisiacamente fa chiudere gli occhi davanti alle tragicità presenti, godendone, senza preoccuparsi di lottare per una risoluzione delle questioni.

Postmodernismo che, come ben rilevato da Costanzo Preve, è cultura di "destra" che "entra" da "sinistra".

Fra i sinistri è spesso incompresa la dialettica fra internazionalismo e questioni nazionali. Spesso costoro si definiscono "cosmopoliti" ma, come diceva Gramsci, "il cosmopolitismo è il falso universalismo borghese".

Anzi, molti di essi rifutano "tout court" la dialettica in nome del differenzialismo, non rendendosi conto delle aporie presenti in quest'ultima visione, ben evidenziate da Jan Rehmann. 

C'è chi si accoda allo "sputiamo su Hegel". No, grazie, preferisco di gran lunga Hegel a chi affossa il comunismo e sostiene il "separatismo". Così come preferisco nettamente la "Fenomenologia dello Spirito" di Hegel all'Epifenomeno dell'imperialismo.

 

Ha ragione Domenico Losurdo a parlare di "sinistra imperiale"!

Ha ragione Costanzo Preve a sottolineare come l'oppressione imperialistica venga oggi attuata tramite la cultura di "sinistra", la politica di "centro" e l'economia di "destra"!

Ha ragione Gianfranco La Grassa a evidenziare come le oligarchie mantengano in vita la divisione "sinistra-destra" per irreggimentare le masse come "guardie plebee" al loro servizio!

Ha ragione Jan Rehmann nel sottolineare il ruolo di de-formazione culturale attuato dal "nietzscheanesimo di sinistra"!

 

Ritengo che il bivio a cui siamo giunti sia: universalismi socialmente condivisi o logica nietzscheana dell'"ultimo uomo".

 

 
 
 

SAVE TERESA LEWIS.

Post n°72 pubblicato il 24 Settembre 2010 da synthesis011
 

From / Da : http://www.saveteresalewis.org/


SAVE TERESA LEWIS!

SALVIAMO TERESA LEWIS!

Governor McDonnell denied Teresa's petition for clemency on September 17, 2010. Without your help, Teresa will die on September 23, 2010.

The time is NOW to take further action to save Teresa’s life. We are not giving up.


Read everything / Leggi tutto.


Source / Fonte:
http://www.saveteresalewis.org/

 
 
 

LE ALTRE SAKINEH.

Post n°71 pubblicato il 24 Settembre 2010 da synthesis011
 

Da "Eurasia" (Daniele Scalea) http://www.eurasia-rivista.org/6073/le-altre-sakineh

Sono ormai diverse settimane che, sulle prime pagine dei giornali di mezzo mondo, tiene banco il caso di Sakineh Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte nel suo paese per aver assassinato, in complicità coll’amante, il proprio marito.

Fiumi d’inchiostro e di parole sono stati spesi per difendere la Ashtiani, il cui caso ha mobilitato personaggi più o meno famosi, che vanno dalla signora Carla Bruni in Sarkozy al calciatore Francesco Totti. Stridente è il contrasto col silenzio tombale che avvolge invece la sorte di molte altre “Sakineh”, donne che hanno affrontato o stanno per affrontare la pena di morte nel proprio paese.

Queste donne non hanno nomi orientali, non sono di religione musulmana e non hanno il capo velato. Incredibilmente, ciò sembra essere sufficiente perché i milioni di “attivisti dei diritti umani”, che si stracciano le vesti per la Ashtiani, si disinteressino totalmente della loro causa.

Leggi tutto.

Fonte: http://www.eurasia-rivista.org/6073/le-altre-sakineh

 
 
 

SECONDO COMPLEANNO.

Post n°70 pubblicato il 21 Marzo 2010 da synthesis011
 

Due anni di blog.

 

 
 
 

I COLPI DI STATO DEL BIENNIO REAZIONARIO 1989 - 1991.

