Creato da sthe il 18/04/2006

[ Gling-Glò ]

Composto scompongo

 

 

[ Questa non é una resa ]

Post n°700 pubblicato il 04 Settembre 2014 da sthe
 

 

 
 
 

[ Sei di DESTRA o di SINISTRA? ]

Post n°699 pubblicato il 28 Novembre 2013 da sthe

 
 
 

[ Prima che sia troppo tardi ]

Post n°698 pubblicato il 11 Ottobre 2012 da sthe
 

Mi aiuteresti a far circolare questi video?
Grazie!

 
 
 

[ Boicotta ]

Post n°697 pubblicato il 05 Marzo 2012 da sthe

LA COCA-COLA DEVE RISARCIRE 2,6 MILIARDI DI RUPIE
(oltre 352 milioni di euro) per i danni ambientali e alla salute provocati presso il suo impianto di imbottigliamento di Plachimada, nello stato del Kerala (India meridionale). A questa conclusione è giunta una commissione di inchiesta voluta dal governo dello stato indiano, presieduta da un autorevole magistrato e composta da esperti indipendenti, che ieri hanno illustrato il loro rapporto. La notizia è stata ripresa ieri con un certo scalpore dai maggiori media internazionali – anche perché il governo del Kerala ha accettato e fatto proprie le conclusioni dell’inchiesta, compresa la richiesta di risarcimenti. Per la verità quella di Plachimada, località rurale nel distretto di Palakkad, nello stato del Kerala, è una vecchia storia. Qui la Coca-Cola aveva aperto nel 2000 uno stabilimento per imbottigliare le sue bibite gassate con licenza del locala panchayat, il consiglio elettivo di villaggio. Poi però è risultato che pompava 1,5 milioni di litri al giorno da sei pozzi. In breve, Plachimada e i villaggi circostanti sono rimasti all’asciutto, i pozzi pubblici di acqua potabile erano prosciugati, l’acqua per l’agricoltura scomparsa. Nel 2003 dunque il panchayat non ha rinnovato la licenza. La Coca-Cola ha fatto ricorso.

E’ COMINCIATA COSI’ UNA BATTAGLIA POPOLARE
finita in un lungo «assedio» di massa allo stabilimento. Alla fine del 2003 una sentenza della High Court (l’Alta corte statale) del Kerala ha dato ragione al panchayat di Plachimada: diceva che lo stato ha «il dovere legale di protegge le risorse naturali. Queste risorse intese per l’uso e il beneficio pubblico non possono essere convertite in proprietà privata». Nel febbraio del 2004 il governo del Kerala ha dunque chiuso lo stabilimento. La storia non è finita, però, perché la multinazionale delle bibite e l’ente locale di Plachimata hanno continuato a combattersi in corsi e ricorsi legali. Ecco che ora arrivano le conclusioni dell’inchiesta voluta dallo stato del Kerala. La commissione di esperti – legali, ambientali, esperti in salute pubblica e in gestione idrica – ha disegnato un pesante quadro di «danni multi-settoriali». La Coca-Cola Company, afferma, «ha causato degrado ambientale con il sovrasfruttamento della falda idrica e l’irresponsabile pratica di disperdere i reflui». Già: tra il 1999 e il 2004 la compagnia ha sparso i reflui dello stabilimento nei terreni circostanti, spesso distribuiti agli agricoltori locali come compost. «Le risorse idriche della zona sono state minate e si è creata scarsità d’acqua», conclude l’inchiesta. Non solo: «Presentando i reflui come concime, la Compagnia non solo ha ingannato gli agricoltori ma si è resa responsabile del degrado dei suoli, la contaminazione dell’acqua e le conseguenti perdite nel settore agricolo». Nota la commissione d’inchiesta che la zona ha registrato un costante declino della produzione agricola. Che metalli tossici come cadmio, piombo e cromo sono stati rilevati in quei reflui contrabbandati come «concime», con conseguenti danni alla salute della popolazione. Acqua e terreni sono risultati contaminati. L’acqua potabile è diventata scarsa e le donne dei villaggi devono camminare lunghe distanze per procurarsela, a scapito dei lavori con cui si procuravano un reddito. La commisisone d’inchiesta conclude con una raccomandazione: di non accordare alla compagnia il permesso di riprendere le operaaioni in quella zona ormai in preda alla siccità.

Fonte

Ma che belle personcine

 
 
 
 
 

[ Video da vedere prima dell'11-11-11 ]

Post n°695 pubblicato il 08 Novembre 2011 da sthe

E' in atto una rivoluzione a livello globale?

Sì ma é pilotata da chi é contestato!

Guardate questo video e se potete divulgate grazie!

>CLICK<

 

 
 
 

[ Il Paese deve sapere ]

Post n°694 pubblicato il 30 Settembre 2011 da sthe

Il magistrato Paolo Ferraro denuncia una setta Satanica riconducibile ad ambienti militari, massonici e  politici.

Melania Rea, ultima vittima?


Continuano a infittirsi le nubi attorno al mondo militare che circondava Melania Rea. E stavolta, semmai fosse possibile, si tratta di questioni ancora più inquietanti. Se nelle ultime settimane si è tanto parlato del possibile coinvolgimento di esponenti della caserma 'Clementi di Ascoli Piceno nel delitto di Ripe di Civitella, dove il 20 aprile scorso è stata ritrovata uccisaMelania Rea, ed è di ieri la notizia dell'arresto di una soldatessa, operante proprio nella struttura marchigiana, con l'accusa di camorra per essere stata vicina al clan del boss Giuseppe Setola, da qualche giorno circolano le voci riguardanti le indagini fatte dal magistrato romano Paolo Ferraro inerenti all'esistenza di una setta satanica di cui farebbero parte anche alti ufficiali dell'Esercito.
Il lavoro di Ferraro, però, sarebbe disturbato da uno strano ostruzionismo proveniente dal Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) fatto anche da minacce anonime e, addirittura, la proposta di sottoporre il magistrato a un trattamento sanitario obbligatorio (Tso). E intanto c'è già chi teme per la sua vita.

