Creato da ale.gennari il 05/08/2003
Giornalismo, nanopublishing, citizen journalism, editoria in rete
 

 

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Post n°101 pubblicato il 21 Maggio 2013 da ale.gennari
 

prova 1

<iframe frameborder="0" width="640" height="545" src="http://player.muzu.tv/player/getPlayer/i/232638/vidId=1843427&la=n&ps=b" allowfullscreen></iframe><br /><a href="http://www.muzu.tv/affari-italiani/recalcati-video-musicale/1843427/">Affari Italiani - recalcati</a> on <a href="http://www.muzu.tv/">MUZU.TV</a>.

 

prova 2

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Post n°100 pubblicato il 30 Ottobre 2012 da ale.gennari
 
Tag: britti


Alex Britti on MUZU.TV

 
 
 

Dopo molto tempo..

Post n°99 pubblicato il 09 Febbraio 2011 da ale.gennari
 

torno a postare sul blog... è un po' un ritorno a casa... mi piace :)

 
 
 

News on line - gratis o a pagamento?

Post n°98 pubblicato il 20 Maggio 2009 da ale.gennari
 

Se lo chiede Marco Pratellesi, direttore di corriere.it, sulla scia di alcune affermazioni di Murdoch di qualche giorno prima.

Il tema non è nuovo - in molti ci hanno sbattuto la faccia negli anni scorsi (Usa Today, El Paìs etc...) in pochi sono riusciti a far pagare le news (WSJ, Financial Times). Il perché è presto detto: l'informazione specialistica, verticale ha un alto valore aggiunto. Tanto alto che si trasforma in servizio e il lettore è disposto a pagare pur di averla perché lo aiuta nelle sue scelte quotidiane. Si pensi all'informazione economica e al peso che questa può avere per coloro che devono investire i propri risparmi.

Per l'informazione generalista il discorso è diverso. L'esperienza ci insegna che sono pochissime le persone disposte a pagare per leggere questo tipo di news on line -

Come e dove trovare i quattrini per continuare a fare informazione on line "generalista"?

Provo a dare il mio piccolo contributo sul tema.

1. Internet è sempre più mobile. Le news sul telefonino possono integrarsi con tecnologia push, con alert, con sms/Mms che hanno una tariffazione specifica dovuta alla tecnologia impiegata e da cui è possibile generare revenues. Il giornale deve diventare "tecnologicamente" aperto - permettere agli utenti lo sviluppo tramite API, così come Steva Jobs ha fatto per Iphone. PercHé concentrare lo sviluppo di tecnologia in mano a pochi tecnici? i giornlisti facciano i giornalisti e portino le notizie - al "come" fruirne ci pensa la rete. Da qui può nascere un "mondo" virtuoso in cui tutti (editori, sviluppatori, utenti) possono guadagnare.  E' a mio avviso opportuno concentrarsi su questa integrazione che sarà rapiddissima nei prossimi mesi per cercare di capire come e quanto è possibile ricavare dalle News.

2. Il corriere.it NON è la versione web del Corriere della Sera cartaceo. E' semplicemente web. Semmai il Corriere della Sera cartaceo è un supporto di quanto accade nel web (su corriere.it) che è necessariamente più tempestivo, multimediale, interattivo di un vecchio foglio di carta in bianco e nero che esce il giorno dopo ai fatti di cronaca. Questo vuol dire che corriere.it deve capire le potenzialità del web e sfruttarle fino in fondo per generare "cassa". Tradotto: web è comunità, è membership, è cookies, è newsletter, è mail, è notifiche, è pubblicità, è search basata sulla profilazione spinta sui dati personali e sulla navigazione dell'utente. Finché il corriere.it si concentra sulla massimizzazione dell'audience e non, ad esempio, sulla targettizzazione spinta dei lettori,  sulla tecnologia usata e sugli aspetti di cui abbiamo parlato poc'anzi- così come fa un portale generalista- perde un sacco di quattrini.  E non è detto, anzi non è così, che la targettizzazione sugli appassionati di motori si faccia con una sezione motori ad hoc. Dentro il canale donna posso trovare tutte le appassionate di motori senza che nessuno si accorga di nulla.
Attenzione: il terreno è scivoloso, lo so bene. E l'incrocio tra quattrini e inforamzione mette la pelle d'oca a chiunque faccia il giornalista e abbia un po' di sale in zucca. Ma non possiamo esimerci. Un giornale in attivo è un giornale libero - un giornale povero è un giornale che ha bisogno di "favori" per sopravvivere e che deve renderli, soprattutto.
L'unico problema che vedo qui è la privacy- perché in rete si può fare tutto.