Post n°69 pubblicato il 11 Novembre 2009 da synthesis011
 

Dall'incrocio fra le riflessioni engelsiane e quelle leniniane sappiamo che è ben difficile la presa del potere in un momento in cui l'apparato statuale è integro.
Però "chissà" per quale "combinazione" i Paesi del blocco socialista collassarono simultaneamente.
Una teoria diffusa sostiene che Gorbaciov, con la sua visione sulla "Casa Comune Europea" (visione che lo accomunava a Kohl), avrebbe diretto il processo tramite il KGB, per giungere alla "socialdemocratizzazione" dei Paesi "orientali".
Ma il ministro degli esteri dell'URSS era Shevardnadze, uomo che avrebbe fatto riferimento agli USA, il quale, approfittando della situazione, avrebbe spinto le dinamiche al di là di quanto auspicato da Gorbaciov (da qui anche le vicissitudini negative toccate a Gorbaciov e a Kohl, poichè gli USA non solo desideravano la caduta del blocco socialista, ma volevano pure che non si costituisse una "Casa Comune Europea").
Dunque le pseudo-"rivoluzioni" (non sono d'accordo a chiamarle "rivoluzioni") sarebbero opera di Gorbaciov attraverso il KGB.
Non a caso, quanto più i Paesi erano vicini politicamente all'URSS, tanto più la caduta avvenne in modo incruento.
Maggiori difficoltà vi furono in Romania, il Paese politicamente più "lontano" del blocco.
Ma il tentativo fu più esteso.
Cuba, per la sua lontananza geografica, subì un attacco meno organizzato e riuscì a sventarlo (ricordate il generale Ochoa?).
Il processo fu intrapreso anche in Cina dove, ovviamente, per le posizioni peculiari di quel Paese, fu ancor più difficile la realizzazione del piano che infatti fallì.
La riuscita di questi veri e propri "colpi di Stato" fu quindi direttamente proporzionale alla vicinanza politica o geografica al "cuore" del potere Gorbacioviano e inversamente proporzionale al grado di resistenza che questi Paesi furono in grado di opporre.
Dunque, una serie di avvenimenti la cui lampante contemporaneità dovrebbe far palesemente sospettare tutti coloro che non intendano chiudere gli occhi aderendo ciecamente all'apologetica retorica capitalistica.

 
 
 
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Hegel"L'uomo che muore di fame ha il diritto assoluto di violare la proprietà di un altro; egli viola la proprietà di un altro solo in un contenuto limitato. Nel diritto del bisogno estremo (Notrecht) è inteso che non violi il diritto dell'altro in quanto diritto: l'interesse si rivolge solo a questo pezzettino di pane; egli non tratta l'altro come persona priva di diritti".

Georg Wilhelm Friedrich Hegel, "Filosofia del diritto", testo acroamatico, 1820.
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"La libertà polacca non era altro che la libertà dei baroni contro il monarca, libertà per cui la nazione era asservita ad assoluta servitù. Il popolo aveva, di conseguenza, lo stesso interesse dei re a combattere i baroni: e infatti è stato col conculcamento dei baroni che esso ha acquistato ovunque la libertà. Quando si parla di libertà, si deve sempre attentamente osservare se non siano in realtà interessi privati quelli di cui si tratta".

Georg Wilhelm Friedrich Hegel, "Lezioni sulla Filosofia della Storia".
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Losurdo"...nel Libro nero, i fatti...del comunismo vengono messi a confronto non con i comportamenti reali del mondo che esso vuole mettere in discussione (sui quali vige il silenzio più rigoroso) ma con le dichiarazioni di principio del liberalismo...E' evidente il carattere sofistico di una comparazione tra grandezze così eterogenee (da un lato la rappresentazione autoapologetica dei pensatori liberali, dall'altro i comportamenti reali in situazioni drammatiche dei dirigenti comunisti). Si potrebbe chiamarlo «sofisma di Talmon»...".

Domenico Losurdo, "Il peccato originale del Novecento", 1998.
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Geymonat"...la libertà è lotta...(...)
La tesi contraria...è sostenuta di fatto da coloro che, avendo lottato e vinto in un passato più o meno lontano, hanno tutto l'interesse che non si lotti più, onde vengano conservati i loro privilegi. (...)
E' sulla base di questa situazione parallela che qui abbiamo sostenuto l'inscindibile rapporto fra libertà e violenza.
Molte esaltazioni, per lo più retoriche, della nonviolenza intesa come bene indiscutibile, sono un segno di ignoranza più che un frutto di raffinata sensibilità e di alta civiltà".

Ludovico Geymonat, "La Libertà", 1987.
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Hemingway"Ogni essere umano che ami la libertà deve più ringraziamenti all'Armata Rossa di quanti ne possa pronunciare in tutta la sua vita!"

Ernest Hemingway.

 
 
 
 
 
 
 

Buffet"C’è una lotta di classe, è vero, ma è la mia classe, la classe ricca, che sta facendo la guerra, e stiamo vincendo".

