"E' unicamente attraverso la bellezza che si perviene alla libertà."
F. Schiller

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E' l'estate del 2008, Roma è calda e appiccicosa, la casa di Annarella è una bolgia di letti sfatti, i piatti sono accatastati sul lavandino incrostati di pattume alimentare e le mosche non fanno che girare attorno ronzanti e affamate. Lei ti accoglie in casa con la faccia cdi una bimba monella, che ha compiuto una grave infrazione al codice etico familiare ma non ha il coraggio di dirlo ai genitori. L'atmosfera però è carica del suo coraggio, della sua disperazione e della sua paura di ferirti, e i suoi sensi di colpa nei tuoi confronti dureranno anni. Quando poi ti pianterà per la seconda e ultima volta, le impediranno di scambiare con te due parole, davanti a una birra, e penserai che ti odia, perchè la colpa sei tu.
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"Hai chiamato per farmi gli auguri di Natale?" Muoiono così i nostri alieni puntiformi, si dissolvono garbatamente come si erano accesi, escono dalle nostre illusioni riaprendo nuovamente il sipario ad una realtà che attende troppo il nostro contributo poetico, e non ci si viene mai incontro. Quelle maledette lanterne che abbiamo amato per qualche istante giacciono adesso distese su qualche campo incolto, dove il mais è stato raccolto e le piante sono state spezzate e arse con meccanica indifferenza. |
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Post n°104 pubblicato il 15 Dicembre 2012 da lakeghost
Sono le 15 e qualcosa quando esco di casa trafelato sapendo di portare minimo 20 minuti di ritardo all'appuntamento con Frank. Carmela è accucciata sul pail proprio fuori dalla porta, bianca sporca e grassa, chiede una carezza, è una gatta voluttuosa. Le indicazioni che ho avuto da Frank sulla strada per raggiungerlo a lezione non sono state completamente esaustive. Imbocco l'autostrada mentre il sole si avvicina alle vette bianche del Gran Sasso, reggono un cielo tagliato a metà tra il blu dello spazio rischiarato appena e il grigio gonfio delle nubi che salgono piano dall'orizzonte. Passa quasi un'ora prima che riesca ad individuare il luogo dell'appuntamento, mi passa a prendere dal benzinaio, faccio in tempo per una pisciata, comprare le cartine e mezzo chilo di pane, che rompo disordinatamente mentre lo aspetto. Quando arriva mi offre un caffè e un bicchiere d'acqua, e io so già che prima che finisca la lezione avrò nuovamente la tanica da svuotare. |
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Post n°103 pubblicato il 08 Dicembre 2012 da lakeghost
Saranno passati circa venticinque anni da quando la spuma del mar dei caraibi modellava i tuoi caratteri , il sole ti anneriva la pelle e le onde ti lasciavano posata tra le piante di cacao e i riti voodoo. Oggi celebri col tuo compagno e la tua creatura la forza d'animo, la fermezza intellettuale e la robustezza del tuo cuore, che hanno sopportato i dolori, le atrocità e le inaspettate ma altrettanto meritate gioie che solo un'antenna ricettiva come quella del tuo spirito giovane potevano abbracciare con tanta costanza. |
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Un mucchietto sparuto di gente si è radunato ai piedi di un balcone d'un palazzo bianco, non troppo importante, ma era tutto suo. Vociava con la rabbia illogica dei disperati e lanciava oggetti contro le finestre, ortaggi per la maggiore, qualche pomodoro e altre vivande di cu abbondano le nostre tavole. Il Boss si affaccia e li sfida con spocchia, loro alzano il tono, lo vogliono vedere nudo, lasciare la Sicilia e non far più ritorno. Io cammino verso il balcone che si fa più basso mano a mano che mi avvicino, ed è così d'altronde, il potere è basso se lo si guarda da vicino. Gli dico che sono emigrato troppi anni fa oramai, e che da allora non faccio che vagare, ma non si riesce proprio a tornare stabilmente. Mi manca la mia terra madre, la sogno, la desidero come un uomo corteggia una donna capricciosa. Ma c'è un solo modo perchè tutti gli esuli facciano ritorno, non c'è altra strada se non quella che ci vede incrociati noi da una parte e dall'altra loro. Noi torniamo solo se voi ve ne andate. Lui si sporge dal balcone e si commuove, come un nonno da l'addio a un nipote con orgoglio ferito. Mi stringe la mano e sussurra "Non è possibile. Non è Possibile". |