3. la tecnologia permette una riduzione drastica dei costi. Anche questo è un modo per fare quattrini. Lo sottolineo perché a mio avviso una redazione on line è per forza di cose più snella di una cartacea - lo devono capire i giornalisti ma lo devono capire anche i direttori- che poco conoscono questo mezzo: il web. La tecnologia permette di mixare contenuti e costruire le pagine con pochissimo sforzo -  Insomma: i giornalisti devono capire che la loro opera è fondamentale per scegliere cosa è una notizia, per aprire i cancelli. La loro opera è necessaria soprattutto per verificare verificare e ancora verificare perché questo è il terreno più scivoloso nell'informazione on line: tutto veloce, tutto ribattuto, in un grande eco mediatico in cui si perde cognizione di chi ha parlato per primo e perché. Al resto pensano i server, la tecnologia, il direttore e i capiservizio se hanno pensato bene il giornale.

 

 
 
 

Daje di tacco ... daje di punta

Post n°97 pubblicato il 18 Marzo 2009 da ale.gennari

 
 
 

Senza speranza

Post n°96 pubblicato il 05 Marzo 2009 da ale.gennari

In Italia a 45 anni ci si sente vecchi e fuori dal mercato del lavoro.

E' l'aspetto che mi colpisce di più di questa crisi, e della valanga di racconti scritti dai lettori di Repubblica.it.

 

 
 
 

[OT] - Il nuovo che avanza

Post n°95 pubblicato il 22 Febbraio 2009 da ale.gennari
 

Dario Franeschini  Franceschini ha un sito internet. E' questo.

Il sito non ha feed rss nè newsletter. Bisogna aprirlo per vedere se c'è qualcosa di nuovo.

In compenso ha un tasto "genera pdf" sulla barra di navigazione. Utile. Si può stampare la pagina e anche incorniciarla- cosa che tutti certamente faranno.

Non c'è un blog. Cioè Franceschini non "dialoga" con i cittadini. C'è da capirlo: non ha voluto le primarie, perché mai dovrebbe volere un blog dove tutti gli elettori possono dirgli cosa pensano di lui? Questione di coerenza.

In compenso ci sono i video, e quelli sì- sono commentabili. I commenti però sono impaginati così: titolo, prima riga di commento- il resto non visibile bisogna cliccare.
il concetto di usabilità è usato in maniera "innovativa".
Del resto però questi sono video seri - quindi non "embeddabili" - altrimenti si potrebbero diffondere in rete- alla youtube-LiberoVideo. Hai visto mai? è una roba pericolosa, meglio evitare. Ma anche in questo caso l'usabilità è fantastica: barra di play al centro del video, contro tutti gli standard mondiali, che la vogliono in basso.

Altre chicche innovative.
Discorsi scaricabili in pdf e non visibili in pagina html (troppo semplice)
Url del tipo cicciobaluffo234?adger=6534 che notoriamente, stanno simpatiche a google (meglio non essere trovati dai motori di ricerca, deve aver pensato)- e così via.

Ci sono anche pagine con header a 800pixel e body a 1024 - giuro le ho viste.

Infine la mitica navigazione al contrario, la madre di tutti i siti spaziali.
Funziona così: in occidente si legge da sinistra a destra e dall'alto in basso.
Per cui quando si naviga, e si deve decidere come far funzionare il sito si adotta lo stesso sistema. Franceschini no, è il nuovo che avanza.

Per cui: se devi stampare un discorso, prima scegli il tab "discorsi". Poi il discorso che ti interessa (ottimo, vai in basso). Poi per stampare non trovi mica un pulsante in fondo al discorso. Banale. Devi andare all'insù, cercare e cliccare un pulsante "stampa" presente in testa, nella barra di navigazione del sito.

Democratici di tutta italia, sereni.
Il nuovo che avanza è arrivato e ci travolgerà.