 Warren Buffett, "Il Saggio di Omaha".
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Houellebecq"il sesso rappresenta un secondo sistema di differenziazione... indipendente dal denaro;
e... altrettanto spietato, se non di più. (...)
Come il liberalismo economico...il liberalismo sessuale produce fenomeni di depauperamento assoluto.(...)
Il liberalismo economico è l'estensione del dominio della lotta...
il liberalismo sessuale è l'estensione del dominio della lotta".

Michel Houellebecq, "Estensione del dominio della lotta", 1994.
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"Perché io sono per l'ultimo uomo.(...) La nostra società è dominata da troppi epigoni di Nietzsche, da troppi individui mediocri che si sognano come superuomini".

Michel Houellebecq, intervista di Fabio Gambero, "L'Espresso", Settembre 2005.
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Preve"...il Superuomo-Oltreuomo è una continua assenza, tanto più assente quanto più insistentemente evocato.(...) ...lo stesso Nietzsche non poteva non essere assalito dall'incubo di stare in realtà annunciando l'avvento dell'Ultimo Uomo, una figura che in termini presi da Freud potremmo definire il suo «rimosso»".

Costanzo Preve, "I secoli difficili", 1999.
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"Se si tenta di fare un bilancio ragionato e non distruttivo dell’esperienza dei partiti comunisti novecenteschi, ci si accorge che un difetto strategico, particolarmente presente nel vecchio PCI, è quello di aver messo la tattica davanti alla strategia, fino al punto che quest’ultima si è identificata totalmente con la prima, con gli esiti noti alla Occhetto, D’Alema, Veltroni e Penati. Se può interessare, questa è la critica esplicitamente rivolta al PCI da Lukács. Prego verificare".

Costanzo Preve, "Ancora e sempre sul Comunismo", 2011.
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"Oggi, anche se destra e sinistra non sono più categorie politiche credibili, resistono come risorse simboliche, come fenomeni inerziali di manipolazione, come target culturali residuali, non come parametri interpretativi delle decisioni in economia e in politica. Potrei dire che l’eccitazione oppositiva destra/sinistra è oggi un orgasmo simulato. L’uomo crede a questa simulazione perché è un animale simbolico, ha bisogno di un’identificazione fittizia, fantasmatica per dar senso a sé stesso. Pertanto io ritengo che la dicotomia destra/sinistra, ormai «defunta» in Paesi come Italia, Spagna, Francia, Germania - si badi, non in Bolivia, in Venezuela, nei paesi del Terzo Mondo - sia stata sostituta dalla dicotomia fra chi accetta o non accetta l’impero americano".

Costanzo Preve, Intervista Afterville, 20 Febbraio 2009.

 
 
 
 
 
 
 

Papariga"Guardiamo alle forze sociali, perché, quando si parla in termini di sinistra, destra, centro, oggi non vuol dire nulla.".

Aleka Papariga, "All'interno del sistema capitalista non esiste una via d'uscita dalla crisi favorevole ai popoli!", 6 Gennaio 2011.
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"...la via a senso unico indicata dalla UE è volta a meglio servire gli interessi dei grandi monopoli e accrescere lo sfruttamento dei lavoratori. Le soluzioni neoliberiste e antipopolari sono trappole sempre in agguato. L'esempio offerto dal governo Prodi ci insegna come queste soluzioni siano dolorose per la popolazione e come lascino le forze popolari completamente in balia dei manager del sistema politico e borghese. È sempre la stessa musica: dopo Prodi viene Berlusconi e viceversa".

Aleka Papariga, intervista al quotidiano "To Vima", 10 Febbraio 2008.
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Prodi"...si era arrivati perfino a parlare di
«ulivo mondiale».
La causa della sconfitta di questa grande stagione è da individuare nel fatto che, mentre in teoria il nuovo labour e l'ulivo mondiale erano una fucina di novità, nella prassi di governo di Tony Blair e i governi che ad esso si erano ispirati si limitavano ad imitare le precedenti politiche dei conservatori inseguendone i contenuti e accontentandosi di un nuovo linguaggio".