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Post n°101 pubblicato il 22 Novembre 2012 da lakeghost
Lettera nona (dall'Orto Abortito) |
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Post n°100 pubblicato il 12 Settembre 2012 da lakeghost
Lettera Ottava Il deserto di cemento e ruggine, non molto tempo addietro, era una verde terra, dove le colline si alzavano modeste e i borghi in cima spuntavano curiosi come il muso d'una talpa. Le montagne bucavano i cieli, aguzze e bianche come i denti degli squali, le vallate morbide come il ventre d'una calda e tenera amante, e le acque impetuose bagnavano le coste e alimentavano la vita degli abissi. Adesso, quando la luna sorge sul deserto di cemento e ruggine, porta il viso di quelle anime maledette dalle atrocità, un fantasma col volto sozzo del sangue d'agnello. Death Valley Blues |
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Post n°98 pubblicato il 26 Dicembre 2011 da lakeghost
Sto guardando con mortificazione il selciato d’una stradina di paese in salita, qualche bancarella sulla destra scivola di lato dai miei occhi senza alcun peso, sono concentrato sul mio passo lento e sto cercando di trattenere le mie parole di ghiaccio. Con tutta sincerità, non posso più muovere un passo. Tu ti giri, sto farfugliando qualcosa di maledettamente stupido e disperato, riderei di me se fossi sveglio. Quando mi baci le tue guance sono umide e salate, rigate dalle lacrime. Quel coglione d’un capellone ti guarda imbalsamato, come uno scoiattolo esposto sulla mensola di una baita di montagna. Ma ha la tua stima e mi dovrà bastare. Ci stiamo dicendo addio, sto singhiozzando come un bimbo che ha preso una sberla dal padre. Dio, le tue labbra, non le voglio lasciare. Scappo lontano da te a gambe levate, corro nel vento, il selciato sembra un tapis roulant. In stazione non c’è un treno che mi porti via da questa città morta, i cartelloni sono scritti in un alfabeto alieno e io sembro una talpa. |
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Io quando prendo sonno sulla testa non ho il cielo stellato. Su di me non vegliano gli dei, non cantano le sirene, non soffiano i venti dell’est. Quando prendo sonno sulla mia testa si stende una lunga lastra di cemento, scura e soffocante, come un bagno nel catrame. Il Clown alla Rovescia non si annuncia più. Si materializza come una grandinata estiva, e se ne va lasciando pozzanghere rosse, rami spezzati e foglie marcite.
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Post n°95 pubblicato il 15 Luglio 2011 da lakeghost
Come un flauto senza soffio È dovere mio incidere il legno grezzo dell’anima mia Se ciò ancora non matura Riposerò i miei strumenti |
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Devo mettere la mia barca in acqua. Le ore trascorrono languide sulla riva – povero me! da "Gitanjali", di Rabindranath Tagore
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Post n°92 pubblicato il 15 Febbraio 2011 da lakeghost
Forse la causa è l’influenza crescente, il respiro stoppato dalle adenoidi gonfie di muco, o forse il timore di perdere il lavoro dopo aver battuto uno scontrino da 379 euro per una spesa da 36, aver ignorato il tutto ed essere stato ripreso dalla capa con grande disappunto dopo che aveva chiuso la cassa trovandosi la sorpresa proprio davanti ai suoi occhi increduli. Oddio, è difficile risalire alle cause dall’esamina degli effetti, non è un’avventura semplice, c’è da capirlo. Il cielo adesso è in fiamme, bruciano i nespoli e le mimose, si sciolgono le inferriate e l’asfalto bolle come acqua in pentola. Sale materiale lavico dappertutto, inghiotte il balcone e scioglie la base degli infissi. Io adesso non so come va a finire. E non sono così saggio, lo ammetto, per estrinsecare una morale o per carpirne un insegnamento profondo. Quindi, che dire, buona notte a tutti, la notte di un mondo che dorme ancora, come un drago che caccia fumo dalle sue enormi rotonde narici bollenti. |
AREA PERSONALE
"Dark Was the Night, Cold Was the Ground" Blind Willie Johnson
"The Grat Gig In The Sky" Pink Floyd


Inviato da: lakeghost
il 19/03/2013 alle 23:07
Inviato da: StregaM0rgause
il 19/03/2013 alle 07:50
Inviato da: lakeghost
il 08/01/2013 alle 23:59
Inviato da: StregaM0rgause
il 07/01/2013 alle 07:58
Inviato da: lakeghost
il 17/12/2012 alle 01:03