Festini hard e comandi esoterici - Ciò di cui da tre anni Paolo Ferraro si occupa è qualcosa che, se venisse fuori e fosse appurato come vero, potrebbe sconquassare davvero un certo tipo di establishment: il magistrato ritiene che esista una vera e propria setta esoterica che attinge al satanismo, nelle sue ritualità, e che riguarderebbe anche l'organizzazione di festini a luci rosse, con vere e proprie sacerdotesse del sesso, e l'assunzione di droghe. Ferraro sarebbe in possesso di numerosi file audioche dimostrerebbero, in maniera quasi inequivocabile, che le sue sono tutt'altro che fantasie.
Alcune indiscrezioni parlano dell'ipotesi che il giallo riguardante Melania Rea potrebbe essere legato a questo genere di segreti indicibili che, per motivi ancora nascosti, avrebbero rischiato di venire fuori al punto di decidere che la scelta migliore da fare sarebbe stata quella di zittire per sempre la donna. Ma se qui rimaniamo nel campo delle supposizioni, ciò che però inquieta è il comportamento dei piani alti della magistratura nei confronti di Ferraro e a denunciarlo sono i suoi legali.

Dispensa dal servizio e tentato tso - Il Csm ha deciso di agire nei confronti del magistrato con un'insolita celerità, avviando tre procedimenti di dispensa dal servizio e la richiesta di un trattamento sanitario obbligatorio. A denunciare i fatti, che vedrebbero anche la presenza di minacce anonime al magistrato e alla sua compagna, è stato l'avvocato Giorgio Carta che, insieme a Mauro Cecchetti, cura gli interessi di Ferraro: "Il procedimento di dispensa cui è oggi sottoposto il mio assistito – ha dichiarato il legale del magistrato – appare inconsistente. Agli atti del procedimento sono depositatinumerosi certificati privati e pubblici attestanti il perfetto stato di salute del medesimo ed, anzi, le sue specifiche attitudini e doti. Basterebbe acquisire le dichiarazioni scritte già esistenti e le deposizioni del personale con cui lavora, le dichiarazioni dei magistrati giudicanti con cui ha diretto e diuturno confronto o le dichiarazioni dei magistrati della Procura non direttamente coinvolti e prendere atto delle eccellenti statistiche sul lavoro di ufficio".
Carta ha poi così proseguito: "Il Csm, organo di autogoverno ma anche di garanzia dei magistrati, per questo presieduto dal Presidente della Repubblica, sta però procedendo con una anomala celerità, sistematicamente fissando convocazioni e scansioni procedimentali troppo ravvicinate e comunicate solo poche ore prima, di fatto rendendo impraticabile la sua difesa procedimentale e tecnica. Il  magistrato è da sempre giudicato eccellente e solerte dagli stessi vertici della procura e dal Consiglio giudiziario".

Franceschetti: Paura che venga suicidato - A divulgare la notizia delle stranezze, che stanno circondando la vita del magistrato, è stato anche Paolo Franceschetti, avvocato che da tempo si occupa dei casi più strani che hanno caratterizzato la storia recente con la convinzione che dietro a essi ci sia una regia comune che avrebbe le proprie radici in una setta esoterica conosciuta come la Rosa Rossa. A parlare di quest'ultima fu anche la giornalista investigativa Gabriella Pasquali Carlizzi che, a tal proposito, si occupò parecchio della stessa specialmente nelle vicende che riguardarono i delitti del cosiddetto Mostro di Firenze.
Secondo Franceschetti bisogna preoccuparsi sul serio per la vita di Ferraro: "C’è un Pm della procura di Roma - ha scritto sul suo blog l'avvocato - che sta indagando su una setta satanica diffusa negli ambienti militari. L’organizzazione su cui indaga il Pm è collegata alla vicenda di Carmela Rea, nonché alla morte della donna trovata a Roma priva degli organi. Come da copione, il magistrato è stato sottoposto a una serie di procedimenti disciplinari, nonché un tentato TSO. Cerchiamo quindi di dare massima diffusione alla vicenda, nella speranza di evitare che, come da copione, il Pm venga suicidato, o gli capitino incidenti".
Franceschetti poi continua paragonando il caso del magistrato a quello di un uomo del Viterberse: "Di recente ad esempio un uomo si è recato alla stazione dei carabinieri di Cura di Vetralla, in provincia di Viterbo, per denunciare alcuni fatti riguardante una setta satanica. Risultato: nulla è stato fatto e l'uomo è stato rinchiuso in una clinica psichiatrica dopo che gli è stato somministrato il tso ed è stato denunciato per porto abusivo d'arma dopo una perquisizione effettuata in casa sua".
Se questa pista dovesse essere approfondita, la sensazione è quella per cui all'origine del giallo di Ripe di Civitella potrebbe esserci ben altro che la gelosia.

INETRVISTA a PAOLO FERRARO VIDEO



 

 
 
 
 
 

[ La Romania massacrerà i suoi randagi ]

Post n°692 pubblicato il 20 Giugno 2011 da sthe

La Romania  autorizzerà lo sterminio di 2 milioni di cani, non accetta più proteste.

Ecco cosa resta da fare:

- INFO -

 
 
 

[ Maremma se ha ragione! ]

Post n°691 pubblicato il 16 Maggio 2011 da sthe

 
 
 
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