Romano Prodi, articolo su "Il Messaggero", 15 Agosto 2009.
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Gramsci"Il processo di sfacelo della piccola borghesia si inizia nell'ultimo decennio del secolo scorso. La piccola borghesia perde ogni importanza e scade da ogni funzione vitale nel campo della produzione, con lo sviluppo della grande industria e del capitale finanziario: essa diventa pura classe politica e si specializza nel «cretinismo parlamentare».
Questo fenomeno che occupa una gran parte della storia contemporanea italiana, prende diversi nomi nelle sue varie fasi: si chiama originalmente «avvento della sinistra al potere»...".

Antonio Gramsci, "Il Popolo delle Scimmie" ne "L'Ordine Nuovo", 2 Gennaio 1921.
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"Voi siete più parlamentari degli stessi parlamentari.(…)
Quando si parla degli errori tattici del Partito Comunista Francese e di quello Italiano non si tratta di piccole deficienze, della necessità di piccole correzioni, ma intendiamo accennare alla necessità di un deciso cambiamento della strategia e della tattica, di un radicale cambiamento di rotta rispetto al passato".

Andrej Ždanov, "Riunione Cominform di Szlarska Poręba, 22-28 settembre 1947".

 
 
 
 
 
 
 

Togliatti"I governi cosiddetti tecnici o amministrativi sono i peggiori governi politici che si possa immaginare. Il loro scopo è quello di fare il contrario di ciò che la sovranità popolare ha indicato, sono antipopolari e reazionari".

Palmiro Togliatti, "Discorso alla Camera dei Deputati", 1963.
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Theodorakis"La crisi non l'hanno provocata i lavoratori, l'ha provocata il grande capitale finanziario, che la sta anche utilizzando, e i politici al suo servizio (...) Non possono i banchieri e i detentori di capitale, che hanno provocato la crisi, non pagare neanche un Euro per i danni inflitti (...)
Come può essere proposto per la gestione della Banca Centrale Europea un uomo di Goldman Sachs... Che tipo di governo, che tipo di politici abbiamo in Europa? (...)
Resistete al totalitarismo dei mercati, che minaccia di dissolvere l'Europa rendendola terzo mondo, che mette un popolo europeo contro l'altro, che distrugge il nostro continente, suscitando il ritorno del fascismo".

Mikis Theodorakis, "Lettera aperta ai popoli di Grecia e d'Europa", Ottobre 2011.
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Enzensberger"Ai tempi del fascismo, non sapevo di vivere ai tempi del fascismo".



Hans Magnus Enzensberger.

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Ford"E' un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina".

Henry Ford.
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Agnelli"Per fare una politica di destra ci vuole un governo di sinistra".



Gianni Agnelli.
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Manzoni"Il forte si mesce col vinto nemico.
Col novo signore rimane l’antico.
Dividono i servi, dividon gli armenti."

Alessandro Manzoni, "Adelchi", 1822.
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Tomasi"Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi."


Giuseppe Tomasi di Lampedusa, "Il Gattopardo", 1954-1957.

 
 
 
 
 
 
 

Bordiga"Fin da molti anni addietro, noi affermammo senza esitazione che non si doveva ravvisare il nemico ed il pericolo numero uno nel fascismo o peggio ancora nell'uomo Mussolini, ma che il male più grave sarebbe stato rappresentato dall'antifascismo che il fascismo stesso, con le sue infamie e nefandezze, avrebbe provocato; antifascismo che avrebbe dato vita storica al velenoso mostro del grande blocco comprendente tutte le gradazioni dello sfruttamento capitalistico e dei suoi beneficiarii, dai grandi plutocrati, giù giù fino alle schiere ridicole dei mezzi-borghesi, intellettuali e laici."

Amadeo Bordiga, "Una Intervista ad Amadeo Bordiga", 1970.
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Attali"Non bisogna escludere, infatti, che questa crisi provochi un movimento di rivolta e di violenza politica senza precedenti, accompagnato da un ritorno all'odio di classe. Dopotutto, non sarebbe una formidabile conferma della validità dell'analisi di Marx, quella di un capitalismo che splende, mondiale e suicida? Questa crisi è anche l'occasione per comprendere come un piccolo gruppo di persone, senza produrre ricchezza, possa accaparrarsi nella più completa legalità e senza essere controllato da nessuno una gran parte della ricchezza prodotta. E anche per vedere come questo stesso gruppo, avendo rapinato qua e là - sotto forma di premi e bonus -, stia facendo pagare i suoi formidabili profitti ai contribuenti, salariati, consumatori, imprenditori e risparmiatori di tutto il mondo, obbligando gli stati a trovare in pochi giorni, per riempire i vuoti lasciati nelle loro casse, delle somme di denaro mille volte superiori a quelle che gli stessi governi rifiutano ogni giorno ostinatamente ai paesi più svantaggiati e ai morti di fame del resto del mondo. Certamente, questa confisca si attua in un modo legale, "onesto", non violento. E' del resto ciò che costituirà, agli occhi di alcuni, il principale motivo di una rivolta: se questo è legale, allora il sistema che permette tale aberrazione non ha più ragion d'essere!"