 

 

 
 
 

Libero News: tutti sotto login

Post n°94 pubblicato il 18 Febbraio 2009 da ale.gennari
 

Come anticipato qualche giorno fa, da qualche ora è necessario loggarsi per poter lasciare un commento nell'area News di Libero.it

Mi piace molto questa soluzione: ogni commento è associato a una faccia, a una persona. Sembra una vera e proria piazza virtuale, la più grande d'Italia, in cui si discute sulla notizia del giorno.

Ora dobbiamo agire sulla velocità di pubblicazione dei commenti - lo faremo in tempi brevi. Buona lettura

 
 
 

Il cancro? si batte con il bicarbonato

Post n°93 pubblicato il 16 Febbraio 2009 da ale.gennari
 

Su arcoris.tv compare un video postato da Massimo Mazzucco. Nel video una signorina spiega di aver battuto il Cancro con ACQUA e BICARBONATO.

 

giornalettismo.com, diretto da Nicotri, sbugiarda la bufala analizzando nel dettaglio il video proposto. La signora ha prima subìto un "classico" intervento chirurgico per rimuovere il tumore e poi ha assunto acqua e bicarbonato

 

Il tutto viene ripreso dal sito antibufala per eccellenza, quello di Paolo Attivissimo.

 

Ecco, queando si parla di responsabilità e irresponsabilità mediatica, credo si intenda più o meno questo

 
 
 

Grande fratello batte Eluana 38 a 2

Post n°92 pubblicato il 12 Febbraio 2009 da ale.gennari
 
Tag: mentana

Lo riporto interamente. Interessante e significativo.

[via CABLOGRAMMI] - (si commenta da sé)

..

So che può sembrare blasfemo parlarne oggi, e a chi mi chiede un parere personale dico che mi sono identificato totalmente in quel che in questi giorni ha scritto Marco Cattaneo qui e qui. Però credo si debba avere il coraggio di guardare in faccia la realtà, anche (anzi soprattutto) quando non ci piace.

Ci pensavo da ieri sera, quando Enrico Mentana si è dimesso perché Canale 5 non ha cambiato il palinsesto, rifiutando di spostare la puntata del Grande Fratello per mandare in onda uno speciale di Matrix sulla morte di Eluana. Ebbene, se gli italiani avessero potuto votare con il telecomando, o meglio con il mouse, avrebbero dato ragione alla scelta dei vertici di Mediaset.

Il grafico che vede qui sotto è tratto da Google Insights, il servizio di Google che stima l’interesse degli utenti di internet per un certo tema, misurando le richieste che su quella parola chiave vengono fatte al motore di ricerca in un determinato arco di tempo. Le due curve mettono a paragone la popolarità delle ricercche Eluana (in rosso) e Grande Fratello (in azzurro). Ebbene, nei 30 giorni tra l’11 gennaio e l’8 febbraio, il Grande fratello batte Eluana 38 a 2. Vuol dire che in una scala da zero a 100 (dove 100 spetta al termine più cercato nel periodo), il reality televisivo ha avuto nella media dei 30 giorni una magnitudo 17 volte superiore alla vicenda di Eluana, se lo si misura in base al numero di richieste che sui due temi sono state fatte a Google. In particolare, poi, il picco assoluto delle ricerche si registra martedì 13 gennaio (lettera B), in concomitanza con la prima puntata del reality.

eluana grande fratello

Basterebbe a farsi un’idea, non è tutto. Martedì 3 febbraio gli echi dell’uscita dalla casa del Grande Fratello di Daniela Martana - la hostess della Cai che ha dovuto lasciare la trasmisione  non avendo ricevuto l’aspettativa, e di Leonia - fanno segnare un interesse pari a 40. Sabato, nel picco dello scontro tra primo ministro e presidente della Repubblica per la mancata firma di Napolitano al decreto legge del governo, il tema Eluana ha fatto registrare un’attenzione pari a 14. Circa un terzo di quella tributata alla hostess.

Certo, la rete non è sovrapponibile al paese. Si tratta di un campione, ma sono pur sempre 20 milioni di navigatori. Insomma, non è un sondaggio scientifico. Ma la sproporzione tra le cifre parla da sola. E il messaggio è oltremodo eloquente.

 
 
 
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