Jacques Attali, "La crisi e poi?", 2009.
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Walesa"E' necessario un comunismo per il XXI secolo. Altrimenti la stessa nostra civilità rischia di essere distrutta. Viviamo in un mondo, nel quale il 10% possiede tutte le ricchezze e il 90% vive in miseria. Mai ci sono state così tante guerre, che vengono giustificate con la necessità di esportare la democrazia. Ma, guarda caso, si interviene solo dove c'è il petrolio e delle vere dittature non gliene frega niente a nessuno... Mai avrei immaginato che, dopo aver passato tutta la vita a lottare contro il comunismo, sarei giunto alla conclusione che è necessario un comunismo rinnovato nella sue forme"..

Lech Walesa, "Wałęsa: Je čas na komunismus XXI. století", "Publica.cz", 2 Marzo 2011.

 
 
 
 
 
 
 

Mann"Collocare sul medesimo piano morale il comunismo russo e il nazifascismo, in quanto entrambi sarebbero totalitari, nel migliore dei casi è superficialità, nel peggiore è fascismo. Chi insiste su questa equiparazione può ben ritenersi un democratico, in verità e nel fondo del cuore è in realtà già fascista, e di certo solo in modo apparente e insincero combatterà il fascismo, mentre riserverà tutto il suo odio al comunismo.".

Thomas Mann.
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Blum"Gran parte della propaganda anticomunista ha denunciato aspramente il trattato tedesco-sovietico del 1939, ignorando però totalmente il fatto che i russi furono costretti a siglare quel patto dai continui rifiuti da parte delle potenze occidentali, in particolare gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, di unirsi a Mosca per affrontare la minaccia nazista, e del resto quelle stesse potenze si erano già rifiutate di accorrere in aiuto del governo spagnolo di ispirazione socialista assediato dai fascisti tedeschi, italiani e spagnoli".

 William Blum, "Il libro nero degli Stati Uniti", 2003.
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"...olocausto americano, (...) la negazione di questo olocausto è molto più radicata di quella dell'Olocausto nazista. Così forte e radicata è la mancanza di conoscenza dell'olocausto americano, (...) che coloro che lo negano non ne sono nemmeno consapevoli. Eppure, alcuni milioni di persone sono morte a causa di questo olocausto e molti altri milioni, a seguito degli interventi militari americani, sono stati condannati a vivere nella miseria e nella tortura, dalla Cina e dalla Grecia degli anni Quaranta, all'Afghanistan e all'Iraq degli anni Novanta."

 William Blum, "Il libro nero degli Stati Uniti", 2003.
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La Grassa"la sinistra, o se si vuole il centrosinistra, è un cancro ormai in metastasi nella società italiana. (...) per certi versi, quella che si indica come sinistra «radicale» è il peggio del peggio. (...)
Certi individui, senz’altro in buona fede, perseverano nell’errore di prospettiva per cui credono che la sinistra ci salva almeno dalla destra; anzi nemmeno da questa, ma soltanto «da Berlusconi». Un errore catastrofico, definitivo, che porterà alla sparizione di ogni forza effettivamente critica dell’attuale organizzazione sociale. L’infezione mortale proviene dalla sinistra; ci si sforzi di analizzare la situazione anche soltanto con lo strumento marxista non ancora «rivisitato» e non trasformato per adeguarlo ai tempi. La destra è semplicemente la risposta malata a questo cancro che è la sinistra; più precisamente, è l’immunodeficienza di un organismo che non riesce a contrastare i germi patogeni di sinistra che irrompono con sempre maggiore virulenza nel «corpo» della nostra società.".

Gianfranco La Grassa, "Dedicarsi all'analisi".

 
 
 
 
 
 
 

Del Noce"Una morale basata sull’esaltazione del piacere... un regno della donna (...) l’avanguardia prendeva coscienza di quella che doveva essere la sua vera posizione... e neppure giudicava errata la proposta comunista, ma soltanto inadeguata; il marxismo doveva essere completato moralmente con Sade e con Freud (...)
Passiamo ora alle forme più elevate della cultura laica. (...) Il programma era quello di una continuità illuministica tra liberalismo e comunismo, esigente una reciproca riforma. Ora, tale riforma importava che il liberalismo, per cessare di essere borghese, nel senso corrente, ritrovasse l’antitradizionalismo illuminista, accentuandolo in modo da evitare quegli aspetti per cui l’illuminismo aveva ceduto al romanticismo; ma in tale accentuazione era inevitabilmente inclusa l’abolizione dei divieti, o come oggi si usa dire, con espressione talmente abusata che non si vorrebbe ripeterla, tabù sessuali, quando anche i loro promotori non se lo proponessero. Se Gramsci pensava di procedere da Croce a Marx, la nuova borghesia illuminata intendeva invece andare da Marx a Diderot; ma ci si può fermare a Diderot, o non si deve invece, imboccata questa via, procedere verso Sade? (...)
La rivoluzione sessuale è effettivamente il punto d’arrivo dello «scientismo». (...)
Ciò praticamente significa che nella società successiva alla rivoluzione sessuale, le disuguaglianze economiche, pur nel benessere universale, possono continuare a sussistere; su questo punto la rivoluzione sessuale può benissimo accordarsi con le idee dei teorici della società del benessere. È noto come il vecchio radicalismo, espressione politica della vecchia borghesia, contrapponesse all’avanzata socialista il diversivo anticlericale; con perfetta analogia il nuovo radicalismo, espressione della borghesia nuova, è portato a contrapporre all’avanzata comunista il diversivo sessuale. (...)
Piuttosto che di pace dovremmo parlare di «violenza permanente»"

Augusto Del Noce, "L'Erotismo alla Conquista della Società", 1993.
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"Nonostante la perfetta lealtà intellettuale del suo autore, il gramscismo si rivela come una sorta di equivoca composizione di negativismo estremo e di conservatorismo; come versione rivoluzionaria dello storicismo comporta la negazione più radicale di ogni traccia di valori assoluti, permanenti, metastorici; quel che però non nega è la continuità «moderna» con la borghesia. L’esito del gramscismo e dell’eurocomunismo non può essere che quello di trasformare il comunismo in una componente della società borghese ormai completamente sconsacrata, o di agire per la sua definitiva dissacrazione corrispondente a quella che è l’intenzione profonda dello spirito borghese. Non stupisce perciò se il comunismo italiano appare oggi come la forza più adeguata a mantenere l'ordine in un mondo in cui qualsiasi religione è scomparsa; non soltanto la religione cattolica, ma ogni sua forma anche immanentistica e secolare; anche la fede nel comunismo. L'insoddisfazione sincera dei rivoluzionari autentici trova giustificazione. Certo, il comunismo gramsciano può riuscire, ma realizzando l'esatto opposto di quel che si proponeva."

Augusto Del Noce, "Il Suicidio della Rivoluzione", 1978.

 
 
 
 
 
 
 

Ieri e oggi.
LuxemburgLiebknechtMatteottiGobettiSacco e Vanzetti
SandinoGramsciKosmodemianskaiaSecondariDi Nanni
VelouchiotisGuAnyingBeloyannisRosenberg
AudinClaroLumumbaMatteiTorres
MossadeqQassimTaniaGuevaraSukarno
Vittime del totalitarismo capitalista imperialistico e oligarchico.

 
 
 
 
 
 
 

Ieri e oggi.
SchneiderCabralCaamanoSecchiaAllende
JaraBikoRomeroSandsDlimi
BishopSankaraCeausescuElenaHonecker
NajibullahHaniHabyarimana NtaryamiraRakicCorrie
CalipariMilosevicHusseinArrigoniGheddafi
Vittime del totalitarismo capitalista imperialistico e oligarchico.

 
 
 
 
 
 
 

Quale sarà la prossima vittima dell'imperialismo?
Who's next?
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NO alla base Dal Molin!
NO scudo stellare USA!
NO allo scudo stellare USA!
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Con Gaza!

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Stop precarietà!
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Giù le mani dalla Libia! Giù le mani dalla Siria!
Libia, Siria.
Hands off Libya! Hands off Syria! 
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US Deaths in Afghanistan: Obama vs Bush. Click here to learn more.
________________________________________________________________
NO
No NATO
NATO 

 
 
 
 
 
 
 

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